Kering

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Kering
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StatoFrancia Francia
Forma societariaSocietà anonima
Borse valoriEuronext: KER
ISINFR0000121485
Fondazione1963
Fondata daFrançois Pinault
Sede principaleParigi
GruppoArtémis (famiglia Pinault)
Filiali
Persone chiaveFrançois-Henri Pinault, chairman e CEO
SettoreTessile
ProdottiBeni di prêt-à-porter e accessori
Fatturato15,5 miliardi di [1]. (2017)
Utile netto1,8 miliardi di [1] (2017)
Dipendenti35.800
Sito web

Kering (fondato nel 1963 come Pinault-Printemps-Redoute e noto dal 2005 al 2013 come PPR) è un gruppo internazionale di beni di lusso con sede a Parigi e controllato dalla famiglia Pinault. Possiede marchi di lusso quali Gucci, Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, Bottega Veneta, Boucheron, Brioni, Pomellato mentre dal 2018 ha iniziato a disinvestire dal settore sportivo dove opera con i marchi Puma e Volcom.

Quotato dal 1998 all'Euronext di Parigi, dal 1995 è uno dei componenti dell'indice CAC 40[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal commercio del legname all'impero del retail[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962, con un prestito ottenuto dalla famiglia e dalla banca, François Pinault, apre l’Etablissements François Pinault in Bretagna (Francia), azienda specializzata nel commercio del legname[3]. L’azienda inizia a crescere e a prosperare anche attraverso acquisizioni successive. Nel 1988, la Pinault SA si quota alla borsa di Parigi, moltiplicandone il potere finanziario[4]

Nel 1989 l’azienda acquista il 20% di CFAO, azienda francese specializzata nella distribuzione attiva in tutta l’Africa. Nel 1990, la Pinault SA si fonde con la CFAO e François Pinault guida questo nuovo gruppo. Questa fusione dà inizio a nuove acquisizioni in ambito retail: Conforama (retailer francese arredamento) nel 1991, Printemps (department store di Parigi) nel 1992 [che detiene a sua volta del 54% di La Redoute (retailer francese di shopping via posta)], e Fnac (rivenditore di libri, multimedia ed elettronica francese) nel 1994[5]. Per allinearsi alla nuova identità di gruppo costituito dalle acquisizioni, l’azienda nel 1994 cambia nome in Pinault-Printemps-Redoute (PPR)[6]

Dal retail all'investimento nel lusso[modifica | modifica wikitesto]

Il precedente logo della società quando era conosciuta come PPR (Pinault-Printemps-Redoute)

Nel 1999, un’importantissima acquisizione cambia la strategia aziendale: inaspettatamente, l’azienda Pinault-Printemps-Redoute acquisisce il 42% di Gucci Group, per 3 milioni di dollari[7].

Attraverso Gucci Group, Pinault-Printemps-Redoute acquisisce il marchio Yves Saint Laurent[8]. La strategia viene confermata anche dalle successive acquisizioni che includono la maison di alta gioielleria Boucheron (2000)[9], il marchio italiano di pelletteria Bottega Veneta[10] e la maison di moda Balenciaga (2001)[11][12]. Nel 2001, Pinault-Printemps-Redoute sigla delle partnership con l’ex designer di Givenchy Alexander McQueen[13] e con Stella McCartney[14]

Pinault-Printemps-Redoute elimina i suoi assets in ambito retail uno dopo l’altro: Pinault Bois et Matériaux, con le quali il gruppo si era sviluppato e cresciuto, vengono acquisite dal gruppo britannico Wolseley nel 2003.

Nel 2003, François Pinault nomina il figlio François-Henri Pinault capo di Artemis, la holding di famiglia che controlla la Pinault-Printemps-Redoute insieme ad altri assets (Chateau Latour, Christie’s …).

Nel 2004, Pinault-Printemps-Redoute acquisisce le rimanenti quote di Gucci Group fino a raggiungere il 99.4% della holding italiana di lusso. Nel 2005, François-Henri Pinault opta per un approccio di controllo diretto della Pinault-Printemps-Redoute andando a ricoprire il ruolo di CEO[15]. Nel 2005, il gruppo cambia ufficialmente nome in PPR[16][17].

