Abraham Lincoln

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Abraham Lincoln
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Abraham Lincoln nel novembre del 1863 (foto di Alexander Gardner)

16º Presidente degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 4 marzo 1861 – 15 aprile 1865
Predecessore James Buchanan
Successore Andrew Johnson

Membro della Camera dei rappresentanti per l'Illinois
Durata mandato 18471849

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica Liberalismo classico
Firma Firma di Abraham Lincoln

Abraham Lincoln, spesso italianizzato in Abramo Lincoln (Hodgenville, 12 febbraio 1809Washington, 15 aprile 1865), è stato un politico e avvocato statunitense; servì come 16º Presidente degli Stati Uniti d'America - il primo ad appartenere al Partito Repubblicano - dal 4 marzo del 1861 fino al suo assassinio avvenuto nell'aprile del 1865..

Guidò l'Unione attraverso la guerra di secessione americana, la più cruenta fino ad allora mai espolosa nonché la più grave crisi morale, costituzionale e politica dell'intera storia degli Stati Uniti d'America[1][2]. Grazie alla vittoria bellica ebbe il merito di mantenere inalterata l'unità degli Stati federati; rafforzò il governo federale e modernizzò l'economia del paese.

Nato in una capanna in mezzo ai boschi nei pressi di Hodgenville nel Kentucky crebbe nel West, inizialmente nell'Indiana. In gran parte autodidatta riuscirà a diventare avvocato nell'Illinois, uno dei leader del Partito Whig fino ad essere eletto membro del parlamento statale ove presterà servizio per 8 anni. Entrerà a far parte della Camera dei rappresentanti nel 1846. Promosse una rapida modernizzazione economica e si oppose alla guerra Messico-Stati Uniti del 1846-48.

Dopo un solo mandato se ne ritornò a casa per riprendere la propria attività legale. Rientrato nella politica atttiva nel 1854 diverrà ben preso uno dei capi del neonato Partito Repubblicano il quale si conquistò subito ua maggioranza statale nell'Illinois. Partecipò alla campagna per e elezioni di medio termine del 1858 candidandosi alla carica di senatore; prese parte ad una serie di dibattiti molto pubblicizzati con il suo avversario e rivale, il leader del Partito Democratico Stephen A. Douglas. Si esprimerà contro l'espansione della schiavitù nei territori dell'Ovest, ma risulterà sconfitto di stretta misura.

Dopo essere stato proposto come Vicepresidente alla Convention per le elezioni presidenziali del 1856 nelle elezioni presidenziali del 1860 risultò capace di assicurari la Nomination presidenziale in qualità di moderato, a volte altalenante, sebbene la maggior parte dei delegati originariamente avessero favorito altre candidature. Pur non ottenendo praticamente alcun sostegno negli Stati schiavisti del profondo Sud riuscì a conquistarsi i favori del Nord e divenne così il presidente eletto degli Stati Uniti d'America.

Sebbene vi siano stati dei tentativi per colmare le differenze tra Nord e Sud alla fine la vittoria di Lincoln spinse sette stati sudisti che praticavano la schiavitù negli Stati Uniti d'America a ritirarsi dall'Unione e a formare gli Stati Confederati d'America, ancor prima della cerimonia d'inaugurazione e insediamento del neopresidente. L'attacco confederato a Fort Sumter e l'immediamente successiva battaglia di Fort Sumter unì l'intero Nord dietro la bandiera dell'Unione.

Come leader della corrente politica moderata Lincoln dovette confrontarsi con i Repubblicani Radicali, che chiedevano con insistenza un trattamento più duro da riservare ai ribelli, gli "War Democrat", che radunarono una grande fazione di ex oppositori nel suo campo ed infine anche i Copperheads, che lo disprezzarono in quanto inconciliabilmente filo-secessionisti e che complottarono ripetutamente alle sue spalle. Lincoln reagì contrapponendo i suoi avversari l'uno contro l'altro con un mecenatismo politico attentamente pianificato e facendo appello al popolo americano con le sue abilità di oratore[3].

Il suo discorso di Gettysburg - il più significativo e famoso da lui pronunciato - è considerato una delle pietre miliari dell'unità e dei valori della nazione americana; un'icona del nazionalismo, del repubblicanesimo, della parità di diritti, dell'ideale di libertà e della democrazia. Sospese l'habeas corpus, portando alla controversa sentenza Ex parte Merryman della corte federale di giustizia ed evitò il potenziale intervento britannico disinnescando l'incidente diplomatico conosciuto come Affare Trent. Supervisionò da vicino lo sforzo bellico, specialmente la selezione dei generali, incluso il suo uomo di maggior successo, Ulysses S. Grant.

Prese importanti decisioni sulla strategia di guerra dell'Unione, incluso uno stretto blocco navale che paralizzò completamente il commercio del Sud. Mentre la guerra progrediva, le sue mosse in direzione dell'abolizionismo culminarono con il Proclama di emancipazione del 1863; usò l'Union Army per proteggere gli schiavi fuggitivi, incoraggiò gli stati cuscinetto nella guerra di secessione americana a mettere fuori legge la schiavitù e spinse attraverso il Congresso degli Stati Uniti d'America la promulgazione del XIII emendamento, che bandì definitivamente la schiavitù in tutto il paese nel 1865.

Abile statista e profondamente coinvolto nelle questioni di potere in ogni Stato, Lincoln si conquisterà l'appoggio decisivo dei "War Democrat" e gestirà la sua campagna di rielezione nelle elezioni presidenziali del 1864. Anticipando la conclusione della guerra spinse verso una visione moderata dell'Era della Ricostruzione, cercando di riunire rapidamente la nazione attraverso una politica di riconciliazione generosa di fronte alle divisioni persistenti e piene di acribia.

La sera di Venerdì santo del 14 aprile del 1865, cinque giorni dopo la resa del generale confederato Robert E. Lee, Lincoln verrà assassinato dal simpatizzante sudista John Wilkes Booth e morirà all'alba del giorno dopo. È a tutt'oggi considerato sia dalla storiografia ufficiale che dall'opinione pubblica in generale, attraverso la classifica storica dei presidenti USA uno dei più importanti[4] e popolari[5] al tempo stesso. L'operato della presidenza di Abraham Lincoln ha avuto una duratura influenza sulle istituzioni politiche e sociali degli Stati Uniti d'America.

Grazie ai suoi 193 cm[6] è stato il Presidente più alto della Storia insieme a Lyndon B. Johnson[7][8].

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

La baracca di "Sinking Spring Farm" in cui nacque Abraham Lincoln (foto del 1921).

Origini e giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Lincoln (famiglia).

Abraham Lincoln nacque il 12 di febbraio del 1809, secondogenito di Thomas Lincoln (1778-1851) e Nancy Hanks (1784-1818), in una capanna costituita da un'unica stanza dell'azienda agricola di "Sinking Spring Farm", nei pressi di Hodgenville nel Kentucky. Gli venne posto il nome del nonno paterno[9]. Il padre, un abile fabbro ferraio e falegname, discendeva da Samuel Lincoln (1622-90), un emigrante inglese originario di Hingham (Norfolk) e che andrà a stabilirsi nell'omonima Hingham (Massachusetts) ad appena 16 anni[10]. I nipoti di Samuel inizieranno la migrazione familiare in direzione del West, passando per il New Jersey, la Pennsylvania e la Virginia[11].

Thomas Herring Lincoln, padre del futuro presidente, nel 1857.

Il nonno paterno del futuro presidente, il capitano Abraham Lincoln, si trasferirà nella contea di Jefferson (Kentucky) con tutta probabilità all'inizio del 1780[12]; qui 6 anni più tardi rimarrà ucciso durante un'incursione efettuata dai nativi americani degli Stati Uniti d'America durante la guerra indiana del Nord-Ovest. I suoi figli, tra cui Thomas di 8 anni e mezzo[13], assistettero impotenti all'attacco[14][15][16]. Dopo l'omicidio del padre il giovane Thomas inizierà la propria grande avventura verso la frontiera del West lavorando saltuariamente nel Tennessee prima di spostarsi con tutta la famiglia nella contea di Hardin (Kentucky) nei primi anni del XIX secolo[17][18].

La madre, cresciuta con la famiglia benestante dei Berry, viene ampiamente considerata figlia di Lucy Hanks seppur non sia mai stata rinvenuta alcuna registrazione della nascita di Nancy[19]. Secondo William Ensign, autore di The Ancestry of Abraham Lincoln, ella sarebbe stata figlia di Joseph Hanks[20]; tuttavia il dibattito è destinato a continuare sull'ipotesi se sia o meno nata al'interno di un legittimo vincolo matrimoniale. Un altro ricercatore, Adin Baber, sostiene invece che Nancy sia stata presumibilmente la filia di Abraham Hanks e Sarah Harper della Virginia[21].

Thomas Lincoln e Nancy Hanks si sposeranno il 12 giugno del 1806 nella Contea di Washington (Kentucky) per poi traferirirsi quasi subito a Elizabethtown (Kentucky)[22]; diventeranno i genitori di tre figli: Sarah, nata il 10 febbraio del 1807; Abraham, il 12 febbraio del 1809 e Thomas, che morirà durante la prima infanzia[23]. Nel corso del tempo a Thomas capiterà di affittare diverse fattorie, tra cui "Sinking Spring", al cui interno nascerà Abraham; tuttavia una controversia sorta sugli effettivi diritti terrieri e i titoli relativi all'affitto costrinse i Lincoln a spostarsi nuovamente[24][25].

La "Gollaher Cabin" si trova nel luogo in cui visse Lincoln bambino a "Knob Creek Farm" nell'odierno "Abraham Lincoln Birthplace National Historical Park" istituito nel 2001.

Nel 1811 la famiglia si trasferì per 13 km verso Nord, a "Knob Creek Farm", dove Thomas riuscirà ad acquisire titoli per 93 ettari di terreno. Dopo 4 anni il ricorrente in un'ennesima disputa territoriale provò a far espellere la famiglia dalla fattoria[25]; dei 330 ettari che Thomas deteneva inizialmente nel Kentucky ne pererà più di 81 in controversie sui titoli di proprietà[26].

Frustrato per la mancanza di sicurezza fornita dal sistema giudiziario locale egli vendette la terra che ancora gli rimaneva e cominciò a pianificare un movimento graduale che avrebbe dovuto portarlo fin nell'Indiana, laddove i tribunali sembravano essere più affidabili e pertanto la capacità di mantenere la terra più certa[27].

All'interno del "Lincoln Boyhood National Memorial" la "Lincoln Living Historical Farm" la quale rappresenta e reintegra una fattoria del tempo della gioventù di Abraham Lincoln.

Nel 1816 i Lincoln si attraversarono a Nord l'Ohio (fiume) in direzione dell'Indiana, un territorio libero e non sottoposto alla schiavitù negli Stati Uniti d'America come i precedenti; si fermeranno nel bel mezzo della foresta di "Hurricane Township"[28] nella contea di Perry (Indiana) (la loro terra diverrà parte della contea di Spencer (Indiana) quando questa sarà fondata nel 1818)[29][30].

A tutt'oggi la fattoria viene conservata come parte del "Lincoln Boyhood National Memorial". Nel corso della campagna per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1860 Abraham racconterà che la migrazione familiare fu in parte dovuta a causa dell'istituto che prevedeva lo schiavismo, ma soprattutto per colpa delle difficoltà incontrate nel libero possesso della terra[26][31].

Durante gli anni trascorsi tra il territorio del Kentucky e l'Indiana Thoms lavorerà come agricoltore, stipettaio e carpentiere[32]. Arriverà ad essere proprietario di aziende agricole, beni immobili e anche del bestiame. Pagò le tasse, partecipò ai Grand jury, valutò immobili per l'acquisto, servì nelle pattuglie che dovevano ritrovare gli schiavi fuggitivi rifugiatisi nelle campagne circostanti e li custodì come prigionieri. I coniugi Lincoln furono anche membri e partecipanti attivi di una chiesa separata del Battismo la quale aveva norme morali restrittive e si opponeva all'uso di bevande alcoliche, ma anche alla danza e alla schiavitù[33].

Entro un anno dall'arrivo della famiglia in Indiana Thomas ha dichiarò un podere pari a 65 ettari di terra. Nonostante alcune difficoltà finanziarie intercorse riuscì alfine ad ottenere un titolo di 32 ettari in quella che è divenuta in seguito nota come "Little Pigeon Creek Community"[34]. Prima della partenza della famiglia per l'Illinois nel 1830 Thomas aveva acquisito altri venti acri adiacenti alla sua proprietà[35].

La tomba di Nancy, madre del presidente.

Durante la gioventù di Lincoln nell'Indiana ebbero modo di verificarsi diversi eventi familiari significativi. Il 5 ottobre del 1818 Nancy Lincoln morirà di una forte nausea a causa di un'intossicazione dovuta a latte contaminato[36], lasciando così la primogenita undicenne Sarah a capo di una famiglia che includeva il padre, Abraham di 9 anni e Dennis Hanks, cugino orfano diciannovenne della defunta[37]. Il 2 dicembre del 1819 Thomas Lincoln si risposò con Sarah "Sally" Bush Johnston, una vedova di Elizabethtown, la quale aveva già tre figli[38].

Abraham si affezionerà molto alla sua matrigna ed avrà sempre un ottimo rapporto con lei, arrivando a chiamarla "madre"[39][40]. Coloro che conobbero Lincoln da adolescente in seguito ricordarono ch'egli rimase molto sconvolto per la morte prematura della sorella Sarah, da poco sposata con un certo Aaron Grigby, il 20 gennaio del 1828 mentre cercava di dare alla luce un figlio nato morto. Non aveva ancora compiuto 21 anni[41][42].

Nel corso della giovinezza Lincoln non amò mai particolarmente il duro lavoro associato alla vita di frontiera. Alcuni dei suoi vicini e finanche i membri della famiglia pensarono per un certo lasso di tempo che fosse solamente pigro, sempre tutto intento "a leggere, scarabocchiare, scrivere poesie e inventare indovinelli"[43][44][45]; credettero che lo facesse esclusivamente per evitarsi i lavori manuali più pesanti. Anche la nuova matrigna fu condotta a riconoscere che non fosse adatto al lavoro fisico, preferendogli di gran lunga gli studi e le letture[46].

Lincoln fu in gran parte un autodidatta. La sua istruzione formale da parte di diversi insegnanti itineranti rimase sempre ad intermittenza e largamente incompleta, il cui ammontare totale avrebbe potuto ammontare si e nò ad un normale anno scolastico; pur tuttavia rimarrà sempre un avido lettore e mantenne un interesse permanente nei confronti dell'apprendimento[47][48].

La famiglia, i vicini di casa e i compagni di scuola della prima giovinezza ricorderanno che Abraham lesse e rilesse la Bibbia di re Giacomo, le Favole del Greco Esopo, le opere di John Bunyan (inanzitutto il Il pellegrinaggio del cristiano), il Robinson Crusoe di Daniel Defoe, la Vita di Washington di Weems e l'autobiografia di Benjamin Franklin tra gli altri[49][50][51][52].

Con il suo farsi grande cominciò comunque ad assumersi la responsabilità delle faccende che ci si aspettava da lui nella sua qualità di "ragazzo di casa". Rispettò inoltre l'obbligo consuetudinario filiale di consegnare sempre al padre tutti gli eventuali guadagni dei lavoretti svolti occasionalmente fuori casa; questo continuerà fino a quando non compì 21 anni[53]. Abraham diverrà col tempo assai abile nell'uso dell'ascia. Decisamente alto per la sua età, si ritrovò ad essere anche forte e atletico[54]; si conquisterà una reputazione di forza e audacia a seguito di una partita di lotta combattuta in uno stato di gran competizione con l'allora famoso leader di un gruppo di banditi locali noto come "Clary's Grove boys"[55].

Ai primi di marzo del 1830, in parte per paura di un'epidemia di latte infetto lungo il fiume Ohio, diversi membri della famiglia si trasferiranno verso Ovest e giungeranno così nell'Illinois, uno Stato libero dalla schiavitù; si fermeranno nella contea di Macon (Illinois) a 16 km ad Ovest di Decatur (Illinois)[56][57]. Gli storici non sono concordi su chi abbia dato il via a questo ennesimo movimento; Thomas non avrebbe avuto alcuna ragione ovvia per lasciare tutto ad un tratto l'Indiana, mentre è una possibilità quella che altri membri della famiglia, incluso Dennis Hanks, non avrebbero potuto raggiungere la stabilità ed il reddito costante di Thomas[58].

Ricostruzione della capanna abitata dal giovane Abraham nel "Lincoln Log Cabin State Historic Site".

Dopo quest'ultimo trasferimento Abraham iniziò ad allontanarsi sempre più dal padre[59], in parte a causa della mancanza d'istruzione di lui, ed occasionalmente gli capito anche di dovergli prestare del denaro[60]. Nel 1831, mentre Thomas e altri familiari si preparavano a insediarsi in una nuova fattoria (oggi "Lincoln Log Cabin State Historic Site") nella contea di Coles Abraham fu abbastanza grande da poter assumere le proprie decisioni autonomamente[61].

Il "Berry Lincoln Store" a "Lincoln's New Salem".

Divenuto pertanto indipendente viaggiò lungo il fiume Sangamon e finì nel villaggio di New Salem (oggi "Lincoln's New Salem") nella contea di Sangamon (odierna contea di Menard (Illinois))[62]. Più tardi, a primavera inoltrata, il mercante Denton Offutt, lo ingaggiò assieme ad alcuni altri suoi amici per trasportare delle merci in battello fino a New Orleans attraverso i fiumi Sangamon, Illinois (fiume) e Mississippi (fiume). Dopo esservi giunto ed aver assistito in prima persona alla prassi schiavista se ne ritornò indietro ove rimase per i successivi 6 anni[63][64].

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune fonti il primo interesse o amore romantico di Abraham fu quello rivolto a Ann Rutledge, incontrata per la prima volta dopo che egli si era trasferito a New Salem; queste stesse fonti indicherebbero che già nel 1835 si trovassero coinvolti in una relazione, anche se non ancora formalmente impegnati[65]. La ragazza morirà a 22 anni il 25 agosto del 1835, con molta probabilità di febbre tifoide[66]. In realtà nei primi anni 1830 ebbe a conoscere Mary Owens quando questa fece visita alla sorella dal natio Kentucky[67].

Verso la fine del 1836 acconsentirà ad un incontro con la giovane appena ella fosse tornata a New Salem; a novembre cominciò a corteggiarla per un breve lasso di tempo; entrambi in ogni caso avranno dei ripensamenti. Il 16 di agosto dell'anno seguente Abraham le scrisse una lettera in cui suggeriva che non l'avrebbe biasimata se si fosse decisa a troncare il rapporto; non otterrà mai una risposta e la corte terminò bruscamente[67].

Il presidente assieme al figlio Tad nel 1864
Fotoritratto di Mary Todd Lincoln assieme a Willie e Tad nel 1860

Nel 1840 si fidanzerà con la futura Mary Todd Lincoln, proveniente da una famiglia benestante di schiavisti di Lexington (Kentucky)[68]; si erano conosciuti a Springfield (Illinois) nel dicembre precedente[69]. S'impegneranno reciprocamente esattamente 12 mesi dopo[70]. Il matrimonio, fissato per il 1° gennaio del 1841, sarà però bruscamente fatto cancellare quando i due interruppero la relazione per iniziativa unicamente di Abraham[69][71]. Più tardi s'incontreranno nuovamente durante una festa: infine si sposeranno il 4 novembre del 1842, nella villa della sorella già maritata di lei[72].

L'abitazione dei Lincoln a Springfield (Illinois), oggi "Lincoln Home National Historic Site".

Mentre si stava preparando alle nozze si sentì nuovamente ansioso tanto che quando gli venne chiesto dove stesse andando lo si sentì rispondere con un brusco: "all'Inferno, immagino!"[73] Nel 1844 la coppia acquistò un'abitazione nelle vicinanze dello studio legale di lui. Mary si occuparà della casa, spesso usufruendo dell'aiuto di una parente o di una giovane domestica a ore[74].

Risulterà un marito e padre affettuoso, sebbene spesso assente; avrà 4 figli:

Thomas "Tad" Lincoln III in uniforme militare nel 1864.

Abraham pare essere stato "straordinariamente appassionato di bambini"[77] e i Lincoln non furono mai considerati eccessivamente severi nei loro confronti[78]. La morte prematura di 3 dei loro figli causò degli effetti profondi su entrambi i genitori; più tardi l'ex First lady degli Stati Uniti d'America dovrà affrontare gli effetti di una condizione di stress provocata dalla fine tragica del marito talmente grave che Robert la dovrà far ricoverare temporaneamente in un manicomio nel 1875[79]. Abraham soffrì per tutta la vita di "malinconia" cronica, una condizione che ai giorni nostri viene denominata disturbo depressivo[80].

Il suocero di Abraham e altri della famiglia Todd furono tutti o proprietari o mercanti di schiavi; Lincoln rimarrà vicino ai parenti della moglie ed occasionalmente continuerà a fare visita alla loro tenuta[81]. Durante il suo mandato presidenziale a Mary verrà riconosciuta una particolare abilità e doti culinarie; tali capacità soddisfecero i gusti di Abraham, particolarmente appassionato degustatore di ostriche importate[82].

Inizio carriera e servizio nella milizia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1832 assieme ad un socio acquisterà a credito un piccolo emporio a New Salem[83]. Sebbene l'economia nella regione si trovasse ad essere in una fase di piena espansione gli affari faticarono ad ingranare e Abraham alla fine si ritovò costretto a vendere la propria quota partecipativa. In marzo di quello stesso anno darà il via alla sua carriera politica con la sua 1° campagna elettorale per l'assemblea generale dell'Illinois; riuscirà presto a guadagnarsi una certa popolarità locale ed arrivò ad attrarre folle come un naturale Storytelling, anche se gli mancavano un'educazione formale, amici potenti e soprattutto denaro (il che può essere uno dei motivi per cui perderà le elezioni). Sostenne lo sviluppo e il miglioramento della navigazione del Sangamon[84][85].

Ma prima della scadenza elettorale dovrà servire in qualità di capitano nella milizia statale nel corso della Guerra di Falco Nero[86] contro i Sauk (popolo); racconterà in seguito di aver dovuto difendere un nativo americano dai suoi suoi stessi sottoposti[87]. Al suo ritorno proseguì la propria personale campagna fino al 6 di agosto. Alto 1.93 m era "abbastanza forte da intimidire un qualsiasi rivale gli si parasse davanti"[88]; al suo primo dibattito pubblico, appena intravide un suo sostenitore aggredito nel bel mezzo della folla assiepata si recò direttamente ad afferrare l'assalitore per il collo gettandolo subito dopo a forza a sedere per terra[89]. Terminerà 8° su 13 candidati (di cui i primi 4 eletti), sebbene avesse ricevuto 277 preferenze sul totale dei 300 votanti del paese[90].

S'impiego poco dopo all'ufficio postale e successivamente come ispettore di contea; nel frattempo passava tutto il suo tempo libero a leggere voracemente. Decise quindi di diventare avvocato ed iniziò così a studiare giurisprudenza con i Commentaries on the Laws of England di William Blackstone e altri testi legali. Nei riguardi del proprio metodo di apprendimento affermerà: "ho sempre imparato da solo!"[91] La sua 2° campagna nel 1834 incontreerà il successo sperato; sebbene avesse corso come rappresentante del Partito Whig molti esponenti del Partito Democratico lo favoriranno preferendolo rispetto ad un avversario Whig più potente[92].

Il "Lincoln-Herndon Law Offices State Historic Site" a Springfield (Illinois).

Ammesso all'albo avvocatizio nel 1836[93] si trasferirà a Springfield (Illinois) ed iniziando ad esercitare la professione sotto le cure di John Todd Stuart, cugino di Mary Todd[94]. Diventerà un avvocato capace e di successo con la reputazione di avversario formidabile nel corso degli esami incrociati e durante le arringhe conclusive. Dal 1841 e fino al 1844 collaborerà attivamente anche con Stephen Trigg Logan; a seguire praticò assieme a William Henry Herndon (che aveva 10 anni di meno), che Abraham considererà un "giovane e serio studioso"[95].

Nel suo ufficio parlamentare servirà per 4 mandati successivi nella Camera dei rappresentanti dell'Illinois nella qualità di rappresentante Whig per la contea di Sangamon[96]. Sostenne la costruzione del "Illinois and Michigan Canal" ed in cui rimarrà in seguito coinvolto come commissario del canale[97]. Nella sessione legislativa 1835-36 voto a favore dell'estensione del diritto di voto a tutti i maschi bianchi, fossero essi proprietari terrieri o meno[98]. Fu noto per avere posizioni relativamente vicine a quelle del Free Soil Party, ma in opposizione sia ai fautori della schiavitù negli Stati Uniti d'America che ai teorici più radicali dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America.

Avrà modo di articolare la sua opinione personale nel 1837 dichiarando: "l' istituzione della schiavitù si fonda sia sull'ingiustizia che sulla cattiva politica, ma la promulgazione delle dottrine dell'abolizione tende piuttosto ad aumentare che ad attenuare i suoi mali"[99]. In questo seguì molto da vicino la posizione del giurista Henry Clay nel sostenere il programma dell'American Colonization Society il quale tendeva a rendere pratica l'abolizione della schiavità attraverso la promozione di iniziative che la supportassero ed aiutando gli schiavi liberati a stabilirsi in Liberia[100].

Abraham Lincoln nel 1846 circa.

Camera dei rappresentanti: 1847-49[modifica | modifica wikitesto]

Dall'inizo degli anni 1830 in avanti fu un tenace militante Whig e ancora nel 1861 professo agli amici di essre "un vecchio allineato Whig, un discepolo di Henry Clay"[101]. Il Partito favorì la modernizzazione economica del paese soprattutto nel settore bancario, ma anche attraverso l'assunzione di tariffe doganali volte al protezionismo per finanziare i progressi interni, compresa l'espansione della rete ferroviaria e consigliando l'urbanizzazione[102].

Nel 1843 gareggiò per la nomina Wghit nel 7° distretto statale della Camera dei rappresentanti, ma risulterà sconfitto da John Jay Hardin; ottenne tuttavia il sostegno al principio di rotazione in base al quale Harin si sarebbe dovuto ritirare alla scadenza del 1° mandato e consentire in tal maniera la nomina di un altro candidato. Sperò che l'aver stipulato quest'accordo lo avrebbe condotto alla nomina nel 1846[103]; difatti venne eletto per un periodo di 2 anni. Fu l'unico rappresentante Whig nella delegazione dell'Illinois, ma mostrò la sua lealtà alle direttive del Partito partecipando a quasi tutte le votazioni e pronunziando discorsi che facevano eco alla linea ufficiale[104].

In collaborazione con il deputato abolizionista Joshua Reed Giddings sottoscrisse una proposta legislativa volta ad abolire la schiavitù a Washington dietro un pagamento agli ex proprietari come forma di risarcimento, ma anche l'aplicazione rigorosa della Fugitive Slave Act oltre che la richiesta di un referendum sulla questione da sottoporre al voto popolare. Dovrà però abbandonare il progetto quando fallì nell'intento di procurarsi sufficienti sostenitori tra i Whig[105].

Sulla politica estera e militare espresse un giudizio negativo sulla guerra Messico-Stati Uniti del 1846-48, che attribuì principalmente al desiderio di "gloria militare" della presidenza di James Knox Polk: "quell'arcobaleno attraente che si trasforma in una pioggia di sangue"[106]. Appoggiò anche la Condizione Wilmot (dal nome del suo proponente David Wilmot) che, se fosse stata adottata, avrebbe proibito la schiavitù in qualsiasi territorio messicano conquistato dall'Unione[107].

Quando il suo mandato finì, si dedicò principalmente a guadagnarsi da vivere come avvocato.

Attività legale[modifica | modifica wikitesto]

A Springfield dimostrò subito la propria abilità di oratore, tanto che durante i processi a cui egli partecipava la gente accorreva per ascoltarlo. La gente capiva ciò che diceva grazie al suo linguaggio semplice. Una causa che riuscì a vincere fu per una truffa nel commercio dei cavalli: la vittoria venne a colpi di ironia contro il pubblico ministero, che si era messo la camicia al contrario, riuscendo a scoraggiarlo e vincere la causa.

Lincoln divenne famoso nell'ambiente legale dell'Illinois alla metà degli anni 1850, specialmente per la sua partecipazione a processi riguardanti interessi in competizione nel campo dei trasporti, sia fluviali sia ferroviari. Ad esempio egli rappresentò la Alton & Sangamon Railroad in un processo del 1851 contro uno dei suoi azionisti, James A. Barret: quest'ultimo si era rifiutato di pagare il dovuto all'impresa con la motivazione che essa aveva cambiato il percorso progettato inizialmente.

Lincoln sostenne che, secondo la legge, una società non è legata dal suo statuto originario quando questo può essere corretto nell'interesse del pubblico, che il nuovo percorso era migliore, meno costoso e di conseguenza la società aveva il diritto di citare il sig. Barret per il suo mancato pagamento. Lincoln vinse la causa e la decisione da parte della Corte Suprema dell'Illinois fu citata da molte altre corti in tutti gli Stati Uniti.

Un altro importante esempio del talento di Lincoln come avvocato per le ferrovie fu una causa su un'esenzione dalle tasse che lo Stato concesse all'Illinois Central Railroad. La contea di McLean sostenne che lo Stato non aveva l'autorità per concedere una simile esenzione e voleva tassare comunque la società. Nel gennaio del 1856 la Corte Suprema dell'Illinois decise di confermare l'esenzione dalle tasse, dichiarandosi d'accordo con gli argomenti di Lincoln.

Abraham Lincoln nel 1854

Politico repubblicano: 1854-60[modifica | modifica wikitesto]

Il Kansas-Nebraska Act del 1854, che aprì i due citati territori alla schiavitù (annullando quindi i limiti alla diffusione della schiavitù che erano parte del Compromesso del Missouri del 1820), aiutò inoltre Lincoln a tornare nella politica. A farlo risaltare rispetto agli altri fu un discorso contro il Kansas-Nebraska, il 16 ottobre 1854 a Peoria.

Durante la sua campagna (perdente) per essere eletto senatore nel 1858 contro Stephen A. Douglas, Lincoln condusse molti dibattiti contro Douglas in una serie di eventi che rappresentarono una discussione a livello nazionale su problemi che avrebbero presto diviso la nazione in due. Tali dibattiti furono l'anticipazione delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1860, in cui Douglas e Lincoln erano nuovamente pretendenti. Il 6 novembre 1860 Lincoln venne eletto sedicesimo Presidente degli Stati Uniti d'America, il primo repubblicano a raggiungere tale carica.

Nomination presidenziale e campagna elettorale: 1860[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la sua elezione, la parte Sud degli Stati Uniti fece vedere inequivocabilmente che la secessione era inevitabile, il che aumentò notevolmente la tensione che attraversava la nazione. Lincoln sopravvisse a un tentativo di assassinio a Baltimora e il 21 febbraio 1861 arrivò a Washington in segreto e sotto mentite spoglie. I sudisti attaccarono Lincoln per questa sua misura di prudenza, ma l'impegno nella protezione della sua carica, della sua politica e della sua stessa vita non era da sottovalutare: i fatti dimostrarono che Lincoln aveva ragione a non esporsi inutilmente, dato che fu assassinato pochi anni dopo.

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Abraham Lincoln.

Elezioni del 1860 e secessione[modifica | modifica wikitesto]

All'insediamento di Lincoln il 4 marzo 1861, i Turner formarono la sua guardia del corpo; era inoltre presente una considerevole guarnigione di truppe federali, pronta a proteggere il presidente e la capitale dall'invasione dei ribelli.

Lincoln e la schiavitù[modifica | modifica wikitesto]

Lincoln nel 1858

La posizione di Lincoln riguardo alla liberazione dalla schiavitù degli afroamericani è a tutt'oggi oggetto di controversie, nonostante la frequenza e la chiarezza con cui la sostenne sia prima della sua elezione come presidente (vedi Controversie Lincoln-Douglas del 1858), sia dopo (vedi Primo discorso inaugurale di Lincoln). Espose la sua posizione con forza e in brevi parole in una lettera a Horace Greeley del 22 agosto 1862.

« Io salverei l'Unione. La salverei nella maniera più rapida al cospetto della Costituzione degli Stati Uniti. Prima potrà essere ripristinata l'autorità nazionale, più simile sarà l'Unione "all'Unione che fu". Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione, a meno di non potere allo stesso tempo salvare la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione a meno di non poter al tempo stesso sconfiggere la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Il mio obiettivo supremo in questa battaglia è di salvare l'Unione, e non se porre fine o salvare la schiavitù. Se potessi salvare l'Unione senza liberare nessuno schiavo, io lo farei; e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, io lo farei; e se potessi salvarla liberando alcuni e lasciandone altri soli, io lo farei anche in questo caso. Quello che faccio al riguardo della schiavitù e della razza di colore, lo faccio perché credo che aiuti a salvare l'Unione; e ciò che evito di fare, lo evito perché non credo possa aiutare a salvare l'Unione. Dovrò fermarmi ogni volta che crederò di star facendo qualcosa che rechi danno alla causa, e dovrò impegnarmi di più ogni volta che crederò che fare di più rechi giovamento alla causa. Dovrò provare a correggere gli errori quando dimostreranno d'essere errori; e dovrò adottare nuove vedute non appena mostreranno di essere vedute corrette »

« Ho sostenuto qui i miei propositi in accordo con il punto di vista dei miei obblighi ufficiali; e non ho intenzione di modificare la mia più volte ribadita volontà personale che tutti gli uomini possano essere liberi »

In ogni caso, al momento in cui scrive questa lettera, Lincoln stava già andando verso l'emancipazione, cosa che avrebbe portato al Proclama di emancipazione. È inoltre rivelatoria la sua lettera scritta un anno dopo a James Conkling il 26 agosto 1863, che comprendeva il seguente estratto:

« C'è voluto più di un anno e mezzo per sopprimere la ribellione prima che fosse tenuta la proclamazione, gli ultimi cento giorni dei quali passati con l'esplicita coscienza che stava arrivando, senza essere avvertita da quelli in rivolta, ritornando alle loro faccende. La guerra è progredita in modo a noi favorevole dall'annuncio della proclamazione. So, per quanto sia possibile conoscere le opinioni degli altri, che alcuni comandanti delle nostre armate in campo, che ci hanno dato i successi più importanti, credono nella politica dell'emancipazione e l'uso delle truppe di colore costituisce il colpo più pesante finora sferrato alla Ribellione, e che almeno uno di questi importanti successi non sarebbe stato raggiunto se non fosse stato per l'aiuto dei soldati neri. Tra i comandanti che hanno queste opinioni ve ne sono alcuni che non hanno mai avuto alcuna affinità con quello che viene chiamato abolizionismo o con le politiche del partito repubblicano ma le sostengono dalla prospettiva puramente militare. Sottometto queste opinioni come intitolate a una certa rilevanza contro le obiezioni spesso mosse che emancipare e armare i neri siano scelte militari poco sagge e non siano state adottate come tali in buona fede »

« Voi dite che non combatterete per liberare i negri. Alcuni di loro sembrano disposti a lottare per voi; ma non importa. Combattete allora esclusivamente per salvare l'Unione. Ho emanato la proclamazione di proposito per aiutarvi a salvare l'Unione. Nel momento in cui avrete vinto tutta la resistenza all'Unione, se vi inciterò a combattere ancora, sarà il momento buono per voi di dichiarare che non combatterete per liberare i negri »

« Ho pensato che nella vostra lotta per l'Unione, a qualsiasi livello i negri abbiano cessato di aiutare il nemico, a tale livello hanno indebolito la resistenza del nemico nei vostri confronti. La pensate diversamente? Ho pensato che qualsiasi negro che possa essere impiegato come soldato, lascia meno da fare ai soldati bianchi per salvare l'Unione. Vi sembra vada diversamente? Ma i negri, come le altre persone, agiscono in base a motivazioni. Perché dovrebbero fare qualcosa per noi, se non faremo niente per loro? Se mettono a rischio le loro vite per noi, devono essere spinte dal più forte dei motivi - anche la promessa della libertà. E la promessa fatta, deve essere mantenuta »

Lincoln si incontra con il suo gabinetto per la prima lettura della bozza della Proclamazione di emancipazione, il 22 luglio 1862. Dirà in seguito: "Non mi sono mai, nella mia vita, sentito più certo di stare facendo la cosa giusta, che quando firmai quel documento."

Guerra civile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra di secessione americana.

La guerra fu una fonte di costante frustrazione per il presidente e occupò quasi tutto il suo tempo. Dopo ripetute delusioni da parte del generale George McClellan e di una fila di altri comandanti generali di scarso successo, Lincoln prese la coraggiosa decisione di nominare comandante dell'esercito un militare energico e combattivo ma dal passato turbolento e dalla carriera caratterizzata da successi ma anche da fallimenti: il generale Ulysses S. Grant. Grant avrebbe applicato le sue capacità militari, la sua tenacia e il suo talento nella conduzione degli uomini, per arrivare alla fine della guerra.

Quando Richmond, la capitale confederata, venne infine conquistata, Lincoln vi si recò per compiere un gesto pubblico, sedendosi alla scrivania di Jefferson Davis, e dicendo in maniera simbolica alla nazione che il Presidente degli Stati Uniti aveva autorità su tutto il territorio. Venne accolto in città come un eroe conquistatore dagli schiavi liberati, i cui sentimenti vennero riassunti dalla frase di un ammiratore, "So che sono libero perché ho visto il volto di Padre Abramo e l'ho udito". La ricostruzione dell'Unione pesò molto nel pensiero del presidente. Egli era determinato a intraprendere un percorso che non avrebbe alienato permanentemente gli ex stati confederati.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1864.

Nel 1864, Lincoln fu il primo e unico presidente ad affrontare un'elezione presidenziale durante la guerra. La durata della guerra e la questione dell'emancipazione apparvero ostacolare gravemente le sue prospettive e una sconfitta elettorale nei confronti del candidato democratico George McClellan appariva probabile. Comunque, una serie di tempestive vittorie dell'Unione, poco prima del giorno delle elezioni, cambiarono la situazione in modo sostanziale e Lincoln venne rieletto.

L'esterno del teatro Ford nel 1865.

Durante la guerra di secessione Lincoln ebbe poteri che nessun presidente precedente aveva detenuto; sospese il precetto dell'habeas corpus e imprigionò di frequente le spie e i simpatizzanti sudisti senza processo. D'altra parte, spesso annullò le esecuzioni. Famosa è rimasta la cosiddetta "lettera di Bixby", inviata dal presidente Lincoln nel novembre del 1864 a Lydia Bixby, madre di cinque figli che si riteneva erroneamente che fossero rimasti uccisi durante la guerra di secessione. Il testo di tale lettera è ritenuto uno dei migliori scritti di Lincoln. Se ne riporta appresso la traduzione.

« Casa dell'esecutivo,
Washington, 21 novembre 1864.
Gentile Signora,
il Dipartimento di guerra mi ha mostrato una dichiarazione del Generale del Massachusetts che lei è la madre di cinque figli che sono morti gloriosamente sul campo di battaglia. Sento che le mie parole per alleviarle il dolore di una così forte perdita sono deboli ed inutili. Ma non posso evitare di scriverle perché sono il ringraziamento della Repubblica per la cui salvezza hanno lottato. Prego il Padre Celeste perché l'orgoglio per il sacrificio dei suoi figli sull'altare della libertà prevalga sul dolore per la loro assenza.
I più sinceri e cordiali saluti
A. Lincoln »

Strategia militare dell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

Generale McClellan[modifica | modifica wikitesto]

Proclama di emancipazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Abolizionismo negli Stati Uniti d'America e Proclama di emancipazione.

Lincoln è accreditato come colui che liberò gli schiavi afroamericani con il Proclama di emancipazione, che liberò gli schiavi nelle aree della Confederazione non ancora controllate dall'Unione; nei territori del Nord il Proclama di emancipazione non attuò cambiamenti radicali, in quanto il sistema economico-lavorativo non si basava sullo schiavismo. Tuttavia Lincoln mantenne temporaneamente la schiavitù negli Stati dell'Unione al confine con i Confederati, il Missouri, il Kentucky, il Delaware e il Maryland, per non perdere i suddetti stati che appartenevano all'Unione ma non si erano pronunciati sulla questione della schiavitù. L'abolizione della schiavitù negli stati ribelli, uno degli obiettivi della guerra, divenne l'impulso per la modifica del tredicesimo e del quattordicesimo emendamento della costituzione americana, che rispettivamente abolivano la schiavitù e stabilivano i diritti civili federali. Nonostante le conseguenze che ebbe la sua azione determinante nella lotta alla schiavitù, le sue posizioni sul problema delle diverse popolazioni non erano naturalmente come quelle odierne. A dimostrazione di ciò è chiarificante una sua dichiarazione del 1858:

« Non sono, e non sono mai stato, favorevole a una qualsiasi realizzazione della parità sociale e politica della razza bianca e nera; esiste una differenza fisica tra la razza bianca e nera che credo impedirà per sempre alle due razze una convivenza in termini di parità sociale e politica. E poiché esse non possono convivere in questa maniera, finché rimangono assieme ci dovrà essere la posizione superiore e inferiore, e io, al pari di chiunque altro, sono favorevole a che la posizione superiore venga assegnata alla razza bianca »

Alcuni studiosi, tra cui Stacy Pratt McDermott[108], ammoniscono a non dare facili ed errate interpretazione della visione di Lincoln sulle uguaglianze razziali scrivendo che le frasi sopra riportate sono tipiche manifestazioni della psicologia di chiunque in quel periodo: nessuno è indenne dallo spirito del tempo, per cui non si possono impiegare acquisizioni culturali recenti per giudicare uomini dell'Ottocento, scrive McDermott. Altrimenti, se un antischiavista come Lincoln fosse equiparato a uno schiavista come Douglas, sarebbe la fine della storia in un mondo confuso e uniforme.

Discorso di Gettysburg[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Discorso di Gettysburg.
(EN)

« [Democracy is the] government of the people, by the people, for the people. »

(IT)

« [La democrazia è] il governo del popolo, dal popolo, per il popolo. »

(A. Lincoln, dal discorso per l'inaugurazione del Cimitero Nazionale Militare a Gettysburg il 19 novembre 1863)

Lincoln mostrò un carisma magnetico alla popolazione dell'Unione durante la guerra come è evidenziato dal discorso di Gettysburg, un discorso tenuto in occasione della dedica di un cimitero per i soldati dell'Unione morti nella battaglia di Gettysburg del 1863. Mentre la maggioranza di coloro che tennero discorsi (come per esempio Edward Everett) parlarono a lungo dell'evento, alcuni per ore, le poche parole scelte da Lincoln risuonarono attraverso la nazione e la storia, sconfiggendo la predizione fatta da Lincoln stesso che "il mondo non le annoterà, e non sarà ricordato a lungo quello che diciamo qui". Mentre ci sono pochi documenti relativi agli altri discorsi del giorno, quello di Lincoln è ritenuto essere uno dei più grandi della storia.

Generale Grant[modifica | modifica wikitesto]

Rielezione nel 1864[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Ridefinizione della repubblica e del repubblicanesimo[modifica | modifica wikitesto]

Altre disposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nomine giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Corte Suprema degli Stati Uniti.

Nuovi Stati ammessi nell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

Omicidio e funerali di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Assassinio di Abraham Lincoln.
Il palco presidenziale al Teatro Ford.

Dopo la fine della guerra, Lincoln si era incontrato di frequente con il generale Grant. I due uomini pianificavano la ricostruzione del Paese ed era nota a tutti la loro stima reciproca. Durante il loro ultimo incontro, il 14 aprile 1865 (Venerdì Santo), Lincoln aveva invitato il generale Grant a un evento mondano per quella sera, ma Grant aveva declinato.

La sedia in cui era seduto il presidente quando fu colpito a morte.

Senza la compagnia del generale e senza la sua guardia del corpo Ward Hill Lamon i Lincoln andarono al Ford's Theatre, a Washington, dove era in programma Our American Cousin, una commedia musicale dello scrittore britannico Tom Taylor (1817-1880). Nell'istante in cui Lincoln prese posto nel palco presidenziale, John Wilkes Booth, un attore della Virginia simpatizzante sudista, entrò nel palco e sparò un colpo di pistola calibro 44 alla testa del Presidente, gridando "Sic semper tyrannis!" (Latino: "Così sia sempre per i tiranni!" - motto dello Stato della Virginia e frase storicamente pronunciata da Bruto nell'uccidere Cesare). Secondo alcune testimonianze aggiunse poi "Il Sud è vendicato", saltando successivamente giù dal palco e rompendosi conseguentemente una gamba.

I cospiratori avevano pianificato l'assassinio di altri ufficiali del governo nello stesso istante, ma Lincoln fu l'unica vittima. Booth si trascinò al proprio cavallo e riuscì a fuggire, mentre il Presidente colpito a morte fu portato in una casa dall'altro lato della strada oggi chiamata Petersen House, dove giacque in coma per alcune ore prima di morire. Fu ufficialmente dichiarato morto alle 7:22 del mattino del 15 aprile 1865.

Booth fu scoperto nascosto in un granaio e venne ucciso; diversi altri cospiratori vennero infine catturati e impiccati o imprigionati. Quattro persone furono giudicate da un tribunale militare e impiccate per complicità nell'assassinio: David Herold, George Atzerodt, Lewis Powell (alias Lewis Payne) e Mary Surratt (la prima donna a essere giustiziata negli Stati Uniti). Tre persone vennero condannate all'ergastolo (Michael O'Laughlin, Samuel Arnold, e Samuel Mudd), mentre Edman Spangler fu condannato a sei anni di carcere. John Surratt, giudicato successivamente da una corte civile, fu prosciolto. L'equità delle condanne, in particolare quella di Mary Surratt, è stata messa in discussione ed esistono dubbi sul grado del suo coinvolgimento nella cospirazione.

Negli Stati Uniti è entrata nel folclore la "leggenda sulle coincidenze Lincoln-Kennedy", riguardante le pretese concomitanze tra i decessi dei due presidenti.

Il treno funebre di Lincoln

Il corpo di Lincoln fu riportato in Illinois in treno, con un grandioso corteo funebre che attraversò diversi stati. L'intera nazione pianse l'uomo che molti consideravano il salvatore degli Stati Uniti, nonché protettore e difensore di ciò che Lincoln stesso chiamava "il governo della gente, dalla gente e per la gente".

Riesumazione della salma[modifica | modifica wikitesto]

Lincoln venne seppellito all'Oak Ridge Cemetery di Springfield, dove nel 1874 fu terminata la costruzione di una tomba in granito alta 54 metri, sormontata da diverse statue di bronzo. Vi sono sepolti anche sua moglie e tre dei suoi quattro figli (Robert è sepolto nel Cimitero nazionale di Arlington). Negli anni successivi alla sua morte vennero compiuti dei tentativi di rubare la salma di Lincoln allo scopo di ottenere un riscatto. Attorno al 1900 Robert Todd Lincoln decise che per prevenire il furto del corpo era necessario costruire una cripta permanente per il padre. La bara di Lincoln fu racchiusa da spesse pareti di cemento, circondate da una gabbia, e sepolta sotto una lastra di pietra. Il 26 settembre 1901 il corpo di Lincoln venne riesumato così da poter essere nuovamente sepolto nella nuova cripta. I presenti (23 persone compreso Robert Lincoln) - temendo che il corpo potesse essere stato trafugato negli anni intercorsi - decisero comunque di aprire la bara per controllare: quando l'aprirono, furono meravigliati dallo stato di conservazione del corpo, che era stato imbalsamato. Era infatti perfettamente riconoscibile, a più di trent'anni dalla morte.

Sul suo petto vennero rinvenuti i resti della bandiera americana (piccoli brandelli rossi, bianchi e blu) con la quale era stato seppellito, e che si era ormai sgretolata. Tutte e 23 le persone che videro i resti di Lincoln sono scomparse da tempo: l'ultima di queste fu Fleetwood Lindley, che morì il 1º febbraio 1963. Tre giorni prima di morire, Lindley venne intervistato. Disse: «Sì, la sua faccia era bianca come il gesso. I suoi vestiti umidi. Mi venne permesso di reggere una delle strisce di pelle quando calammo il feretro per versare il cemento. Non fui spaventato al momento, ma dormii con Lincoln per i sei mesi successivi».[109]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Abbondano molte notizie e affermazioni sul fatto che la salute di Lincoln stesse diminuendo proprio poco prima dell'assassinio; queste sono però spesso basate solamente su fotografie che sembrano mostrare una perdita di peso e una certa atrofia muscolare. Si è ipotizzato anche che soffrisse di una rara malattia genetica, la MEN2b (Multiple endocrine neoplasia type 2b)[110] la quale si manifesta con carcinoma midollare della tiroide, neuromi della mucosa e aspetto marfanoide.

Altri affermano semplicemente che soffrisse della sindrome di Marfan (allungamento della parte inferiore del corpo, piedi, mani e gambe molto lunghe e una testa caratteristicamente allungata) basandosi sulla sua altezza, dalle dita sottili e dall'associazione con una possibile insufficienza aortica; essa può causare il dondolio della testa - il "segno di Alfred De Musset" - fondandosi sulla presunta prova data dall'annebbiamento della testa di Lincoln presente nelle fotografie, che allora avevano bisogno di un lungo tempo di preparazione ed esposizione. Nel 2009 l'analisi del DNA veniva rifiutata dal museo "Grand Army of the Republic" di Filadelfia[110].

Visione religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Come per il deismo di Thomas Jefferson, anche la visione religiosa di Lincoln è stata molto dibattuta. Pubblicamente era un cristiano protestante, ma le sue intime convinzioni sono tuttora discusse. Da giovane, Lincoln era chiaramente uno scettico, o, nelle parole di un biografo, anche un iconoclasta.[111] Più tardi nella vita, l'uso frequente di Lincoln di un linguaggio e di immagini religiose nei discorsi potrebbero essere viste come una revisione delle proprie convinzioni personali o essere un espediente per fare appello al suo pubblico, per lo più composto da evangelici. Non aderì mai a nessuna chiesa, anche se spesso partecipò a funzioni religiose con la moglie, tuttavia citava spesso la Bibbia e aveva una profonda dimestichezza con essa.[112]

Nel 1840 Lincoln aderì alla "dottrina della necessità", una credenza di tipo fatalista che affermava che la mente umana era controllata da una forza superiore. Nel 1850, riconobbe l'esistenza di una "provvidenza", in modo generale, ma raramente usò il linguaggio o le immagini degli evangelici, però considerava il repubblicanesimo dei Padri Fondatori con una reverenza quasi religiosa. Quando subì la morte di suo figlio Edward, Lincoln riconobbe più frequentemente il proprio bisogno di dipendere da Dio. La morte di un altro figlio, Willie, nel febbraio 1862, potrebbe aver spinto Lincoln a rivolgersi verso la religione in cerca di risposte e di conforto. Dopo la morte di Willie, Lincoln espresse perché, dal punto di vista divino, la gravità della guerra imminente era resa necessaria. Scrisse in quei momenti, che Dio "avrebbe potuto decidere di salvare o distruggere l'Unione, senza un concorso umano. Però, dato che la guerra era iniziata, lui poteva dare la vittoria finale ad entrambi gli schieramenti in un solo giorno. Il giorno dell'assassinio al Teatro Ford, si racconta che abbia detto alla moglie Mary che voleva visitare la Terra Santa.[113]

Controversie sulla sessualità di Lincoln[modifica | modifica wikitesto]

Benché fosse sposato, ed il suo legame con la moglie fosse molto forte e intimo[114], e avesse avuto relazioni con donne, alcuni biografi hanno recentemente ipotizzato che Lincoln fosse bisessuale o segretamente omosessuale, tesi respinta da molti storici, soprattutto di area conservatrice.[115] Tra i documenti citati, alcune lettere giovanili e la dichiarazione della matrigna di Lincoln, che affermò che Abraham non aveva alcun interesse per le donne.[116] Comunemente, nell'America del XIX secolo, gli uomini potevano dividere il letto con altri uomini. Per esempio, quando avvocati e giudici viaggiarono con Lincoln, gli avvocati spesso dormivano "due in un letto e otto in una stanza".[117] Dalle fonti storiche risulta che Lincoln dormì nello stesso letto con almeno 11 ragazzi e uomini durante la sua giovinezza e l'età adulta.[118]

Non risulta che Lincoln abbia cercato di nascondere tali fatti e, in qualche conversazione, ne parlò apertamente lui stesso. Un'altra storia a proposito è la sua stretta amicizia con Joshua Fry Speed, conosciuto a Springfield nel 1837. Vissero insieme per quattro anni, durante i quali occuparono lo stesso letto durante la notte (un grande letto matrimoniale, secondo alcune fonti) e stretto un'amicizia che sarebbe durata fino alla loro morte.[119] Anche William Herndon e un quarto uomo avrebbero dormito nella stessa stanza.[120] Gli storici affermano anche che non era insolito per due uomini condividere anche un piccolo letto per ragioni finanziarie o di altro tipo, senza che ciò implicasse coinvolgimento sessuale.[116]

Reputazione storica[modifica | modifica wikitesto]

Commemorazioni[modifica | modifica wikitesto]

La scultura di Lincoln nel Lincoln Memorial, opera di Daniel Chester French

Lo scultore italo-americano Attilio Piccirilli avrebbe collaborato con French alla gigantesca statua di Abraham Lincoln seduto in atteggiamento pensoso, che si trova a Washington.[121]

Lincoln è stato ricordato in molti modi. Diverse città statunitensi portano il suo nome, soprattutto Lincoln, la capitale del Nebraska. Gli è stato dedicato il Lincoln Memorial di Washington ed è raffigurato sulla banconota da cinque dollari, sulla moneta da un centesimo e nel monumento del Monte Rushmore. La tomba di Lincoln e la casa di Lincoln a Springfield, New Salem (una ricostruzione della cittadina dove visse all'inizio dell'età adulta), il Ford's Theater e la Petersen House sono tutti luoghi conservati come musei.

Il 12 febbraio 1892, il compleanno di Lincoln venne dichiarato festività federale degli Stati Uniti, anche se venne in seguito combinato con il compleanno di George Washington nel President's Day (sono ancora celebrati separatamente in Illinois). Il sottomarino Abraham Lincoln (SSBN-602) e la portaerei Abraham Lincoln (CVN-72) sono stati battezzati in suo onore.

Il grande prestigiatore Harry Houdini realizzò con le sue tecniche illusionistiche una fotografia ritoccata che lo ritraeva insieme al "fantasma" di Lincoln, questo per svelare i trucchi delle fotografie spiritiche, molto diffuse alla fine dell'Ottocento e inizio Novecento.[122] Alcune di esse, oggi ritenute false, ritraevano proprio Lincoln dopo la sua morte, insieme alla moglie ancora viva (quest'ultima era divenuta una seguace dello spiritismo, nel frattempo).[123]

Arti e cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Monte Rushmore: Il volto di Lincoln è a destra

Quando Lincoln venne assassinato, nel 1865, il poeta statunitense Walt Whitman scrisse, in suo onore, la famosissima poesia O capitano! Mio capitano! (O captain! My captain!).

Alba di gloria (Young Mr. Lincoln) del 1939, film di John Ford con Henry Fonda nel ruolo del giovane Lincoln, racconta la storia dei primi anni a New Salem, dove emerge nei primi discorsi del futuro presidente l'amore per la verità e la giustizia; Lincoln si trasferisce poi a Springfield dove apre uno studio legale, diventando in breve tempo un avvocato di successo, preparandosi così l'ascesa al Congresso.

Il film del 1940, Abramo Lincoln in Illinois di John Cromwell, interpretato da Raymond Massey tratta i primi anni di professione forense di Lincoln, fino alla sua elezione a Presidente, avvenuta il 6 novembre 1860.

Nel romanzo del 1992 di Clive Cussler Sahara viene raccontata una storia alternativa, e immaginaria, riguardo alla sua morte, secondo la quale i Confederati, durante le ultime fasi della Guerra di Secessione avevano catturato Lincoln e trasferitolo su una delle loro corazzate, la Texas. Dopo un'epica battaglia sul fiume James, Virginia, la Texas sbaragliò una flotta unionista e riuscì a guadagnare il fiume Niger, in Africa, dove si arenò. Secondo il romanzo, l'uomo ucciso al Ford's Theatre era un attore, ingaggiato dal Segretario della Guerra Edwin M. Stanton, così come Booth, nel quadro di una cospirazione orchestrata da Stanton per assumere il potere. Gli eroi del romanzo, Dirk Pitt e Al Giordino scopriranno la nave e rimanderanno la salma del Presidente negli Stati Uniti.

L'assassinio di Lincoln è anche al centro della storia di Tex Gli uomini che uccisero Lincoln, uscita nel 1998: in essa si immagina che l'omicidio del presidente sia stato in realtà voluto da alcuni membri del suo stesso governo contrari alla politica di riconciliazione che egli, a guerra finita, intendeva adottare nei confronti del Sud sconfitto.

Nel 2010 Robert Redford dirige The Conspirator, che ripercorre la vicenda processuale relativa alla cospirazione e, in particolare, la difesa di Mary Surratt, l'unica donna ad essere accusata di cospirazione nell'assassinio del presidente.

Nel 2012 è uscito il film La leggenda del cacciatore di vampiri, basato sul romanzo Abraham Lincoln, Vampire Hunter di Seth Grahame-Smith, che si è occupato personalmente anche della sceneggiatura. Tra i produttori del film figurano lo stesso regista Timur Bekmambetov e Tim Burton. Il film racconta la storia alternativa di un giovane Lincoln che, dopo aver perso la madre per colpa di un vampiro, in seguito ad un duro addestramento diverrà un cacciatore di vampiri in attesa di compiere la sua vendetta.

Sempre nel 2012 Steven Spielberg dirige un film biografico, intitolato Lincoln, che verrà successivamente candidato a dodici premi Oscar, aggiudicandosene due.

Nel 2014 A.J. Edwards dirige The Better Angels, incentrato sull'infanzia e la formazione di Lincoln.

Nel 2017, il romanzo Lincoln nel Bardo di George Saunders, ambientato durante la notte della morte del figlio Willie, è stato premiato con il Man Booker Prize 2017.[124][125]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

capitano - nastrino per uniforme ordinaria capitano
Il giovane Lincoln (1945) dello scultore Charles Keck nel quartiere di Edgewater a Chicago.
Lincoln viene solitamente ritratto con la barba, tuttavia egli la portò solo negli ultimi anni della propria vita.
L'assassinio del Presidente Lincoln, opera di Currier e Ives del 1865.
Statua del presidente al Lincoln Memorial (opera di Daniel Chester French).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William A. Pencak, Encyclopedia of the Veteran in America, ABC-CLIO, 2009, p. 222, ISBN 978-0-313-08759-2.
  2. ^ Toward a Usable Past: Liberty Under State Constitutions, U of Georgia Press, 2009, p. 388, ISBN 978-0-8203-3496-7.
  3. ^ Randall (1947), pp. 65–87.
  4. ^ "Ranking Our Presidents". James Lindgren. November 16, 2000. International World History Project.
  5. ^ "Americans Say Reagan Is the Greatest President". Gallup Inc. February 28, 2011.
  6. ^ Francis B. Carpenter, Six Months in the White House: The Story of a Picture, Hurd and Houghton., 1866, p. 217.
  7. ^ Joseph Kane, Facts about the Presidents: A Compilation of Biographical and Historical Information, New York: H. W. Wilson, 1994, pp. 344–45. ISBN 0-8242-0845-5.
  8. ^ Waldo W. Braden, Abraham Lincoln, LSU Press, 1993. ISBN 0-8071-1852-4
  9. ^ Donald, 1996,  pp. 20–22.
  10. ^ The Ancestry of Abraham Lincoln, James Henry Lea, Robert Hutchinson, Houghton Mifflin Company, Boston, 1909, p. 4.
  11. ^ Louis A. Warren, Lincoln's Youth: Indiana Years, Seven to Twenty-One, 1816–1830, Indianapolis, Indiana Historical Society, 1991, pp. 3–4, ISBN 0-87195-063-4.
  12. ^ Warren, p. 4.
  13. ^ Herndon's Informants: Letters, Interviews, and Statements about Abraham Lincoln, University of Illinois Press, 1998, pp. 35–36, ISBN 978-0-252-02328-6.
  14. ^ Donald (1996), p. 21.
  15. ^ Michael Burlingame, Abraham Lincoln: A Life, Baltimore, MD, Johns Hopkins University Press, 2008, pp. 1–2, ISBN 978-0-8018-8993-6.
  16. ^ White, pp. 12–13.
  17. ^ Warren, p. 5.
  18. ^ Donald (1996), p. 21.
  19. ^ William E. Bartelt, There I Grew Up: Remembering Abraham Lincoln's Indiana Youth, Indianapolis, Indiana Historical Society Press, 2008, p. 79, ISBN 978-0-87195-263-9.
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  21. ^ Adin Baber, The Hanks Family of Virginia and Westward: a genealogical record from the early 1600s, including charts of families in Arkansas, the Carolina, Georgia, Illinois, Indiana, Iowa, Kentucky, Missouri, Oklahoma, Ohio, Pennsylvania, Texas, and west to the Pacific Ocean and beyond, Carpenterina, CA, Nancy Baber McNeil, 2004, p. 154, ISBN 0-87062-334-6.
  22. ^ Warren, p. 9.
  23. ^ Warren, p. 9–10.
  24. ^ Bartelt, p. 14.
  25. ^ a b Warren, p. 12.
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  28. ^ Warren, p. 26.
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  31. ^ Donald (1996), p. 23–24.
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  37. ^ Bartelt, p. 22–23 e 77.
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  39. ^ Donald (1996), pp. 26–27.
  40. ^ Bartelt, p. 10.
  41. ^ Donald (1996), p. 20, 30–33.
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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Presidente degli Stati Uniti d'America Successore
James Buchanan 4 marzo 1861 - 15 aprile 1865 Andrew Johnson
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