Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1860

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Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1860
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Data 6 novembre
Affluenza 81, 2%[1] % (+ 2,3% %)
1860 Abraham Lincoln O-40.png John Breckinridge 1860.jpg John-bell-brady-handy-cropped.jpg
Candidati Abraham Lincoln John C. Breckinridge John Bell
Partito Partito Repubblicano Democratici Sudisti Constitutional Union Party
Voti 1.865.908
39,8 %
848.019
18,1 %
590.901
12,6 %
Grandi elettori 180 72 39
ElectoralCollege1860.svg
Presidente uscente
James Buchanan
Left arrow.svg 1856 1864 Right arrow.svg

Le Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America nel 1860 furono la 19° tornata elettorale quadriennale per la scelta del Presidente degli Stati Uniti d'America e del Vicepresidente degli Stati Uniti d'America; si svolsero martedì 6 novembre e videro la vittoria dei candidati del Partito Repubblicano Abraham Lincoln e Hannibal Hamlin.

Il Collegio elettorale degli Stati Uniti d'America fu composto da 303 Grandi elettori; la maggioranza venne posta a 152 voti, basandosi sui dati del censimento degli Stati Uniti d'America del 1850. I voti per i 4 principali concorrenti diedero i seguenti risultati: Lincoln (180), John C. Breckinridge (72), John Bell (39) e infine Stephen A. Douglas (12).

La vittoria di Lincoln condusse all'immediata secessione di 7 Stati federati, tutti appartenenti al Profondo Sud i quali giunsero a costituire gli Stati Confederati d'America nel febbraio dell'anno seguente. Le ulteriori azioni del neopresidente portarono 4 ulteriori Stati sudisti ad aderire alla Confederazione allo scoppio della Guerra di secessione americana.

La nazione si era trovata gravemente divisa nel corso degli anni 1850 sulle questioni riguardanti la produzione e le imposte sul cotone (botanica) oltre che sui diritti dei proprietari di schiavi; il presidente uscente, il democratico James Buchanan - così come il suo predecessore Franklin Pierce - era stato un uomo del Nord con spiccate simpatie nei confronti del Sud. Egli raccomandò il giudice della Corte suprema degli Stati Uniti d'America Robert Cooper Grier di votare "Proslavery" nel caso Dred Scott contro Sandford del 1857.

La cosa risultò essere talmente impopolare da costare la ricandidatura di Buchanan, permettendo al contempo al neonato Partito Repubblicano di conquistare la maggioranza alla Camera dei rappresentanti (Stati Uniti d'America) nel 1858 e il pieno controllo del Congresso degli Stati Uniti d'America nel 1860; Buchanan venne così costretto a ritirarsi. Tali fatti spaccarono i democratici nelle correnti politiche settentrionali e meridionali; nacque infine un "Constitutional Union Party".

Di fronte agli avversari politicamente divisi i repubblicani si poterono assicurare la maggioranza dei Grandi elettori, insediando Lincoln alla Casa Bianca seppur senza essere riusciti ad ottenere alcun sostegno dal Sud; le divisioni non furono comunque di per sé risolutive per assicurasi la conquista della presidenza. Lincoln ricevette meno del 40% dei voti popolari, ma ebbe maggioranze assolute in Stati determinanti.

Questa elezione segnò la fine del predominio politico del Sud sulla nazione. Tra il 1789 e il 1860 i meridionali assunsero la presidenza nei 2/3 dei casi e mantennero anche il Presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d'America e il Presidente pro tempore del Senato degli Stati Uniti d'America per altrettanto tempo; inoltre a partire dal 1791 i sudisti componevano anche gran parte della Corte suprema[2]. Nel periodio di transizione all'insediamento del neoletto gli Stati schiavisti proclarono la loro separazione dall'Unione (guerra di secessione americana).

Le rispettive manovre militari e le contese per il possesso delle fortificazioni sparse nel territorio confederato culminarono nella battaglia di Fort Sumter; la situazione precipito in aperta guerra civile; il conflitto durerà fino al 1865. Le elezioni presidenziali del 1860 furono l'ultima di 5 consecutive in cui il presidente uscente non riuscì a farsi ricandidare dal proprio Partito.

Nella cartina a fianco: in rosso il "Ticket presideniale" Lincoln/Hamlin; in verde quello Breckinridge/Lane; in arancio quello Bell/Everett e in blu quello Douglas/Johnson.

Nomination[modifica | modifica wikitesto]

Le Convention nazionali atti ad indicare i candidati presenziali per le elezioni di novembre si rivelarono insolitamente tumultuose, ciò fu dovuto in particolare al fatto che i democratici si spaccarono nettamente sulle posizioni da adottare; la frattura consusse pertanto alla celebrazione di convenzioni rivali.

Il "South Carolina Institute" a Charleston (Carolina del Sud). L'istituto ha ospitato la Convention nazionale democratica del 23 aprile-3 maggio e la Convention secessionista di dicembre.[3]

Democratici Nordisti[modifica | modifica wikitesto]

I candidati alla Nomination tra i democratici rimasti fedeli all'Unione furono i seguenti:

Convention nazionale Democratica di Charleston (Carolina del Sud).

La Convention nazionale democratica si tenne inizialmente all'"Institute Hall" di Charleston (Carolina del Sud) tra il 23 di aprile e il 3 di maggio; i delegati sudisti si mossero in direzione di un'accesa disputa sulla piattaforma da presentare. Il giudice William Waightstill Avery propose, ma senza trovare molto successo, un documento politica che includeva una dichiarazione esplicita pro-schiavitù[4].

Vennero proposti 6 candidati, ma anche altri 3 ricevettero dei voti: I. Toucey del Connecticut, J. A. Pearce e J. Davis (quest'ultimo sarà il futuro presidente degli Stati Confederati d'America). Douglas, un moderato sulla questione della schiavitù e propugnatore della "sovranità poolare", dopo lo spoglio della 1ª votazione si classificò al 1º posto, non fu però abbastanza per assicurargli la nomina la quale incontrò la dura opposizione degli schiavisti[5].

Gli estremisti "Fire-Eaters" favorevoli alla schiavitù negli Stati Uniti d'America come il giornalista William Lowndes Yancey e i rappresentanti dell'Alabama furono tra coloro che abbandonarono per primi l'incontro; saranno seguiti a ruota dai delegati della Florida, della Georgia, della Louisiana, del Mississippi, della Carolina del Sud, del Texas, a cui si aggiunsero 3 dei 4 delegati dell'Arkansas e da 1 sui 3 del Delaware[6]. Al 57° ballottaggio Douglas rimaneva ancora in vantaggio, ma non riuscì ad ottenere la Nomination. Il 3 di maggio, in uno stato di profondo scoramento i delegati concordarono di porre termine alle votazioni e di annullare la Convention.