Negli anni seguenti, PPR conclude numerose cessioni: Le Printemps (2006), Conforama (2011), CFAO e il ramo italiano di Fnac (2012)[18], e La Redoute (2013). Nel frattempo, PPR acquisisce : il Gruppo Sowind (proprietaria del marchio di alta orologeria svizzera Girard-Perregaux), l’azienda italiana di alta sartoria su misura Brioni (2011)[19], il gruppo italiano Pomellato (i marchi di gioielleria Pomellato e Dodo)[20][21], il marchio cinese di gioielleria Qeelin (2012)[22], il marchio di moda Christopher Kane[23], e il marchio di orologeria di lusso Ulysse Nardin (2014)[24].

PPR inizia anche a consolidare la propria posizione nel settore Sport & Lifestyle con l’acquisizione di Puma nel 2007[25], di Cobra Golf nel 2010[26], infine di Volcom nel 2011,[27] una società californiana di tavole da surf.

Kering, nuova potenza del lusso[modifica | modifica wikitesto]

La sede di Parigi della società al numero 40 di rue de Sèvres, in precedenza Hôpital Laennec

Il 22 marzo 2013 PPR cambia nome in Kering per marcare sempre più l’orientamento del gruppo sulle divisioni lusso. Pronunciato « caring » [che gioca con il suono della pronuncia inglese Kering richiamando care, caring (cura, attenzione)], il nome riafferma le radici familiari bretoni del gruppo (Ker, in bretone è casa, focolare)[28][29]. Per il restyling del logo viene scelta una civetta stilizzata che può ruotare la testa a 270° e rappresenta l’animale preferito di François Pinault[30][31].

Nel dicembre 2014 Alessandro Michele, designer di accessori sconosciuto ai più, viene nominato direttore creativo di Gucci[32]. Nel 2015, Kering nomina Anthony Vaccarello direttore creativo di Yves Saint Laurent[33][34]. Nell'ottobre del 2015, Kering nomina il designer georgiano Demna Gvasalia direttore creativo di Balenciaga, trasformando rapidamente la maison in un marchio performante sulla scena della moda[35].

Nel 2016, prevalentemente guidata dalle vendite di Gucci (4,4 miliardi di euro pari ad un +12,7%) e Yves Saint Laurent (1,2 miliardi con una crescita del 25,5%),[36][37] la redditività di Kering aumenta del 14,5% e le sue vendite dell'8,1%[38]. Dal luglio 2016 all'aprile 2017, il prezzo delle azioni di Kering aumenta in Borsa dell'85%, raggiungendo i 284 €[39].

Nel 2017 Kering registra un bilancio molto positivo con ricavi per 15,5 miliardi di euro con un aumento del 27% dovuto ancora una volta alle vendite di Gucci(6,2 miliardi di fatturato pari a +46%) e di Yves Saint Laurent (+25%).[1] All'inizio del 2018 decide di cominciare a disinvestire dal settore Sport & Lifestyle per concentrarsi in quello del lusso. La prima decisione riguarda Puma, controllata per oltre l'86%:[40] le azioni Puma sono cedute ai soci di Kering sotto forma di dividendo "in natura" nella proporzione di una azione Puma ogni 12 azioni Kering. L'operazione è conclusa nel maggio 2018 con il risultato che a Kering resta ancora il 15,7% dell'azienda di scarpe sportive[41] mentre il singolo maggiore azionista risulta con il 29% la famiglia Pinault che, attraverso Artémis, ha il controllo di Kering con il 40,9%. Il flottante di Puma è il 55%. Nel 2018, dopo il disinvestimento da Puma, Kering decide di cedere anche Volcom.[42].

Nel marzo 2018 divorzio consensuale dopo 17 anni tra Kering e Stella McCartney: la designer inglese è tornata ad avere il controllo totale del marchio.[43].

I marchi[modifica | modifica wikitesto]

Kering è costituita da 2 divisioni: Lusso e Sport & Lifestyle.

