Quasimodo (personaggio)

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Quasimodo
Luc-Olivier Merson - Quasimodo.jpg
Illustrazione di Quasimodo
UniversoNotre-Dame de Paris
SoprannomeIl gobbo di Notre Dame
AutoreVictor Hugo
1ª app.1831
1ª app. inNotre-Dame de Paris
Ultima app. inQuasimodo d'El Paris
Interpretato daLon Chaney ed altri
SpecieUmano deforme
SessoMaschio
ProfessioneCampanaro di Notre Dame

Quasimodo è un personaggio immaginario ideato da Victor Hugo per il suo romanzo Notre-Dame de Paris del 1831, dove appare come il vero protagonista della storia.

Quasimodo è descritto come un essere deforme e di mostruosa bruttezza: è guercio, zoppo e (in seguito alla sua prolungata vicinanza con le campane) sordo. Inoltre, in quanto affetto anche da ipercifosi, è conosciuto più comunemente con il soprannome Il gobbo di Notre Dame. Egli ha infatti il compito di suonare le campane della cattedrale di Notre-Dame, edificio in cui vive nascosto da tutti e del quale sembra esserne l'anima.[1]

Prende il nome dalla domenica quasimodo, la prima dopo Pasqua, poiché sarebbe stato abbandonato proprio in quel giorno.[2]

Nel romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Nostra Signora di Parigi (romanzo).

Quasimodo proviene da una famiglia di zingari che lo ha cresciuto fino a circa quattro anni di età, quando viene abbandonato ed esposto nella ruota dei trovatelli a Notre-Dame. Qui è stato adottato dall'arcidiacono Claude Frollo, che in seguito lo ha fatto diventare cattolico campanaro. Odiato e temuto dal popolo di Parigi, che lo considera il Diavolo o il Mostro, Quasimodo ricambia odiando a sua volta la gente, dimostrando invece un grande amore per l'arcidiacono, la chiesa e le campane. Il suo lavoro di campanaro lo ha reso tuttavia sordo. Nell'anno 1482, quando ha circa vent'anni, Quasimodo decide, seppur contro gli ordini del padrone Frollo, di imbucarsi alla Festa dei folli, in cui viene incoronato "Papa dei folli" per la sua bruttezza. Avendo però tentato di rapire Esmeralda per ordine di Frollo, Quasimodo viene frustato sotto lo sguardo spaventato e allo stesso tempo divertito di tutta la folla.

La zingara Esmeralda è l'unica ad avere pietà di lui e gli porta da bere. Da quel momento Quasimodo s'innamora perdutamente di lei. Pochi giorni dopo il campanaro ricambia il favore salvando Esmeralda dall'impiccagione, falsamente accusata di tentato omicidio verso Phoebus de Châteaupers, il capitano delle guardie reali. In realtà a pugnalare l'uomo è stato Frollo, per l'amore non ricambiato della gitana. Quasimodo nasconde la zingara nella Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, dove dovrebbe godere del diritto d'asilo. Esmeralda gli mostra riconoscenza, continuando tuttavia ad amare Phoebus. Da parte sua, il campanaro inizia a servire e proteggere Esmeralda scatenando la gelosia dell'arcidiacono nei suoi confronti. Frollo tenta nuovamente di ottenere l'amore di Esmeralda, facendole scegliere tra lui e la morte, ma la zingara lo rifiuta. Ora nemmeno Luigi XI, il re di Francia, può difendere la ragazza che viene uccisa. La sordità di Quasimodo contribuisce al dramma, poiché egli impedisce agli zingari, intenzionati a far fuggire Esmeralda, di entrare nella cattedrale. Frollo assiste all'esecuzione da una torre del campanile assieme a Quasimodo che, mosso dall'ira, fa precipitare l'arcidiacono.

Alla fine della storia Quasimodo si reca nel posto dove è stato deposto il corpo di Esmeralda e si lascia morire al suo fianco, scena denominata "Il Matrimonio di Quasimodo".