Ballottaggi presidenziali di Charleston
Ballottaggio 10° 11° 12° 13° 14° 15° 16° 17° 18° 19° 20° 21° 22° 23° 24° 25°
S A. Douglas 145 147 148 149 149 149 150 150 150 150 150 150 149 150 150 150 150 150 150 150 150 150 152 151 151
J. Guthrie 36 36 42 37 38 40 39 39 41 40 40 40 40 41 41.5 42 42 41.5 41.5 42 42 42 42 42 42
R. M. T. Hunter 42 42 36 42 41 41 41 40 40 39 38 38 28 27 26 26 26 26 26 26 26 26 25 25 35
J Lane 6 6 6 6 6 7 6 6 6 5 6 6 20 20 21 20 20 20 20 20 20 20 19 19 9
D. S Dickinson 7 7 7 5 5 3 4 5 1 4 4 4 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 2
A. Johnson 12 12 12 12 12 12 11 11 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12
I. Toucey 2 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
J. Davis 2 1 1 1 1 0 1 1 1 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
A. Pearce 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Ballottaggi presidenziali di Charleston
Ballottaggio 26° 27° 28° 29° 30° 31° 32° 33° 34° 35° 36° 37° 38° 39° 40° 41° 42° 43° 44° 45° 46° 47° 48° 49° 50°
Douglas 151 151 151 151 151 151 152 152 152 152 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151
Guthrie 41 43 42 42 45 48 48 48 48 47.5 48 65 66 67 67 67 67 66 66 66 66 66 66 66 66
Hunter 25 25 25 25 25 32 22 22 22 22 22 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16
Lane 9 8 8 8 6 6 15 15 13 13 13 12 13 12 12 13 13 13 13 13 13 13 13 14 14
Dickinson 12 12 13 13 13 3 3 3 5 5 5 6 5.5 6 5.5 5 5 5 5 5 5 5 5 4 4
Johnson 12 12 12 12 11 11 11 11 11 12 12 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Davis 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 0 0 0 0 0 1 1 1 1 1 1 1 1
Ballottaggi presidenziali di Charleston
Ballottaggio 51° 52° 53° 54° 55° 56° 57°
Douglas 151 151 151 151 151 151 151
Guthrie 66 66 66 61 66 66 66
Hunter 16 16 16 21 16 16 16
Lane 14 14 14 16 14 14 14
Dickinson 4 4 4 2 4 4 4
Davis 1 1 1 1 1 1 1
Poster per la campagna presidenziale di Douglas e Johnson

Si ritrovarono nuovamente al "Front Street Theater" di Baltimora il 18 di giugno. Questa volta tutti i rappresentanti meridionali abbandonarono la sala quand si resero conto che la Convention non avrebbe adottato una risoluzione a sostegno dell'estensione della schiavitù nei territori del West. Alcuni considerarono Horatio Seymour come un buon candidato di compromesso; egli scriverà però una lettera al direttore del suo giornale locale dichiarando senza riserve che non si considerava disponibile a rapprentare un "Ticket" di rimpiazzo[7].

Ballottaggi presidenziali di Baltimora
Ballottaggio
Douglas 173 181
Guthrie 9 6
J. C. Breckinridge 5 7
H. Seymour 1 0
T. S Bocock 1 0
D. S. Dickinson 1 0
H. A. Wise 1 0

Dopo due ulteriori votazioni i democratici rimasti elessero Douglas, affiancato da Benjamin Fitzpatrick (senatore dell'Alabama)[8]; quest'ultimo rifiuterà la proposta, cosicché la nomina venne dirottata su Herschel Vespasian Johnson (ex governatore della Georgia). Era il 23 di giugno[9].

Ballottaggi per la Vicepresidenza
Ballottaggio
Fitzpatrick 199
Democratic Party (United States)
Democratic Party Ticket, 1860
Stephen A. Douglas Herschel V. Johnson
for President for Vice President
Stephen A Douglas - headshot.jpg
Herschel V. Johnson cph.3a02862.jpg
Senatore per l'Illinois
(1847-1861)
41°
Governatore della Georgia
(1853-1857)
Alla "Maryland Institute Hall" di Baltimora (abbattuta nel 1907) i delegati che abbandonarono Charleston candidarono Breckinridge prima della votazione secessionista di Richmond[10].

Democratici Sudisti[modifica | modifica wikitesto]

I candidati democratici sudisti furono i seguenti:

I secessionisti di Charleston si riunirono a Richmond (Virginia) l'11 di giugno, ma quando gli altri democratici si ritrovarono a Baltimora si ricongiunsero ad essi (con l'eccezione dei rappresentanti del Sud Carolinae della Florida). Dopo che la Convention sostituì le delegazioni il 18 di giugno i Sudisti se ne andarono ancora una volta, ora accompagnati da quasi tutti i delegati meridionali oltre che dal precedente presidente di Convention, il diplomatico Caleb Cushing (ex membro del Gabinetto di Franklin Pierce).

Questo gruppo s'incontrò immediatamente all'"Institute Hall" sotto la presidenza dello stesso Cushing. Adottarono in toto la piattaforma pro-schiavista[11] respinta a Charleston e nominarono l'attuale Vicepresidente John C. Breckinridge alla candidatura presidenziale, affiancato da Joseph Lane[12]. Yancey e alcuni altri, tutti appartenenti al Profondo Sud si incontrarono il 28 di giugno a Richmond insieme alle delegazioni di Florida e Sud Carolina; questa Convention finirà con l'approvare le Nomination di Breckinridge e Lane[10].

Monili della campagna democratica sudista.
"Ballottaggi presidenziali Sudisti
Ballottaggio
Breckinridge 81
Dickinson 24
Southern Democratic Party Ticket, 1860
John C. Breckinridge Joseph Lane
for President for Vice President
John C Breckinridge-04775-restored.jpg
JosephLane.png
14º Vicepresidente
(1857-1861)
Senatore per l'Oregon
(1859-1861)
Campaign

Oltre ai democratici sudisti il "Ticket Breckinridge/Lane" venne sostenuto anche dalla Presidenza di James Buchanan. Il prestigio di lunga data del presidente nel suo Stato d'origine, la Pennsylvania, assicurò che Breckinridge sarebbe stato il principale candidato democratico in quella popolosa regione. Breckinridge fu l'ultimo Vicepresidente in carica che conquistò la candidatura fino a quando non si ebbe quella di Richard Nixon nelle Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1960.

Il "Wigwam" a Chicago (qui nel 1905), sede della Convention Repubblicana.

Repubblicani[modifica | modifica wikitesto]

I candidati repubblicani furono i seguenti:

La Convention nazionale repubblicana si riunì al "Wingam" di Chicago il 16 di maggio, subito dopo che i democratici erano stati costretti a sospendere e annullare la propria; con gli avversari in profondo disaccordo e un possibile successo negli Stati Uniti d'America nord-orientali si sentirono fiduciosi. William H. Seward venne subito considerato come uno dei principali candidati, seguito a ruota da Abraham Lincoln, Salmon P. Chase e Edward Bates[13].

La riunione attirò l'interesse e l'attenzione di una moltitudine di cittadini curiosi che affollarono l'edificio. Le delegazioni, elette dai singoli Stati, furono del tutto prive della partecipazione del Sud schiavista; rimasero assenti la Carolina del Nord, la Carolina del Sud, il Tennessee, l'Arkansas, la Georgia, l'Alabama, il Mississippi, la Louisiana e la Florida[14].

Con il procedere dei lavori tuttavia si rivelò che Seward, Chase e Bates avevano ciascuno delle fazioni contrarie. I delegati si preoccuparono per il fatto che Seward fosse troppo identificato con l'ala più radicale del Partito; le sue mosse successive verso il centro gli aliearono infine proprio i radicali. Chase, un ex democratico, aveva fatto allontanare molti degli vecchi appartenenti al Partito Whig dalla sua coalizione democratica alla fine degli anni 1840; si era anche opposto all'aumento delle tariffe doganali richieste insistentemente dagli uomini d'affari del Nord e subì la critica da parte della sua stssa delegazione dell'Ohio.

Bates descrisse le proprie posizioni nei riguardi dell'estensione della schiavitù nei territori dell'Ovest e sui diritti costituzionali uguali garantiti a tutti i cittadini, opinioni che gli alienarono i sostenitori nei cosiddetti Stati cuscinetto e tra i conservatori el Sud. I tedeschi americani del Partito si opposero infine a Bates a causa della sua passata associazione con il Know Nothing.

