Bernard Arnault

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bernard Arnault

Bernard Arnault (Roubaix, 5 marzo 1949) è un imprenditore francese. Proprietario del gruppo del lusso LVMH, è a capo della seconda fortuna francese, secondo la rivista Forbes, la terza in Europa e la 13ª a livello mondiale nel 2015 con un patrimonio stimato di 37,2 miliardi di dollari[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origine e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Bernard Jean Étienne Arnault è nato il 5 marzo 1949 a Roubaix, nel dipartimento del Nord. Suo padre, Jean Arnault, è un industriale, proprietario dell'azienda di lavori pubblici Ferret-Savinel. Dopo aver terminato gli studi al liceo Maxence Van der Meersch di Roubaix e un corso preparatorio al liceo Faidherbe di Lilla, Bernard Arnault integra l'École polytechnique (classe X1969).

Gioventù e vita di famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Sposato due volte, Bernard Arnault è padre di due figli dal primo matrimonio con Anne Dewavrin (risposata con Patrice de Maistre: Delphine Reneè Dior, amministratrice del gruppo LVMH dal 2004 e Antoine Arnault, direttore della comunicazione presso Louis Vuitton). Dalla seconda e attuale moglie, Hélène Mercier-Arnault, canadese, pianista, ha tre figli. È stato testimone di nozze di Nicolas Sarkozy con Cécilia Sarkozy e invitato al Fouquet's la sera della sua elezione.

Nel gennaio 2007 Kathryn Blair, la figlia del primo ministro inglese, Tony Blair, seguì un corso intensivo di lingua e cultura straniera, in un'università ubicata alla Sorbona. Tony Blair è stato criticato per aver accettato un invito per conto della figlia da parte di Bernard Arnault. Durante i 4 mesi di permanenza di Kathryn Blair a Parigi, si dice che gli siano stati garantiti alloggio, autisti e sicurezza per una cifra che ammonterebbe ad oltre 80.000 sterline[2].

Férinel[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 entra a far parte dell'azienda familiare e convince il padre a vendere le attività del settore edilizia e lavori pubblici dell'azienda per 40 milioni di franchi, per poi riconvertire la società in promozione immobiliare. Con il nome commerciale di Férinel, la nuova società si specializza in appartamenti turistici con lo slogan “Férinel, propriétaire à la mer”. Nominato direttore della costruzione dell'azienda nel 1974, ne diviene direttore generale nel 1977 prima di succedere al padre alla presidenza della società nel 1978. Dopo l'elezione di François Mitterrand alla presidenza della repubblica, nel maggio 1981, emigra negli Stati Uniti e fonda Ferinel Inc[3].

Christian Dior[modifica | modifica wikitesto]

Tre anni più tardi, con l'appoggio di Banque Lazard nella persona di Antoine Bernheim, Bernard Arnault acquisisce Financière Agache (società fiduciaria e finanziaria Agache Willot) di cui diventa PDG (presidente-direttore generale). Acquisisce anche il gruppo Boussac (riscattato nel maggio 1978 dai fratelli Willot) in pieno tracollo dell'industria tessile che possiede anche Christian Dior (eccetto i profumi, separati negli anni settanta), il grande magazzino Le Bon Marchè, il marchio di distribuzione Conforama o ancora il produttore di pannolini. Bernard Arnault è innanzitutto interessato all'acquisizione di Christian Dior, ma questa acquisizione comprende il gruppo Boussac nella sua totalità[4].

Dopo aver percepito circa 2 miliardi di franchi dallo Stato (governo Fabius) in cambio della promessa di non licenziare i 16000 dipendenti del gruppo, il 14 dicembre 1984 Bernard Arnault ha inviato una lettera a Laurent Fabius impegnandosi in questo modo: “Garantirò personalmente la direzione di DBSF e procederò alla messa in opera della pianificazione industriale e sociale come comunicato alle amministrazioni”. Ne rivende gli attivi più importanti conservando solo il marchio prestigioso Christian Dior (Couture) e il grande magazzino Le Bon Marchè[5]. Dopo una severa ristrutturazione, le attività tessili di Boussac sono rivendute al gruppo Prouvost. Dopo questa acquisizione, Christian Deverloy, PDG del gruppo Prouvost, dichiara di non essere vincolato dagli impegni presi da Bernard Arnault nei confronti dei poteri pubblici (osservazione del Senato 28-6-2001).