Molte di queste scene del romanzo sono state riprese anche nel musical di Cocciante e Plamondon.

Differenze nella versione Disney[modifica | modifica wikitesto]

Quasimodo nella versione Disney.

Nel lungometraggio Disney girato nel 1996, il personaggio di Quasimodo è molto diverso dall'originale del romanzo. Innanzitutto è il protagonista assoluto del film e lo spettatore più che sulla sua deformità fisica si concentra sul suo carattere enormemente buono e gentile. Non è sordo nonostante il suo lavoro, e non odia l'umanità, anzi ne è incuriosito e ciò che desidera più di ogni altra cosa è poter passare almeno un giorno della sua vita fuori dalla Cattedrale, cosa che Frollo (che nel film non è l'arcidiacono ma un giudice) non gli ha mai permesso di fare: l'uomo infatti crede che il ragazzo, perché deforme, sia un demonio.

Il ragazzo rispetta Frollo come padre adottivo (credendo che la propria vera madre l'abbia abbandonato), ma si dispiace della sua reclusione. Ha per amici dei gargoyle animati (di nome Hugo, Victor e Laverne) che accompagnano le sue giornate mentre suona le campane. Quando il gobbo ospita Esmeralda nel suo campanile non tenta di muoverla a compassione come nel romanzo originale, ma le presenta le campane, i suoi amici e le sue costruzioni della città di Parigi in miniatura.

Infine, verso il termine del film, Quasimodo salva Esmeralda da un rogo e ha un duro combattimento con il giudice Frollo: è indignato dall'aver l'uomo condannato una innocente, inoltre poco dopo il giudice prova a ucciderlo e svela che la madre di Quasimodo aveva provato invano a salvare il figlio. Alla fine il giudice precipita da una statua, rottasi a causa del peso dell'uomo. Dopo la morte di Frollo, Quasimodo esce finalmente dalla cattedrale e viene portato in trionfo dal popolo di Parigi.

Nella versione Disney Quasimodo in tre occasioni palesa una forza fisica sovrumana:

  • La prima quando, durante uno scontro con Febo, lo solleva con una sola mano e apparentemente senza fatica, nonostante il capitano indossi una pesante armatura.
  • La seconda volta è quando è insieme a Febo e riesce a spostare un'enorme lastra di pietra che teneva ostruita l'entrata alla corte dei miracoli, cosa che Febo (lo capiamo dalle azioni stesse) non avrebbe neanche provato a fare.
  • La terza volta è quando, davanti allo spettacolo di Esmeralda quasi morente, riesce a spezzare le catene che lo tenevano prigioniero e parte delle colonne a cui le catene erano fissate, cosa che un uomo normale non sarebbe mai in grado di fare.

È inoltre un grande acrobata, arrampicandosi e saltando sulle strutture della cattedrale (statue, muri e tetti) con facilità, senza soffrire di vertigini e portando Esmeralda in braccio (come nella scena in cui l'aiuta a scappare dalla chiesa, pesantemente sorvegliata dalle guardie di Frollo).

Cinque anni dopo, nel seguito, il campanaro mantiene il suo lavoro, ma è ormai accettato da tutti i parigini e ha accettato lui stesso le nozze di Esmeralda con Febo. Poco dopo si fidanzerà con Madellaine, una circense, affrontando prima Sarousch, il proprietario ladro del circo, insieme al figlio di Esmeralda, Zephyr, e poi coronando con Madellaine il suo sogno d'amore in occasione della festa degli innamorati, quando lei va a vivere nella cattedrale con lui, che le dice tutto sui suoi amici gargoyles che si muovono.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Quasimodo in un dipinto di Antoine Wiertz.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Victor Hugo (Notre-Dame de Paris. 1482, Libro IV, Capitolo III.)
  2. ^ (EN) quasimodo (n.), su etymonline.com. URL consultato il 1º maggio 2020.

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