"Lincoln, Hamlin, And Liberty".

Dal momento che risultava essenziale trascinare dalla propria parte il West e poiché Lincoln era riuscito a conquistarsi una reputazione nazionale di aperto moderato grazie ai numerosi dabattiti e comizi a cui aveva dato un apporto sostanziale egli divenne ben presto il principale candidato alla Nomination; ottenne la nomina già alla 3ª votazione il 18 di maggio[15].

Ballottaggio presidenziale[16]
Candidato Stato Ripetizione
William H. Seward New York 173 184 180 111
A. Lincoln Illinois 102 181 231 349
S. Cameron Pennsylvania 51 2 0 0
S. P. Chase Ohio 49 43 25 2
E. Bates Missouri 48 35 22 0
W. L. Dayton New Jersey 14 10 1 1
J. McLean Ohio 12 8 5 1
J. Collamer Vermont 10 0 - -
B. Wade Ohio 3 0 - -
J. M. Read Pennsylvania 1 0 - -
C. Sumner Massachusetts 1 0 - -
J. C. Frémont California 1 0 - -
C. M. Clay Kentucky - 2 1 1

Dopo aver visto Lincoln vicino ai 233 voti necessari dopo il 3° ballottaggio un delegato dell'Ohio commutò 4 voti da Chase a Lincoln; questo scatenò una valanga a suo favore. Lincoln venne rappresentato dai suoi amici Leonard Swett, Ward Hill Lamon e David Davis (giurista). Durante la notte tra il 17 e il 18 di maggio essi operarono freneticamente per assicurarsi i delegati anti-Seward. Dimostrarono che egli aveva già avuto il maggior sostegno dopo Seward, il che riuscì a persuadere alcuni; stilarono anche un accordo con Simon Cameron, che aveva riconosciuto di non avere alcuna possibilità di conquistare la nomina.

Cameron controllò la delegazione della Pennsylvania e si offrì di vendere il suo sostegno con la promessa di una posizione di governo per se stesso e il controllo del patrocinio federale nello Stato. Lincoln non volle però stilare un simile affare; da Springfield (Illinois) telegrafò immediatamente a Davis: "Io non autorizzo nessun affare e non sarò vincolato da nessuno"[17].

Nonostante questa restrizione Davis riuscì a raggiungere un accordo con Cameron, il che lo porterà alla nomina di Segretario alla Guerra degli Stati Uniti d'America nella 1ª Presidenza di Abraham Lincoln. Gli verrà affiancato il senatore Hannibal Hamlin del Maine dopo che questi riusci ad avere la meglio su Cassius M. Clay, un piantatore anti-schiavista.

Medaglione della campagna elettorale con la foto di Lincoln.
Ballottaggi per la Vicepresidenza
Nominato Stato
H. Hamlin Maine 194 367
C. M. Clay Kentucky 100 86
J. Hickman Pennsylvania 57 13
A. H- Reeder Pennsylvania & Kansas 51 0
N. Banks Massachusetts 39 0
H. W. Davis Maryland 8 0
S. Houston Texas 6 0
William L. Dayton New Jersey 3 0
John Meredith Read, Sr. Pennsylvania 1 0
Republican Party (United States)
Republican Party Ticket, 1860
Abraham Lincoln Hannibal Hamlin
for President for Vice President
Lincoln-heslerlg.jpg
Hannibal Hamlin, photo portrait seated, c1860-65.jpg
Deputato per l'Illinois
(1834-1844)
26°
Governatore del Maine
(1857)
Campaign
La piattaforma nazionale repubblicana.

La piattaforma politica[18][19] promise di non interferire con la schiavitù presente negli Stati, ma si oppose fermamente a quella nei territori dell'Ovest; assicurò inoltre l'istituzione di tariffe fondate sul protezionismo a sostegno dell'industria e della classe operaia, una Homestead Act che accordasse ai coloni i terreni liberi in Occidente e il finanziamento di una linea ferroviaria transcontinentale[20]. Non si fece invece alcuna menzione del mormonismo, condannato a chiare lettere nella precedente piattaforma del 1856, della Fugitive Slave Act, delle leggi sulla libertà personale o della decisione di Dred Scott contro Sandford[21].

Mentre i supporter di Seward rimasero inizialmente delusi per la nomina di un semi-sconosciuto proveniente dall'Ovest, in seguito si radunarono dietro a Lincoln; i più tenaci fautori dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America tuttavia non condivisero quasi per nulla la scelta di uno che era dichiaratamente moderato ed ebbero ben poca fiducia in lui[22][23].

Constitutional Union Party[modifica | modifica wikitesto]

I candidati del "Constitutional Union" furono i seguenti:

Il "Constitutional Union Party" venne costituito dagli ex ppartenenti di Know Nothing e del Partito Whig che non furono disposti ad unirsi né con i repubblicani né tantomeno con i democratici; i suoi membri sperarono di scongiurare la secessione ventilata dagli Stati del Sud evitando accuratamente il tema tanto scivoloso quanto cruciale della schiavitù negli Stati Uniti d'America[24].

Poster per la campagna elettorale di Bell e Everett.
Ballottaggi presidenziali
Ballottaggio
John Bell 68.5 138
Sam Houston 57 69
John J. Crittenden 28 1
Edward Everett 25 9.5
William A. Graham 22 18
John McLean 21 1
William C. Rives 13 0
John M. Botts 9.5 7
William L. Sharkey 7 8.5
William L. Goggin 3 0

S'incontrarono all'"Eastside District Courthouse" di Baltimora ed elessero già alla 2ª votazione J.Bell il quale sopravanzò il governatore texano S. Houston; gli fu affiancato E. Everett per acclamazione alla Convention del 9 di maggio, una settimana prima di Lincoln[25]. Bell era un ex Whig che si era opposto sia alla Kansas-Nebraska Act che alla Costituzione di Lecompton. Everett era stato preside dell'Università di Harvard e Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America sotto la Presidenza di Millard Fillmore.

Monili della campagna elettorale Constitutional Union.
Constitutional Union Party Ticket, 1860
John Bell Edward Everett
for President for Vice President
John Bell (1).jpg
Edward Everett.jpg
Ex senatore per il Tennessee
(1847-1859)
Ex senatore per il Massachusetts
(1853-1854)
Campaign
John Bell and Edward Everett, Constitutional Union Party.jpg

La piattaforma politica del Partito sostenne un compromesso atto a salvare l'integrità della nazione con lo slogan: "The Union as it is, and the Constitution as it is"[26]. Una volta insediatosi Lincoln e chiamata la milizia Bell sosterrà con molta tranquillità la secessione del proprio Stato; nel 1863 Everett invece presenziò alla cerimonia d'inaugurazione del nuovo cimitero approntato subito dopo la Battaglia di Gettysburg

Liberty Union Party[modifica | modifica wikitesto]

Il canidato del "Liberty Union Party" fu:

Il "Liberty Union Party" formatosi nel 1860 rappresentò quanto ancora rimaneva del precedente "Liberty Party" degli anni 1840, nel 1848 la maggior parte dei suoi aderenti si era andata a riunire sotto la bandiera del Free Soil Party il quale a sua volta era entato a far parte quasi interamente del Partito Repubblicano nel 1854. Un convegno di un centinaio di delegati si tenne alla "Convention Hall" di Syracuse (New York) il 29 di agosto. I rappresentanti provennero da New York (stato), Pennsylvania, New Jersey, Michigan, Illinois, Ohio, Kentucky e Massachusetts; molti dei delegati furono delle donne.

