John Carpenter

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John Carpenter
JohnCarpenter2010 (Cropped).jpg
John Carpenter nel 2010
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereMusica elettronica[1]
Rock[1]
Periodo di attività musicale1974 – in attività
Strumentotastiere, sintetizzatore
Album pubblicati23
Studio3
Colonne sonore18
Raccolte2
Sito ufficiale

John Howard Carpenter (Carthage, 16 gennaio 1948) è un regista, sceneggiatore, compositore, musicista, attore, produttore cinematografico e montatore statunitense.

Regista di numerose pellicole horror, thriller e fantascientifiche, viene considerato uno dei migliori cineasti specializzati in tali generi; i suoi film più famosi sono Halloween - La notte delle streghe (1978), 1997: Fuga da New York (1981), La cosa (1982), Grosso guaio a Chinatown (1986), Essi vivono (1988) e Il seme della follia (1994). Oltre a dirigere, Carpenter ha composto la colonna sonora di molti suoi film.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Carthage, nello stato di New York, Carpenter cresce a Bowling Green (Kentucky). Si diploma alla Western Kentucky University, dove il padre insegna musica. La sua carriera nel cinema inizia con una serie di cortometraggi come Revenge of the Colossal Beasts, in cui compaiono già alcuni dei temi tipicamente "carpenteriani". Nel 1968 si iscrive alla University of Southern California, ma dopo 4 anni abbandona gli studi senza riuscire a laurearsi.

Le prime opere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 cura la sceneggiatura (insieme a Nick Castle, Trace Johnston, John Longenecker e James R. Rokos), il montaggio e le musiche del cortometraggio The Resurrection of Broncho Billy (regia di James R. Rokos), una testimonianza dell'amore che Carpenter nutre per il cinema western. La storia è quella di un ragazzo che, inadatto ad affrontare la realtà, si trasforma in un cowboy. Castle instaurerà poi un rapporto di grande amicizia con Carpenter, tanto che sarà proprio lui ad interpretare Michael Myers in Halloween - La notte delle streghe. Il film vince il Premio Oscar 1971 come miglior cortometraggio, premio attribuito al produttore John Longenecker, e rende noto Carpenter nel campo del cinema indipendente.

Dark Star e Distretto 13[modifica | modifica wikitesto]

Dopo The Resurrection of Broncho Billy, Carpenter si mette al lavoro - insieme all'amico Dan O'Bannon (regista di Il ritorno dei morti viventi e sceneggiatore di Alien) - su un'opera che, attraverso una chiave di lettura parodistica, unisca le tematiche di 2001: Odissea nello spazio e Il dottor Stranamore. Il risultato è Dark Star, una commedia fantascientifica in cui il protagonista vero e proprio è una bomba mandata nello spazio siderale da un gruppo di astronauti. Dan O' Bannon recita nel ruolo del sergente Pinback, mentre inizia qui la collaborazione con il regista Tommy Lee Wallace, che per questa pellicola lavora alla scenografia. Nato come tesi di laurea, il film viene distribuito solo dopo aver vinto una causa legale contro l'Università, che ne voleva proibire la circolazione.

Nel 1976, pesantemente influenzato dal film Un dollaro d'onore di Howard Hawks, Carpenter concepisce il film Distretto 13 - Le brigate della morte. Girato in soli 20 giorni, con un budget di 100.000 dollari, il film ne guadagna $20,040,895[2] e viene ritenuto da molti critici uno dei migliori film di genere statunitensi degli anni settanta, grazie ai tanti rimandi di critica sociale che il racconto sottende. In questo film va in scena il primo grande anti-eroe carpenteriano, Napoleon Wilson, un personaggio cinico e disilluso, che può essere considerato il prototipo del successivo Jena Plissken. Il film, ambientato a Los Angeles, mette in scena una società dominata dalla violenza, in cui le forze dell'ordine sono costrette a ritirarsi da alcune aree disadattate e ormai in completa balia della ferocia delle gang (resa esplicitamente realistica dal regista attraverso l'uccisione immotivata di una bambina) e ribaltando in tal modo il mito della frontiera del genere western. La narrazione si conclude con un lieto fine soltanto apparente. Anche la colonna sonora del film è rimasta scolpita nelle generazioni e riesce ancora oggi a ricreare la tensione di allora.[3] Tra gli attori compaiono Austin Stoker e Darwin Joston, vicino di casa di Carpenter.

