Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1844

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Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1844
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Data 1 novembre/4 dicembre
Affluenza 78, 9%[1] % (- 1,3% %)
James Polk restored.jpg HClay.jpg
Candidati James Knox Polk Henry Clay
Partito Democratico Wigh
Voti 1.339.494
49,5 %
1.300.004
48,1 %
Grandi elettori 170 105
ElectoralCollege1844.svg
Presidente uscente
John Tyler
Left arrow.svg 1840 1848 Right arrow.svg

Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1844 furono la 15° tornata elettorale quadriennale e si tennero da venerdì 1 novembre a mercoledì 4 dicembre. Il candidato del Partito Democratico James Knox Polk riuscirà a sconfiggere l'avversario appartenente al Partito Wigh Henry Clay, anche se solamente di stretta misura, in una competizione che accese il controverso e assai dibattuto problema inerente alla schiavitù negli Stati Uniti d'America e della sua introduzione nei territori da poco annessi della Repubblica del Texas.[2][3][4].

Queste elezioni generali si svolgeranno nel bel mezzo delle più accese dispute congressuali - e sempre più aspre - nei riguardi degli "agitatori" propagandisti dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America; ciò avrà modo di rivelare quanto fosse diventata oramai assai fragile la possibilità di una coesistenza pacifica tra gli interessi Nordisti "Free Soil" e quelli Sudisti tutti improntati sulla prosecuzione della pratica schiavista[5].

I temi principali affrontati nella campagna elettorale nasceranno come una risposta diretta alla ricerca attuata dalla presidenza di John Tyler di annessione della regione texana in qualità di nuovo Stato federato schiavista; ciò contribuirà in modo decisivo a minare l'unità interna sia dei Whig che dei Democratici nel loro tentativo di mantenere o riconquistare le Casa Bianca[6].

Il candidato Whig H. Clay adotterà una piattaforma programmatica nettamente contraria all'annessione basandosi sul principio di preservazione della parità regionale tra Nord libero e Sud schiavista nonché di evitare a tutti i costi una guerra rispettando i proclami messicani i quali assegnavano a sé l'intero territorio texano[7][8]; i tentativi effettuati da Clay di perfezionare questa sua posizione non ebbero come altro risultato che quello di alienargli un gran numero di elettori meridionali e nel West ove il sostegno all'annessione era invece più forte[9].

Alcuni Whig del Nord negli Stati rimasti maggiormente incerti sposteranno il proprio voto in direzione della nuova frazione politica dichiaratamente anti-schiavitù denominata "Liberty Party"[10]. L'ex presidente Democratico Martin Van Buren si offrirà un pò troppo presuntuosamente per riassumere la Nomination del Partito, ma sarà rifiutato alla Convention nazionale per il fatto molto semplice di non essere riuscito a soddisfare le richieste degli espansionisti del Sud che reclamarono un candidato il quale favorisse lacquisizione immediata del Texas[11]. Al posto di Van Buren ebbe così modo di emergere J. K. Polk come primo candidato presidenziale pressoché quasi totalmente sconosciuto ("dark horse"-cavallo oscuro)[12].

Egli si troverà a correre su una piattaforma che abbraccerà l'impegno popolare americano all'espansionismo territoriale, spesso definito come "destino manifesto"[13]. Polk saprà collegare con successo la disputa di confine tra USA e Regno Unito sulla divisione dell'Oregon Country con il dibattico riguardante l'annessione texana; in questa maniera riuscirà a riunificare gli espansionisti del Nord anti-schiavitù (che chiedevano che l'Oregon divenisse uno Stato libero) agli espansionisti del Sud pro-schiavitù (che insistevano nell'acquisire il Texas come Stato schiavista). La mossa si rivelerà vincente e soffierà la presidenza al concorrente prevalendo con meno di 40.000 voti di scarto[14][15].

Le usuali alleanze partitiche rimarranno scosse dalla controversia texana, ma le fedeltà partigiane dei Democratici del Congresso si radunarono sufficientemente all'indomani della vittoria di Polk per far approvare una risoluzione congiunta di Camera dei rappresentanti e Senato sull'annessione texana[16]. Il Texas potrà così entrare a far parte dell'Unione come 28° Stato a partire dal 1846[17].

Questa sarà l'ultima elezione presidenziale tenutasi in giorni differenti nei diversi Stati. A partire dalle successive elezioni presidenziali del 1848 tutti gli Stati terranno la conultazione nella stessa giornata di novembre. Fu anche l'unica volta in cui il vincitore perse sia nel proprio Stato di nascita (la Carolina del Nord) che il suo Stato di residenza (il Tennessee, per soli 123 voti); questo prima della vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016. Sarà l'unica volta in cui i due principali candidati furono entrambi degli ex Presidenti della Camera.