G. Smith, un marcato fautore dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America e già presidente del "Liberty Party" nel 1848, inviò una missiva in cui affermò che la propriasalute era stata talmente incerta da costringerlo a non allontanarsi da casa da 2 anni a questa parte. Egli rimase tuttavia popolare tra le fila del Partito in quanto aveva a suo tempo aiutato a ispirare alcuni dei sostenitori di John Brown a scagliare il raid compiuto contro l'arsenale di Harpers Ferry. Smith inviò 50 dollari di donazione per contribuire a pagare la campagna elettorale nei vari Stati.

Vi fu una vera e propria competizione tra i supporter di G. Smith e quelli dell'abolizionista William Goodell per quanto riguardava la Nomination. Nonostante la sua affermazione di malattia Smith conquistò la candidatura e venne affiancato da Samuel McFarland della Pennsylvania.

In Ohia una lista di grandi elettori impegnata con Smith concorse col nome di "Union Party"[27].

People's Party[modifica | modifica wikitesto]

Il "People's Party" fu una libera associazione di sostenitori di S. Houston. Il 20 di aprile la nuova formazione tenne quella che definì una convenzione nazionale e candidò il governatore sul sito della Battaglia di San Jacinto; non fu eletto un candidato vicepresidente in quanto si attendevano di ottemperare a tale funzione negli incontri successivi.

In alcune città degli Stati Uniti nord-orientali, come a New York il 30 di maggio, si svolsero riunioni di massa, ma nonostante ciò non riuscirono a trovare un pretendente adatto. Houston si ritirerà il 16 di agosto, convinto com'era che la sua presenza non avrebbe fatto altro che spalancare la strada ai repubblicani; sollecità invece la formazione di un "Ticket" unificato che si potesse opporre con forza a Lincoln[28][29].

Gli sfidanti Repubblicano e Democratico del Nord.

Un'elezione frammentata[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della loro campagna elettorale sia Bell che Douglas sostennero che ad un'eventuale elezione di Lincoln non sarebbe necessariamente seguita la secessione; tuttavia gli alti ufficiali dell'esercito in Virginia, Kansas e Carolina del Sud avvertirono al contrario il candidato repubblicano di effettivi preparativi militari in corso.

I secessionisti riversarono il loro sostegno dietro a Breckinridge nel tentativo di forzare i candidati anti-repubblicani a coordinare i loro Grandi elettori per ribaltare le elezioni nella Camera dei rappresentanti, dove la scelta del presidente sarebbe stata fatta dai deputati eletti nel 1858, prima quindi delle maggioranze repubblicane raggiunte nel 1860 col 37º Congresso.

L'eroe messicano Winfield Scott suggerì a Lincoln di assumere i poteri di comandante generale dell'esercito statunitense prima della cerimonia d'insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America; tuttavia lo storico Bruce Chadwick osserva che Lincoln e i suoi consiglieri ignorarono del tutto i diffusi allarmi e le minacce di secessione bollandoli come semplici "truffe elettorali".

Durante la campagna elettorale gli "Wide Awakes", un club in di attivisti composto da giovani uomini repubblicani apparve nelle città di tutto il Nord; indossavano spesso uniformi costituite da berretti a visiera e mantelli corti e portavano lanterne. Qui il candidato presidenziale A. Lincoln (a sinistra) è vestito proprio come loro. Gira l'angolo della Casa Bianca sventando i tentativi degli altri 3 candidati di intruolarsi furtivamente. James Buchanan, all'estrema destra, cerca di trascinare John C. Breckinridge dalla finestra mentre si lamenta: "farò tutto il possibile per aiutarti, Breck, ma la mia forza sta venendo meno e temo che mi si butti fuori prima che possa farti entrare". Breckinridge si dispera "...sono troppo debole per alzarmi - e saremo costretti a sciogliere l'Unione". Nel centro S. A. Douglas cerca di sbloccare la porta assieme a J. Bell il quale sussurra: "sbrigati Douglas! Apri la porta, così che io possa entrare, prima che il guardiano [cioè Lincoln ] arrivi". Douglas si lamenta del fatto che nessuna delle 3 chiavi che ha in mano (etichettate "Nomination regolare", "Non Intervento" e "Kansas-Nebraska Act") riesca a sciogliere la serratura: "è meglio che vada, perché il vecchio Abe mi sta cercando con un bastone appuntito".

La votazione nel Profondo Sud non risultò essere altrettanto monolitica quanto la mappa del collegio elettorale degli Stati Uniti d'America avrebbe fatto supporre e apparire a prima vista. Economicamente, culturalmente e finanche politicamente il Sud era composto da tre regioni; negli Stati del "Sud Superiore", più tardi conosciuti come "Stati cuscinetto nella guerra di secessione americana" insieme al territorio del Kansas, i voti popolari vennero ripartiti tra Lincoln, Douglas e Bell e formarono la maggioranza in tutti e 4.

Negli Stati del Sud "Medio" si verificò una maggioranza divisa tra Douglas e Bell in Virginia e nel Tennessee; nella Carolina del Nord e nell'Arkansas Bell e Douglas assieme si avvicinarono alla maggioranza effettiva. Il Texas fu l'unico stato sudista in cui Breckinridge si affermò con convinzione. In 3 dei 6 "Deep South" Bell e Douglas vinto numerose maggioranze divise sia nella Georgia che nella Louisiana o vi si avvicinarono (in Alabama).

Breckinridge divenne preponderante solo in 3 dei 6 Stati del Sud profondo (Carolina del Sud, Florida e Mississippi)[30]; questi ultimi furono tra i 4 Stati del Sud con la più bassa popolazione di bianchi americani; insieme detenevano solo il 9% del totale dei bianchi sudisti[31].

Tra gli stati schiavisti i 3 con le più alte percentuali di votanti scelsero più di un candidato. Il Texas, con il 5% della popolazione totale del Sud secessionista, scelse al 75% Breckinridge. Kentucky e Missouri, con 1/4 della popolazione totale, scelsero per il 73% Bell, Douglas o Lincoln; in confronto i 6 stati "Deep South", che rappresentarono 1/4 dei votanti confederati, si divisero con il 57% di Breckinridge contro il 43% degli altri due candidati. I 4 Stati che vennero ammessi nella Confederazione dopo la battaglia di Fort Sumter rappresentarono quasi la metà della sua intera popolazione e votarono una stretta maggioranza combinata del 53% per i candidati anti-repubblicani.

Negli 11 Stati che più tardi dichiaranno la loro secessione dall'Unione e controllati da eserciti confederati le votazioni per Lincoln furono lanciate solo in Virginia, dove ricevette 1.929 voti (l'1,15%). Non sorprende che la stragrande maggioranza dei voti ricevuti da Lincoln siano stati lanciati nelle contee di confine di quello che sarebbe diventato presto lo Stato della Virginia Occidentale; qui Lincoln raccolse 1.832 voti su 1.929. Non ottene invece alcun voto in 121 delle 145 contee (di cui 31 tra le 50 che andranno a formare il "West Virginia". Ebbe 1 voto in 3 contee e 10 voti o meno in 9 delle 24 contee laddove ottenne dei voti.

I migliori risultati di Lincoln si verificarono in gran parte nelle 4 contee che facevano parte dell'estremo settentrione dello Stato, una regione che da molto tempo si sentiva alienata da Richmond (Virginia) e che era economicamente e culturalmente molto più legata ai suoi vicini Ohio e Pennsylvania. La Contea di Hancock (Virginia Occidentale) rivelò il miglior risultato per Lincoln ; lo votò oltre il 40% degli aventi diritto e finì 2° con solo 8 voti meno di Breckinridge. Tra i 97 voti espressi per Lincoln nei confini statali dopo il 1863 93 vennero espressi nelle 4 contee lungo il Potomac (fiume) coorispondenti al litorale costiero di Portsmouth (Virginia).

