LVMH

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LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton
Logo
StatoFrancia Francia
Forma societariaSocietà europea
Borse valoriEuronext: MC
ISINFR0000121014
Fondazione3 giugno 1987 a Parigi
Fondata da
  • Alain Chevalier
  • Henry Racamier
Sede principaleParigi
GruppoChristian Dior SE (Gruppo Arnault)
Filiali
Persone chiave
Settore
Prodotti
Fatturato 42,6 miliardi[1] (2017)
Utile netto€ 5,1 miliardi[1] (2017)
Dipendenti145.247 (2017)
Sito web

LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE, abitualmente accorciata in LVMH, è una multinazionale e conglomerata francese con sede a Parigi. È proprietaria di oltre settanta marchi divisi in aziende di alta moda come Christian Dior, Bulgari, DKNY, Fendi, Céline, Guerlain, Givenchy, Kenzo, Loro Piana e Louis Vuitton, di orologi come TAG Heuer, di vini e liquori come Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Hennessy, di editoria come Les Échos e Le Parisien, di distribuzione come Sephora e Le Bon Marché, di alberghi di lusso.

È quotata alla Borsa di Parigi e componente dell'indice CAC 40.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo LVMH è stato creato nel 1987 con la fusione di due società: Louis Vuitton, impresa specializzata negli accessori di moda, fondata nel 1854, e Moët Hennessy, un'impresa specializzata nei vini e alcolici creata nel 1971.

A causa di disaccordi profondi intervenuti tra le due parti, una terza parte interviene nella negoziazione: Bernard Arnault, già presidente e proprietario del gruppo. Arnault, grazie all'aiuto della banca Lazard, ha implementato una struttura finanziaria sofisticata che gli ha permesso di controllare il gruppo con una partecipazione minoritaria del 4%, suddivisa in 10 Holdings. Quindici anni dopo, e dopo numerose acquisizioni LVMH diviene Leader mondiale del lusso. Oggi il suo portafoglio è composto da più di 60 brand i quali possono vantare tradizione e prestigio.

LVMH cerca oggi di ampliare la propria internazionalizzazione prendendo il controllo di grandi marchi italiani ed americani della moda. Questa strategia di internazionalizzazione accelerata si è tradotta nell'acquisizione recente di firme, principalmente straniere: nel corso degli anni 1999 e 2000 più di 25 marche sono passate sotto il controllo di LVMH. Queste operazioni si sono realizzate in un contesto di concorrenza esacerbata in seguito all'entrata nel settore del gruppo Pinault-Primtemps-Redoute (PPR) che ha impedito ad LVMH di prendere il controllo del gruppo fiorentino Gucci nel marzo del 1999. Nel marzo 2011 entra a far parte del gruppo un'altra azienda: Bulgari.[2] L'8 luglio 2013, a Parigi viene comunicato la famiglia Loro Piana ha ceduto l'80% dell'azienda al gruppo francese LVMH per 2 miliardi di euro. Sergio e Pier Luigi Loro Piana conserveranno una partecipazione del 20% nella società e manterranno le loro funzioni alla guida dell'azienda.[3]

Nel 2014 apre la Louis Vuitton Corporate Foundation. Nell'aprile 2015 LVMH acquisisce, tramite L Capital Asia, un fondo di investimento controllato da LVMH, M1 Fashion e Pepe Jeans[4], e nell'ottobre 2015 il quotidiano Le Parisien per circa 50 milioni di euro, rafforzando la sua divisione stampa che già possiede il quotidiano economico-finanziario Les Échos.[5] Nel luglio 2016 LVMH vende i marchi Donna Karan e DKNY per 650 milioni di dollari a G-III Apparel.[6]. Tre mesi più tardi, nell'ottobre 2016, rileva per 640 milioni di dollari l'80% di Rimowa, una società tedesca specializzata in valigie.[7][8].

Nel marzo 2017 LVMH rileva una partecipazione di maggioranza in Maison Francis Kurkdjian, società di profumi di alta gamma creata nel 2009.[9]. Nello stesso mese, De Beers annuncia l'acquisizione della loro joint venture "De Beers Diamond Jewelers" presso LVMH, comprendente 32 negozi, per un importo non divulgato.[10].

Nell'aprile 2017 LVMH acquisisce la casa di moda Christian Dior, detenuta dal gruppo Christian Dior, per 6,5 miliardi di euro. Allo stesso tempo, Bernard Arnault, tramite l'Arnault Family Group, aumenta la sua partecipazione nel gruppo Christian Dior (che detiene una partecipazione del 41% in LVMH, dal 74,1% al 100%. Quasi contemporaneamente Arnault Family Group vende la sua partecipazione dell'8% in Hermès.[11].

Nel dicembre 2018 LVMH annuncia l'acquisizione della catena alberghiera di lusso Belmond per 3,2 miliardi di dollari[12] (25 dollari per azione con un premio del 42% sull'ultima chiusura dei titoli Belmond) pagando in contanti 2,6 miliardi di dollari (2,3 miliardi di euro.[13] La catena Belmond, quotata alla Borsa di New York ma con sede a Londra, possiede o gestisce 46 tra alberghi (tra cui il Cipriani di Venezia e lo Splendido di Portofino), ristoranti, treni (il leggendario Orient-Express che, con 17 carrozze art deco, attraversa l'Europa) e navi da crociera fluviale.[13] Il closing dell'operazione entro giugno 2019.

