Abraham Lincoln

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Abraham Lincoln
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Abraham Lincoln nel novembre del 1863 (foto di Alexander Gardner)

16º Presidente degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 4 marzo 1861 – 15 aprile 1865
Predecessore James Buchanan
Successore Andrew Johnson

Membro della Camera dei rappresentanti dell'Illinois (7 distretto)
Durata mandato 1834–1842

Membro della Camera dei rappresentanti per l'Illinois
Durata mandato 18471849
Predecessore John Henry
Successore Thomas L. Harris

Dati generali
Partito politico Whig

Repubblicano

Tendenza politica Liberalismo classico
Firma Firma di Abraham Lincoln
Abraham Lincoln
Lincoln protecting Potawatomi.jpg
Il futuro presidente nel corso della Guerra di Falco Nero avrà occasione di difendere i Nativi Americani
12 febbraio 1809 – 15 aprile 1865 (56 anni)
Nato aHodgenville
Morto aWashington
Cause della morteassassinio
Dati militari
Paese servitoStati Uniti Stati Uniti d'America
Flag of Illinois.svg Illinois
Forza armataMilizia dell'Illinois
Anni di servizio3 mesi (21 aprile 1832-10 luglio 1832)
GradoCapitano
GuerreGuerra di Falco Nero
Altre carichepolitico
"fonti nel corpo del testo"
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Abraham Lincoln, meglio noto in italiano come Abramo Lincoln (Hodgenville, 12 febbraio 1809Washington, 15 aprile 1865), è stato un politico e avvocato statunitense; servì come 16º Presidente degli Stati Uniti d'America - il primo ad appartenere al Partito Repubblicano - dal 4 marzo del 1861 fino al suo assassinio avvenuto nell'aprile del 1865.

Guidò l'Unione attraverso la guerra di secessione americana, la più cruenta fino ad allora mai esplosa nonché la più grave crisi morale, costituzionale e politica dell'intera storia degli Stati Uniti d'America[1][2]. Grazie alla vittoria bellica ebbe il merito di mantenere inalterata l'unità degli Stati federati; rafforzò il governo federale e modernizzò l'economia del paese.

Nato in una capanna di tronchi in mezzo ai boschi nei pressi di Hodgenville nel Kentucky crebbe nel West, inizialmente nell'Indiana. In gran parte autodidatta riuscirà a diventare avvocato nell'Illinois, uno dei leader del Partito Whig fino ad essere eletto membro del parlamento statale ove presterà servizio per 8 anni. Entrerà a far parte della Camera dei rappresentanti nel 1846. Promosse una rapida modernizzazione economica e si oppose alla guerra Messico-Stati Uniti del 1846-48.

Dopo un solo mandato ritornò a casa per riprendere la propria attività legale. Rientrato nella politica attiva nel 1854 diverrà ben preso uno dei capi del neonato Partito Repubblicano il quale si conquistò subito una maggioranza statale nell'Illinois. Partecipò alla campagna per le elezioni di medio termine del 1858 candidandosi alla carica di senatore; prese parte ad una serie di dibattiti molto pubblicizzati con il suo avversario e rivale, il leader del Partito Democratico Stephen A. Douglas. Si esprimerà contro l'espansione della schiavitù nei territori dell'Ovest, ma risulterà sconfitto seppur di stretta misura.

Dopo essere stato proposto come Vicepresidente alla Convention per le elezioni presidenziali del 1856, in quelle del 1860 risultò capace di assicurarsi la Nomination presidenziale in qualità di moderato, a volte altalenante, sebbene la maggior parte dei delegati originariamente avessero favorito altre candidature. Pur non ottenendo praticamente alcun sostegno negli Stati schiavisti del profondo Sud riuscì a conquistarsi i favori del Nord e divenne così il presidente eletto degli Stati Uniti d'America.

Sebbene vi siano stati dei tentativi per colmare le differenze tra Nord e Sud alla fine la vittoria di Lincoln spinse sette stati sudisti che praticavano la schiavitù negli Stati Uniti d'America a ritirarsi dall'Unione e a formare gli Stati Confederati d'America, ancor prima della cerimonia d'inaugurazione e insediamento del neopresidente. L'attacco confederato a Fort Sumter e l'immediatamente successiva battaglia di Fort Sumter unì l'intero Nord dietro la bandiera dell'Unione.

Come leader della corrente politica moderata Lincoln dovette confrontarsi con i Repubblicani Radicali, che chiedevano con insistenza un trattamento più duro da riservare ai ribelli, gli "War Democrat", che radunarono una grande fazione di ex oppositori nel suo campo ed infine anche i Copperheads, che lo disprezzarono in quanto inconciliabilmente filo-secessionisti e che complottarono ripetutamente alle sue spalle. Lincoln reagì contrapponendo i suoi avversari l'uno contro l'altro con un mecenatismo politico attentamente pianificato e facendo appello al popolo americano con le sue abilità di oratore[3].

Il suo discorso di Gettysburg - il più significativo e famoso da lui pronunciato - è considerato una delle pietre miliari dell'unità e dei valori della nazione americana; un'icona del nazionalismo, del repubblicanesimo, della parità di diritti, dell'ideale di libertà e della democrazia. Sospese l'habeas corpus, portando alla controversa sentenza Ex parte Merryman della corte federale di giustizia ed evitò il potenziale intervento britannico disinnescando l'incidente diplomatico conosciuto come Affare Trent. Supervisionò da vicino lo sforzo bellico, specialmente la selezione dei generali, incluso il suo uomo di maggior successo, Ulysses S. Grant.

Prese importanti decisioni sulla strategia di guerra dell'Unione, incluso uno stretto blocco navale che paralizzò completamente il commercio del Sud. Mentre la guerra progrediva, le sue mosse in direzione dell'abolizionismo culminarono con il Proclama di emancipazione del 1863; usò l'Union Army per proteggere gli schiavi fuggitivi, incoraggiò gli stati cuscinetto nella guerra di secessione americana a mettere fuori legge la schiavitù e spinse attraverso il Congresso degli Stati Uniti d'America la promulgazione del XIII emendamento, che bandì definitivamente la schiavitù in tutto il paese nel 1865.

Abile statista e profondamente coinvolto nelle questioni di potere in ogni Stato, Lincoln si conquisterà l'appoggio decisivo dei "War Democrat" e gestirà la sua campagna di rielezione nelle elezioni presidenziali del 1864. Anticipando la conclusione della guerra spinse verso una visione moderata dell'Era della Ricostruzione, cercando di riunire rapidamente la nazione attraverso una politica di riconciliazione generosa di fronte alle divisioni persistenti e piene di acribia.

La sera di Venerdì santo del 14 aprile del 1865, cinque giorni dopo la resa del generale confederato Robert E. Lee, Lincoln verrà assassinato dal simpatizzante sudista John Wilkes Booth e morirà all'alba del giorno dopo. È a tutt'oggi considerato sia dalla storiografia ufficiale che dall'opinione pubblica in generale, attraverso la classifica storica dei presidenti USA uno dei più importanti[4] e popolari[5] al tempo stesso. L'operato della presidenza di Abraham Lincoln ha avuto una duratura influenza sulle istituzioni politiche e sociali degli Stati Uniti d'America.

Grazie ai suoi 193 cm[6] è stato il Presidente più alto della Storia insieme a Lyndon B. Johnson[7][8].

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

La capanna di tronchi di "Sinking Spring Farm" in cui nacque Abraham Lincoln (foto del 1921).

Origini e giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lincoln (famiglia).

Abraham Lincoln nacque il 12 di febbraio del 1809, secondogenito di Thomas Lincoln (1778-1851) e Nancy Hanks (1784-1818), in una capanna di tronchi costituita da un'unica stanza dell'azienda agricola di "Sinking Spring Farm", nei pressi di Hodgenville nel Kentucky. Gli venne posto il nome del nonno paterno[9]. Il padre, un abile fabbro ferraio e falegname, discendeva da Samuel Lincoln (1622-90), un emigrante inglese originario di Hingham, nel Norfolk, e che andrà a stabilirsi nell'omonima Hingham, nel Massachusetts, ad appena 16 anni[10]. I nipoti di Samuel inizieranno la migrazione familiare in direzione del West, passando per il New Jersey, la Pennsylvania e la Virginia[11].

Thomas Herring Lincoln, padre del futuro presidente, nel 1857.

Il nonno paterno del futuro presidente, il capitano Abraham Lincoln, si trasferirà nella contea di Jefferson, in Kentucky, con tutta probabilità all'inizio del 1780[12]; qui 6 anni più tardi rimarrà ucciso durante un'incursione effettuata dai nativi americani degli Stati Uniti d'America durante la guerra indiana del Nord-Ovest. I suoi figli, tra cui Thomas di 8 anni e mezzo[13], assistettero impotenti all'attacco[14][15][16]. Dopo l'omicidio del padre il giovane Thomas inizierà la propria grande avventura verso la frontiera del West lavorando saltuariamente nel Tennessee prima di spostarsi con tutta la famiglia nella contea di Hardin, sempre in Kentucky, nei primi anni del XIX secolo[17][18].

La madre, cresciuta con la famiglia benestante dei Berry, viene ampiamente considerata figlia di Lucy Hanks seppur non sia mai stata rinvenuta alcuna registrazione della nascita di Nancy[19]. Secondo William Ensign, autore di The Ancestry of Abraham Lincoln, ella sarebbe stata figlia di Joseph Hanks[20]; tuttavia il dibattito è destinato a continuare sull'ipotesi se sia o meno nata al'interno di un legittimo vincolo matrimoniale. Un altro ricercatore, Adin Baber, sostiene invece che Nancy sia stata presumibilmente la filia di Abraham Hanks e Sarah Harper della Virginia[21].

Thomas Lincoln e Nancy Hanks si sposeranno il 12 giugno del 1806 nella contea di Washington, in Kentucky, per poi traferirirsi quasi subito a Elizabethtown, nel medesimo Stato[22]; diventeranno i genitori di tre figli: Sarah, nata il 10 febbraio del 1807; Abraham, il 12 febbraio del 1809 e Thomas, che morirà durante la prima infanzia[23]. Nel corso del tempo a Thomas capiterà di affittare diverse fattorie, tra cui "Sinking Spring", al cui interno nascerà Abraham; tuttavia una controversia sorta sugli effettivi diritti terrieri e i titoli relativi all'affitto costrinse i Lincoln a spostarsi nuovamente[24][25].

La "Gollaher Cabin" si trova nel luogo in cui visse Lincoln bambino a "Knob Creek Farm" nell'odierno "Abraham Lincoln Birthplace National Historical Park" istituito nel 2001.

Nel 1811 la famiglia si trasferì per 13 km verso Nord, a "Knob Creek Farm", dove Thomas riuscirà ad acquisire titoli per 93 ettari di terreno. Dopo 4 anni il ricorrente in un'ennesima disputa territoriale provò a far espellere la famiglia dalla fattoria[25]; dei 330 ettari che Thomas deteneva inizialmente nel Kentucky ne pererà più di 81 in controversie sui titoli di proprietà[26].

Frustrato per la mancanza di sicurezza fornita dal sistema giudiziario locale egli vendette la terra che ancora gli rimaneva e cominciò a pianificare un movimento graduale che avrebbe dovuto portarlo fin nell'Indiana, laddove i tribunali sembravano essere più affidabili e pertanto la capacità di mantenere la terra più certa[27].

All'interno del "Lincoln Boyhood National Memorial" la "Lincoln Living Historical Farm" la quale rappresenta e reintegra una fattoria del tempo della gioventù di Abraham Lincoln.

Nel 1816 i Lincoln si attraversarono a Nord il fiume Ohio in direzione dell'Indiana, un territorio libero e non sottoposto alla schiavitù negli Stati Uniti d'America come i precedenti; si fermeranno nel bel mezzo della foresta di "Hurricane Township"[28] nella contea di Perry, in Indiana (la loro terra diverrà parte della contea di Spencer quando questa sarà fondata nel 1818)[29][30].

A tutt'oggi la fattoria viene conservata come parte del "Lincoln Boyhood National Memorial". Nel corso della campagna per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1860 Abraham racconterà che la migrazione familiare fu in parte dovuta a causa dell'istituto che prevedeva lo schiavismo, ma soprattutto per colpa delle difficoltà incontrate nel libero possesso della terra[26][31].

Durante gli anni trascorsi tra il territorio del Kentucky e l'Indiana Thoms lavorerà come agricoltore, stipettaio e carpentiere[32]. Arriverà ad essere proprietario di aziende agricole, beni immobili e anche del bestiame. Pagò le tasse, partecipò ai Grand jury, valutò immobili per l'acquisto, servì nelle pattuglie che dovevano ritrovare gli schiavi fuggitivi rifugiatisi nelle campagne circostanti e li custodì come prigionieri. I coniugi Lincoln furono anche membri e partecipanti attivi di una chiesa separata del Battismo la quale aveva norme morali restrittive e si opponeva all'uso di bevande alcoliche, ma anche alla danza e alla schiavitù[33].

Entro un anno dall'arrivo della famiglia in Indiana Thomas ha dichiarò un podere pari a 65 ettari di terra. Nonostante alcune difficoltà finanziarie intercorse riuscì alfine ad ottenere un titolo di 32 ettari in quella che è divenuta in seguito nota come "Little Pigeon Creek Community"[34]. Prima della partenza della famiglia per l'Illinois nel 1830 Thomas aveva acquisito altri venti acri adiacenti alla sua proprietà[35].

La tomba di Nancy, madre del presidente.

Durante la gioventù di Lincoln nell'Indiana ebbero modo di verificarsi diversi eventi familiari significativi. Il 5 ottobre del 1818 Nancy Lincoln morirà di una forte nausea a causa di un'intossicazione dovuta a latte contaminato[36], lasciando così la primogenita undicenne Sarah a capo di una famiglia che includeva il padre, Abraham di 9 anni e Dennis Hanks, cugino orfano diciannovenne della defunta[37]. Il 2 dicembre del 1819 Thomas Lincoln si risposò con Sarah "Sally" Bush Johnston, una vedova di Elizabethtown, la quale aveva già tre figli[38].

Abraham si affezionerà molto alla sua matrigna ed avrà sempre un ottimo rapporto con lei, arrivando a chiamarla "madre"[39][40]. Coloro che conobbero Lincoln da adolescente in seguito ricordarono ch'egli rimase molto sconvolto per la morte prematura della sorella Sarah, da poco sposata con un certo Aaron Grigby, il 20 gennaio del 1828 mentre cercava di dare alla luce un figlio nato morto. Non aveva ancora compiuto 21 anni[41][42].

Nel corso della giovinezza Lincoln non amò mai particolarmente il duro lavoro associato alla vita di frontiera. Alcuni dei suoi vicini e finanche i membri della famiglia pensarono per un certo lasso di tempo che fosse solamente pigro, sempre tutto intento "a leggere, scarabocchiare, scrivere poesie e inventare indovinelli"[43][44][45]; credettero che lo facesse esclusivamente per evitarsi i lavori manuali più pesanti. Anche la nuova matrigna fu condotta a riconoscere che non fosse adatto al lavoro fisico, preferendogli di gran lunga gli studi e le letture[46].

Lincoln fu in gran parte un autodidatta. La sua istruzione formale da parte di diversi insegnanti itineranti rimase sempre ad intermittenza e largamente incompleta, il cui ammontare totale avrebbe potuto ammontare si e nò ad un normale anno scolastico; pur tuttavia rimarrà sempre un avido lettore e mantenne un interesse permanente nei confronti dell'apprendimento[47][48].

La famiglia, i vicini di casa e i compagni di scuola della prima giovinezza ricorderanno che Abraham lesse e rilesse la Bibbia di re Giacomo, le Favole del Greco Esopo, le opere di John Bunyan (inanzitutto il Il pellegrinaggio del cristiano), il Robinson Crusoe di Daniel Defoe, la Vita di Washington di Weems e l'autobiografia di Benjamin Franklin tra gli altri[49][50][51][52].

Con il suo farsi grande cominciò comunque ad assumersi la responsabilità delle faccende che ci si aspettava da lui nella sua qualità di "ragazzo di casa". Rispettò inoltre l'obbligo consuetudinario filiale di consegnare sempre al padre tutti gli eventuali guadagni dei lavoretti svolti occasionalmente fuori casa; questo continuerà fino a quando non compì 21 anni[53]. Abraham diverrà col tempo assai abile nell'uso dell'ascia. Decisamente alto per la sua età, si ritrovò ad essere anche forte e atletico[54]; si conquisterà una reputazione di forza e audacia a seguito di una partita di lotta combattuta in uno stato di gran competizione con l'allora famoso leader di un gruppo di banditi locali noto come "Clary's Grove boys"[55].

Ai primi di marzo del 1830, in parte per paura di un'epidemia di latte infetto lungo il fiume Ohio, diversi membri della famiglia si trasferiranno verso Ovest e giungeranno così nell'Illinois, uno Stato libero dalla schiavitù; si fermeranno nella contea di Macon, 16 km a Ovest di Decatur[56][57]. Gli storici non sono concordi su chi abbia dato il via a questo ennesimo movimento; Thomas non avrebbe avuto alcuna ragione ovvia per lasciare tutto ad un tratto l'Indiana, mentre è una possibilità quella che altri membri della famiglia, incluso Dennis Hanks, non avrebbero potuto raggiungere la stabilità ed il reddito costante di Thomas[58].

Ricostruzione della capanna abitata dal giovane Abraham nel "Lincoln Log Cabin State Historic Site".

Dopo quest'ultimo trasferimento Abraham iniziò ad allontanarsi sempre più dal padre[59], in parte a causa della mancanza d'istruzione di lui, ed occasionalmente gli capito anche di dovergli prestare del denaro[60]. Nel 1831, mentre Thomas e altri familiari si preparavano a insediarsi in una nuova fattoria (oggi "Lincoln Log Cabin State Historic Site") nella contea di Coles Abraham fu abbastanza grande da poter assumere le proprie decisioni autonomamente[61].

Il "Berry Lincoln Store" a "Lincoln's New Salem".

Divenuto pertanto indipendente viaggiò lungo il fiume Sangamon e finì nel villaggio di New Salem (oggi "Lincoln's New Salem") nella contea di Sangamon (odierna contea di Menard)[62]. Più tardi, a primavera inoltrata, il mercante Denton Offutt, lo ingaggiò assieme ad alcuni altri suoi amici per trasportare delle merci in battello fino a New Orleans attraverso i fiumi Sangamon, Illinois e Mississippi. Dopo esservi giunto ed aver assistito in prima persona alla prassi schiavista se ne ritornò indietro ove rimase per i successivi 6 anni[63][64].

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune fonti il primo interesse o amore romantico di Abraham fu quello rivolto a Ann Rutledge, incontrata per la prima volta dopo che egli si era trasferito a New Salem; queste stesse fonti indicherebbero che già nel 1835 si trovassero coinvolti in una relazione, anche se non ancora formalmente impegnati[65]. La ragazza morirà a 22 anni il 25 agosto del 1835, con molta probabilità di febbre tifoide[66]. In realtà nei primi anni 1830 ebbe a conoscere Mary Owens quando questa fece visita alla sorella dal natio Kentucky[67].

Verso la fine del 1836 acconsentirà ad un incontro con la giovane appena ella fosse tornata a New Salem; a novembre cominciò a corteggiarla per un breve lasso di tempo; entrambi in ogni caso avranno dei ripensamenti. Il 16 di agosto dell'anno seguente Abraham le scrisse una lettera in cui suggeriva che non l'avrebbe biasimata se si fosse decisa a troncare il rapporto; non otterrà mai una risposta e la corte terminò bruscamente[67].

