Bottega Veneta

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Bottega Veneta
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Stato Italia Italia
Fondazione 1966 a Vicenza
Sede principale Lugano, Svizzera
Gruppo Francia Kering
Filiali Vicenza
Milano
Persone chiave Claus-Dietrich Lahrs (CEO)
Tomas Maier - direttore creativo
Settore Moda
Prodotti Beni di lusso
Sito web

Bottega Veneta è un'azienda italiana operante nel settore dei beni di lusso e rinomata per i suoi prodotti in pelle; possiede un atelier situato in una villa settecentesca a Montebello Vicentino, ha sede a Lugano, in Svizzera, e uffici italiani a Milano e Vicenza. Fondata nel 1966[1] a Vicenza, la società viene acquisita nel 2001 dal Gruppo Gucci, oggi parte della multinazionale francese Kering.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bottega Veneta nasce nel 1966 come Bottega Veneta Artigiana per iniziativa di Renzo Zengiaro e Michele Taddei. La moglie di quest'ultimo, Laura, una volta divorziata e risposata con Vittorio Moltedo, ne diviene proprietaria acquisendo una parte delle quote dell'ex marito negli anni '70[1]. Nel Veneto, la botega è il "negozio" del commerciante e dell'artigiano, e quindi la denominazione Bottega Veneta evoca le origini venete dell'azienda, che ha mosso i primi passi realizzando prodotti artigianali in pelle. L'azienda sviluppa una particolare lavorazione a intreccio della pelle, l'intrecciato, utilizzato per creare numerosi prodotti del marchio.[2][3]

Una boutique Bottega Veneta a Las Vegas.

Negli anni '70 l'azienda intraprende una campagna pubblicitaria associata allo slogan: "When your own initials are enough”. Nei primi anni '80 diventa l'azienda prediletta del jet-set internazionale, con clienti del calibro di Jacqueline Kennedy Onassis e dell'imperatrice Farah Pahlavi.[4] Nel 1980 Andy Warhol realizza un cortometraggio dedicato a Bottega Veneta. Zengiaro e Taddei si ritirano dall'azienda negli anni '90.[5] La fine del decennio vede il declino della sua popolarità, così l'azienda rinnova la sua immagine iniziando a fregiare i suoi prodotti del logo BV.

Nel febbraio 2001 la società, ormai in crisi, viene acquisita dal Gruppo Gucci per 156 milioni di dollari.[6] Nel giugno dello stesso anno Tom Ford, l'allora direttore creativo del gruppo, nomina direttore creativo di Bottega Veneta Tomas Maier, che aveva precedentemente lavorato per Sonia Rykiel e Hermès.[7][6] Dopo aver ricevuto il pieno controllo creativo, dal prodotto e design delle boutique alla pubblicità,[8] Tomas Maier riafferma l'identità originaria del marchio,[7][4] rimuovendo i loghi visibili dai prodotti,[7] sottolineando l'iconico motivo intrecciato e incentrando l'attività dell'azienda sulla produzione artigianale.[4] Vogue descrive il rinnovo dell'immagine come un esempio emergente di "lusso discreto”.[9] Bottega Veneta presenta la sua prima sfilata di prêt-à-porter donna nel febbraio 2005 e la prima di prêt-à-porter uomo nel giugno 2006. Nell'aprile 2006 l'azienda lancia la sua prima linea di gioielli e sbarca nel settore dell'arredamento e dell'interior design.[5] Quella stessa estate del 2006 la società apre una scuola di pelletteria.

Nel settembre 2016 Bottega Veneta festeggia il 50º anniversario dalla sua fondazione ed il 15º anno di direzione creativa di Tomas Maier con una sfilata che ha presentato le collezioni donna e uomo insieme all'Accademia di Brera di Milano.[10]

Boutique[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione mondiale dei prodotti Bottega Veneta include l'Europa, l'Asia, l'Australia, il Sud America e il Nord America,[11] attraverso boutique monomarca di proprietà (252 a settembre 2016),[12] attualmente situate in paesi quali Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Svizzera, Germania, Grecia, Russia, Turchia, Danimarca, Svezia, Lituania, Ucraina, Giappone, Hong Kong, Guam, Corea del Sud, Taiwan, Singapore, Indonesia, Filippine, Thailandia, Kuwait, India, Malesia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita.

Collaborazioni pubblicitarie[modifica | modifica wikitesto]

Bottega Veneta vanta collaborazioni con illustri fotografi ed artisti[13] ogni stagione per le campagne pubblicitarie della serie "Art of Collaboration", tra cui si annoverano Juergen Teller (Autunno/Inverno 2015), Robert Longo (Autunno/Inverno 2010), Nan Goldin (Primavera/Estate 2010),[13][14] Steven Meisel (Autunno/Inverno 2010), Larry Sultan (Primavera/Estate 2009), Todd Eberle (Cruise 2009), Nick Knight (Autunno/Inverno 2009), Sam Taylor-Wood (Primavera/Estate 2008), Annie Leibovitz (Autunno/Inverno 2008), Tina Barney (Primavera/Estate 2007), Lord Snowdon (Autunno/Inverno 2007), Stephen Shore (Primavera-Estate 2006) e Philip-Lorca diCorcia (Autunno/Inverno 2006).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dizionario della moda 2010, Guido Vergani, Baldini Castoldi Dalai, 2009, ISBN 8860736080, 9788860736086
  2. ^ Global Powers of Luxury Goods 2015 (PDF), Deloitte Touche Tohmatsu Limited (DTTL), 2015, pp. 12. URL consultato il 25 maggio 2016.
  3. ^ Bottega Veneta - history and brand profile, Retrieved on 28 November 2011.
  4. ^ a b c Tomas Maier, Bottega Veneta, Rizzoli, 2012, ISBN 978-0-8478-3788-5.
  5. ^ a b http://en.vogue.fr/vogue-list/thevoguelist/bottega-veneta-/1092
  6. ^ a b John Colapinto, Just Have Less: Bottega Veneta's Tomas Maier, su The New Yorker, 3 gennaio 2011. URL consultato il 25 luglio 2015.
  7. ^ a b c Miles Socha, Kering Takes Stake in Tomas Maier Brand, su WWD, 19 novembre 2013. URL consultato il 24 luglio 2015.
  8. ^ Nick Compton, Bottega Veneta: The Dream Weavers' Tale, in The Telegraph, 1º marzo 2014. URL consultato il 25 luglio 2015.
  9. ^ Sarah Mower, Fall 2006 Ready-to-Wear Bottega Veneta, Vogue. URL consultato il 10 febbraio 2016.
  10. ^ http://www.telegraph.co.uk/luxury/womens-style/bottega-veneta-ss17-50-years-in-the-making/
  11. ^ 2014 Kering Activity Report, p. 8.
  12. ^ Brands key figures, su Kering. URL consultato il 26 aprile 2017.
  13. ^ a b Molly Young, The Discreet Charm of Tomas Maier, in WSJ, September 2013. URL consultato il 25 luglio 2015.
  14. ^ Bottega Veneta: Art of Collaboration, su Rizzoli New York. URL consultato il 27 luglio 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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