Halloween e Fog[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1978 Carpenter inizia a lavorare ad uno slasher, Halloween - La notte delle streghe. L'idea del film nasce insieme alla sceneggiatrice e produttrice Debra Hill, sua futura moglie. Ispirato da Profondo rosso di Dario Argento per la colonna sonora e da Reazione a catena di Mario Bava per la trama, il film è considerato come il prototipo per tutti gli slasher successivi. Il film è ricco inoltre di riferimenti a Psyco di Alfred Hitchcock, a partire dalla trama fino a giungere all'attrice protagonista Jamie Lee Curtis, figlia di Janet Leigh.

Dopo il successo commerciale di Halloween - La notte delle streghe, il regista prende un periodo di pausa dal cinema, dedicandosi a due regie televisive: Pericolo in agguato e Elvis, il re del rock. Il primo è uno slasher che il regista aveva girato prima di Halloween, mentre il secondo è una pellicola biografica su Elvis Presley, interpretato da Kurt Russell. Entrambi questi due film sono fondamentali per il futuro professionale, e non, del regista. Grazie a Pericolo in agguato, conosce Adrienne Barbeau che in futuro, oltre ad interpretare alcuni dei ruoli femminili più riusciti del suo cinema, diventerà anche sua moglie. Elvis è il primo personaggio della filmografia del regista interpretato da Kurt Russell, attore che in seguito darà il volto ai più celebri anti-eroi del regista. Le pellicole ottengono un buon successo e insieme ai fondi ricavati dalla produzione di Halloween, il regista torna sul grande schermo con Fog, sempre affiancato da Debra Hill. Ispirato a un evento realmente accaduto nel XVIII secolo in una cittadina vicino a Santa Barbara e alle opere di Lovecraft, il film narra una storia di pirati-fantasma portati dalla nebbia, in cerca di vendetta contro gli abitanti inermi di una città costiera. Nonostante vi siano pochi effetti speciali splatter, Carpenter riesce a creare un horror di grande atmosfera.[4]

1997: fuga da New York e La cosa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981, Carpenter si mette all'opera su un soggetto scritto negli anni settanta per Clint Eastwood, dopo lo scandalo Watergate e quindi in un periodo in cui negli Stati Uniti la sfiducia per le istituzioni aveva raggiunto i massimi livelli. Sempre al fianco di Debra Hill e Kurt Russell, crea uno dei suoi film più politicamente impegnati: 1997: Fuga da New York. La pellicola è un misto di western e fantascienza che ottiene un successo enorme, tanto che il personaggio di Jena (Snake) Plissken sara' il modello per una nuova generazione di anti-eroi: un esempio è 2019 - Dopo la caduta di New York, di Sergio Martino, remake italiano che tuttavia pretende di essere stato l'ispiratore di 1997).[5]

Nel 1982, Carpenter gira il film La cosa, con Kurt Russell nel ruolo dell'esploratore John MacReady, in lotta con un primordiale alieno mutaforma che aggredisce uno ad uno gli scienziati bloccati in una base antartica. La pellicola si basa fedelmente sul racconto di John W. Campbell, La "cosa" da un altro mondo (Who Goes There?, 1938), che era già stato fonte di ispirazione per il film La cosa da un altro mondo, classico di Howard Hawks da cui il film di Carpenter si discosta molto, inserendo riferimenti ed atmosfere ispirate ancora una volta alla letteratura di Howard Phillips Lovecraft. Per la composizione della colonna sonora, in questa circostanza Carpenter si affida al maestro Ennio Morricone. Il film venne distrutto al botteghino perché messo, dalla produzione, in concorrenza con E.T. l'extra-terrestre di Steven Spielberg, che offriva agli spettatori di tutto il mondo un'immagine dell'alieno molto più rassicurante e adatta alle famiglie, una circostanza questa che Carpenter ha sempre sottolineato. Inoltre molti diedero la colpa del fallimento agli effetti speciali troppo grotteschi e splatter creati da Rob Bottin, già autore degli effetti in Fog, che in realta' costituiscono uno dei punti di forza del film per creativita' e realismo.La cosa è tuttavia stato recentemente rivalutato dalla critica internazionale che ne riconosce il valore di capolavoro sulla paranoia, dove il regista ribalta le tematiche tipiche dei film di fantascienza più classici, mostrandoci un gruppo di anti-eroi in lotta l'uno contro l'altro, dato che l'alieno è in grado di imitare perfettamente gli organismi che assimila.