Il presidente assieme al figlio Tad nel 1864
Fotoritratto di Mary Todd Lincoln assieme a Willie e Tad nel 1860

Nel 1840 si fidanzerà con la futura Mary Todd Lincoln, proveniente da una famiglia benestante di schiavisti di Lexington (Kentucky)[68]; si erano conosciuti a Springfield (Illinois) nel dicembre precedente[69]. S'impegneranno reciprocamente esattamente 12 mesi dopo[70]. Il matrimonio, fissato per il 1º gennaio del 1841, sarà però bruscamente fatto cancellare quando i due interruppero la relazione per iniziativa unicamente di Abraham[69][71]. Più tardi s'incontreranno nuovamente durante una festa: infine si sposeranno il 4 novembre del 1842, nella villa della sorella già maritata di lei[72].

L'abitazione dei Lincoln a Springfield (Illinois), oggi "Lincoln Home National Historic Site".

Mentre si stava preparando alle nozze si sentì nuovamente ansioso tanto che quando gli venne chiesto dove stesse andando lo si sentì rispondere con un brusco: "all'Inferno, immagino!"[73] Nel 1844 la coppia acquistò un'abitazione nelle vicinanze dello studio legale di lui. Mary si occuparà della casa, spesso usufruendo dell'aiuto di una parente o di una giovane domestica a ore[74].

Risulterà un marito e padre affettuoso, sebbene spesso assente; avrà 4 figli:

Thomas "Tad" Lincoln III in uniforme militare nel 1864.

Abraham pare essere stato "straordinariamente appassionato di bambini"[77] e i Lincoln non furono mai considerati eccessivamente severi nei loro confronti[78]. La morte prematura di 3 dei loro figli causò degli effetti profondi su entrambi i genitori; più tardi l'ex First lady degli Stati Uniti d'America dovrà affrontare gli effetti di una condizione di stress provocata dalla fine tragica del marito talmente grave che Robert la dovrà far ricoverare temporaneamente in un manicomio nel 1875[79]. Abraham soffrì per tutta la vita di "malinconia" cronica, una condizione che ai giorni nostri viene denominata disturbo depressivo[80].

Il suocero di Abraham e altri della famiglia Todd furono tutti o proprietari o mercanti di schiavi; Lincoln rimarrà vicino ai parenti della moglie ed occasionalmente continuerà a fare visita alla loro tenuta[81]. Durante il suo mandato presidenziale a Mary verrà riconosciuta una particolare abilità e doti culinarie; tali capacità soddisfecero i gusti di Abraham, particolarmente appassionato degustatore di ostriche importate[82].

Inizio carriera e servizio nella milizia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1832 assieme ad un socio acquisterà a credito un piccolo emporio a New Salem[83]. Sebbene l'economia nella regione si trovasse ad essere in una fase di piena espansione gli affari faticarono ad ingranare e Abraham alla fine si ritovò costretto a vendere la propria quota partecipativa. In marzo di quello stesso anno darà il via alla sua carriera politica con la sua 1° campagna elettorale per l'assemblea generale dell'Illinois; riuscirà presto a guadagnarsi una certa popolarità locale ed arrivò ad attrarre folle come un naturale Storytelling, anche se gli mancavano un'educazione formale, amici potenti e soprattutto denaro (il che può essere uno dei motivi per cui perderà le elezioni). Sostenne lo sviluppo e il miglioramento della navigazione del Sangamon[84][85].

Ma prima della scadenza elettorale dovrà servire in qualità di capitano nella milizia statale nel corso della Guerra di Falco Nero[86] contro i Sauk (popolo); racconterà in seguito di aver dovuto difendere un nativo americano dai suoi suoi stessi sottoposti[87]. Al suo ritorno proseguì la propria personale campagna fino al 6 di agosto. Alto 1.93 m era "abbastanza forte da intimidire un qualsiasi rivale gli si parasse davanti"[88]; al suo primo dibattito pubblico, appena intravide un suo sostenitore aggredito nel bel mezzo della folla assiepata si recò direttamente ad afferrare l'assalitore per il collo gettandolo subito dopo a forza a sedere per terra[89]. Terminerà 8° su 13 candidati (di cui i primi 4 eletti), sebbene avesse ricevuto 277 preferenze sul totale dei 300 votanti del paese[90].

S'impiego poco dopo all'ufficio postale e successivamente come ispettore di contea; nel frattempo passava tutto il suo tempo libero a leggere voracemente. Decise quindi di diventare avvocato ed iniziò così a studiare giurisprudenza con i Commentaries on the Laws of England di William Blackstone e altri testi legali. Nei riguardi del proprio metodo di apprendimento affermerà: "ho sempre imparato da solo!"[91] La sua 2° campagna nel 1834 incontreerà il successo sperato; sebbene avesse corso come rappresentante del Partito Whig molti esponenti del Partito Democratico lo favoriranno preferendolo rispetto ad un avversario Whig più potente[92].

Il "Lincoln-Herndon Law Offices State Historic Site" a Springfield (Illinois).

Ammesso all'albo avvocatizio nel 1836[93] si trasferirà a Springfield (Illinois) ed iniziando ad esercitare la professione sotto le cure di John Todd Stuart, cugino di Mary Todd[94]. Diventerà un avvocato capace e di successo con la reputazione di avversario formidabile nel corso degli esami incrociati e durante le arringhe conclusive. Dal 1841 e fino al 1844 collaborerà attivamente anche con Stephen Trigg Logan; a seguire praticò assieme a William Henry Herndon (che aveva 10 anni di meno), che Abraham considererà un "giovane e serio studioso"[95].

Nel suo ufficio parlamentare servirà per 4 mandati successivi nella Camera dei rappresentanti dell'Illinois nella qualità di rappresentante Whig per la contea di Sangamon[96]. Sostenne la costruzione del "Illinois and Michigan Canal" ed in cui rimarrà in seguito coinvolto come commissario del canale[97]. Nella sessione legislativa 1835-36 voto a favore dell'estensione del diritto di voto a tutti i maschi bianchi, fossero essi proprietari terrieri o meno[98]. Fu noto per avere posizioni relativamente vicine a quelle del Free Soil Party, ma in opposizione sia ai fautori della schiavitù negli Stati Uniti d'America che ai teorici più radicali dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America.

Avrà modo di articolare la sua opinione personale nel 1837 dichiarando: "l'istituzione della schiavitù si fonda sia sull'ingiustizia che sulla cattiva politica, ma la promulgazione delle dottrine dell'abolizione tende piuttosto ad aumentare che ad attenuare i suoi mali"[99]. In questo seguì molto da vicino la posizione del giurista Henry Clay nel sostenere il programma dell'American Colonization Society il quale tendeva a rendere pratica l'abolizione della schiavità attraverso la promozione di iniziative che la supportassero ed aiutando gli schiavi liberati a stabilirsi in Liberia[100].

Abraham Lincoln nel 1846 circa.

Camera dei rappresentanti: 1847-49[modifica | modifica wikitesto]

Dall'inizo degli anni 1830 in avanti fu un tenace militante Whig e ancora nel 1861 professo agli amici di essre "un vecchio allineato Whig, un discepolo di Henry Clay"[101]. Il Partito favorì la modernizzazione economica del paese soprattutto nel settore bancario, ma anche attraverso l'assunzione di tariffe doganali volte al protezionismo per finanziare i progressi interni, compresa l'espansione della rete ferroviaria e consigliando l'urbanizzazione[102].

Nel 1843 gareggiò per la nomina Wghit nel 7º distretto statale della Camera dei rappresentanti, ma risulterà sconfitto da John Jay Hardin; ottenne tuttavia il sostegno al principio di rotazione in base al quale Harin si sarebbe dovuto ritirare alla scadenza del 1º mandato e consentire in tal maniera la nomina di un altro candidato. Sperò che l'aver stipulato quest'accordo lo avrebbe condotto alla nomina nel 1846[103]; difatti venne eletto per un periodo di 2 anni. Fu l'unico rappresentante Whig nella delegazione dell'Illinois, ma mostrò la sua lealtà alle direttive del Partito partecipando a quasi tutte le votazioni e pronunziando discorsi che facevano eco alla linea ufficiale[104].

In collaborazione con il deputato abolizionista Joshua Reed Giddings sottoscrisse una proposta legislativa volta ad abolire la schiavitù a Washington dietro un pagamento agli ex proprietari come forma di risarcimento, ma anche l'aplicazione rigorosa della Fugitive Slave Act oltre che la richiesta di un referendum sulla questione da sottoporre al voto popolare. Dovrà però abbandonare il progetto quando fallì nell'intento di procurarsi sufficienti sostenitori tra i Whig[105].

Durante la sua permanenza alla Camera dei rappresentanti Abraham Lincoln si oppose alla guerra Messico-Stati Uniti del 1846-48 voluta dal presidente James Knox Polk.

Sulla politica estera e militare espresse un giudizio negativo sulla guerra Messico-Stati Uniti del 1846-48, che attribuì principalmente al desiderio di "gloria militare" della presidenza di James Knox Polk: "quell'arcobaleno attraente che si trasforma in una pioggia di sangue"[106]. Appoggiò anche la Condizione Wilmot (dal nome del suo proponente David Wilmot) che, se fosse stata adottata, avrebbe proibito la schiavitù in qualsiasi territorio messicano conquistato dall'Unione[107].

Sottolineò la sua opposizione all'amministrazione di James Knox Polk redigendo ed introducendo nel dibattito parlamentare le sue Spot Resolutions. La guerra sarà inaugurata a tavolino grazie ad una scaramuccia di confine con i soldati americani entro i confini del territorio disputato; Polk insistette sul fatto che i miliari messicani "hanno invaso il nostro territorio e versato il sangue dei nostri concittadini sul nostro sulo"[108][109]. Abraham ebbe la prontezza di spirito di chiedere al presidente di mostrare il punto esatto in cui era stato versato oltre che di provare l'affermazione che voleva quel luogo essere per davvero suolo americano: "il tutto solamente per rendere meglio edotta l'assemblea!"[109].

Non verrà mai emanata alcuna delle risoluzioni proposte né tantomeno discusse; i giornali nazionali lo ignorarono del tutto e ciò provocò una perdita di sostegno politico nei suoi confronti nel proprio distretto. Un quotidiano dell'Illinois lo soprannominerà "Spotty Lincoln"[110][111][112]. In seguito avrà l'occasione di rimpiangere amaramente alcune delle dichiarazioni fatte, in particolare l'attacco sferrato contro i poteri presidenziali in tempo di guerra[113].

Rendendosi ben presto conto che Clay molto difficilmente avrebbe mai potuto riuscire a conquistare la presidenza Abraham, che aveva promesso di servire per un unico mandato, sostenne il generale Zachary Taylor per la nomina Whig alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1848[114]; quando questi risultò eletto sperò di essere nominato commissario del "General Land Office" (una delle agenzie indipendenti della presidenza di Zachary Taylor) ma, grazie ad una lucrativa operazione di raccomandazioni incrociate la carica finì con l'essere assunta dal rivale statale Justin Butterfield (considerato dalla nuova amministrazione un avvocato assai esperto, mentre per Abraham non era altro che un "vecchio fossile"[115]).

Come premio di consolazione gli verrà offerto il governatorato del territorio dell'Oregon, un paese lontano e solida fortezza Democratica[116]; l'accettazione del ruolo avrebbe comportato a tutti gli effetti la fine della sua carriera legale e politica nell'Illinois, per cui declinò con cortesia l'invito per tornare a riprendere in mano la pratica avvocatizia[117].

Attività legale[modifica | modifica wikitesto]

Tornò così a fare il legale a Springfield, occupandosi di "ogni tipo di attività che avesse potuto capitare ad un avvocato della prateria"[118]. Dimostrò subito la propria abilità di oratore tanto che durante i processi a cui egli partecipava la gente accorreva per ascoltarlo; la gente capiva ciò che diceva grazie al suo linguaggio semplice. Riuscirà a vincere una causa inerente una truffa nel commercio dei cavalli: la vittoria venne a colpi di ironia contro il pubblico ministero, che si era messo la camicia al contrario, riuscendo a scoraggiarlo fino a permettergli di ottenere un pieno successo.

Due volte all'anno per un perido di 16 anni, 10 settimane alla volta, apparve nei seggi della contea nella regione intermedia dello Stato quando i tribunali si trovarono in sessione[119]; gestì molti casi riguardanti interessi in competizione nel campo dei trasporti, sia fluviali sia ferroviari nel bel mezzo dell'espansione occidentale della nazione, in particolare i conflitti derivanti dalle operazioni delle chiatte fluviali sotto i molti nuovi ponti ferroviari

In quanto "uomo dei battelli fluviali" inizialmente favorì quegli interessi, ma alla fine rappresentò chiunque lo avesse voluto assumere[120]. In realtà in seguito rappresentò una società costruttrice di ponti contro una compagnia di battelli fluviali (la "Hurd v. Rock Island Bridge Co.") in un caso limite che coinvolse una barca sul canale che affondò dopo aver colpito un ponte[121][122].

Il cartellino posto sul brevetto di Abraham Lincoln (1849).

Nel 1849 ricevette un brevetto per un dispositivo di galleggiamento per il movimento delle barche in acque poco profonde. L'idea non fu mai commercializzata ma egli fu l'unico presidente della storia ad aver detenuto un brevetto per una propria invenzione[123][124].

Nel 1851 rappresentò la "Alton & Sangamon Railroad" di Chicago in una disputa contro uno dei suoi azionisti, James A. Barret, che aveva rifiutato di pagare il saldo derivante dalla sua promessa di acquistare azioni della ferrovia con la motivazione che la società aveva modificato l'itinerario originale del treno[125][126]. Riuscirà a sostenere con successo che la compagnia non era vincolata secondo statuto al suo tragitto originario esistente al momento della promessa fatta; esso poteva difatti benissimo venire modificato nell'interesse pubblico per fornire un nuovo percorso, migliore e oltretutto meno costoso.

Abraham Lincoln nel 1854

Senza questa imposizine di conseguenza la società mantenne il diritto di richiedere il pagamento dovuto. La decisione presa dalla Corte suprema dell'Illinois sarà citata da numerosi altri tribunali della nazione[125]. Apparirà davanti alla Corte Suprema statale in ben 175 processi, in 51 di essi come unico difensore; tra questi ultimi 31 verranno decisi a suo favore[127]. Dal 1853 al 1860 un altro dei suoi maggiori clienti fu la "Illinois Central Railroad"[128].

In una causa sulla concessione o meno di esenzione dalle tasse la contea di McLean sostenne che lo Stato non aveva l'autorità per concedere una simile esenzione e voleva tassare comunque la società. Nel gennaio del 1856 la Corte deciderà di confermare il parere favorevole dichiarandosi d'accordo con gli argomenti di Lincoln. La reputazione così ottenuta con i clienti diede origine al suo soprannome di "Honest Abe"[129].

Ma il processo di diritto penale più notevole avvenne nel 1858 quando assunse la difesea di William "Duff" Armstrong, che fu processato per il suo presunto omicidio di James Preston Metzker[130]. Il caso è famoso per l'uso da parte di Lincoln di un fatto stabilito per via giudiziaria al fine di contestare la credibilità di un testimone oculare dichiarato. Dopo che questi testimoniò di aver assistito al fatto grazie al chiaro di luna Lincoln portò in aula un Almanacco degli agricoltori (Farmers' Almanac) con il quale dimostrò inconfutabilmente che la luna si trovava - al momento del crimine - ad un'angolazione basso, riducendo pertanto drasticamente la visibilità. Sulla base di queste prove Armstrong sarà infine assolto[130].

Molto raramente sollevò obiezioni in aula; ma in un caso del 1859 dove difese un cugino - Peachy Quinn Harrison[131][132] - che fu accusato di aver pugnalato un rivale a morte, Lincoln protestò con rabbia contro la decisione del giudice di escludere delle prove favorevoli per il suo cliente. Invece di accusarlo di "oltraggio alla corte" come ci si sarebbe dovuto aspettare il magistrato, un Democratico, fece invece annullare la propria sentenza consentendo così l'acquisizione della prova e la successiva assoluzione dell'indagato[130][133].

Politico repubblicano: 1854-60[modifica | modifica wikitesto]

Nascita di un leader[modifica | modifica wikitesto]

L'aspro bibattito sull'ammissibilità o meno della pratica schiavista nei territori dell'Ovest non fece altro che esacerbare al massimo livello le tensioni regonalistiche preesistenti tra gli Stai del Sud e quelli del Nord; il Compromesso del 1850 non riuscì affatto a disinnescare il problema[134]. Nel corso dei primi anni 1985 Lincoln sosterrà gli sforzi volti ad una mediazione sulla questione e il suo elogio del 1852 per H. Clay si concentrò sul sostegno di quest'ultimo verso una progressiva emancipazione e nell'opposizione ad entrambi gli estremismi[135].

Con il procedere del tempo la contesa sorta nel territorio del Nebraska e nel territorio del Kansas cominciò a diventare particolarmente aspra; il senatore emocratico dell'Illinois Stephen A. Douglas proporrà il "principio di sovranità popolare" come misura che potesse riuscire a riavvicinare le parti. L'ipotesi, se accolta, avrebbe tolto la questione dalle mani dell'assemblea congressuale consentendo agli aventi diritto al voto di ciascun territorio di potere scegliere autonomamente se vivere in uno Stato libero oppure schiavista[136].

Il progetto però finì con l'allarmare molti Nordisti i quali speravano di far interrompere la diffusione della schiavitù nei territori usando esclusivamente le vie legislative federali; ma nonostante questa opposizione la Kansas-Nebraska Act redatta da Douglas passò, seppur con uno scarto ridottissimo, nel maggio del 1854[137]. Essa di fatto venne quindi ad annullanre i limiti imposti allo schiavismo che erano parte del Compromesso del Missouri del 1820. Nei mesi immediatamente seguenti Lincoln non fece alcun pubblico commento sulla nuova legislazione, ma arrivò quasi subito ad opporvisi con fermezza[138].

Il 16 di ottobre nel Discorso di Peoria dichiarò ufficialmente la sua opposizione, che continuerà a ripetere ancora svariate volte nel corso degli anni che ne precederanno la Presidenza[139]; parlando con il suo riconoscibile accento del Kentucky e con una vocalità molto potente[140] dichierà che l'Atto Kansas-Nebraska possedeva solo superficialmente un'imparzialità (così come affermato dal suo autore), ma che in realtà "contiene un vero e proprio zelo nascosto a favore della diffusione della schiavitù".

« Non posso non odiarla. A causa della mostruosa ingiustizia della schiavitù stessa la odio perché priva il nostro esempio repubblicano della sua giusta influenza nel mondo...[141] »

Questi forti attacchi segneranno il suo ritorno alla vita politica quasi a tempo pieno[142]. A livello nazionale gli esponenti Whig risultarono essere profondamente spaccati ed altri tentativi compromissori abortirono velocemente; riflettendo sulla fine del Partito si troverà a scrivere nel 1855: "penso di essere un Whig, ma altri dicono che non ci sono più Whig e che io sono solo un abolizionista... Non faccio altro che oppormi all'estensione della schiavitù"[143].

Attingendo alla corrente politica antischiavista dei Whig e raccogliendo membri dispersi del Free Soil Party, del "Liberty Party" e di alcuni esponenti Liberal tra i Democratici il neonato Partito Repubblicano si venne a formare nel 1854 essenzialmente come una forza politica settentrionale specializzata nell'idea abolizionista[144]. Lincoln resisterà ai primi tentativi fatti per reclutarlo, temendo che potesse servire da tramplino di lancio per i più fanatici dello schieramento[145]; per un breve periodo sperò ancora di riuscire a far rifiorire i Whig, sebbene non mancasse di lamentarsi della sua crescente vicinanza con il movimento nativista focalizzato sulla xenofobia Know Nothing[146].

