Kering

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Kering
Logo
StatoFrancia Francia
Forma societariaSocietà anonima
Borse valoriEuronext: KER
CAC 40 Component
ISINFR0000121485
Fondazione1963
Fondata daFrançois Pinault
Sede principaleParigi
Filiali
Persone chiaveFrançois-Henri Pinault (Presidente e CEO)
SettoreLusso
ProdottiBeni di lusso
Fatturato15,5 miliardi di [1] (2017)
Utile netto1,786 milioni di [1] (2017)
Dipendenti44,000[1] (2017)
Note
  • Utile di gestione : 2.948 milioni di (2017)
  • Totale attivo : 25.577 milioni di (2017)
  • Capitale complessivo : 12.626 milioni di (2017)[1]
  • Precedentemente : Pinault S.A. / Pinault-Printemps-Redoute / PPR
Sito web

Kering S.A. (francese: [kɛːʁiŋ]) è un gruppo nel settore del lusso con sede a Parigi. Possiede marchi di lusso, tra i quali Gucci, Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, Bottega Veneta, Boucheron, Brioni, Pomellato.

La società fu fondata nel 1963, come Pinault S.A. fino al 1994, poi come Pinault-Printemps-Redoute dal 1994 al 2005, PPR dal 2005 al 2013 e infine Kering nel 2013. È quotata sul mercato Euronext Parigi dal 1988 e fa parte dell’indice CAC 40 dal 1995. La società è guidata da François-Henri Pinault dal 2005.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione di impero attraverso la vendita al dettaglio del legno[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963, grazie al supporto da parte della sua famiglia e di una banca, François Pinault aprì Établissements Pinault in Bretagna (Francia) e si specializzò nel commercio di legname[2]. La società crebbe organicamente  grazie a ottimi investimenti. Nel 1988, Pinault S.A. si quota alla Borsa di Parigi, moltiplicando il valore finanziario del gruppo.

Nel 1989 acquisto il 20% di CFAO, una società de distribuzione francese attiva in tutto il continente africano. Nel 1990, Pinault S.A. e CFAO si unirono, e François Pinault divenne il leader del gruppo. Questo permise l’accelerazione delle sue acquisizioni nel settore retail: Conforama (distributore di mobili francese) nel 1991, Printemps (grandi magazzini a Parigi) nel 1992, quale possiede anche il 54% di La Redoute (vendita per corrispondenza francese), e Fnac (libreria francese, multimedia e dettagliante di elettronica) nel 1994[3]. Per allineare l’identità del gruppo con le sue nuove attività, cambiò il suo nome facendo diventare Pinault-Printemps-Redoute (PPR) nel 1994[4].

Il passaggio dal retail all'investimento nel lusso[modifica | modifica wikitesto]

Il precedente logo della società quando era conosciuta come PPR (Pinault-Printemps-Redoute)

Nel 1999, Pinault-Printemps-Redoute acquistò il 42% del gruppo Gucci per $3 miliardi[2][5]. Attraverso l’accordo con Gucci, Pinault-Printemps-Redoute acquisì anche il marchio Yves Saint Laurent[6]. Confermò cosi questa sua nuova strategia con le sue acquisizioni seguenti, tra le quali la casa di alta-gioielleria francese Boucheron (2000)[7], la pelletteria italiana Bottega Veneta[8], e la casa di moda Balenciaga (2001)[9][10]. Nel 2001, Pinault-Printemps-Redoute definisce un accordo anche con l’ex designatore di Givenchy, Alexander McQueen[11] e con Stella McCartney[12].

Con una nuova strategia per il gruppo, Pinault-Printemps-Redoute cedette le attività di vendita al dettaglio una dopo l’altra: Pinault Bois e Matériaux, sul quale il gruppo intero si sviluppò e crebbe, che fu acquisito nel 2003 dal gruppo britannico Wolseley.

Nel 2003, François Pinault passò il timone di Artémis, la società famigliare che controllava Pinault-Printemps-Redoute e gli altri beni (Château Latour, Christie ecc.), a suo figlio François-Henri. Nel 2004, Pinault-Printemps-Redoute acquisì pressocché tutte le azioni rimanenti del gruppo Gucci raggiungendo il 99.4% di proprietà della società di lusso italiana. Nel 2005, François-Henri Pinault assunse la posizione di CEO[13]. Il gruppo cambiò ufficialmente il suo nome a PPR.

