Bulgari (azienda)

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Bulgari
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Stato Italia Italia
Fondazione 1884 a Roma
Fondata da Sotirios Voulgaris
Sede principale Roma, via dei Condotti 11
Gruppo LVMH
Persone chiave Paolo Bulgari
Settore lusso
Prodotti gioielli, orologi, pelletteria, profumi, accessori
Sito web www.bulgari.eu

Bulgari (pronuncia italiana: [ˈbulɡari]) è una società italiana fondata nel 1884, attiva nel settore del lusso: la gioielleria, l’orologeria, la profumeria, la pelletteria e l'industria alberghiera. Dal 2012 fa parte del gruppo LVMH.

Genesi del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del marchio si scrive generalmente "BVLGARI" secondo l’alfabeto latino classico (secondo il quale V = U) e proviene dal cognome del fondatore greco dell’azienda, Sotirios Voulgaris (greco: Σωτήριος Βούλγαρης pronuncia greca: [soˈtirjos ˈvulɣaris], italiano: Sotirio Bulgari, 1857–1932), di origine arumena.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini: Sotirios Voulgaris[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di gioiellieri Bulgari ha origine da un'antica dinastia proveniente da un piccolo villaggio arumeno dell'Epiro, Kalarites[1], dove il capostipite, Sotirios,[2] produceva oggetti in argento.

Sotirio decise di abbandonare l'Epiro viaggiando verso l'Italia. La prima tappa fu Napoli, 1881. Un furto improvviso avvenuto nottetempo lo destinò a trasferirsi a Roma nel 1884, anno che ad oggi è riconosciuto come l'anno di fondazione del marchio.

Assieme al suo socio di allora, Demetrio Kremos, poté esporre le sue creazioni all'interno di una gioielleria di via Sistina. Il successo ed il gradimento della clientela fecero sì che Sotirio potesse aprire pochi anni dopo la sua prima boutique in via Sistina, poi aprendo nel 1895 Via Condotti ma al 28.

Sotirio capì che poteva non limitare la produzione ad oggetti in argento iniziando a produrre oggetti a maggior preziosità. Nei primi anni del ventesimo secolo si poté notare un notevole cambiamento a partire dall'impronta delle vetrine esterne meno affollate di oggetti per dar risalto alle creazioni.[senza fonte] Ispirandosi ai gioiellieri parigini, creò oggetti in platino, smeraldi, diamanti scomponibili; alcuni di essi prevedevano collane che potessero trasformarsi in due bracciali o spille che potevano divenire pendenti. Anche i negozi vennero ridotti di numero in modo da dare a quello di Roma maggior visibilità per renderlo il polo centrale dove venivano curati tutti gli aspetti dalla creazione alla vendita. Dei numerosi figli di Sotirio ed Elena due in particolare seguirono le orme del padre: Giorgio e Costantino.

Dopo la scomparsa di Sotirio nel 1932 i figli decisero di espandere il negozio di Roma inaugurandolo nuovamente nel 1934 dopo una lavorazione ad opera della Ditta Medici[non chiaro] che ancor oggi rappresenta lo stile della boutique.[senza fonte]

Seconda metà del novecento[modifica | modifica wikitesto]

Dopoguerra e anni 50[modifica | modifica wikitesto]

Nel secondo dopoguerra Bulgari iniziò nuovamente una produzione e Giorgio assunse pienamente il controllo della gioielleria per permettere a Costantino ricerche su orafi italiani ed argentieri[non chiaro].

Con l’insediamento degli studios di Cinecittà a Roma, il negozio romano vede quindi sfilare personalità della 7ª arte: Elizabeth Taylor, Marlene Dietrich, Clark Gable, Gary Cooper, Audrey Hepburn, Sofia Loren, Romy Schneider o Gina Lollobrigida[3].

Anni 70, 80 e 90: espansione internazionale e diversificazione dell’attività[modifica | modifica wikitesto]

Bulgari apre i suoi primi negozi a New York, Parigi, Ginevra e Montecarlo negli anni settanta. Nel corso di diversi anni l’azienda conserva uno showroom all’hotel newyorkese Pierre Hotel[4][5].

