Presidenza di John Tyler

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Presidenza John Tyler
John Tyler (LoC scan) Left Part Only.jpg
Ritratto del presidente Tyler.
StatoStati Uniti Stati Uniti
Capo del governoJohn Tyler
(Partito Whig-Indipendente)
Giuramento4 aprile 1841
Governo successivo4 marzo 1845
Left arrow.svg Presidenza W. H. Harrison Presidenza Polk Right arrow.svg

La presidenza di John Tyler ebbe inizio il 4 aprile 1841, in seguito alla prematura scomparsa di William Henry Harrison, e terminò il 4 marzo 1845. Tyler, che era stato vicepresidente degli Stati Uniti d'America per soli 31 giorni, nella sua qualità di 10º presidente degli Stati Uniti d'America fu il primo a succedere all'ufficio intra-termine senza esserne stato precedentemente eletto a suffragio popolare.

Per prevenire l'incertezza costituzionale Tyler presterà il solenne giuramento già il 6 di aprile, si trasferirà alla Casa Bianca e assumerà tutti i poteri presidenziali, un precedente che avrebbe governato anche le future successioni straordinarie per poi essere alla fine codificato ufficialmente nel XXV emendamento del 1967 durante la presidenza di Lyndon B. Johnson. All'età di cinquantuno anni fu la persona più giovane a ricoprire l'incarico fino a quel momento.

Nonostante sia stato candidato alla Vicepresidenza per il "Ticket" del Partito Whig, Tyler ebbe modo di differenziarsi da esso su diverse questioni assai rilevanti; in quanto rigoroso costruzionista troverà di fatto contrarie alle disposizioni della Carta fondamentale della nazione la maggior parte della piattaforma Whig e porrà il proprio diritto di veto a molte proposte presentategli dal suo Partito.

Credendo che il presidente dovesse stabilire una propria politica invece di rimandare tutto all'azione del Congresso, tenterà di aggirare la classe dirigente Whig, in particolare il potente senatore del Kentucky Henry Clay. La maggior parte del governo si dimise poco dopo l'inizio del suo mandato e i Whig, indignati per la situazione venutasi a creare, lo espulsero ufficialmente.

Il Congresso e il presidente si ritroveranno così trincerati in una guerra di opposte volontà. Una risoluzione che chiedeva il suo impeachment fu presentata alla Camera dei Rappresentanti, anche se in seguito fu sconfitta. Sebbene avesse posto il veto a diverse leggi - e mentre non era stato il primo presidente ad esercitare questo potere - fu il primo a vedere il suo veto scavalcato a piè pari dall'Assemblea congressuale.

Tyler ebbe più successo negli affari internazionali e la sua amministrazione raccoglierà due notevoli vittorie in politica estera: il Trattato Webster-Ashburton con l'impero britannico e il Trattato di Wanghia con la Cina della dinastia Qing. Estenderà anche i principi della Dottrina Monroe alle Hawaii e inizierà il processo che alla fine avrebbe portato alla loro annessione.

Durante i suoi ultimi due anni in carica il presidente insistette per procedere all'annessione formale della Repubblica del Texas come stato schiavista, iniettando come un veleno il problema della schiavitù e dell'annessione nelle successive elezioni presidenziali del 1844, che saranno vinte dal Democratico James Knox Polk. Il 1º marzo del 1845, tre giorni prima di consegnare la presidenza al Presidente eletto, Tyler firmò un disegno di legge per favorire l'annessione texana: il Texas sarebbe stato quindi ammesso come Stato nel primo anno della presidenza di James Knox Polk.

La presidenza di Tyler ha provocato risposte altamente divergenti e contrastanti tra i principali commentatori politici. Sebbene alcuni abbiano elogiato la sua determinazione politica, la sua amministrazione viene generalmente valutata nella classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America a livelli di stima molto bassi. L'autore Edward P. Crapol ha iniziato la sua biografia John Tyler, the Accidental President (2006) facendo notare: "altri biografi e storici hanno sostenuto che John Tyler era un dirigente sfortunato e inetto la cui presidenza era seriamente limitata ed imperfetta"[1].

La firma autografa del presidente Tyler.

In The Republican Vision of John Tyler (2003), Dan Monroe ha osservato che la presidenza di Tyler "è generalmente classificata come una delle meno riuscite"[2]. In un sondaggio di 91 storici e altri osservatori presidenziali professionisti, condotto da C-SPAN nel 2017, ha classificato Tyler tra i presidenti meno efficaci di tutti i tempi. Dei 43 ex presidenti (incluso il presidente uscente Barack Obama) si è piazzato al 39º posto, proprio sotto la presidenza di William Henry Harrison ed appena sopra la presidenza di Warren G. Harding[3].

L'ex presidente 15 anni dopo si troverà ad appoggiare la secessione degli Stati Confederati d'America contro la presidenza di Abraham Lincoln.

Successione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America e Linea di successione presidenziale negli Stati Uniti d'America.

Alle elezioni presidenziali del 1840 il "Tichek" Whig sconfisse quello Democratico del presidente incumbent Martin Van Buren; Tyler prestò giuramento come 10º Vicepresidente della nazione il 4 marzo del 1841, lo stesso giorno dell'inaugurazione della presidenza di William Henry Harrison.

