Oregon Country

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Mappa dell'Oregon nella prima metà del XIX secolo, con il massimo delle rivendicazioni statunitensi verso nord al 54º parallelo, quelle britanniche verso sud al 42º parallelo ed infine la linea di spartizione stabilita al 49º parallelo

Oregon o Oregon Country (Paese dell'Oregon, da distinguere sia dall'attuale stato dell'Oregon che dall'omonimo Territorio dell'Oregon istituito tra il 1848 ed il 1859) fu un termine statunitense, usato nella prima metà dell'Ottocento, per descrivere la regione del Pacifico nordoccidentale. La regione, con una superficie di circa 1,5 milioni di km², fu esplorata ed occupata dai mercanti di pellicce di origine inglese e francese già prima del 1810 e da coloni americani a partire del 1830.

Alla fine del '700 questo territorio fu dapprima disputato tra gli Spagnoli, provenienti dalla California, i Russi dall'Alaska ed i Britannici dal Canada. Dopo la cosiddetta Crisi di Nootka gli Spagnoli, che pure si erano spinti molto a nord, costruendo anche il Forte San Miguel, rinunciarono alle loro rivendicazioni con la convenzione di Nootka, nel 1790. Successivamente le rivendicazioni ripresero tra i Britannici e gli Statunitensi, finché il Trattato dell'Oregon del 1846 pose fine alle dispute, stabilendo il confine britannico-statunitense al 49º parallelo.

Oregon fu un termine strettamente statunitense; i britannici usavano la denominazione Columbia.[1] L'Oregon Country consisteva nei territori a nord del 42º parallelo e a sud del 54º parallelo, ad ovest delle montagne rocciose. Quest'area comprende l'attuale provincia canadese della Columbia britannica e gli stati USA dell'Oregon, Washington, e Idaho, nonché parti del Montana e Wyoming. La regione, da parte britannica, venne amministrata dalla Compagnia della Baia di Hudson.[2]

Prime esplorazioni[modifica | modifica wikitesto]

George Vancouver esplorò Puget Sound nel 1792 e ne reclamò la possessione per conto del Regno di Gran Bretagna, chiamandola col nome di Peter Puget, un suo ufficiale. Alexander Mackenzie fu il primo europeo ad attraversare il Nordamerica, partendo dal Messico settentrionale[3], arrivando a Bella Coola nella Columbia britannica nel 1793. Dal 1804 al 1806 Meriwether Lewis e William Clark esplorarono la zona per conto degli Stati Uniti. David Thompson, insieme all'amico Simon Fraser esplorò gran parte della regione tra il 1807 e il 1811.[4]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Mappa di Carver del 1778.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oregon (toponimo).

L'origine del nome Oregon non è sicura. Una teoria vuole che i mercanti di pellicce franco-canadesi chiamassero il fiume Columbia come le fleuve d'ouragan, per i forti venti della gola del fiume. George Stewart dimostrò che, in un articolo del 1944 per la rivista American Speech, il nome venne originato da un errore dell'incisore in una mappa francese pubblicata agli inizi del Settecento, in cui il Ouisiconsink fiume Winsconsin venne chiamato "Ouaricon-sint", così appariva un fiume Ouaricon che sfociava ad occidente.[5][6] Questa teoria venne confermata dall'Oregon Geographic Names come la "più plausibile".[7]

Evoluzione territoriale[modifica | modifica wikitesto]

L'Oregon Country venne inizialmente rivendicato dalla Gran Bretagna, Francia, Russia, e Spagna. Le rivendicazioni spagnole furono in seguito intraprese dagli Stati Uniti. L'estensione del territorio rivendicato era vaga, in seguito si evolse nei decenni in confini ben delimitati nel trattato britannico-americano del 1818. Gli Stati Uniti fecero valere le loro rivendicazioni in base alle esplorazioni di Robert Gray alla fine del Settecento e alla spedizione Clark e Lewis di inizio Ottocento. La Gran Bretagna basava le sue rivendicazioni dalle esplorazioni nell'entroterra di David Thompson e dalle navigazioni, in tempi più antichi, della costa. La rivendicazioni spagnole si basavano sulle esplorazioni sulla costa pacifica alla fine del Settecento.[8] Anche la Russia poggiava le sue pretese territoriali sulla sua attività esplorativa nella zona. La Spagna rinunciò le pretese sui territori del Pacifico nordoccidentali, a favore della Gran Bretagna, con la Convenzione di Nootka.[9] La Spagna rinunciò definitivamente ad ogni rivendicazione territoriale a nord del 42º parallelo, con il Trattato Adams-Onís del 1819. Intanto la Russia iniziava a rivendicare i territori a sud del 54º parallelo e ad est del 141º meridiano.[10] Nel 1818 gli stati Uniti e la Gran Bretagna negoziarono una convenzione con la quale venivano estesi i rispettivi territori lungo il 49º parallelo. Nel 1821, il parlamento britannico impose la giurisdizione dell'Alto Canada a tutti i cittadini britannici domiciliati nella terra di Rupert e nel Distretto di Columbia.