La dismissione dei marchi di vendita al dettaglio del gruppo continuò: Le Printemps (2006), Conforama (2011), CFAO e Fnac (2012), e La Redoute (2013)[14]. Nel frattempo, PPR acquisì il Gruppo Sowind (proprietario del marchio di alta gioielleria svizzero Girard-Perregaux) e il marchio italiano di alta sartoria Brioni (2011)[15], il gruppo italiano Pomellato (Pomellato e Dodo)[16][17], il marchio di gioielleria cinese Qeelin (2012)[18], ll marchio britannico Cristopher Kane[19], e il marchio di orologi di lusso Ulysse Nardin (2014)[20].

PPR fece il suo ingresso anche nel ramo dello sport&lifestyle con l'acquisizione di Puma nel 2007[21], Golf di Cobra nel 2010[22], e Volcom in 2011[23].

Kering, una nuova società di lusso[modifica | modifica wikitesto]

La sede di Parigi della società al numero 40 di rue de Sèvres, in precedenza Hôpital Laennec

Il 22 marzo 2013, PPR cambiò il suo nome in Kering, concentrandosi sul settore dei beni di lusso. Pronunciato [kɛːʁiŋ], per ricordare la parola inglese “caring”, il nuovo nome si riferisce alla regione della Bretagna della quale è originaria la famiglia Pinault[24][25].

Nel gennaio 2015 Alessandro Michele, fino ad allora braccio destro del precedente direttore creativo, fu nominato direttore creativo di Gucci, e diede rapidamente una nuova linfa al successo del marchio[26]. Dal 2014 al 2017, le vendite di Gucci raddoppiarono da 3,497.2 milioni di euro a 6,211.2 milioni di euro.

Nel 2015, Yves Saint Laurent nominò un nuovo direttore creativo, Anthony Vaccarello, per rafforzare ulteriormente l'evoluzione della marca, mantenendo il suo ritmo di crescita[27]. Nell'ottobre 2015, Kering nomina il georgiano Demna Gvasalia come direttore creativo di Balenciaga, trasformando rapidamente la maison in un marchio di successo nel mondo della moda[28].

Nel marzo 2018 Kering annuncia un accordo di vendita per le sue azioni di Stella McCartney al suo proprietario omonimo[29][30]. Ad aprile 2018, Kering annuncia la sua intenzione di cedere Volcom, la società di abbigliamento sportivo[31]. A maggio 2018, Kering cede inoltre le sue azioni di Puma, mantenendo una quota 15.7%, divenendo così un puro player in ambito lusso[32].

Da settembre 2018, il gruppo Kering è entrato nell'indice Euro Stoxx 50, tra i principali indici delle aziende quotate dell'area dell'euro che raggruppa i 50 titoli maggiori in termini di capitalizzazione[33].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Kering è un gruppo leader nel settore del lusso con sede a Parigi, che possiede marchi specializzati nella creazione, produzione la vendita di prodotti eccellenti, specialmente nel settore della pelletteria, calzature, abbigliamento, orologi e gioielleria:

Marchio Con Kering dal Paese
Gucci 1999 Italia
Saint Laurent 1999 Francia
Boucheron 2000 Francia
Bottega Veneta 2001 Italia
Balenciaga 2001 Spagna
Alexander McQueen 2001 Regno Unito
Brioni 2011 Italia
Girard-Perregaux 2011 Svizzera
JeanRichard 2011 Svizzera
Qeelin 2012 Francia
Pomellato 2013 Italia
Dodo 2013 Italia
Christopher Kane 2013 Regno Unito
Ulysse Nardin 2014 Svizzera

Impegni[modifica | modifica wikitesto]

Sostenibilità[modifica | modifica wikitesto]

Nell’aprile 2012, Kering si impegna con un piano di 4 anni che punta a ridurre significativamente il suo impatto sull'ambiente. Il gruppo definisce una serie di obiettivi quantificabili sia sui problemi ambientali che su quelli sociali, e sviluppa l’Environmental Profit & Loss (E P&L) per misurare isui progressi[34].