Dopo il discorso d'insediamento lungo due ore pronunciato in una giornata fredda e nuvolosa, il nuovo Vice fece ritorno al Senato per ricevere le nomine del neo-Gabinetto, presiedendo alle conferme svoltesi il giorno seguente per un totale di due ore in qualità di Presidente pro tempore del Senato degli Stati Uniti d'America. Attendendosi assai poche responsabilità lasciò Washington, tornandosene tranquillamente nella propria abitazione di Williamsburg (Virginia)[4][5].

Harrison, nel frattempo, faticò non poco a tenere il passo con le richieste di Henry Clay e di altri che cercavano incarichi e posti d'influenza nella sua amministrazione; né la sua età né la salute malferma rimasro fatti segreti durante la campagna elettorale tanto che la questione della successione presidenziale esisteva già nella mente di ogni politico affermato. Le prime settimane misero a dura prova la salute di Harrison e, dopo essere stato sorpreso da un temporale a fine marzo, si ammalò di polmonite e pleurite[6][7].

Illustrazione del 1888 che mostra Tyler mentre riceve la notizia della morte del presidente Harrison dal "capo commesso" del Dipartimento di Stato Daniel Fletcher Webster.

Il Segretario di Stato Daniel Webster inviò le prime notizie sulla malattia del presidente a Tyler il 1° di aprile; due giorni dopo, l'avvocato di Richmond (Virginia) James Lyons scrisse con il decorso aveva preso una brutta piega, osservando che "non sarò sorpreso di sentire dalla posta di domani che il generale Harrison non esiste più"[8]. Tyler decise comunque di non recarsi nella capitale, non volendo apparire sconveniente nell'anticipare la scomparsa del presidente. Il 5 di aprile venne a sapere della morte di Harrison avvenuta il giorno precedente[8].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di William Henry Harrison § Morte e funerali.

La morte di un presidente in carica fu un evento senza precedenti che causò considerevoli incertezze riguardo alla Linea di successione presidenziale negli Stati Uniti d'America. L'Articolo II, Sezione 1, Clausola 6 della Costituzione degli Stati Uniti d'America, che governava la successione presidenziale intra-termine in quel momento (ai giorni nostri sostituita dal XXV emendamento), afferma che:

«In caso di rimozione del Presidente dall'Ufficio, o della sua morte, dimissioni o incapacità di assolvere i poteri e i doveri di detto ufficio, lo stesso si attribuisce al vicepresidente[9]

Il testo di questa prescrizione costituzionale portò alla domanda se l'effettivo ufficio di presidente, o semplicemente i suoi poteri e doveri, fossero devoluti al Vicepresidente Tyler[10]. Il Gabinetto si riunì entro un'ora dalla morte di Harrison e, secondo un resoconto successivo, venne a stabilire che Tyler sarebbe stato "Vicepresidente in qualità di Presidente"[11].

Da parte sua Tyler dichiarerà fin da subito con estrema fermezza che la Carta costituzionale gli dava i poteri di assumere pienamente e incondizionatamente la carica e pertanto emise immediatamente il giuramento solenne, stabilendo un precedente critico per un trasferimento ordinato di potere in seguito alla morte di un presidente[12].

La cerimonia per il nuovo Insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America venne amministrata dal giudice della Corte del Circuito di Washington William Cranch nella camera d'albergo di Tyler. Questi inizialmente aveva perfino messo in dubbio la necessità di prestare un ulteriore giuramento, sostenendo che era superfluo, ma lo accettò per sopprimere ogni dubbio inerente la validità della successione[10].

Tyler tenne un discorso inaugurale alla seduta del Congresso svoltasi il 9 di aprile, in cui riaffermò la sua fede nei principi fondamentali della democrazia Jeffersoniana e della limitazione del potere federale; dovette comunque resistere a molti parlamentari i quali mettevano in dubbio la procedura. Il rappresentante (ed ex presidente) John Quincy Adams riteneva difatti che Tyler dovesse limitarsi ad essere un semplice custode con il titolo di "Presidente facente funzione" o rimanere in carica come Vice[13].

Tra coloro che mettevano in dubbio l'autorità di Tyler vi era anche il potente senatore Whig H. Clay, che aveva programmato di essere "il vero potere dietro un trono brancolante" ancora mentre Harrison era vivo, intendendo lo stesso anche per quanto riguardava Tyler[14]. Clay considerava Tyler il "Vice" e la sua presidenza come una semplice "reggenza"[14].

Dopo un acceso dibattito l'Assemblea congressuale confermò l'interpretazione di Tyler; in entrambe le Camere vennero inizialmente proposti senza alcun successo degli emendamenti per impedire anche solo di utilizzare la parola "presidente" per riferirsi al neo-assunto[15]. Il senatore del Mississippi Robert John Walker, all'opposizione, affermò che l'idea che Tyler fosse ancora solo ed esclusivamente il Vicepresidente e che poteva presiedere il Senato era assurda[16]; ma i più strenui avversari non lo accettarono mai completamente .

