Edgar Allan Poe

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Edgar Allan Poe nel 1848.
Firma di Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe[1] (Boston, 19 gennaio 1809Baltimora, 7 ottobre 1849) è stato uno scrittore, poeta, critico letterario, giornalista, editore e saggista statunitense.

Considerato uno dei più grandi e influenti scrittori statunitensi della storia,[2][3][4][5][6] Poe è stato l'iniziatore del racconto poliziesco, della letteratura dell'orrore e del giallo psicologico.

Sebbene la sua vita e le sue opere siano posteriori rispetto al periodo del romanzo gotico vero e proprio, Poe ha finito per essere considerato anche uno dei maggiori esponenti del genere gotico. Del movimento neogotico, infatti, riprende talune suggestioni, svincolandosi però dalle ambientazioni tipiche di tale genere, e sviluppandone maggiormente gli aspetti psicologici, indagando fra le ossessioni e gli incubi personali; pertanto può anche essere considerato come un precursore del decadentismo.

Scrittore di grande inventiva, ha anticipato generi letterari quali il racconto poliziesco (i suoi personaggi Auguste Dupin e William Legrand si possono considerare gli antenati più diretti dello Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle), e la fantascienza.

Poe è inoltre considerato il primo scrittore alienato d'America[7], avendo dovuto lottare per buona parte della vita con problemi finanziari, l'abuso di alcolici e sostanze stupefacenti e con l'incomprensione del pubblico e della critica dell'epoca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« Gli uomini mi hanno chiamato pazzo; ma nessuno ancora ha potuto stabilire se la pazzia è o non è una suprema forma d'intelligenza. »
(da "Eleonora" - "Racconti del Terrore", 1841)

Primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Questa targa a Boston indica la posizione approssimativa in cui è nato Edgar Poe.[8]

Edgar Poe nacque a Boston il 19 gennaio 1809, secondogenito dell'attrice britannica Elizabeth Arnold Hopkins Poe e dell'attore David Poe Jr. Aveva un fratello maggiore, William Henry Leonard Poe e una sorella minore, Rosalie Poe.[9] Il loro nonno, David Poe, Sr., pur essendo oriundo della Contea di Cavan, in Irlanda, era emigrato in America intorno al 1750.[10] Il nome Edgar potrebbe essere stato ispirato dal nome di un personaggio del Re Lear di William Shakespeare, tragedia che la coppia stava portando in scena nel 1809.[11] Il padre abbandonò la famiglia nel 1810[12] mentre sua madre morì l'anno seguente a causa di una feroce tubercolosi polmonare; essendo rimasto orfano di entrambi i genitori, Poe fu messo in casa di John Allan, un mercante scozzese di successo, presso Richmond, in Virginia, che commerciava in una varietà di prodotti tra cui il tabacco, stoffa, grano, pietra e schiavi.[13] Gli Allan gli fecero da famiglia affidataria e gli diedero il nome di "Edgar Allan Poe",[14] anche se non adottarono mai formalmente.[15]

La famiglia Allan battezzò Poe, nel 1812, nella Chiesa Episcopale. John Allan alternò un'educazione di forte disciplina con una più permissiva per il suo figlio adottivo.[14] Nel 1815 la famiglia Allan, insieme a Edgar, si trasferì in Gran Bretagna. Poe frequentò, nello stesso anno e per un breve periodo, la scuola di grammatica presso Irvine, in Scozia (paese natio di John Allan), prima di ricongiungersi alla famiglia a Londra nel 1816. Qui studiò in un collegio a Chelsea fino all'estate del 1817, per poi passare alla Manor House School del reverendo John Bransby a Stoke Newington, un sobborgo a circa 6,4 km a nord di Londra.[16]

Da bambino rivelò un'eccezionale memoria. La sua inclinazione, a volte forse eccessiva, per le rime e le anafore gli valse presso i contemporanei l'appellativo di jingle-man, coniato dal grande filosofo e poeta Ralph Waldo Emerson. La sua esagerata passione per musica e poesia forse fu causa di un violento squilibrio del sistema nervoso e della fragilità della sua esile fibra: a tal proposito, scrisse:

« Nella mia infanzia mostrai di avere ereditato questi caratteri di famiglia; discendo da una razza che si è sempre distinta per immaginazione e temperamento facilmente eccitabile… »
(In William Wilson)

I genitori adottivi gli vollero dare un'educazione fortemente inglese. Studiò infatti in Inghilterra, dove i massimi scrittori e poeti inglesi esercitarono una grande influenza sulla sua sensibilità. Le memorie di quel tempo sono raccontate nel William Wilson, dove descrive la sua scuola di Stoke Newington «antichissima casa di un misteriosissimo villaggio dell'Inghilterra ricco di passeggiate fantastiche, sulle quali gettavano perennemente le loro grandi ombre immemorabili olmi».

Nell'estate del 1820 Poe tornò con gli Allan a Richmond, in Virginia. Nel 1824 servì come luogotenente della guardia giovanile d'onere della città che celebrò la visita di Gilbert du Motier de La Fayette.[17] Nel marzo del 1825, lo zio di John Allan[18] morì lasciando al nipote diversi immobili. L'eredità fu stimata in 750.000 dollari statunitensi. Durante l'estate Allan festeggiò l'incremento della sua ricchezza con l'acquisto di una casa a due piani di nome Moldavia.[19]

