Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1848

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Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1848
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Data 7 novembre
Affluenza 72, 7%[1] % (- 6,2% %)
Zachary Taylor.jpeg LewisCass.png Martin Van Buren daguerreotype by Mathew Brady circa 1849 - edit 1 cropped to face.png
Candidati Zachary Taylor Lewis Cass Martin Van Buren
Partito Whig Democratico Free Soil Party
Voti 1.361.393
47,3 %
1.223.460
42,5 %
291.501
10,1 %
Grandi elettori 163 127 0
ElectoralCollege1848.svg
Presidente uscente
James K. Polk
Left arrow.svg 1844 1852 Right arrow.svg

Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1848 furono la 16° tornata elettorale quadrienale e si tennero martedì 7 di novembre. La sfida venne vinta da Zachary Taylor del Partito Whig ed originario della Louisiana, che si schierò contro l'esponente del Partito Democratico Lewis Cass del Michigan e l'ex presidente Martin Van Buren dello Stato di New York affiliato alla nuova formazione politica denominata Free Soil Party.

Il Presidente uscente James Knox Polk, avendo raggiunto tutti i suoi principali obiettivi in un solo mandato e soffrendo per un declino irreversibile della propria salute, mantenne la sua promessa di non cercare la rielezione.

Questa sarà la prima volta il cui si tenne l'"Election Day" lo stesso giorno in ognuno degli Stati federati degli Stati Uniti d'America, ed anche la prima volta che il giorno delle elezioni verrà statutariamente fissato di martedì[2].

I Whigs nel 1846-47 avevano concentrato tutte le loro energie nel condannare le politiche di guerra di Polk; si metteranno d'impegno per invertire la rotta il più rapidamente possibile. Nel febbraio del 1848 il presidente però sorprese tutti con il trattato di Guadalupe Hidalgo il quale pose fine alla guerra Messico-Stati Uniti e diede alla nazione il possesso di nuovi vasti territori (compresi quelli che ora sono gli Stati della California, del Nevada, dello Utah più parti sostanziose dello Wyoming, del Colorado, dell'Arizona e del Nuovo Messico).

I Whigs in Senato voteranno 2 a 1 per far approvare l'accordo stipulato; poi, con l'approssimarsi dell'estate, nomineranno l'eroe della guerra Z. Taylor. Mentre non prometteva altre guerre future, non condannò neppure il conflitto appena concluso né tantomeno criticò l'operato di Polk, cosicché il Partito dovette - seppur a malincuore - seguire il suo esempio e adeguarsi[3]. Sposteranno quindi la loro attenzione su una nuova questione scottante, se cioè la schiavitù negli Stati Uniti d'America dovesse o meno poter venire bandita dai nuovi territori appena acquisiti.

La scelta di Taylor fu fatta quasi per disperazione; non era egli difatti chiaramente impegnato nei principi Whig, ma risultò essere assai popolare nel guidare lo sforzo bellico. I Democratici avevano alle spalle un periodo di successi, prosperità e l'acquisto sia dell'Oregon che degli Stati Uniti sud-occidentali. Dovette quindi sembrare quasi certo che avrebbero vinto ancora a meno che i Whigs non avessero accolto dalla propria parte Taylor.

La sua vittoria lo renderà uno dei due soli Whigs ad essere eletto presidente prima che il Partito cessasse di esistere nel corso degli anni 1850; l'altro era stato William Henry Harrison alle elezioni presidenziali del 1840, anch'egli un generale eroe di guerra, ma morirà appena un mese dopo aver assunto l'incarico (il che rese la presidenza di William Henry Harrison la più breve di tutta la storia degli Stati Uniti d'America.

La presidenza di Zachary Taylor si dovrà a sua volta interrompere bruscamente dopo soli 16 mesi a causa dell'improvvisa morte del presidente e pertanto essere sostituita dalla presidenza di Millard Fillmore. Nella mappa dei risultati a lato il colore giallo-marroncino segnala gli Stati vinti dal "Ticket presidenzale Taylor/Fillmore (15), mentre il blu denota quelli conquistati dall'accoppiata Cass/Butler (anch'essi 15). I numeri indicano il numero di voti elettorali assegnati a ciascuno Stato.