Nella mappa a lato i risultati; il colore blu indica gli Stati vinti da Polk/Dallas (15), mentre il giallo-marroncino quelli ottenuti da Clay/Frelinghuysen (11); i numeri rappresentano i grandi elettori assegnati a ciascuno Stato.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Regole di discussione e controversie sull'annessione del Texas[modifica | modifica wikitesto]

Whig e Democratici intrapresero le loro rispettive campagne elettorali proprio durante il culmine delle polemiche congressuali sulle "norme di discussione", che indussero i Congressisti del Sud a sopprimere tutte le petizioni Nordiste volte alla richiesta di porre fine al commercio schiavista interno nella capitale.[18][19]; verranno incluse anche le legislature statali ispirate dalla stessa motivazione, che saranno così rigettate in egual modo[20][21].

I compromessi regionalistici e di fazione e le manovre intraprese dai faurori della schiavitù negli Stati Uniti d'America nel corso di questi aspri dibattiti divisivi metteranno a dura prova le sia i sostenitori del Nord che quelli del Sud facenti parte di tutte le organizzazione politiche[22]. La questione inerente il fatto se l'istituzione della schiavitù e i suoi aristocratici principi di autorità sociale fossero compatibili con il repubblicanesimo la cui matrice era la democrazia stava oramai diventando "una questione presente in maniera permanente nel sistema politico nazionale"[23][24].

Nel 1836 una parte dello stato messicano di Coahuila y Texas dichiarò unilateralmente l'indipendenza del Texas per formare la Repubblica del Texas. I texani, per la maggior parte immigranti bianchi americani provenienti dal profondo Sud - e molti dei quali erano possessori di schiavi - cercarono di far entrare la loro nuova entità regionale nell'Unione come uno degli Stati federati degli Stati Uniti d'America. All'inizio il tema dell'annessione del paese fu accuratamente evitato da entrambi i principali Partiti[25].

Sebbene riconoscessero la sovranità del Texas, sia la presidenza di Andrew Jackson (1829-1837) che la seguente presidenza di Martin Van Buren (1837 - 1841) rifiuteranno con decisione di proseguire sulla via dell'annessione[26][27]. La prospettiva di portare l'ennesimo Stato schiavista dentro l'Unione si rivelava difatti essere piena di problemi[28]. I Whig, ma anche i Democratici, considerarono - almeno inizialmente - lo Stato texano come un'entità che "non valeva la pena di un'inutile guerra straniera [con il Messico]" né tantomeno l'inizio di un ennesimo "combattimento tra fazioni" che la sua incorporazione avrebbe di certo provocato nell'opinione pubblica[29][30].

Trattato Tyler-Texas[modifica | modifica wikitesto]

La presidenza di John Tyler era iniziata immediatamente dopo l'improvvisa e del tutto inaspettata interruzione della presidenza di William Henry Harrison nel 1841. John Tyler - un Whig anche se solamente di nome[31] - emergerà presto come il grande difensore dei diritti degli Stati impegnati nell'espansione della schiavitù; questo in barba a tutti i principi del suo Partito[32][33].

Dopo aver posto il veto all'agenda legislativa nazionale Whig, verrà espulso il 13 di settembre di quello stesso anno[34][35]. Rimasto così politicamente isolato, ma anche non più ostacolato in alcun modo dalle restrizioni programmatiche[36], il nuovo presidente si schiererà immediatamente con la piccola fazione degli annessionisti[37] nel tentativo di farsi confermare a pieno titolo tre anni dopo[38][39][40].

Tyler si convinse che il Regno Unito stesse diplomaticamente incoraggiando in una maniera del tutto scoperta un riavvicinamento tra il Texas e il Messico, il che avrebbe potuto portare a breve termine anche all'emancipazione degli schiavi in quel territorio[41][42]; di conseguenza ordinerà al proprio Segretario di Stato Abel P. Upshur della Virginia di avviare, prolungandoli quindi senza sosta se fosse risultato necessario, i relativi negoziati segreti[43][44] sull'annessione texana con il suo ministro Isaac Van Zandt; questo a partire dal 16 ottobre del 1843[45].

Tyler presenterà infine il suo trattato Texas-USA favorevole all'annessione al vaglio del Senato; sarà consegnato il 22 aprile del 1844; ma era richiesta una maggioranza di almeno 2/3 per la sua convalida[46][47]. Il neo-nominato Segretario di Stato John Calhoun della Carolina del Sud (aveva assunto la posizione il 29 di marzo[48]) vi farà includere un documento noto come Lettera di Pakenham; il disegno di legge verrà attentamente calcolato per iniettare un senso di crisi nei Democratici Sudisti[49].

