Silvana Pampanini

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Silvana Pampanini in un'immagine degli anni cinquanta

Silvana Pampanini (Roma, 25 settembre 1925Roma, 6 gennaio 2016[1]) è stata un'attrice cinematografica italiana che ha goduto di una grande notorietà negli anni cinquanta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di famiglia veneta trapiantata a Roma da tre generazioni, si diplomò all'istituto magistrale e al Conservatorio di Santa Cecilia. Era ancora una studentessa quando la sua insegnante di canto la iscrisse al concorso di Miss Italia rilanciato a Stresa nel settembre del 1946 dopo la pausa bellica: nonostante la vittoria ufficiale di Rossana Martini le vivaci proteste del pubblico determinarono l'assegnazione del premio "ex aequo" anche a Silvana.

Questo concorso di bellezza lanciò la Pampanini nel mondo del cinema: lei iniziò la carriera come interprete di pellicole musicali e acquisì una popolarità crescente anche tramite i settimanali illustrati e i cinegiornali. Suo padre, inizialmente contrario alla carriera della figlia come attrice, lasciò il proprio lavoro e divenne il suo abile agente.

Nella prima metà degli anni cinquanta, poco prima che Sophia Loren e Gina Lollobrigida raggiungessero una grande notorietà, per una breve ma intensa stagione la Pampanini fu il simbolo più rappresentativo della bellezza italiana a livello mondiale, assieme a Lucia Bosè e Silvana Mangano. Al contrario delle colleghe lei aveva una solida preparazione musicale e fu ingaggiata anche per registrare, su dischi in vinile a 78 e 45 giri, numerose canzoni che non sono mai state ripubblicate su supporti più moderni.

Silvana Pampanini ritratta accanto a Totò

Sul grande schermo la Pampanini apparve, spesso doppiata nella voce ma non nel canto, accanto a tutti i migliori attori italiani del dopoguerra: Totò, Peppino De Filippo, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Walter Chiari, Amedeo Nazzari, Renato Rascel, Raf Vallone, Nino Taranto, Massimo Girotti, Ugo Tognazzi, Carlo Dapporto, Paolo Stoppa, Rossano Brazzi, Massimo Serato, Folco Lulli, Aroldo Tieri, Carlo Campanini, Tino Scotti. Fra i partner stranieri: Jean Gabin, Henri Vidal, Jean-Pierre Aumont, Raymond Pellegrin, Pierre Brasseur, Pedro Armendáriz e perfino Buster Keaton.

Negli anni cinquanta molti film con la Pampanini furono distribuiti in tutto il mondo. I titoli più noti sono: I pompieri di Viggiù che nel 1949 la rivelò al grande pubblico; nel 1951 O.K. Nerone, suo primo successo internazionale nonché parodia di Quo vadis? e Bellezze in bicicletta in cui cantò una delle più celebri canzoni dell'epoca; nel 1952 il pluripremiato Processo alla città e La presidentessa tratto da una brillante pochade francese; nel 1953 un riuscito episodio di Un giorno in pretura, per cui si lasciò invecchiare di 30 anni dal truccatore, e Noi cannibali, crudo film neorealistico ambientato nella Civitavecchia del dopoguerra. Nel 1955 la commedia La bella di Roma di Luigi Comencini e il campione di incassi Racconti romani da un soggetto di Alberto Moravia. Infine La strada lunga un anno di Giuseppe De Santis, candidato all'Oscar 1959 e vincitore del Globo d'Oro come miglior film straniero.

La Pampanini non concretizzò mai le proposte che le arrivarono da Hollywood ma lavorò in Francia dove fu soprannominata Ninì Pampan, in Spagna, Jugoslavia, Egitto, Argentina e soprattutto in Messico dove girò alcune pellicole mai uscite in Italia.