Nel 1843 i coloni statunitensi instaurarono il loro governo, chiamato il governo provvisorio dell'Oregon. Un comitato legislativo abbozzò un coddice di normative conosciuto come l'"Organic Law".[11][12]

Primi insediamenti[modifica | modifica wikitesto]

Fort Vancouver nel 1845

L'esploratore David Thompson della North West Company, in seguito Hudson's Bay Company, penetrò nell'Oregon Country da nord, via il passo Athabasca, arrivando nel 1807. Nel 1810, John Jacob Astor I fondò la Pacific Fur Company, che installò un emporio ad Astoria. Thompsonm attraversando il Columbia, riuscì a raggiungere Astoria ancora in costruzione. Questi eventi diedero inizio a una breve era di competizione tra mercanti di pellicce britannici e americani. Nel 1812 scoppiò, in Nordamerica, la guerra tra britannici e statunitensi. Sotto controllo britannico Astoria venne renominata Fort George.[13]

David Thompson navigò attraverso il fiume Columbia nel 1811. Mappa del Columbia e dei suoi affluenti.

Nel 1821, quando la North West Company si fuse con la Compagnia della baia di Hudson, il parlamento britannico impose la giurisdizione dell'Alto Canada sui sudditi britannici del Columbia District e Rupert's Land, e diede alla Compagnia della baia di Hudson l'autorità per rinforzare questi poteri. John McLoughlin venne nominato capo del Columbia Department nel 1824, il quale spostò il suo quarter generale a Fort Vancouver che diventò de facto il centro politico del Pacifico nordoccidentale. McLoughlin applicò la legge ai sudditi britannici, ottenne la pace con i nativi e cercò di mantenere l'ordine anche sui coloni statunitensi.

Astor con la sua American Fur Company continuava le sue operazioni di traffico delle pellicce nelle montagne rocciose.[14] Negli anni Venti alcuni esploratori americani visitarono quest'area oltre le montagne Rocciose.[15]

Alcune notizie sull'Oregon country circolavano negli Stati Uniti orientali. Alcune chiese decisero di inviare missionari per convertire gli indiani. Jason Lee, un pastore metodista di New York, fu il primo missionario ad insediarsi nell'Oregon. Costruì una missione destinata agli indiani nel 1834. Akcuni anni dopo seguirono altri missionari.

I coloni statunitensi iniziarono ad arrivare, attraverso la pista dell'Oregon, in numero sempre maggiore a partire dagli anni Trenta. Aumentarono così le discussioni sui confini tra Stati Uniti e Nordamerica britannico. Increased tension led to the Oregon boundary dispute. Entrambi i contendenti si accorsero che i coloni avrebbero deciso chi avrebbe alla fine controllato la regione. Tardivamente la Compagnia della Baia di Hudson, che in precedenza scoraggiava la colonizzazione poiché poteva essere da ostacolo alla sua attività, decise di invertire la sua posizione. Nel 1841 il trapper James Sinclair guidò più cento coloni nella zona vicino a Fort Vancouver.

Mappa della via della York Factory Express, 1820-1840.

Gli sforzi anglocanadesi, per fermare l'avanzata statunitense, si dimostrarono troppo tardivi. Ad esempio, nel 1843 solo un migliaio di coloni britannici partirono per l'Oregon.[16][17] Con il Trattato dell'Oregon del 1846 la Gran Bretagna cedette la Columbia a sud del 49º parallelo.

Il Trattato dell'Oregon[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trattato dell'Oregon.

Nel 1843, i coloni della Willamette Valley instaurarono un governo provvisorio a Champoeg, che fu riconosciuto, anche se in forma non ufficiale da John McLoughlin della Compagnia della Baia di Hudson nel 1845.

Intanto negli Stati Uniti ci furono forti pressioni per occupare l'Oregon Country. In quegli anni gli Stati Uniti erano impegnati nel contendere il Texas al Messico. L'annessione del Texas agli Stati Uniti era fortemente voluta dagli Stati del sud, mentre quella dell'Oregon da quelli del nordest. Nelle elezioni presidenziali del 1844, i democratici erano favorevoli per espandersi in entrambe le aree in questione. Dopo essere stato eletto, il presidente James Polk sostenne la soluzione, per quanto riguardava l'Oregon, del 49º parallelo come soluzione di confine. Intanto il governo britannico cercò di prendere controllo del territorio a nord del fiume Columbia. Nonostante la situazione tesa, ne la Gran Bretagna ne gli Stati Uniti volevano arrivare alle armi. I due paesi di lingua inglese arrivarono ad un accordo nel 1846, il Trattato dell'Oregon, con il quale il territorio occidentale veniva diviso lungo il 49º parallelo.

