Lee Van Cleef

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Lee Van Cleef nella serie Stories of the Century del 1954

Lee Van Cleef, pseudonimo di Clarence LeRoy Van Cleef Jr. (Somerville, 9 gennaio 1925Oxnard, California, 16 dicembre 1989), è stato un attore statunitense noto e apprezzato per i suoi ruoli in film western, soprattutto in quelli realizzati da Sergio Leone.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Van Cleef nacque a Somerville, nel New Jersey, il 9 gennaio del 1925, figlio di Clarence LeRoy Van Cleef Sr., di origini olandesi[1], e di Marion Van Fleet (nata Marion Levinia). Nel 1942, all'età di diciassette anni, Lee si arruolò nella marina degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, per poi, al termine del conflitto, intraprendere la carriera di attore dopo una breve esperienza di ragioniere. Il suo primo film fu il famosissimo western Mezzogiorno di fuoco di Fred Zinnemann, nel quale ebbe il ruolo di uno dei tre compari di Frank Miller (in questo film non pronuncia neanche una battuta). Nel 1956, ebbe una parte iniziale nel film Sfida all'O.K. Corral ed è presente nel 1958 nel film western Bravados, con protagonista un tormentato Gregory Peck.

Fino a circa la metà degli anni sessanta, Van Cleef non andò oltre piccoli ruoli in film di ogni genere, con apparizioni fugaci e spesso senza pronunciare alcuna battuta. Fu solo nel 1964 che la sua carriera ebbe una svolta: Sergio Leone si ricordò di lui mentre era alla ricerca di un attore.[2] All'epoca, Van Cleef era a un punto morto della propria carriera e completamente sfiduciato, con problemi di dipendenza dall'alcool e dal fumo, e per vivere si dedicava alla pittura, dalla quale ricavava cifre modeste. In un'intervista dichiarò che in quel periodo non poteva pagare nemmeno la bolletta del telefono.[3]

L'incontro con il regista romano fu la svolta che diede inizio a una nuova vita per Van Cleef e ad una lunga carriera in Italia. La sua collaborazione con Leone continuò anche con Il buono, il brutto, il cattivo (1966), nel ruolo del "cattivo" Sentenza, apparendo dunque in due dei tre film della cosiddetta trilogia del dollaro firmata dal regista italiano, diventando un'icona degli spaghetti-western.

Uno degli ultimi ruoli di rilievo dell'attore è stato nel cult di John Carpenter 1997: Fuga da New York (1981) e nel drammatico The Octagon (1979) con Chuck Norris. Gli ultimi anni lo vedono tra i protagonisti in pellicole di produzione italo-tedesca, degli action movie di serie B diretti dall'artigiano del cinema Antony M. Dawson (pseudonimo di Antonio Margheriti) e che rifacevano il verso alla serie avventurosa di Indiana Jones. Un'ultima serie di telefilm dal discreto successo televisivo interpretata da Van Cleef a metà degli anni ottanta fu The Master, in cui impersonava un veterano della guerra di Corea, maestro nel Ninjutsu.

Van Cleef morì per un attacco di cuore a Oxnard (California) ed è sepolto nel cimitero Forest Lawn Memorial Park di Hollywood Hills a Los Angeles.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Van Cleef si sposò tre volte. Il primo matrimonio fu nel 1943 con Patsy Ruth, dalla quale ebbe tre figli, Deborah, Alan e David. Nel 1960 ottenne il divorzio per poi risposarsi, nello stesso anno, con Joan Drane. Nel 1974 ottenne il divorzio dalla Drane e due anni dopo si sposò con Barbara Havelone, con la quale rimase fino alla sua morte nel 1989.

Dalla nascita aveva un occhio di colore verde e l'altro di colore blu: questa caratteristica, chiamata eterocromia, veniva camuffata in tutti i suoi film, ma ne Il buono, il brutto, il cattivo è possibile notarlo grazie ai frequenti primi piani. Perse la falange distale del dito medio della mano destra, evidente nei particolari nello scontro a fuoco finale de Il buono, il brutto, il cattivo.

Omaggi e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Turi in Sfida all'O.K. Corral, Il ritorno di Joe Dakota, I giovani leoni, La resa dei conti, Arcobaleno selvaggio, Diamante Lobo, Là dove non batte il sole, El Condor, Barquero, Ehi amico... c'è Sabata, hai chiuso!, È tornato Sabata... hai chiuso un'altra volta, Capitan Apache, La freccia nella polvere, La banda dei dieci, Il diario di un condannato, La legge del fucile, Il segno della legge, L'uomo solitario, Gli avvoltoi della strada ferrata, La leggenda del rubino malese
  • Emilio Cigoli in Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, I giorni dell'ira, Al di là della legge, I magnifici sette cavalcano ancora, Il grande duello, Da uomo a uomo
  • Bruno Persa in Bravados, L'albero della vendetta, La principessa del Nilo
  • Sergio Graziani in La parola di un fuorilegge... è legge!, L'uomo che uccise Liberty Valance, Dio, sei proprio un padreterno!
  • Manlio Busoni in La legge del capestro, I senza legge
  • Riccardo Mantoni in La conquista del West
  • Stefano Sibaldi in Gli ostaggi
  • Gualtiero De Angelis in Zingaro
  • Pino Locchi in La polizia bussa alla porta
  • Giuseppe Rinaldi in E continuavano a fregarsi il milione di dollari
  • Gianni Musy in 1997: fuga da New York
  • Sergio Tedesco in La squadra infernale
  • Rino Bolognesi in Quel pomeriggio maledetto

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Terry Rowan, The American Western A Complete Film Guide, Lulu.com, 2013, ISBN 978-1-300-41858-0. URL consultato il 30 giugno 2017.
  2. ^ Christopher Frayling, Sergio Leone - Danzando con la morte, Il Castoro, giugno 2002, p. 196 e seguenti. La prima scelta di Leone era Henry Fonda, che il regista romano aveva cercato più volte di scritturare; al rifiuto dell'agente dell'attore, si pensò a Charles Bronson, quindi a Lee Marvin e Robert Ryan. Con Marvin, Leone aveva un accordo verbale per il ruolo del colonnello Douglas Mortimer in Per qualche dollaro in più, ma poi l'attore firmò per Cat Ballou (1965)
  3. ^ (EN) Intervista riportata da leevancleef.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Christopher Frayling, Sergio Leone - Danzando con la morte, Ed. Il Castoro, giugno 2002 - ISBN 88-8033-207-4

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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