Nello stesso anno, espulso dall'Accademia di Richmond, si invaghì di Elena Stannard, madre di un suo compagno di studi. Inconsolabile per la precoce morte della signora Stannard, dalle lettere si desume che per parecchi mesi si recò solo, di notte, anche sotto la pioggia, a piangere disperatamente sulla tomba di lei. In quell'anno compose rime a Elena, poi a Eleonora, Irene, Paeau. Ma solo Sarah Elmira Royste esercitò su di lui un fascino irresistibile, tanto che si fidanzò prima di iscriversi all'Università della Virginia per studiare lingue antiche e moderne.[20][21] L'università fu fondata sugli ideali del suo ideatore, Thomas Jefferson e aveva regole severe contro il gioco d'azzardo, i cavalli, le armi, il tabacco e l'alcol; tuttavia queste regole furono generalmente ignorate. Jefferson aveva proposto un sistema di autogestione dello studente a cui veniva consentito di scegliersi il proprio percorso di studi. Il sistema, tuttavia, era alquanto caotico e vi era un alto tasso di abbandono.[22] Durante il tempo trascorso all'Università, Poe perse il contatto con la Royste e litigò col padre adottivo a causa di debiti di gioco. Poe sostenne che Allan non gli avesse dato il denaro sufficiente per l'iscrizione ai corsi, per acquistare testi e per un alloggio. Allan inviò ulteriore denaro e vestiti ma nonostante ciò i debiti di Poe aumentarono.[23] Poe abbandonò l'Università dopo un anno e, non sentendosi ben accolto a Richmond, soprattutto dopo aver appreso che la sua fidanzata Royste aveva sposato Alexander Shelton, si trasferì a Boston nel mese di aprile 1827, sostenendosi con lavori saltuari come impiegato e giornalista.[24] Ad un certo punto inizia ad usare lo pseudonimo di Henri Le Renneet.[25]

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Poe fu di stanza a Fort Independence di Boston mentre era nell'esercito.

Non essendo in grado di mantenersi, il 27 maggio 1827, Poe si arruolò nello United States Army come soldato semplice, facendosi conoscere con il nome di "Edgar A. Perry" e dichiarando di avere 22 anni malgrado fosse soltanto diciottenne.[26] Inizialmente prestò servizio presso Fort Independence, nel porto di Boston, con una paga di cinque dollari al mese.[24] Nello stesso anno, pubblicò il suo primo libro, una raccolta di 40 pagine di poesia, Tamerlano e altre poesie, che portò la firma di "un bostoniano". Vennero stampate solo 50 copie e il libro non ricevette praticamente alcuna attenzione.[27] Il reggimento di Poe fu inviato a Fort Moultrie a Charleston, Carolina del Sud e, l'8 novembre 1827, viaggiò sulla nave brigantino Waltham. Poe venne promosso a "artificer", un mercante arruolato che aveva il compito di preparare le granate per l'artiglieria, ruolo per cui vide la sua paga raddoppiarsi.[28] Dopo aver prestato servizio come artificer per due anni, raggiungendo il grado di Sergente Maggiore dell'artiglieria (il grado più alto che un sottufficiale può raggiungere), Poe cercò di porre fine al suo periodo di arruolamento. Rivelò al suo comandante, il tenente Howard, il suo vero nome e la sua situazione. Howard avrebbe allora acconsentito a congedare Poe a patto che si fosse riconciliato con John Allan. Tuttavia, nonostante le diverse suppliche, Allan ignorò Poe, non informandolo nemmeno della malattia di sua madre adottiva. Frances Allan morì il 28 febbraio 1829 e Poe riuscì a fare visita alla sua tomba soltanto il giorno successivo alla sua tumulazione. Forse addolcito dalla morte della moglie, John Allan accettò di aiutare il giovane Poe ad essere congedato per tentare di essere ammesso alla United States Military Academy di West Point.[29]

Il 15 aprile 1829, Poe finalmente lasciò l'esercito.[30] Prima di entrare a West Point, Poe trascorse un breve periodo a Baltimora per stare con la zia vedova Maria Clemm, sua figlia Virginia Eliza Clemm (cugina di primo grado di Poe), suo fratello Henry e la nonna invalida Elizabeth Cairnes Poe.[31] Frattanto, Poe pubblicò, nello stesso anno, il suo secondo libro, Al Aaraaf, Tamerlano e Poesie Minori.[32]

Il 1º luglio 1830 si iscrisse come cadetto all'accademia militare di West Point;[33] pochi mesi dopo, ad ottobre, John Allan sposò in seconde nozze Louisa Patterson.[34] Il matrimonio e i litigi tra Poe e i figli naturali di Allan portarono il padre adottivo a rinnegare Poe[35] e quest'ultimo decise di lasciare West Point andando volontariamente incontro alla corte marziale. L'8 febbraio 1831, fu infatti processato per negligenza grave e disobbedienza ad un ordine per aver rifiutato di partecipare alla formazione, all'educazione e ai riti religiosi. Poe deliberamente non si dichiarò colpevole in modo da essere espulso, sapendo che sarebbe stato giudicato colpevole.[36]

Nel 1831, dunque, partì per New York, dove pubblicò un terzo volume di poesie, intitolato semplicemente Poems. Il libro fu finanziato grazie all'aiuto dei suoi compagni cadetti di West Point, molti dei quali donarono 75 centesimi alla causa, raccogliendo un totale di 170 dollari. Essi si aspettavano versi simili a quelli satirici che Poe scrisse sui propri comandanti. [37] Stampato da Elam Bliss di New York, fu etichettato come "Second Edition" e comprendeva una dedica: "Questo volume è rispettosamente dedicato al corpo dei cadetti degli Stati Uniti." Nel libro vennero ristampati i lunghi poemi "Tamerlano" e "Al Aaraaf", ma ne facevano parte anche sei poesie inedite, tra cui le prime versioni di "A Elena", "Israfel" e "La Città del mare".[38] A marzo dello stesso anno, fece ritorno a Baltimora da sua zia, suo fratello e suo cugino. Il fratello maggiore Henry, in cattiva salute in parte a causa di problemi di alcolismo, morì il 1° agosto.[39]

Carriera editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte del fratello, Poe iniziò tentativi più concreti per promuovere la sua carriera di scrittore; tuttavia trovò un periodo molto difficile per l'editoria americana.[40] Fu il primo statunitense noto che cercò di vivere dei soli proventi della scrittura[41][42] e fu ostacolato dalla mancanza di una legge internazionale sul diritto d'autore.[43] Spesso gli editori britannici stampavano opere di scrittori americani senza pagarne il lavoro.[42] Il settore fu anche particolarmente colpito dal panico del 1837.[44] Nonostante una crescita in forte espansione dei periodici, favorita in parte dalle nuove tecnologie, molti non durarono oltre un paio di uscite[45] e gli editori spesso si rifiutavano di pagare i loro autori o li pagavano con grande ritardo, rispetto a quanto pattuito.[46] Durante i suoi tentativi di mantenersi col suo lavoro di scrittore, Poe, dovette più volte ricorrere a umilianti richieste di denaro e altre forme di assistenza.[47]

Virginia Clemm, cugina e in seguito moglie di Poe appena tredicenne. La sua morte prematura potrebbe aver ispirato molte delle opere dello scrittore.