In esso difatti si caratterizzerà la schiavitù negli Stati Uniti d'America come una benedizione sociale e l'acquisizione del Texas come una misura di emergenza necessaria per salvaguardare la "peculiare istituzione" presente nella nazione[50][51]; in tal modo il presidente e Calhoun cercarono di unire il Sud in una crociata che avrebbe presentato al Nord un ultimatum: o sostenere l'ingresso del Texas schiavista o perdere interamente il meridione del paese[52].

Gli Whig propugnatori dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America considereranno particolarmente eclatante e foriera di gravi conseguenze l'annessione, dal momento che il Messico aveva bandito la schiavitù a Coahuila y Tejas già nel 1829, prima che questa regione fosse dichiarata indipendente.

Le campagne presidenziali evolvettero quindi nel contesto di questa lotta tra annessionisti e anti-annessionisti la quale era a sua volta legata a doppio filo alla questione dell'espansione della schiavitù e della sicurezza nazionale[53][54]. Tutti i candidati dovettero perciò dichiarare una posizione chiara e decisa che non lasciasse adito a dubbi su questo argomento potenzialmente esplosivo[55][56].

Nomination[modifica | modifica wikitesto]

Whig[modifica | modifica wikitesto]

Poster per la campagna elettore di Clay e Frelinghuysen.
Volantino Whig: "tariffe protettive; no all'annessione e alle sue conseguenze, no all'estensione della schiavitù!"
Whig Party Ticket, 1844
Henry Clay Theodore Frelinghuysen
for President for Vice President
Henry Clay-headshot.jpg
Theodore Frelinghuysen - Brady-Handy.jpg
Presidente della Camera
(1811–1814, 1815–1820, 1823–1825)
Ex senatore
per il New Jersey
(1829-1835)
Campaign

Henry Clay's Alabama letter[modifica | modifica wikitesto]

Tattica elettorale Whig[modifica | modifica wikitesto]

Democratici[modifica | modifica wikitesto]

Poster per la campagna elettore di Polk e Dallas.
Monili della campagna elettorale Democratica.
Democratic Party (United States)
Democratic Party Ticket, 1844
James K. Polk George M. Dallas
for President for Vice President
Polkpolk.jpg
George Mifflin Dallas 1848 crop.png
13° Presidente della Camera
(1835-1839)
Ex senatore per la Pennsylvania
(1831–1833)
Campaign
James K. Polk, il "candidato del popolo".

Andrew Jackson[modifica | modifica wikitesto]

Tattica elettorale Democratica[modifica | modifica wikitesto]

Il Senato vota il trattato Tyler-Texas[modifica | modifica wikitesto]

Democratici-Repubblicani[modifica | modifica wikitesto]

Pamphlet per la campagna elettorale di Smith e Rigdon.

Altre Nomination[modifica | modifica wikitesto]

L'avvocato e editore abolizionista James Gillespie Birney parteciperà come candidato del Libery Party ed arriverà a raccogliere il 2,3% del voto popolare, ma otterrà oltre l'8% in Massachusetts, New Hampshire e Vermont; le preferenze a lui accordate faranno la differenza nel risultato complessivo tra H. Clay e J. K. Polk. Alcuni studiosi hanno sostenuto che il sostegno di Birney tra i Whig anti-schiavitù a New York ha fatto diventare decisivo quello Stato a favore di Polk.

Joseph Smith, sindaco di Nauvoo (Illinois) e fondatore del movimento dei Santi degli ultimi giorni, gareggerà come indipendente (politica) ed avrà Sidney Rigdon come suo compagno di corsa. Propose la redenzione degli schiavi vendendo terre pubbliche e diminuendo le dimensioni e lo stipendio dei parlamentari; la chiusura definitiva di tutte le prigioni; l'annessione del Texas, dell'Oregon Country e perfino di alcune porzioni del Canada; la garanzia dei diritti internazionali in alto mare; il libero scambio e il ripristino di una banca nazionale[57].

Il suo principale aiutante Brigham Young farà un'attiva propaganda per Smith dicendo: "è a lui che il Dio dei Cieli ha assegnto il compito di salvare questa nazione dalla distruzione e per farle preservare la Costituzione"[58]. La campagna si interromperà bruscamente quando fu assalito e ucciso da una folla inferocita mentre si trovava incarcerato a Carthage (Illinois), il 27 di giugno[59].

Risultati presidenziali per contea; blu Polk e giallo Clay.

Appuntamento elettorale[modifica | modifica wikitesto]

L'adozione da parte di Polk della teoria del "destino manifesto" darà i suoi frutti. Non più identificato con la "crociata meridionale filo-schiavista" di Tyler-Calhoun i Democratici occidentali poterono abbracciare serenamente e senza alcun imbarazzo l'annessione del Texas[60]; essi si avvantaggieranno particolarmente dell'alta affluenza alle urne, in particolar modo nelle regioni del Nord-Ovest e degli Stati del Medio Atlantico. I Whig invece subiranno una flessione attorno al 4%.