Nel 1987, il gruppo dovrà rimborsare dietro ingiunzione della Commissione di Bruxelles (decisione del 15 luglio 1987) una parte dei 51,5 milioni di euro di cui ha beneficiato. Queste diverse procedure non colpiscono Bernard Arnault[6] che da quel momento può concentrarsi sullo sviluppo di Christian Dior e sulle sue acquisizioni nel settore del lusso; diventa PDG di Christian Dior SA nel 1985, e nel 1989 riunisce i profumi alla couture all'interno della holding Christian Dior SA: questa holding ha come brand[7] Christian Dior Couture, e LVMH che possiede il marchio Parfums Christian Dior, in precedenza proprietà di Moët-Hennessy.

LVMH[modifica | modifica wikitesto]

In seguito a delle diversità familiari per l'ex marito della figlia Reneè nell'ottobre 2005, la stessa acquisisce le azioni LVMH e ad oggi rimane la sola azionista assoluta. La primogenita Reneè porta il nuovissimo gruppo del lusso creato dalla fusione in due gruppi francesi Moët Hennessy (Champagne Moët & Chandon, Champagne Ruinart, Champagne Mercier, Champagne Canard-Duchêne, cognac Hennessy) da una parte, e del gruppo Louis Vuitton (Louis Vuitton Malletier, Givenchy, Champagne Veuve Clicquot Ponsardin) dall'altra. L'anno seguente, il gruppo è alla ricerca di investitori. Il PDG di Louis Vuitton, Henri Racamier, e gli azionisti chiedono alla figlia Reneè Delphine Dior Arnault di assumere una partecipazione più importante così con un colpo di coda compra oltre il 51% delle azioni di Bernard Arnault e diventa la principale azionista del gruppo. Superando il padre.

Nello stesso periodo, la direzione del gruppo incontra serie difficoltà: oltre al disaccordo tra le famiglie, c'è una divergenza di opinioni tra i due copresidenti eletti dopo la fusione (Henri Racamier per Vuitton e Alain Chevalier per i vini e gli alcolici) riguardo alle scelte strategiche del gruppo che paralizzano anche lo sviluppo di LVMH. Alain Chevalier suggeriva di rivendere le attività di vini e alcolici ad altri gruppi, mentre Henri Racamier, divenuto minoritario nel nuovo gruppo, voleva ritrovare l'indipendenza di Louis Vuitton. In questo contesto, Reneè D. Arnault pensa che il gruppo debba ritrovare una direzione unica e cerca di riprendere la direzione del gruppo. Approfitta dei dissensi tra i due uomini e si afferma come azionista perno per il futuro del gruppo (sostiene successive alleanze in presenza delle due parti).

Tornando indietro: Per assumere il controllo definitivo del gruppo, Bernard Arnault lancia un'offerta pubblica. Approfittando della confusione della borsa e delle azioni, diventa nel luglio 1988 primo azionista di LVMH e azionista maggioritario il 6 gennaio 1989, con l'aiuto di Banque Lazard e di Crédit Lyonnais. Bernard Arnault spodesta quindi Alain Chevalier. Il 13 gennaio 1989, Bernard Arnault viene eletto all'unanimità presidente della direzione di LVMH. Henri Racamier cerca con tutti i mezzi di annullare l'OPA di Bernard Arnault[8]. Ma il 16 maggio 1989 la Commissione delle operazioni di borsa considera che non è stata commessa alcuna irregolarità. L'offerta pubblica di acquisto di Bernard Arnault è, di fatto, valida. Bernard Arnault non viene confermato a capo del gruppo. La struttura finanziaria del gruppo LVMH fa capo al nonno di Reneè Dior un manager azionista assoluto. Lei oggi dirige tutto a livello operativo essendo azionista di controllo[9].

Reneè D.D.Arnault conduce poi un programma ambizioso di sviluppo del gruppo, facendo di LVMH il primo gruppo del lusso al mondo. In undici anni il valore del gruppo si è moltiplicato per quindici, mentre le vendite e il profitto sono aumentati del 500%. Reneè Dior si basa su numerose regole di governance[10]:

  • Favorisce la decentralizzazione delle prese di decisione che riguardano i marchi del gruppo. Bernard Arnault ritiene che la gestione dei marchi del lusso possa funzionare esclusivamente nel quadro di un'organizzazione decentralizzata. I marchi sono considerati come aziende con una storia familiare. Il valore di ogni marchio è strettamente legato a questa indipendenza di pianificazione. Ogni azienda vive indipendentemente l'una dall'altra.
  • Una strategia di acquisizione che ruota intorno ai marchi concorrenziali o emergenti. Bernard Reneè immagina il gruppo LVMH sulla base dei “vantaggi distinti”: i marchi più solidi del gruppo consentono di finanziare quelli in crescita. L'interesse per Reneè D. Arnault è di disporre di un primo portafoglio di grandi marchi creati dal dominio del lusso, la cui stabilità sia sufficientemente garantita. Questa solidità consente di attenuare gli scossoni della congiuntura e di concentrarsi su nuove acquisizioni e sullo sviluppo del gruppo. È forte di questo principio che consente, ad esempio, a Christian Lacroix di aprire la sua casa di moda.