Dopo le sue prime esperienze poetiche, Poe rivolse la sua attenzione alla prosa. Pubblicò a Filadelfia alcune storie e iniziò a lavorare al suo unico dramma, Poliziano. Nell'ottobre 1833 il Baltimore Saturday Visiter assegnò a Poe un premio per il suo racconto "Manoscritto trovato in una bottiglia".[48] La storia lo portò all'attenzione di John Pendleton Kennedy, un abitante di Baltimora con notevoli mezzi che aiutò Poe a pubblicare alcuni dei suoi racconti e lo presentò a Thomas W. White, direttore del Southern Literary Messenger di Richmond. Poe diventò così assistente al montaggio del periodico per il mese di agosto 1835;[49] ciò malgrado, fu licenziato nel giro di poche settimane in quanto fu sorpreso ubriaco dal suo principale.[50] In una lettera dell'11 settembre 1835 scritta a John Pendleton Kennedy, uno dei suoi pochi ammiratori, scrisse che:

« Sono in uno stato depressivo spirituale mai fino a ora avvertito. Mi sforzo invano sotto questa malinconia e credetemi, quando Vi dico che malgrado il miglioramento della mia condizione mi vedo sempre miserabile. Consolatemi Voi che lo potete e abbiate di me pietà perché io soffro in questa depressione di spirito che se prolungata, mi rovinerà…[51] »

Ritornato a Baltimora, sposò segretamente il 22 settembre 1835 sua cugina Virginia. Poe aveva 26 anni, mentre Virginia solo 13, anche se sul certificato di matrimonio si attestava che ne avesse 21.[52] Reintegrato da White dopo aver promesso un buon comportamento, Poe si trasferì a Richmond con Virginia e sua madre. Rimase al Messenger fino a gennaio 1837 e a riguardo affermò che durante questo periodo il giornale avesse aumentato le copie da 700 a 3.500.[9] Inoltre, pubblicò diverse poesie, recensioni di libri, critiche e storie. Il 16 maggio 1836 vi fu una seconda cerimonia di nozze a Richmond con Virginia Clemm, questa volta pubblica.[53]

Tra il 1837 e il 1838 scrisse Storia di Arthur Gordon Pym (The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket), che venne pubblicato nel 1838. Si tratta di uno dei libri più famosi di Poe, e tra i più rappresentativi della sua narrativa del terrore.[54] Nell'estate dell'anno successivo Poe divenne assistente direttore della rivista Burton's Gentleman's Magazine. Pubblicò numerosi articoli, storie e recensioni, migliorando la sua reputazione di critico tagliente che si era procurato presso il Southern Literary Messenger. Nello stesso anno, il 1839, furono pubblicati in due volumi "I racconti del grottesco e dell'arabesco" (Tales of the Grotesque and the Arabesque), che ricevettero recensioni contrastanti.[55] Poe lasciò il Burton dopo circa un anno e trovò un posto di assistente presso il Graham Magazine.[56]

Nel 1840 compose a Filadelfia La caduta della casa degli Usher, Morella, William Wilson, La cometa e La conversazione di Eiros e Charmion e nel giugno dello stesso anno annunciò l'intenzione di fondare un giornale intitolato Stylus.[57] In origine voleva chiamarla The Penn. Il 6 giugno 1840 lo scrittore acquistò uno spazio pubblicitario su The Saturday Evening Post, per il suo progetto: "Prospetto di The Penn, una rivista mensile letteraria e pubblicata nella città di Filadelfia da Edgar A. Poe".[58] La rivista non venne mai realizzata. In questo periodo, egli tentò di assicurarsi una posizione con l'amministrazione Tyler, affermando di essere stato un membro del Partito Whig.[59] Egli sperava di essere assunto alla dogana di Filadelfia grazie all'intercessione di un amico, Frederick Thomas, conoscente del figlio del presidente Tyler;[60][61] tuttavia, Poe non riuscì a presentarsi all'incontro con Thomas per discutere sulla nomina, sostenendo di essere stato malato, anche se l'amico ritenne che fosse stato in stato di ubriachezza.[62] Nonostante gli fosse stato promesso un incarico, tutte le posizioni vennero occupate da altri.[63]

Nel 1841, per il Gift e il Graham's Magazine, scrisse Eleonora e Autografia, Studi letterari e critici su scrittori contemporanei, Il ritratto ovale, La vita della morte, La maschera della morte rossa; compose I delitti della rue Morgue, considerato da molti il racconto capostipite del genere poliziesco. In esso compare per la prima volta il personaggio del detective criminologo Auguste Dupin, antesignano di quegli investigatori "deduttivi" che avranno in Sherlock Holmes il più celebre rappresentante.

Poe trascorse gli ultimi anni della sua vita in questo piccolo cottage a Fordham, in quello che oggi è il Bronx.

Nel 1842 pubblicò Le terre di Arnheim, Il giardino nel paesaggio, Il pozzo e il pendolo, Il mistero di Marie Roget, opere che gravitano intorno a una visione della realtà e contemporaneamente dell'immaginario; odio, fascino e paura, entusiasmo e diffidenza verso una società dalla quale cerca di fuggire, in una prosa ricca di echi shakespeariani e metafisici.

Una sera, nel mese di gennaio 1842, Virginia mostrò i primi segni di "deperimento", una condizione che oggi è conosciuta come tubercolosi: mentre stava cantando e suonando il pianoforte le si ruppe un vaso sanguigno in gola.[64] Poe iniziò a bere più intensamente per via dello stress causato dalla malattia della moglie; lasciò Graham e tentò di trovare una nuova posizione. Tornò a New York, dove per un breve periodo lavorò all'Evening Mirror prima di diventare editore del Broadway Journal e, in seguito, il suo unico proprietario.[65] Qui si attirò l'antipatia di altri scrittori accusando pubblicamente Henry Wadsworth Longfellow di plagio.[66] Tra le sue amicizie newyorkesi va però ricordato il rapporto con il musicista e patriota italiano Piero Maroncelli.