Mentre ultima la sceneggiatura del film Il signore della morte, secondo capitolo della saga di Halloween affidato a Rick Rosenthal, Carpenter inizia a leggere Christine - La macchina infernale, un romanzo horror di Stephen King che riprende alcune delle tematiche care al cinema d'exploitation del decennio precedente (come La macchina nera e Duel), dal quale trae un film a basso costo ma di gran successo, al quale parteciperanno - tra gli altri - Kelly Preston ed Harry Dean Stanton.

Subito dopo, mentre è ancora in ballottaggio per comporre la colonna sonora del terzo capitolo della saga di Halloween, diretto dall'amico Tommy Lee Wallace, Carpenter matura l'idea di Starman, con Jeff Bridges nel ruolo di un alieno antropomorfo che giunto sulla terra si innamora, abbandonando per una volta le tematiche cupe per quelle più morbide della commedia romantica. Il film si rivela un fallimento, ma viene tutt'oggi ricordato positivamente da molti fan.

Insuccessi commerciali: Grosso guaio a Chinatown, Il signore del male ed Essi vivono[modifica | modifica wikitesto]

Durante la pausa tra La cosa ed il successivo Grosso guaio a Chinatown, Carpenter scrive la sceneggiatura di un film catastrofico a matrice solare, dal titolo Meltdown.[6] Doveva essere girato con Dolph Lundgren e parlava di una catastrofe avvenuta a causa di alcune bombe atomiche che rischiavano di far collidere la Terra con il Sole.[6] A causa di alcuni dissidi con la produzione il film non venne mai girato,[6] ma è stato recentemente riscoperto e realizzato da Rick Drew, direttamente in DVD.[6]

Nel 1986, Carpenter si dedica alla regia di Grosso guaio a Chinatown, sempre accompagnato da Kurt Russell. Il film, dal budget non indifferente, viene attaccato da pubblico e critica, ma segna comunque una svolta nella sua carriera. Considerato quasi solamente una parodia del cinema d'azione di quel periodo[7], in realtà il film vuole essere soprattutto un omaggio al cinema orientale di arti marziali di genere Fantastico, il Wuxia, all'epoca già tramontato in Occidente.

In seguito al fallimento al botteghino di Grosso guaio a Chinatown, Carpenter ha dei problemi a farsi finanziare altre pellicole e stipula un contratto con la Universal: nel contratto rientrano i film Il signore del male del 1987, teorico e pessimista con Donald Pleasence, Essi vivono del 1988, pellicola di fantascienza e satira feroce sul capitalismo, lo status quo, i messaggi subliminali e la manipolazione dei mass media con Roddy Piper, ed Avventure di un uomo invisibile, commistione fra commedia, thriller e fantasy con protagonista Chevy Chase, del 1992. I film hanno pochissimo successo, anche se oggi sono considerati dei "cult" presso il pubblico cinefilo.

Nel 1993 Carpenter co-dirige con i colleghi Tobe Hooper e Larry Sulkis il film horror a episodi per la televisione Body Bags - Corpi estranei. Gli episodi avrebbero dovuto essere parte di una serie televisiva antologica sulla falsariga de I racconti della cripta. L'emittente Showtime decise però di ritirarsi dal progetto, Carpenter allora girò un prologo, in cui egli stesso recita anche il ruolo del medico legale/narratore, facendo diventare la pellicola una antologia horror. Nel film figurano inoltre numerosi camei di registi famosi, come Wes Craven e Sam Raimi, o personalità di spicco del cinema horror come il truccatore Greg Nicotero.

In questo periodo gli vengono offerte le regie di Top Gun, Attrazione fatale, Il bambino d'oro, Senza via di scampo, Star Trek e The Philadelphia Experiment, ma Carpenter le rifiuta.