La divisione lusso comprende marchi specializzati nel design, la creazione e la vendita di prodotti di lusso in particolare di pelletteria, calzature, abbigliamento, orologi e gioielli. Il 68% dell'attività del gruppo (2016)[44], è generata dai seguenti marchi:

  • Gucci
  • Yves Saint Laurent
  • Boucheron
  • Bottega Veneta
  • Balenciaga
  • Alexander McQueen
  • Brioni
  • Girard-Perregaux
  • JeanRichard
  • Queelin
  • Pomellato
  • Dodo
  • Christopher Kane
  • Tomas Maier
  • McQ
  • Ulysse * Stella Mcartney

La divisione Sport & Lifestyle, con dismissioni iniziate nel 2018, comprende:

  • Puma (nel maggio 2018 la partecipazione si è ridotta al 15,7%)[41]
  • Cobra
  • Volcom

Impegno[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo sostenibile[modifica | modifica wikitesto]

Nell’aprile 2012 Kering fissa degli obiettivi per ridurre in modo significativo l’impatto ambientale entro 4 anni. Il Gruppo definisce target quantificabili a livello ambientale e sociale e sviluppa l’EP&L: il conto economico ambientale al fine di misurare i propri progressi[45].

Nel settembre 2013, Kering viene incluso all’interno del Dow Jones Sustainability Index a livello europeo e mondiale, e viene riconosciuto leader di settore sia nel 2014 che nel 2015[46].

Pubblicato nel 2016, dal report di Kering in materia di sostenibilità emerge che il gruppo è stato capace di raggiungere il 99% del target del PVC-free, il 15% in merito all’acquisto di oro da miniere certificate, il 64% dell’acquisto di pelli da fonti responsabili e verificate; le emissioni di carbonio ridotte dell’11%, lo smaltimento rifiuti del 16% e il consumo di acqua del 19%. 

A inizio 2017, Kering ha annunciato il suo nuovo programma in materia di sostenibilità, che mira a ridurre del 40% il suo impatto globale sull’ambiente entro il 2025, una strategia in linea con gli UN Sustainable Development Goals[47]

Nel 2015, Kering co-produce Ice and the Sky di Luc Jacquet, un documentario su Claude Lorius, uno dei primi scienziati che ha dimostrato l’evidenza del riscaldamento globale[48].

Fondation Kering[modifica | modifica wikitesto]

La Fondazione si impegna a difendere la dignità e i diritti delle donne combattendo la violenza contro le donne e promuovendone l’emancipazione[49].

Dal 2009, la Fondazione ha collaborato attraverso partnerships con 47 ONG e ha inoltre supportato numerosi progetti sociali orientati alla tutela dei diritti delle donne. La Fondazione supporta anche i progetti filantropici che ciascun marchio sceglie di abbracciare.

Nel 2013, Gucci, uno dei principali marchi del gruppo, ha lanciato il progetto Chime for Change, campagna internazionale capitanata dall’attrice Salma Hayek Pinault, insieme a Frida Giannini, ex direttore creativo di Gucci e Beyoncé, allo scopo di raccogliere fondi diretti all’emancipazione delle donne e incentrati su tre tematiche: educazione, salute e istruzione[50]

Ogni anno dal 2012, la Fondazione Kering contribuisce con diverse iniziative alla Giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le donne attraverso la campagna del nastro bianco / White Ribbon for Women[51][52]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • François-Henri Pinault - Chairman and CEO
  • Jean-François Palus - Group Managing Director
  • Patricia Barbizet
  • Baudouin Prot
  • Laurence Boone
  • Yseulys Costes
  • Sophie L’Hélias
  • Daniela Riccardi
  • Sapna Sood

Comitato Esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

  • François-Henri Pinault - Chairman and CEO
  • Jean-François Palus - Group Managing Director
  • Jean-Marc Duplaix - CFO
  • Jean-Philippe Bailly - COO
  • Carlo Alberto Beretta - Chief Client and Marketing Officier
  • Marie-Claire Daveu - Chief Sustainability Officer and Head of Institutional Affairs
  • Valérie Duport - VP Communications and Image
  • Béatrice Lazat - VP Human Resources
  • Albert Bensoussan - CEO Watches and Jewelry
  • Roberto Vedovotto - CEO Kering Eyewear
  • Francesca Bellettini - CEO Saint Laurent
  • Marco Bizzarri - CEO Gucci
  • Bjørn Gulden - CEO Puma
  • Claus-Dietrich Lahrs - CEO Bottega Veneta

Dati Finanziari e di mercato[modifica | modifica wikitesto]