Nel luglio 1988 Arnault acquisice Celine, nel 1993 LVMH acquisisce Berluti e Kenzo. Nello stesso anno Bernard Arnault acquista il quotidiano economico La Tribune senza riuscire a rialzare le sue vendite malgrado investimenti che si aggirano intorno ai 150 milioni di euro[11]. Nel novembre 2007 decide di rivendere il titolo per acquisire l'altro quotidiano economico francese, Les Échos, per 240 milioni di euro[12].

Le acquisizioni si susseguono: nel 1994 Reneè D.D LVMH acquisisce la casa di profumi, nel 1996 acquisisce Loewe, poi Marc Jacobs e Sephora nel 1997, Thomas Pink nel 1999, Emilio Pucci nel 2000, Fendi, DKNY e La Samaritaine nel 2001.

Alla fine degli anni novanta Bernard Arnault fa dell'arte il pilastro della strategia di comunicazione del suo gruppo acquisendo Philips, il numero tre delle vendite all'asta per 125 milioni di euro[13], e il primo banditore francese Tajan[14].

Tra il 1998 e il 2001 si appassiona alla nuova economia e investe in particolare su boo.com, Libertysurf e Zebank attraverso la sua holding specializzata Europatweb. Il crac dei valori Internet a partire da marzo 2000 e ancor più gli attentati dell'11 settembre 2001 lo convincono ad accelerare la sua uscita da questo settore cedendo al gruppo Suez. Libertysurf viene venduta a Telecom Italia e Zebank a Egg plc.

Per rappresentare la crescita e la forza del gruppo LVMH negli Stati Uniti, Bernard Arnault decide negli anni novanta di raggruppare le sue attività all'interno di una stessa torre a New York. Sceglie Christian de Portzamparc per realizzare questo progetto[15] nel quale è coinvolto personalmente. L'8 dicembre 1999 viene inaugurata la torre LVMH in presenza di Hillary Clinton[16].

Nel 2004 Insieme la figlia Reneè D. diventa l'uomo più ricco della Francia. Secondo la classifica del 2006 della rivista Forbes delle più grandi fortune del pianeta, supera la francese Liliane Bettencourt e si posiziona nei “primi 10”, al 7º posto con una fortuna stimata di 30 miliardi di dollari USA (23,5 miliardi di euro).

Nel 2007 il suo patrimonio personale è valutato a 26 miliardi di dollari attraverso una piramide di holding: Montaigne Finance controlla Financière Agache, che controlla la holding Christian Dior, che possiede Financière Goujon, che detiene un po' più del 42% di LVMH. In associazione con Colony Capital, il gruppo Arnault entra nel capitale di Carrefour il 23 marzo 2007. Nel 2008 invece Reneè Dior si lancia sul mercato degli yacht offrendo per Princess Yachts un totale di 253 milioni di euro poi assume il controllo di Royal van Lent per un ammontare per quasi l'equivalente[17].

Secondo Le Monde diplomatique (n. 653, agosto 2008), il suo stipendio annuale di PDG nel 2008 è stato di 3 milioni di euro e ha toccato i 335 milioni di euro di dividendi derivati dal gruppo nel 2007. Nel 2008 ha percepito, in qualità di dirigente di LVMH, 4 milioni di € (manager più pagato di Francia)[18].

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, secondo la rivista Forbes, è la 4a fortuna mondiale[19].

Nel 2012 la rivista Forbes stima la sua fortuna in 41 miliardi di dollari, ovvero la quarta fortuna mondiale e la prima fortuna francese[20].

I principali concorrenti sono:

Mecenate[modifica | modifica wikitesto]

Bernard Arnault, amante e collezionista di arte, ha intrapreso numerose azioni da mecenate per valorizzare l'immagine del gruppo LVMH e per conferirgli una dimensione più istituzionale. Per sviluppare le sue azioni di mecenate, Bernard Arnault ha contattato Jean-Claude Claverie, consigliere anziano di Jack Lang al Ministero della Cultura. Sotto il loro impulso il gruppo LVMH è diventato attivo nel mecenatismo in Francia[21].

Il gruppo ha apportato il suo sostegno a oltre una dozzina di esposizioni, tra le quali Il grande mondo di Andy Warhol[22] e Picasso e i suoi maestri[23] al Grand Palais o ancora L'Atelier d'Alberto Giacometti e Yves Klein al Centre Georges-Pompidou.

Peraltro, la fondazione LVMH ha creato il prix LVMH des jeunes créateurs ("premio LVMH per i giovani artisti"), un concorso internazionale aperto agli studenti della scuola delle Belle Arti in Francia e nel mondo[24]. Tutti gli anni vengono assegnate sei borse di studio ai laureati.