Alcune delle differenze fondamentali tra le elezioni moderne e quelle della metà del XIX secolo sono che in quel periodo non vi fu alcuna segretezza nel voto, che i candidati risultarono gli unici responsabili della stampa e della distribuzione dei propri voti (un servizio tipicamente realizzato da parte di editori di giornali sostenitori) e che, per distribuire i voti validi per le elezioni presidenziali in uno Stato i candidati ebbero bisogno di cittadini ammissibili a votare in quel particolare Stato che si impegnassero a votare per il candidato.

Ciò significava che anche se un elettore avesse avuto accesso a una votazione per Lincoln la scelta a suo favore in una contea fortemente pro-schiavistica avrebbe comportato (almeno) l'ostracismo sociale (ovviamente votare per Breckinridge in una contea abolizionista metteva l'elettore davanti allo stesso rischio). In 10 Stati schiavisti meridionali nessun cittadino si impegnò pubblicamente a votare per Abraham Lincoln. Nella maggior parte della Virginia nessun editore si sarebbe mai arrischiato a stampere i voti per gli elettori promessi da Lincoln.

Nei 4 stati schiavisti che non si separarono (Missouri, Kentucky, Maryland e Delaware) Lincoln giunse 4 tranne che in Delaware (dove arrivò 3°). All'interno dei 15 Stati schiavisti Lincoln ottenne solo 2 contee su 996, la contea di St. Louis (Missouri) e la contea di Gasconade[30]. Nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1856 il candidato repubblicano non ricevette alcun voto in 12 dei 14 Stati schiavisti con la presenza di un voto popolare (questi erano gli stessi Stati delle elezioni del 1860 più il Missouri e la Virginia).

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Risultati per contea indicanti la percentuale per il candidato vincente. Le tonalità di rosso sono per Lincoln (repubblicano), quelle di blu per Douglas (democratico unionista), quelle di verde per Breckinridge (democratico sudista), quelle di giallo per Bell (Constitutional Union) e infine le sfumature di viola sono per "Fusione democratica". La Carolina del Sud non partecipò alle votazioni popolari.

Le elezioni presidenziali si svolsero martedì 6 novembre e furono degne di nota per l'esagerato frazionamento in un paese che presto si sarebbe dissolto nella guerra civile. La partecipazione al voto sfiorò l'81,2%, la più alta nella storia americana sino a quel tempo e la 2° più alta della Storia degli Stati Uniti d'America nel suo complesso (superata solo nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1876)[32][33].

Tutti e 6 i presidenti eletti fino al momento che Andrew Jackson riuscì ad ottenere la riconferma nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1832 erano stati presidenti a lungo termine, gli ultimi 4 però con un voto popolare al di sotto del 51%[34]. Solo Franklin Pierce aveva ottenuto una maggioranza statistica nel voto popolare pari al 50,83%.

Lincoln vinse con meno del 40% del voto popolare a livello nazionale, trascinando dalla sua parte Stati posti sopra la linea Mason-Dixon e a Nord del fiume Ohio, oltre agli stati della California e dell'Oregon nel Far West. A differenza di tutti i precedenti presidenti eletti Lincoln non riuscì ad ottenere la praferenza in nessuno degli Stati schiavisti e, anzi, non fu neppure presente al ballottaggio negli Stati Uniti meridionali della Carolina del Sud, della Carolina del Nord della Georgia, della Florida, dell'Alabama, del Tennessee, del Mississippi, dell'Arkansas, della Louisiana e del Texas.

Fu il primo presidente eletto a non essere presente con una lista in tutti gli Stati, un record che da allora in poi è stato uguagliato solo 3 volte, ma mai nella stessa misura in quanrìto a dimensioni del fenomeno. Nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1892 Grover Cleveland non fu presente nel Colorado, nell'Idaho, in Kansas, nel Dakota del Nord e nello Wyoming, mentre Harry Truman nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1948 e Lyndon B. Johnson nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1964 non lo furono in Alabama.

La vittoria repubblicana risultò dalla concentrazione di suffragi realizzati negli stati liberi, che messi assieme controllarono la maggioranza dei "Grandi elettori"[35]. La strategia di Lincoln rimase deliberatamente focalizzata, in collaborazione con il presidente del Partito Thurlow Weed, sull'espansione in quegli Stati in cui John Charles Frémont aveva già vinto nelle Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1856. New York rappresentò uno Stato critico, avendo a disposizione bel 35 grandi elettori, l'11,5% del totale; con l'aggiunta della Pennsylvania (27) e dell'Ohio (23) un candidato avrebbe potuto raccogliere più della metà (85) dei voti necessari nel Collegio elettorale degli Stati Uniti d'America.

L'organizzazione giovanile dei "Wide Awakes" ebbe il merito di far ampliare massicciamente la registrazione alle liste elettorali e, anche se Lincoln non era presente nella maggior parte degli stati meridionali, gli aumenti di popolazione negli stati liberi avevano ben oltrepassato quelli visti negli stati schiavisti già da molti anni prima di questa elezione; quindi gli stati liberi dominavano nel Collegio elettorale nazionale complessivo già da parecchio tempo[36].

La divisione nel Partito Democratico si rivelò in alcuni casi direttamente responsabile della vittoria di Lincoln[37], tuttavia gran parte del voto anti-repubblicano venne "sprecato" proprio negli Stati del Sud dove Lincoln non era nemmeno presente; un solo avversario a livello nazionale sarebbe riuscito al massimo a privare i repubblicani della California, dell'Oregon e di 4 grandi elettori del New Jersey, il cui totale di 11 voti non avrebbe comportato alcuna differenza nel risultato finale[38].

Ogni altro Stato andato a Lincoln venne vinto con una netta maggioranza. Nei tre Stati di New York, Rhode Island e New Jersey dove i voti anti-Lincoln si sono uniti in "Ticket di fusione", questi ne vinse comunque 2 ed ebbe il bottino diviso nel New Jersey[39]. Anche se l'opposizione avesse formato delle coalizioni in tutti gli Stati Lincoln avrebbe ancora ricevuto 169 voti elettorali, sempre più dei 152 richiesti[40][41].

Così come Lincoln, anche Breckinridge e Bell non riuscirono a conquistare nessun grande elettore al di fuori delle rispettive zone d'influenza. Mentre Bell si ritirò nella propria attività familiare sostenendo tranquillamente la secessione del suo Stato, Breckinridge servì come generale negli Stati Confederati d'America; concluse con 72 voti e 11 Stati schiavisti su 15. Egli si piazzò 2° a distanza con il 18% del voto popolare nazionale, ma accumulò tra il 50 e il 75% nei primi 7 Stati che proclamarono la secessione.

Conquistò inoltre 9 degli 11 Stati che alla fine si separarono, oltre agli Stati cuscinetto nella guerra di secessione americana Delaware e Maryland, perdendo solo la Virginia e il Tennessee. Breckinridge ricevette invece ben poco sostegno negli stati liberi, mostrando una certa forza solo in California, Oregon, Pennsylvania e Connecticut.