Nomination[modifica | modifica wikitesto]

Whig[modifica | modifica wikitesto]

I candidati Whig furono inizialmente i seguenti:

Il generale della guerra Messico-Stati Uniti Z. Taylor, un candidato risultato subito assai attraente per i suoi appena trascorsi successi sul campo di battaglia - ma che non aveva egli stesso ancora mai votato in una qualsiasi elezione - fu apertamente corteggiato da entrambi gli schieramenti, sia dai Democratici che dai Whig[4].

Alla fine Taylor si dichiarò essere un Whig e così gli riuscì di ottenerne facilmente la nomina; riceverà difatti 171 voti dei delegati sconfiggendo i politici concorrenti ben più esperti H. Clay, W. Scott, D. Webster e gli altri[5].

Ballottaggi presidenziali
Zachary taylor-crop.jpg Henry Clay 3c09953u restored.jpg Winfield scott.jpg Daniel Webster.jpg JMiddletonClayton-SecofState.jpg JMcLean.jpg
Nome Zachary Taylor H. Clay W. Scott D. Webster J. M. Clayton J. McLean Astenuti
Affiliazione Partito Whig Whig Whig Whig Whig Whig Whig
1° ballottaggio 111 97 43 22 4 2 11
118 86 49 22 4 0 11
133 74 54 17 1 0 11
171 (58.97%) 32 (11.03%) 63 (21.72%) 14 (4.83%) 0 (0%) 0 (0%) 10 (3.45%)
Margine 0 (0.00%) -139 (-47.94%) -108 (-37.25%) -157 (-54.14%) -171 (-58.97%) -171 (-58.97%)

Dopo che Webster rifiutò la candidatura vice-presidenziale, Millard Fillmore ricevette la nomina del Partito arrivando a battere - tra gli altri - Abbott Lawrence, un dirigente del Massachusetts la cui ritenuta troppo mite opposizione alla schiavitù lo portò ad essere soprannominato "Cotton Whig".

Ballottaggi per la Vicepresidenza
Ballottaggio 2*
M. Fillmore 115 173
A. Lawrence 109 87
Astenuti 16 24
Andrew Stewart 14 0
T. McKean T. McKennan 13 0
G. Evans 6 2
J. Sergeant 6 1
J. M. Clayton 3 3
H. Fish 2 0
R. Choate 1 0
T. Ewing, Sr. 1 0
S. Foot 1 0
T. B. King 1 0
G. Lunt 1 0
J. Young 1 0
Poster per la campagna elettorale di Taylor e Fillmore.
Whig Party Ticket, 1848
Zachary Taylor Millard Fillmore
for President for Vice President
Zachary Taylor restored and cropped.png
Millard Fillmore daguerreotype by Mathew Brady 1849 (cutout).jpg
Maggiore generale dell'United States Army
(1846–1849)
14°
Capo ufficio di gabinetto per lo Stato di New York
(1848–1849)
Campaign

Democratici[modifica | modifica wikitesto]

L'ex presidente Martin Van Buren cercherà attivamente di ottenere nuovamente la nomination Democratica, ma Lewis Cass risulterà invece avvantaggiato e scelto già al 4º scrutinio. Cass aveva servito sia come governatore del Michigan che in qualità di senatore, oltre che come segretario alla Guerra durante la presidenza di Andrew Jackson e, dal 1836 al 1842, anche come ambasciatore nella Monarchia di luglio[6].

Il Comitato nazionale democratico verrà stabilitò ufficialmente nel corso di questa Convention[7].

Monili della campagna elettorale Demoocratica.
Ballottagi presidenziali
Ballottaggio
L. Cass 125 133 156 179
L. Woodbury 53 56 53 38
J Buchanan 55 54 39 33
J. Calhoun 9 0 0 0
W. J. Worth 6 6 5 1
G. M. Dallas 3 3 0 0
W. O. Butler 0 0 0 4
Astenuti 39 38 37 35
Vignetta che attacca il generale Taylor come il macellaio della guerra Messicana raffigurandolo seduto su una pila di teschi. Nella terminologia politica del tempo "disponibile" significava essenzialmente eleggibile. Alcuni avrebbero di certo considerato questo ipocrita, poiché nel complesso il Partito Democratico era stato molto più entusiasta della guerra rispetto aI Whig.

