L'isola della fata

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'isola della fata
Titolo originaleThe Island of the Fay
Falero Luis Ricardo Lily Fairy 1888.jpg
La fata, dipinto di Luis Ricardo Falero (1888)
AutoreEdgar Allan Poe
1ª ed. originale1841
Genereracconto
Sottogenereorrore, fantastico
Lingua originale inglese
AmbientazioneIsola immaginaria
PersonaggiL'io narrante

L'isola della fata è un racconto breve scritto da Edgar Allan Poe nel 1841, pubblicato nella raccolta Racconti dell'impossibile o Racconti fantastici.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'autore si cimenta in una discussione filosofica, affermano la potenza suprema di Dio e della Natura nei confronti dell'uomo, sebbene questi continui a far di tutto per essere il più potente. Dopodiché Poe racconta di essersi recato a passeggiare in una valle e lì di essersi sdraiato sotto un albero. Osservando il paesaggio, l'autore si accorge di una cosa strana: il ruscello ad un tratto devia il suo corso per trasformarsi in una piccola cascata di porpora, formando un laghetto ove nasce un'isola. Da una parte l'arcipelago è rigoglioso, pieno di piante selvatiche bellissime, mentre dall'altra è buia e triste, piena di erbacce e di piante in decomposizione. Inoltre nello specchio d'acqua c'è una barchetta su cui rema una stupenda fata, facendo il giro dell'isola. Ma ogni giro compiuto il paesaggio diventa più nero e cupo a causa dell'arrivo del tramonto e anche la fata si fa più debole e scarna. Ogni volta che passa nella zona tetra dell'isola, l'ombra dello spirito viene inghiottita dalla nebbia e fatti altri tre giri scompare per sempre insieme alla fata ormai morente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni di L'isola della fata, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com. (aggiornato fino al gennaio 2010)