Bell conquistò 3 Stati schiavisti (Tennessee, Kentucky e Virginia) e perdette il Maryland per soli 722 voti popolari, finì tuttavia 3° in tutti gli altri Stati schiavisti vinti da Breckinridge o Douglas. Ottenne tra il 45 e il 47% in Maryland, nel Tennessee e nella Carolina del Nord e tra il 36 e il 40% nel Missouri, in Arkansas, nella Louisiana, in Georgia e nella Florida. Sperò di ottenere il sostegno degli ex Whig, ma la maggioranza di loro preferì schierarsi con Lincoln[42]. Ad eccezione dei buoni piazzamenti ottenuti negli Stati di Everett (Massachusetts e California) Bell ricevette negli stessi Stati liberi meno preferenze di Breckinridge e, di conseguenza, arrivò ultimo nel voto popolare nazionale con il 12%.

Douglas fu l'unico candidato a vincere voti elettorali sia negli Stati schiavisti che in quelli liberi (Missouri e New Jersey). Il suo elettorato fu il più diffuso geograficamente; concluse al 2º posto nel voto popolare con il 29,5%, ma rimase ultimo tra i "Grandi elettori". Egli raggiunse una quota del 28-47% negli stati del Medio-Atlantico, nel Midwest e nel West Trans-Mississippi, ma scivolò al 19-39% nella Nuova Inghilterra. Al di fuori della sua regione prese tra il 15 e il 17% del totale dei voti popolari negli Stati schiavisti del Kentucky, dell'Alabama e della Louisiana, il 10% o meno nei 9 Stati schiavisti restanti. Douglas, con la sua "Dottrina Norfolk" promise di mantenere l'Unione con la forza se gli Stati avessero proceduto alla separazione. Il voto popolare per Lincoln e Douglas combinato è stato il 70% del totale.

Candidato Stato Partito Voti[43] % voti Vittorie Grandi Elettori Candidato
Vicepresidente
Abraham Lincoln Illinois Partito repubblicano 1.865.908 39,8% 18 180 Hannibal Hamlin
John Cabell Breckinridge Kentucky Democratici sudisti 848.019 18,1% 11 72 Joseph Lane
John Bell Tennessee Constitutional Union Party / Whig 590.901 12,6% 3 39 Edward Everett
Stephen Arnold Douglas Illinois Democratici (nordisti) 1.380.202 29,5% 1 12 Herschel Vespasian Johnson
Altri 531 0 0 0
Totale 4.685.561 100,0% 303


Fonti: Atlante delle Elezioni Presidenziali degli Stati Uniti, di Dave Leip (Dave Leip's Atlas of U.S. Presidential Elections. Retrieved July 27, 2005.); Archivio nazionale degli Stati Uniti (National Archives and Records Administration). Il voto popolari esclude la Carolina del Sud dove gli elettori furono scelti dai legislatori statali.

Voto popolare
Lincoln
  
39,82
Douglas
  
29,46
Breckinridge
  
18,10
Bell
  
12,61
Altri
  
0,01
Voto elettorale
Lincoln
  
59,41
Breckinridge
  
23,76
Bell
  
12,87
Douglas
  
3,96


Geografia dei risultati[modifica | modifica wikitesto]

1860 Electoral Map.png

Risultati per Stato[modifica | modifica wikitesto]

Fonte: Walter Dean Burnham[44].

Stati vinti da Lincoln/Hamlin
Stati vinti da Breckinridge/Lane
Stati vinti da Bell/Everett
Stati vinti da Douglas/H. V. Johnson.
Abraham Lincoln
Repubblicano
Stephen Douglas
Democratico Nordista
John Breckinridge
Democratico Sudista
John Bell
Constitutional Union
Fusione
anti-Repubblicana
Totale
per Stato
Stato federato Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#
Alabama Alabama 9 non presente 0001361813,618 15,1 - 0004866948,669 54,0 9 27.835 30,9 - non presente 90.122 AL
Arkansas Arkansas 4 non presente 5.357 9,9 - 28.732 53,1 4 20.063 37,0 - non presente 54.152 AR
California California 4 38.733 32,3 4 37.999 31,7 - 33.969 28,4 - 9.111 7,6 - non presente 119.812 CA
Carolina del Nord Carolina del Nord 10 non presente 2.737 2,8 - 48.846 50,5 10 45.129 46,7 - non presente 96.712 NC
Carolina del Sud Carolina del Sud 8 senza voto popolare senza voto popolare senza voto popolare 8 senza voto popolare senza voto popolare - SC
Connecticut Connecticut 6 43.488 58,1 6 15.431 20,6 - 14.372 19,2 - 1.528 2,0 - non presente 74.819 CT
Delaware Delaware 3 3.822 23,7 - 1.066 6,6 - 7.339 45,5 3 3.888 24,1 - non presente 16.115 DE
Florida Florida 3 non presente 223 1,7 - 8.277 62,2 3 4.801 36,1 - non presente 13.301 FL
Georgia Georgia 10 non presente 11.581 10,9 - 52.176 48,9 10 42.960 40,3 - non presente 106.717 GA
Illinois Illinois 11 172,171 50,7 11 160.215 47,2 - 2.331 0,7 - 4.914 1,4 - non presente 339,631 IL
Indiana Indiana 13 139.033 51,1 13 115.509 42,4 - 12.295 4,5 - 5.306 1,9 - non presente 272.143 IN
Iowa Iowa 4 70.302 54,6 4 55.639 43,2 - 1.035 0,8 - 1.763 1,4 - non presente 128.739 IA
Kentucky Kentucky 12 1.364 0,9 - 25.651 17,5 - 53.143 36,3 - 66.058 45,2 12 non presente 146.216 KY
Louisiana Louisiana 6 non presente 7.625 15,1 - 22.681 44,9 6 20.204 40,0 - non presente 50.510 LA
Maine Maine 8 62.811 62,2 8 29.693 29,4 - 6.368 6,3 - 2.046 2,0 - non presente 100.918 ME
Maryland Maryland 8 2.294 2,5 - 5.966 6,4 - 42.482 45,9 8 41.760 45,1 - non presente 92.502 MD
Massachusetts Massachusetts 13 106.684 62,9 13 34.370 20,3 - 6.163 3,6 - 22.331 13,2 - non presente 169.548 MA
Michigan Michigan 6 88.481 57,2 6 65.057 42,0 - 805 0,5 - 415 0,3 - non presente 154.758 MI
Minnesota Minnesota 4 22.069 63,4 4 11.920 34,3 - 748 2,2 - 50 0,1 - non presente 34.787 MN
Mississippi Mississippi 7 non presente 3.282 4,7 - 40.768 59,0 7 25.045 36,2 - non presente 69.095 MS
Missouri Missouri 9 17.028 10,3 - 58.801 35,5 9 31.362 18,9 - 58.372 35,3 - non presente 165.563 MO
New Hampshire New Hampshire 5 37.519 56,9 5 25.887 39.3 - 2.125 3,2 - 412 0,6 - non presente 65.943 NH
New Jersey New Jersey 7 58.346 48,1 4[45] non presente 3[46] non presente - non presente - 62.869[47] 51,9 -[48] 121.215 NJ
New York New York 35 362.646 53,7 35 non presente - non presente - non presente - 312.510 46,3 -[49] 675.156 NY
Ohio Ohio 23 231.709 52,3 23 187.421 42,3 - 11.406 2,6 - 12.194 2,8 - non presente 442.730 OH
Oregon Oregon 3 5.329 36,1 3 4.136 28,0 - 5.075 34,4 - 218 1,5 - non presente 14.758 OR
Pennsylvania Pennsylvania 27 268.030 56,3 27 16.765 3,5 -[50] non presente 12.776 2,7 - 178.871[51] 37,5 -[52] 476.442 PA
Rhode Island Rhode Island 4 12.244 61,4 4 7.707[53] 38,6 - non presente non presente non presente 19.951 RI
Tennessee Tennessee 12 non presente 11.281 7,7 - 65.097 44,6 - 69.728 47,7 12 non presente 146.106 TN
Texas Texas 4 non presente 18 0,0 - 47.454 75,5 4 15.383 24,5 - non presente 62.855 TX
Vermont Vermont 5 33.808 75,8 5 8.649 19,4 - 1.866 4,2 - 217 0,5 - non presente 44.644 VT
Virginia Virginia 15 1.887 1,1 - 16.198 9,7 - 74.325 44,5 - 74.481 44,6 15 non presente 166.891 VA
Wisconsin Wisconsin 5 86.110 56,6 5 65.021 42,7 - 887 0,6 - 161 0,1 - non presente 152.179 WI
Stati Uniti Stati Uniti: 303 1.865.908 39,8 180 1.004.823 21,5 12 669.148 14,3 72 590.901 12,6 39 554.250 11,8 0 4.685.030 US
MAGGIORANZA
GRANDI ELETTORI:
152
Cerimonia d'inaugurazione della presidenza di Abraham Lincoln (4 marzo del 1861).