Nel 1843 videro la luce Lo scarabeo d'oro, che ottenne grande successo, e Il gatto nero, scritti che gli diedero una discreta celebrità. Il 29 gennaio 1845, il suo lavoro "Il corvo e altre poesie" venne pubblicato sull'Evening Mirror, destando grande scalpore. Nonostante che questa poesia rese Poe immediatamente celebre,[67] egli fu pagato solo 9 dollari per la sua pubblicazione.[68] Contemporaneamente Il Corvo venne pubblicato anche sulla rivista The American Review: A Whig Journal con lo pseudonimo di "Quarles".[69]

Nel 1846, il Broadway Journal fallì.[65] Poe si trasferì in un cottage a Fordham, New York, in quello che oggi è il Bronx all'angolo sud-est tra Grand Concourse e Kingsbridge Road.[70] Virginia vi morì il 30 gennaio 1847.[71] I biografi e i critici spesso suggeriscono che il tema frequente negli scritti di Poe della "morte di una bella donna" nasca dalla ripetuta perdita di donne per tutta la sua vita, tra cui quella di sua moglie.[72]

Sopraffatto dal dolore dopo la morte di Virginia, Poe iniziò a corteggiare la poetessa Sarah Helen Whitman, che viveva a Providence, Rhode Island. Tuttavia, non vi fu mai un coinvolgimento, presumibilmente a causa dell'alcolismo di Poe e del suo comportamento irregolare. Vi è anche una notevole probabilità che la madre della Whitman sia intervenuta per far fallire la loro relazione.[73] Poe tornò a Richmond e riallacciò i rapporti con il suo amore di gioventù, Sarah Elmira Royster.[74]

L'estrema povertà in cui viveva lo costrinse addirittura a usare le lenzuola del corredo matrimoniale (portate in dote dalla sposa) come sudario per la moglie stessa. A differenza di quanto si dice, Poe non fu oppiomane o consumatore di droga per gran parte della sua vita: cominciò a bere in maniera massiccia e a usare droghe solo negli ultimi anni di vita, specialmente dopo la morte della moglie.[75][76]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

La tomba attuale presso il Westminster Burial Ground

Il 3 ottobre 1849 lo scrittore fu ritrovato delirante per le strade di Baltimora, "in grande difficoltà, e... bisognoso di immediata assistenza", secondo l'uomo che lo trovò, Joseph W. Walker.[77] Fu portato all'ospedale Washington College, dove morì domenica 7 ottobre 1849, alle cinque del mattino.[78] Poe non rimase mai sufficientemente lucido per spiegare come si fosse trovato in tali gravi condizioni, né come mai indossasse vestiti che non erano i propri.

Si dice che Poe abbia ripetutamente invocato il nome "Reynolds" durante la notte precedente al suo decesso, benché non sia chiaro a chi si riferisse. Alcune fonti affermano che le ultime parole di Poe furono «Signore aiuta la mia povera anima».[78] Tutti i referti medici, compreso il suo certificato di morte, sono andati perduti.[79] I giornali dell'epoca attribuirono la morte dello scrittore a una "congestione del cervello" o "infiammazione cerebrale", eufemismi comuni per le morti dovute a cause come l'alcolismo.[80]

L'effettiva causa della morte rimane comunque un mistero;[81] a partire già dal 1872 si ritenne comunemente che fosse stato rapito e costretto a bere alcool, per essere sfruttato ripetutamente come "elettore forzato" (una pratica fraudolenta in uso nel XIX secolo e conosciuta come “cooping”);[82] altre ipotesi comprendono delirium tremens, cardiopatia, epilessia, sifilide, meningite,[83] colera[84] e rabbia.[85]

Come affermato poi dal cardiologo dell'University of Maryland Medical Center, R. Micheal Benitez nella sua relazione pubblicata nel settembre 1996: «Non si può dire con certezza che la rabbia fu causa della sua morte dal momento in cui non ci fu un'autopsia, tuttavia questa è l'ipotesi da considerare più veritiera in quanto deliri, tremori, allucinazioni e stati confusionali, sintomi tipici della rabbia, non possono essere spiegati con l'abuso di alcool poiché Poe smise di assumere queste sostanze sei mesi prima del ricovero in ospedale».[86] Benitez aggiunse che «i resoconti storici delle condizioni di Poe in ospedale pochi giorni prima della morte indicano che con grande probabilità egli ebbe la rabbia».[87]

Aveva viaggiato in treno da Richmond fino a Baltimora pochi giorni prima, il 28 settembre; mentre era a Richmond, aveva inoltre fatto una proposta di matrimonio a una donna che sarebbe diventata la sua seconda moglie. Poe intendeva continuare il viaggio fino a Filadelfia per degli affari, quando si ammalò.[87] I resoconti indicano che all'inizio era delirante con brividi e allucinazioni, poi cadde in coma. Si risvegliò dal coma, divenne calmo e lucido, ma poi cadde nuovamente in uno stato di delirio, divenne aggressivo ed ebbe bisogno di essere immobilizzato. Perse poi conoscenza e morì il quarto giorno di ospedale.[87] Secondo Benitez «è insolito per pazienti che soffrono di astinenza da alcol ammalarsi gravemente, rimettersi per poco tempo e poi peggiorare e morire» e l'astinenza dagli oppiacei non produce tutti quei sintomi, con lucidità alternata a stati di incoscienza. Il medico di Poe scrisse anche che Poe rifiutò l'alcol che gli fu offerto (per curare l'astinenza) e bevve solo acqua, ma con gran difficoltà; questo pare essere un sintomo dell'idrofobia, la paura dell'acqua (in realtà si tratta di un laringospasmo che provoca dolore e difficoltà di deglutizione), classico segno di rabbia. Benitez conclude che Poe venne forse morso da un animale domestico e avesse quindi contratto la malattia, senza quasi accorgersene.[87]

Le "memorie" Di Griswold[modifica | modifica wikitesto]

Nel giorno della sepoltura di Edgar Allan Poe, apparve un lungo necrologio sul New York Tribune, a firma "Ludwig", che fu velocemente divulgato in tutto il paese. Il pezzo iniziava con queste parole: "Edgar Allan Poe è morto a Baltimora l'altro ieri. Questo annuncio farà sussultare molti, ma pochi ne saranno afflitti."[88] "Ludwig" fu presto identificato come Rufus Wilmot Griswold, un editore, critico e antologista che nutriva dissapori nei confronti di Poe dal 1842. Griswold in qualche modo divenne l'esecutore letterario di Poe e tentò di distruggere la sua reputazione dopo la sua morte.[89]