Gli verrà affiancato il generale W. O. Butler il quale riceverà 169 preferenze da parte dei delegati, sopra quindi a tutti gli altri cinque candidati, tra cui il futuro Vicepresidente William R. King (nel corso della presidenza di Franklin Pierce) e il futuro presidente degli Stati Confederati d'America Jefferson Davis.

Ballottaggi per la Vicepresidenza
Ballottaggio 2 Ripetizione
W. O. Butler 114 169 290
J. A. Quitman 74 62 0
W. R. King 26 8 0
J. Y. Mason 24 3 0
James Iver McKay 13 11 0
J. Davis 1 0 0

I Democratici scelsero una piattaforma che rimase in un assordante silenzio nei riguardi del tema controverso rappresentato dalla schiavitù[8] e con lo stesso Cass sospettato di inclinazioni pro-schiaviste; molti dei Democratici anti-schiavitù fuoriscirono pertanto dalla convenzione di Baltimora per dare vita al Free Soil Party. Van Buren, che si era precedentemente bruciato per la nomination, sarà invece scelto per portare avanti la piattaforma programmatica Free Soil. Né il suo nome né il suo staff ricevettero però alcun sostegno da parte della Convention Democratica.

Poster per la campagna di Cass e Butler.
Democratic Party (United States)
Democratic Party Ticket, 1848
Lewis Cass William O. Butler
for President for Vice President
LewisCass.png
WilliamOButler.png
Senatore per il Michigan
(1845–1848)
Ex membro della Camera dei Rappresentanti
per il 13º distretto del Kentucky
(1839–1843)
Campaign
Commento umoristico sull'opposizione dei "Barnburner" al candidato Democratico L. Cass. Van Buren e suo figlio John furono attivisti partecipi nello sforzo del Free Soil per impedire l'estensione della schiavitù nei nuovi territori americani. Qui l'ex presidente e Johns alimentano un fuoco già furioso in un fienile fatiscente (i Democratici Radicali di New York (stato) che appoggiarono Van Buren saranno deferiti "Barnburners" in quanto nel loro zelo per le riforme sociali e la politica fiscale anticorruzione vennero paragonati ai contadini che bruciano i loro fienili per cacciarne via i topi.

Free Soil Party[modifica | modifica wikitesto]

Il Free Soil fu organizzato appositamente durante queste elezioni per opporsi ad un'ulteriore espansione della schiavitù nei territori occidentali. Gran parte del suo sostegno proveniva dai "Barnburners" Democratici scissionisti anti-schiavisti e dalla fazione "Conscience Whigs", tra cui l'ex presidente Martin Van Buren. Il nuovo movimento venne guidato da Salmon P. Chase e John Parker Hale e tenne la sua Convention a Utica (New York) e Buffalo.

Il 22 giugno Van Buren sconfisse Hale grazie a 154 preferenze dei delegati a suo favore contro 129, mentre Charles Francis Adams, Sr. - il cui padre (John Quincy Adams) e il nonno (John Adams) avevano entrambi ricoperto il ruolo di presidente - sarà invece scelto come candidato vicepresidente.

Ballottaggi Free Soil
Ballottaggi presidenziali Ballottaggi per la Vicepresidenza
M. Van Buren 244 C. F. Adams, Sr. 467
J. P. Hale 183
J. R. Giddings 23
C. F. Adams, Sr. 13
Altri 4

Van Buren ben sapeva che i Free Soilers non avvrebbero mai potuto avere nella realtà dei fatti la minima possibilità di vincere, ma che piuttosto la sua candidatura avrebbe diviso il voto Democratico e lasciato così i risultati elettorali definitivi nelle mani dei Whigs. Invecchiato e amareggiato a Van Buren non importava il fatto che la sua vita fosse stata costruita sulla roccia della solidarietà e della regolarità del Partito; detestava L. Cass e il principio di sovranità popolare per quanto riguardava la questione schiavista con uguale intensità e forza[9].