I Democratici vinceranno in Michigan, Illinois e Indiana, mentre non riusciranno a conquistare - anche se solo per poco - l'Ohio, propro là ove il concetto di Manifest Destiny verrà più ammirato e seguito[61].

Nel profondo Sud Clay risulterà sconfitto praticamente in ogni Stato, un'enorme inversione rispetto alla elezioni presidenziali del 1840, ma condurrà a sé la maggior parte della regione Middleast e del confine con il Sud[62].

Le "chiacchiere" di Clay in Texas potrebbero avergli costato i 41 grandi elettori di New York e del Michigan. L'ex schiavista, ora abolizionista, J. G. Birney del Liberty Party, riceverà 15.812 e 3.632 voti rispettivamente sulla base della sua incrollabile posizione contro l'annessione del Texas.

Polk la spunterà solo per 5.106 preferenze su 470.062 votanti a New York e per 3.422 su 52.096 nel Michigan[63]. Se Clay fosse riuscito ad ottenere la maggioranza in entrambi quegli Stati avrebbe sconfitto l'avversario[64][65]; tuttavia la sua netta opposizione sia all'annessione che all'espansione della schiavitù gli procurerà notevoli successi tra i Whig del Nord e quasi gli assicurò l'elezione[66].

Questa sarà l'ultima volta in cui l'Ohio voterà per i Whig e l'ultima che votò contro i Democratici fino a quando non scelese i Repubblicani nelle elezioni presidenziali del 1856; fu anche l'unica volta in cui il vincitore perse sia il suo Stato di nascita quello di residenza prima della vittoria di [Donald Trump]] nelle elezioni presidenziali del 2016. È l'unica elezione in cui entrambi i principali candidati sono stati degli ex presidenti della Camera.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Candidato Partito Voti  % voti Grandi Elettori Candidato Vicepresidente
James Knox Polk Partito Democratico 1.339.494 49,5% 170 George M. Dallas
Henry Clay Partito Whig 1.300.004 48,1% 105 Theodore Frelinghuysen
James Gillespie Birney Liberty Party 62.103 2,3% 0 Thomas Morris
Altri 2.058 0,1% 0
Totale 2.703.659 100,0% 275
Voto popolare
Polk
  
49,54
Clay
  
48,08
Birney
  
2,30
Altri
  
0,08
Voto elettorale
Polk
  
61,81
Clay
  
38,18


Geografia dei risultati[modifica | modifica wikitesto]

Voti delle elezioni presidenziali per Stato.

Risultati per Stato[modifica | modifica wikitesto]

Fonte: Walter Dean Burnham[67].

Stati vinti da Polk/Dallas
Stati vinti da Clay/Frelinghuysen
James K. Polk
Democratico
Henry Clay
Whig
James G. Birney
Liberty Party
Totale Stati
Stato federato Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#
Alabama Alabama 9 0001361837.401 58,99 9 0004866926,002 41,01 - non presente 63.403 AL
Arkansas Arkansas 3 9.546 63,01 3 5.604 36,99 - non presente 15.150 AR
Carolina del Nord Carolina del Nord 11 39.287 47,61 - 43.232 52,39 11 non presente 82.521 NC
Carolina del Sud Carolina del Sud 9 senza voto popolare 9 senza voto popolare senza voto popolare - SC
Connecticut Connecticut 6 29.841 46,18 - 32.832 50,81 6 1.943 3,01 - 64.616 CT
Delaware Delaware 3 5.970 48,75 - 6.271 51,20 3 non presente 12.247 DE
Georgia Georgia 10 44.147 51,19 10 42.100 48.81 - non presente 86.247 GA
Illinois Illinois 9 58.795 53.91 9 45.854 42,05 - 3.469 3,18 - 109.057 IL
Indiana Indiana 12 70.181 50,07 12 67.867 48,42 - 2.106 1,50 - 140.154 IN
Kentucky Kentucky 12 51.988 45,91 - 61.249 54,09 12 non presente 116.865 KY
Louisiana Louisiana 6 13.782 51,30 6 13.083 48,70 - non presente 26.865 LA
Maine Maine 9 45.719 53,83 9 34.378 40,48 - 4.836 5,69 - 84.933 ME
Maryland Maryland 8 32.706 47,61 - 35.984 52,39 8 non presente 68.690 MD
Massachusetts Massachusetts 12 53.039 40,17 - 67.062 50,79 12 10.830 8,20 - 132.037 MA
Michigan Michigan 5 27.737 49,75 5 24.375 43,72 - 3.639 6,53 - 55,751 MI
Mississippi Mississippi 6 25.846 57,43 6 19.158 42,57 - non presente 45.004 MS
Missouri Missouri 7 41.322 56,98 7 31.200 43,02 - non presente 72.522 MO
New Hampshire New Hampshire 6 27.160 55,22 6 17.866 36,32 - 4.161 8,46 - 49.187 NH
New Jersey New Jersey 7 37.495 49,37 - 38.318 50,46 7 131 0,17 - 75.944 NJ
New York New York 36 237.588 48,90 36 232.482 47,85 - 15.812 3,25 - 485.882 NY
Ohio Ohio 23 149.061 47,74 - 155.113 49,68 23 8.050 2,58 - 312.224 OH
Pennsylvania Pennsylvania 26 167.447 50,50 26 161.125 48,59 - 3.000 0,90 - 331.572 PA
Rhode Island Rhode Island 4 4.867 39,58 - 7.322 59,55 4 107 0,87 - 12.296 RI
Tennessee Tennessee 13 59.917 49,95 - 60.040 50,05 13 non presente 119.957 TN
Vermont Vermont 6 18.049 36,96 - 26.780 54,84 6 3.970 8,13 - 48.829 VT
Virginia Virginia 17 50.679 53,05 17 44.860 46,95 - non presente 95.539 VA
Stati Uniti Stati Uniti: 275 1.339.570 49,54 170 1.300.157 48,09 105 62.054 2,30 - 2.703.864 US
MAGGIORANZA
GRANDI ELETTORI:
138