Sarà chiamato con molti soprannomi beffardi, tra cui "His Accidency"[17]; tuttavia Tyler non vacillerà un istante dalla sua convinzione di essere il legittimo presidente tanto che quando i suoi avversari politici inviavano la corrispondenza alla Casa Bianca indirizzata al "vicepresidente" o al "presidente facente funzione" Tyler la faceva ritornare indietro senza nemmeno aprirla[18].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli avvenimenti salienti della presidenza Tyler saranno:

1841
1842
1843
1844
1845

Gabinetto ministeriale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gabinetto degli Stati Uniti d'America e Governo federale degli Stati Uniti d'America.
Partiti politici

      Whig       Democratico       Indipendente

Dipartimento Incarico Ritratto Nome Mandato
Inizio Termine
1840s US presidential seal.png Presidente  
JtylerCopperplate.png
John Tyler 4 aprile 1841 4 marzo 1845
US Vice Presidents Seal 1948 EO illustration.jpg Vicepresidente *** *** Vacante 4 aprile 1841 4 marzo 1845
US Department of State seal letterhead.png Segretario di Stato  
Daniel Webster 1849.jpg
Daniel Webster 4 aprile 1841 8 maggio 1843
 
Hugh S. Legaré.jpg
Hugh Swinton Legaré
(facente funzioni)
9 maggio 1843 20 giugno 1843
*** *** William S. Derrick
(facente funzioni)
21 giugno 1843 23 giugno 1843
 
Abel P. Upshur, U.S. Secretary of State (2377415537).jpg
Abel Parker Upshur 24 giugno 1843 28 febbraio 1844
 
John C Calhoun by Mathew Brady, 1849.jpg
John Calhoun 1º aprile 1844 10 marzo 1845
US-DeptOfTheTreasury-Seal-AltColorsShaded.svg Segretario al Tesoro  
ThomasEwingSr.jpg
Thomas Ewing 4 aprile 1841 11 settembre 1841
 
WForward-SecofTreas.jpg
Walter Forward 13 settembre 1841 1º marzo 1843
 
SpencerJohn.jpg
John Canfield Spencer 8 marzo 1843 2 maggio 1844
 
BIBB, George M-Treasury (BEP engraved portrait).jpg
George Mortimer Bibb 4 luglio 1844 7 marzo 1845
Seal of the United States Department of War.png Segretario alla Guerra  
John Bell.jpg
John Bell 4 aprile 1841 11 settembre 1841
 
SpencerJohn.jpg
John Canfield Spencer 12 ottobre 1841 4 marzo 1843
 
PorterJM.jpg
James Madison Porter 8 marzo 1843 30 gennaio 1844
 
William Wilkins United States Senator - Brady-Handy.jpg
William Wilkins 15 febbraio 1844 4 marzo 1845
Flag of the United States Attorney General.svg Procuratore generale  
John Jordan Crittenden - Brady 1855.jpg
John Jordan Crittenden 4 aprile 1841 12 settembre 1841
 
Hugh S. Legaré.jpg
Hugh Swinton Legaré 13 settembre 1841 20 giugno 1843
 
John Nelson, bw photo portrait, Brady-Handy collection, circa 1855-1865.jpg
John Nelson 1º luglio 1843 4 marzo 1845
Seal of the United States Department of the Post Office.svg Direttore generale delle poste  
Francis Granger.jpg
Francis Granger 4 aprile 1841 13 settembre 1841
 
Wickliffe CA.jpg
Charles Anderson Wickliffe 13 settembre 1841 4 marzo 1845
Seal of the United States Department of the Navy (1879-1957).png Segretario alla Marina  
GEBadger-portrait.jpg
George Edmund Badger 4 aprile 1841 11 settembre 1841
 
Abel P. Upshur, U.S. Secretary of State (2377415537).jpg
Abel Parker Upshur 11 ottobre 1841 23 luglio 1843
 
David Henshaw SecNavy.jpg
David Henshaw 24 luglio 1843 18 febbraio 1844
 
Thomas Gilmer newer.jpeg
Thomas Walker Gilmer 19 febbraio 1844 28 febbraio 1844
 
JYMason.jpg
John Young Mason 26 marzo 1844 4 marzo 1845

Temendo di allontanare da sé i sostenitori di Harrison, il neopresidente deciderà di mantenere l'intero gabinetto precedente[19] anche se diversi membri erano apertamente ostili nei suoi confronti e si risentirono per l'aver voluto egli assumere l'ufficio anche senza essere stato ufficialmente scelto per quell'incarico[12].

Alla sua prima riunione ministeriale Tyler fu informato che il predecessore aveva permesso che le principali decisioni politiche venissero risolte a maggioranza. Il governo si aspettava pertanto che anch'egli continuasse questa pratica. Il presidente rimase a dir poco sbalordito e non esitò a correggerli immediatamente:

«Chiedo scusa, signori; sono molto contento di avere nel mio Governo degli statisti così abili come voi avete dimostrato di essere. Sarò quindi lieto di avvalermi dei vostri preziosi consigli; ma non potrò mai consentire di essere limitato in ciò che farò o non farò. Io, come presidente, sarò interamente responsabile della mia amministrazione. Spero di avere la vostra cordiale collaborazione nello svolgimento delle sue misure. Fintanto che lo riterrete opportuno, sarò bien lieto di avervi l mio fianco. Quando comincerete a pensare diversamente, le vostre dimissioni saranno prontamente accettate[20][21]

Tyler non aveva alleati nel gabinetto e inoltre scoprì ben presto di averne assai pochi anche tra le file dello stesso Congresso. Aderendo al principio di autonomia degli Stati, all'ideologia rigorista-costruzionista ed essendosi unito ai Whig solo per mettersi all'opposizione nei confronti della presidenza di Andrew Jackson, non abbracciò il Sistema americano dei miglioramenti strutturali interni, delle tariffe doganali volte al protezionismo e del progetto d'istituire una banca nazionale centrale rivoltegli dai leader del Partito[15].