Poster per la campagna di Van Buren e Adams.
Free Soil Party Ticket, 1848
Martin Van Buren Charles Francis Adams
for President for Vice President
Martin Van Buren edit.jpg
CharlesFrancisAdams.png

Presidente degli Stati Uniti d'America
(1837–1841)
Ex senatore statale del Massachusetts
(1844–1845)
Campaign

Liberty Party[modifica | modifica wikitesto]

Ballottaggi Liberty Party
Ballottaggi presidenziali
J. P. Hale 103
G. Smith 41

Altre nomination[modifica | modifica wikitesto]

"Grande lotteria presidenziale"; il candidato Zachary Taylor (a sinistra) cavalca un segugio dotato di un collare con su scritto "Buena Vista"; ciò ricorda la pubblica protesta contro il controverso uso di Taylor di cani da caccia contro gli indiani nella Guerra seminole (1835-1842).

Appuntamento elettorale[modifica | modifica wikitesto]

La campagna elettorale verrà combattuta senza molto entusiasmo e praticamente senza alcun problema. Nessuno dei due grandi partiti fece uno sforzo per radunare le persone in difesa di qualsiasi principio importante.

I sostenitori Whig, tra cui i futuri presidenti Abraham Lincoln e Rutherford Hayes, parlarono dell'opposizione "antipartitica" di Taylor all'impegno della democrazia jacksoniana per lo spoil system e la "spudorata" partigianeria degli "Yellow dog Democrat" negli Stati Uniti meridionali. Al Sud invece sottolinearono il fatto che il candidato Whig era uno schiavista della Louisiana, mentre al Nord di contro la sua ampia disponibilità a rifarsi alle decisioni assunte dal Congresso su questioni importanti (cosa che in seguito non farà affatto).

Il generale Taylor ricordato per il suo trionfo all'Assedio di Fort Harrison nel 1812 durante la guerra anglo-americana[10].

I Democratici continueranno a ripetere, come già avevano fatto per molti anni, la loro opposizione a una banca nazionale, ad alte tariffe doganali e alle sovvenzioni federali per i miglioramenti strutturali locali. I Free Soilers marchieranno entrambi i principali avversari come bracci agenti degli schiavisti, sostenendo che i ricchi piantatori controllavano l'agenda di entrambe le parti lasciando fuori dalla scena l'uomo bianco ordinario. Dovranno destreggiarsi attorno alla nota reputazione compromissoria di Van Buren con la fazione favorevole allo schiavismo.

I Whig avranno il vantaggio di mettere in luce le glorie militari di Taylor il quale rimarrà da parte sua sempre assai vago sui temi programmatici; la campagna sarà dominata per lo più da attacchi personali tra i contendenti, con i Democratici che definirono Taylor volgare, ignorante, crudele e avido, mentre i Whig attaccarono Cass per i suoi guadani illeciti e la palese disonestà. La divisione dei Democratici sulla questione della schiavitù permetterà però a Taylor di dominare gli Stati Uniti d'America nord-orientali.

I Free Soilers si presenteranno al voto in solo 17 dei 29 Stati con il suffragio popolare, rendendo matematicamente possibile per Van Buren vincere la presidenza anche se poi non avrà nei fatti alcuna reale possibilità; tuttavia il Partito farà una campagna vigorosa, in particolare nelle tradizionali roccaforti Democratiche nel Nord-Est.

Mentre alcuni Free Soilers sperarono di prendere abbastanza Stati tanto da rimandare l'esito elettorale al pronunciamento dei grandi elettori nella Camera dei Rappresentanti, Van Buren stesso intuirà fin troppo bene che questo sarebbe dovuto essere un progetto a lungo termine e che il meglio che si sarebbe potuto fare era gettare le basi per un risultato sperabilmente migliorato nel le seguenti elezioni presidenziali del 1852.

Risultati per contea indicanti la percentuale ottenuta da ciascun candidato. Le sfumature di colore giallo-marroncino indicano le vittorie di Taylor (Whig), quelle blu le conquiste di Cass (Democratico) ed infine quelle verdi i territori andati a Van Buren (Free Soil).