Rufus Griswold scrisse un articolo biografico su Poe denominato "Memoria dell'Autore", a cui allegò alcune opere dello scrittore. Griswold lo rappresentò come un alcolizzato, pazzo, drogato, depravato e utilizzò le lettere di Poe come prova.[89] Molte delle sue affermazioni erano tuttavia o falsità o mezze verità distorte: ad esempio, è ormai noto che Poe non fosse un tossicodipendente.[90] Gli amici di Poe denunciarono le inesattezze del libro di Griswold,[91] tuttavia i suoi giudizi vennero popolarmente accettati. Ciò avvenne, in particolare, poiché fu l'unica biografia completa disponibile e fu ampiamente ristampata in parte perché i lettori furono affascinati al pensiero di leggere opere di un uomo "malvagio".[92] Le lettere che Griswold presentò come prove della rappresentazione di Poe si rivelarono in seguito false.[93]

Stile e temi letterari[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto del 1845 del pittore Samuel Stillman Osgood

Generi[modifica | modifica wikitesto]

Le opere di narrativa più conosciute di Poe sono in stile gotico,[94] un genere seguito per assecondare il gusto del pubblico.[95] La maggior parte delle sue tematiche ricorrenti hanno a che fare con la morte: i suoi segni fisici, gli effetti della decomposizione, le preoccupazioni di una sepoltura prematura (in "La sepoltura prematura"), la rianimazione dei cadaveri e il lutto.[96] Molti dei suoi lavori sono generalmente considerati parte del genere del romanticismo dark, una reazione letteraria al trascendentalismo,[97] che era fortemente inviso a Poe.[98] Egli scherniva gli aderenti a questo movimento[99][100] e ridicolizzava i loro scritti descrivendoli come "metafore a conduzione pazza",[101] che cadono nel "dimenticatoio per amor dell'oscurità" o "mistiche per l'amore del misticismo".[98] Tuttavia in una lettera indirizzata a Thomas Holley Chivers Poe affermava di non disprezzare i trascendentalisti, ma "solo gli ipocriti e i sofisti che vi erano tra di loro".[102]

Oltre ai racconti dell'orrore, Poe scrisse anche satire, racconti umoristici e bufale. Per l'effetto comico, utilizzò sapientemente l'ironia e la stravaganza del ridicolo, spesso nel tentativo di distogliere il lettore dal conformismo culturale.[95] "Metzengerstein", la prima storia che notoriamente Poe pubblicò,[103] fu la sua prima incursione nel genere dell'orrore, ma fu originariamente intesa come una satira burlesque del genere popolare.[104] Poe reinventò anche la fantascienza, utilizzando nei suoi scritti le tecnologie emergenti, come le mongolfiere in "La frottola del pallone".[105] Poe scrisse gran parte delle sue opere utilizzando temi rivolti specificamente ai gusti della massa.[106] A tal fine, la sua narrativa incluse spesso elementi relativi a pseudoscienze popolari, come la frenologia[107] e la fisionomia.[108]

Teoria letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Gli scritti di Poe riflettono le sue teorie letterarie, che presentò ampiamente nelle sue critiche e in alcuni saggi, come "Il principio poetico".[109] Non apprezzava il didatticismo[110] e l'allegoria,[111] riteneva che il significato di uno scritto dovesse essere celato sotto una lieve superficie. Opere con ovvi significati, scrisse, cessano di essere arte.[112] Riteneva, inoltre, che il lavoro di qualità dovesse essere breve e concentrato su uno specifico effetto singolo.[109] A tal fine, ritenne che lo scrittore dovesse calcolare accuratamente ogni sentimento e ogni idea.[113]

In "La filosofia della composizione", un saggio in cui Poe descrisse la genesi de "Il Corvo", egli afferma di aver rigorosamente seguito questo metodo. Thomas Stearns Eliot disse: "È difficile per noi leggere quel saggio, senza riflettere se Poe abbia tracciato la sua poesia con tale calcolo, egli avrebbe impiegato più dolore su di esso: il risultato non rende merito al metodo."[114] Il biografo Joseph Wood Krutch ha descritto il saggio come "un esercizio altamente geniale nell'arte della razionalizzazione".[115]

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Influenza letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione dell'impressionista Édouard Manet per la traduzione di Stéphane Mallarmé di "Il Corvo", 1875.

Durante la sua vita, Poe fu per lo più riconosciuto come un critico letterario. Il collega James Russell Lowell lo definì "il critico più esigente, filosofico e senza paura di opere di fantasia che abbia mai scritto in America", suggerendo, in tono retorico, che di tanto in tanto usasse l'acido prussico invece dell'inchiostro.[116] Le caustiche recensioni di Poe gli fecero guadagnare la reputazione di "uomo Tomahawk".[117] Uno dei bersagli preferiti delle critiche di Poe fu il poeta di Boston, Henry Wadsworth Longfellow, successivamente acclamato, che fu spesso difeso dai suoi amici letterati in quella che fu poi detta "La guerra Longfellow". Poe accusò Longfellow di "eresia del didattico", di scrivere poesie che erano prediche e tematiche plagiate.[118] Poe correttamente previde che la reputazione e lo stile delle poesie di Longfellow sarebbero caduti in declino, concludendo di "considerare le sue elevate qualità, ma negargli un futuro".[119]

Poe fu conosciuto anche come scrittore di narrativa e divenne uno dei primi autori statunitensi del XIX secolo più popolare in Europa rispetto che in patria.[120] Poe fu particolarmente apprezzato in Francia, in parte per via delle prime traduzioni di Charles Baudelaire.[121]

I primi racconti polizieschi di Poe con protagonista Auguste Dupin gettarono le basi per i futuri detective della letteratura. Sir Arthur Conan Doyle affermò: "Ogni [romanzo poliziesco di Poe] è una radice da cui tutta una letteratura si è sviluppata .... dove era il romanzo poliziesco prima che Poe inspirasse l'alito di vita in esso?"[122] I Mystery Writers of America chiamarono "Edgar Award" i premi per l'eccellenza nel genere che essi annualmente assegnano.[123] L'opera di Poe influenzò anche la fantascienza, in particolare Jules Verne, che scrisse un seguito al romanzo di Poe Storia di Arthur Gordon Pym dal titolo La sfinge dei ghiacci.[124] Lo scrittore di fantascienza H. G. Wells osservò che "Pym dice quello che una mente molto intelligente, di un secolo fa, poteva immaginare sulla regione del polo sud".[125]