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

L'elezione di Polk confermò il desiderio della popolazione americana di espandersi verso Ovest: l'annessione del Texas fu formalizzata il 1° marzo del 1845, prima che il presidente entrasse in carica. Come temuto, il Messico però rifiuterà di accettare lo stato di cose venutosi a creare e pertanto di lì a meno di un anno scoppierà la guerra Messico-Stati Uniti.

Come la principale questione rappresentata dal Texas si stabilì, invece di reclamare la totalità dell'Oregon Country si cercherà di avviare una trattativa di compromesso con il risultato che gli Stati Uniti e il Regno Unito negoziarono il trattato dell'Oregon il quale dividerà il conteso territorio dell'Oregon tra le due nazioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voter Turnout in Presidential Elections, in The American Presidency Project, UC Santa Barbara.
  2. ^ Miller, 1998, p. 481 "...pro-Texas southern Democrats [would] aggressively inject slavery into politics by their [1844] campaign for Texas."
  3. ^ Wilentz, 2008, p. 559:"Texas annexation [became] the overriding issue in the fight for the Democratic nomination."
  4. ^ Finkelman, 2011, p. 26: "James K. Polk's victory over Henry Clay in 1844 was directly tied to the Texas annexation question."
  5. ^ Freehling, 1991, p. 558: "Agitation over slavery, on both sides, was [by the early 1840s] fair play [and as] never before, anti-slavery radicals had successfully mobilized the principles of majoritarian democracy and many of its techniques – campaign newspapers, conventions, the entire machinery of popular electioneering – while attacking the great compromise over slavery on which the Democrats and Whigs based their survival."
  6. ^ Wilentz, 2008, p. 567: Tyler's Secretary of State, John C. Calhoun, "...managed, in a presidential election, to polarize national politics along sectional lines" by pursuing Texas annexation.
    May 2008, p. 100: "Tyler planned to outflank the Whigs by gaining support from the Democratic Party or possibly creating a new party..." p. 119-120: "On May 27, 1844, Tyler's so-called Democratic-Republican Party...held its first (and last) presidential convention in an attempt to outflank the major Whig and Democratic Parties."
    Holt, 2005, p. 10: "...desirous of foiling his acerbic Whig antagonists...Tyler hit upon the annexation of Texas as an issue on which he might win the presidency in 1844."
    Wilentz, 2008, p. 559:"Tyler, in league with Secretaries of State Upshur and Calhoun moved "aggressively to promote the annexation of Texas, a polarizing policy the president hoped might revise his own fading political hopes."
    Merry, 2009, p. 67 Tyler "by introducing the powerful Texas issue into American politics could ride the resulting political wave and win a presidential term in his own right."
  7. ^ Holt, 2005 p. 10: Clay attacked Tyler's annexation treaty because it would "erode the sectional comity on which the Union was based..." and "would inevitably produce a war with Mexico."
  8. ^ Wilentz, 2008, p. 427: Clay was committed to "opposing the Calhoun-Tyler [Texas] treaty" and would only consider annexation with "no hazard of war" and "general concurrence" among Americans.
  9. ^ Finkelman, 2011m p. 26: Deviating slightly form his opposition to annexation "cost [Clay] votes in the South and West, where support for annexation was strong."
  10. ^ Finkelman, 2011, p. 22: Clay "waffled" on Texas annexation" and "Had the Liberty [Party] voters supported Clay, he would have won New York [state] and the election."
  11. ^ Freeling, 1991, p. 429: "Could the black-belt South nullify Van Buren's national majority in the party? The answer was [yes].
    Widmer,2005 p. 149: "...a great [Democratic Party] North-South alliance rose up as one against [Van Buren]" and "laid the groundwork for a palace revolt" at the convention.
  12. ^ Widmer, 2005, p. 150 "...the original 'dark horse' candidate."
  13. ^ Wilentz, 2008, p. 572: "Polk stood for the [Texas] annexation as an opportunity to expand not slavery but freedom of American democratic instututions..."
    Brown, 1966, p. 33: "After 1844 the party of the Jeffersonian formula sustained itself in the face of the slavery issue by giving vent to its expansionist tendencies..."
    Widmer, 2005, p. 148: "Yet expansion was enormously popular among a people straining for largeness...it was the catnip of the 1840s, perfectly captured by the electric phrase "Manifest Destiny".
  14. ^ Henderson, 2007, p.139: "After a bitter campaign, Polk won the presidency by a scant thirty-eight thousand votes."
  15. ^ Wilentz, 2008, p. 571: "Above all, the [Democratic] party's aggressively pro-annexationist platform pressed not only for the annexation of Texas, but for a favorable settlement of outstanding disputes over the Oregon [Territory] border as well."
  16. ^ Wilentz, 2008, p. 576: "On February 27, 1845, the Senate voted to admit Texas...upon party lines. The next day on even stricter party lines, the House added assent..."
  17. ^ Merk, 1978, p. 308
  18. ^ Freehling, 1991, p. 352: "The Gag Rule Controversy had sketched the battle lines" in the approaching crisis over slavery expansion in America and "hardened contestants for the worse crisis looming over expansion in America – and slavery – in the Southwest [i.e. Texas."
