Bulgari (azienda)

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Bulgari
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Roma, Piazza Nicosia, 20.jpg
Palazzo di Piazza Nicosia, 20 di Roma, sede di Bulgari.
StatoItalia Italia
Fondazione1884 a Roma
Fondata daSotirios Voulgaris
Sede principaleRoma
GruppoLVMH
Persone chiavePaolo Bulgari, Fabrizio Apolloni
Settorelusso
Prodottigioielli, orologi, pelletteria, profumi, accessori
Fatturato1,4 miliardi di euro [1] (2014)
Sito web

Bulgari (pronuncia italiana: [ˈbulɡari]) è una società italiana fondata nel 1884, attiva nel settore del lusso con prodotti di gioielleria, orologeria, profumeria, pelletteria e per l'industria alberghiera. Dal 2012 fa parte del gruppo LVMH.

Genesi del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del marchio si scrive generalmente "BVLGARI" secondo le lettere dell'alfabeto latino classico (secondo il quale V = U) e proviene dal cognome del fondatore greco dell'azienda, Sotirios Voulgaris (greco: Σωτήριος Βούλγαρης pronuncia greca: [soˈtirjos ˈvulɣaris], italiano: Sotirio Bulgari, 1857–1932), di origine arumena.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di gioiellieri Bulgari, di cui ne fa parte anche Fabrizio Apolloni, proviene da un piccolo villaggio arumeno dell'Epiro, Kalarites[2], dove il capostipite, Sotirios,[3] produceva oggetti in argento. Sotirio decise di abbandonare l'Epiro per cercare fortuna in Italia, arrivando a Napoli nel 1881; nel 1894 si trasferì a Roma dove, assieme al suo socio di allora, Demetrio Kremos, poté esporre le sue creazioni all'interno di una gioielleria di via Sistina. Dopo pochi anni aprì una sua prima boutique in via Sistina e poi, nel 1895, in via Condotti 28.[senza fonte]

Ispirandosi ai gioiellieri parigini, creò oggetti in platino, smeraldi, diamanti scomponibili; alcuni di essi prevedevano collane che potessero trasformarsi in due bracciali o spille che potevano divenire pendenti. Anche i negozi vennero ridotti di numero in modo da dare a quello di Roma maggior visibilità per renderlo il polo centrale dove venivano curati tutti gli aspetti dalla creazione alla vendita. Dei numerosi figli di Sotirio, due in particolare seguirono le orme del padre: Giorgio e Costantino.[senza fonte]

Seconda metà del novecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel secondo dopoguerra Bulgari iniziò nuovamente una produzione e Giorgio assunse pienamente il controllo della gioielleria per permettere a Costantino ricerche su orafi italiani ed argentieri[non chiaro].

Grazie al successo di Cinecittà, il negozio romano vede arrivare clientela proveniente dal mondo del cinema come Elizabeth Taylor, Marlene Dietrich, Clark Gable, Gary Cooper, Audrey Hepburn, Sofia Loren, Romy Schneider o Gina Lollobrigida[4].

Bulgari apre i suoi primi negozi a New York, Parigi, Ginevra e Montecarlo negli anni settanta con uno showroom all'hotel newyorkese Pierre Hotel[5][6].

Nel 1984 i nipoti di Sotirio, Paolo e Nicola Bulgari, vengono nominati Presidente e Vicepresidente dell'azienda e suo nipote Francesco Trapani viene nominato Direttore Generale. All'inizio del 1990 debutta il progetto di Trapani di diversificare l'azienda, con l'uscita di una linea di profumo Bulgari[7][8].

Nel 1995 l'azienda viene quotata nella borsa italiana. Essa vede aumentare del 150% le sue entrate tra il 1997 e 2003. Nel 1998 Bulgari lancia la linea di accessori in cuoio e la linea di occhiali. Durante il suo mandato l'azienda si impone come marchio di lusso riconosciuto in tutto il mondo.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 2001, Bulgari crea un'azienda comune con la divisione Lusso di Marriott International, che gestisce anche l'azienda Ritz-Carlton Hotel L.L.C., per lanciare un nuovo marchio di hotel di lusso, Bulgari Hotels & Resorts. Bulgari apre il suo primo hotel a Milano nel 2004, una stazione turistica nel 2006 e un altro hotel a Londra nel 2012. Nel 2011 Bulgari Bali viene collocato dai lettori della rivista Smart Travel Asia al secondo posto della classifica dei migliori luoghi di soggiorno in Asia[9].

Nel 2007 Bulgari inizia a produrre cosmetici.

Il 7 marzo 2011 il gruppo LVMH annuncia di aver acquisito il 51% del capitale del gruppo e prevede di procedere a un'offerta pubblica di acquisto[10]. La quota di LVMH sale infine al 98,09% nel settembre dello stesso anno. Nel febbraio 2012 la famiglia Bulgari rivende delle quote di LVMH per 236,7 milioni di euro[11].