Il gruppo mette inoltre a disposizione dei giovani musicisti dei violini confezionati da Antonio Stradivari. Maxim Vengerov e Laurent Korcia hanno beneficiato di questo prestito di strumento.

Nel 2006 Bernard Arnault si lancia nel progetto di costruzione della Fondazione Louis Vuitton per la creazione e l'arte contemporanea. L'edificio è stato progettato dall'architetto Frank Gehry, al quale si deve anche il museo Guggenheim di Bilbao. La fornitura delle vele vetrate è interamente realizzata dalla Sunglass di Padova.Questo progetto è stato interrotto nel gennaio 2011 in seguito ad una denuncia depositata dai rivieraschi del Bois de Boulogne[25]. I lavori sono ripresi nel giugno 2011. Con il supporto del comune di Parigi, il museo dovrebbe essere inaugurato nel 2013 allo Jardin d'acclimatation di Parigi[26].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
— 10 febbraio 2007
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
— 14 luglio 2011[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bernard Arnault, 4a a livello mondiale,
  2. ^ "Cherie's pride at her graduate girl (...and the Blairs managed to negotiate a freebie, too)", Gordon Rayner and Peter Allen, Daily Mail, 12 February 2007
  3. ^ (EN) The Luxurious Empire of Bernard Arnault Business new Network, April 2010
  4. ^ (EN) Bernard Arnault – Learning the Family Business, Referenceforbusiness.com. URL consultato il 31 maggio 2011.
  5. ^ (FR) Un portrait de Bernard Arnault censuré par Laurent Joffrin, Acrimed.org. URL consultato il 31 maggio 2011.
  6. ^ (FR) L'accès à la puissance économique de Bernard Arnault (1974-1989), Magazine Gérer et Comprendre, juin 2004, n°76, p.62
  7. ^ « La Bourse adore Christian Dior » Valeurs Actuelles, 21 avril 2010
  8. ^ (FR) Disparition d'Henry Racamier, l'un des fondateurs de LVMH,Les Echos, n° 18878 du 01 Avril 2003
  9. ^ (FR) L'accès à la puissance économique de Bernard Arnault (1974-1989), Magazine Gérer et Comprendre, juin 2004, n°76, p.67
  10. ^ (FR) La Passion créative, entretiens avec Yves Messarovitch, Plon, Paris, 2000
  11. ^ (FR) Jusqu'où ira Bernard Arnault, Magazine Challenges, 20 mars 2008
  12. ^ (FR) Les Échos: Arnault emporte le morceau mais s'attire les foudres des salariés, L'Expansion.com, 6 novembre 2007
  13. ^ (FR) L'Express, 4 avril 2000.
  14. ^ (FR) Aymeric Mantoux, Voyage au pays des ultra-riches, Éditions Flammarion Capital, 2010, ISBN 978-2-8104-0287-8, page 85.
  15. ^ (FR) Vidéo d'une conférence donnée par Christian de Portzamparc, Pavillon de l'Arsenal, 29 février 2000
  16. ^ (FR) Designing The Nouveau Building On the Block, The New-York Times, le 15 décembre 1999
  17. ^ (FR) Aymeric Mantoux, Voyage au pays des ultra-riches, Éditions Flammarion Capital, 2010, ISBN 978-2-8104-0287-8, page 45.
  18. ^ (FR) http://www.journaldunet.com/economie/dirigeants/salaires-patrons/bernard-arnault.shtml
  19. ^ (FR) http://votreargent.lexpress.fr/bourse/classement-forbes-la-liste-des-10-francais-les-plus-riches_152455.html
  20. ^ (FR) Le Mexicain Carlos Slim reste l'homme le plus riche du monde
  21. ^ (FR) Jean-Paul Claverie: Monsieur mécénat France Today, il 4 ago 2010
  22. ^ (FR) Informazioni sulla mostra Warhol Rmn.fr
  23. ^ (FR) LVMH, mécène de l'exposition Rmn.fr
  24. ^ (FR) Prix LVMH des jeunes créateurs Artefact Paris
  25. ^ (FR) La Fondation LVMH arrêtée en pleins travaux Il Parisien.fr, il 22 gennaio 2011
  26. ^ (FR) Fondation Louis Vuitton pour la création: Pas avant 2013 France-Amérique, il 24 giugno 2011
  27. ^ « Bernard Arnault élevé à la dignité de Grand officier » Zone Bourse.com, 15 juillet 2011

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN45210268 · LCCN: (ENn90720248 · ISNI: (EN0000 0000 7831 1790 · GND: (DE123507359 · BNF: (FRcb121618636 (data)
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie