Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1856

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Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1856
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Data 4 novembre
Affluenza 78, 9%[1] % (+ 9,3% %)
Hon. James Buchanan - NARA - 528318-crop.jpg JCFrémont.jpg Millard Fillmore by Brady Studio 1855-65-crop.jpg
Candidati James Buchanan John Charles Frémont Millard Fillmore
Partito Partito Democratico Partito Repubblicano Know Nothing
Voti 1.836.072
45,3 %
1.342.345
33,1 %
873.053
21,5 %
Grandi elettori 174 114 8
ElectoralCollege1856.svg
Presidente uscente
Franklin Pierce
Left arrow.svg 1852 1860 Right arrow.svg

Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1856 furono la 18° tornata elettorale quadriennale e si tennero martedì 4 di novembre. Il presidente incumbent Franklin Pierce non riuscì a vedersi nominato quale candidato Democratico, nonostante i molti sforzi profusi; James Buchanan, un espero uomo politico che aveva già svolto diversi incarichi pubblici e governativi (era stato tra l'altro ambasciatore presso il Regno Unito) venne invece scelto al suo posto.

La questione della schiavitù negli Stati Uniti d'America rimase onnipresente nei dibattitti nel corso di tutta la campagna elettorale, mentre il Partito Whig il quale dopo 30 anni di vita risultava essere una delle maggiori e più radicate forze politiche esistenti si disintegrò improvvisamente. Nuove organizzazioni, come il Partito Repubblicano - fortemente schierato contro l'espansione della schiavitù nei territori degli Stati Uniti d'America medio-occidentali - e il Know Nothing - che ignorò quasi del tutto la schiavitù per sottolineare al suo posto le politiche anti-immigrazione (Nativismo) e contro la Chiesa cattolica negli Stati Uniti d'America - si aggiudicarono la posizione di avversari principali del Partito Democratico[2].

I neonati Repubblicani scelsero John Charles Frémont, originario della California, come loro 1° candidato alla presidenza. Il "Know-Nothing Party" approverà invece l'ex Presidente degli Stati Uniti d'America Millard Fillmore di New York, uno dei più importanti tra gli Stati federati degli Stati Uniti d'America.

Frémont condannò senza mezze misure la Kansas-Nebraska Act, legge che decretava il via libera ad un'eventuale espansione della schiavitù. Buchanan non mancò di avvertire gli aventi diritto al voto quanto i Repubblicani fossero dei pericolosi estremisti la cui vittoria avrebbe di certo condotto all'esplosione di una guerra civile: i Democratici approvarono la "sovranità popolare" quale metodo per determinare la legalità o meno della pratica schiavista negli Stati appena costruiti o in via di ammissione.

Buchanan otterrà la maggioranza relativa del voto popolare e una assluta dei grandi elettori, sconfiggendo entrambi gli avversari i quali riceveranno meno del 12% dei voti popolari negli Stati meridionali schiavisti e tutti provenienti dai futuri Stati cuscinetto nella guerra di secessione americana. I risultati finali del Collegio elettorale degli Stati Uniti d'America indicarono però la possibilità che i Repubblicani avrebbero forse potuto vincere le successive elezioni presidenziali se solo fossero riusciti a conquistare appena altri 2 Stati oltre a quelli vinti in questa tornata.

Il 1856 si rivelò essere l'ultimo successo Democratico fino alla elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1884; fu anche l'ultima volta in cui un Democratico divenne il presidente eletto degli Stati Uniti d'America ad aver ottenuto la vittoria su un collega ex presidente a sua volta senza che il precedente fosse morto in carica e l'unica in cui un presidente incumbent mantenne (seppur ancora per poco) la presidenza dopo aver fallito la nomination che aveva espressamente richiesto, essendogli stata negata dal Partito di appartenenza.

Nomination[modifica | modifica wikitesto]

Il confronto si svolse principalmente tra 3 partiti, anche se nel corso della primavera furono attive anche altre formazioni; le Convention vengono considerate e sono messe in ordine seguendo il voto popolare che ne derivò.

Democratici[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente i candidati democratici furono i seguenti:

Il Partito Democratico rimase fortemente ferito per le perdite subite nel corso delle elezioni di metà mandato del 1854-55. Il senatore Douglas, che aveva sponsorizzato la legislazione Kansas-Nebraska Act entrò in gara in contrapposizione al presidente Pierce. La delegazione proveniente dalla Pennsylvania continuerà invece a patrocinare il proprio favorito Buchanan.