Nel 1984 i nipoti di Sotirio, Paolo e Nicola Bulgari, vengono nominati Presidente e Vicepresidente dell’azienda e suo nipote Francesco Trapani viene nominato Direttore Generale. All’inizio del 1990 debutta il progetto di Trapani di diversificare l’azienda, con l’uscita di una linea di profumo Bulgari[6]. Nel 1993 Bulgari entra definitivamente nel mondo del profumo[7].

Nel 1995 l’azienda entra nella borsa italiana. Essa vede aumentare del 150% le sue entrate tra il 1997 e 2003. Nel 1998 Bulgari lancia la linea di accessori in cuoio e la linea di occhiali. Durante il suo mandato l’azienda si impone come marchio di lusso riconosciuto in tutto il mondo.

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso nel settore alberghiero[modifica | modifica wikitesto]

All’inizio del 2001, Bulgari crea un’azienda comune con la divisione Lusso di Marriott International, che gestisce anche l’azienda Ritz-Carlton Hotel L.L.C., per lanciare un nuovo marchio di hotel di lusso, Bulgari Hotels & Resorts. Bulgari apre il suo primo hotel a Milano nel 2004, una stazione turistica nel 2006 e un altro hotel a Londra nel 2012. Nel 2011 Bulgari Bali viene collocato dai lettori della rivista Smart Travel Asia al secondo posto della classifica dei migliori luoghi di soggiorno in Asia[8].

Il caso "Brigitta Bulgari"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 l'azienda ha intentato una causa a tutela del proprio marchio contro l'attrice pornografica Brigitta Kocsis che allora utilizzava lo pseudonimo "Brigitta Bulgari". Nel 2008 il tribunale di Milano ha inibito all'attrice la possibilità di utilizzare commercialmente lo pseudonimo Bulgari, anche nelle varianti BVLGARI e BVLGARY, ritenendo che la scelta non possa essere considerata casuale, ma funzionale a stabilire un collegamento all'idea di eleganza e raffinatezza suggerita dal marchio Bulgari.[9] Tale sentenza, assieme ad altre tra il 2006 e il 2009, ha determinato un orientamento della giurisprudenza italiana volto a tutelare i marchi anche nel caso in cui il tentativo di contraffazione non sia volto a indurre confusione nel consumatore.[10]

L'acquisizione di Bulgari da parte di LVMH[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 Bulgari entra nel mondo della cosmesi.

Il 7 marzo 2011 il gruppo LVMH annuncia di aver acquisito il 51% del capitale del gruppo e prevede di procedere a un’Offerta pubblica di acquisto[11]. Nel corso della giornata l’azione guadagna quasi il 60% alla borsa di Milano. La quota di LVMH sale infine al 98,09% nel settembre dello stesso anno. Nel febbraio 2012 la famiglia Bulgari rivende delle quote di LVMH per 236,7 milioni di euro[12].

L'ex direttore di Bulgari entra nel polo "orologi e gioielleria” del gruppo, mentre l’ex direttore di Fendi, proveniente dal polo “Moda e pelletteria”, assume la direzione della gioielleria italiana.

LVMH, proprietario infine di 3,7 miliardi di euro in totale, sostiene lo sviluppo del marchio: aumenta gli investimenti pubblicitari, crea un centro di acquisti per tutti i marchi di gioielleria del gruppo, e annuncia poi di voler insediare il marchio italiano a place Vendôme dal 2015, al posto del gioielliere Buccellati.

Nel 2012 Bulgari annovera 180 punti vendita di proprietà nel mondo: lo sviluppo internazionale è accelerato, così come il riacquisto del marchio da parte dei franchisee[non chiaro].