Nel corso delle elezioni di medio termine del 1854 verrà scelto nuovamente per far parte del parlamento statale, ma rifiutò di assumere la posizione. All'indomani della consultazione fu dimostrato il potere e la popolarità del movimento contrario alla Kansas-Nebraska Act; a questo punto Lincoln cercherà la nomina senatoriale[147]. A quel tempo i senatori venivano scelti dal parlamento statale[148].

Dopo aver guidato i primi 6 ballottaggi - ma non arrivando ad ottener la maggioranza qualificata necessaria - incaricò i propri sostenitori di optare a per Lyman Trumbull. Quest'ultimo, un Democratico antischiavista, aveva ricevuto pochi voti alle precedenti elezioni; coloro che lo supportavano, fossero anche non Democratici, avevano promesso solennemente di non favorire alcun Whig. La decisione di Lincoln di ritirarsi permise il compattarsi degli ex Whig e dei Democratici antischiavisti; riunitisi poterono così sconfiggere il candidato Democratico favorito, ossia il governatore dell'Illinois Joel Aldrich Matteson[149].

In parte a causa dei continui scontri politici violenti che scatenarono il "Bleeding Kansas" l'opposizione alla Kansas-Nebraska Act rimase forte in Illinois e in tutto il Nord. Con l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 1856 Lincoln abbandonò l'oramai defunto "Whig Party" ed approdò tra le fila dei Repubblicani. Parteciperà alla "Convention di Bloomington" nel maggio di quello stesso anno, che istituì formalmente il Partito Repubblicano dell'Illinois[150].

La piattaforma politica affermò che l'assemblea congressuale aveva tutti i pieni diritti di regolamentare la schiavitù nei territori e richiese l'immediata ammissione del Kansas come Stato libero. Lincoln pronunziò il discorso finale in cui appoggiò la piattaforma del Partito, ma chiese anche di fare di tutto per preservare l'Unione della nazione[151].

Alla Convention nazionale di giugno 1856 riceverà un sostegno significativo al ballottaggio per la nomina Vicepresidenziale, sebbene alla fine si nominasse il "Ticket" composto da John Charles Frémont e William Lewis Dayton. Lincoln li sostenne fortemente, facendo un'accanita campagna per il Partito in tutto il suo Stato. I Democratici nomineranno invece l'ex ambasciatore James Buchanan, che era fuori dal paese fin dal 1853 e che quindi aveva evitato il dibattito sulla schiavitù nei territori, mentre i "Know Nothings" sceglieranno l'ex presidente Whig Millard Fillmore[152].

Alle elezioni di novembre Buchanan batté entrambi i suoi sfidanti, ma Frémont vinse diversi Stati del Nord e il repubblicano William Henry Bissell riuscì ad ottenere il posto di Governatore dell'Illinois scalzando l'avversario Democratico. Sebbene Lincoln non abbia vinto per se stesso la sua vigorosa campagna elettorale lo rese nella pratica il leader incontrastato dei Repubblicani dell'Illinois[153].

Abraham Lincoln nel 1857.

Lo storico Eric Foner (2010) mette in contrapposizione gli abolizionisti e gli anti-schiavisti Repubblicani Radicali del Nordest - i quali videro la schiavitù come un autentico peccato morale - con i Repubblicani conservatori che pensarono che fosse un male perché finiva col danneggiare gli stessi bianchi e bloccava il progresso e lo sviluppo economico. Foner sostiene che Lincoln era un moderato centrista, opponendosi alla schiavitù principalmente perché violava i principi del repubblicanesimo instillati dai Padri fondatori, in particolare l'uguaglianza di tutti gli uomini e l'autogoverno democratico così come espresso nella Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America[154].

Lincoln denuncerà la decisione della Corte suprema nel caso Dred Scott contro Sandford come parte di una associazione a delinquere intesa ad estendere forzosamente la schiavitù. Nel marzo del 1857 (appena 2 giorni dopo l'insediamento della presidenza di James Buchanan) la Corte emise la sua sentenza; il presidente della Corte Roger Brooke Taney affermò che i "negri" non potevano in alcun caso venire considerati come cittadini e che pertanto non possedevano neppure alcun diritto tra quelli concessi dalla Costituzione degli Stati Uniti d'America[155].

Mentre molti Democratici sperarono che il caso di Dred Scott avrebbe finalmente posto la parola fine alla disputa sulla schiavitù nei territori la decisione provocò invece un'ulteriore e sempre più crescente indignazione nel Nord[156]. Lincoln asserirà che tale sentenza non fosse altro che il prodotto di una cospirazione dei Democratici creata appositamente per sostenere il "potere negriero"[157]:

« Gli autori della Dichiarazione di Indipendenza non hanno mai inteso dire che tutti erano uguali per colore, dimensioni, intelletto, sviluppi morali o capacità sociale, ma - bensì - consideravano tutti gli uomini creati uguali e possessori per principio di uguali diritti inalienabili tra cui la vita, la libertà e la ricerca della felicità[158]. »

Abraham Lincoln con i propri sostenitori davanti alla sua abitazione nel 1858.

Dibattiti Lincoln-Douglas e discorso di Cooper Union[modifica | modifica wikitesto]

Stephen A. Douglas era pronto per farsi riconfermare senatore nel 1858, ma Lincoln sperò di poter riuscire a sconfiggere il potente Democratico del suo stesso Stato. Con Trumbull che ora serviva come senatore Repubblicano molti nel Partito ritennero che un ex Whig dovesse essere nominato nel 1858; la sua campagna elettorale del 1856 la volontà di sostenere Trumbull due anni prima gli avevano fatto guadagnare il favore anche dei politici più esperti[159].

Alcuni Repubblicani dell'Ovest favorirono la ricandidatura di Douglas dal momento che egli aveva guidato l'opposizione alla Costituzione di Lecompton, che avrebbe fatto ammettere il Kansas come Stato schiavista[160]; ma molti regionalisi non mancarono di far notare il loro risentimento nei riguardi di questa interferenza proveniente dall'esterno. Per la prima volta i Repubblicani dell'Illinois indissero una Convention per concordare un candidato comune; Lincoln otterrà la nomina del Partito dovendo affrontare solo una sparuta opposizione interna[161].

Al momento dell'apccettazione pronunciò il celebre House Divided Speech attingendo alle parole del Vangelo secondo Marco 3:25: "Una casa divisa contro se stessa non può reggere, credo che questo governo non possa resistere in permanenza per metà schiavista e per metà libero, non mi aspetto che l'Unione si dissolva. Non mi aspetto che la casa crolli, ma mi aspetto che cessi di essere divisa: diventerà tutta una cosa o tutta un'altra"[162].

Il discorso ebbe la forza di creare un'immagine evocativa del pericolo di disunione causato dal dibattito sulla schiavitù ed ebbe la capacità di ricompattare tutti i Repubblicani del Nord[163]. L'attenzione rimase quindi focalizzata sulla campagna elettorale statale che avrebbe dovuto scegliere Lincoln o Douglas come senatore suo rappresentante[164]. Una volta informato della nomina di Lincoln l'avversario dichiarò: "Egli è l'uomo forte del suo Partito... e se lo sconfiggo la mia vittoria sarà di certo stentata[165]".

Abraham Lincoln nel 1858

La campagna comprese i sette dibattiti Lincoln-Douglas, quelli che rimarranno i più famosi scontri politici dell'intera storia americana. I contendenti rappresentarono un netto contrasto sia fisicamente che politicamente; Lincoln avvertì che "il Potere negriero" stava minacciando i valori del Repubblicanesimo e accusò Douglas di falsare i valori dei Padri Fondatori i quali asserirono esplicitamente che "tutti gli uomini sono stati creati uguali". Douglas dal canto suo enfatizzò la sua Dottrina di Freeport in base alla quale i coloni locali avrebbero dovuto rimanere liberi di scegliere se consentire o meno la pratica schiavista: accusò chiaramente Lincoln di essersi schierato dalla parte degli abolizionisti più fanatici[166].

Francobollo del 1950 che commemora i Dibattiti Lincoln-Douglas.

I dibattiti assumeranno quasi l'atmosfera di una lotta a premi e attirarono folle composite di migliaia di persone. Lincoln affermò che la cosiddetta teoria del principio di sovranità popolare di Douglas costituiva una minaccia per la moralità stessa della nazione, un'autentica cospirazione volta a far estendere la schiavitù anche negli stati liberi. Questi ribatté che lo sfidante stava apertamnente contestando l'autorità della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America e la sua legittima sentenza nel caso Dred Scott contro Sandford[167].

Anche se i candidati legislativi Repubblicani realizzeranno un maggior numero di voti popolari i Democratici conquisteranno più seggi, pertanto la rielezione si concluderà a favore di Douglas. Nonostante l'amarezza della sconfitta la sua articolazione dei problemi in campo gli diede la definitiva reputazione politica nazionale di cui abbisognava[168].

Nel maggio del 1859 acquisterà l'"Illinois Staats-Anzeiger", un giornale in lingua tedesca il quale svolgerà un ruolo consistente di supporto; la maggior parte dei 130.000 tedeschi americani dello Stato votarono Democratico, ma sussisteva in ogni caso la buona probabilità che un quotidiano espressamente rivolto alla loro comunità potesse far innescare una discreta mobilitazione a favore dei Repubblicani[169].

All'indomani della tornata elettorale i maggiori giornali inizieranno spesso ad indicare proprio Lincoln come potenziale candidato presidenziale Repubblicano nel 1860, con William H. Seward, Salmon P. Chase, Edward Bates e Simon Cameron che incombevano come rivali per la Nomination. Mentre egli rimaneva assai popolare negli Stati Uniti d'America medio-occidentali gli mancava però ancora il supporto decisivo negli Stati Uniti d'America nord-orientali; rimarrà pertanto in dubbio se avrebbe dovuto cercare subito la presidenza[170].

Tali dibattiti saranno l'anticipazione delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1860 che vedranno ancora una volta i due affrontarsi come pretendenti al titolo. A gennaio dichiarerà infine ad un gruppo di alleati politici che avrebbe accettato la nomina, sempre che questa gli fosse stata offerta; nei mesi successivi diversi giornali locali approvareranno Lincoln e si schierereranno apertamente dalla sua parte[171].

Il 27 di febbraio i leader del Partito di New York lo inviteranno a tenere un discorso alla The Cooper Union for the Advancement of Science and Art da poco inaugurata davanti ad un gruppo di potenti notabili Repubblicani. Lincoln sostenne che i "Padri Fondatori" avevano ben poco a che fare con la presunta "sovranità popolare" e che avevano invece ripetutamente cercato di limitare la schiavitù; insistette inoltre sul fatto che le fondamenta morali dei Repubblicani richiedevano l'opposizione allo schiavismo e respinse ogni "tentativo di cercare una via di mezzo compromissoria tra quello che è giusto e quello che è invece irrimediabilmente sbagliato"[172].

Nonostante la sua apparenza inelegante - molti tra il pubblico lo consideravano imbarazzante e persino brutto[173] - Lincoln dimostrò una leadership intellettuale che lo lanciò tra le prime posizioni quanto ad influenza all'interno del Partito e in lizza per la nomina presidenziale Repubblicana. Il giornalista Noah Brooks riferirà: "nessun uomo ha mai fatto una simile impressione nel suo primo appello ad un pubblico newyorkese"[174][175].

Lo storico David Herbert Donald definirà il comizio come una "superba mossa politica per un candidato non annunciato, per apparire nello stesso Stato di un rivale potenziale (Seward) in un evento sponsorizzato dai lealisti del secondo rivale (Chase), senza menzionare per nome né l'uno né l'altro durante tutto il discorso"[176]. In risposta a un'inchiesta sulle sue intenzioni presidenziali Lincoln avrà a dichiarare: "il sapore mi da un po' di retrogusto in bocca"[177].

"Fido", il cane dei Lincoln, nel 1860.

Nomination e campagna elettorale del 1860[modifica | modifica wikitesto]

Il 9-10 maggio del 1860 si terrà a Decatur (Illinois) la 2° Convenzione statale Repubblicana[178]. I seguaci di Lincoln organizzarono una squadra elettorale guidata da David Davis, Norman Blue Judd, Leonard Swett e Jesse Kilgore Dubois; riceverà in tal modo ufficialmente il primo sostegno pubblico per candidarsi alla presidenza[179].

Sfruttando la leggenda abbellita dei suoi giorni di frontiera assieme al padre (liberando la terra e abbattendo a colpi d'ascia le staccionate delle recinzioni per farne traversine dei binari ferroviari) i suoi sostenitori adotteranno il motto "The Rail Candidate"[180]. Egli stesso si descriverà così: "Sono alto circa sei piedi e quattro pollici, quasi magro, con un peso medio di ottanta chili, carnagione scura, con capelli neri e grigi"[181].

"Lincoln, Hamlin e Libertà. Protezione delle industrie americane". Nastro della campagna elettorale Repubblicana.

Il 18 maggio, alla Convention nazionale Repubblicana di Chicago, gli amici riusciranno - anche grazie a promesse improprie - a fargli ottenere la Nomination già al terzo scrutinio, battendo candidati come Seward e Chase. Un ex Democratico, Hannibal Hamlin del Maine, gli sarà affiancato in qualità di Vicepresidente per bilanciare il "Ticket presidenziale". Il successo dipendeva però ancora largamente dalla sua reputazione di moderato sulla questione schiavista e dal suo forte sostegno ai programmi di miglioramento e progresso interno adottati a suo tempo dai Whig oltre che alla tariffa doganale impostata ad un solido protezionismo[182].

Al terzo scrutinio i delegati della Pennsylvania lo piazzeranno al vertice della gratuatoria. Gli interessi di ferro di quello Stato furono rassicurati dal suo sostegno alle tariffe protettive[183]. I propri dirigenti si erano abilmente focalizzati su questa delegazione, mentre non sembrarono seguire con eccessivo zelo il forte dettato di Lincoln a "non creare accordi preelettorali che mi vincolino troppo"[184].

La maggior parte dei Repubblicani era d'accordo con Lincoln sul fatto che il Nord fosse la regione da coltivare maggiormente in quanto "parte offesa", mentre il potere schiavista stringeva la sua presa sul governo nazionale con la decisione contro Dred Scott e la presidenza di James Buchanan. Per tutti gli anni 1850 Lincoln dubitò fortemente delle prospettive di un'eventuale guerra civile e i suoi sostenitori respinsero con sdegno l'ipotesi che la sua elezione avrebbe incitato alla secessione[185].

Nel frattempo Douglas verrà selezionato come candidato dei Democratici del Nord. I delegati di 11 stati schiavisti uscirono dalla Convention Democratica sbattendo la porta, in disaccordo con la sua posizione sulla sovranità popolare e alla fine selezionarono il Vicepresidente incumbent John C. Breckinridge come loro candidato[186]. Infine un gruppo di ex Whig e Know Nothing formerà il Constitutional Union Party e nominerà John Bell del Tennessee. Lincoln e Douglas avrebbero gareggiato per i voti nel Nord, mentre Bell e Breckinridge trovarono principalmente supporto nel Sud[159].

Stemma della Wide Awakes nel "Old State Capitol State Historic Site" di Springfield.

Prima ancora della Convention Repubblicana la campagna di Lincoln iniziò a coltivare un'organizzazione nazionale per adolescenti e giovani adulti, la Wide Awakes, che generò il sostegno popolare di Lincoln in tutto il paese e guidò le grandi registrazioni elettorali di massa, ben sapendo che i nuovi e i più giovani elettori tendono sempre ad abbracciare nuove e giovani idee di altrettanto giovani partiti[187].

Mentre crescevano gli appoggi alle opinioni di Lincoln sull'abolizionismo negli Stati Uniti d'America parallelamente crebbero anche i suoi sostenitori. La gente degli stati del Nord sapeva assai bene che i Sudisti avrebbero votato contro di lui a causa delle sue idee anti-schiavitù e si attivarono per aggregare i suoi fans[188].

Monili con l'effige dei 2 candidati Repubblicani.

Mentre Douglas e gli altri candidati si misero ad intraprendere le loro campagne Lincoln rimase l'unico a non dare discorsi in pubblico; invece monitorò da vicino la propria campagna facendo affidamento soprattutto sull'entusiasmo dei volontari del Partito. Il risultato del loro lavoro porta a porta produsse consistenti maggioranze in tutto il Nord e un'abbondanza di manifesti pubblicitari, volantini e editoriali di giornali[189].

Vi saranno migliaia di conferenzieri Repubblicani i quali si concentraranno innanzitutto sulla piattaforma del Partito e in secondo luogo sulla storia della vita di Lincoln, sottolineando la sua povertà infantile. L'obiettivo palese era quello di dimostrare il potere superiore del "lavoro libero", in base al quale un ragazzo contadino comune poteva raggiungere la cima esclusivamente grazie ai suoi soli sforzi[190]. La produzione di letteratura elettorale del Partito sminuì l'opposizione combinata; un autore del Chicago Tribune farà pubblicare un opuscolo con la vita dettagliata di Lincoln e riuscirà a vendere da 100 a 200.000 copie[191].

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Abraham Lincoln.
Nel 1860 i voti elettorali settentrionali e occidentali (mostrati in rosso) condussero Lincoln alla Casa Bianca.
A large crowd in front of a large building with many pillars.
Marzo 1861, cerimonia inaugurale al Campidoglio. La cupola sopra la rotonda era ancora in costruzione.

Elezioni del 1860 e secessione[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 di novembre Lincoln fu eletto come 16º presidente degli Stati Uniti d'America, battendo in un colpo solo Douglas, Breckinridge e Bell; sarà il 1° esponente del Partito Rpubblicano ad accedere all'alta carica. La sua vittoria si dovette interamente al forte sostegno conquistato al Nord e nell'Ovest; non parteciperà ad alcun ballottaggio in 10 dei 15 stati schiavisti e, in tutti gli altri, riuscirà ad ottenere solo due delle 996 contee meridionali[192].

Riceverà 1.866.452 voti, contro 1.376.957 di Douglas, gli 849.781 di Breckinridge e gli 588.789 di Bell. L'affluenza alle urne toccò l'82,2%, con Lincoln in vetta negli stati liberi del Nord oltre che in California e nell'Oregon. Douglas si impose solamente nel Missouri, mentre suddivise i grandi elettori del New Jersey con Lincoln[193]. Bell ebbe gioco facile in Virginia, Tennessee e nel Kentucky; Breckinridge trionfò nel resto del Sud[194].

Il primo fotoritratto di Abraham Lincoln presidente (tra il 1º marzo e il 30 giugno del 1861).

Anche se avrà solo con una maggioranza relativa di voti popolari la sua vittoria nel collegio elettorale fu decisiva: Lincoln aveva realizzato 180 grandi elettori, mentre i suoi avversari sommati ne avevano solo 123. Vi saranno inoltre "Ticket di fusione" in cui tutti gli oppositori dei Repubblicani si unirono temporaneamente per sostenere la stessa lista presidenziale; queso negli Stati di New York (stato), nel New Jersey e nel Rhode Island; ma anche se il voto anti-Lincoln fosse stato combinato assieme in ognuno degli Stati federati egli avrebbe comunque ottenuto lo stesso la maggioranza nel Collegio[195].