Innesco per la guerra civile[modifica | modifica wikitesto]

L'elezione di Lincoln costituì la causa immediata di secessione dei primi 7 Stati del Sud (SC, MS, FL, AL, GA, LA, TX), che costituirono la Confederazione nel febbraio del 1861. L'acquisizione del Kansas come Stato libere e la resistenza militare adottata dalla Presidenza di Abraham Lincoln sulla Confederazione portarono alla secessione di altri 4 Stati (VA, NC, TN, AR) dopo il maggio del 1861.

Lincoln fu il candidato del Partito Repubblicano con una piattaforma politica contraria all'espansione della schiavitù nell'Ovest, si rifiutò di riconoscere il diritto alla secessione e si oppose alla cessione delle proprietà federali negli Stati del Sud. Numerosi storici hanno esplorato le ragioni per cui tanti bianchi americani meridionali hanno adottato il secessionismo nel 1860, dopo trent'anni di controversie tra Stati del Nord e del Sud per le tariffe di protezione, la spesa federale e i diritti civili (non permettendo agli schiavi di rimanere uniti alle proprie famiglie residenti in ​​alcuni Stati del Nord).

Le tariffe vennero riscosse sulle importazioni del Sud per proteggere le industrie del Nord, le imposte furono addebitate sul cotone del Sud ma non sulla lana settentrionale, le spese federali imposte 3 a 1 sui fari di navigazione del Nord rispetto alla linea costiera più lunga del Sud; infine nel 1859 scoppiò una rivolta antischiavista in Virginia fomentata dagli abolizionisti[54][55].

Bertram Wyatt-Brown sostiene che i secessionisti desideravano la necessità dell'indipendenza come se essa fosse una questione d'onore. Non potevano più tollerare gli atteggiamenti dei settentrionali che consideravano la proprietà di schiavi come un grande peccato e i politici del Nord che insistevano per fermare la diffusione della schiavitù[56][57].