Il seme della follia, Villaggio dei dannati e Fuga da Los Angeles[modifica | modifica wikitesto]

Il 1995 è l'anno di Il seme della follia, il terzo e ultimo capitolo di quella che viene ormai chiamata "trilogia dell'Apocalisse" (apertasi nel 1982 con La cosa e proseguita nel 1987 con Il signore del male), con Sam Neill, influenzato ancora dai romanzi di Lovecraft ed Allan Poe. Nelle intenzioni del regista, il protagonista John Trent rappresenta la condizione tipica dello spettatore cinematografico e il conseguente scetticismo dinanzi alla proiezioni di film fantastici. Partendo da questo presupposto, il film si configura come un'acuta osservazione sull'arte della narrazione cinematografica e letteraria, in cui compaiono ricorrenti omaggi al cinema del passato: dalla sequenza iniziale che richiama quella de L'invasione degli ultracorpi di Don Siegel alla recitazione di Sam Neil in perfetto stile Humphrey Bogart. Ancora una volta nonostante la tiepida accoglienza dei critici, il film entra nel corso del tempo nella memoria del pubblico come una delle opere migliori di Carpenter.

Dopo il lavoro con Neill, Carpenter si dedica al remake de Il villaggio dei dannati. Nonostante l'impatto sull'immaginario collettivo sia riuscito (una puntata della serie animata I Simpson viene dedicata al film) anche in questo caso Carpenter fallisce al botteghino e dunque l'anno successivo decide di farsi finanziare per girare il sequel di 1997: Fuga da New York, intitolato Fuga da Los Angeles, con Kurt Russell, Pam Grier e Steve Buscemi. Un apparente ritorno alle origini, che in realtà nasconde una dura critica nei confronti della società americana che per Carpenter è diventata sempre più reazionaria e dittatoriale, ambientato a Los Angeles proprio come critica al mondo Hollywoodiano. Anche in questo caso, tuttavia, il film non ottiene il successo sperato: le morali sottintese non vengono ben recepite e il film non viene capito, mentre la disillusione di Carpenter nei confronti delle major cinematografiche aumenta sempre più.

Vampires, Fantasmi da Marte e i remake[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Fuga da Los Angeles, Carpenter torna all'horror, ibridandolo con atmosfere da road movie e western, girando il film Vampires, di cui nel 2002 Tommy Lee Wallace ha diretto il sequel Il cacciatore delle tenebre.

Cercando di mischiare fantascienza e thriller, nel 2001 Carpenter si dedica a Fantasmi da Marte, con Ice Cube, Jason Statham, Natasha Henstridge e Pam Grier. Il film non si rivela un grande successo al box-office e molti attribuiscono questo insuccesso alla ripetitività della trama e alla colonna sonora, non più composta solo da Carpenter, come accadeva per i primi film. Lo assistono infatti gli Anthrax, Steve Vai e Buckethead, lavorando comunque sotto la sua supervisione e su motivi da lui elaborati, creando un disco che risulta un discreto successo di vendite.

Presa una pausa dal cinema inizia ad autorizzare, e in alcuni casi produrre, varie riedizioni deI suoi vecchi film, considerati ormai classici della storia del cinema di genere: nel 2005 vengono girati i remake di Fog (The Fog - Nebbia assassina di Rupert Wainwright, con Tom Welling) e di Distretto 13 (Assault on Precinct 13 di Jean-François Richet, con Ethan Hawke e Laurence Fishburne). Risale al 2007: Halloween - The Beginning di Rob Zombie: Il film è un reboot, che punta anche ad una intelligente revisione psicologica dell'assassino e del suo rapporto con la sorella. Doveva restare un episodio a sé stante, ma dato il buon successo di critica e pubblico nel 2009 Zombie, controvoglia e su pressioni dei produttori, realizza Halloween II.

Carpenter è stato inoltre uno dei tredici registi coinvolti nella prima stagione della serie Masters of Horror. Il suo corto Cigarette Burns - Incubo mortale è stato accolto da critiche positive, che lo hanno portato a realizzare un altro episodio (Il seme del male) per la seconda serie del programma.