Quando l'elezione di Lincoln si rese evidente i secessionisti chiarirono la loro intenzione di lasciare l'Unione ancor prima che entrasse in carica il 4 marzo seguente[196]. Il 20 dicembre 1860 la Carolina del Sud prenderà l'iniziativa adottando un'ordinanza di secessione; seguiranno il 1º febbraio del 1861 la Florida, il Mississippi, l'Alabama, la Georgia, la Louisiana e per finire anche il Texas[197][198]. Sei di questi Stati adottarono una costituzione autonoma e si dichiararono una nazione sovrana, gli Stati Confederati d'America[197].

Gli Stati superiori del Sud e del confine (il Delaware, il Maryland, la Virginia, la Carolina del Nord, il Tennessee, il Kentucky, il Missouri e l'Arkansas) - gli oramai prossimi Stati cuscinetto nella guerra di secessione americana - inizialmente respingeranno l'appello[199]. Il presidente uscente James Buchanan e il presidente eletto Lincoln si rifiuteranno categoricamente di riconoscere la nuova entità politica appena sorta dichiarando illegale la secessione[200]. La Confederazione intanto sceglierà Jefferson Davis come suo presidente provvisorio il 9 di febbraio[201].

Vi furono anche dei timidi tentativi di ricucitura. Il compromesso di Crittenden (dal nome di John Jordan Crittenden, testo completo su Wikisource) avrebbe esteso la linea segnata dal compromesso del Missouri dividendo i territori in schiavisti e liberi, contrariamente a quanto proclamato dalla piattaforma "Free Soil Party" Repubblicana[202]. Il neoeletto respingerà semplicemente l'idea, dicendo: "patirò la morte prima di acconsentire... a qualsiasi concessione o compromesso che sembri far acquisire il privilegio di prendere possesso di questo governo verso cui tutti abbiamo un diritto/dovere costituzionale"[203].

Tuttavia parve tacitamente acconsentire alla proposta dell'"emendamento Corwin" (dal nome del suo autore Thomas Corvin), che sarà approvato dal Congresso prima che egli entrasse nelle sue piene funzioni e che rimase in attesa della ratifica da parte degli Stati[204][205]. Tale progetto avrebbe protetto la schiavitù negli Stati in cui esisteva già e oltre a garantire che il Congresso non avrebbe interferito senza l'esplicito consenso del Sud. Ancora alcune settimane prima della guerra il presidente invierà una lettera ad ogni governatore per informarli che l'assemblea aveva appena approvato una risoluzione comune per emendare la Costituzione[206]. Sembrò quindi rimanere aperto alla possibilità di una convenzione costituzionale per apportarvi ulteriori modifiche[207].

Il responsabile della sicurezza del presidente Allan Pinkerton nel 1862.

Nel corso del viaggio in treno che avrebbe dovuto condurlo all'inaugurazione si rivolgerà alle folle accorse e ai legislatori lungo tutto il percorso[208]; sventerà inoltre un attentato progettato a Baltimora, che verrà scoperto dal capo della sua sicurezza, il detective Allan Pinkerton. Il 23 febbraio giungerà in segreto e sotto mentite spoglie a Washington - i sudisti non mancheranno di attaccarlo per questa sua misura prudenziale, accusandolo di essere dedito al "travestitismo" - la quale verrà immediatamente posta sotto la protezione di una considerevole guarnigione militare; le truppe federali furono subito pronte a difendere il proprio presidente e la capitale stessa dall'invasione dei ribelli.[209].

« "sembra esserci una certa apprensione tra la gente del Sud riguardo al fatto che con il sopraggiungere di un'amministrazione repubblicana le loro proprietà e la loro pace e sicurezza personale saranno messe in pericolo; ma in realtà non c'è mai stato alcun motivo ragionevole per provare tale preoccupazione. In effetti, le prove più ampie del contrario sono esistite per tutto il tempo e sono state sempre disponibili al loro controllo. Ciò si può ritrovare in quasi tutti i discorsi pubblicati di colui che ora si rivolge a voi. Non faccio altro che citare uno di quei discorsi quando dichiaro che "non ho alcuno scopo, direttamente o indirettamente, di interferire con l'istituzione della schiavitù negli Stati in cui essa esiste. Credo di non avere alcun diritto legale per poterlo fare e non ho d'altra parte neppure alcuna inclinazione a farlo" - Primo discorso inaugurale, 4 marzo del 1861[210] (testo completo su Wikisource). »

Il presidente concluderà con un accorato appello: "non siamo nemici, bensì amici. Non dobbiamo essere nemici... Anche se la passione può essere tesa, non deve rompere i nostri legami d'affetto. Gli accordi mistici di memoria, che si estendono da ogni campo di battaglia e tomba patriottica, ogni cuore vivo e pietra del focolare - in tutta questa vasta terra - continueranno a gonfiare il coro dell'Unione, quando saranno ancora toccati, sicuramente lo saranno, dagli angeli migliori della nostra natura"[211].

Il fallimento della "Conferenza di Pace" tenutasi al "Willard InterContinental Washington" segnalò chiaramente che quella ipotesi di compromesso legislativo era di fatto divenuta impossibile. Nel marzo del 1861 nessun leader dell'insurrezione aveva proposto di riunirsi all'Unione a qualsiasi titolo. Nel frattempo Lincoln e la leadership Repubblicana concordarono che lo smantellamento dell'Unione non poteva essere in alcun modo tollerato[212]. Il presidente avrà occasione di commentare alla sua 2° inaugurazione (testo completo su Wikisource), mentre la guerra stava ormai volgendo al termine:

« "entrambe le parti hanno deprecato la guerra, ma una di loro l'avrebbe fatta piuttosto che permettere alla Nazione di sopravvivere, mentre l'altra l'avrebbe accettata piuttosto che lasciarla morire; così alla fine la guerra è arrivata". »

Il cannoneggiamento di Fort Sumter in una stampa di "Currier & Ives".

Guerra civile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Fort Sumter.

Il comandante di Fort Sumter nella Carolina del Sud, il maggiore Robert Anderson, inviò una richiesta di aiuto e di veloci provvedimenti atti a rinforzarne la sicurezza; l'esecuzione dell'ordine da parte di Lincoln per soddisfare tale richiesta sarà vista dai secessionisti come un vero e proprio atto di guerra. Il 12 aprile del 1861 le forze confederate spararono contro le truppe dell'Union Army asserragliate all'interno del Forte, costringendole presto alla resa: la guerra di secessione americana era iniziata.

Lo storico Allan Nevins arriverà a sostenere che il neopresidente commise almeno tre errori di calcolo: sottovalutando la gravità della crisi, esagerando la forza del sentimento unionista nel Sud e soprattutto non rendendosi conto che gli unionisti meridionali insistevano perché non vi fosse alcuna invasione da parte del Sud[213].

William Tecumseh Sherman ebbe modo di parlare con Lincoln nel corso della settimana appena successiva all'inaugurazione e rimarrà "tristemente deluso" dal fatto ch'egli non avesse ancora del tutto realizzato che "il paese stava del tutto incoscientemente dormendo sopra un vulcano in piena fase di ebollizione" e che il Sud si stava preparando attivamente per la guerra[214].

Lo storico David Herbert Donald conclude che "i suoi ripetuti sforzi per evitare la collisione nei mesi tra l'inaugurazione e l'avvio delle ostilità al Forte dimostrarono chiaramente che egli aderì al suo voto di non essere il primo a spargere sangue fraterno, ma promise anche di non cedere né tantomeno arrendersi mai ai ribelli. L'unica soluzione di queste posizioni in parte contraddittorie era che i confederati sparassero il primo colpo: ed essi fecero proprio questo"[215].

Il 15 di aprile Lincoln inviterà tutti gli Stati dell'Unione a inviare distaccamenti per un totale di 75.000 soldati per riconquistare le fortificazioni, proteggere la capitale federale e "preservare l'integrità del paese" la quale, a suo avviso, era ancora intatta nonostante le azioni degli stati secessionisti[216].

Questa chiamata alle armi costringerà gli Stati a scegliere definitivamente da quale parte stare. La Virginia dichiarerà la propria secessione e per tale motivo sarà premiata concedendogli la capitale confederata, Richmond (Virginia), nonostante la posizione altamente esposta e così vicina alle linee del fronte. Anche la Carolina del Nord, il Tennessee e l'Arkansas voteranno per il distacco nei seguenti due mesi[216].

Il sentimento separatista rimase forte anche nel Missouri e nel Maryland, ma non riuscirà mai a prevalere; il Kentucky cercherà invece in tutti i modi possibili di mantenersi in una posizione neutrale. Il proditorio attacco confederato al Forte ebbe almeno il merito di radunare di colpo gli americani a Nord della Linea Mason-Dixon nella difesa della nazione[217]. A. Nevins afferma:

« "Il bombardamento di Fort Sumter produsse una sorprendente cristallizzazione del sentimento nordico... La rabbia collettiva attraversserà l'intero Nord. Da ogni parte arrivarono notizie di riunioni di massa, discorsi, risoluzioni, offerte di sostegno economico, la raccolta di compagnie e reggimenti, la decisa azione di governatori e legislatori schieratisi tutti a fianco di Lincoln"[218]. »

Gli Stati unionisti cominciarono a far marciare i loro reggimenti in risposta all'appello del presidente volto a salvare la capitale e ad affrontare con decisione la ribellione in atto. Il 19 di aprile però una folla di facinorosi a Baltimora, città che controllava i collegamenti ferroviari, attaccò di sorpresa le truppe dell'Unione che stavano cambiando treno e gruppi guidati da leader locali in seguito bruciarono i ponti ferroviari più critici che conducevano verso la capitale[219].

L'Union Army risponderà facendo arrestando i maggiori funzionari locali del Maryland e imponendo la Legge marziale. Lincoln sospese il mandato dell'"habeas corpus" in tutte quelle aree in cui l'esercito ne sentiva la necessità per assicurarsi che le truppe raggiungessero incolumi Washington[219].

John Merryman, un funzionario del Maryland impegnato a ostacolare i movimenti delle truppe Nordiste, presenterà una petizione al Presidente della Corte suprema Roger Brooke Taney, l'autore della controversa sentenza nel caso Dred Scott contro Sandford che si schierò a favore della schiavitù negli Stati Uniti d'America, per fargli pubblicare un documento ufficiale e in giugno questi, agendo come giudice di circoscrizione e non parlando per la Corte Suprema, emise il verdetto secondo il quale a suo parere solo il Congresso avrebbe potuto far sospendere la legge[220][221].

Lincoln proseguirà però la sua politica affermando che il decreto di sospensione sarebbe stato messo in atto solamente in certe aree circoscritte e ciò nonostante la sentenza Ex parte Merryman. D'altra parte spesso annullò le condanne; famosa è rimasta la cosiddetta "lettera di Bixby", inviata dal presidente nel novembre del 1864 a Lydia Bixby, madre di cinque figli che si riteneva fossero rimasti uccisi durante la guerra. Il testo viene ritenuto uno dei migliori scritti di Lincoln.

« Gentile Signora il Dipartimento della Guerra mi ha mostrato una dichiarazione del Generale del Massachusetts che lei è la madre di cinque figli che sono morti gloriosamente sul campo di battaglia. Sento che le mie parole per alleviarle il dolore di una così forte perdita sono deboli ed inutili. Ma non posso evitare di scriverle perché sono il ringraziamento della Repubblica per la cui salvezza hanno lottato. Prego il Padre Celeste perché l'orgoglio per il sacrificio dei suoi figli sull'altare della libertà prevalga sul dolore per la loro assenza. I più sinceri e cordiali saluti A. Lincoln »

Strategia militare dell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la battaglia di Fort Sumter Lincoln si rese conto dell'importanza di prendere immediatamente il controllo esecutivo della guerra e di creare una strategia militare generale dell'Unione per reprimere la ribellione; dovette fare capo ad una crisi politica e militare senza precedenti ma reagì con la forza di un vero comandante in capo, usando per tutto il corso della guerra poteri senza precedenti che nessun altro prima di lui aveva mai detenuto[222].

Estese i propri poteri bellici e impostò fin da subito un serrato blocco navale a tutti i porti marittimi confederati riversandovi cospicui fondi ancora prima dell'approvazione congressuale e, dopo aver sospeso il precetto dell'"habeas corpus" permetterà frequentemente anche di far arrestare ed imprigionare le spie e migliaia di sospetti simpatizzanti Sudisti senza processo[223].

In questa carta:

     Stati dell'Unione

     Territori dell'Unione


     Gli Stati Cuscinetto

     Bleeding Kansas (Kansas sanguinoso), il più contenzioso degli Stati dell'Atto Kansas-Nebraska, il perno degli Stati cuscinetto


     Stati Confederati d'America

     Territori rivendicati ed a tratti tenuti dalla Confederazione

Per queste azioni il presidente si seppe conquistare e riuscirà a mantenere il sostegno da parte dell'assemblea congressuale e dell'opinione pubblica dell'intero Nord; inoltre dovette fare positivamente i conti anche con il rafforzamento delle forti simpatie nei suoi confronti che emergeranno vieppiù negli Stati rimasti schiavisti di confine (gli Stati cuscinetto nella guerra di secessione americana) e impedirà nei fatti che la guerra diventasse un conflitto a sfondo internazionale[224].

Lo sforzo bellico rimarrà costantemente la fonte delle sue maggiori preoccupazioni e dominerà tutto il suo tempo e la sua attenzione. Sin dall'inizio si rese assai chiaro che il sostegno bipartisan sarebbe stato essenziale per il successo finale e pertanto cercò in certo qual modo ogni tipo possibile di alleanza con le fazioni contrapposte su entrambi i lati dello spettro politico, come la nomina sia di Repubblicani che di Democratici al comando nelle posizioni militari di maggior importanza[225].

I "Copperheads" non mancarono di criticarlo aspramente per aver rifiutato di scendere a compromessi sulla questione della schiavitù; al contrario, i Repubblicani più radicali lo accuseranno di muoversi troppo lentamente nella sua abolizione ufficiale e definitiva[226]. Il 6 agosto del 1861 firmerà l'atto di confisca che autorizzava i procuratori giudiziari a catturare prima e liberare poi tutti quegli schiavi che erano usati per sostenere lo sforzo bellico confederato. In pratica la legge avrà un successo del tutto relativo, ma indicò senza alcuna possibilità di fraintendimenti il proprio sostegno politico all'abolizionismo negli Stati Uniti d'America a partire proprio dai territori della Confederazione[227].

Alla fine di agosto il generale John Charles Frémont, il 1° candidato Repubblicano alle elezioni presidenziali del 1856, emetterà senza consultare i suoi superiori un proclama che istituiva la legge marziale nel Missouri; esso dichiarò che qualsiasi privato cittadino trovato a portare armi con sé poteva essere processato dalla corte marziale e subire la fucilazione e che gli schiavi delle persone che aiutavano la ribellione sarebbero stati liberati[228].

Frémont si trovava già sotto una nera nuovola di accuse per negligenza nel suo comando del "Dipartimento del West" aggravate da sospetti di frode e corruzione. Lincoln fece annullare il proclama; egli credette infatti che la mossa verso l'emancipazione di Fremont fosse di natura eminentemente politica; né militarmente necessaria né tantomeno legale[229]. Dopo questa decisa azione preidenziale gli arruolamenti nell'Unione provenienti dal Maryland, dal Kentucky e dal Missouri aumentarono di oltre 40.000 unità[230].

In politica estera l'obiettivo principale di Lincoln fu innanzitutto quello fermare gli aiuti militari dai paesi stranieri alla Confederazione. Il presidente lasciò la maggior parte delle questioni diplomatiche al suo Segretario di Stato William H. Seward[231]; a volte questi si dimostrò un po' troppo bellicoso e quindi, per mantenere l'equilibrio in seno all'amministrazione, Lincoln intrattenne stretti rapporti di lavoro con il senatore Charles Sumner, il presidente della commissione per le relazioni estere del Senato[232].

L'incidente diplomatico noto come Affare Trent scoppiato alla fine del 1861 minacciò un coinvolgimento nella guerra del Regno Unito. L'Union Navy aveva difatti intercettato illegalmente una nave postale britannica, la "Trent", in alto mare e sequestrato due inviati confederati; la Gran Bretagna protestò con veemenza mentre tutto il Nord applaudiva unanimemente. Lincoln riuscirà a mettere fine alla crisi rilasciando i due diplomatici. Il biografo James Garfield Randall ha analizzato le tecniche del successo di Lincoln nel modo seguente:

« "la sua moderazione, associata alla sua capacità di evitare una qualsiasi espressione esteriore di truculenza, il suo far sì che il Dipartimento di Stato ammorbidisse il proprio atteggiamento nei confronti della Gran Bretagna, la sua deferenza verso Seward e Sumner, la rimozione del suo stesso documento preparato per l'occasione, la sua prontezza nell'arbitrare, il suo silenzio dorato nell'affrontare il Congresso, la sua astuzia nel riconoscere che la guerra deve essere evitata e la sua chiara percezione che avrebbe potuto essere conquistato un punto a favore della posizione dell'America e allo stesso tempo la concessione della piena soddisfazione ad un paese considerato ancora a tutti gli effetti amico"[233]. »

Il presidente monitorò scrupolosamente i rapporti telegrafici che arrivavano nel quartier generale del Dipartimento della Guerra; mantenne sotto stretta osservazione tutte le fasi dello sforzo militare, consultandosi con i governatori e selezionando personlmente i generali in base al loro successo passato (nonché al loro Stato e Partito d'appartenenza).

Gestire la Macchina: una vignetta del 1864 che satirizza l'amministrazione della presidenza di Abraham Lincoln, con William P. Fessenden, E. Stanton, William H. Seward, Gideon Welles, Lincoln e altri impegnati a fabbricare soldi.

Nel gennaio del 1862 dopo le molte denunce giunte nei riguardi dell'inefficienza e l'affarismo all'interno dell Stesso Dipartimento della Guerra sostituì Simon Cameron con Edwin Stanton come Segretario alla Guerra. Stanton centralizzò le attività del Dipartimento controllando e cancellando i contratti, salvando il governo federale per oltre 17 milioni di dollari[234]; egli era un Democratico conservatore fermamente unionista e pro-business che si spostò verso la fazione Repubblicana più radicale. Tuttavia lavorò più spesso e più strettamente con Lincoln di qualsiasi altro alto funzionario: "Stanton e Lincoln hanno virtualmente condotto la guerra insieme"[235]. In termini di strategia bellica Lincoln articolò due priorità essenziali: assicurare che Washington fosse difesa bene e condurre uno sforzo militare aggressivo che soddisfacesse la richiesta nel Nord per una vittoria rapida e decisiva; i principali redattori di giornali del Nordisti si aspettavano difatti la vittoria decisiva entro 90 giorni[236].

Due volte alla settimana il presidente si incontrava con il suo gabinetto nel pomeriggio e, occasionalmente, Mary Todd Lincoln lo costringeva a fare un giro in carrozza perché era preoccupata che stesse lavorando troppo[237]. Lincoln imparerà molto dalla lettura del libro teorico del suo Capo di stato maggiore, il generale Henry Halleck, un discepolo dello stratega europeo Antoine de Jomini[238].

Comincerà pertanto ad apprezzare la necessità critica di controllare i punti strategici, come ad esempio il fiume Mississippi[239]; intravide molto presto l'importanza di riuscire ad assicurarsi la città centrale di Vicksburg (Mississippi) e comprese la necessità di sconfiggere l'esercito nemico, piuttosto che semplicemente conquistarne il territorio[240].

Il generale McClellan[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sconfitta dell'Unione nella prima battaglia di Bull Run - il primo grande scontro in campo aperto della guerra civile - ed il ritiro dell'oramai anziano Winfield Scott alla fine del 1861, il presidente nominerà il generale George McClellan quale comandante generale dell'esercito statunitense[241][242]. Questi, un giovane ambizioso laureatosi all'United States Military Academy, dirigente delle ferrovie nonché esponente Democratico della Pennsylvania, impiegherà diversi mesi preziosi a pianificare e tentare la sua campagna peninsulare, molto più a lungo di quanto Lincoln sperasse e desiderasse.