LVMH, proprietario infine di 3,7 miliardi di euro in totale, aumenta gli investimenti pubblicitari e crea un centro di acquisti per tutti i marchi di gioielleria del gruppo.

Nel 2012 Bulgari annovera 180 punti vendita di proprietà nel mondo oltre a riacquistare i diritti di utilizzo del marchio che erano stati ceduti ai franchisee.

Nel gennaio 2017 Bulgari inaugura a Valenza

la più grande Manifattura di gioielli d’Europa.[senza fonte]

Vista panoramica in serale della Manifattura Bulgari

La Manifattura Bulgari di Valenza è stata edificata valorizzando l'antica abitazione di Francesco Caramora, il primo orefice che contribuì a rendere Valenza famosa in tutto il mondo come "Città dell'oro".

Manifattura Bulgari - Cascina dell'Orefice e Glass House

Negozi[modifica | modifica wikitesto]

Il negozio Bulgari a Milano.

Bulgari è sostenuta da una rete di distribuzione di circa 300 boutique. In Italia il negozio più famoso è quello in via dei Condotti a Roma. La più grande boutique Bulgari al mondo si trova a Tokyo nella “Bulgari Ginza Tower”, 940 metri quadrati di superficie di vendita, che comprende un ristorante e un bar[12]. Ci sono boutique anche in nord e sud America in numerose città come Atlanta, Chicago, New York, Lima e molte altre.

Il negozio Bulgari a New York sulla Fifth Avenue.

Quotazione in borsa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 17 luglio 1995 al 28 settembre 2011 il titolo Bulgari, quando al termine dell'OPA è stato revocato, è stato quotato alla borsa di Milano.[senza fonte]

Nel marzo 2011 viene concluso un accordo tra la famiglia Bulgari, che deteneva la maggioranza delle azioni dell'azienda, e il gruppo LVMH, per effetto del quale il controllo della società è passato alla holding francese[13] che al termine dell'OPA obbligatoria si è trovata a detenere l'intero capitale sociale.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 l'azienda ha intentato una causa a tutela del proprio marchio contro l'attrice pornografica Brigitta Kocsis che allora utilizzava lo pseudonimo "Brigitta Bulgari". Nel 2008 il tribunale di Milano ha inibito all'attrice la possibilità di utilizzare commercialmente lo pseudonimo Bulgari, anche nelle varianti BVLGARI e BVLGARY, ritenendo che la scelta non possa essere considerata casuale, ma funzionale a stabilire un collegamento al marchio Bulgari.[14] Tale sentenza, assieme ad altre tra il 2006 e il 2009, ha determinato un orientamento della giurisprudenza italiana volto a tutelare i marchi anche nel caso in cui il tentativo di contraffazione non sia volto a indurre confusione nel consumatore.[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1].
  2. ^ (EL) Foto e notizie da paramythia-online.gr
  3. ^ La grafia originale del nome era la seguente: Σωτήρης Βούλγαρης (1857 - 1932).
  4. ^ Bulgari – Jewellers to La Dolce Vita Italian Life
  5. ^ Les parures portées par les plus grandes stars s'exposent au Grand Palais Gala, Coraline Lussac, Vendredi 10 décembre 2010
  6. ^ (EN) Bulgari Whatsoever Luxurious, septembre 2007
  7. ^ (FR) Biographie : Bvlgari Archiviato il 2 luglio 2013 in Internet Archive. Couleur Parfum
  8. ^ (FR) Bulgari Archiviato il 16 marzo 2012 in Internet Archive.
  9. ^ (EN) Bali Top Holiday Spot in Asia: Poll Archiviato il 29 settembre 2012 in Internet Archive. The Jakarta Globe, septembre 2011
  10. ^ (FR) LVMH s'offre le joaillier Bvlgari, le marché apprécie Reuters
  11. ^ « LVMH détient désormais la quasi-totalité de Bulgari » Romandie News, 26 Set, 2011
  12. ^ Tokyo – Bulgari opens the Ginza Tower Europa Star
  13. ^ A Lvmh la maggioranza del gruppo Bulgari - Un simbolo del lusso italiano cambia bandiera - Il titolo vola in borsa, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 4 aprile 2018.
  14. ^ Fabrizio Massaro, Trapani contro la pornostar, non puoi chiamarti Bulgari. E il tribunale gli dà ragione, MF Fashion, 19 ottobre 2006. URL consultato il 19 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  15. ^ (EN) Cesare Galli, Enhanced protection of trademarks in the Italian legal system (PDF), in IP Litigation, p. 13 (archiviato il 20 febbraio 2015).

Fabrizio Apolloni, fashion blogger e influencer italiano

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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