La 7° Convenzione Nazionale Democratica si tenne nella "Smith and Nixon’s Hall" di Cincinnati dal 2 al 6 di giugno. I delegati risultavano essere profondamente divisi nei riguardi della questione schiavista. Già al 1° ballottaggio Buchanan si piazzò primo tra i favoriti con 135 preferenze, contro le 123 per Pierce, le 33 per Douglas e le 5 per Cass; ad ogni ulteriore votazione Douglas guadagnò terreno a tutte spese di Pierce. Al 14° ballottaggio la maggior parte dei sostenitori del presidente si spostò in direzione di Douglas nell'aperto tentativo di fermare Buchanan.

Douglas fu costretto a ritirasi quando divenne chiaro che Buchanan era oramai appoggiato dala maggioranza dei partecipanti, ma anche per il timore che il voler continuare la sfida a tutti i costi avrebbe potuto creare spiacevoli divisioni interne che potevano mettere in pericolo le possibilità di vittoria finale a novembre. Per la prima volta nella storia americana ad un uomo che era già stato eletto presidente venne negata la nomina per un 2º mandato dopo essersi proposto[3].

Ballottaggi presidenziali[4]
Ballottaggio 10° 11° 12° 13° 14° 15° 16° 17°
James Buchanan 135 139 139 141 140 155 143 147 146 147 147 148 150 152 168 168 296
Franklin Pierce 123 120 119 119 119 107 89 87 87 80 80 79 77 75 4 0 0
Stephen Douglas 33 31 32 30 31 28 58 56 56 63 63 64 63 63 118 122 0
Lewis Cass 5 6 6 6 6 5.5 6 6 7 6 5.5 6 6 5.5 5 6 0

Innumerevoli candidati vennero nominati per la Vicepresidenza, ma alcuni di loro tentarono di ritirarsi nel proseguio dei ballottaggi; tra questi vi sarà anche John C. Breckinridge del Kentucky. Egli, oltre ad essere stato scelto come eventuale vice, nella sua qualità di delegato supportò l'ex presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d'America Linn Boyd; tuttavia, dopo un progetto di sforzo in comune portato avanti dalla delegazione del Vermont, Breckinridge sarà eletto già alla 2ª votazione.

Ballottaggi per la Vicepresidenza
Ballottaggio Ripetizione
John Anthony Quitman 60 59 -
John C. Breckinridge 37 51 296
Linn Boyd 33 33 -
James Asheton Bayard Jr. 31 31 -
Herschel Vespasian Johnson 31 31 -
Aaron Venable Brown 29 29 -
Benjamin Butler 27 27 -
James Cochran Dobbin 15 13 -
Thomas Jefferson Rusk 15 7 -
Benjamin Fitzpatrick 13 11 -
Trusten Polk 5 5 -
Poster per la campagna elettorale di Buchanan e Bleckinridge.
Democratic Party (United States)
Democratic Party Ticket, 1856
James Buchanan John C. Breckinridge
for President for Vice President
Hon. James Buchanan - NARA - 528318-crop.jpg
John C Breckinridge-04775-restored.jpg
Ex ambasciatore presso il Regno Unito
(1853-1856)
Ex membro della Camera dei rappresentanti
per il Kentucky
(1851–1855)

Repubblicani[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente i candidati Repubblicani furono i seguenti:

Il Partito Repubblicano era stato costituito all'inizio del 1854 appositamente per opporsi alla Kansas-Nebraska Act[5] applicabile nei territori dell'Ovest[6]. Durante le elezioni di metà mandato del 1854-1855 costituì una delle formazioni anti-presidenza di Franklin Pierce e contestò apertamente l'amministrazione in carica[7]; anche se fermamente combattuto fu in grado di vincere 13 seggi alla Camera per il 34° Congresso degli Stati Uniti d'America. Tuttavia il Partito collaborò anche con altri gruppi di scontenti tanto che finirà gradualmente con l'assorbirli; inoltre conquistò 3 governatorati[8].

La prima Convenzione Nazionale Repubblicana si tenne nella "Musical Fund Hall" di Filadelfia dal 17 al 19 di giugno[9]. Essa approvò una piattaforma anti-schiavitù che richiedeva la sovranità congressuale nei territori degli Stati Uniti d'America medio-occidentali, la fine della pratica della poligamia negli insediamenti della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni nel territorio dello Utah e infine l'assistenza federale nella costruzione di una ferrovia transcontinentale[10].

John C. Frémont, John McLean, William Seward, Salmon Chase e Charles Sumner saranno tutti presi in considerazione, ma gli ultimi tre fecero espressamente richiesta che i loro nomi venissero ritirati. Il nome di McLean sarà inizialmente ritirato dal suo manager Rufus Paine Spalding, ma esso verrà revocato a causa del forte sostegno ottenuto da parte della delegazione della Pennsylvania guidata da Thaddeus Stevens[11].

Voto della Convention[12]
Ballottaggi presidenziali 10° 11° Ballottaggi per la Vicepresidenza
Nathaniel Banks 43 48 46 47 46 45 51 50 50 53 0 William Freame Johnston 59
John C. Fremont 34 36 37 37 31 29 29 27 28 18 92 Thomas H. Ford 16
John McLean 19 10 2 29 33 40 41 40 30 24 0 John C. Fremont 12
Robert Field Stockton 14 20 18 0 0 0 0 0 0 0 0 Dispersi 21
William F. Johnston 6 1 15 0 0 0 0 0 0 0 0
Dispersi 5 0 0 0 1 2 0 0 0 0 0

Frémont fu scelto in maniera assolutamente formale nel corso del ballottaggio; gli sarà affiancato William Lewis Dayton il quale ebbe la capacità di surclassare Abraham Lincoln[13].

Poster per la campagna elettorale di Fremont e Dayton.
Voto della Convention
Ballottaggi presidenziali Informale 1° Formale 1° Ballottaggi per la Vicepresidenza Informale 1° Formale 1°
John C. Fremont 359 520 William L. Dayton 253 523
John McLean 190 37 Abraham Lincoln 110 20
Charles Sumner 2 0 Nathaniel P. Banks 46 6
Nathaniel P. Banks 1 0 David Wilmot 43 0
William H. Seward 1 1 Charles Sumner 35 3
Astenuti 14 9 Jacob Collamer 15 2
John A. King 9 2
Samuel C. Pomeroy 8 1
Thomas H. Ford 7 5
Henry C. Carey 3 0
Cassius M. Clay 3 1
Joshua R. Giddings 2 0
Whitfield Johnson 2 1
Aaron Pennington 1 0
Henry Wilson 1 0
Astenuti 29 13
Poster elettorale di Frémont, contendente Repubblicano alla carica presidenziale. Mostrato sul picco di una montagna mentre pianta la bandiera degli Stati Uniti d'America, sotto un altro eploratore e un messicano; un'aquila sorge alle sue spalle: scena destinata ad evocare i ricordi eroici delle famose missioni compiute dal candidato sulle Montagne Rocciose nel corso del biennio 1842-43.
Republican Party (United States)
Republican Party Ticket, 1856
John C. Frémont William L. Dayton
for President for Vice President
JCFrémont.jpg
William L. Dayton.jpg
Ex senatore per la California
(1850–1851)
Ex senatore per il New Jersey
(1842–1851)
Campaign
1856 dayton fremont.jpg

Know Nothing[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente i candidati per il Know Nothing furono i seguenti.

Poster per la campagna elettorale di Fillmore e Donelson.

"The American Party", già "Native American Party" era il macchina organizzativa del movimento Know Nothing. Assorbì nel corso del tempo la maggior parte degli ex appartenenti al Partito Whig che non era andato ad ingrossare le fila né dei Repubblicani né dei Democratici nel 1854 e già l'anno successivo aveva dimostrato di poter essere il maggior schieramento dell'opposizione.

Nelle 82 competizioni per la Camera dei rappresentanti nel 1854 fu in grado di far scendere in campo ben 76 candidati, di cui 35 risultarono vincitori; invece nessuno dei 6 indipendenti o Whigs che parteciparono a queste gare vennero eletti. Il Partito poi riuscì ad eleggere Nathaniel Banks come Presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d'America nel 34° Congresso degli Stati Uniti d'America.

La Convenzione Nazionale si tenne alla "National Hall" di Filadelfia dal 22 al 25 febbraio. Dopo la decisione dei leader del Partito nel 1855 di non esercitare pressioni sul tema spinoso della schiavitù la Convention dovette decidere come trattare il "capitolo Ohio", rappresentanza a forte vocazione per l'abolizionismo negli Stati Uniti d'America; si scelse pertanto di agire sotto una leadership moderata.

I delegati di Ohio, Pennsylvania, Illinois, Iowa, New England e di altri Stati Uniti d'America nord-orientali si bloccarono quando fu approvata una risoluzione che dichiarava l'ammissibilità anche di quei candidati che si fossero dichiarati a favore del mantenimento della schiavitù negli Stati Uniti d'America, innanzitutto a Nord del parallelo 36'30; non avrebbero potuto quindi essere rifiutati[14]. Ciò contribuì a togliergli la maggior parte del sostegno nel Nord al di fuori di New York, dove la fazione conservatrice dei Whig gli rimase fedele[15].

L'unico nome che riuscì ad ottenere un ampio sostegno da parte della base fu l'ex presidente Millard Fillmore. Lo storico Allan Nevins dice che Fillmore non era un Know-Nothing o un Nativista; si trovava addirittura al di fuori dal paese quando gli arrivò la notizia della nomina e non era stato neppure consultato proposito. Inoltre egli non era né membro del Partito né tantomeno aveva mai partecipato ad alcuno dei suoi incontri né aveva "parlato o scritto o anche solo indicato la propria approvazione ai suoi principi"[16].

Fillmore risultò scelto con 179 voti favorevoli su 234 espressi; gli venne affiancato Andrew Jackson Donelson del Tennessee con 181 voti, mentre 30 furono sparsi con 24 astensioni.

Voto della Convention
Ballottaggi presidenziali Informale 1° Formale 2° Ballottagi per la Vicepresidenza
Millard Fillmore 139 179 Andrew J. Donelson 181
George Law 27 35 Dispersi 18
Garrett Davis 18 8 Henry Joseph Gardiner 12
Kenneth Rayner 14 2
John McLean 13 1
Robert Field Stockton 8 2
Sam Houston 6 4
John Bell 5 2
Erastus Brooks 2 1
Lewis Davis Campbell 1 0
John Middleton Clayton 1 0
American Party Ticket, 1856
Millard Fillmore Andrew J. Donelson
for President for Vice President
Millard Fillmore -13th president of the United States.jpg
Andrew J. Donelson portrait.jpg
13º Presidente degli Stati Uniti d'America
(1850-1853)
2° ambasciatore presso la Prussia
(1846-1849)
Campaign
Una mappa anti-schiavitù stampata durante la campagna elettorale presidenziale del 1856 dai sostenitori di John C. Fremont.

North American Party[modifica | modifica wikitesto]

Gli esponenti nordisti anti-schiavitù dell'"American Party" formarono un proprio gruppo separato dopo la nomination di Fillmore avvenuta a Filadelphia; chiesero che la sua convenzione nazionale avvenisse a New York poco prima della Convenzione nazionale repubblicana. I leader del Partito sperarono di scegliere un "Ticket presidenziale" assieme con i repubblicani per poter così riuscire a sconfiggere Buchanan.

L'incontro si tenne tra il 12 e il 20 di giugno; appena Frémont risultò essere il favorito vi fu un notevole desiderio di nominarlo, ma si temette che così facendo si avrebbe potuto nuocere alle sue possibilità di diventare effettivamente il candidato repubblicano.

I delegati votarono ripetutamente su un candidato senza ottenere però alcun risultato apprezzabile. Nathaniel P. Banks verrà nominato in occasione del 10° ballottaggio davanti a Frémont e John McLean, con la convinzione che si ritirato dalla gara per appoggiare il candidato Repubblicano una volta che questi avesse ottenuto la nomina.

All'11° ballottaggio elessero all'unanimità Frémont poco dopo la sua nomination a Filadelfia. Il presidente della convenzione, William F. Johnston, gli venne affiancato per la carica di Vicepresidente, ma in seguito si ritirò quando i rappresentanti del Nord e i Repubblicani non riuscirono a trovare una sistemazione accettabile tra lui e il nominato repubblicano William Dayton[17].

Voto della Convention
Ballottaggi presidenziali 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Ballottaggi per la Vicepresidenza
Nathaniel Banks 43 48 46 47 46 45 51 50 50 53 0 William F. Johnston 59
John C. Fremont 34 36 37 37 31 29 29 27 28 18 92 Thomas H. Ford 16
John McLean 19 10 2 29 33 40 41 40 30 24 0 John C. Fremont 12
Robert F. Stockton 14 20 18 0 0 0 0 0 0 0 0 Voti dispersi 21
William F. Johnston 6 1 15 0 0 0 0 0 0 0 0
Voti dispersi 5 0 0 0 1 2 0 0 0 0 0

North American Seceders Party[modifica | modifica wikitesto]

Un altro gruppo di delegati del Nord si ritirò dalla Convenzione e si incontrò separatamente. Si opposero al tentativo di lavorare assieme con i Repubblicani; tennero la propria Convenzione nazionale tra il 16 e 17 di giugno. In 19 scelsero all'unanimità Robert F. Stockton per la carica presidenziale e gli affiancarono Kenneth Rayner. Il "Ticket" si ritirerà più tardi, con Stockton che appoggiò Fillmore[18].

Partito Whig[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito Whig aveva iniziato a rivelare forti perdite elettorali già a partire dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1852. Metà dei suoi leader nel Sud si aggregarono di fatto ai Democratici sudisti; mentre nel Nord si estinse dopo che la maggior parte dei suoi membri anti-schiavisti andarono ad unirsi ai Repubblicani. Quest'ultima corrente rimase piuttosto viva negli Stati di New York e della Pennsylvania, venendo a compattare ancora di più il movimento per l'abolizionismo negli Stati Uniti d'America.

La quinta (e ultima) Convenzione Nazionale dei Whig si tenne nella "Hall of the Maryland Institute" a Baltimora tra il 17 e il 18 di settembre. Si presentarono centocinquanta delegati inviati da ventisei stati. Anche se i leader volevano mantenere vivo il Partito, esso fu irrimediabilmente condannato una volta che questi decisero all'unanimità di appoggiare Fillmore e Donelson.

Liberty Party[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1856 rimaneva oramai ben poco del "Liberty Party". La maggior parte dei suoi membri si unì al Free Soil Party nel 1848 e quasi tutto il resto si unì ai Repubblicani nel 1854. Ciò che rimase avrebbe candidato Gerrit Smith sotto il nome di "National Liberty Party" alle elezioni presidenziali del 1848.

Risultati per contea indicanti la percentuale per il candidato vincente. Le tonalità di blu sono per Buchanan (democratico), quelle di blu per Frémont (repubblicano), quelle di giallo per Fillmore (democratico sudista) ed infine quelle di giallo per Fillmore (Know Nothing/Whig).

Appuntamento elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Nessuno dei tre candidati si mosse goffamente. I Repubblicani si schierarono fermamente contro l'estensione della schiavitù nei territori dell'Ovest: lo slogan fu "Libertà di parola, libertà di stampa, terreno libero, uomini liberi, Frémont e vittoria!" (Free speech, free press, Free Soil Party, free men, Frémont and victory!) La loro fu una crociata contro il potere negriero, avvertendo il pubblico ch'esso stava pian piano distruggendo i valori fondati sul repubblicanesimo[19]. I Democratici dal canto loro denunziarono che una vittoria degli avversari avrebbe condotto ad una sicura guerra civile.

La piattaforma repubblicana si oppose all'abolizione del Compromesso del Missouri attraverso la legislazione del Kansas-Nebraska Act il quale adottò la politica della sovranità popolare, consentendo in tal maniera ai coloni di decidere l'entrata di un nuovo Stato nell'Unione come libero o schiavista; non mancarono neppure di accusare l'amministrazione della presidenza di Franklin Pierce di consentire l'imposizione di un governo fraudolento nei confronti dei cittadini del territorio del Kansas, generando così la violenza che si era manifestata nel Bleeding Kansas. Sostennero l'accesso immediato del Kansas come Stato libero[20].

Volantino o "nastro" elettorale democratico.

Oltre a rifiutare l'estensione della schiavitù nei territori continentali, il Partito si oppose anche al Manifesto di Ostenda - che Buchanan aiutò a creare mentre ancora serviva come ministro della Corte di San Giacomo; esso sosteneva l'annessione della capitaneria generale di Cuba a spese dell'impero spagnolo. In sintesi l'autentico "focus" della campagna si accentrò contro il sistema schiavista, che sentivano come propenso a distruggere i valori repubblicani attorno ai quali invece l'Unione era stata fondata.

Caricatura della piattaforma democratica con James Buchanan come una panca su cui poggiano uno schiavista e il suo schiavo; il primo dice che tutto va bene "finché la piattaforma sopporta me e il mio negro". Il fratello Johnathan osserva da sinistra; i Democratici di maggior spicco stanno sotto a sostenere il proprio candidato.

La piattaforma Democratica per contro sosterrà la legge Kansas-Nebraska e il principio di sovranità popolare. Il Partito appoggiò il legislatore territoriale pro-schiavitù eletto nel territorio del Kansas, si oppose agli elementi libertari nel neonato Stato e condannò la Costituzione di Topeka come un documento illegale scritto durante una convenzione illegale. Supportarono anche il piano di annessione dell'intera isola di Cuba. L'aspetto più influente della campagna di Buchanan fu quello di mettere in guardia gli elettori che una vittoria repubblicana avrebbe inevitabilmente portato alla secessione di numerosi stati del profondo Sud[21].