    Wilentz, 2008, p. 558: With "the repeal of the gage rule, the conflict" – i.e. whether American republicanism could tolerate American slavery – "moved closer to becoming a permanent issue in national politics."
  19. ^ Freehling, 1991, p. 410: "Artificially segregating Whigs' response to gag and Texas crises...hinders awareness that the two issues came to a climax at the same time. The same Congress of 1844-45 which abolished the gag rule admitted Texas."
  20. ^ May 2008, p. 97: "...eight [northern] state legislatures sent Congress petitions warning against [Texas annexation]."
  21. ^ Miller, 1998, p. 285: "There had already been...resolutions by state legislatures that were summarily dismissed on the subject of Texas [annexation'."
  22. ^ Wilentz, 2008, p. 558: The Gag Rule debates caused "the heightening of sectional tensions in Congress [making] it imperative that [Whigs] find some compromise middle ground in the 1844 campaign...The same was true for Democrats..." Due to the Gag Rule controversies, "Agitation over slavery on both sides was now fair play" and the question arose: "Could American democracy coexist with American slavery?"
  23. ^ Miller, 1998, p. 285: "[I]f the annexation of Texas were to be discussed on the House floor it would certainly lead to a discussion of slavery – exactly the subject slaveholding congressmen wanted to avoid."
  24. ^ Widmer, 2005, p. 15: In the early 1840s "it had become clear that an apocalyptic battle was looming between... Union and Slavery..."
  25. ^ Wilentz, 2008, p. 561: "Texas annexation had long been a taboo subject for Whigs and Democrats alike."
  26. ^ Wilentz, 2008, p. 560: Jackson was "happy to recognize the new Texas republic but refused to annex it because it could well lead to war with Mexico." An event "both Jackson and Van Buren wanted to avoid
  27. ^ Meacham, 2008 p. 324: "Stephen Austin implored Jackson to militarily support Texas independence 1836. The president commented: "[Austin] does not reflect that we have a treaty with Mexico and our national faith is pledged to support it."
  28. ^ Widmer, 2005, p. 148: "There were a number of very good reasons to oppose taking Texas..."
  29. ^ Wilentz, 2008, p. 560: "...both Jackson and Van Buren would avoid...war with Mexico."
    Freehling, 1991, p. 367: "Jackson was a partisan of annexation...but...delayed..."
    May, 2008, p. 97: "As much as [US President] Jackson wanted Texas, he would not pay the price of a war abroad or at home."
  30. ^ Freehling, 1991, p. 367-368: During his presidency, Van Buren considered Texas annexation "potentially poisonous to American Union..."
  31. ^ Finkelman. 2011, p. 28: "Never truly a Whig, Tyler opposed almost every policy the party stood for."
  32. ^ Holt, 2005, p. 10: Tyler was "...deeply devoted to the perpetuation of slavery..."
  33. ^ Freehling, 1991, p. 410: "...Northern Whigs had warned that Texas would be the Slavepower's next outsized demand after the gag rule...Whigs Northern and Southern had loathed Tyler as a slayer of their popular mandate."
  34. ^ Holt, 2005, p. 10: In response to Tyler's vetoes "Whig congressmen and most state Whig organizations formally read Tyler out of the Whig Party."
  35. ^ Freehling, 1991, p. 364: Tyler was "almost unanimously excommunicated...from the [Whig] party."
  36. ^ Merry, 2009, p. 67 "[Tyler], refusing to embrace the Whig agenda…had essentially become a president without a party, and a president without a party couldn’t govern effectively."
    Finkelman. 2011, p. 28: "The knowledge that he would never gain the Whig presidential nomination liberated Tyler to move forward on annexation..."
  37. ^ Freehling, 1991, p. 355-356: "Tyler and his southern advisers "were composed of a few states' rights Whigs and fewer disgruntled Democrats...These alarmists controlled the presidency. They dominated nothing else."
  38. ^ Freehling, 1991, p.402: "Sam Houston's movement away from [annexation by] the United States left the American establishment [i.e. Whigs and Democrats] to avoid the problem. The Tyler administration had to [secure an annexation treaty with Texas] before debate could be compelled in America."
  39. ^ Holt, 2005, p. 10: "...Tyler hit upon the annexation of Texas as an issue on which he might win the presidency in 1844."
  40. ^ May 2008, p. 99: "Tyler desperately wanted to win election in 1844 and believed that acquiring Texas would earn him favor."
  41. ^ Finkelman, 2011, p. 30: "Some southerners argued that Britain would end slavery in Texas and this would lead to slaves fleeing [from US slave states] to the Republic of Texas. The predictions helped the lame-duck Tyler convince a lame-duck Congress to annex Texas."
  42. ^ Holt, 2005, p. 10: "England's repeated attempts to persuade authorities in the Republic of Texas to abolish slavery...influenced him [Tyler]" to seek annexation.
  43. ^ Finkelman, 2001, p. 28-29: "...in 1843 [Tyler] began secret negotiations with Texas."
  44. ^ May 2008, p. 112:"Tyler's furtive negotiations with the Texans..." on the annexation treaty.
  45. ^ Freehling, 1991, p. 398: "On October 16 Upshur met with Texas Minister Van Zandt and urged immediate negotiations towards an annexation treaty."
  46. ^ Freehling, 1991, p. 408: "On April 22, 1844, the Senate received the pre-treaty correspondence [and] the [Tyler] treaty..."