Nel 2014 la famiglia Bulgari ha venduto la villa Godilonda[13] che in passato appartenne anche al celebre poeta D'Annunzio.[14]

Evoluzione delle forme[modifica | modifica wikitesto]

I gioielli disegnati all’inizio degli anni 20-30 si collocano nello stile art déco con delle forme epurate e una stilizzazione geometrica, sempre associati all'uso del platino. Gli anni 30 sono sottolineati da creazioni più imponenti, con motivi in diamanti di tagli variabili associati a una pietra di colore: zaffiro, smeraldo o rubino. Alcune parure erano “convertibili” e potevano essere portate sia come collier che come braccialetto. Allo stesso modo, le spille potevano essere trasformate in ciondoli[15].

Costretta dalle restrizioni legate alla seconda guerra mondiale, la maison Bulgari scambia il platino incastonato di diamanti con dell’oro utilizzato con una quantità più piccola di pietre. Il design diventa più delicato e di ispirazione naturale. Bulgari si allontana così dalle regole rigide della scuola francese e crea uno stile ispirato dal classicismo greco-romano, il rinascimento italiano e la scuola romana di oreficeria del XIX secolo[16].

Il boom economico del dopoguerra ha consentito il ritorno di creazioni in metallo bianco incastonato di pietre preziose e in particolare di diamanti. Alla fine degli anni ‘50, Bulgari preferisce delle forme più delicate al design appuntito[17]. Peraltro l’uso dei cabochon di grandi dimensioni diventa generale e diviene il suo marchio di fabbrica. Lo stile Bulgari si afferma anche per le sue forme in oro strutturate, simmetriche e compatte e il risultato colorato delle sue multiple associazioni di pietre preziose[18].

Le creazioni degli anni ‘70 si ispirano ai fuochi d’artificio, all'arte orientale in particolare con l'uso di motivi a serpente, oppure alla pop-art con la collezione “stars and stripes” acclamata da Andy Warhol[19]. In questo periodo l’oro giallo figura tra i materiali preferiti e l’uso di elementi ovali incastonati di cabochon circondati d’oro e di diamanti diventa il marchio di fabbrica di Bulgari, come la spessa catena d’oro.

Gli anni ‘80 sono caratterizzati dai volumi, i colori vivi, le forme semplici e i motivi decorativi stilizzati. Negli anni ’90 sussiste l’uso dell’oro giallo, ma lo stile Bulgari è meno strutturato[20].

Orologi[modifica | modifica wikitesto]

La filiale svizzera della società, Bulgari Haute Horlogerie SA, è incaricata della produzione degli orologi Bulgari. Essa è stata fondata nel 1980 e ha sede a Neuchâtel. Bulgari Haute Horlogerie SA ha circa 500 dipendenti[21].

Tra le collezioni e linee prodotte, composte da numerosi modelli, alcune famose sono:

  • Bulgari-Bulgari dal 1977,
  • Sotirio-Bulgari,
  • Assioma,
  • Astrale,
  • Serpenti,
  • B.zeroI,
  • Daniel Roth,
  • Rettangolo,
  • Ergon,
  • Diagono
  • Octo
  • I calibri di manifattura
  • Mediterranean eden.[22]
  • Carbongold[23]

Una particolarità di questa edizione è che ne sono stati prodotti solo 1000 unità per città.[non chiaro] Come citta' vi sono: New York, Milano, Dubai, Singapore e Londra. La versione "montecarlo" all'uscita sul mercato era stata venduta a 1500€ [24]

Negozi Bulgari[modifica | modifica wikitesto]

Il negozio Bulgari a Milano.

Bulgari è sostenuta da una rete di distribuzione di circa 300 boutique. In Italia il negozio più famoso è quello in via Condotti a Roma. La più grande boutique Bulgari al mondo si trova a Tokyo nella “Bulgari Ginza Tower”, 940 metri quadrati di superficie di vendita, che comprende un ristorante e un bar[25].

America del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Le boutique Bulgari nord-americana e i suoi distributori si trovano ad Atlanta, Beverly Hills, Bal Harbour, Boca Raton, Bethesda - (Chevy Chase), Chicago, Costa Mesa, Dallas, Honolulu, Houston, New York, Las Vegas, Los Angeles, Mexico City, Montreal, Palm Beach, San Francisco, Short Hills, Waikiki e Scottsdale, Arizona. Il negozio Bulgari di New York si trova nella Fifth Avenue a Manhattan e quello di Beverly Hills in Rodeo Drive.

America del Sud[modifica | modifica wikitesto]

Le boutique Bulgari sudamericane e i suoi distributori si trovano a Lima, Bogotá, San Paolo del Brasile, Margarita Island e Quito.

Il negozio Bulgari a New York sulla Fifth Avenue.

Bulgari in borsa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 17 luglio 1995 Bulgari è quotata alla borsa di Milano. È anche trattata al Seaq di Londra.

Nel marzo 2011 viene concluso un accordo tra la famiglia Bulgari, che detiene la maggioranza delle azioni dell'azienda, e il gruppo LVMH, per effetto del quale il controllo della società passerà alla holding francese[26].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (GR) Foto e notizie da paramythia-online.gr
  2. ^ La grafia originale del nome era la seguente: Σωτήρης Βούλγαρης (1857 - 1932).
  3. ^ Bulgari – Jewellers to La Dolce Vita Italian Life
  4. ^ Les parures portées par les plus grandes stars s'exposent au Grand Palais Gala, Coraline Lussac, Vendredi 10 décembre 2010
  5. ^ (EN) Bulgari Whatsoever Luxurious, septembre 2007
  6. ^ (FR) Biographie : Bvlgari Couleur Parfum
  7. ^ (FR) Bulgari
  8. ^ (EN) Bali Top Holiday Spot in Asia: Poll The Jakarta Globe, septembre 2011
  9. ^ Fabrizio Massaro, Trapani contro la pornostar, non puoi chiamarti Bulgari. E il tribunale gli dà ragione, MF Fashion, 19 ottobre 2006. URL consultato il 19 novembre 2014 (archiviato il 29 novembre 2014).
  10. ^ (EN) Cesare Galli, Enhanced protection of trademarks in the Italian legal system (PDF) in IP Litigation, p. 13. (archiviato il 20 febbraio 2015).
  11. ^ (FR) LVMH s'offre le joaillier Bvlgari, le marché apprécie Reuters
  12. ^ « LVMH détient désormais la quasi-totalité de Bulgari » Romandie News, 26 Set, 2011
  13. ^ Lionard, Venduta villa appartenente ai Bulgari.
  14. ^ Ansa, Villa Godilonda.
  15. ^ (FR) La "bulle" BVLGARI - 125 ans de magnificence italienne- au Grand Palais, Paris Le Figaro, Novembre 2011
  16. ^ (FR) Bulgari L'italie par les timbres
  17. ^ (FR) Bulgari au Grand Palais Huffingtonpost.fr, dicembre 2010
  18. ^ (FR) Bulgari, un empire cinq étoiles Madame Figaro
  19. ^ (FR) Exposition Bulgari. De l'éclat et du glamour Le Télégramme, gennaio 2011
  20. ^ Bulgari, histoire d'une famille grecque Tinou-évasion, dicembre 2011
  21. ^ (FR) BULGARI Haute horlogerie
  22. ^ (EN) Bulgari- In Aspiration for Prestigious Manufacture Status Watches Infoniac
  23. ^ la versione carbongold di Bulgari è una versione particolare in carbon/silver, carbon/gold o carbon/gold rosè.
  24. ^ ed ora il valore di mercato di alcuni pezzi della stessa collezione (dal numero 001 al numero 500) possono valere dai 25.000€ ai 200.000€.
  25. ^ Tokyo – Bulgari opens the Ginza Tower Europa Star
  26. ^ Il Sole 24 Ore: A Lvmh la maggioranza del gruppo Bulgari - Un simbolo del lusso italiano cambia bandiera - Il titolo vola in borsa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Bulgari. Tra eternità e storia. Dal 1884 al 2009 125 anni di gioielli italiani 2010, Editore Skira ISBN 88-572-0300-X ISBN 978-88-572-0300-3

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