A seguito del veto messo da Tyler su diverse misure finanziarie prospettate dai Whig nel settembre del 1841 tutti i membri del gabinetto, ad eccezione del Segreteteria di Stato Daniel Webster, si dimisero in segno di protesta; una manovra questa progettata interamente da Henry Clay. Il presidente avrà però la capacità di rimanere in piedi ed elesse rapidamente un nuovo gabinetto[15].

Nel 1843 Tyler riorganizzò ancora una volta la sua amministrazione. Nella speranza di costituire un proprio Partito inglobando Whig del Sud e Democratici del Nord, la presidenza rimosse diversi importanti funzionari preesistenti a favore degli "uomini di Tyler". Abel Parker Upshur sostituì quindi D. Webster; questi si concentrerà sulla priorità datagli da Tyler: l'annessione della Repubblica del Texas. Un altro lealista fedele al nuovo presidente, David Henshaw, sostituì a sua volta Upshur come Segretario alla Marina[22].

Le battaglie tra Tyler e i Whig al Congresso portarono a rifiutare un certo numero di suoi candidati. In questo senso non riceverà alcun supporto neppure dai Democratici e, senza un grande sostegno da parte dei due maggiori partiti congressuali, alcune delle sue nomine verranno respinte senza porre alcun riguardo neppure alle qualifiche del candidato. In 4 verranno difatti respinti, uno dei numeri maggiori di qualsiasi altra presidenza fino ad allora.

Questi candidati erano Caleb Cushing (per il Segretario al Tesoro), D. Henshaw (per la Marina), James Madison Porter (per il Segretariato alla Guerra) e James Sproat Green (ancora per il Tesoro); Henshaw e Porter serviranno in ogni caso come incaricati provvisori prima del loro definitivo rigetto. Il presidente tenterà ripetutamente di proporre Cushing, che sarà respinto per ben 3 volte nella stessa giornata, il 3 marzo del 1843, l'ultimo giorno di assise del 27º Congresso[23].

Tyler è stato anche il primo presidente a farsi rifiutare dal Senato i propri candidati al Gabinetto degli Stati Uniti d'America. Dopo il suo mandato un candidato a ricoprire la posizione di ministro non sarebbe più stato nuovamente respinto dall'assemblea senatoriale fino al 1868, al termine della presidenza di Andrew Johnson[24].

Nomine giuridiche[modifica | modifica wikitesto]

Come fecero con le sue nomine di gabinetto, gli oppositori di Tyler sventarono ripetutamente anche le sue nomine giudiziarie[25].

Nel prosieguo dell'amministrazione si crearono due posti vacanti alla Corte suprema degli Stati Uniti d'America quando i giudici associali Smith Thompson ed Henry Baldwin morirono rispettivamente nel 1843 e nel 1844; il presidente, costantemente in aperto contrasto con il Congresso proporrà cinque persone alla conferma del Senato per un totale di nove volte.

John Canfield Spencer, Reuben Hyde Walworth, ed Edward King osserveranno tutti le proprie nomine affondare più di una volta, mentre non verrà mai neppure presa in seria considerazione la proposta di John Meredith Read[26].

Una delle spiegazioni per un tale comportamento vuole che i Whig sperassero in questa maniera di mantenere i posti liberi per Henry Clay il quale avrebbe dovuto riempirli dopo aver vinto le elezioni presidenziali del 1844[23]. Il numero di quattro candidati che non riusciranno ad ottenere la riconferma sono il massimo mai accaduto per ogni presidente fino ad oggi[27].

Finalmente però il 14 febbraio del 1845, quando rimaneva meno di un mese alla scadenza del mandato, la scelta caduta su Samuel Nelson per sostituire il posto di Thompson verrà approvata[27]; questi un Democratico, aveva una reputazione di giurista attento e una fama in alcun modo controversa. Tuttavia il suo incarico desterà lo stesso una certa sorpresa; egli avrebbe prestato servizio fino al 1872. Il seggio di Baldwin rimarrà invece vacante fino a quando il candidato della presidenza di James Knox Polk, Robert Cooper Grier, non sarà confermato il 4 agosto del 1846[27].

# Nome Seggio Stato Succeduto a Nomina Conferma Inizio
servizio attivo
Termine
servizio attivo
1 Samuel Nelson New York New York Smith Thompson 4 febbraio 1845 14 febbraio 1845 13 febbraio 1845 28 novembre 1872

Il presidente eleggerà con successo altri sei giudici per i tribunali distrettuali federali; dovrà però vedere anche tre nominati declinare l'invito e altrettanti essere respinti[28].