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Con Taylor come loro candidato i Whigs riuscirono ad ottenere la loro seconda e ultima vittoria in un'elezione presidenziale; avranno la maggioranza del collegio elettorale degli Stati Uniti d'America conquistando 163 dei 290 Grandi elettori. Tuttavia il voto popolare si rivelerà essere assai vicino. Sebbene Taylor abbia superato Cass di 138.000 voti egli avrà 79.000 preferenze in meno secondo i numeri assoluti; così con poco più del 47% del totale Taylor diventerà un presidente eletto degli Stati Uniti d'America di minoranza.

Uno studio dei risultati provinciali rivela che la forza del "Free Soil", a scapito delle parti concorrenti principali, differì per regione; negli Stati centrali del nord-est sembra che almeno la maggior parte dei suoi sostenitori sia stata estratta direttamente dal Partito Whig. Al contrario nella regione corrispondente agli Stati del Medio-Atlantico le basi Free Soil si trovarono nelle aree che fino ad allora erano state appannaggio dei Democratici, in particolare nello Stato di New York e nella Pennsylvania settentrionale.

La Nomination di Van Buren rese la vittoria di Taylor quasi certa a New York; nel corso dell'Election Day l'ex presidente raggranello abbastanza voti per dare ai Whig tutt'e due le contee tradizionalmente Democratiche, consentendo loro di espugnare i territori odierni dell'area metropolitana di New York. I Democratici, essendosi dovuti confrontare con uno scisma irreparabile proprio qui persero pertanto definitivamente le elezioni.

Nella Nuova Inghilterra il voto Democratico diminuirà di 33.000 unità dal livello delle elezioni presidenziali del 1844, mentre quello Whig scenderà a sua volta di 15.000 unità; ciò a tutto vantaggio dei concorrenti terzi i quali triplicheranno. Il voto totale rimarrà invece quasi del tutto stazionario; un'indicazione parziale, forse, della derivazione della forza del Free Soil solamente in alcune determinate contee di questa regione.

"La passeggiata del gallo". Il titolo si riferisce al candidato Whig Zachary Taylor come probabile vincitore; un gallo da combattimento in piedi sul suo avversario morto, un altro gallo con la testa del candidato Democratico Lewis Cass.

Per la prima volta dall'esistenza del Whig Party essi non riuscirono ad ottenere la maggioranza assoluta dei voti nel Massachusetts e nel Vermont, inoltre i Democratici non riuscirono a mantenere la loro consueta maggioranza nel Maine; quindi solo il New Hampshire (Democratico) e il Rhode Island (Whig) degli Stati della Nuova Inghilterra diedero alle rispettive parti maggioranze vittoriose del tutto chiare.

Delle 1.464 contee/città indipendenti che produssero risultati Cass si posizionò alla prima posizione il 753 (il 51,43%), Taylor il 676 (il 46,17%) e Van Buren soltanto in 31 (il 2,12%). Quattro contee (lo 0,27%) del West si suddivisero equamente tra i due. Questa sarà la prima volta nel periodo del 2° sistema partitico in cui la compagine vittoriosa non avrà almeno una maggioranza sia delle contee che del voto popolare.

Come osserva uno storico un po' sarcasticamente praticamente l'unica cosa che decise il risultato fu che un generale Whig dovesse essere nominato presidente perché aveva svolto un lavoro efficace nel portare avanti una guerra fatta iniziare da un Democratico (la presidenza di James Knox Polk).

Questa fu l'ultima elezione in cui Connecticut, Delaware, Florida, Georgia, Louisiana, Maryland, New Jersey, New York, Carolina del Nord, Pennsylvania e Rhode Island votarono compattamente Whig; fu anche l'ultima volta che la Georgia votò contro i Democratici fino alle elezioni presidenziali del 1964, l'ultima volta che Delaware e Louisiana lo fecero fino alle elezioni presidenziali del 1872, l'ultima volta che la Florida e la Carolina del Nord lo fecero fino alle elezioni presidenziali del 1868 ed infine anche l'ultima volta che il New Jersey e la Pennsylvania lo fecero fino alle elezioni presidenziali del 1860.