L'obiettivo sarebbe dovuto essere quello di conquistare Richmond trasferendo l'Armata del Potomac in barca verso la Virginia Sud-orientale e poi via terra verso la capitale confederata. I ripetuti ritardi di McClellan riuscirono a frustrare ed irritare sia Lincoln che l'intera Assemblea congressuale, così come venne avversata la sua posizione secondo cui non erano necessarie truppe per difendere Washington[243].

Il presidente però insistette per tenere alcuni reparti sempre pronti alla difesa della capitale; McClellan, che sopravvalutava costantemente la forza delle truppe confederate, incolpò quest'ultima decisione per il fallimento finale dell'intera campagna[244]. Lincoln si trovarà costretto a rimuoverlo nel marzo del 1862, dopo la sua Harrison's Landing Letter in cui offrì consigli politici non richiesti al presidente, sollecitandolo alla massima cautela[245]. L'Ufficio rimarrà vuoto fino a luglio, quando proprio H. Halleck sarà selezionato per ricoprirlo[246].

La lettera di McClellan incensava i Repubblicani Radicali, che con successo fecero pressione sul presidente per scegliere John Pope, un Repubblicano, come capo della nuova Armata della Virginia; egli rispetterà il desiderio strategico di Lincoln di spostarsi verso Richmond partendo dal nord, proteggendo così la capitale da qualsiasi eventuale attacco scaturito direttamente da Sud[247].

Uomini appostati nei pressi del sito della Seconda battaglia di Bull Run.

Tuttavia, mancando i rinforzi richiesti da McClellan - che ora comandava l'Armata del Potomac - Pope rimarrà sonoramente sconfitto alla Seconda battaglia di Bull Run nell'estate del 1862, costringendo così l'Esercito del Potomac a dover difendere Washington per la seconda volta[247]. La guerra si espanse anche con operazioni navali compiute entro quello stesso anno quando la CSS Virginia, ex USS Merrimack, riuscìrà a danneggiare gravemente ben tre navi dell'Unione a Norfolk (Virginia), prima di essere a sua volta abbordata e quasi distrutta dall'USS Monitor.

Lincoln esaminò da vicino i relativi dispacci e interrogherà gli ufficiali navali nel corso della battaglia di Hampton Roads[248]. Nonostante la sua insoddisfazione per la palese incapacità dimostrata da McClellan di rafforzare Pope, Lincoln fu talmente disperato da rimetterlo al comando di tutte le formazioni accampate nei dintorni di Washington, con lo sgomento di tutti i membri del proprio gabinetto, innanzitutto di W. H. Seward[249]. Solo due giorni dopo il ritorno di McClellan al comando le truppe del generale Robert E. Lee attraversarono il fiume Potomac nel Maryland, conducendo alla battaglia di Antietam nel settembre del 1862[250].

La conseguente vittoria dell'Unione fu tra le più sanguinose della storia americana, ma darà finalmente l'occasione al presidente di annunciare che avrebbe emesso un proclama di emancipazione a gennaio; avendolo redatto già qualche tempo prima Lincoln aveva atteso una vittoria militare per pubblicarlo così da evitare che fosse percepito come il prodotto della disperazione[251].

McClellan resisterà alla richiesta insistente del Presidente di inseguire l'esercito di Lee in ritirato ed esposto, mentre il suo omologo Don Carlos Buell rifiuterà parimenti l'ordine di scagliare l'Armata dell'Ohio contro le forze ribelli nel Tennessee Orientale; come conseguenza Lincoln sostituirà definitivamente Buell con William Starke Rosecrans e dopo le elezioni di medio termine del 1862 scegliera al posto di McClellan il Repubblicano Ambrose Burnside. Entrambi questi rimpiazzi costituivano dei politici moderati e prospetticamente più favorevoli al Comandante in capo[252].

Burnside, contro il parere del presidente, lancerà prematuramente un'offensiva attraverso il fiume Rappahannock e verrà - contro tutte le attese - sconfitto da Lee nella battaglia di Fredericksburg svoltasi a dicembre; egli non solo era stato sconfitto sul campo di battaglia, ma i suoi soldati erano scontenti e indisciplinati. Le diserzioni nel 1863 ammontarono a migliaia e aumentarono ancor di più subito dopo Fredericksburg (Virginia)[253]. Lincoln nominerà quindi Joseph Hooker, nonostante il suo passato di discorsi scioccanti sulla necessità di una dittatura militare[254].

Le elezioni di medio termine del 1862 porteranno ai Repubblicani gravi perdite a causa di una netta disapprovazione nei confronti dell'amministrazione per la mancata fine rapida della guerra, nonché per l'aumento dell'inflazione, dei nuovi aumenti delle tasse, di voci insistenti di corruzione, per la sospensione dell'"habeas corpus", per il disegno di legge sulla coscrizione obbligatoria ed infine anche per la paura che gli schiavi liberati potessero finire col minacciare il mercato del lavoro[255].

Il proclama annunciato a settembre riuscirà ad ottenere voti per i Repubblicani nelle aree rurali della Nuova Inghilterra e negli Stati Uniti d'America medio-occidentali superiori, ma contribuirà d'altra parte a far perdere voti nelle città e nel basso Midwest. Mentre i Repubblicani erano scoraggiati i Democratici ne risultarono invece stimolati e faranno particolarmente bene in Pennsylvania, Ohio, Indiana e nello Stato di New York. I Repubblicani manterranno le loro maggioranze al Congresso e nei maggiori Stati, eccetto New York[255].

Soldati dell'Unione sulle rive del fiume Rappahannock poco prima della 2ª battaglia di Fredericksburg (3 maggio del 1863).

La Cincinnati Gazette giungerà a sostenere che gli elettori erano "depressi dalla natura interminabile di questa guerra, così come era stata finora condotta, oltre che dal rapido esaurimento delle risorse nazionali senza avere in cambio alcun apprezzabile progresso"[255]. Nella primavera del 1863 Lincoln era ottimista riguardo alle imminenti campagne militari fino al punto di pensare che la fine della guerra potesse essere vicina se solo si avesse potuto inanellare una serie di vittorie consecutive; questi piani includevano l'attacco di Hooker a Lee a Nord di Richmond, di Rosecrans a Chattanooga, di Ulysses S. Grant in quel di Vicksburg ed un assalto navale a Charleston (Carolina del Sud)[256].

Hooker verrà sconfitto da Lee nella battaglia di Chancellorsville a maggio, ma continuerà a comandare le sue truppe ancora per alcune settimane[257]. Ignorerà l'ordine di Lincoln di dividere il proprio esercito in due tronconi e forse costrinse Lee a fare lo stesso ad Harper's Ferry; offrirà quindi le sue dimissioni, che Lincoln accettò. Fu sostituito da George G. Meade, che inseguirà Lee fino in Pennsylvania per la campagna di Gettysburg la quale rappresenterà una vittoria fondamentale per l'Unione, anche se l'esercito di Lee evitò la cattura[258].

Allo stesso tempo, dopo le battute d'arresto iniziali, Grant pose l'assedio a Vicksburg e la marina dell'Unione ottenne un certo successo nel porto di Charleston. Subito dopo la battaglia di Gettysburg il presidente capirà chiaramente che le sue decisioni militari sarebbero state eseguite più efficacemente trasmettendo gli ordini ai generali attraverso il suo segretario della Guerra o il suo generale in capo; per lo più essi si risentirono della sua interferenza civile con i loro piani. Anche stando così le cose continuerà spesso a fornire indicazioni dettagliate ai suoi generali nella sua veste di Comandante in Capo[259].

Emancipazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Abolizionismo negli Stati Uniti d'America.

Lincoln capì che il potere del governo federale di porre fine alla schiavitù era limitato dalla Carta Costituzionale la quale prima del 1865 aveva sempre relegato la questione alle scelte individuali dei singoli Stati. Sia prima che durante la campagna elettorale in vista della sua elezione sostenne che l'eventuale estinzione della schiavitù avrebbe dovuto avere come risultato unicamente quello d'impedire la sua espansione nel nuovo territorio del West. All'inizio della guerra cercò anche di persuadere gli Stati ad accettare un'emancipazione compensata da un rimborso in cambio della proibizione della schiavitù[260].

Lincoln credette in un primo momento che limitarla in questi modi l'avrebbe cancellata economicamente, come previsto dai Padri Fondatori, sotto l'egida costituzionale. Il presidente respingerà ben due tentativi di emancipazione geograficamente limitati fatti attuare dal maggiore generale John Charles Frémont nell'agosto del 1861 e dal maggiore generale David Hunter nel maggio seguente con la motivazione che ciò non era in loro potere ed avrebbe solamente messo in pericolo la già precaria alleanza costituita con gli Stati cuscinetto nella guerra di secessione americana[261].

Il 19 giugno del 1862, approvato da Lincoln, l'assemblea ongressuale farà approvare un atto che bandiva la schiavitù su tutto il territorio federale. A luglio fu approvato il Confiscation Act of 1862, che istituì procedure giudiziarie che avrebbero potuto liberare gli schiavi di chiunque fosse stato condannato per aver aiutato la ribellione. Sebbene il presidente credesse che non fosse nel potere del Congresso liberarli negli Stati approverà il disegno di legge in ossequio al la volontà del legislatore nazionale[262].

Presentì quindi che tale azione poteva essere presa solo dal "Comandante in Capo" usando i poteri di guerra concessi al presidente dalla Costituzione e pertanto progettò di prendere un'iniziativa in tal senso. In quello stesso mese discusse ed approfondì una bozza del proclama di emancipazione con l'assistenza partecipata dell'intero gabinetto. In essa si dichiarò che "come misura militare appropriata e necessaria a partire dal 1° gennaio del 1863 tutte le persone detenute come schiavi negli Stati confederati diverranno e continueranno ad essere per sempre liberi"[263].

In privato concluse a questo punto che la base schiavista su cui era imperniata la Confederazione avrebbe dovuto essere eliminata ed abbattuta; tuttavia, ed in questo in accordo con i Copperheads, sosterrà che l'emancipazione poteva facilmente divenire un ostacolo alla pace e alla riunificazione e ciò nonostante la frequenza e la chiarezza con cui la sostenne sia prima della sua elezione (nei Dibattiti Lincoln-Douglas del 1858), sia dopo (nel Primo discorso inaugurale). Il giornalista ed editore Repubblicano Horace Greeley dell'influente testata New York Tribune lo definirà come niente più che uno stratagemma[264] e Lincoln si sentirà in dovere di premurarsi a confutarlo direttamente in una tanto accorta quanto vibrata lettera datata 22 di agosto.

Bambino afroamericano non identificato davanti ad un dipinto che mostra la bandiera degli Stati Uniti d'America; il ritratto di Lincoln sul lato opposto dell'astuccio.

Anche se ribadì a più riprese che personalmente desiderava che tutti gli uomini potessero essere liberi affermò comunque che l'obiettivo primario delle sue azioni come presidente degli Stati Uniti (userà il pronome in prima persona e si riferirà quindi esplicitamente al suo "dovere ufficiale") era eminentemente quello di preservare l'Unione[265]:

« Io salverei l'Unione. La salverei nella maniera più rapida al cospetto della Costituzione. Prima potrà essere ripristinata l'autorità nazionale, più simile sarà l'Unione "all'Unione che fu". Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione, a meno di non potere allo stesso tempo salvare la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Se ci fosse chi non desidera salvare l'Unione a meno di non poter al tempo stesso sconfiggere la schiavitù, io non sarei d'accordo con costoro. Il mio obiettivo supremo in questa battaglia è di salvare l'Unione e non se porre fine o salvare la schiavitù.

Se potessi salvare l'Unione senza liberare nessuno schiavo io lo farei; e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, io lo farei; e se potessi salvarla liberandone solamente alcuni, io lo farei anche in questo caso. Quello che faccio al riguardo della schiavitù e della razza lo faccio perché credo che aiuti a salvare l'Unione; e ciò che evito di fare lo evito perché non credo possa aiutare a salvare l'Unione. Dovrò fermarmi ogni volta che crederò di star facendo qualcosa che rechi danno alla causa e dovrò impegnarmi di più ogni volta che crederò che fare di più rechi giovamento alla causa[266].

Dovrò provare a correggere gli errori quando questi si dimostreranno d'essere errori; e dovrò adottare nuove vedute non appena esse mostreranno di essere vedute corrette. Ho sostenuto qui i miei propositi in accordo con il punto di vista dei miei obblighi ufficiali; e non ho intenzione di modificare la mia più volte ribadita volontà personale che tutti gli uomini possano essere liberi[267] »

In ogni caso, al momento in cui scrive questa lettera, Lincoln stava già andando verso l'Emancipazione, cosa che avrebbe portato al Proclama. È inoltre rivelatoria la sua lettera scritta un anno dopo al giudice newyorkese James Cook Conkling il 26 agosto del 1863, che comprendeva il seguente estratto[268][269][270]:

« C'è voluto più di un anno e mezzo per sopprimere la ribellione prima che fosse tenuta la proclamazione, gli ultimi cento giorni dei quali passati con l'esplicita coscienza che stava arrivando, senza essere avvertita da quelli in rivolta. La guerra è progredita in modo a noi favorevole dall'annuncio della proclamazione. So, per quanto sia possibile conoscere le opinioni degli altri, che alcuni comandanti delle nostre armate in campo, che ci hanno dato i successi più importanti, credono nella politica dell'emancipazione e l'uso delle truppe di colore costituisce il colpo più pesante finora sferrato alla Ribellione; e che almeno uno di questi importanti successi non sarebbe mai stato possibile raggiungere senza l'apporto determinante dei soldati neri. Tra i comandanti che hanno queste opinioni ve ne sono alcuni che non hanno mai avuto alcuna affinità con quello che viene chiamato abolizionismo o con le politiche Repubblicane, ma le sostengono dalla prospettiva puramente militare. Metto queste opinioni di una certa rilevanza davanti alle obiezioni spesso mosse sul fatto che emancipare e armare i neri siano scelte militari poco sagge e non siano state adottate come tali in buona fede

Voi dite che non combatterete per liberare i negri. Alcuni di loro sembrano disposti a lottare per voi; ma non importa. Combattete allora esclusivamente per salvare l'Unione. Ho emanato il Proclama di proposito per aiutarvi a salvare l'Unione. Nel momento in cui avrete vinto tutta la resistenza all'Unione, se vi inciterò a combattere ancora, sarà il momento buono per voi di dichiarare che non combatterete per liberare i negri

Ho pensato che nella vostra lotta per l'Unione, a qualsiasi livello i negri abbiano cessato di aiutare il nemico, a tale livello hanno indebolito la resistenza del nemico nei vostri confronti. La pensate diversamente? Ho pensato che qualsiasi negro che possa essere impiegato come soldato lascia meno da fare ai soldati bianchi per salvare l'Unione. Vi sembra vada diversamente? Ma i negri, come le altre persone, agiscono in base a motivazioni. Perché dovrebbero fare qualcosa per noi se non saremmo disposti a nostra volta a fare niente per loro? Se mettono a rischio le loro vite per noi devono essere spinte dal più forte dei motivi - anche la promessa della Libertà. E la promessa fatta dev'essere mantenuta! »

La Proclamazione, emessa il 22 settembre del 1862 ed entrata in vigore a partire dal 1° gennaio seguente dichiarò liberi gli schiavi in ​​10 Stati allora non ancora sotto il controllo dell'Unione, con esenzioni specificate per aree già sottoposte al governo in almeno 2 Stati[271]. Lincoln passerà i successivi 100 giorni a preparare l'esercito e la nazione intera alla svolta epocale, mentre i Democratici dal canto loro raduneranno i loro elettori nelle elezioni di medio termine del 1862, avvertendo della minaccia che gli schiavi liberati ponevano ai bianchi del Nord[272]; ma qui il Proclama non attuò cambiamenti radicali, in quanto il sistema economico-lavorativo non si basava più già da decenni sullo schiavismo.

Lincoln si incontra con il suo gabinetto per la prima lettura della bozza del Proclama di emancipazione, il 22 luglio 1862 (dipinto di Francis Bicknell Carpenter). Dirà in seguito: "Non mi sono mai, nella mia vita, sentito più certo di stare facendo la cosa giusta, che quando firmai quel documento."

Una volta che l'abolizione del sistema schiavista negli Stati ribelli divenne un obiettivo militare, mentre l'Union Army avanzava speditamente verso Sud, altri schiavi furono liberati fintanto ché tutti i tre milioni di afroamericani presenti ancora nel territorio confederato non riuscorono ad ottenere la liberazione. Il commento di Lincoln sulla firma del Proclama era: "non ho mai sentito, nella mia intera vita, con più certezza di avere fatto la cosa più giusta, che quando ho firmato questo documento"[273].

Il "Logan House Hotel" ad Altoona (Pennsylvania).

Per un po' di tempo il presidente continuerà a pensare ai precedenti piani per istituire colonie per gli schiavi appena liberati. Commentò favorevolmente la colonizzazione nella stessa Proclamazione, ma tutti i tentativi di un'impresa così massiccia si riveleranno ben prsto essere completamente non fattibili e perciò falliranno[274]. Pochi giorni dopo l'annuncio 13 governatori Repubblicani si incontrarono alla "Conferenza dei governatori di guerra" al "Logan House Hotel" ad Altoona (Pennsylvania); sostennero la scelta presa dal presidente, ma suggeriranno finanche la rimozione di George McClellan come comandante generale dell'esercito statunitense[275].

Cominciare ad arruolare gli ex schiavi diventerà la politica ufficiale governativa. Nella primavera del 1863 Lincoln fu pronto a reclutare le prime "truppe nere" in numeri più che simbolici. In una lettera indirizzata ad Andrew Johnson, l'allora governatore del Tennessee sotto controllo militare, per incoraggiarlo a guidare la strada verso un cospicuo aumento delle truppe nere Lincoln scriverà: "la nuda vista di 50.000 soldati neri armati e ben addestrati sulle rive del fiume Mississippi avrebbe messo fine alla ribellione in un colpo solo"[276].

Soldati combatteti dell'"United States Colored Troops" a Dutch Gap (Contea di Chesterfield (Virginia)) nel 1864.

Alla fine del 1863, sotto la direzione di Lincoln, il generale Lorenzo Thomas aveva già finto di reclutare 20 reggimenti di neri provenienti dalla valle del Mississippi[277]. Frederick Douglass avrà in seguito l'occasione di osservare: "in compagnia del presidente non mi è mai venuta in mente la mia umile origine o il colore così impopolare della mia pelle"[278].

Processione a New York per comemorare l'anniversario del proclama di emancipazione (1874-1880 circa).

L'abolizione della schiavitù negli Stati ribelli, uno degli obiettivi della guerra, diventerà l'impulso per la modifica del XIII emendamento e del XIX emendamento della costituzione americana, che rispettivamente abolivano la schiavitù e stabilivano i diritti civili federali.

Nonostante le conseguenze che ebbe la sua azione determinante nella lotta alla schiavitù le sue posizioni sul problema delle diverse popolazioni non erano naturalmente come quelle odierne. A dimostrazione di ciò è chiarificante una sua dichiarazione del 1858:

« Non sono, e non sono mai stato, favorevole a una qualsiasi realizzazione della parità sociale e politica tra la razza bianca e quella nera; esiste una differenza fisica tra le due che credo che ciò impedirà per sempre una convivenza in termini di parità. E poiché esse non possono convivere in questa maniera, finché rimangono assieme ci dovrà essere la posizione superiore e inferiore e io, al pari di chiunque altro, sono favorevole a che la posizione superiore venga assegnata alla razza bianca »

Francobollo del 100º anniversario dell'emancipazione sotto la presidenza di John Fitzgerald Kennedy.