Poiché Fillmore venne considerato da molti incapaci di assicurarsi da solo la presidenza, gli ex Whigs furono invitati esplicitamente a sostenere Buchanan. I Democratici hanno anche schiesto ai nativi di fare fronte comune con loro contro lo spettro del "settarismo"; questo anche se avessero attaccato il passato le loro opinioni politiche. L'ex presidente e i suoi nel frattempo insistettero sull'idea che in verità proprio l'"American (Know-Nothing) Party" fosse l'unica autentica formazione davvero nazionale, poiché sia i Democratici completamente a favore del Sud che i Repubblicani a favore del Nord e dell'abolizionismo erano entrambi fanatici[22].

Un piccolo scandalo scoppiò quando i sostenitori di Fillmore, cercando di riportare il dialogo nazionale in direzione del nativismo, cominciarono a far circolare la voce che Frémont fosse in realtà un affiliato alla Chiesa cattolica romana. I Democratici ampliarono con gioia la notizia e i Repubblicani si ritrovarono totalmente incapaci di reagire in modo efficace dato che, mentre le affermazioni erano false, qualsiasi severo ribattere contro queste voci avrebbero potuto paralizzare i loro sforzi per ottenere i voti dei cattolici tedeschi americani. I tentativi di confutazione saranno quindi lasciati agli amici e ai colleghi, ma la questione persistette per tutta la campagna e potrebbe aver costato a Frémont il sostegno di numerosi membri dell'"American Party"[22].

La campagna ebbe una natura radicalmente diversa negli stati liberi e negli stati schiavisti; nei primi vi fu difatti una gara a tre, che Frémont riuscì a vincere con il 45,2% contro 41,5% per Buchanan e il 13,3% per Fillmore; egli ricevette 114 voti elettorali contro i 62 per Buchanan. Negli stati schiavisti tuttavia tutti risultarono a favore degli intenti e delle finalità messe in campo tra Buchanan e Fillmore; il primo otterrà il 56,1% contro il 43,8% per Fillmore e allo 0,1% per Frémont, ricevendo 112 voti elettorali contro gli 8 per Fillmore.

In tutto il Paese Buchanan conquistò 174 voti elettorali, la maggioranza richiesta era 149 e quindi venne eletto. Frémont non raccolse alcuna preferenza in dieci dei quattordici Stati schiavisti con voto popolare; ne ottenne appena 306 nel Delaware, 285 in Maryland, 283 in Virginia e 314 nel Kentucky.

Delle 1.713 contee contese Buchanan vinse in 1,083 (il 63,22%), Frémont in 366 (il 21,37%) e Fillmore in 263 (il 15,35%). Un'unica contea (lo 0,06%) nella Georgia si divise in modo uniforme tra Buchanan e Fillmore.

Questa sarebbe stata l'ultima elezione in cui il Know Nothing mise in atto una campagna presidenziale, in quanto subito dopo cominciò a frammentarsi irreversibilmente. Dopo la controversa sentenza Dred Scott contro Sandford pronunciata nel 1857 la maggior parte dei membri anti-schiavitù del Partito si unì ai Repubblicani. L'ala pro-schiavista dell'"American Party" rimarrà invece forte a livello locale e Statale in alcune regioni del Sud, ma già a partire dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1860 non erano più un movimento forte a livello nazionale; la maggior parte dei loro membri rimanenti aderiranno o sosterranno apertamente il "Constitutional Union Party".

Questa fu anche l'ultima elezione in cui i Democratici conquistarono la Pennsylvania fino alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1936, l'ultima in cui ottenero l'Illinois fino alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1892; l'ultima in cui vinsero in California fino alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1880 e in Indiana e nella Virginia fino alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1876, infine l'ultima in cui prevalsero nel Tennessee fino alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1872. Questa tornata elettorale avvierà anche la lunga tendenza Repubblicana nel Vermont, che non si sarebbe interrotta fino alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1964, più di un secolo dopo.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Candidato Partito Voti[23]  % voti Grandi Elettori Candidato Vicepresidente
James Buchanan Partito Democratico 1.836.072 45,28% 174 John C. Breckinridge
John Charles Frémont Partito Repubblicano 1.342.345 33,11% 114 William Lewis Dayton
Millard Fillmore American Party (Know Nothing) 873.053 21,53% 8 Andrew Jackson Donelson
Altri 3.177 0,08% 0
Totale 4.054.647 100,0% 296

Fonti: voto popolare[24]; voto elettorale[25]

Voto popolare
Buchanan
  
45,28
Frémont
  
33,11
Fillmore
  
21,53
Altri
  
0,08
Grandi elettori
Buchanan
  
58,78
Frémont
  
38,51
Fillmore
  
2,70

Geografia dei risultati[modifica | modifica wikitesto]

Voti alle elezioni presidenziali per Stato.