# Nome Corte Nomina Conferma Inizio servizio
attivo
Termine servizio
attivo
1 Peleg Sprague Massachusetts Massachusetts 15 luglio 1841 16 luglio 1841 16 luglio 1841 13 marzo 1865
2 Theodore Howard McCaleb Louisiana Louisiana Orientale
Louisiana Occidentale
1º settembre 1841 3 settembre 1841 3 settembre 1841 13 febbraio 1845[29]
3 Archibald Randall Pennsylvania Pennsylvania Orientale 3 marzo 1842 8 marzo 1842 8 marzo 1842 8 giugno 1846
4 Samuel Prentiss Vermont Vermont 8 aprile 1842 8 aprile 1842 8 aprile 1842 15 gennaio 1857
5 Elisha Mills Huntington Indiana Indiana 26 aprile 1842 2 maggio 1842 2 maggio 1842 26 ottobre 1862
6 James Dandridge Halyburton Virginia Virginia Orientale 15 giugno 1844 15 giugno 1844 15 giugno 1844 24 aprile 1861

Nuovi Stati ammessi nell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Evoluzione territoriale degli Stati Uniti d'America, Regioni storiche degli Stati Uniti d'America e Stati per data di entrata negli Stati Uniti d'America.

Florida Florida - Dal 3 marzo 1845.

Politica economica e conflitti di partito[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia degli Stati Uniti d'America.

Ci si aspettava che il presidente Harrison aderisse strettamente alle politiche Whig e rimettesse tutte le principali questioni di politica economica all'autorità dei leader del Congresso, in particolare Clay, cosa che difatti fece.

Henry Clay, il grande avversario del presidente Tyler.

Almeno all'inizio Tyler farà altrettanto controfirmando la Preemption Act of 1841, una serie di misure di prelazione che concedevano la "sovranità degli abitanti abusivi" ai coloni in terra pubblica e la Distribution Act, una nuova legislazione sui fallimenti e l'abrogazione del Tesoro Indipendente istituito durante la presidenza di Martin Van Buren[30].

Ma quando venne a galla la grande questione bancaria, il presidente si verrà a trovare presto in disaccordo con i parlamentari Whig; nel maggio 1841 Tyler chiese a Clay di ritardare l'esame congressuale sulla rifondazione della Seconda banca degli Stati Uniti, un'istituzione che egli non aveva mai sostenuto. Clay, tuttavia, era pronto a mettere in atto il suo sistema americano utilizzando la maggioranza congressuale del proprio Partito[31].

A giugno il Segretario al Tesoro Thomas Ewing propose una legge bancaria nazionale che rifletteva la rigida costruzione costituzionale di Tyler; la banca avrebbe dovuto avere la sua sede nella capitale, con filiali solo in quegli Stati che avessero acconsentito alla sua presenza. Clay respinse altresì in toto la proposta e promosse la propria legislazione che avrebbe permesso alla banca di operare con o senza il consenso degli Stati; questo disegno di legge passò al Congresso il 6 di agosto e 10 giorni dopo il presidente vi pose il veto[32].

Tyler non solo pensò che il progetto fosse incostituzionale, ma venne anche a considerare la lotta sulla banca nazionale come una guerra personale tra lui e Clay, con in gioco il controllo del paese. Clay intendeva infatti marginalizzare Tyler poiché sperava di poter vincere alle elezioni presidenziali del 1844. In reazione al veto numerosi giornali Whig cominciarono ad accusare apertamente Tyler[33].

Il presidente accetterà di sostenere uno sforzo per elaborare una polizza bancaria di compromesso in grado di soddisfare le sue obiezioni e il governo svilupperà un'altra versione del disegno di legge; dopo che il nuovo progetto risulterà sostanzialmente modificato dal Congresso Tyler il 9 di settembre utilizzerà ancora una volta il proprio diritto di veto[34]. Questa volta ciò fece infuriare i Whigs in tutto il paese, ispirando numerosi raduni anti-Tyler e accese lettere di protesta al suo indirizzo[35]. I sostenitori della banca, guidati dai membri del Congresso Whig, manifesteranno davanti alla Casa Bianca bruciando Tyler in effigie[36].

L'11 di settembre i membri del gabinetto entrarono nell'ufficio di Tyler uno ad uno espressero la loro volontà di ritirarsi, un'azione orchestrata da Clay per costringere alle dimissioni il presidente e collocare al suo posto il proprio uomo di fiducia Samuel Lewis Southard; l'unica eccezione sarà Webster, che rimase per finalizzare quello che divenne il trattato Webster-Ashburton del 1842 oltre che per dimostrare la sua indipendenza nei confronti di Clay[37].

Un assegno firmato dal presidente Tyler.

Quando disse che era disposto a restare Tyler avrebbe risposto: "dammi la tua parola stringendomi la mano, ora ti dirò che Henry Clay è un uomo condannato"[38]; avendo già da diverso tempo sospettato che gran parte del Gabinetto avrebbe dato le dimissioni il presidente metterà rapidamente insieme una nuova compagine governativa composta in larga parte da Whig in contrapposizione a Clay[39].

Il 13 di settembre, appurando che Tyler non avrebbe né ceduto né tantomeno dato le dimissioni, il Partito lo espulse ufficialmente[40]; i Whig presenti nel Congresso erano così arrabbiati che si rifiuteranno di stanziare i fondi necessari per avviare i lavori di riparazione della Casa Bianca, che stava cadendo in rovina[38].