Alcuni studiosi, tra cui Stacy Pratt McDermott[279], ammoniscono a non dare facili ed errate interpretazione della visione di Lincoln sulle uguaglianze razziali scrivendo che le frasi sopra riportate sono tipiche manifestazioni della psicologia di chiunque in quel periodo: nessuno è indenne dallo spirito del tempo, per cui non si possono impiegare acquisizioni culturali recenti per giudicare uomini dell'Ottocento, scrive McDermott. Altrimenti, se un antischiavista come Lincoln fosse equiparato a uno schiavista come Stephen A. Douglas, sarebbe la fine della storia in un mondo confuso e uniforme.

L'unica immagine esistente dell'arrivo del presidente a Gettysburg, circa 3 ore prima del discorso.

Discorso di Gettysburg[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« [Democracy is the] government of the people, by the people, for the people. »

(IT)

« [La democrazia è] il governo del popolo, dal popolo, per il popolo. »

(A. Lincoln, dal discorso per l'inaugurazione del Cimitero Nazionale Militare a Gettysburg il 19 novembre 1863)

Con la grande vittoria ottenuta nella Battaglia di Gettysburg nel luglio del 1863 e la sconfitta dei Copperheads nell'elezione dell'Ohio in autunno Lincoln mantenne una solida base di appoggio popolare e rimarrà pertanto in una posizione forte per ridefinire lo sforzo bellico, nonostante i Disordini di New York del 13-16 luglio[280].

Il palcoscenico fu pronto per il suo discorso al cimitero di Gettysburg (Pennsylvania) il 19 novembre del 1863. Sfidando la predizione fatta da Lincoln stesso secondo cui "il mondo noterà poco, né ricorderà a lungo quello che noi diciamo qui oggi" esso diverrà il discorso più citato, non soltando della sua presidenza, ma anche di tutta la storia politica americana[281].

Avrà la capacità di mostrare alla popolazione un carisma magnetico senza precedenti nel corso del conflitto, come è ben evidenziato da questo evento, tenutosi in occasione della dedica di un cimitero per i soldati dell'Unione morti nel corso della battaglia. Mentre la maggioranza di coloro che tennero comizi (come per esempio Edward Everett) parlarono a lungo, alcuni per delle or3e intere, le poche parole scelte dal presidente risuonarono attraverso il paese. Mentre sono rimasti assai pochi documenti relativi agli altri discorsi pronunziati in quella stessa giornata quello di Lincoln è ritenuto essere uno dei più grandi[282].

Targa commemorativa posta nel luogo ove si tenne il discorso di Gettysburg.

In 272 parole e tre minuti Lincoln affermerà che la nazione era nata non nel 1789, bensì nel 1776, "concepita nella Libertà e dedita alla proposizione che tutti gli uomini sono creati uguali"; definì la guerra come uno sforzo dedicato a questi principi di libertà e uguaglianza per tutti. L'emancipazione degli schiavi era ora parte dello sforzo bellico nazionale[283].

Dichiarò che la morte di così tanti coraggiosi soldati non sarebbe stata vana, che la schiavitù sarebbe finita per merito loro e che il futuro della democrazia nel mondo sarebbe stato assicurato, che "il governo del popolo, dal popolo, per il popolo, non perirà mai in questa terra". Il presidente concluse che la guerra civile aveva un obiettivo profondo: una nuova nascita della Libertà nella nazione[284][285].

Arriva Grant[modifica | modifica wikitesto]

La guerra fu una fonte di costante frustrazione per il presidente e occupò quasi tutto il suo tempo. Dopo ripetute delusioni da parte del generale George McClellan e di una fila di altri comandanti generali di scarso successo, Lincoln prenderà infine la coraggiosa decisione di nominare comandante dell'esercito un militare energico e combattivo ma dal passato turbolento e dalla carriera caratterizzata da successi ma anche da fallimenti: il generale Ulysses S. Grant. Egli avrebbe applicato le sue capacità militari, la sua tenacia e il suo talento nella conduzione degli uomini, per arrivare alla fine della guerra.

L'incapacità di George G. Meade di catturare l'esercito di Robert E. Lee mentre si ritirava da Gettysburg e la perdurante passività dell'armata del Potomac persuaderà il presidente che era necessario attuare un cambio al vertice di comando. Le vittorie di U. S. Grant nella battaglia di Shiloh e nella campagna di Vicksburg impressionarono Lincoln e fecero di lui un forte candidato alla guida dell'Union Army nella veste di comandante generale dell'esercito statunitense.

Rispondendo alle critiche mosse in direzione di Grant dopo le forti perdite subite a Shiloh (nell Contea di Hardin (Tennessee)), Lincoln dichiarerà: "non posso risparmiare né fare a meno di quest'uomo, lui almeno lotta sul serio!"[286]. Con Grant al comando il presidente sentì che l'Esercito dell'Unione poteva continuare inesorabilmente una serie di offensive coordinate in più teatri e avere un comandante nelle alte sfere che concordava con la propria opinione sull'uso delle truppe nere in operazioni di combattimento[287].

Tuttavia rimase anche preoccupato per il fatto che il generale potesse prendere in considerazione l'ipotesi di una candidatura per le elezioni presidenziali del 1864, come stava del resto già facendo G. McClellan. Lincoln fece in modo che un intermediario facesse un'inchiesta sulle intenzioni politiche di Grant e, avendo ottenuto la certezza che non ne aveva alcuna, presentò la sua promozione al Senato. Otterrà inoltre il consenso dell'assemblea congressuale per reintegrare Grant al grado di tenente generale, che nessun ufficiale aveva più tenuto da quando lo ebbe George Washington[288].

Grant potè così intraprendere la sua sanguinosa Campagna terrestre nel 1864 la quale sarà caratterizzata come "guerra di logoramento" a causa delle elevate perdite dell'Unione in vari scontri come la battaglia del Wilderness e la battaglia di Cold Harbor. Sebbene avessero il vantaggio di combattere sulla difensiva le forze confederate avranno "una percentuale quasi altrettanto alta di vittime delle forze dell'Unione"[289]; tali cifre però allarmeranno il Nord. Il generale aveva perduto almento 1/3 del proprio esercito e il presidente - dopo avergli chiesto quali piani avesse - si sentirà rispondere in tali termini: "propongo di combattere su questa linea anche se ci vorrà tutta l'estate"[290].

Ulysses S. Grant assieme alla moglie Julia Grant e al figlio Jessie a City Point nel 1864.

Alla Confederazione cominceranno a mancare i rifornimenti e i rinforzi, quindi l'esercito di Lee si ritirerà costantemente dopo ogni battaglia costata ingenti perdite. L'esercito di Grant si sposterà quindi in direzione Sud, attraversò il fiume James, costringendo gli avversari adun assedio e una guerra di trincea appena fuori da Petersburg (Virginia). Lincoln fece quindi una visita prolungata al quartier generale di Grant ubicato a City Point, nella Virginia occupata.

Truppe unioniste a Petersburg (Virginia) nel 1864.

Ciò permise al presidente di conferire di persona col comandante e anche con William Tecumseh Sherman sul situazione venutasi a creare e sul corso delle ostilità, dato che quest'ultimo compì casualmente una visita affrettata a Grant dalla sua postazione nella Carolina del Nord[291]. Lincoln e l'intero apparato del Partito Repubblicano si mobilitarono per sostenere lo sforzo del progetto di riconquista in tutto il Nord tanto che in breve tempo si riuscirà a sostituire quasi del tutto le perdite dell'Unione[292].

Il presidente autorizzerà Grant a colpire le infrastrutture confederate - piantagioni, ferrovie e ponti - nella speranza di distruggere il morale del Sud e indebolire la sua capacità economica di continuare a combattere. Il trasferimento del generale a Petersburg portò al blocco di ben tre linee ferroviarie colleganti Richmond (Virginia) con il resto degli Stati Conferati d'America. Questa strategia permise ai generali Sherman e Philip Sheridan di distruggere piantagioni e interi centri abitati incontrati nella valle dello Shenandoah[293].

Gli uomini di William Tecumseh Sherman fanno a pezzi la rete ferroviaria di Atlanta.

Il danno causato dalla marcia verso il mare di Sherman attraverso la Georgia nel 1864 si limitò ad una striscia di 60 miglia (97 km), ma né Lincoln né i suoi comandanti videro mai la pura e semplice distruzione come uno dei principali obiettivi, ma piuttosto la sconfitta degli eserciti confederati. Lo storico Mark E. Neely Jr. ha sostenuto che non ci sarà mai alcun tentativo d'impegnarsi in una "guerra totale" contro i civili come avrà invece tristemente luogo ad esempio nel corso della seconda guerra mondiale[294], anche se verrà utilizzata la tattica della "Terra bruciata".

Il generale confederato Jubal Anderson Early inizierà a questo punto una serie di assalti nel Nord che minacciarono la capitale. Durante la battaglia di Fort Stevens sviluppatasi nel quadrante Nordovest di Washington al presidente capitò di osservare il combattimento da una posizione troppo esposta tanto che il giovane capitano Oliver Wendell Holmes gli dovrà gridare: "togliti subito di lì, dannato sciocco, prima che ti sparino!"[295] Dopo ripetute chiamate rivolte a Grant per difendere la capitale Sheridan giungerà con le sue truppe e la minaccia sarà così scongiurata[296].

Mentre Grant continuava a logorare le forze rimaste a Lee iniziarono i tentativi per far avviare le trattative di pace. Il vicepresidente confederato Alexander Hamilton Stephens guiderà personalmente una rappresentanza per incontrare Lincoln, William H. Seward e altri alla conferenza di Hampton Roads. Il presidente rifiuterà però di consentire qualsiasi "negoziato tra eguali"; il suo unico obiettivo fu un accordo per porre fine ai combattimenti e gli incontri non produssero i risultati tanto attesi e sperati[297].

L'"Appomatox Court House National Historical Park".

Il 1° di aprile del 1865 Grant superò con successo le forze di Lee nella battaglia di Five Forks ed arrivò a circondare quasi interamente Petersburg; il governo confederato evacuò Richmond. Alcuni giorni dopo, quando anche quella città finalmente cadde, Lincoln visitò la capitale vinta; vi si recò per compiere un gesto pubblico, sedendosi alla scrivania di Jefferson Davis e dicendo in maniera simbolica alla nazione che il Presidente degli Stati Uniti d'America aveva nuovamente autorità su tutto il territorio.

Mentre camminava per la città i meridionali bianchi rimasero di pietra, ma i liberti lo accolsero, circondarono ed acclamarono come un autentico eroe; i loro sentimenti vennero riassunti dalla frase di un ammiratore: "so che sono libero perché ho visto il volto di Padre Abramo e l'ho udito". Il 9 di aprile Lee si arrese a Grant ad Appomattox e la guerra potè in tal maniera avere termine[298].

Medaglioni commemorativi con l'effigie di Lincoln.

Rielezione del 1864[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni presidenziali del 1864 la nazione dovrà affrontare una delle poche campagne elettorali della sua intera Storia svoltesi durante un conflitto bellico in pieno corso. Lincoln avrà l'abilità politica,si saper riunire e tenere insieme tutte le principali fazioni del Partito Repubblicano come anche la capacità di trascinare dalla propria parte gli "War Democrats" come Edwin M. Stanton e Andrew Johnson[299][300].

Il presidente trascorrerà molte ore alla settimana a parlare con i politici di tutto il paese e utilizzerà attivamente i suoi poteri di patrocinio per tenere incollate le varie correnti plitiche del suo Partito, costruire un supporto stabile per poter portare avanti positivamente l'agenda programmatica e respingere gli sforzi dei Radical per farlo cadere e sostituirlo nel "Ticket presidenziale"[301][302]. Alla Convention sarà quindi scelto proprio A. Johnson del Tennessee come compagno di corsa. Per ampliare la coalizione - includendovi sia gli War Democrats che i Repubblicani - Lincoln gareggerà sotto l'etichetta della nuova formazione denominata "Union Party"[303].

Quando le campagne primaverili di Ulysses S. Grant si trasformarono in sanguinosi stalli e le vittime dell'Unione montarono la mancanza di un netto e definitivo successo militare parrà per qualche tempo pesare fortemente sulle prospettive di rielezione del presidente e molti commentatori temeranno seriamente che Lincoln avrebbe anche potuto venire sconfitto. Condividendo questa paura Lincoln scriverà e firmerà un impegno secondo il quale, se avesse perso, avrebbe comunque fatto di tutto per battere la Confederazione prima di dover consegnare la Casa Bianca al successore designato[304]:

« Anche stamani, come già accaduto per alcuni giorni passati, sembra estremamente probabile che questa Amministrazione non sarà rieletta. Allora sarà mio precipuo dovere cooperare con il Presidente eletto per salvare l'Unione tra le elezioni e l'inaugurazione; poiché egli avrà assicurato la sua elezione sulla base di un tale motivo: dopo non avrà più la possibilità di farlo[305]. »

Lincoln farà prendere visione del contenuto dell'impegno scritto al suo gabinetto, ma chiederà a tutti loro di firmare sopra la busta sigillata.

Mentre la piattaforma Democratica seguiva la "scia della pace" del Partito e definiva la guerra come un completo "fallimento" il loro candidato, il generale George McClellan continuerà invece a sostenere la prosecuzione dello scontro fino al suo termine naturale e pertanto ne ripudierà platealmente i punti più salienti. Lincoln concederà a Grant un maggior numero di truppe facendo mobilitare l'intero apparato partitico per permettere il rinnovarsi del suo sostegno allo sforzo bellico messo in campo.

La "Potter/Pondes House" di Atlanta ospitò i tiratori scelti confederati fino a quando l'artiglieria dell'Unione non ne fece un tiro al bersaglio costante.

La campagna di Atlanta portata avanti da William Tecumseh Sherman a partire da maggio, la Battaglia di Atlanta a luglio e la successiva caduta dell'intera città di Atlanta a settembre oltre alla cattura di Mobile (Alabama) da parte di David G. Farragut a seguito della battaglia della baia di Mobile sapranno porre finalmente termine al precedente nervosismo[306].

Il trionfo elettorale (in rosso) per Lincoln nelle elezioni del 1864, gli Stati del Sud (in marrone) e i territori (in marrone chiaro) non parteciparono.
A large crowd in front of a large building with many pillars.
Il secondo discorso inaugurale del presidente nel 1865 presso l'edificio del Campidoglio (Washington) quasi completato.

Gli avversari Democratici risulteranno essere profondamente divisi, con alcuni leader e la maggior parte dei soldati apertamente favorevoli a Lincoln. Al contrario il "National Union Party" fu unito ed energizzato poiché il presidente farà avanzare la questione centrale rimasta sul tappeto - ossia la prospettiva di una conclusione a breve termine della lotta - e dichiarando che i veri fautori del repubblicanesimo oramai riconoscevano apertamente la perfidia e la mistificazione della buona fede dimostrata dai Copperheads[307].

L'8 di novembre Lincoln verrà riconfermato con una maggioranza travolgente, riuscendo ad ottenere tutti gli Stati tranne tre e ricevendo il 78% del voto dei soldati al fronte[304][308].

Seconda inaugurazione alla presenza delle truppe afroamericane.

Il 4 marzo del 1865 Lincoln consegnerà alla storia il suo secondo discorso inaugurale (Testo completo su Wikisource); in esso ritenne che le alte perdite di entrambe le parti fossero dovute alla volontà di Dio. Lo storico Mark Noll conclude affermando che esso si colloca tra la piccola manciata di testi a tema sacro con cui gli americani concepiscono il loro posto nel mondo[309]. Affermerà:

« Speriamo fermamente - con il massimo fervore - e preghiamo affinché questo poderoso flagello di guerra possa rapidamente scomparire. Eppure, se Dio vuole che continui, finché tutta la ricchezza accumulata dai 250 anni di lavoro non corrisposto dell'uomo-schiavizzato sarà affondata e fino a quando ogni goccia di sangue attinta con la frusta sarà ripagata da un'altra disegnata con la spada, come fu detto 3.000 anni fa; quindi ancora una volta deve essere detto che "i giudizi del Signore sono sempre veri e giusti in tutto".

Con cattiveria e rancore verso nessuno; con carità per tutti; con fermezza nella correttezza dei nostri intenti e giudizi, come Dio ci dà di vedere la giustezza di certe azioni, cerchiamo di finire il lavoro in cui ci troviamo coinvolti; per legare le ferite della nazione; prendersi cura di colui che avrà sopportato la battaglia e per la sua vedova e il suo orfano fare tutto ciò che si può per ottenere e nutrire una pace giusta e duratura, tra di noi e con tutte le altre nazioni di questo vasto mondo[310]. »

Il presidente nel febbraio del 1865.

Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

La ricostruzione dell'Unione pesò molto nel pensiero del presidente. Egli era determinato a intraprendere un percorso che non avrebbe alienato permanentemente gli ex stati confederati.

Ridefinizione della repubblica e del repubblicanesimo[modifica | modifica wikitesto]

Altre disposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Lincoln aderì alla teoria presidenziale del Partito Whig, che diede al Congresso la responsabilità primaria di scrivere le leggi mentre l'Esecutivo le imponeva; pose il veto solo a quattro progetti; l'unico importante fu il Bill Wade-Davis con il suo duro programma di Ricostruzione[311].

Controfirmò la Morrill Land-Grant Colleges Act nel 1862 la quale fornirà sovvenzioni governative alle strutture di educazione agricola statali; l'Homestead Act di quello stesso anno renderà disponibili per l'acquisto milioni di acri di terreni detenuti dal governo in Occidente a costi molto bassi. Le Pacific Railway Acts del 1862 e del 1864 garantiranno il sostegno federale per la costruzione della First Transcontinental Railroad, completata nel 1869[312]. Il passaggio di queste due ultime disposizioni fu reso possibile dall'assenza di deputati e senatori del Sud che si erano già opposti alle misure nel 1850 durante la presidenza di Zachary Taylor prima e la presidenza di Millard Fillmore poi[313].

Altri pronunciamenti importanti riguardarono due disposizioni per aumentare le entrate governative: tariffe (una politica con un lungo precedente) e una nuova imposta federale sul reddito. Nel 1861 firmò la seconda e la terza Morrill Tariff, la prima era stata promulgata nel corso della presidenza di James Buchanan. Sempre nel 1861 il presidente firmerà la Revenue Act, creando la prima imposta sul reddito degli Stati Uniti[314]. Ciò contribuirà a creare una tassa fissa del 3% sui redditi superiori a 800 dollari (21.300 in termini correnti), che sarà a sua volta successivamente modificata dalla Revenue Act del 1862 con una struttura progressiva dei tassi[315].

Lincoln presiederà anche all'espansione dell'influenza economica del governo federale in diverse altre aree; la creazione del sistema di banche nazionali da parte del National Banking Act (1863-64) fornirà il paese di una solida rete finanziaria; stabilirà una valuta nazionale; nel 1862 verrà creato il Dipartimento dell'Agricoltura[316].

Profughi scampati alla violenza della Guerra di Piccolo Corvo.

Nel 1862 il presidente invierà il generale John Pope a reprimere la rivolta scatenatasi con la Guerra di Piccolo Corvo nell'odierno Minnesota; presentatigli 303 mandati di esecuzione per i Santee Dakota accusati di aver ucciso contadini innocenti Lincoln condurrà la propria personale revisione di ciascuno di essi, approvando infine 39 condanne all'impiccagione (una sarà successivamente revocata[317]). Aveva infine programmato di riformare l'intera politica federale nei confronti dei nativi americani degli Stati Uniti d'America[318].