Candidato Partito Voti % Grandi Elettori Candidato Vicepresidente
Zachary Taylor Partito Whig 1.361.393 47,3% 163 Millard Fillmore
Lewis Cass Partito Democratico 1.223.460 42,5% 127 William Orlando Butler
Martin Van Buren Free Soil Party 291.501 10,1% 0 Charles Francis Adams, Sr.
Gerrit Smith Liberty Party 2.545 0,1% 0 Charles C. Foote
Altri 285 0,0% 0
Totale 2.879.184 100,0% 290

Fonti:

  • Voto popolare:[11]
  • Voto del Collegio Elettorale:[12]
Voto popolare
Taylor
  
47,28
Cass
  
42,49
Van Buren
  
10,12
Altri
  
0,11
Voto elettorale
Taylor
  
56,21
Cass
  
43,79

Geografia dei risultati[modifica | modifica wikitesto]

1848 Electoral Map.png

Risultati per Stato[modifica | modifica wikitesto]

Questa fu la prima tornata elettorale in cui i due principali candidati hanno conquistato esattamente metà degli Stati in gara; lo stesso accadimento si verificherà successivamente solo una volta, nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1880. Fonte: Walter Dean Burnham[13].

Stati vinti da Taylor/Fillmore
Stati vinti da Cass/Butler
Zachary Taylor
Whig
Lewis Cass
Democratico
Martin Van Buren
Free Soil
Totale Stati
Stato federato Voti
elettorali
# % Voti
elettorali
# % Voti
elettorali
# % Voti
elettorali
#
Alabama Alabama 9 0001361830.482 49,44 - 0004866931.173 50,56 9 non presente 61.655 AL
Arkansas Arkansas 3 7.587 44,93 - 9.301 55,07 3 non presente 16.888 AR
Carolina del Nord Carolina del Nord 11 44.054 55,17 11 35.772 44,80 - non presente 79.826 NC
Carolina del Sud Carolina del Sud 9 senza voto popolare senza voto popolare 9 senza voto popolare - SC
Connecticut Connecticut 6 30.318 48,59 6 27.051 43,35 - 5.005 8,02 - 62.398 CT
Delaware Delaware 3 6.440 51,80 3 5.910 47,54 - 82 0,66 - 12.423 DE
Florida Florida 3 4.120 57,20 3 3.083 42,80 - non presente 7.203 FL
Georgia Georgia 10 47.532 51,49 10 44.785 48,51 - non presente 92.317 GA
Illinois Illinois 9 52.853 42,42 - 55.952 44,91 9 15.702 12,60 - 124.596 IL
Indiana Indiana 12 69.907 45,77 - 74.745 48,93 12 8.100 5,30 - 152.752 IN
Iowa Iowa 4 9.930 44,59 - 11.238 50,46 4 1.103 4,95 - 22.271 IA
Kentucky Kentucky 12 67.145 57,46 12 49.720 42,54 - non presente 116.865 KY
Louisiana Louisiana 6 18.487 54,59 6 15.379 45,41 - non presente 33.866 LA
Maine Maine 9 35.273 40,25 - 40.195 45,87 9 12.157 13,87 - 87.625 ME
Maryland Maryland 8 37.702 52,10 8 34.528 47,72 - 129 0,18 - 72.359 MD
Massachusetts Massachusetts 12 61.072 45,32 12 35.281 26,18 - 38.333 28,45 - 134.748 MA
Michigan Michigan 5 23.947 36,80 - 30.742 47,24 5 10.393 15,97 - 65.082 MI
Mississippi Mississippi 6 25.911 49,40 - 26.545 50,60 6 non presente 52.456 MS
Missouri Missouri 7 32.671 44,91 - 40.077 55,09 7 non presente 72.748 MO
New Hampshire New Hampshire 6 14.781 29,50 - 27.763 55,41 6 7.560 15,09 - 50.104 NH
New Jersey New Jersey 7 40.015 51,48 7 36.901 47,47 - 819 1,05 - 77.735 NJ
New York New York 36 218.583 47,94 36 114.319 25,07 - 120.497 26,43 - 453.399 NY
Ohio Ohio 23 138.359 42,12 - 154.773 47,12 23 35.347 10,76 - 328.479 OH
Pennsylvania Pennsylvania 26 185.313 50,28 26 171.976 46,66 - 11.263 3,06 - 368.552 PA
Rhode Island Rhode Island 4 6.779 60,77 4 3.646 32,68 - 730 6,54 - 11.155 RI
Tennessee Tennessee 13 64.321 52,52 13 58.142 47,48 - non presente 122.463 TN
Texas Texas 4 4.509 29,71 - 10.668 70,29 4 non presente 15.177 TX
Vermont Vermont 6 23.132 48,27 6 10.948 22,85 - 13.837 28,87 - 47.922 VT
Virginia Virginia 17 45.265 49,20 - 46.739 50,80 17 non presente 92.004 VA
Wisconsin Wisconsin 4 13.747 35,10 - 15.001 38,30 4 10.418 26,60 - 39.166 WI
Stati Uniti Stati Uniti: 290 1.360.235 47,28 163 1.222.353 42,49 127 291.475 10,13 - 2.876.818 US
MAGGIORANZA
GRANDI ELETTORI:
146