A seguito di una sospensione del Congresso il presidente proporrà a dicembre un nuovo sistema bancario ed economico chiamato "Exchequer Plan"; il Congresso, guidato da Clay, lo respingerà rapidamente. Mesi dopo lo stesso Clay si dimetterà da parlamentare per concentrarsi sulle prossime elezioni presidenziali. L'idea di una nuova banca nazionale rimase inattiva per il resto della presidenza di Tyler e il Congresso passò ad altre questioni, compresa quella tariffaria[41].

Dibattito su tariffe e distribuzione statale degli introiti[modifica | modifica wikitesto]

Verso la metà del 1841 il governo federale si trovò ad affrontare un deficit di bilancio preventivato in 11 milioni di dollari; il presidente riconobbe quindi la necessità di introdurre della tariffe doganali più elevate, ma desiderò rimanere entro il tasso del 20% creato dalla Tariffa di compromesso del 1833. Sostenne anche un piano per distribuire agli Stati eventuali introiti provenienti dalle vendite di terreni pubblici, come misura di emergenza per gestire il loro debito crescente, anche se ciò avrebbe tagliato le entrate federali.

I Whig sostenevano alte tariffe basandosi su uno stretto protezionismo e il finanziamento nazionale dell'infrastruttura statale, vi erano quindi abbastanza sovrapposizioni per poter cercare di creare un compromesso. La Distribution Act del 1841 creò un programma di distribuzione, con un tetto alle tariffe del 20%; una seconda tassa aumentava le tariffe a quella cifra su merci precedentemente soggette a imposte basse. Nonostante queste misure nel marzo del 1842 era diventato oramai del tutto chiaro che il governo federale si trovava ancora in gravi difficoltà fiscali[42].

Vignetta satirica Whig che descrive gli effetti della disoccupazione su una famiglia che ha i ritratti di Andrew Jackson e Martin Van Buren appesi al muro.

La radice del problema fu una grave crisi economica, iniziata dal Panico del 1837, che stava entrando nel suo 6º anno; nel 1836-39 era scoppiata una bolla speculativa, causando un crollo del settore finanziario e una successiva recessione. Il paese si dividerà profondamente sulla migliore risposta da dare alla crisi; le condizioni si aggravarono ancora nei primi mesi del 1842 perché si profilava una scadenza. Un decennio prima, quando l'economia era forte, il Congresso aveva promesso al profondo Sud che ci sarebbe stata una riduzione delle odiate tariffe federali; gli Stati del Nord invece le accolsero con favore in quanto proteggevano le loro industrie nascenti[43].

Ma il meridione non aveva una base industriale e dipendeva esclusivamente dall'accesso aperto ai mercati britannici per la vendita del loro cotone[42]. In una raccomandazione rivolta al Congresso il presidente lamentò il fatto che sarebbe stato necessario scavalcare la Tariffa del 1833 e aumentare i tassi oltre il limite del 20%. Con l'accordo precedente, ciò avrebbe provocato la sospensione del programma di distribuzione, con tutte le entrate destinate invece al governo federale[44][45].

I Whig ribelli tenteranno di far aumentare le tariffe in modo tale da incidere sulla distribuzione dei fondi agli Stati; nel giugno del 1842 vennero emessi due disegni di legge in proposito che avrebbero dovuto estendere incondizionatamente il programma di distribuzione. Ritenendo improprio continuare la distribuzione in un momento in cui la penuria di introiti federali aveva reso necessario l'aumento tariffario il presidente porrà il veto ad entrambe le imposte, bruciando in tal modo ogni ponte rimanente tra sé e il suo ex Partito[46].

Il Congresso ci riproverà, combinando le due precedenti proposte in un unico progetto; Tyler pose nuovamente il veto, tra l'indignazione di molti parlamentari che tuttavia non riuscirono a scavalcarlo. Poiché un'azione era necessaria i Whig, guidati dal presidente della United States House Committee on Ways and Means Millard Fillmore, approvarono in ciascuna Camera una legge che ripristinava le tariffe ai livelli del 1832 e poneva nel contempo fine al programma di distribuzione. Il presidente controfirmò la Tariffa del 1842 il 30 di agosto, prospettando per l'ennesima volta il veto a un disegno di legge separato per ristabilirlo[47].

Tentativi di messa in stato d'accusa[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo i veti sulle imposte i Whig della Camera diedero avvio al primo processo di impeachment della storia americana contro un presidente. Questo non era solo dovuto alla questione del mancato sostegno della loro legislazione finanziaria su cui Tyler aveva posto il veto; fino alla presidenza di Andrew Jackson - l'arci-nemico dei Whig - i presidenti raramente ponevano il veto alle questioni economiche e quindi, in generale, solo sulla base del fatto che qualcosa in esse potesse risultare incostituzionale[48].

Le azioni di Tyler difatti si opponevano radicalmente all'opinione Whig secondo cui la presidenza avrebbe dovuto consentire al Congresso di prendere decisioni in merito alla politica da adottare. Nel luglio del 1842 il deputato John Minor Botts introdusse all'attenzione dell'aula parlamentare una risoluzione la quale elencava numerose accuse contro il presidente e chiedeva ad un comitato composto da 9 membri di indagare sul suo comportamento, con l'aspettativa che questo emettesse una raccomandazione formale di impeachment[49].

Henry Clay troverà però questa misura prematuramente aggressiva, favorendo invece una progressione più moderata verso l'"inevitabile" messa in stato d'accusa di Tyler. La risoluzione rimarrà depositata fino al gennaio seguente, quando sarà respinta con un voto di 127 contro 83[50][51].