Avery Craven sostiene che i secessionisti credevano che la strategia di Lincoln comportasse un progetto a lungo termine che avrebbe inglobato il sistema sociale nel suo complesso, con migliaia di meridionali che erano lavoratori dipendenti e con oltre 2 milioni di schiavi residenti in famiglie private, come era per quasi la metà della popolazione di molti Stati del Sud nel 1860. Questa situazione non avrebbe mai potuto essere risolta attraverso il processo democratico e pertanto collocò "le grandi masse degli uomini, sia al Nord che al Sud, nell'impotenza completa prima della deriva bellica"[58].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voter Turnout in Presidential Elections, in The American Presidency Project, UC Santa Barbara.
  2. ^ John M. Murrin, Paul E. Johnson, James M. McPherson, Alice Fahs, Gary Gerstle, Emily S. Rosenberg e Norman L. Rosenberg, Liberty Equality Power: A History of the American People, Volume I: To 1877, 6th, Boston, Wadsworth, Cengage Learning, p. 403, ISBN 0-495-91587-4.
  3. ^ Lossing, Benson John. Pictorial history of the civil war in the United States of America, Volume 1 (1866) Poughkeepsie, NY. Free ebook. viewed January 26, 2012. Bolters met at St. Andrew's Hall.
  4. ^ Documento
  5. ^ Heidler, David S. Pulling the Temple Down: The Fire-Eaters and the Destruction of the Union ISBN 0-8117-0634-6, p. 149. Jefferson Davis, a relative moderate, saw this coalition of the Deep South with Douglas's enemies in the Buchanan administration as potentially dangerous, and called for abandoning a platform as the Whigs had in 1840, just settling on an agreed-to candidate. The moderates, principally found in Alabama and Georgia, were outvoted in caucus.
  6. ^ Bruce Catton, The Coming Fury, Garden City, New York, Doubleday & Co., Inc., 1961, pp. 37–40.
  7. ^ Official proceedings of the Democratic national convention, held in 1860, at Charleston and Baltimore
  8. ^ Democratic Party Platform of 1860
  9. ^ Congressional Quarterly's Guide to U.S. Elections, Washington, DC, Congressional Quarterly, Inc., 1985, pp. 45–46, 169, ISBN 0-87187-339-7.
  10. ^ a b Freehling, William W., The Road to Disunion: Secessionists Triumphant, Vol.2. Oxford University, 2007, p. 321
  11. ^ Democratic Party Platform (Breckinridge Faction) of 1860
  12. ^ Heidler, p. 157. Baltimore's Institute Hall, not be confused with Charleston's Institute Hall also used by the walk-out delegations.
  13. ^ George O. Seilhamer, Leslie's History of the Republican Party: Vol. 1: Narrative and Critical History, 1856-1898. New York: L.A. Williams Publishing and Engraving Co., 1898; pg. 55.
  14. ^ Proceedings of the Republican National Convention held at Chicago, May 16, 17 and 18, 1860, Albany, NY, Weed, Parsons, and Company, 1860, p. 42.
  15. ^ Lavern Marshall Hamand, Ward Hill Lamon: Lincoln's Particular Friend, in Doctoral thesis, Graduate College of the University of Illinois, 1949.
  16. ^ Proceedings of the Republican national convention held at Chicago, May 16, 17 and 18, 1860, in Internet Archive. URL consultato il 4 agosto 2015.
  17. ^ The Complete Papers And Writings Of Abraham Lincoln, p. 792.
  18. ^ Republican National Platform, 1860, su Central Pacific Railroad Photographic History Museum, CPRR.org, 13 aprile 2003. URL consultato il 17 aprile 2015.
  19. ^ Republican Party Platform of 1860
  20. ^ Republican Party National Platform, 1860 Reported from the Platform Committee by Judge Jessup of Pennsylvania and adopted unanimously by the Republican National Convention held at Chicago on May 17, 1860. Broadside printing by The Chicago Press & Tribune, May, 1860
  21. ^ Rhodes (1920) 2:420
  22. ^ Rhodes (1920) 2:429
  23. ^ Dale Baum, The Civil War Party System: The Case of Massachusetts, 1848–1876, Chapel Hill, The University of North Carolina Press, 1984, p. 49, ISBN 0-8078-1588-8.
  24. ^ Schulten, Susan (2010-11-10). "How (And Where) Lincoln Won". New York Times, November 10, 2010. Retrieved from http://opinionator.blogs.nytimes.com/2010/11/10/how-and-where-lincoln-won/.
  25. ^ Lossing, Benson John, Pictorial History of the Civil War in the United States of America, Volume 1 (1866) Poughkeepsie, NY. Free ebook. viewed January 26, 2012. p. 29 Bolters met at St. Andrew's Hall.
  26. ^ Getting the Message Out! Stephen A. Douglas Archiviato il 20 gennaio 2015 in Internet Archive.
  27. ^ Our Campaigns – US President – Liberty (Union) National Convention Race – Aug 30, 1860, su ourcampaigns.com.
  28. ^ POLITICAL MOVEMENTS.; THE HOUSTON MASS MEETING. Large Gathering of the People in Union-Square--Washington statue Illuminated. The Hero of San Jacinto Nominated for the Presidency. Speeches, Address, Resolutions, Music, Fireworks, Guns, and Fun, in The New York Times, 30 maggio 1860.
  29. ^ Letter from Sam Houston Withdrawing from the Canvass, in The New York Times, 3 settembre 1860.
  30. ^ a b HarpWeek 1860 Election Overview, su elections.harpweek.com. URL consultato il 20 marzo 2011.
  31. ^ Freehling, William W., The Road to Disunion: Volume II. Secessionists Triumphant, 1854–1861, Oxford University Press, 2004, p. 447.
  32. ^ The 1876 election had a turnout of 81.8%, slightly higher than 1860. Between 1828 and 1928: Voter Turnout in Presidential Elections: 1828–2008, in The American Presidency Project, UC Santa Barbara. URL consultato il 9 novembre 2012.
  33. ^ Data between 1932 and 2008: Table 397. Participation in Elections for President and U.S. Representatives: 1932 to 2010 (PDF), in U.S. Census Bureau, Statistical Abstract of the United States: 2012, U.S. Census Bureau.
  34. ^ http://www.uselectionatlas.org/RESULTS/ Statistica
  35. ^ Chadwick, Bruce. “Lincoln for President: an unlikely candidate, an audacious strategy, and the victory no one saw coming” (2009) Ch. 10 The Eleventh Hour. p. 289 ISBN 978-1-4022-2504-8
  36. ^ Ziegler-McPherson, Christina A.; Selling America : Immigration Promotion and the Settlement of the American Continent, 1607-1914, pp. 34-36 ISBN 1440842094
  37. ^ e.g., the 1912 Catholic Encyclopedia, vol, 15, p. 171
  38. ^ New Jersey's Vote in 1860, NY Times, 26 dicembre 1892.
  39. ^ Allan Nevins, The Emergence of Lincoln: Prologue to Civil War (1950), p. 312
  40. ^ Potter, The impending crisis, 1848–1861 (1976) p. 437
  41. ^ Luthin, The First Lincoln Campaign p. 227
  42. ^ Davies, Gareth and Zelizer, Julian E.; America at the Ballot Box: Elections and Political History, pp. 65-66 ISBN 0812291360
  43. ^ Il numero di voti esclude la Carolina del Sud dove i Grandi Elettori erano scelti dal parlamento e non dal voto popolare
  44. ^ Presidential ballots, 1836–1892 (Johns Hopkins University Press, 1955) pp 247–57.
  45. ^ 4 degli elettori impegnati con Lincoln sono stati eletti per Breckinridge e gli elettori di Bell finirono dietro a tutti gli altri candidati. Dubin, Michael J., United States Presidential Elections, 1788–1860: The Official Results by County and State, McFarland & Company, 2002, p. 187
  46. ^ Sono stati eletti i 3 grandi elettori Douglas. Dubin, Michael J., United States Presidential Elections, 1788–1860: The Official Results by County and State, McFarland & Company, 2002, p. 187
  47. ^ Il voto di fusione utilizzato qui è il voto per il grande elettore sulla lista, che è stato impegnato con Douglas. Dubin, Michael J., United States Presidential Elections, 1788–1860: The Official Results by County and State, McFarland & Company, 2002, p. 187
  48. ^ La fusione consistette in 3 elettori impegnati con Douglas e 2 ciascuno a Breckinridge e Bell. Tuttavia in alcune contee sono apparsi elettori diversi per Breckinridge e Bell, con conseguenti risultati più bassi per loro e un risultato elettorale diviso. Sono stati eletti i 3 Grandi elettori di Douglas e 4 di quelli promessi a Lincoln. Gli elettori di Breckinridge e Bell completarono dietro tutti gli altri candidati. Dubin, Michael J., United States Presidential Elections, 1788–1860: The Official Results by County and State, McFarland & Company, 2002, p. 187
  49. ^ La lista degli elettori venne promessa a 3 diversi candidati: 18 a Douglas, 10 a Bell e 7 a Breckinridge. Dubin, Michael J., United States Presidential Elections, 1788–1860: The Official Results by County and State, McFarland & Company, 2002, p. 187
  50. ^ Non tutti i sostenitori di Douglas accettarono l'"accordo di Reading" e stabilirono un "Ticket" separato solo per lui. Questa lista comprese i 12 candidati elettorali di Douglas sul "Ticket" di Reading più altri 15 che lo sostennero. Questo fu solitamente indicato come il "Ticket" Straight Douglas. Così 12 candidati elettorali si presentarono su 2 schede iverse, Reading e Straight Douglas. Dubin, Michael J., United States Presidential Elections, 1788–1860: The Official Results by County and State, McFarland & Company, 2002, p. 188
  51. ^ Questo voto è elencato sotto la colonna Fusion e non nella colonna Breckinridge come fanno tante altre fonti, perché il "Ticket" si impegnò con uno dei due candidati in base al risultato nazionale. Inoltre la scheda fu quasi ugualmente divisa tra i sostenitori di Breckinridge e quelli di Douglas. Dubin, Michael J., United States Presidential Elections, 1788–1860: The Official Results by County and State, McFarland & Company, 2002, p. 188
  52. ^ Il Partito Democratico scelse la sua lista di elettori prima della Convenzione Nazionale di Charleston. Poiché questo fu deciso prima della divisione del Partito sia i sostenitori di Douglas che quelli di Breckinridge reclamarono il diritto che il loro uomo fosse considerato il candidato ufficiale e il sostenitore della lista elettorale. Alla fine la sede statale elaborò un accordo: se uno dei candidati avrebbe potuto vincere le elezioni nazionali con il voto elettorale della Pennsylvania allora tutti i suoi voti elettorali sarebbero andati a quel candidato. Dei 27 candidati elettorali 15 risultarono sostenitori di Breckinridge, mentre i restanti 12 sostennero Douglas. Questo è stato spesso definito come "accordo elettorale Reading" perché fu in quella città che il Partito statale lo approvò. Dubin, Michael J., United States Presidential Elections, 1788–1860: The Official Results by County and State, McFarland & Company, 2002, p. 188
  53. ^ Il "Ticket" Douglas in Rhode Island venne sostenuto dagli elettori di Breckinridge e Bell. Dubin, Michael J., United States Presidential Elections, 1788–1860: The Official Results by County and State, McFarland & Company, 2002, p. 188
  54. ^ E. Merton Coulter, The Confederate States of America, 1861--1865: A History of the South, 1950, p. 13. URL consultato il 3 ottobre 2017.
  55. ^ Mary A. Decredico, "Sectionalism and the Secession Crisis," in John b. Boles, ed., A Companion to the American South (2004) pp. 240
  56. ^ Decredico, p. 243
  57. ^ Wyatt-Brown, Bertram. Yankee Saints and Southern Sinners (1990)
  58. ^ Avery Craven, The Growth of Southern Nationalism, 1848–1861, 1953. ISBN 978-0-8071-0006-6, p. 391, 394, 396.

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