Rosetta Pampanini

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Rosetta Pampanini

Rosetta Pampanini (Milano, 2 settembre 1896Corbola, 2 agosto 1973) è stata un soprano italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver studiato canto con Emma e Lorenzo Molajoli, esordì al Teatro dell'Opera di Roma il 3 marzo 1920 col ruolo di Micaela in Carmen.

Nel 1921 al Teatro Regio di Torino interpretò Siébel nel Faust diretto da Tullio Serafin, che nel marzo del 1923, dopo un periodo di perfezionamento, la volle al Teatro San Carlo di Napoli come Desdemona nell'Otello verdiano. Prescelta da Mascagni, ottenne poi uno strepitoso successo nel dicembre dello stesso anno nell'Iris al Teatro Coccia di Novara.

Al Teatro Comunale di Bologna nel dicembre del 1924 interpretò Mimì ne La bohème, ed in questa occasione fu notata da Arturo Toscanini, che la volle come protagonista l'anno dopo di Madama Butterfly (ruolo che divenne tra i preferiti) al Teatro alla Scala, dove apparve regolarmente fino al 1937. Svolse anche un'attività internazionale, apparendo all'Opera di Monte Carlo nel 1927, alla Royal Opera House di Londra dal 28 al 33, a Chicago nel 31 e 32, alla Opera di Vienna e a Lisbona nel 33, all'Opera di Parigi nel 35.

Il repertorio fu prevalentemente di soprano lirico, in particolare pucciniano (in cui spiccano i ruoli di Mimì e Butterfly) e in ambito verista (Pagliacci, Iris, Il piccolo Marat), con alcune puntate nel campo del soprano drammatico (Aida, Andrea Chenier).

La carriera proseguì fino al 1947, quando abbandonò il palcoscenico con Tosca, per dedicarsi interamente all'insegnamento, che aveva già iniziato dal 1942 (tra i suoi allievi il tenore Florindo Andreolli). Sua nipote Silvana Pampanini fu una famosa attrice.

Ammalatasi gravemente, volle ritornare a Corbola, suo paese d'origine, dove scomparve poco prima del settantasettesimo compleanno.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Warrack, Harold Rosenthal, Guide de l'opéra, a cura di Roland Mancini, Jean-Jacques Rouveroux, Fayard, 1995, ISBN 978-2-213-59567-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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