Un comitato selezionato della Camera guidato dall'ex presidente John Quincy Adams condannò l'uso del veto da parte di Tyler, finendo con l'aggredendirlo a livello personale, prospettando che non fosse per nulla adatto alla carica che ricopriva; Adams, un ardente sostenitore dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America, non amava il fatto che il presidente parteggiasse invece in maniera del tutto scoperta per la schiavitù negli Stati Uniti d'America[52].

Mentre la relazione della commissione non raccomandava formalmente l'impeachment, ne stabiliva però chiaramente la possibilità. Nell'agosto del 1842, con un voto di 98 contro 90, l'Assemblea approvava la relazione finale presentatagli. Adams sponsorizzò un emendamento costituzionale per modificare il requisito dei 2/3 di entrambe le camere (per i veti eccessivi) e portarlo ad una maggioranza semplice, ma nessuna delle due approverà una tale misura[53].

I Whig non furono in grado di perseguire ulteriori procedimenti contro il presidente nel successivo 28º Congresso, poiché nelle elezioni del 1842 mantennero la maggioranza al Senato ma persero il controllo della Camera. Verso la fine del mandato di Tyler, il 3 marzo del 1845, il Congresso annullò il veto di una legge minore relativa al "Revenue Cutter Service". Questo fu il primo annullamento di un veto presidenziale nella storia degli Stati Uniti d'America[54].

Percentuale rappresentativa per Stato al 28º Congresso

     Dall'80 al 100% Democratici

     Dall'80 al 100% Whig

     Dal 60 all'80% Democratici

     Dal 60 all'80% Whig

     Meno del 60% Democratici

     Meno del 60% Whig

Elezioni di medio termine del 1842[modifica | modifica wikitesto]

I Whigs subironanno gravi sconfitte nelle elezioni di medio termine, poiché il paese continuò a soffrire per gli effetti del Panico del 1837; essi avevano promesso "aiuti e riforme" e gli elettori punirono il Partito per la mancanza di cambiamento[55]. I Democratici presero il controllo della Camera dei Rappresentanti e Tyler si sentì giustificato e appagato dal risultato.

Entrambe le parti, intenzionate ad eleggere i propri candidati alle elezioni presidenziali del 1844, continuarono in gran parte ad opporsi al presidente[56].

Politica estera e affari militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della politica estera statunitense.

Trattati commerciali[modifica | modifica wikitesto]

Le difficoltà riscontrate dal presidente in campo interno si contrapposero a notevoli risultsti realizzati nella politica estera. Da lungo tempo strenuo sostenitore del libero scambio e dell'espansionismo in direzione dell'Oceano Pacifico si riveletà un appassionato evocatore delle tematiche inerenti ad un "destino nazionale" e della libertà di diffusione di tali concezioni[57].

Le sue politiche furono in gran parte in linea con i precedenti tentativi promossi dalla presidenza di Andrew Jackson di stabilire forti relazioni commerciali attraverso l'area Pacifica[58].

Desideroso di competere con l'impero britannico nei mercati internazionali invierà l'avvocato Caleb Cushing fino in Cina con il compito di negoziare con la dinastia Qing i termini di quello che diventerà il trattato di Wanghia nel 1844[59].

In quello stesso anno manderà l'agente diplomatico Henry Wheaton a Berlino ove negozierà e firmerà un accordo commerciale con la Zollverein (l'unione dganale tedesca), un'unione di Stati che gestivano le tariffe. Quest'ultimo trattato verrà però respinto dai Whig, principalmente come spettacolare dimostrazione di ostilità nei confronti dell'amministrazione.

Regno delle Hawaii[modifica | modifica wikitesto]

In un messaggio speciale del 1842 all'assemblea congressuale il presidente avrà anche modo di applicare la dottrina Monroe all'arcipelago delle Hawaii (tanto da venire soprannominata dottrina Tyler)[60]; in esso esprimerà molto chiaramente un invito rivolto agli inglesi consigliando loro di non interferire nell'area. Inizierà quindi un procedimento di avvicinamento che avrebbe dovuto portare ad un'eventuale annessione delle isole a breve termine[61].

La Bandiera degli Stati Uniti d'America a 27 stelle adottata nel 1845.

Implementazione di marina e esercito[modifica | modifica wikitesto]

Tyler sosterrà inoltre un rafforzamento delle truppe militari tramite un proporzionale aumento dei suoi componenti. L'amministrazione intesserà ampi elogi nei riguardi dei maggiori leader tra i costruttori navali, che si vedranno in tal modo incaricati di accrescere il numero delle imbarcazioni in uso nell'United States Navy. Supporterà la creazione di una catena di fortini a partire da Council Bluffs nell'Iowa e che si sarebbero dovuti espandere in direzione del West.

Relazioni con l'impero britannico[modifica | modifica wikitesto]

Con quasi tutte le sue politiche interne frustrate dal Congresso il presidente, assistito dal proprio Segretario di Stato Daniel Webster, tenterà di condurre a buon fine un importante trattato con i britannici per porre fine alle tensioni latenti tra i due paesi; i due s'impegneranno in una campagna sotterranea di propaganda per influenzare l'opinione pubblica a favore di un accordo anglo-americano il quale giungesse una volta per tutte a stabilire il definitivo confine tra il Maine e i territori canadesi del Québec (provincia) e di Nuovo Brunswick[62].