La parentesi di Psycopath ed il ritorno al cinema: The Ward[modifica | modifica wikitesto]

Carpenter aveva annunciato per il 2008 una pellicola intitolata Psycopath, che avrebbe segnato il suo ritorno al grande schermo. La pellicola si è arenata in fase di pre-produzione, mentre veniva sviluppata in collaborazione con Oxide e Danny Pang, autori di The Grudge, The Ring e The Messengers.[8] A dieci anni distanza da Fantasmi da Marte, il progetto si concretizza e Carpenter torna alla regia per il cinema con The Ward - Il reparto, che in seguito al flop europeo viene distribuito direttamente in Home video negli USA.

Carpenter dal 2013 si è dedicato anche alla creazione e supervisione di serie a fumetti, pubblicate da Storm King Comics, una divisione della Storm King Productions Inc. di Sandy King. La prima opera si intitola John Carpenter's Asylum ed è co-creata insieme a Thomas Ian Griffith e Sandy King[9]. Si tratta di una miniserie di genere horror che vede Bruce Jones ai testi e Leonardo Manco ai disegni[9]. Viene distribuita a partire da maggio 2013[9].

Nel 2014 sviluppa una serie regolare a fumetti sul film Grosso guaio a Chinatown, da lui diretto nel 1986[10]. Il soggetto viene scritto insieme al pluripremiato cartoonist Eric Powell (conosciuto per l'opera indipendente The Goon) e i disegni sono affidati a Brian Churilla[10]. La serie viene pubblicata dai Boom!Studios e la storia è il sequel ufficiale del film originale con Kurt Russell nei panni del camionista Jack Burton[10]. Le prime vignette del fumetto riprendono infatti il cliffhanger del lungometraggio nel quale il truck di Jack (battezzato Pork-Chop Express) era stato abbordato da un demone scimmia[11].

In seguito al buon riscontro ottenuto dal fumetto-sequel di Grosso guaio a Chinatown, la Bomm!Studios decide pubblicare un'altra serie a fumetti su un classico di Carpenter[12]. Con la supervisione dello stesso regista viene lanciata la serie Escape from New York, opera che riprende le vicende di Iena (o Snake) Plissken subito dopo gli eventi del film 1997: Fuga da New York[12]. Anche in questo caso si tratta di un sequel canonico del lungometraggio del 1981 e si colloca prima della storia narrata in Fuga da Los Angeles del 1996, secondo film diretto da Carpenter sul futuro distopico dell'anti-eroe Snake Plissken[12]. La serie a fumetti vede ai testi lo scrittore Christopher Sebela (nominato agli Eisner Award per l'opera High Crimes) e ai disegni Diego Barreto[12].

Stile[modifica | modifica wikitesto]

I suoi film sono caratterizzati da fotografia e illuminazione minimalisti, una macchina da presa non eccessivamente mobile, senza dimenticarsi però dei piani sequenza (vedi l'inizio di Halloween - La notte delle streghe), e colonne sonore, spesso realizzate mediante sintetizzatore, composte da lui stesso o, alle volte, in collaborazione con altri (eccetto che per i film La cosa, con la musica composta da Ennio Morricone; Starman, composta da Jack Nitzsche; Avventure di un uomo invisibile e Fuga da Los Angeles, composte da Shirley Walke; The Ward - Il reparto, composta da Mark Kilian).

Le pellicole di Carpenter glorificano spesso degli anti-eroi, personaggi di estrazione proletaria in aperto contrasto con le istituzioni, e i suoi soggetti hanno spesso tematiche che riflettono una forte critica sulla società capitalistica americana: esempi di questo sono in particolare Essi vivono, 1997: Fuga da New York e Fuga da Los Angeles. Altre costanti del suo cinema sono l'analisi del rapporto fra il bene e male e un'inquietante messa in discussione della realtà che viviamo e dei valori della società moderna.[senza fonte]

Da un lato influenzato, dall'altro influente, John Carpenter ha sempre asserito di essersi ispirato ai capolavori di Howard Hawks, Alfred Hitchcock, Jack Arnold e Fred McLeod Wilcox, oltreché dalla serie televisiva Ai confini della realtà. Carpenter ha affermato di adorare Un dollaro d'onore e La cosa da un altro mondo di Hawks (l'uno è stato citato con Distretto 13, l'altro con La cosa), mentre di Arnold e Wilcox adora Il mostro della laguna nera e Il pianeta proibito (non a caso, quest'ultimo è il film che Laurie e Tommy stanno guardando alla TV in Halloween).