Risultati per Stato[modifica | modifica wikitesto]

Fonte: Walter Dean Burnham[26].

Stati vinti da Buchanan/Bleckinridge.
Stati vinti da Frémont/Dayton
Stati vinti da Fillmore/Donelson
James Buchanan
Democratico
John C. Fremont
Republicano
Millard Fillmore
Know Nothing
Totale Stati
Stato federato Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#  % Voti
elettorali
#
Alabama Alabama 9 0001361846.739 62,08 9 non partecipa 0004866928.552 37,92 - 75.291 AL
Arkansas Arkansas 4 21.910 67,12 4 non partecipa 10.732 32,88 - 32.642 AR
California California 4 53.342 48,38 4 20.704 18,78 - 36.195 32,83 - 110.241 CA
Carolina del Nord Carolina del Nord 10 48.243 56,78 10 non partecipa 36.720 43,22 - 84.963 NC
Carolina del Sud Carolina del Sud 8 senza voto popolare 8 senza voto popolare senza voto popolare - SC
Connecticut Connecticut 6 34.997 43,57 - 42.717 53,18 6 2.615 3,26 - 80.329 CT
Delaware Delaware 3 8.004 54,83 3 310 2,12 - 6.275 42,99 - 14.589 DE
Florida Florida 3 6.358 56,81 3 non partecipa 4.833 43,19 - 11.191 FL
Georgia Georgia 10 56.581 57,14 10 non partecipa 42.439 42,86 - 99.020 GA
Illinois Illinois 11 105.528 44,09 11 96.275 40,23 - 37.531 15,68 - 239.334 IL
Indiana Indiana 13 118.670 50,41 13 94.375 40,09 - 22.386 9,51 - 235.431 IN
Iowa Iowa 4 37.568 40,70 - 45.073 48,83 4 9.669 10,47 - 92.310 IA
Kentucky Kentucky 12 74.642 52,54 12 non partecipa 67.416 47,46 - 142.058 KY
Louisiana Louisiana 6 22.164 51,70 6 non partecipa 20.709 48,30 - 42.873 LA
Maine Maine 8 39.140 35,68 - 67.279 61,34 8 3.270 2,98 - 109.689 ME
Maryland Maryland 8 39.123 45,04 - 285 0,33 - 47.452 54,63 8 86.860 MD
Massachusetts Massachusetts 13 39.244 23,08 - 108.172 63,61 13 19.626 11,54 - 170.048 MA
Michigan Michigan 6 52.139 41,52 - 71.762 57,15 6 1.660 1,32 - 125.561 MI
Mississippi Mississippi 7 35.456 59,44 7 non partecipa 24.191 40,56 - 59.647 MS
Missouri Missouri 9 57.964 54,43 9 non partecipa 48.522 45,57 - 106.486 MO
New Hampshire New Hampshire 5 31.891 45,71 - 37.473 53,71 5 410 0,59 - 69.774 NH
New Jersey New Jersey 7 46.943 47,23 7 28.338 28,51 - 24.115 24,26 - 99.396 NJ
New York New York 35 195.878 32,84 - 276.004 46,27 35 124,604 20,89 - 596.486 NY
Ohio Ohio 23 170.874 44,21 - 187.497 48,51 23 28.126 7,28 - 386.497 OH
Pennsylvania Pennsylvania 27 230.686 50,13 27 147,286 32,01 - 82.189 17,86 - 460.161 PA
Rhode Island Rhode Island 4 6.680 33,70 - 11.467 57,85 4 1.675 8,45 - 19.822 RI
Tennessee Tennessee 12 69.704 52,18 12 non partecipa 63.878 47,82 - 133.582 TN
Texas Texas 4 31.169 66,59 4 non partecipa 15.639 33,41 - 46.808 TX
Vermont Vermont 5 10.577 20,84 - 39.561 77,96 5 545 1,07 - 50.748 VT
Virginia Virginia 15 90.083 59,96 15 non partecipa 60.150 40,04 - 150.223 VA
Wisconsin Wisconsin 5 52.843 44,22 - 66.090 55,30 5 579 0,48 - 119.512 WI
Stati Uniti Stati Uniti: 296 1.835.140 45,29 174 1.340.668 33,09 114 872.703 21,54 8 4.051.605 US
MAGGIORANZA
GRANDI ELETTORI:
149