Dati Finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Dati Finanziari in milioni di euro
Anno 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
Fatturato 17 931 19 761 17 207 13 584 14 605 12 227 9 736 9 748 10 037 11 584 12 385 15 478
EBITDA 1 540 1 789 1 441 1 240 1 531 1 602 2 067 1 750 1 647 1 886 2 948
Risultato netto 680 904 921 951 965 986 1 048 50 528 696 814 1 786
Debito netto 3 461 2 980 5 510 4 367 4 000 3 396 2 491 3 443 4 679 4 371 3 049

Vendite che hanno avuto un impatto sul Gruppo con le rispettive date :

  • 2006 Vendita di Le Printemps
  • 2007 Acquisizione Puma abbigliamento
  • 2008 Vendita di YSL Beauté
  • 2009 Vendita di CFAO
  • 2010 Vendita di Conforama

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Kering, nel 2017 utile netto più che raddoppiato, su finanza.repubblica.it, 13 febbraio 2018. URL consultato il 1º giugno 2018.
  2. ^ Kering vuole vendere la sua quota di controllo di Puma - Il Post, in Il Post, 24 ottobre 2017. URL consultato il 25 novembre 2017.
  3. ^ PPR - Borsa Italiana, su www.borsaitaliana.it. URL consultato il 26 novembre 2017.
  4. ^ Pinault, François nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 26 novembre 2017.
  5. ^ Darty rimane francese, acquistata da FNAC, su www.lacasadipaola.it. URL consultato il 26 novembre 2017.
  6. ^ Ppr cambia nome in Kering? < Aziende < News < Home page, su fashionmagazine.it. URL consultato il 26 novembre 2017.
  7. ^ Ppr cambia nome in Kering? < Aziende < News < Home page, su fashionmagazine.it. URL consultato il 29 novembre 2017.
  8. ^ (FR) Commission Européenne - COMMUNIQUES DE PRESSE - Communiqué de presse - La Commissione autorizza l'acquisizione di Gucci(Italia) da parte di PPR( Francia), su europa.eu. URL consultato il 29 novembre 2017.
  9. ^ PPR rafforza il segmento gioielleria, su www.luxgallery.it. URL consultato il 29 novembre 2017.
  10. ^ (EN) Bottega Veneta: il lusso discreto compie 50 anni. URL consultato il 29 novembre 2017.
  11. ^ Arnault-Pinault, si gioca in Italia il torneo del lusso - Repubblica.it, in Repubblica.it, 18 novembre 2013. URL consultato il 29 novembre 2017.
  12. ^ Pinault: meglio piccoli (e italiani) che super-logati - MAM-E, in MAM-E, 10 settembre 2012. URL consultato il 3 dicembre 2017.
  13. ^ FashionNetwork.com, McQueen: fine della licenza McQ con l'italiana Sinv S.p.A., in FashionNetwork.com. URL consultato il 29 novembre 2017.
  14. ^ Moda, orologi, sport: un colosso che ha fatturato dodici miliardi, in Corriere della Sera. URL consultato il 29 novembre 2017.
  15. ^ Da dove viene François-Henri Pinault - Il Post, in Il Post, 3 dicembre 2015. URL consultato il 29 novembre 2017.
  16. ^ Ppr - Dizionario della moda Mame, in Dizionario della moda Mame, 6 agosto 2015. URL consultato il 29 novembre 2017.
  17. ^ FashionNetwork.com, Elena Passeri, Da PPR a "Kering": il gigante del lusso francese cambia nome?, in FashionNetwork.com. URL consultato il 3 dicembre 2017.
  18. ^ Elemedia, Ppr cede Fnac Italia a fondo Orlando L'addio al Paese all'inizio del 2013 - Repubblica.it, in La Repubblica. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  19. ^ FashionNetwork.com, Brioni, il sarto dei leader mondiali, acquistato da PPR, in FashionNetwork.com. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  20. ^ Pomellato è il nuovo gioiello dei francesi di Kering - Formiche.net, in Formiche.net, 24 aprile 2013. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  21. ^ Pomellato ceduta ai francesi. Parigi acquisisce un altro gioiello italiano - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 24 aprile 2013. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  22. ^ Elemedia, Qeelin, il gioiello asiatico di Pinault - Repubblica.it, in La Repubblica. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  23. ^ FashionNetwork.com, PPR compra la casa di moda di Christopher Kane, in FashionNetwork.com. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  24. ^ Kering acquisisce Ulysse Nardin: strategia Hard Luxury, in Professional Luxury, 4 agosto 2014. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  25. ^ Kering acquisisce Ulysse Nardin: strategia Hard Luxury, in Professional Luxury, 4 agosto 2014. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  26. ^ FashionNetwork.com, Puma acquisisce il brand di golf Cobra, in FashionNetwork.com. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  27. ^ FashionNetwork.com, Lisa-Marie Kömmelt, PPR si lancia negli sport su neve e tavola attraverso un'OPA su Volcom, in FashionNetwork.com. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  28. ^ FashionNetwork.com, È ufficiale: PPR diventa Kering e intende imporsi come gruppo, in FashionNetwork.com. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  29. ^ Ugo Stella, Ppr di François-Henri Pinault cambia nome in Kering | Gdoweek, in Gdoweek, 27 marzo 2013. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  30. ^ François-Henri Pinault: «Per Pomellato pronti a chiudere entro fine aprile», in Moda24 - Il Sole 24 ORE. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  31. ^ (EN) ultimaora - flash news 24 Corriere della Sera, su www.corriere.it. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  32. ^ (EN) Il successo di Alessandro Michele, in Elle.it, 8 giugno 2016. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  33. ^ Ufficiale, Vaccarello in Yves Saint Laurent - Pambianco News Pambianco News, su www.pambianconews.com. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  34. ^ Anthony Vaccarello è il nuovo direttore creativo di YSL, in D - la Repubblica. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  35. ^ (EN) Demna Gvasalia, in Elle.it, 7 ottobre 2015. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  36. ^ (FR) René Perez, Kering, le groupe de luxe à l’accent breton, su Bretagne-bretons.fr, 15 febbraio 2017.
  37. ^ (FR) Ivan Letessier, L'impressionnant rebond de Gucci tire les ventes de Kering, su Lefigaro.fr, 10 febbraio 2017.
  38. ^ Gucci traina i ricavi di Kering: nel quarto trimestre le vendite del brand fiorentino a +21,4%, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  39. ^ Maria Silvia Sacchi, Kering (Pinault): un trimestre record Svetta Gucci a +51,4%, in Corriere della Sera. URL consultato il 2 dicembre 2017.
  40. ^ (FR) Dominique Chapuis, Kering se recentre sur le luxe en cédant la majorité de Puma, su Les Echos, 11 gennaio 2017. URL consultato il 2 giugno 2018.
  41. ^ a b Kering fissa per maggio l'addio a Puma, su mffashion.com. URL consultato il 2 giugno 2018.
  42. ^ (FR) Kering poursuit son recentrage dans le luxe en cédant Volcom, su lerevenu.com. URL consultato il 2 giugno 2018.
  43. ^ Kering divorzia da Stella McCartney dopo 17 anni, su pambianconews.com, 19 marzo 2018accesso=2 giugno 2018.
  44. ^ (FR) Frédéric Garcia, KERING, vers une croissance pérenne, su Boursedirect.fr, 3 febbraio 2017.
  45. ^ Lusso, sempre più green la filiera del gruppo Kering, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 28 novembre 2017.
  46. ^ Exolut, Kering. Prestigio culturale e responsabilità sociale - Omnia Gate, in Omnia Gate, 28 aprile 2016. URL consultato il 28 novembre 2017.
  47. ^ Kering, nuovi obiettivi sostenibili per il 2025 - Pambianco News Pambianco News, su www.pambianconews.com. URL consultato il 28 novembre 2017.
  48. ^ Tra ghiaccio e cielo, in Internazionale, 23 agosto 2015. URL consultato il 28 novembre 2017.
  49. ^ L'impegno di Kering contro la violenza sulle donne, in Moda24 - Il Sole 24 ORE. URL consultato il 28 novembre 2017.
  50. ^ (EN) Arriva un progetto che dà voce a tutte le donne, e che può interessare anche te: ecco come esprimersi attraverso il racconto, in Elle.it, 2 agosto 2017. URL consultato il 28 novembre 2017.
  51. ^ È la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne - Vogue.it. URL consultato il 28 novembre 2017.
  52. ^ di Luisa Adani, Verso il 25 novembre La violenza che si combatte potenziando la vita delle donne, sul lavoro e a casa, in Corriere della Sera. URL consultato il 28 novembre 2017.

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