Come molti artisti famosi, le opere di Poe produssero degli imitatori.[126] Tra di essi vi fu la tendenza di avere la pretesa di essere dei veggenti o sensitivi in grado di "canalizzare" lo spirito di Poe nelle poesie. Tra i più importanti di essi vi fu Lizzie Doten, che nel 1863 pubblicò Poesie della Vita Interiore, in cui affermò di aver "ricevuto" nuove composizioni dallo spirito di Poe. I suoi lavori furono rielaborazioni di celebri poesie di Poe, come The Bells, ma che proponevano una nuova prospettiva positiva.[127]

Poe non ricevette solo elogi, ma fu anche criticato. Questo avvenne in parte a causa della percezione negativa del suo carattere personale e dall'influenza della sua reputazione.[120] William Butler Yeats criticò spesso Poe e una volta lo definì "volgare".[128] Il trascendentalista Ralph Waldo Emerson parlò della poesia "Il Corvo" dicendo: "Non vi vedo nulla in essa",[129] e derise l'autore definendolo "l'uomo della canzonetta".[130] Aldous Huxley descrivendo la scrittura di Poe disse che "cade nella volgarità per essere troppo poetica, l'equivalente di indossare un anello di diamanti su ogni dito."[131] Si ritiene che solo 12 copie del primo libro di Poe, Tamerlano e altre poesie, siano sopravvissute. Nel dicembre 2009, una copia è stata venduta da Christie's di New York per 662.500 dollari, un prezzo record per un'opera di letteratura statunitense.[132]

Fisica, cosmologia e occulto[modifica | modifica wikitesto]

"Eureka: un poema in prosa", un saggio scritto nel 1848, comprendeva una teoria cosmologica che presagiva la teoria del Big Bang 80 anni prima che fosse formulata,[133][134] nonché la prima soluzione plausibile per il paradosso di Olbers.[135][136] Poe non utilizzò il metodo scientifico in Eureka che invece fu scritta utilizzando la pura intuizione.[137] Per questo motivo, è ritenuta un'opera d'arte non un trattato scientifico;[137] mentre era ancora in vita, Poe sostenne che fosse riportata la verità e giudicò l'opera il suo capolavoro.[138][139] Tuttavia, Eureka è piena di errori scientifici. In particolare, le intuizioni di Poe ignorano i principi newtoniani per quanto riguarda la densità e la rotazione dei pianeti.[140] Poe, come convinto evoluzionista, estende le sue riflessioni alla vita sulla Terra: egli assimila il processo di formazione del sistema solare, all'evoluzione di nuove specie sulla Terra:

« Ora ciò è in preciso accordo con quello che sappiamo della successione di animali sulla Terra. Mentre la Terra ha proceduto nella sua condensazione, razze via via superiori sono apparse. »

Poe era affascinato anche dal mesmerismo, tant'è che scrisse dapprima una novella, Rivelazione mesmerica, in cui un soggetto mesmerizzato in punto di morte descrive la vita nell'aldilà, parlando del regno delle ombre. Poi, sullo stesso argomento, un racconto di poche pagine, La verità sul caso di Mr. Valdemar, tradotto anche con il nome di Testimonianza sul caso del signor Valdemar.

Crittografia[modifica | modifica wikitesto]

Poe coltivò un vivo interesse per la crittografia. Mise un avviso circa le sue capacità sull'Alexander's Weekly (Express) Messenger, invitando i crittografi a mandargli i loro lavori che poi lui avrebbe proceduto a risolvere.[141] Nel luglio 1841, Poe pubblicò un saggio intitolato "Qualche parola sulla scrittura segreta" sul Graham's Magazines. Sfruttando l'interesse pubblico per l'argomento, scrisse "Lo scarabeo d'oro", che utilizza la crittografia come parte essenziale della storia.[142] Il successo di Poe con la crittografia non fu basato tanto su una sua profonda conoscenza di quel campo (il suo metodo si limitò al semplice cifrario a sostituzione), ma sulla sua conoscenza delle riviste e dei giornali. Le sue appassionanti capacità di analisi, così evidenti nei suoi romanzi polizieschi, gli permisero di notare come il pubblico fosse in gran parte ignorante sui metodi con cui un semplice crittogramma a sostituzione potesse essere risolto, e quindi utilizzò ciò a suo vantaggio.[141] La sensazione che Poe riuscì a creare con le sue acrobazie crittografiche svolse un importante ruolo nella divulgazione della crittografia su giornali e riviste.[143]

Poe contribuì alla crittografia al di là del crescente interesse suscitato dal pubblico durante la sua vita. William Friedman, un eminente crittografo statunitense, fu fortemente influenzato da Poe.[144] L'interesse iniziale di Friedman sulla crittografia gli venne dalla lettura de "Lo scarabeo d'oro" da bambino; un interesse che poi mise a frutto per decifrare il codice PURPLE giapponese durante la seconda guerra mondiale.[145]

Nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Dagherrotipo del 1848 che ritrae Poe

Come personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Edgar Allan Poe è stato spesso considerato un personaggio romanzato, spesso rappresentato come il "genio pazzo" o l'"artista tormentato" che esternava le sue lotte interiori.[146] Molte di queste rappresentazioni si fondono anche con i personaggi dei suoi racconti, suggerendo che Poe e i suoi personaggi condividessero l'identità.[147] Spesso raffigurazioni di fantasia di Poe e della sua abilità di risolvere i misteri, sono state usate in romanzi, come "L'ombra di Poe" di Matthew Pearl.[148]

Poe Toaster[modifica | modifica wikitesto]

In aggiunta al mistero che circonda la morte di Poe, un visitatore sconosciuto, comunemente denominato "Poe Toaster", rese omaggio alla sua tomba ogni anno, a partire dal 1949. Dato che questa consuetudine è proseguita per oltre 60 anni, è probabile che il "Poe Toaster" sia stato in realtà più di una persona, anche se il tributo era sempre lo stesso. Ogni 19 gennaio, nelle prime ore del mattino, questo personaggio faceva un brindisi con cognac presso la lapide originale di Poe, lasciando tre rose. I membri dell'Edgar Allan Poe Society di Baltimora hanno contribuito a proteggere questa tradizione per decenni.