Nel frattempo la stampa popolare registrava i presunti flirt con il principe ereditario afgano Ahmed Shah Khan, Tyrone Power, William Holden, George DeWitt, Omar Sharif, Orson Welles, re Faruq I d'Egitto, il tenore Giuseppe Campora e altri. Da parte sua l'attrice raccontava che il suo unico vero amore, un uomo con dieci anni più di lei, bello, ricchissimo, estraneo allo spettacolo e mai identificato, era morto nel 1952, un mese prima delle loro nozze, per la ricaduta di una malattia contratta durante la guerra.

Dopo occasionali esperienze come regista e sceneggiatrice la Pampanini diradò al minimo gli impegni cinematografici, dedicandosi alla radio e alla TV. Spesso apparve come presentatrice o madrina di eventi culturali, concorsi di bellezza, manifestazioni mondane o competizioni sportive. Per molti anni gestì anche la corrispondenza coi lettori in un periodico dello spettacolo.

Nel 1964 Dino Risi la diresse in Il gaucho nella parte autobiografica di una diva al tramonto che è alla patetica ricerca di un successo perduto e di un marito milionario. Nel 1966, dopo vent'anni di carriera, rinunciò al cinema per assistere i genitori ormai anziani con cui visse fino alla loro morte. Tornò sul grande schermo in un ultimo ruolo di prostituta bionda per un episodio di Mazzabubù... Quante corna stanno quaggiù? (1971), dopodiché fece soltanto un'apparizione nei panni di se stessa nel Tassinaro (1983) di Alberto Sordi.

Molto devota a San Pio da Pietrelcina e a Sant'Antonio da Padova, la Pampanini non si è mai sposata e non ha avuto figli ma vantava "più proposte di matrimonio che mal di testa" oltre all'assiduo corteggiamento di Totò tra la fine del 1950 e l'inizio del 1951. Per decenni Silvana lasciò credere che la struggente canzone Malafemmena fosse dedicata a lei. In realtà fu ispirata dalla moglie separata del comico napoletano, come risulta dalla testimonianza della figlia e da un documento SIAE.

Benché residente nel principato di Monaco da alcuni decenni, nell'aprile 2003 fu nominata Grande ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica Italiana dal presidente Ciampi.

Il 4 maggio 2007 partecipò ai grandiosi festeggiamenti per i 70 anni di Cinecittà e nel marzo 2008 polemizzò con il sindaco Walter Veltroni che non l'aveva invitata alla Festa del Cinema di Roma. In compenso, nell'aprile 2009 fu la madrina della Mostra del Cinema dello Stretto che le tributò una calorosa accoglienza e un riconoscimento alla carriera.

Dopo 51 anni di assenza, nel settembre 2009 tornò alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia per la proiezione in Sala Volpi della versione restaurata di Noi cannibali di Antonio Leonviola, pellicola inserita nella sezione Questi fantasmi 2 dedicata ai film italiani da rivalutare[2]. In un'intervista del novembre dello stesso anno il regista spagnolo Pedro Almodóvar dichiarò che lei era una delle attrici italiane con cui avrebbe desiderato lavorare[3]. Recentemente altri suoi film, che si credevano perduti, sono stati riscoperti e riproposti in formato DVD.

Il 25 ottobre 2015 l'attrice, colpita da un blocco renale, è ricoverata in gravi condizioni e operata d'urgenza presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma[4] dove resta fino al 6 gennaio 2016, quando si spegne all'età di 90 anni.[5] Dopo la camera ardente allestita in Campidoglio, i funerali si svolsero l'8 gennaio nella Basilica di Santa Croce in Via Flaminia, con la partecipazione di moltissimi amici, parenti e concittadini ma ben pochi volti del mondo dello spettacolo tra cui il Mago Silvan, Elsa Martinelli e Lina Sastri.[6] È sepolta a Roma presso il Cimitero Flaminio.

In televisione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia apparve regolarmente sul piccolo schermo fin dal 1951, epoca delle prime trasmissioni sperimentali. Nel 1956 lanciò l'esordiente mago Silvan al quale diede il nome d'arte. Quando era all'apice della popolarità fu scritturata per vari programmi anche nei paesi dell'America Latina.

