William Wilson (racconto)

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William Wilson
Poe william wilson byam shaw.JPG
Illustrazione del racconto, da Byam Shaw
AutoreEdgar Allan Poe
1ª ed. originale1840
1ª ed. italiana1858
Genereracconto
Sottogenerehorror
Lingua originale inglese

William Wilson è un racconto di Edgar Allan Poe. Fu pubblicato la prima volta a Filadelfia sul Graham's Magazine nel 1839,[1] ed in seguito, raccolto nel volume Tales of the Grotesque and the Arabesque, pubblicato sempre a Filadelfia nel 1840.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

William Wilson, il protagonista, è un ragazzo, la cui narrazione dalla sua scuola di Bransby, in Inghilterra.

re affollato e fatiscente, così come l'aula in cui si svolgono le lezioni.
Qui Wilson trascorre gran parte della sua vita serenamente, forte dell'ammirazione degli altri ragazzi dovuta alla sua abilità nel parlare e nell'inventare terribili scherzi; l'unico che non si sottomette ai suoi ordini è il suo omonimo, appunto William Wilson, che ha sempre qualcosa da dire sull'operato o sulle parole del protagonista: questo crea nell'ultimo un notevole imbarazzo, tanto che i due erano soliti battibeccare.

Anche se, a Wilson (protagonista), comunque, pare che il suo omonimo abbia sempre qualcosa di paterno nei suoi rimproveri.
Una notte, verso la fine del semestre, il protagonista decide di mettere in atto una delle sue cattiverie a discapito del suo terribile omonimo, ma, avvicinandosi di soppiatto al suo letto, si accorge che suoi lineamenti sono quasi uguali ai suoi: egli dunque si accorge della statura pressoché identica, del fatto che erano entrati entrambi lo stesso giorno in collegio sotto stesso nome, e che egli copiava la sua camminata, il suo modo di comportarsi e vestirsi. Spaventato, decide di scappare da Bransby, ma soprattutto da quell'odioso ragazzo sempre pronto a contrastarlo e correggerlo.
Trascorre pochi mesi nel collegio di Eton (Inghilterra), dove svaniscono quasi completamente i ricordi della scuola di Bransby. William comincia a condurre una vita dissoluta, dedicandosi al gioco, agli sprechi di denaro e all'erotismo, organizzando addirittura un'orgia segreta: è proprio ad essa che ricompare il misterioso sosia William Wilson.
Così, il protagonista, parte per Oxford, prestigioso college inglese.
Qui Wilson conosce Glendinning, un giovane compagno, che introduce al gioco d'azzardo. Durante una nottata di gioco in compagnia, fa di nuovo la sua comparsa l'altro William Wilson, che svela i trucchi usati dal protagonista per vincere sempre e far indebitare i suoi avversari. Il protagonista è quindi cacciato e umiliato da tutti, così decide di partire e cercare di cambiare vita, ma invano.
Infatti, durante una festa in maschera al carnevale di Roma, si presenta di nuovo il suo odiato omonimo nemico. Così il protagonista decide di sfidarlo a duello; non appena il protagonista riesce a vincere, scopre di trovarsi davanti a uno specchio. Il testo si conclude con la fatidica frase:

« Tu hai vinto ed io cedo. Ma tu pure, da questo momento, sei morto - sei morto al Mondo, al Cielo, alla Speranza! In me tu esistevi - e ora, nella mia morte, in questa mia immagine che è la tua, guarda come hai definitivamente assassinato te stesso »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Edgar Allan Poe, Tales of Mistery and Imagination, J.M. Dent & Sons, Londra, 1984, ISBN 0-460-113364
  2. ^ Edgar Allan Poe, Tutti i racconti, le poesie e Gordon Pym, Grandi Tascabili Economici Newton, Roma, 1992

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