A sottolineare questa sua adulazione del cinema di Hawks e della fantascienza "classica", Carpenter ha spesso utilizzato degli pseudonimi (lavorando al montaggio, al soggetto ed altro) che si ricollegavano irrimediabilmente alle icone dei suoi film preferiti: John T. Chance (lo sceriffo interpretato da John Wayne in Un dollaro d'onore), James T. Chance, Frank Armitage, Rip Haight e Martin Quatermass (il nome di uno dei suoi personaggi di fantascienza preferiti).

Molto spesso inoltre Carpenter ha omaggiato diversi suoi amici, colleghi o parenti: in Fuga da New York ci sono dei personaggi che richiamano registi suoi amici: Cronenberg (David Cronenberg), Romero (George A. Romero), Taylor (Don Taylor), mentre ad esempio in Fog vi sono Nick Castle (soggettista di 1997), Elizabeth Solley, Dan O'Bannon, T. L. Wallace e altri.[senza fonte]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Corto e mediometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Compositore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

  • 2016 – Classic Themes Redux EP

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi registi horror, di film di fantascienza e di film indipendenti hanno lodato le opere di Carpenter: tra questi troviamo Quentin Tarantino, Guillermo del Toro, Paul Thomas Anderson e Robert Rodriguez.[14]

L'artista synthwave francese Carpenter Brut, nome d'arte di Franck Hueso, ha più volte omaggiato Carpenter includendo alcuni spezzoni dei suoi film nei propri video musicali.

In particolare la carriera registica di Robert Rodriguez è nata principalmente alla visione di 1997: Rodriguez visionò la pellicola fantascientifica all'età di 12 anni e asserì di poter fare di meglio, iniziando dunque a girare cortometraggi.[15] Ultimamente Carpenter doveva essere coinvolto nella realizzazione della colonna sonora di Grindhouse - Planet Terror, omaggio ai B-Movies diretto da Rodriguez, ma ha rifiutato. Il texano Rodriguez si è messo all'opera ricreando dei motivi ripetuti e molto simili a quelli di La cosa e Il signore del male, così profondi e di suspense che Carpenter si è personalmente congratulato con lo stesso Rodriguez.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) John Carpenter, su allmusic.com. URL consultato il 19 luglio 2021.
  2. ^ Box Office Mojo: Assault on Precinct 13, su boxofficemojo.com. URL consultato il 21 febbraio 2008.
  3. ^ John Carpenter: Assault on Precinct 13 (1976), su artistdirect.com. URL consultato il 21 febbraio 2008.
  4. ^ Alberto Cassani, Recensione di Fog, su cinefile.biz. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  5. ^ 2019 - Dopo la caduta di New York, su fantascienza.com. URL consultato il 21 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2008).
  6. ^ a b c d Autori vari, Nihil Novi Sub Sole, Milano, Nocturno, 2007.ISSN 1591-710X (WC · ACNP)
  7. ^ Alberto Cassani, Recensione di Grosso guaio a Chinatown, su cinefile.biz. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  8. ^ Marco Cacioppo, The Messengers, Milano, Nocturno, 2007.ISSN 1591-710X (WC · ACNP)
  9. ^ a b c Bruce Jones (testi) e Leonardo Manco (disegni), John Carpenter's Asylum nn.1-6, Storm King Comics, Hollywood(California), 2013-2014
  10. ^ a b c AA.VV., Previews n.307, Diamond Comic Distributors, Hunt Valley MD, aprile 2014, p.285
  11. ^ John Carpenter e Eric Powell(storia), E.Powell(script), Brian Churilla(disegni), Big Trouble in Little China n.1, Boom!Studios, Los Angeles (CA), giugno 2014
  12. ^ a b c d AA.VV., Previews n.313, Diamond Comic Distributors, Hunt Valley MD, ottobre 2014, p.283
  13. ^ Past Saturn Awards Archiviato il 9 febbraio 2010 in Internet Archive.
  14. ^ ‘Machete Kills’ Director Robert Rodriguez on His Favorite Cult Movies - The Daily Beast
  15. ^ Robert Rodriguez, in MYmovies.it, Mo-Net Srl. URL consultato il 21 febbraio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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