Nell'estate 1965 con Aroldo Tieri presentò il varietà con giochi di squadra Mare contro mare trasmesso dal Programma Nazionale.

Il suo unico lavoro di prosa per la RAI risale al 1970 quando interpretò un ruolo secondario in una commedia di Gustave Flaubert ma per avere la parte fu costretta a sottoporsi a un provino.

Nella miniserie Mediaset Tre stelle (1999) aveva il ruolo marginale dell'anziana madre di Alba Parietti e nello stesso anno partecipò a Gratis (Rai Uno) con Nicola Arigliano, Ambra Angiolini e Francesco Paolantoni.

Nell'autunno 2002 fece parte del cast di Domenica In condotta da Mara Venier ma rinunciò dopo due mesi.

Nell'arco di oltre 60 anni furono numerosissime le sue apparizioni come ospite in programmi musicali, di intrattenimento, talk shows, interviste, fino a pochi mesi prima del decesso.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Nei suoi anni ruggenti Pampanini è stata maltrattata dai critici cinematografici e non ha mai ricevuto dei premi importanti per la recitazione. Nel 1996 pubblicò l'autobiografia, Scandalosamente perbene, in cui si paragona a Greta Garbo e interloquisce disinvoltamente con Pablo Neruda, Jacques Prevert e Federico García Lorca in un immaginario dialogo fra sommi artisti.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel dicembre 2006 criticó pubblicamente la Lollobrigida in procinto di sposare un uomo molto più giovane.[7]
  • Fin dal 1986 nel comune di Roma, in zona Castel Giubileo, esiste una strada dedicata al soprano Rosetta Pampanini[8], eppure, per un clamoroso errore, una targa posta all'incrocio con Via Mario Del Monaco riporta la dicitura "Via Silvana Pampanini".[9].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Silvana Pampanini e Buster Keaton nel film L'incantevole nemica di Claudio Gora (1953)
Silvana Pampanini nel film Allegro squadrone di Paolo Moffa (1954)

Varietà televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

In molti suoi film la Pampanini è stata spesso doppiata nei dialoghi. Tra le sue doppiatrici principali si ricordano:

Nelle scene di canto è stata invece sempre utilizzata la sua voce.

Fonte: M. Giraldi - E. Lancia - F. Melelli, Il doppiaggio del cinema italiano, Bulzoni Editore, pp. 197-198

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 1992[10]
Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 1993[11]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 1º marzo 2003[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morta Silvana Pampanini, aveva 90 anni, Adnkronos, 6 gennaio 2016.
  2. ^ Scheda della Biennale di Venezia 2009
  3. ^ Intervista a Pedro Almodóvar a La Repubblica del 15.11.2009
  4. ^ Silvana Pampanini ricoverata in gravi condizioni: l'attrice, 90 anni, operata d'urgenza due volte, Il Mattino, 25 ottobre 2015.
  5. ^ Cinema, è morta Silvana Pampanini, Corriere della Sera, 6 gennaio 2016.
  6. ^ A Roma i funerali di Silvana Pampanini: chiesa gremita e applausi all'attrice, La Repubblica, 8 gennaio 2016.
  7. ^ Cinema, Pampanini: "Al posto della Lollobrigida sarei a disagio", Adnkronos, 5 dicembre 2006.
  8. ^ Comune di Roma | Sito Istituzionale | Sistema Informativo Toponomastica
  9. ^ Silvana Pampanini, ancora viva e già con una strada intestata a Roma, romafaschifo.com, 23 dicembre 2010.
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  11. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  12. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Scandalosamente Perbene, autobiografia di Silvana Pampanini, Editore Gremese, Roma 1996.
  • Splendida Insolente di Paolo Claudio Girolami, biografia inedita di Silvana Pampanini.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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