Azionisti[modifica | modifica wikitesto]

L'azionista principale è Bernard Arnault che la controlla sia direttamente (5%) che indirettamente tramite la Christian Dior SE (42%). Complessivamente la Arnault Family Group, la holding di Bernard Arnault, ha il controllo del 46,84% delle azioni con il 63,13% dei diritti di voto. Secondo Forbes, la famiglia di Bernard Arnault occupa nel 2018 il 4º posto nella graduatoria dei più ricche del mondo e il 53° in quella dei più potenti.[14]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La LVMH si è sempre caratterizzata per la qualità di vendere i propri prodotti solo nei propri negozi (circa 2.400 in giro per il mondo) o in alcuni negozi ben determinati (per esempio i magazzini Harrods) mantenendo così il carattere elitario del marchio e il conseguente prezzo elevato. Dalla holding dipendono una sessantina di società ognuna delle quali gestisce alcuni marchi.

Marchi controllati[modifica | modifica wikitesto]

La LVMH include al suo interno i seguenti marchi:

Vini e alcolici[modifica | modifica wikitesto]

Orologi e gioielli[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti di moda[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Profumi[modifica | modifica wikitesto]

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

Altri settori d'attività[modifica | modifica wikitesto]

Bar, Ristorazione e ospitalità[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasticceria Cova

Fondazione Louis Vuitton[modifica | modifica wikitesto]

La Louis Vuitton Corporate Foundation, ex Louis Vuitton Foundation for Creation, lanciata nell'ottobre del 2006, è creata dal gruppo LVMH per promuovere l'arte e la cultura e continuare le azioni di mecenatismo intraprese dal 1990.

L'edificio, progettato dall'architetto Frank Gehry e inaugurato il 27 ottobre 2014,[15] si trova nel Jardin d'Acclimatation, nel Bois de Boulogne a Parigi. Il progetto è una risposta alla "Fondazione Pinault" con sede a Venezia ed è l'espressione mediatica della competizione tra Bernard Arnault e il suo rivale François Pinault.[16].

L'edificio, la cui costruzione ha inizialmente un valore di 100 milioni di euro, alla fine costa circa otto volte la cifra iniziale secondo un articolo pubblicato sulla rivista Marianne nel maggio 2017[17]. Nel novembre 2018, il FRICC (Fronte repubblicano di intervento contro la corruzione) presenta un reclamo all'ufficio finanziario nazionale per frode, evasione fiscale e riciclaggio di denaro relativo alla Louis Vuitton Foundation e al Gruppo LVMH in connessione con la costruzione dell'edificio.[18][19].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b LVMH, i risultati annuali 2017, su investir.lesechos.fr.
  2. ^ A Lvmh la maggioranza del gruppo Bulgari - Un simbolo del lusso italiano cambia bandiera- Il titolo vola in borsa
  3. ^ Anche Loro Piana ai francesi di Lvmh. Un affare da due miliardi di euro Archiviato il 9 luglio 2013 in Internet Archive.
  4. ^ (FR) LVMH: Bruxelles autorise l'opération Pepe Jeans, in abcbourse.com.
  5. ^ (FR) Alexis Delcambre, Le rachat du «Parisien» par LVMH est définitif, in Le Monde, 21 ottobre 2015.
  6. ^ (FR) Nicole Vulser, LVMH cède la marque de prêt-à-porter Donna Karan, in Le Monde, 25 luglio 2016.
  7. ^ (FR) LVMH acquiert le malletier allemand Rimowa, in Le Monde, 4 ottobre 2016.
  8. ^ (FR) Nicole Vulser, Le fabricant de valises Rimowa se fait la malle chez LVMH, in Le Monde, 4 ottobre 2016.
  9. ^ (EN) LVMH buys Maison Francis Kurkdjian stake in luxury perfume push /autore= Dominique Vidalon e Pascale Denis, in Reuters, 20 marzo 2017.
  10. ^ (EN) Diamond group De Beers buys out retail partner LVMH, in Reuters, 23 marzo 2017.
  11. ^ (EN) Juliette Garnier, LVMH compte racheter Christian Dior couture, in Le Monde, 25 aprile 2017.
  12. ^ (EN) Dominique Vidalon e Inti Landauro, LVMH splashes out on luxury hotels with $3.2 billion Belmond deal, su Reuters, 14 dicembre 2018.
  13. ^ a b LVMH compra gli hotel e i viaggi di lusso Belmond (con il Cipriani) per 3,2 miliardi di dollari, su ilsole24ore.com, 14 dicembre 2018. URL consultato il 15 dicembre 2018.
  14. ^ Bernard Arnault, su forbes.com, 2018. URL consultato il 10 gennaio 2019.
  15. ^ (FR) Soirée prestigieuse à la Fondation Louis Vuitton, in Le figaro, 21 ottobre 2014.
  16. ^ (FR) Arnault défie Pinault dans l'art contemporain, su lexpansion.lexpress.fr, 2 ottobre 2006.
  17. ^ (FR) Les comptes fantastiques de la fondation Louis-Vuitton, in Marianne, 13 maggio 2017.
  18. ^ (FR) La Fondation Louis Vuitton visée par une plainte pour escroquerie et fraude fiscale, in Le Figaro, 1º dicembre 2018.
  19. ^ (FR) La Fondation Louis Vuitton soupçonnée de fraude fiscale, in L'Express, 30 novembre 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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