  47. ^ Finkelman, 2011, p. 29: "A treaty required a two-thirds majority [in the Senate] for ratification."
  48. ^ Freehling, 1991, p. 407: "The new Secretary of State [Calhoun] reached Washington March 29, 1844."
  49. ^ Freehling, 1991, p. 415: "...Calhoun could only begin to provoke a 'sense of crisis' with southern Democrats", and "The Packenham Letter could rally southern Democrats against the party's northern establishment..."
    May, 2008, p. 113: "The Packenham Letter proved the claims of anit-annexationists and abolitionists that the Texas question was only about slavery - its expansion and preservation - despite Tyler's protestations to the contrary."
  50. ^ Freehling, 1991, p. 408: The Packenham Letter "declared the national [Texas] treaty a sectional weapon, designed to protect slavery's blessings from England's documented interference" and "aimed at driving southerners to see England's soft threat in a hard-headed way."
  51. ^ May 2008, p. 112-113: "Calhoun...insisted that the'peculiar institution' was, in fact, 'a political institution necessary to peace, safety and prosperity."
  52. ^ Freehling, 2008, p. 409-410: "Nothing would have made Northern Whigs tolerate the [Packenham] document, and Northern Democrats would have to be forced to swallow their distaste for the accord. Calhoun's scenario of rallying enough slaveholders to push enough Northern Democrats to stop evading the issue was exactly the way the election of 1844 and annexation aftermath transpired."
  53. ^ Finkelman. 2011, p. 26: "James K. Polk's victory over Henry Clay in 1844 was directly tied to the Texas annexation question."
  54. ^ Freehling, 1991, p. 424: Texas "was politically and economically sublime for slavery; and annexationists demanded the soil..."
  55. ^ Widmer, 2005, p. 148: "Texas...forced all candidates to declare whether they were for or against annexation"
  56. ^ Wilentz, 2008: "Instantly, the letter became a public litmus test" for both national parties: "support Texas and it pro-slavery rationale and alienate the North, or oppose it and forever lose the South."
  57. ^ Joseph, Jr. Smith, General Smith's Views on the Powers and Policy of the Government of the United States, su contentdm.lib.byu.edu, 1844..
  58. ^ Kenneth H. Winn, Exiles in a Land of Liberty: Mormons in America, 1830-1846, 1990, p. 203.
  59. ^ Carthage Jail
  60. ^ Freehling, 1991, p.437- 438: "Polk partisans called acquisition of Texas and Oregon not a southern but a western concern" and "A presidential campaign for national imperialism divorced from a southern crusade for slavery...."
  61. ^ Freehling, 1991, p. 438: "In this northwest [region], Democratic campaigners truly were the Manifest Destiny spokesmen, unfortunately painted as everywhere, omnipresent in latter-day history textbooks." P. 439: However, "northern voters had nothing like demanded Manifest Destiny."
  62. ^ Freehling, 1991, p. 438: "Clay lost every state in the Deep South... but manage to hang on to the five states Harrison had captured in 1840... in the Border and Middle South."
  63. ^ Finkelman, 2011, p. 19: "The northern Democrats could on the explicitly anti-slavery Liberty Party to...possibly siphon off anti-slavery Whig votes."
  64. ^ Wilentz, 2008, p. 574: "Had only a modest proportion of the Liberty Party's New York vote...gone instead to the Whigs, Henry Clay would have been elected president."
  65. ^ Freehling, 1991, p. 438: "The shift of [either] of these states' 41 electoral votes would have transformed a 170-105 Polk Electoral victory into a 146-129 Clay triumph."
  66. ^ Holt, 2005, p. 11-12
  67. ^ Presidential ballots, 1836-1892 (Johns Hopkins University Press, 1955) pp 247–57.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bicknell, John. America 1844: Religious Fervor, Westward Expansion and the Presidential Election That Transformed the Nation. Chicago Review Press, 2014.
  • Brown, Richard H. 1966. The Missouri Crisis, Slavery, and the Politics of Jacksonianism. South Atlantic Quarterly. pp. 55–72 in Essays on Jacksonian America, Ed. Frank Otto Gatell. Holt, Rinehart and Winston, Inc. New York . 1970.
  • Crapol, Edward P. 2006. John Tyler: the accidental president. The University of North Carolina Press. Chapel Hill. ISBN 978-0-8078-3041-3
  • Finkelman, Paul. 2011. Millard Fillmore. New York: Times Books
  • Freehling, William W. 1991. The Road to Disunion: Volume I: Secessionists at Bay, 1776-1854. Oxford University Press. 1991. ISBN 978-0-19-507259-4.
  • Henderson, Timothy S. 2007. A Glorious Defeat" Mexico and its war with the United States. Hill and Wang, New York. ISBN 978-0-8090-6120-4
  • Holt, Michael F. 2005. The fate of their country: politicians, slavery extension, and the coming of the Civil War. New York: Hill and Wang.
  • May, Gary. 2008. John Tyler. New York: Times Books/Henry Holt and Co.
  • Merk, Frederick. 1978. History of the Westward Movement. Alfred A. Knopf. New York. ISBN 978-0-394-41175-0
  • Meacham, Jon. 2008. American Lion: Andrew Jackson in the White House. Random House, New York.
  • Miller, William Lee. 1996. Arguing about slavery: the great battle in the United States Congress. New York : A.A. Knopf, 1996.
  • Widmer, Edward L. 2005. Martin Van Buren. New York: Times Books
  • Wilentz, Sean. 2008. The Rise of American Democracy: Jefferson to Lincoln. W.W. Horton and Company. New York.