Sulla scia delle gravi perdite subite da Ulysses S. Grant nella sua campagna contro Robert E. Lee aveva preso in considerazione l'ennesima chiamata esecutiva alla coscrizione, ma non sarà mai emessa; in risposta a numerose voci circolanti in proposito i redattori del New York World e del Journal of Commerce pubblicheranno un falso progetto di proclama che creò un'opportunità per gli editori e gli altri impiegati alle pubblicazioni di approfittare della volatilità del mercato aurifero. La reazione presidenziale sarà quella di inviare ai media il più forte dei messaggi su un tale comportamento scorretto; ordinerà ai militari di sequestrare i due giornali, che così non potranno uscire per due giorni di fila[319].

Cena tradizionale per il Giorno del Ringraziamento.

Lincoln è in gran parte responsabile dell'istituzione della festività detta Giorno del Ringraziamento[320]; prima della sua presidenza difatti il "Ringraziamento", mentre rimaneva una vacanza regionale nella Nuova Inghilterra fin dal XVII secolo, era stato proclamato dal governo solo sporadicamente e in date irregolari. L'ultimo annuncio del genere era stato dato durante la presidenza di James Madison 50 anni prima. Nel 1863 dichiarerà che l'ultimo giovedì del mese di novembre di quell'anno sarebbe stato un "giorno dedicato al Ringraziamento"[320].

Veduta paronamica dello Yosemite National Park.

Nel giugno seguente approverà la sovvenzione Yosemite la quale fornirà una protezione federale senza precedenti per l'area ai giorni nostri nota come Yosemite National Park[321].

Nomine giuridiche[modifica | modifica wikitesto]

La filosofia dichiarata da Lincoln sulle nomine giuridiche fu che non possiamo domandare ad un uomo quale sia la sua volontà e se egli dovesse rispondere dovremmo disprezzarlo per questo, perciò dobbiamo prendere un uomo le cui opinioni sono già note[320]; eleggerà cinque giudici alla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America.

  • Noah Haynes Swayne, scelto il 21 gennaio del 1862 e nominato il 24 seguente; un avvocato antischiavista impegnato nell'Unione.
  • Samuel Freeman Miller, scelto e nominato il 16 luglio del 1862; aveva attivamente sostenuto Lincoln nelle elezioni presidenziali del 1860 e fu un abolizionista dichiarato.
  • David Davis, uno dei promotori della campagna elettorale Repubblicana nel 1860, scelto il 1° dicembre del 1862 e nominato l'8 seguente; era già stato anche giudice nel distretto dell'Illinois in cui operava il futuro presidente.
  • Stephen Johnson Field, precedentemente giudice della Corte Suprema della California, scelto il 6 marzo del 1863 e nominato il 10 seguente; fornirà un equilibrio geografico oltre che politico alla Corte il quanto Democratico.
  • Infine Salmon P. Chase, il Segretario al Tesoro, scelto come Presidente della Corte suprema e nominato lo stesso giorno, il 6 dicembre del 1864. Lincoln riteneva che Chase fosse un abile giurista che avrebbe sostenuto la legislazione per la Ricostruzione e che la sua elezione compattasse il Partito Repubblicano[322].

Nuovi Stati ammessi nell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno del teatro Ford nel 1865.
La Derringer (pistola) con cui John Wilkes Booth uccise il presidente.

Omicidio e funerali di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Assassinio di Abraham Lincoln.
Il palco presidenziale al Teatro Ford.

Dopo la fine della guerra, Lincoln si era incontrato di frequente con il generale Grant. I due uomini pianificavano la ricostruzione del Paese ed era nota a tutti la loro stima reciproca. Durante il loro ultimo incontro, il 14 aprile 1865 (Venerdì Santo), Lincoln aveva invitato il generale Grant a un evento mondano per quella sera, ma Grant aveva declinato.

La sedia in cui era seduto il presidente quando fu colpito a morte.

Senza la compagnia del generale e senza la sua guardia del corpo Ward Hill Lamon i Lincoln andarono al Ford's Theatre, a Washington, dove era in programma Our American Cousin, una commedia musicale dello scrittore britannico Tom Taylor (1817-1880). Nell'istante in cui Lincoln prese posto nel palco presidenziale, John Wilkes Booth, un attore della Virginia simpatizzante sudista, entrò nel palco e sparò un colpo di pistola calibro 44 alla testa del Presidente, gridando "Sic semper tyrannis!" (Latino: "Così sia sempre per i tiranni!" - motto dello Stato della Virginia e frase storicamente pronunciata da Bruto nell'uccidere Cesare). Secondo alcune testimonianze aggiunse poi "Il Sud è vendicato", saltando successivamente giù dal palco e rompendosi conseguentemente una gamba.

I cospiratori avevano pianificato l'assassinio di altri ufficiali del governo nello stesso istante, ma Lincoln fu l'unica vittima. Booth si trascinò al proprio cavallo e riuscì a fuggire, mentre il Presidente colpito a morte fu portato in una casa dall'altro lato della strada oggi chiamata Petersen House, dove giacque in coma per alcune ore prima di morire. Fu ufficialmente dichiarato morto alle 7:22 del mattino del 15 aprile 1865.

Booth fu scoperto nascosto in un granaio e venne ucciso; diversi altri cospiratori vennero infine catturati e impiccati o imprigionati. Quattro persone furono giudicate da un tribunale militare e impiccate per complicità nell'assassinio: David Herold, George Atzerodt, Lewis Powell (alias Lewis Payne) e Mary Surratt (la prima donna a essere giustiziata negli Stati Uniti).

Tre persone vennero condannate all'ergastolo (Michael O'Laughlin, Samuel Arnold, e Samuel Mudd), mentre Edman Spangler fu condannato a sei anni di carcere. John Surratt, giudicato successivamente da una corte civile, fu prosciolto. L'equità delle condanne, in particolare quella di Mary Surratt, è stata messa in discussione ed esistono dubbi sul grado del suo coinvolgimento nella cospirazione.

Negli Stati Uniti è entrata nel folclore la "leggenda sulle coincidenze Lincoln-Kennedy", riguardante le pretese concomitanze tra i decessi dei due presidenti.

Il treno funebre di Lincoln

Il corpo di Lincoln fu riportato in Illinois in treno, con un grandioso corteo funebre che attraversò diversi stati. L'intera nazione pianse l'uomo che molti consideravano il salvatore degli Stati Uniti, nonché protettore e difensore di ciò che Lincoln stesso chiamava "il governo della gente, dalla gente e per la gente".

Riesumazione della salma[modifica | modifica wikitesto]

Lincoln venne seppellito all'Oak Ridge Cemetery di Springfield, dove nel 1874 fu terminata la costruzione di una tomba in granito alta 54 metri, sormontata da diverse statue di bronzo. Vi sono sepolti anche sua moglie e tre dei suoi quattro figli (Robert è sepolto nel Cimitero nazionale di Arlington). Negli anni successivi alla sua morte vennero compiuti dei tentativi di rubare la salma di Lincoln allo scopo di ottenere un riscatto.

Attorno al 1900 Robert Todd Lincoln decise che per prevenire il furto del corpo era necessario costruire una cripta permanente per il padre. La bara di Lincoln fu racchiusa da spesse pareti di cemento, circondate da una gabbia, e sepolta sotto una lastra di pietra. Il 26 settembre 1901 il corpo di Lincoln venne riesumato così da poter essere nuovamente sepolto nella nuova cripta.

I presenti (23 persone compreso Robert Lincoln) - temendo che il corpo potesse essere stato trafugato negli anni intercorsi - decisero comunque di aprire la bara per controllare: quando l'aprirono, furono meravigliati dallo stato di conservazione del corpo, che era stato imbalsamato. Era infatti perfettamente riconoscibile, a più di trent'anni dalla morte.

Sul suo petto vennero rinvenuti i resti della bandiera americana (piccoli brandelli rossi, bianchi e blu) con la quale era stato seppellito, e che si era ormai sgretolata. Tutte e 23 le persone che videro i resti di Lincoln sono scomparse da tempo: l'ultima di queste fu Fleetwood Lindley, che morì il 1º febbraio 1963. Tre giorni prima di morire, Lindley venne intervistato. Disse: «Sì, la sua faccia era bianca come il gesso. I suoi vestiti umidi. Mi venne permesso di reggere una delle strisce di pelle quando calammo il feretro per versare il cemento. Non fui spaventato al momento, ma dormii con Lincoln per i sei mesi successivi».[323]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Abbondano molte notizie e affermazioni sul fatto che la salute di Lincoln stesse diminuendo proprio poco prima dell'assassinio; queste sono però spesso basate solamente su fotografie che sembrano mostrare una perdita di peso e una certa atrofia muscolare. Si è ipotizzato anche che soffrisse di una rara malattia genetica, la MEN2b (Multiple endocrine neoplasia type 2b)[324] la quale si manifesta con carcinoma midollare della tiroide, neuromi della mucosa e aspetto marfanoide.

Altri affermano semplicemente che soffrisse della sindrome di Marfan (allungamento della parte inferiore del corpo, piedi, mani e gambe molto lunghe e una testa caratteristicamente allungata) basandosi sulla sua altezza, dalle dita sottili e dall'associazione con una possibile insufficienza aortica; essa può causare il dondolio della testa - il "segno di Alfred De Musset" - fondandosi sulla presunta prova data dall'annebbiamento della testa di Lincoln presente nelle fotografie, che allora avevano bisogno di un lungo tempo di preparazione ed esposizione. Nel 2009 l'analisi del DNA veniva rifiutata dal museo "Grand Army of the Republic" di Filadelfia[324].

Visione religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Come per il deismo di Thomas Jefferson, anche la visione religiosa di Lincoln è stata molto dibattuta. Pubblicamente era un cristiano protestante, ma le sue intime convinzioni sono tuttora discusse. Da giovane, Lincoln era chiaramente uno scettico, o, nelle parole di un biografo, anche un iconoclasta.[325]

Più tardi nella vita, l'uso frequente di Lincoln di un linguaggio e di immagini religiose nei discorsi potrebbero essere viste come una revisione delle proprie convinzioni personali o essere un espediente per fare appello al suo pubblico, per lo più composto da evangelici. Non aderì mai a nessuna chiesa, anche se spesso partecipò a funzioni religiose con la moglie, tuttavia citava spesso la Bibbia e aveva una profonda dimestichezza con essa.[326]

Nel 1840 Lincoln aderì alla "dottrina della necessità", una credenza di tipo fatalista che affermava che la mente umana era controllata da una forza superiore. Nel 1850, riconobbe l'esistenza di una "provvidenza", in modo generale, ma raramente usò il linguaggio o le immagini degli evangelici, però considerava il repubblicanesimo dei Padri Fondatori con una reverenza quasi religiosa. Quando subì la morte di suo figlio Edward, Lincoln riconobbe più frequentemente il proprio bisogno di dipendere da Dio.

La morte di un altro figlio, Willie, nel febbraio 1862, potrebbe aver spinto Lincoln a rivolgersi verso la religione in cerca di risposte e di conforto. Dopo la morte di Willie, Lincoln espresse perché, dal punto di vista divino, la gravità della guerra imminente era resa necessaria. Scrisse in quei momenti, che Dio "avrebbe potuto decidere di salvare o distruggere l'Unione, senza un concorso umano.

Però, dato che la guerra era iniziata, lui poteva dare la vittoria finale ad entrambi gli schieramenti in un solo giorno. Il giorno dell'assassinio al Teatro Ford, si racconta che abbia detto alla moglie Mary che voleva visitare la Terra Santa.[327]

Il presidente tra i suoi due giovani segretari particolari, John Hay (a destra, 1838-1905) e John George Nicolay (1832-1901).

Sessualità[modifica | modifica wikitesto]

La sessualità di Abraham Lincoln è stata argomento di dibattito tra alcuni studiosi. Il presidente fu sposato con Mary Todd Lincoln dal 4 novembre 1842 fino alla sua morte avvenuta il 15 aprile del 1865 e generò con lei quattro figli; il suo legame con la moglie fu sempre molto forte e intimo[328]. La questione è giunta però all'attenzione dell'opinione pubblica a causa di un libro postumo dello psicologo Clarence Arthur Tripp (collaboratore di Alfred Kinsey) fatto pubblicare nel 2005 ed intitolato The Intimate World di Abraham Lincoln[329], che lo descriveva come presumibilmente distaccato nei confronti delle donne in contrasto con le relazioni di estrema vicinanza avute con amici maschi vicino e con cui avrebbe condiviso anche il letto[330].

Secondo il libro Lincoln the Unknown[331][332] di Dale Carnegie e datato 1932 il presidente scelse di trascorrere diversi mesi dell'anno nella sua pratica legale vivendo separatamente da sua moglie. Nel 1928 un autore aveva già indicato un amico maschio intimo del giovane Lincoln come un possibile amante, ma ciò all'epoca venne denunciato come come una possibilità quantomai assurda.

Commenti sulla sessualità di Lincoln esistettero fin dall'inizio del XX secolo; l'attenzione crescerà proporzionalmente alla crescita del movimento di liberazione omosessuale della seconda metà del '900. Nella sua biografia del 1926 Carl Sandburg alludeva ai primi rapporti di Lincoln e al suo amico Joshua Fry Speed ​​come "a streak of lavender, and spots soft as May violets"; "lavanda" era un termine gergale del periodo per indicare un uomo affetto da effeminatezza e in seguito diverrà una connotazione di omosessualità[333]. Sandburg non approfondì mai più questo argomento[334].

Nel 1999 Larry Kramer ha sostenuto di aver scoperto documenti precedentemente rimasti occultati mentre svolgeva ricerche per il suo "work-in-progress" The American People: A History[335], inclusi alcuni presumibilmente rinvenuti nelle assi del vecchio negozio una volta condiviso da Lincoln e Joshua Speed. Secondo quanto riferito i testi fornirebbero dettagli espliciti su una relazione avvenuta tra i due e attualmente vengono conservati in una collezione privata a Davenport (Iowa)[336].

La loro autenticità tuttavia è stata messa in discussione da storici come Gabor S. Boritt il quale ha scritto: "quasi certamente si tratta di uno scherzo"[337]. C. A. Tripp ha anch'egli espresso tutto il suo scetticismo sulla presunta scoperta di Kramer dichiarando: "vedere per credere, quando quel diario è apparso per la prima volta si pretese che i passaggi incriminati non avessero il minimo afflato lirico dovuto ad un'amicizia romantica"[338].

Il caso di Lincoln rientrerà però nella coscienza pubblica nel 2005 con la pubblicazione postuma del libro di C. A. Tripp; egli era un ricercatore di sessuologia, protetto da A. Kinsey e lui stesso gay. Iniziò a scrivere il libro assieme al giornalista freelance Philip Nobile, ma in seguito questi accuserà l'opera di Tripp di essere assai lacunosa oltre che fraudolenta e distorta[339][340].

La rivista TIME recensirà il libro come parte di un articolo di copertina di Joshua Wolf Shenk, autore di Lincoln's Melancholy: How Depression Challenged a President and Fueled His Greatness (Come la depressione ha sfidato un presidente e ha alimentato la sua grandezza). Shenk respinge le conclusioni di Tripp affermando che gli argomenti per l'omosessualità di Lincoln erano "basati su una lettura distorta delle disposizioni convenzionali del 19° secolo le quali prevedevano tranquillamente che tra uomini si potesse anche dormire assieme"[341].

Tuttavia lo storico Michael B. Chesson ha accolto con favore il significato storico del lavoro di Tripp e ha commentato che - sebbene non conclusivo - "qualsiasi lettore di mente aperta che abbia raggiunto questo punto potrebbe avere un ragionevole dubbio sulla natura della sessualità di Lincoln"[342]. Al contrario lo storico e biografo del presidente Michael Burlingame ha affermato che è "possibile ma altamente improbabile che Abraham Lincoln fosse prevalentemente omosessuale".

Nel 2009 Charles Morris ha analizzato criticamente le risposte accademiche e popolari al libro di Tripp sostenendo che gran parte dell'accoglienza negativa ricevuta da parte del "Lincoln Establishment" rivelava la stessa retorica e politica partigiana di quella dei difensori di Tripp[343].

In un precedente saggio del 2007 Morris sostiene che sulla scia dell'"outing" di Lincoln esposto dal drammaturgo Larry Kramer il cosiddetto "Lincoln Establishment" si è impegnato attivamente in "mnemonicidi" ovvero l'assassinio di una contro-memoria minacciosa. Ha inserito in questa categoria quello che ha definito il caso metodologicamente imperfetto ma ampiamente appropriato contro la "tesi di Lincoln gay" di David Herbert Donald nel suo libro We Are Lincoln Men[344].

Tripp fa notare che la consapevolezza di Lincoln riguardo l'omosessualità e l'apertura nello scrivere questo "poema osceno" era unica per il periodo di tempo[345]. Donald tuttavia asserisce che il presidente avrebbe avuto bisogno di cercare oltre la Bibbia per realizzare "che gli uomini a volte potevano anche avere rapporti sessuali l'uno con l'altro".

Targa commemorativa a Rutledge (Pennsylvania) dedicata a Ann Rutledge.

La matrigna di Lincoln, Sarah Bush Lincoln commenterà a suo tempo che "non ha mai avuto molto interesse per le ragazze"[346]. Tuttavia alcuni resoconti dei contemporanei suggeriscono invece altresì una forte ma controllata passione per le donne[347]. Il giovane Lincoln rimarrà devastato a seguito della morte del 1835 della ventiduenne Ann Rutledge, suo primo grande amore.

Mentre alcuni si sono chiesti se avesse mai avuto una relazione romantica con lei lo storico John Y. Simon ha rivisto la storiografia del soggetto e ha concluso che "le prove disponibili indicano in modo schiacciante che Lincoln ha tanto amato Ann che la sua morte lo ha immerso in un grave forma depressiva. Un secolo e mezzo dopo la sua morte, quando non ci si possono aspettare nuove prove significative, questo semplice fatto dovrebbe oramai prendere il suo giusto posto anche nella biografia presidenziale"[348].

Nel 2012 Sylvia Rhue, cineasta e attivista afroamericana per i diritti LGBT nel mondo[349] ha intervistato il reverendo Cindi Love sulla sua storia e ricerca familiare; egli, un discendente di William Herndon[350], ha fatto notare che la tradizione di famiglia attestava che egli fosse gay e perdipiù l'amante di Lincoln[351].

Nel suo libro Team of Rivals: The Political Genius of Abraham Lincoln la storica Doris Kearns Goodwin sostiene: "la loro intimità è più un indice di un'epoca in cui le amicizie maschili strette, accompagnate da espressioni aperte di affetto e passione, erano familiari e socialmente accettabili. Né la condivisione di un letto può essere considerata una prova per un coinvolgimento erotico. Era una pratica comune in un'era in cui i quartieri privati ​​erano un lusso raro... senza che ciò dovesse implicare alcuna forma di coinvolgimento sessuale.[346]

I maggiori critici dell'ipotesi che Lincoln fosse omosessuale o quantomeno bisessuale sottolineano il fatto che si sposò ed ebbe ben quattro figli; la tesi viene pertanto respinta da molti storici, soprattutto di area conservatrice.[352]. Lo studioso Douglas Wilson sostiene che Lincoln, da giovane, mostrava un comportamento fortemente eterosessuale, incluso il raccontare storie ai suoi amici sulle sue interazioni con le donne[353].