Durante gli anni Quaranta la Compagnia della Baia di Hudson spostò i suoi quartieri generali del Columbia Department da Fort Vancouver a Fort Victoria nell'Isola di Vancouver. L'idea per spostarsi in una località più settentrionale era già stata pianificata negli anni Venti. La decisione finale di spostare i quartieri generali del Columbia District, nonostante le forti resistenze di John McLoughlin, fu presa dall'amministratore George Simpson nel 1842. La decisione di Simpson venne motivata da una serie di fattori tra cui il declino del traffico di pellicce nel Nordamerica. All'opposto la Compagnia della Baia di Hudson vide un incremento di utili con l'esportazione di salmoni e legname. Inoltre venne scoperto un giacimento carbonifero nell'isola di Vancouver. In sostanza la zona di Fort Victoria stava diventando sempre strategicamente più importante. Infine, il crescente numero di coloni statunitensi nella "Bassa Columbia", diede a Simpson la preoccupazione sull'effettiva sicurezza di Fort Vancouver. Simpson capì che il confine tra Nordamerica britannico e Stati Uniti non avrebbe seguito il fiume Columbia bensì, più realisticamente, il 49º parallelo.[18]

Nel 1848, la porzione statunitense dell'Oregon Country fu formalmente organizzata come Territorio dell'Oregon. Nel 1849 l'isola di Vancouver divenne una dipendenza della corona britannica, con la terraferma organizzata, nel 1858, come colonia della Columbia britannica. Nel 1853 la regione a nord del fiume Columbia venne organizzato nel Territorio di Washington.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D.W. Meinig, The Great Columbia Plain, Weyerhaeuser Environmental Classic edition, University of Washington Press [1968], 1995, p. 104, ISBN 0-295-97485-0.
  2. ^ Richard Somerset Mackie, Trading Beyond the Mountains: The British Fur Trade on the Pacific 1793-1843, Vancouver, University of British Columbia (UBC) Press, 1997, p. 284, ISBN 0-7748-0613-3.
  3. ^ Bernard DeVoto, The Journals of Lewis and Clark, Houghton Mifflin Company, 1953, xxix, ISBN 0-395-08380-X.
  4. ^ Jack Nisbet, Sources of the River: Tracking David Thompson Across Western North America, Sasquatch Books, 1994, pp. 4–5, ISBN 1-57061-522-5.
  5. ^ The Source of the Name 'Oregon' in American Speech, vol. 19, nº 2, Duke University Press, 1944, pp. 115-117. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  6. ^ George R. Stewart, Names on the Land: A Historical Account of Place-Naming in the United States, Sentry edition (3rd), Houghton Mifflin [1945], 1967, pp. 153, 463.
  7. ^ Lewis A. McArthur, Lewis L. McArthur, Oregon Geographic Names, Seventh Edition, Portland, Oregon, Oregon Historical Society Press [1928], 2003, ISBN 0-87595-277-1.
  8. ^ John Huxtable Elliott, Empires of the Atlantic World, Yale University Press, 2007, pp. 11-12, ISBN 978-0-300-12399-9. online at Google Books
  9. ^ David J. Weber, The Spanish Frontier in North America, Yale University Press, 1994, p. 287, ISBN 978-0-300-05917-5. online at Google Books
  10. ^ Michael G. Chiorazzi, Marguerite Most, Prestatehood Legal Materials, Haworth Press, 2005, p. 959, ISBN 978-0-7890-2056-7. online at Google Books
  11. ^ Michael G. Chiorazzi, Marguerite Most, Prestatehood Legal Materials, Haworth Press, 2005, pp. 959–962, ISBN 978-0-7890-2056-7. online at Google Books
  12. ^ S.A. Clarke, Pioneer Days of Oregon History, J.K. Gill Company, 1905.
  13. ^ D.W. Meinig, The Great Columbia Plain, Weyerhaeuser Environmental Classic edition, University of Washington Press [1968], 1995, p. 52, ISBN 0-295-97485-0.
  14. ^ Richard Somerset Mackie, Trading Beyond the Mountains: The British Fur Trade on the Pacific 1793-1843, Vancouver, University of British Columbia (UBC) Press, 1997, pp. 65, 108, 110–111, ISBN 0-7748-0613-3. online at Google Books
  15. ^ Richard Somerset Mackie, Trading Beyond the Mountains: The British Fur Trade on the Pacific 1793-1843, Vancouver, University of British Columbia (UBC) Press, 1997, pp. 64–65, 259, ISBN 0-7748-0613-3. online at Google Books
  16. ^ The Wagon Train of 1843: The Great Migration. Oregon Pioneers. Ultimo accesso: 22 dicembre 2007.
  17. ^ Events in The West: 1840-1850. PBS. Ultimo accesso: 22 dicembre 2007.
  18. ^ Richard Somerset Mackie, Trading Beyond the Mountains: The British Fur Trade on the Pacific 1793-1843, Vancouver, University of British Columbia (UBC) Press, 1997, pp. 240–245, 256–262, 264–273, 276, ISBN 0-7748-0613-3. online at Google Books

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]