Nel settembre 2013, Kering diviene parte del Dow Jones Sustainability Index nel mondo e in Europa, e viene riconosciuto leader dell’industria nel 2014 e nel 2015[35].

Nel 2015, Kering co-produce Ice and the Sky di Luc Jacquet, un documentario su Claude Lorius, uno dei primi scienziati che ha dimostrato l’evidenza del riscaldamento globale[36].

Pubblicato nel 2016, il rapporto di sostenibilità di Kering evidenzia che il Gruppo è in grado di controllare le proprie catene di approvvigionamento / produzione, raggiungendo il 99% dei suoi obiettivi nella riduzione di PVC. Gli obbiettivi sull’acquisto dell’oro da provveditori certificati sono pari al 15%, mentre salgono al 64% per l’acquisto dil cuoio da fonti responsabili e verificate. Le emissioni di carbone vengono ridotte dell’11%, gli sprechi di produzione del 16% e l’uso dell’acqua del 19%. 6,000 sono circa le ispezioni effettuate sui fornitori. Kering annuncia poi il suo nuovo programma di sostenibilità, che mira ad una riduzione del 40% del suo impatto ambientale e globale entro il 2025, una strategia allineata con gli obbiettivi di sviluppo sostenibili dell’ONU[37].

Nel gennaio 2018, durante il forum mondiale dell’economia di Davos, Kering viene nominata come la più sostenibile delle imprese tessili, di abbigliamento e di beni di lusso nel Corporate Knights Global 100 index[38]. Nel febbraio 2018, in associazione con l'Università Londinese di Moda, Kering lanciò la prima classe on-line (Mooc) sulla moda e la sostenibilità[39].

Fondation Kering[modifica | modifica wikitesto]

La Fondazione Kering è impegnata nella difesa della dignità e diritti delle donne combattendo la violenza contro le donne e promuovendo la loro  affermazione e dignità[40]. Dal 2009, la Fondazione ha collaborato attraverso partnerships con 47 ONG e ha inoltre supportato numerosi progetti sociali orientati alla tutela dei diritti delle donne.

Molti marchi hanno sviluppato i propri progetti filantropici con l'appoggio della Fondazione di Kering. Nel 2013, Gucci ha lanciato il progetto Chime for Change, una campagna internazionale per raccogliere fondi diretti all’emancipazione delle donne e incentrati su tre tematiche: educazione, la salute e la giustizia[41]

Ogni anno dal 2012, la Fondazione Kering contribuisce con diverse iniziative alla Giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le donne attraverso la campagna White Ribbon for Women[42][43]

Premio “Women in Motion”[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015, Kering diviene partner ufficiale del Festival di Cannes e lancia il programma Women in Motion  per sottolineare il contributo delle donne all'industria cinematografica[44]. Il programma è basato su delle conversazioni  durante i quali diverse personalità condividono le loro considerazioni e riflessioni per la promozione delle donne nell'industria cinematografica. I premi Women in Motion sono stati attribuiti annualmente ad una figura ispiratrice che incarna il ruolo delle donne nell'industria cinematografica, e ad un nome promettente del cinema. I vincitori passati includono:

Gestione[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • François-Henri Pinault - Presidente e Amministratore delegato
  • Jean-François Palus - Direttore generale
  • Sophie Bouchillou – Rappresentante dei dipendenti
  • Yseulys Costes – Direttore indipendente
  • Jean-Pierre Denis – Direttore indipendente
  • Sophie L'Hélias – Direttore indipendente
  • Baudouin Prot - Direttore
  • Daniel Ricardi – Direttore indipendente
  • Sapna Sood – Direttore indipendente

