La presidentessa (film 1952)

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La presidentessa
Paese di produzione Italia
Anno 1952
Durata 87 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Pietro Germi
Soggetto Maurice Hennequin e Pierre Veber (pièce teatrale)
Produttore Amato-Exelsa
Distribuzione (Italia) Minerva
Fotografia Leonida Barboni
Montaggio Rolando Benedetti
Musiche Carlo Rustichelli
Costumi Carlo Egidi
Interpreti e personaggi

La presidentessa è un film del 1952 diretto da Pietro Germi, adattamento per il cinema dell'omonima pochade di Maurice Hennequin e Pierre Veber, già portata sullo schermo nel 1938 da Fernand Rivers in La présidente.

Ha avuto un remake nel 1977, La presidentessa, diretto da Luciano Salce, con Mariangela Melato nel ruolo qui ricoperto da Silvana Pampanini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'attrice Gobette si esibisce nel teatro Odeon della piccola cittadina francese Grey. La magistratura del luogo sotto forma del presidente del tribunale - Tricoin -, uomo molto austero, le manda un giudice d'inchiesta - Luciano Pinglet -, per farle smettere con le sue esibizioni troppo generose. Ma il giudice viene sedotto ed il giorno dopo non appare al lavoro, perché ha trascorso la notte in albergo con Gobette a festeggiare.

Quando la sera, con 12 ore di ritardo si presenta dal presidente di tribunale questo lo rimprovera e in base alle lamentele delle persone nell'albergo, lo incarica di accompagnare Gobette alla stazione per farle lasciare Grey. Gobette lascia l'albergo, ma non lascia la città, bensì si fa accompagnare dal giudice a casa del presidente, che rimasto solo, perché la moglie e la figlia sono partite, si ritrova Gobette in casa, che cerca di sedurre anche lui. Ma improvvisamente si fa annunciare il ministro di giustizia - Cipriano Gaudet - che con l'autovettura con una gomma rotta, deve trascorrere la notte a Grey ed ha preferito vedere il presidente la sera stessa. Il suo segretario personale, lo informa che in albergo non vi sono stanze libere e Gobette che si improvvisa la signora Tricoin invita il ministro a passare la notte in casa Tricoin. Essa finisce per sedurre il ministro che il giorno dopo torna in ministero confessando al suo segretario personale che è stata la notte più felice della sua vita. Inizia un gioco di intrighi, per far trasferire Tricoin più vicino a Parigi affinché il ministro possa vedere il più possibile la signora Tricoin. Nel frattempo compare la vera signora Tricoin al ministero che vorrebbe chiedere al ministro di trasferire il marito dato che è stanca di stare in provincia a Grey. Il ministro la scambia per la donna delle pulizie e le fa pulire gli ottoni della sua scrivania, incontrando così una segreta mania della signora Tricoin. Nel frattempo Gobette seduce anche il segretario personale. L'usciere - uomo di Marsiglia - ha un'avversione per i settentrionali e odia per questo il ministro, cercando perciò di dargli fastidio come in ogni modo.

Il finale è lieto.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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