Wolters Kluwer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Wolters Kluwer
Logo
StatoPaesi Bassi Paesi Bassi
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriEuronext: WKL
ISINNL0000395903
Fondazione1836
Sede principaleAlphen aan den Rijn
Persone chiaveNancy McKinstry CEO
Settoreeditoria, software, servizi di informazione
Prodottiservizi sanitari, aziendali, legali, fiscali, contabili
Fatturato4,3 miliardi di (2016)
Dipendenti19.000 (2016)
Slogan«When You Have to be Right»
Sito web

Wolters Kluwer N.V. è una società di servizi di informazione per il mercato legale, fiscale, finanziario e sanitario. Ha sede ad Alphen aan den Rijn, (Paesi Bassi), nella sua forma attuale è stata fondata nel 1987, opera a livello globale ed è quotata a Euronext Amsterdam negli indici AEX e Euronext 100.

Wolters Kluwer opera in Italia nel mercato dell’editoria professionale, del software, della formazione e dei servizi con i marchi Ipsoa, Cedam, Utet Giuridica, Utet Scienze Tecniche, Leggi d'Italia, Indicitalia, Il Fisco, Osra, Artel, Oa Sistemi, Teknoring e Tagetik.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fusioni e cambi di nome[modifica | modifica wikitesto]

Jan-Berend Wolters fonda nel 1836 a Groninga, nei Paesi Bassi, la casa editrice Schoolbook che rileva nel 1851 un'altra casa editrice, la Nordhoff, con la sede a fianco della sua. Le due società si fondono più di novant'anni dopo, nel 1968, dando vita alla Schoolbook Nordhoff che quattro anni più tardi, nel 1972, si fonde ancora una volta con una terza casa editrice, la ICU (Information and Communications Union) prendendo il nome di ICU. Qualche anno e nel 1983 la società cambia il nome ICU in Wolters Samson iniziando a fornire servizi legali e aziendali anche in Cina. Nel 1987 la più grande casa editrice olandese, Elsevier, annuncia di voler comprare azioni di un'altra azienda del settore, la Kluwer. I vertici della Kluwer non sono d'accordo e, per respingere l'offerta Elsevier, decidono di fondere la società con la Wolters Samson. Nasce così la Wolters Kluwert, per grandezza la seconda casa editrice dei Paesi Bassi.

L'espansione[modifica | modifica wikitesto]

La nuova società inizia a espandersi a livello internazionale acquisendo una serie di società in Spagna, Germania Ovest, Francia, rileva un'azienda anche in Italia, l'Ipsoa. Già nel 1989 i ricavi provengono per il 44% dall'estero. L'espansione continua negli anni novanta: JB Lippincott & Company da HarperCollins, la svedese Liber, nel 1994 apre la prima filiale nell'Europa orientale, Inza Edition, a Bratislava, in Slovacchia. Nel 1996 acquisisce per 1,9 miliardi di dollari CCH Inc, che le permette di espandersi nell'Estremo Oriente dal momento che CCH opera già, fornendo materiale per il fisco e la contabilità, a Singapore, Hong Kong, Giappone, Australia, Nuova Zelanda. Acquisisce anche la divisione sanitaria e legale di Little, Brown and Company.

Dalla carta al digitale[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni duemila continua l'acquisizione di aziende specializzate nel fornire servizi di informazione destinati a fiscalisti, commercialisti, accountant aziendali, architetti, medici. Ma nello stesso tempo inizia dal 2003, quando la guida della società passa a una signora americana, Nancy McKinstry[1] e i ricavi derivano ancora per il 75% dai contenuti editoriali stampati su carta e riviste, la trasformazione della Wolters Kluver. La multinazionale è gradualmente traghettata dal mezzo cartaceo al digitale con una serie di acquisizioni nel mondo del software: Uptodate, FRS Global, SasGas, Acclipse, Finarch, Health Language, Prozof Tecnologies, CitizenHank, Datacert, altre ancora. Una trasformazione realizzata positivamente: nel 2016 l'85% del giro d'affari della multinazionale è realizzato attraverso i prodotti e i servizi digitali.

Nel marzo 2017 Wolters Kluwer, che realizza il 63% dei suoi ricavi nel Nord America, il 30% in Europa e il 5% in Italia, acquisisce per 300 milioni di euro Tagetik, società di software con sede a Lucca.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Managing Globally, and Locally, su nytimes.com, 12 dicembre 2009. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  2. ^ La Tagetik venduta agli olandesi, su iltirreno.gelocal.it. URL consultato il 27 gennaio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autoritàVIAF (EN126874327 · ISNI (EN0000 0001 0658 1975 · LCCN (ENn2004098871 · GND (DE10020335-8 · BNF (FRcb139568584 (data)