Comitato Esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

  • François-Henri Pinault - Presidente e Amministratore delegato
  • Jean-François Palus - Direttore Generale
  • Francesca Bellettini - Presidente e Amministratore delegato di Saint Laurent
  • Albert Bensoussan - Amministratore delegato orologi e gioielli
  • Marco Bizzarri - Presidente e Amministratore delegato di Gucci
  • Grégory Boutté - Direttore Client & Digital
  • Marie-Claire Daveu – Direttore della sostenibilità e degli affari istituzionali
  • Valérie Duport – Direttore della Comunicazione e dell’Immagine
  • Jean-Marc Duplaix – Direttore Finanziario
  • Claus-Dietrich Lahrs – Presidente e Amministratore delegato di Bottega Veneta
  • Béatrice Lazat - VP Risorse umane
  • Roberto Vedovotto - Amministratore delegato Kering Eyewear

Dati Finanziari e di mercato[modifica | modifica wikitesto]

Dati Finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Dati Finanziari in milioni di euro
Anno 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
Vendite 17 026 19 761 17 207 16 525 11 008 8 062 9 736 9 656 10 038 11 584 12 385 15 478
EBITDA 1 276 1 696 1 440 1 383 1 649 1 739 2 067 1 751 1 664 1 647 1 886 2 948
Risultati netti 703 1058 718 712 965 986 1 048 50 529 696 814 1 786
Debito netto 3 461 6 121 3 461 4 367 3 780 3 395 2 491 3 443 4 391 4 679 4 371 3 049

Dati di mercato[modifica | modifica wikitesto]

Anno 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017
Numero di azioni (in milioni) 128 126.5 126.6 126.8 127 126.1 126.2 126.2 126.2 126.2 126.2
Capitalizzazioni sul mercato (in milioni) 14 089 5 897 10 663 15 093 14 034 17 764 19 395 20 140 19 946 26 935 49 628
Numero di transazioni giornaliere 692 022 1 116 420 701 105 453 415 385 265 317 960 254 343 224 261 356 633 255 805 209 407
  • Data di IPO: 25 Ottobre 1988, Second Marché
  • Azioni quotate nella Borsa di Parigi
  • Membro dell’indice CAC 40 dal 9 Febbraio 1995
  • Valuta = Euro
  • Azionisti principali: Artémis 40.8%