Il 15 agosto del 2007 Sam Porpora, un ex storico della Chiesa di Westminster a Baltimora, dove Poe è sepolto, ha sostenuto di essere colui che ha iniziato la tradizione. Porpora ha dichiarato di aver iniziato nel 1949, al fine di raccogliere fondi e rafforzare l'importanza della chiesa. La sua storia non è mai stata confermata[149] e alcuni dettagli che egli ha fornito alla stampa si sono dimostrati inesatti.[150] L'ultima apparizione del "Poe Toaster" è avvenuta il 19 gennaio 2009, il giorno del bicentenario di Poe.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Racconti[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Racconti di raziocinio[modifica | modifica wikitesto]

Racconti di tema vario[modifica | modifica wikitesto]

Racconti del terrore[modifica | modifica wikitesto]

  • Pur essendo scritti di genere horrorifico i racconti "Eleonora,Ligeia e Morella" fanno parte di una trilogia a sé stante.

Racconti umoristici e di satira letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il giocatore di scacchi di Maelzel (Maelzel's chessplayer) (1836)
  • Filosofia dell'arredamento (The philosophy of furniture) (1840)
  • La razionalità del verso (The rationale of verse) (1842)
  • La filosofia della composizione (The philosophy of composition) (1846)
  • Eureka (Eureka - A prose poem) (1848)
  • Il principio poetico (The poetic principle) (1849)

Drammaturgie[modifica | modifica wikitesto]

Trasposizioni cinematografiche delle sue opere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adattamenti cinematografici e televisivi dei racconti di Edgar Allan Poe.

Dai racconti di Edgar Allan Poe sono stati tratti numerosi film. I più celebri sono La caduta della casa Usher, I vivi e i morti, Il pozzo e il pendolo, Sepolto vivo, I racconti del terrore, I maghi del terrore, La maschera della morte rossa, La tomba di Ligeia, Tre passi nel delirio, Black Cat (Gatto nero) e Due occhi diabolici e The Raven.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  • (EN) Mark Neimeyer, Poe and Popular Culture, in Kevin J. Hayes (a cura di), The Cambridge Companion to Edgar Allan Poe, Cambridge, Cambridge University Press, 2002, pp. 205–224, ISBN 978-0-521-79727-6.
  • (EN) Randy F. Nelson, The Almanac of American Letters, Los Altos, CA, William Kaufmann, Inc., 1981, ISBN 978-0-86576-008-0.
  • (EN) John Ward Ostram, Poe's Literary Labors and Rewards, in Benjamin Franklin IV Fisher (a cura di), Myths and Reality: The Mysterious Mr. Poe, Baltimore, The Edgar Allan Poe Society, 1987, pp. 37–47, ISBN 978-0-9616449-1-8.
  • (EN) Arthur Hobson Quinn, Edgar Allan Poe: A Critical Biography, Baltimore, Johns Hopkins University Press, 1998, ISBN 978-0-8018-5730-0. (Originally published in 1941 by New York: Appleton-Century-Crofts, Inc.)
  • (EN) Shawn James Rosenheim, The Cryptographic Imagination: Secret Writing from Edgar Poe to the Internet, Baltimore, Johns Hopkins University Press, 1997, ISBN 978-0-8018-5332-6.
  • (EN) George Smoot e Keay Davidson, Wrinkles in Time, Reprint, New York, Harper Perennial, 1994, ISBN 978-0-380-72044-6.
  • (EN) Dawn B. Sova, Edgar Allan Poe A to Z: The Essential Reference to His Life and Work, Paperback, New York, Checkmark Books, 2001, ISBN 978-0-8160-4161-9.
  • (EN) Brian Stableford, Science fiction before the genre, in Edward James e Farah Mendlesohn (a cura di), The Cambridge Companion to Science Fiction, Cambridge, Cambridge University Press, 2003, pp. 15–31, ISBN 978-0-521-01657-5.
  • (EN) John Tresch, Extra! Extra! Poe invents science fiction, in Kevin J. Hayes (a cura di), The Cambridge Companion to Edgar Allan Poe, Cambridge, Cambridge University Press, 2002, pp. 113–132, ISBN 978-0-521-79326-1.
  • (EN) John Evangelist Walsh, Poe the Detective: The Curious Circumstances behind 'The Mystery of Marie Roget', New York, St. Martins Minotaur, 2000 [1968], ISBN 978-0-8135-0567-1. (1968 edition printed by Rutgers University Press)
  • (EN) Karen Weekes, Poe's feminine ideal, in Kevin J. Hayes (a cura di), The Cambridge Companion to Edgar Allan Poe, Cambridge, Cambridge University Press, 2002, pp. 148–162, ISBN 978-0-521-79326-1.
  • (EN) Terance Whalen, Poe and the American Publishing Industry, in J. Gerald Kennedy (a cura di), A Historical Guide to Edgar Allan Poe, New York, Oxford University Press, 2001, pp. 63–94, ISBN 978-0-19-512150-6.
  • (EN) Richard Wilbur, The House of Poe, in Robert Regan (a cura di), Poe: A Collection of Critical Essays, Englewood Cliffs, NJ, Prentice-Hall, 1967, p. 99, ISBN 978-0-13-684963-6.

Opera omnia in inglese[modifica | modifica wikitesto]

  • The Complete Works of Edgar Allan Poe, a cura di C.F. Richardson, New York 1902
  • The Collected Works, a cura di T.O. Mabbott e B.R. Pollin, Cambridge (Mass.) 1969
  • Essays and Reviews, a cura di G. R. Thompson, The Library of America, 1984, ISBN 978-0-940450-19-6.