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voter Turnout in Presidential Elections, in The American Presidency Project, UC Santa Barbara.
  2. ^ President Elect – Previous Trivia Of The Week.
  3. ^ About Zachary Taylor, What is USA News, 12 febbraio 2014. URL consultato il 16 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2013).
  4. ^ Holt, Michael F. (1999). The Rise and Fall of the American Whig Party: Jacksonian Politics and the Onset of the Civil War. Oxford University Press. ISBN 0-19-505544-6
  5. ^ Ourcampaigns Accesso: 11 giugno 2016
  6. ^ William Klunder, Lewis Cass and the Politics of Moderation, Kent, Ohio, Kent State University Press, 1996, pp. 184–186. URL consultato il 9 aprile 2015. Ospitato su Questia (iscrizione richiesta).
  7. ^ (EN) Melissa M. Smith, Glenda C. Williams, Larry Powell e Gary A. Copeland, Campaign Finance Reform: The Political Shell Game, Lexington Books, 2010, p. 13, ISBN 978-0-7391-4567-8.
  8. ^ Democratic Party Platform of 1848 at The American Presidency Project
  9. ^ They Also Ran, Irving Stone, pg. 263
  10. ^ balmer and weber e weber, c. h., Image 1 of Fort Harrison march [collegamento interrotto], su hdl.loc.gov.
  11. ^ Atlante dei risultati elettorali; Dave Leip's Atlas of U.S. Presidential Elections
  12. ^ Risultati elettorali presso il National Archives and Records Administration
  13. ^ Walter Dean Burnham, Presidential ballots, 1836–1892 (Johns Hopkins University Press, 1955) pp 247–57.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Boritt, G. S. "Lincoln's Opposition to the Mexican War," Journal of the Illinois State Historical Society Vol. 67, No. 1, Abraham Lincoln Issue (Feb. 1974), pp. 79–100 in JSTOR
  • Earle, Jonathan H. Jacksonian Antislavery and the Politics of Free Soil, 1828–1854 (2004).
  • Eyal, Yonatan. "The 'Party Period' Framework and the Election of 1848", Reviews in American History Volume 38, Number 1, March 2010, in Project Muse
  • Graebner, Norman A. "Thomas Corwin and the Election of 1848: A Study in Conservative Politics." Journal of Southern History, 17 (1951), 162-79. in JSTOR
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  • Holt; Michael F. The Rise and Fall of the American Whig Party: Jacksonian Politics and the Onset of the Civil War. (1999). online edition
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  • Nevins, Allan. Ordeal of the Union: Volume I. Fruits of Manifest Destiny, 1847–1852 (1947).
  • Rayback, Joseph G. Free Soil: The Election of 1848. (1970).
  • Silbey, Joel H. Party Over Section: The Rough and Ready Presidential Election of 1848 (2009). 205 pp.

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