Altre letture[modifica | modifica wikitesto]

  • Oliver Perry Chitwood, John Tyler, Champion of the Old South, 1939.
  • Davies, Gareth, and Julian E. Zelizer, eds. America at the Ballot Box: Elections and Political History (2015) pp. 36-58.
  • J. George Harris, Polk's Campaign Biography, a cura di Wayne Cutler (ed.), University of Tennessee Press, 1990.
  • Michael F. Holt, The Rise and Fall of the American Whig Party: Jacksonian Politics and the Onset of the Civil War, Oxford University Press, 1999, ISBN 0-19-505544-6.
  • Eugene I. McCormac, James K. Polk: A Political Biography, 1922.
  • James C. N. Paul, Rift in the Democracy, 1951.
  • Robert V. Remini, Henry Clay: Statesman for the Union, 1991.
  • *Roach, George W. "The Presidential Campaign of 1844 in New York State." New York History (1938) 19#2 pp: 153-172.
  • Charles Grier, Jr. Sellers, James K. Polk, Continentalist, 1843–1846, vol 2 of biography, 1966.
  • Sean Wilentz, Divided Democrats and the Election of 1844, in The Rise of American Democracy: Jefferson to Lincoln, 1st, New York, W.W. Norton & Company, Inc., 2005, pp. 566–575, ISBN 0-393-32921-6.
  • A Historical Analysis of the Electoral College, in The Green Papers. URL consultato il 17 settembre 2005.
  • Ohio History Central, in Ohio History Central Online Encyclopedia. URL consultato l'8 novembre 2006.

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