Principali edizioni italiane dei racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Edgar Allan Poe, Racconti, trad. di Delfino Cinelli ed Elio Vittorini, Mondadori, Milano, 1936 e succ. ed.
  • id.. Racconti, a cura di Lidia Rho Servi, UTET, Torino, 1941
  • id.. Racconti, trad. di A. Grosso, Chiantore, Torino 1945
  • id., Racconti del mistero, trad. di Maria Gallone, Rizzoli, Milano 1949
  • id., Racconti fantastici, trad. di Virginia Vaquer e Aldo Traverso, Casini, S.I., 1953
  • id., Nuovi racconti strani, trad. di Decio Cinti, Sonzogno, Milano, 1956
  • id., Racconti dell'incubo, trad. di Maria Gallone, Rizzoli, Milano, 1956
  • id., Racconti dell'impossibile, trad. di Maria Gallone, Rizzoli, Milano, 1957
  • id., Racconti straordinari, trad. di P.Ferruzzi, Curcio, Roma, 1962
  • id., Racconti straordinari. Racconti grotteschi e seri, a cura di Franco Della Pergola, De Agostini, Novara, 1962.
  • id., Tutti i Racconti. 22 illustrazioni di Harry Clarke, Collana Olimpo nero, Sugar, Milano, 1963
  • id. Racconti straordinari, trad. di F.Pivano, A.C.Rossi, A.Traverso, V.Vaquer, Sansoni, Firenze, 1965
  • id., Tutti i racconti, trad. di Carla Apollonio, Bietti, Milano, 1969; Orsa Maggiore Editrice, 1988-1992.
  • id., Tutti i racconti, trad. di Giuseppe Sardelli, Feltrinelli, Milano, 1970
  • id., Racconti, a cura di Gabriele Baldini, trad. di Gabriele Baldini e Luciana Pozzi, Garzanti, 1972 e succ. ed.
  • id. Racconti, trad. di Franco De Poli, Fabbri, Milano 1973
  • id., Opere scelte, trad. di Delfio Cinelli, Vincenzo Mantovani, Elio Vittorini, Gabriele Baldini, Elio Chinol, Tommaso Giglio, a cura di Giorgio Manganelli, Collana i Meridiani, Mondadori, Milano, 1981.
  • id., Racconti, grottesche e arabeschi, 2 voll., introduzione di Giorgio Manganelli, premessa di Attilio Brilli, trad. Maria Gallone, Collana Classici Moderni, BUR, Milano, 1980-1989-2005; Collana Radici, BUR, Milano, 2007, ISBN 978-88-17-01858-6.
  • id., I racconti 1831-1849, 3 voll., Collana Scrittori tradotti da Scrittori, trad. di Giorgio Manganelli, Einaudi, Torino, 1983; poi I Racconti, introd. di Julio Cortazar, Collana i millenni, Einaudi, 1990; Collana ET Biblioteca, Einaudi, 2009.
  • id., Racconti, pref. di Marisa Bulgheroni, Bompiani, Milano, 1985
  • id., Tutti i racconti del mistero, dell'incubo e del terrore, trad. di Daniela Palladini e Isabella Donfrancesco, Newron, Roma 1989
  • id., Tutti i racconti e le poesie, a cura di Carlo Izzo, presentazione di Guido Fink, Le Lettere, Firenze 1990
  • id., Tutti i racconti, a cura di Ornella De Zordo, Mursia, Milano, 1992
  • id., Racconti e Poesie, Sansoni, Firenze, 1993.
  • id., Racconti, trad. di Mariarosa Mancuso, Feltrinelli, Milano, 1998
  • id., Tutti i racconti, a cura di Carla Apollonio, Rusconi, Milano, 2007, ISBN 978-88-18-02485-2.
  • id., I racconti del terrore, trad. di Carlo Amato, Dalai, Milano, 2011
  • id., Racconti sensazionali, a cura di Carlo Martinez, Marsilio, Venezia, 2014

Altre opere tradotte[modifica | modifica wikitesto]

  • Edgar Allan Poe, Le avventure di Gordon Pym, trad. di Elio Vittorini, Mondadori, Milano, 1937
  • id., La relazione di Arthur Gordon Pym da Nantucket, a cura di Gabriele Baldini, Einaudi, Torino, 1943
  • id., Storia di Gordon Pym, trad. di Maria Gallone, Rizzoli, Milano 1957.
  • id., Le avventure di Gordon Pym, a cura di Ugo Rubeo, prefazione di Attilio Bertolucci, Editori riuniti, Roma, 1981
  • id., Il racconto di Arthur Gordon Pym, trad. di Roberto Cagliero, Garzanti, Milano, 1990
  • id. Le avventure di Gordon Pym, trad. di Gloria Fossi, Giunti, Milano, 2010
  • id., Le avventure di Gordon Pym, trad. di Davide Sapienza, Feltrinelli, Milano, 2013.
  • id. Eureka, trad. di Agostino Quadrino, Theoria, Roma, 1982
  • id. Eureka, trad. di Alessandro Ceni, Cappelli, Bologna, 1983
  • id. Eureka, trad. di Maria Rosa Marin, ECIG, Genova, 1989
  • id., Eureka. Un saggio sull'universo materiale e spirituale, trad. di Alessandro Ceni Tozzi, Mondadori, Milano, 1993
  • id., Eureka. Poema in prosa, trad. di Pietro Meneghelli, Newton, Roma, 1996
  • id., Eureka. Poema in prosa, trad. di Paolo Guglielmoni, Bompiani, Milano, 2001.
  • id., Scritti ritrovati 1839-1845, a cura di Francesco Mei, Shakespeare & Company, Milano, I ed. 1984.
  • id., The Raven - Ulalume - Annabel Lee nella traduzione di Fernando Pessoa. Versioni italiane di Antonio Bruno, Gabriele Baldini, Elio Chinol, a cura di Paolo Collo, Collana Scrittori tradotti da Scrittori.Serie trilingue, Einaudi, Torino, 1995.

Lettere e carteggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Edgar Allan Poe, Epistolario (raccolto da John Ward Ostram), trad., prefazione e cura di Henry Furst, Collana Il Cammeo n.78, Longanesi & C., Milano, 1955.
  • id., Vita attraverso le lettere. A cura di Barbara Lanati (1826-1849), trad. Luisa Balacco, Collana Gli struzzi n.425, Einaudi, Torino, 1992, ISBN 978-88-06-12784-8.
  • id., So solo che vi amo: lettere d'amore, a cura di Lucio Angelini, Archinto, Milano, 1994.

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