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voter Turnout in Presidential Elections, in The American Presidency Project, UC Santa Barbara.
  2. ^ Marc Schulman, 1856 Presidential Elections, su historycentral.com.
  3. ^ Ken Rudin, When Has A President Been Denied His Party's Nomination?, NPR, 22 luglio 2009. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  4. ^ Official proceedings of the National Democratic convention, held in Cincinnati, June 2–6, 1856
  5. ^ Charles W. Johnson (ed.), Proceedings of the First Three Republican National Conventions of 1856, 1860 and 1864: Including Proceedings of the Antecedent National Convention Held at Pittsburg in February, 1856, as Reported by Horace Greeley. Minneapolis, MN: Harrison and Smith, Printers, 1893; pg. 3.
  6. ^ Johnson (ed.), Proceedings of the First Three Republican National Conventions of 1856, 1860 and 1864, pg. 4.
  7. ^ Johnson (ed.), Proceedings of the First Three Republican National Conventions of 1856, 1860 and 1864, pp. 10-11.
  8. ^ George W. Julian, The First Republican National Convention, in American Historical Review, vol. 4, nº 2, 1899, JSTOR 1833558.
  9. ^ Johnson (ed.), Proceedings of the First Three Republican National Conventions of 1856, 1860 and 1864, pg. 14.
  10. ^ Republican Party Platform of 1856 at The American Presidency Project
  11. ^ Eugene H. Roseboom, A History of Presidential Elections, p. 162.
  12. ^ OurCampaigns overview of the First Republican National Convention
  13. ^ Arthur M. Jr. Schlesinger, American Presidential Elections, pp. 1022–1023.
  14. ^ Arthur M. Schlesinger Jr., American Presidential Elections, p. 1020.
  15. ^ Eugene H. Roseboom, A History of Presidential Elections, p. 159.
  16. ^ Allan Nevins, Ordeal of the Union: A House Dividing 1852–1857 (1947) 2:467
  17. ^ Arthur M. Schlesinger Jr., American Presidential Elections, pp. 1022–1023.
  18. ^ Eugene H. Roseboom, A History of Presidential Elections, p. 160.
  19. ^ OurCampaigns overview of the First Republican National Convention
  20. ^ Republican Party Platform of 1856 at The American Presidency Project
  21. ^ Democratic Party Platform of 1856 at The American Presidency Project
  22. ^ a b Eugene H. Roseboom, A History of Presidential Elections, p. 166.
  23. ^ Il numero di voti esclude la Carolina del Sud dove i Grandi Elettori erano scelti dal parlamento e non dal voto popolare
  24. ^ Leip, David. "1856 Presidential Election Results". Dave Leip's Atlas of U.S. Presidential Elections
  25. ^ Risultati] presso la National Archives and Records Administration
  26. ^ Presidential ballots, 1836–1892 (Johns Hopkins University Press, 1955) pp 247–57

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Bicknell, John. Lincoln’s Pathfinder (2017) popular history of election from Fremont's perspective. 355 pages
  • Eric Foner, Free Soil, Free Labor, Free Men: The Ideology of the Republican Party before the Civil War, New York, Oxford University Press, 1970.
  • William E. Gienapp, The Origins of the Republican Party, 1852–1856, New York, Oxford University Press, 1987, ISBN 0-19-504100-3.
  • Michael F. Holt, The Political Crisis of the 1850s, New York, Norton, 1978, ISBN 0-393-95370-X.
  • Allan Nevins, Ordeal of the Union: vol 2: A House Dividing, 1852–1857, New York, 1947. The most detailed narrative.
  • Michael D. Pierson, 'Prairies on Fire': The Organization of the 1856 Mass Republican Rally in Beloit, Wisconsin, in Civil War History, vol. 48, 2002, ISSN 0009-8078 (WC · ACNP).
  • David Potter, The Impending Crisis, 1848–1861, New York, Harper & Row, 1976, ISBN 0-06-090524-7.
  • James A. Rawley, Race and Politics: "Bleeding Kansas" and the Coming of the Civil War, Philadelphia, Lippincott, 1969.
  • Richard H. Sewell, Ballots for Freedom: Antislavery Politics in the United States, 1837–1860, New York, Oxford University Press, 1976, ISBN 0-19-501997-0.
  • Address of Working Men of Pittsburgh to Their Fellow Working Men in Pennsylvania. Pittsburgh, PA: W.S. Haven, 1856.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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