Evasione fiscale[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo Kering è sotto inchiesta in Italia per una sospetta evasione fiscale da parte del marchio Gucci di un miliardo di euro realizzata, secondo l’accusa della procura di Milano, negli anni tra il 2011 e il 2017 attraverso le proprie sedi nel Canton Ticino.[46] Il contenzioso è chiuso nel maggio 2019 con l'accordo: Kering pagherà al Fisco italiano 1,25 miliardi di euro, il risarcimento più alto mai versato alle Agenzie delle Entrate italiane, comprensivo di una maggiore imposta di 897 milioni, più sanzioni e interessi.[47]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d kering.com, http://www.kering.com/sites/default/files/press_release/press_release_-_2017_annual_results_-_02_13_2018_0.pdf.
  2. ^ a b note, su borsaitaliana.it. URL consultato il 25 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
  3. ^ Paola Guidi, Darty rimane francese, acquistata da FNAC – La Casa di Paola, su lacasadipaola.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  4. ^ Strategie: Ppr cambia nome in Kering?, su www.fashionmagazine.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  5. ^ note, su mffashion.com.
  6. ^ European Commission - PRESS RELEASES - Press release - La Commissione autorizza l'acquisizione di Gucci(Italia) da parte di PPR( Francia), su europa.eu. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  7. ^ PPR rafforza il segmento gioielleria, su Luxgallery, 10 dicembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  8. ^ Bottega Veneta: il lusso discreto compie 50 anni, su listupp.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  9. ^ Arnault-Pinault, si gioca in Italia il torneo del lusso, su Repubblica.it, 18 novembre 2013. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  10. ^ Pinault: meglio piccoli (e italiani) che super-logati, su MAM-E, 10 settembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  11. ^ FashionNetwork.com, McQueen: fine della licenza McQ con l'italiana Sinv S.p.A., su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  12. ^ Moda, orologi, sport: un colosso che ha fatturato dodici miliardi, su Corriere della Sera, 26 novembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  13. ^ Da dove viene François-Henri Pinault, su Il Post, 3 dicembre 2015. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  14. ^ Ppr cede Fnac Italia a fondo OrlandoL'addio al Paese all'inizio del 2013, su Repubblica.it, 28 novembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  15. ^ FashionNetwork.com, Brioni, il sarto dei leader mondiali, acquistato da PPR, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  16. ^ Redazione, Pomellato è il nuovo gioiello dei francesi di Kering, su Formiche.net, 24 aprile 2013. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  17. ^ Pomellato ceduta ai francesi. Parigi acquisisce un altro gioiello italiano, su Il Fatto Quotidiano, 24 aprile 2013. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  18. ^ Qeelin, il gioiello asiatico di Pinault, su Repubblica.it, 17 dicembre 2012. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  19. ^ FashionNetwork.com, PPR compra la casa di moda di Christopher Kane, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  20. ^ Kering acquisisce Ulysse Nardin: strategia Hard Luxury, su Professional Luxury, 4 agosto 2014. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  21. ^ Ppr compra Puma, per gli analisti è un bene - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  22. ^ FashionNetwork.com, Puma acquisisce il brand di golf Cobra, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  23. ^ FashionNetwork com, Lisa-Marie Kömmelt, PPR si lancia negli sport su neve e tavola attraverso un'OPA su Volcom, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  24. ^ Ppr di François-Henri Pinault cambia nome in Kering, su Gdoweek, 27 marzo 2013. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  25. ^ FashionNetwork.com, È ufficiale: PPR diventa Kering e intende imporsi come gruppo, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  26. ^ Di Luisa Simonetto, Il successo di Alessandro Michele, su ELLE, 8 giugno 2016. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  27. ^ Anthony Vaccarello è il nuovo direttore creativo di YSL, su D.it Repubblica, 4 aprile 2016. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  28. ^ Di Giulia Pacella, Demna Gvasalia, su ELLE, 7 ottobre 2015. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  29. ^ FashionNetwork com, Olivier Guyot, Stella McCartney e Kering chiudono la loro joint venture, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  30. ^ Stella McCartney e Kering: divorzio consensuale, su Vogue Italia. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  31. ^ FashionUnited, Kering sta per vendere Volcom, su fashionunited.it, 10 aprile 2018. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  32. ^ note, su mffashion.com.
  33. ^ (EN) Mimosa Spencer, Mimosa Spencer, Kering Shares Join Stoxx 50 European Index, su WWD, 26 settembre 2018. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  34. ^ Lusso, sempre più green la filiera del gruppo Kering, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  35. ^ Exolut, Kering. Prestigio culturale e responsabilità sociale, su Omnia Gate, 28 aprile 2016. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  36. ^ Tra ghiaccio e cielo, su Internazionale, 23 agosto 2015. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  37. ^ Kering, nuovi obiettivi sostenibili per il 2025, su Pambianco News, 26 gennaio 2017. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  38. ^ Kering batte tutti sulla sostenibilità a Davos, su Pambianco News, 24 gennaio 2018. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  39. ^ Kering lancia il corso in moda sostenibile, su Affaritaliani.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  40. ^ L'impegno di Kering contro la violenza sulle donne, su Moda24 - Il Sole 24 ORE. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  41. ^ (EN) Arriva un progetto che dà voce a tutte le donne, e che può interessare anche te: ecco come esprimersi attraverso il racconto, in Elle.it, 2 agosto 2017. URL consultato il 28 novembre 2017.
  42. ^ È la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne - Vogue.it. URL consultato il 28 novembre 2017.
  43. ^ di Luisa Adani, Verso il 25 novembre La violenza che si combatte potenziando la vita delle donne, sul lavoro e a casa, in Corriere della Sera. URL consultato il 28 novembre 2017.
  44. ^ FashionNetwork.com, Kering partner ufficiale del Festival di Cannes, su FashionNetwork.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  45. ^ Cannes 2018: Kering premia Patty Jenkins, su Amica, 4 maggio 2018. URL consultato il 7 febbraio 2019.
  46. ^ Il gruppo Kering e quei 24 milioni a Panama al super manager della moda, su http://espresso.repubblica.it, 25 gennaio 2019. URL consultato il 10 aprile 2019.
  47. ^ Kering pagherà 1,25 miliardi al Fisco dopo l'indagine della GdF e Procura di Milano, su ilfattoquotidiano.it, 9 maggio 2019.

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