Lincoln scriverà anche un poemetto che descriveva una relazione simile a un matrimonio tra due uomini, che includeva i versi: "For Reuben and Charles have married two girls/ But Billy has married a boy / The girls he had tried on every side / But none he could get to agree / All was in vain, he went home again / And since that he's married to Natty".

Questa poesia fu inclusa nella prima edizione della biografia di Lincoln del 1889 dal suo amico e collega William Herndon[354]; sarà però espurgata dalle edizioni successive fino al 1942, quando l'editore Paul Angle la ristabilì. Questo è un esempio di ciò che lo psicoanalista Mark J. Blechner chiama "la chiusura della storia"[355] in cui le prove che suggeriscono un grado di omosessualità o bisessualità in una grande figura storica sono soppresse o nascoste.

Ritratto giovanile di Joshua Fry Speed, che condividerà l'alloggio con Lincoln a Springfield (Illinois) per ben quattro anni.

Joshua Fry Speed[modifica | modifica wikitesto]

Lincoln incontrò per la prima volta il giovane Joshua Fry Speed ​​a Springfield nel 1837 quando era un avvocato di successo e già membro del parlamento dell'Illinois. Hanno vissuto insieme per quattro anni, durante i quali hanno occupato lo stesso letto durante la notte (alcune fonti specificano un grande letto matrimoniale) e hanno sviluppato un'amicizia che sarebbe proseguita fino alla morte del presidente[356][357]. Secondo alcune fonti, William Herndon[358] e un quarto uomo dormiranno anche loro nella stessa stanza[359][360].

Storici come Donald sottolineano che non era affatto insolito in quel periodo che due uomini condividessero anche un piccolo letto a causa di circostanze finanziarie o di altro genere, senza che nulla di sessuale fosse implicito, per una notte o due quando non c'era altra sistemazione possibile. Ma per un uomo finanziariamente autonomo il condividere un letto singolo con lo stesso uomo per un lungo periodo di tempo dimostrerebbe invece una relazione duratura[361]. Un elenco di fonti storiche mostra che Lincoln, durante la sua giovinezza e la prima età adulta, dormirà nello stesso letto con almeno 11 ragazzi e uomini[362].

Non sarà mai un segreto. Non ci sono casi noti in cui Lincoln cercò di sopprimere la conoscenza del fatto o la discussione di tali avvenimenti e, in alcune conversazioni, solleverà egli stesso l'argomento parlandone apertamente. Tripp parla a lungo di tre uomini e di possibili relazioni durature: Joshua Speed, William Greene e Charles Derickson.

Tuttavia, nell'America del XIX secolo, non era necessariamente raro che gli uomini si prendessero cura di altri uomini; ad esempio gli avvocati dell'Ottavo distretto dell'Illinois, dove operava Lincoln, viaggiavano regolarmente utilizzando per la notte la stessa camera, due in un letto e otto in una stanza[363]. William H. Herndon ricorda, ad esempio: "ho dormito con 20 uomini nella stessa stanza"[364]. Ma una relazione privata e duratura con un singolo individuo sarebbe stata ben altra cosa.

A quel tempo la maggior parte degli uomini non era probabilmente neppure miminamente consapevole di alcuna possibilità erotica nella condivisione del letto, poiché rimanevA un fatto pubblico. L'offerta immediata e casuale di Speed e il suo rapporto successivo suggeriscono che la condivisione pubblica del letto tra maschi non fu quindi quasi mai esplicitamente intesa a favorire certi esperimenti sessuali proibiti[347].

Ciononostante Katz indica che tali accordi per dormire "fornivano un sito importante (probabilmente il sito principale) di opportunità erotica" se potevano impedire ad altri di notarlo. Katz asserisce che riferendosi ai concetti attuali di "homo, etero e bisex si distorce la nostra attuale comprensione delle esperienze di Lincoln e Speed"[347]. Egli nota che, piuttosto che "un'essenza immutabile di omosessualità ed eterosessualità" le persone in tutto il corso della storia "riconfiguravano continuamente i loro sentimenti e atti affettuosi ed erotici"[347].

Suggerisce pertanto che la relazione Lincoln-Speed ​​rientri nella categoria del XIX secolo di intense, anche romantiche amicizie tra uomini con possibili sfumature erotiche che potrebbero essere state "un mondo a parte nella coscienza di quell'epoca dall'universo sensuale della masturbazione reciproca a quello illegale di "sodomia" e "crimine contro natura"[347].

Qualche corrispondenza del periodo, come quella tra il politico confederato Thomas Jefferson Withers e il giudice James Henry Hammond può fornire la prova di una dimensione sessuale ad alcune segrete condivisioni di letti tra persone dello stesso sesso[365]. Il fatto stesso che Lincoln fosse aperto sulla questione con Speed ​​è considerato da alcuni storici come un'indicazione che la loro relazione non era romantica[366]; nessuno dei nemici di Lincoln accennerà mai ad alcuna implicazione omosessuale[367].

Joshua Speed ​​sposerà Fanny Hennings il 15 febbraio del 1842. Lui e Lincoln sembrano essersi consultati a vicenda sulla vita matrimoniale; nonostante avessero alcune differenze politiche rispetto alla schiavitù[368] manterranno un fitto rapporto epistolare per il resto della loro vita e Lincoln nominerà il fratello di Joshua, James Speed, nel suo gabinetto come Procuratore generale degli Stati Uniti d'America.

David Derickson[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano David Derickson[369] fu la guardia del corpo di Lincoln e lo accompagnò nei suoi spostamenti tra il settembre del 1862 e l'aprile del 1863. Condivisero il letto durante le assenze della moglie del presidente fino a quando non sarà promosso di grado[370]. Derickson è stato sposato due volte e sarà padre di ben dieci figli. Tripp racconta che, a prescindere dal livello di intimità della relazione, essa era oggetto di pettegolezzi.

Elizabeth Woodbury Fox, moglie dell'assistente navale di Lincoln, scrisse nel suo diario il 16 novembre del 1862, "Tish dice 'Oh, c'è un soldato di Bucktail molto devoto al presidente, stà sempre vicino a lui e quando la signora L. è non a casa ci dorme anche assieme. Che roba!"[342] Questa pratica finirà con l'essere osservata anche da un collega ufficiale del reggimento di Derickson, Thomas Chamberlin, nel libro History of the One Hundred and Fiftieth Regiment Pennsylvania Volunteers, Second Regiment, Bucktail Brigade.

Lo storico Martin P. Johnson nota che la forte somiglianza tra stile e contenuto dei resoconti Fox e Chamberlin suggerisce che, piuttosto che essere due narrazioni indipendenti degli stessi eventi narrati da Tripp, entrambi erano basati sullo stesso rapporto proveniente da una singola fonte[371]. David Donald e Johnson contestano entrambi l'interpretazione di Tripp del commento di Fox dicendo che l'esclamazione di "Quali cose!" fu, in quel giorno, un'esclamazione sull'assurdità del suggerimento piuttosto che sul valore del pettegolezzo[372].

Americani che seppero distinguersi nel corso del XIX secolo.

Reputazione storica[modifica | modifica wikitesto]

Nelle indagini degli studiosi statunitensi che valutano i presidenti a partire dagli anni 1940 nella classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America Lincoln è costantemente posizionato tra i primi tre, spesso come il numero uno in assoluto (in almeno 9 su 17 ricerche)[4][5]. Uno studio del 2004 ha scoperto che gli studiosi nei campi della storia e della politica lo classificano al primo posto, mentre gli studiosi legali lo collocano secondo subito dietro George Washington[373].

Nel sondaggio d'opinione presidenziale condotto dal 1948 Lincoln è stato valutato ai vertici nella maggioranza dei risultati. In generale i primi tre presidenti sono Lincoln; G. Washington e Franklin Delano Roosevelt, sebbene Lincoln e Washington e Washington e Roosevelt siano occasionalmente invertiti nella lista[374].

L'assassinio di Abraham Lincoln ha contribuito ad aumentare notevolmente il suo status fin quasi a renderlo un martire nazionale; egli è stato visto dai fautori dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America come un "campione della libertà umana". I Repubblicani collegavano il suo nome alle vicende fondanti dela storia del loro Partito. Molti, anche se non tutti, nel Sud consideravano Lincoln un uomo di eccezionale capacità[375]. Gli storici hanno affermato che era "un campione del liberalismo classico" nel senso del 19° secolo. Allen C. Guelzo afferma che Lincoln era un:

« democratico liberale classico, un nemico della gerarchia artificiale, amico del commercio e degli affari in quanto nobilitanti e abilitanti, ed una controparte americana di John Stuart Mill, Richard Cobden e il leader del Partito Liberale (Regno Unito) John Bright (il cui ritratto era stato appeso dallo stesso Lincoln nel proprio ufficio alla Casa Bianca)[376][377]. »

Finirà col divenire un esempio privilegiato per gli intellettuali liberali in molte parti del continente europeo, dell'America Latina e persino dell'Asia.[378].

Schwartz sostiene che la reputazione americana del presidente crebbe lentamente nel tardo XIX secolo fino all'era progressista (1900-1920) quando emerse come uno degli eroi più venerati nella storia degli Stati Uniti d'America, con persino i bianchi sudisti che si trovavano accordo. Il punto culminante arrivò nel 1922 con la dedica del Lincoln Memorial al National Mall di Washington[379].

Nell'era del New Deal i liberali onoravano Lincoln non tanto come l'uomo che si era fatto da sé o il grande presidente di guerra, ma come il difensore dell'uomo comune che credevano avrebbe sostenuto lo stato sociale. Negli anni della Guerra fredda l'immagine di Lincoln si spostò per enfatizzare il simbolo della libertà che portava la speranza a tutti gli oppressi dai regimi comunisti[380].

Negli anni 1970 era diventato un eroe per gli esponenti del conservatorismo negli Stati Uniti d'America[381] per il suo intenso nazionalismo, il sostegno agli affari, la sua insistenza a fermare la diffusione della schiavitù umana, la sua azione in termini di principi del tutto similare a quella di John Locke e Edmund Burke a nome sia della libertà che della tradizione e la sua devozione ai principi dei Padri Fondatori[382][383][384].

In quanto attivista del Partito Whig Lincoln era un portavoce degli interessi commerciali, favorendo alte tariffe doganali, le banche, i miglioramenti interni e le ferrovie in opposizione ai Democratici eminentemente agrari della democrazia Jacksoniana[385]. William C. Harris trovò che la "riverenza per i Padri fondatori, la Costituzione degli Stati Uniti d'America, le leggi poste sotto di essa e la conservazione della Repubblica e delle sue istituzioni lo inserivano e rafforzavano tra i leader del conservatorismo"[386].

James G. Randall sottolinea la sua [[tolleranza++ e soprattutto la sua moderazione "nella sua preferenza per il progresso ordinato, la sua sfiducia nei confronti di un'agitazione sociale pericolosa e la sua riluttanza verso schemi di riforma mal digeriti". Randall conclude che "era conservatore per il suo completo evitamento di quel tipo di cosiddetto 'radicalismo' che implicava l'abuso del Sud, l'odio per lo schiavista, la sete di vendetta, il complotto di parte e le richieste ingenerose dell'Era della Ricostruzione per cui le istituzioni del Sud si sarebbero trasformate da un giorno all'altro in corpi estranei della patria"[387].

Verso la fine degli anni 1960 alcuni intellettuali afroamericani guidati da Lerone Bennett Jr. rifiutarono il ruolo di Lincoln come "Grande Emancipatore"[388][389]; egli ottenne grande attenzione quando nel 1968 definì Lincoln addirittura un suprematista del potere bianco[390]. Farà notare che utilizzava spesso e volentieri le diffamazioni e gli sterotipi sugli afroameicani e raccontava barzellette che ridicolizzavano il "negro"; inoltre sostenne che Lincoln si opponeva all'uguaglianza sociale e propose con l'American Colonization Society di inviare gli schiavi liberati in un altro paese (in Liberia)[391].

I difensori, come gli autori Dirck e Cashin, ribatterono invece che non era poi così male come la maggior parte dei politici dei suoi tempi[392] e che anzi rappresentava la figura di un "visionario morale" che avanzava abilmente la causa abolizionista, politicamente il più velocemente possibile[393]. L'enfasi si spostò quindi da "Lincoln-the-emancipator" a una tesi secondo cui i neri si erano liberati dalla schiavitù da soli, o che almeno erano i responsabili nel fare pressioni sul governo per ottenere l'emancipazione[394][395].

Lo storico Barry Schwartz ha scritto nel 2009 che l'immagine di Lincoln nel tardo XX secolo subì "un'erosione una, dissolvenza del prestigio, fino a ridurlo ad un uomo tanto benevolo quanto ridicolo"[396]. D'altra parte Donald ha opinato nella sua biografia del 1996 che Lincoln era distintamente dotato di quel tratto di personalità caratterizzata come "Negative capability" così come venne definita dalla poesia romantica di John Keats e attribuita a leader carismatici e straordinari che erano "contenti in mezzo a incertezze e dubbi e non obbligati verso il merò fatto o la semplice razionalità"[397].

Nel XXI secolo il presidente Barack Obama lo ha definito più volte come il suo presidente preferito insistendo nell'usare la Bibbia di Lincoln durante la cerimonia inaugurale d'insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America per tutte e due le volte in cui ha assunto la carica[398][399].

Lincoln è stato spesso interpretato da Hollywood, quasi sempre in una luce assai lusinghiera[400][401].

Il nazionalismo dell'Unione, come previsto da Lincoln, "ha aiutato a condurre l'America al nazionalismo di Theodore Roosevelt, Thomas Woodrow Wilson e Franklin D. Roosevelt"[402].

Commemorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Statua del presidente al Lincoln Memorial (opera di Daniel Chester French).

Lo scultore italo-americano Attilio Piccirilli avrebbe collaborato con French alla gigantesca statua di Abraham Lincoln seduto in atteggiamento pensoso, che si trova a Washington.[403]

Lincoln è stato ricordato in molti modi. Diverse città statunitensi portano il suo nome, soprattutto Lincoln, la capitale del Nebraska. Gli è stato dedicato il Lincoln Memorial di Washington ed è raffigurato sulla banconota da cinque dollari, sulla moneta da un centesimo e nel monumento del Monte Rushmore. La tomba di Lincoln e la casa di Lincoln a Springfield, New Salem (una ricostruzione della cittadina dove visse all'inizio dell'età adulta), il Ford's Theater e la Petersen House sono tutti luoghi conservati come musei.

Il 12 febbraio 1892, il compleanno di Lincoln venne dichiarato festività federale degli Stati Uniti, anche se venne in seguito combinato con il compleanno di George Washington nel President's Day (sono ancora celebrati separatamente in Illinois). Il sottomarino Abraham Lincoln (SSBN-602) e la portaerei Abraham Lincoln (CVN-72) sono stati battezzati in suo onore.

Il grande prestigiatore Harry Houdini realizzò con le sue tecniche illusionistiche una fotografia ritoccata che lo ritraeva insieme al "fantasma" di Lincoln, questo per svelare i trucchi delle fotografie spiritiche, molto diffuse alla fine dell'Ottocento e inizio Novecento.[404] Alcune di esse, successivamente ritenute false, ritraevano proprio Lincoln dopo la sua morte, insieme alla moglie ancora viva (quest'ultima era divenuta una seguace dello spiritismo, nel frattempo).[405]

Arti e cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Monte Rushmore: il volto di Lincoln quello all'estrema destra.

Subito dopo che il presidente morì il poeta Walt Whitman (autore di Foglie d'erba) scrisse, in suo onore, la famosissima poesia O capitano! Mio capitano! (portata sulle scene da L'attimo fuggente; sarà particolarmente affascinato da Lincoln tanto che scrisse anche altri versi in suo onore (When Lilacs Last in the Dooryard Bloom'd, Hush'd Be the Camps To-Day e This Dust Was Once the Man). Sembra che il presidente amasse la sua poetica già da prima dello scoppio della guerra civile[406].

Lo stesso Lincoln ha scritto poesie e almeno un pezzo di fiction basato su uno dei casi di omicidio che ha affrontato in qualità di giovane avvocato difensore. Nell'aprile del 1846 The Quincy Whig pubblicò il suo racconto con il titolo di A Remarkable Case of Arrest for Murder'". La storia è stata ripubblicata nel marzo 1952 dal Ellery Queen's Mystery Magazine e intitolata The Trailor Murder Mystery. Lincoln si riferisce al suo stesso personaggio senza nome come "la difesa" e "lo scrittore di questo testo"[407].

Più di 1.000 brani musicali sono stati scritti su di lui[408].

  • Abraham, Martin and John, scritto da Dick Holler e registrato da Dion DiMucci (1968). Questa famosa canzone è apparsa per la prima volta nel doppio singolo con copertina composta da spartiti raffigurante il Monte Rushmore[409].
  • Nel romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari del 1870 una fregata a vapore battezzata "Abraham Lincoln" viene inviata a dare la caccia al "mostro" che ha attaccato le navi in mare. Il capitano Nemo ha anche un ritratto del presidente appeso nel suo studio a bordo del Nautilus. Nel prequel L'isola misteriosa i cinque prigionieri dell'Unione naufragati chiamano l'isola che scoprono "Lincoln Island".
  • Lo scrittore tedesco Karl May scrisse due storie concernenti William "Canada Bill" Jones: Ein Self-man (1878) e Three carde monte (1879). Il narratore si incontra più volte con il giovane Abraham Lincoln e insieme si oppongono a "Kanada-Bill". Entrambe le narrazioni hanno in comune il primo incontro degli eroi: il protagonista incontra Lincoln nel bel mezzo di una foresta mentre si sta allenando all'oratoria[410].

Diverrà ben presto una presenza iconica in svariate raffigurazioni, solitamente tendenti alla sua idealizzazione eroica; è stato spesso interpretato in numerosi film di Hollywood e quasi sempre in una luce lusinghiera[401][411]. È stato interpretato in molte pellicole cinematografiche e programmi televisivi fin dal lontano 1908[412][413].

Il primo film basato su Lincoln è stato The Reprieve: An Episode in the Life of Abraham Lincoln diretto da Van Dyke Brooke; viene mostrato Lincoln mentre perdona una sentinella per essersi addormentata durante il proprio turno di guardia, un tema che sarebbe stato raffigurato più volte anche in altri cortometraggi dell'epoca del cinema muto[413].

Walter Huston nei panni del presidente.
McGlynn nelle vesti di Lincoln (anni 1920),

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

capitano - nastrino per uniforme ordinaria capitano
Il giovane Lincoln (1945) dello scultore Charles Keck nel quartiere di Edgewater a Chicago.
La carrozza presidenziale al National Museum of American History.
L'orologio da taschino del presidente.
Il cilindro indossato al momento dell'assassinio.
La camera da letto del presidente Lincoln alla Casa Bianca nel 1933.
Lincoln viene solitamente ritratto con la barba, tuttavia egli la portò solo negli ultimi anni della propria vita.
L'assassinio del Presidente Lincoln, opera di Currier e Ives del 1865.
Statua del presidente posta all'interno della tomba di famiglia.
Locandina del film Abraham Lincoln's Clemency del 1910.
Il "Pritzker Museum and Library" a Chicago.
"Lincoln Square" a Manchester.
Emancipation Proclamation dello scultore ornamenale Lee Oscar Lawrie al Campidoglio (Lincoln) di Lincoln (Nebraska).
La famiglia Lincoln all'"Abraham Lincoln Presidential Library and Museum" di Springfield.
Veduta aerea del Lincoln Memorial a Washington.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Altre letture[modifica | modifica wikitesto]

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Predecessore Presidente degli Stati Uniti d'America Successore
James Buchanan 4 marzo 1861 - 15 aprile 1865 Andrew Johnson
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