Il segreto del Tibet

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Il segreto del Tibet
Tibet3 gip.jpg
Un fotogramma del film
Titolo originaleWerewolf of London
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneUSA
Anno1935
Durata72 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 4:3
Genereorrore, fantastico, fantascienza, drammatico
RegiaStuart Walker
SoggettoRobert Harris
SceneggiaturaJohn Colton

Harvey Gates, Robert Harris (adattamento, non accreditati)

Edmund Pearson (contributi, non accreditato)
ProduttoreRobert Harris (associato)
Produttore esecutivoStanley Bergerman
Casa di produzioneUniversal Pictures
Distribuzione (Italia)ICI (1939)
FotografiaCharles J. Stumar
MontaggioRussel F. Schöngarth

Milton Carruth (non accreditato)

Maurice Pivar (supervisore, non accreditato)
Effetti specialiJohn P. Fulton
MusicheKarl Hajos

Gilbert Kurland (supervisore)

Heinz Roemheld (musica di repertorio)
ScenografiaAlbert S. D'Agostino
TruccoJack Pierce e Armand Triller (non accreditati)
Interpreti e personaggi

Il segreto del Tibet (Werewolf of London) è un film del 1935 diretto da Stuart Walker. È il primo film della Universal sull'Uomo lupo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Spiacente, cara: forse è meglio così »

(Dr.Glendon/Henry Hull)

Wilfred Glendon, un botanico inglese, giunge nel Tibet dove organizza una spedizione alla ricerca di una rarissima pianta (la mariphasa lupina lumina), il cui fiore cresce solo nelle notti di luna piena. Lo trova in una valle desolata, ma durante le sue ricerche Glendon è assalito e morso da un essere misterioso dalle sembianze animalesche. Ritornato a Londra, il botanico trascura gli amici e la moglie Lisa concentrandosi nel tentativo di far fiorire con la luce artificiale la pianta. Viene contattato dal dottor Yogami, che lo prega di fornirgli la rara pianta che curerebbe chi è affetto da licantropia. Glendon non gli dà retta ma, preso a sua volta dal male trasmessogli dallo stesso Yogami in Tibet, durante i periodi di plenilunio si trasforma in un licantropo che uccide ogni notte una nuova vittima. Yogami gli ruba i fiori della pianta per servirsene come cura. Quando Glendon scopre il furto uccide il ladro e, perso ogni controllo, aggredisce la moglie Lisa, fino a che viene ucciso a sua volta dalla polizia.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola fu inizialmente pensata per Bela Lugosi, che avrebbe dovuto avere il ruolo di Glendon o, in alternativa, quello di Yogami.[1]

Le riprese durarono dal 28 gennaio al 23 febbraio 1935[2], sforando di ben 36.000 dollari il budget previsto di 11.159.000 dollari[senza fonte].

Le scene ambientate in Tibet, secondo i dati di copyright del film, vennero girate sulle Vasquez Rocks nell'Angeles National Forest[2].

Henry Hull, all'epoca delle riprese del film nota star di Broadway, rifiutò categoricamente il pesante trucco da uomo lupo ideato da Jack Pierce (poi ripreso nella versione con Chaney Jr. del 1941), e costrinse quindi a un radicale alleggerimento (ricordando di più le fattezze da lupo).

Durante la lavorazione del film, il produttore Carl Laemmle jr. inviò dei suoi impiegati per trovare un titolo adatto al film, promettendo 50 dollari di ricompensa.[senza fonte]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il copyright del film, richiesto dalla Universal Pictures Corp., fu registrato il 14 maggio 1935 con il numero LP5543[2]. Distribuito dalla Universal Pictures, il film uscì nelle sale statunitensi il 13 maggio 1935.

In Italia, il film fu distribuito nel 1939, dopo aver ottenuto in marzo il visto di censura[3].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Non è il primo film sui licantropi [...] né il più fortunato [...]. L'intreccio è esile, la recitazione poco convincente e il make-up del geniale Jack Pierce è mortificato dalla riluttanza del protagonista Henry Hull a sacrificarsi in lunghe sedute di trucco. Il film appare, comunque, interessante, soprattutto per l'originale intuizione degli sceneggiatori di spogliare l'elemento folkloristico della licantropia dai risvolti soprannaturali e di indirizzarlo sui binari della fantamedicina, sull'esempio del Dottor Jekyll e Mister Hyde. [...] Il film ebbe la cattiva sorte di essere interpretato da due attori e diretto da un regista poco versati nel genere fantastico e di uscire nello stesso anno dell'attesissimo La moglie di Frankenstein. »

(Fantafilm[1])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Il segreto del Tibet, in Fantafilm. URL consultato l'8 agosto 2015.
  2. ^ a b c AFI
  3. ^ Italia taglia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti
  • Riccardo F. Esposito, Il cinema dei licantropi, Roma, Fanucci, 1987, ISBN 88-347-0053-8.
  • Andrea Ferrari, Il cinema dei mostri, Milano, Mondadori Electa, 2003, ISBN 88-435-9915-1.
  • Morando Morandini, Laura Morandini, Luisa Morandini, il MORANDINI dizionario dei film, Bologna, Zanichelli, 2005, ISBN 88-08-11907-6.

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