La regione sottoposta a disputa tra il Maine e i territori canadesi del Québec (provincia) e di Nuovo Brunswick.

Tale questione, che non era stata risolta né dal Trattato di Parigi (1783) né dal successivo Trattato di Gand a conclusione della guerra anglo-americana del 1812-14, aveva già messo a dura prova le relazioni tra i due paesi per interi decenni[63]. Alexander Baring, I barone Ashburton giungerà nella capitale statunitense ai primi di aprile del 1842 e dopo mesi d'intense trattative si accetterà infine la risoluzione nota come trattato Webster–Ashburton e controfirmata ad agosto[64].

Riuscirà ad ottenere la ratifica senatoriale con un voto di 39 contro 9 e diverrà ben presto assai popolare tra gli americani, anche se non permise un altrettanto aumento del credito dei consensi concessi al presidente[65]. Tale accordo migliorerà sostanzialmente le relazioni bilaterali le quali avevano assai sofferto a seguito del Caso Caroline (1837) e dello scontro civile di Aroostook del biennio 1838-39 tra coloni americani e anglo-canadesi[63].

Il trattato rappresenterà un punto di svolta importante nel riavvicinamento reciproco e nell'aumento delle relazioni bilaterali che, dal 1812 in poi, erano fino ad allora rimaste assai critiche. Esso primariamente venne a dimostrare che entrambi i paesi accettavano il controllo congiunto dell'America settentrionale. Le volontà espansioniste si sarebbero da questo momento in poi concentrate invece in direzione del Sud, mentre dall'altra parte il governo di Sua Maestà guidato da Robert Peel avrebbe potuto rivolgere la sua massima attenzione alle questioni nazionali ed europee[66].

Il presidente cercherà anche di trovare un accordo riguardo alla spinosa questione delle ripartizione dell'Oregon Country, che i due paesi avevano occupato congiuntamente dopo la firma del trattato del 1818, ma Tyler non sarà in grado nell'immediato di raggiungere un contratto che potesse soddisfarlo pienamente[67]. Dopo il cosiddetto panico del 1837 numerosi coloni americani avevano cominciato ad insediarsi nella regione, fatto questo che molti interpreteranno come la possibilità di offrire uno sbocco iideale per espandere le proprie attività commerciali nel continente asiatico.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di James Knox Polk § Relazioni con l'impero britannico: partizione dell'Oregon.

L'acquisizione del territorio sarebbe divenuta uno dei temi di maggior spessore nel corso della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 1844, con diversi fautori del concetto di destino manifesto che inizieranno a reclamare a gran voce l'annessione dell'intera regione[68]. Statunitensi e britannici riusciranno a raggiungere un accordo per suddividersi la zona - seguendo le linee sostenute da Tyler - nel 1846 nel corso della successiva presidenza di James Knox Polk[69].

La zona interessata dalla 2ª Guerra seminole (1835-1842) nella regione dell'allora territorio della Florida.

Territorio della Florida[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerre indiane e Guerra seminole (1835-1842).

Il presidente porrà termine alla lunga e sanguinosa 2ª guerra contro i Seminole (1835-1842) scoppiata nel territorio della Florida, manifestando il suo personale interesse nei riguardi dell'assimilazione culturale forzata dei nativi americani degli Stati Uniti d'America[70]. Il 3 marzo del 1845 la Florida diventerà il 27° degli Stati federati degli Stati Uniti d'America, quando Tyler approverà una legislazione appositamente pensata per l'ammissione futura di nuovi territori[71].

Ribellione Dorr nel Rhode Island[modifica | modifica wikitesto]

Thomas Wilson Dorr capeggerà un tentativo insurrezionale nel Rhode Island.

Nel maggio del 1842, quando la Ribellione Dorr innescata a Providence toccò il suo picco con un'esplosione improvvisa, il presidente mediterà sulla richiesta rivoltagli dal governatore del Rhode Island e dal parlamento statale d'inviare truppe federali per aiutarlo a reprimere i rivoltosi[72].

Gli insorti, capeggiati dal politico riformatore Thomas Wilson Dorr, si erano armati e proposti d'instaurare una nuova legge costituzionale statale. Prima di tali azioni il Rhode Island aveva sempre seguito la stessa struttura legislativa che era stata costituita nel lontano 1633[73].

Tyler invocò la calma da entrambe le parti e raccomandò al governatore di allargare la franchigia elettorale per poter in tal maniera consentire alla maggior parte degli uomini adulti di votare. Il presidente promise che nel caso si fosse verificata una reale insurrezione organizzata nel territorio non avrebbe esitato a far impiegare la forza per portare il proprio soccorso al governo regolare legittimamente eletto[74].

Mise inoltre in chiaro che l'assistenza federale sarebbe stata concessa non per prevenire, ma solamente per abbattere l'insurrezione e che non si sarebbe rivelata disponibile fino a quando non fossero stati commessi chiari atti di violenza[75].

Dopo aver attentamente ascoltato le notizie riportategli dai suoi agenti confidenziali Tyler prenderà la decisione riguardante il fatto che tutti gli "assembramenti illegali" sembravano oramai essersi dispersi ed espresse la sua fiducia in un "temperamento di conciliazione, oltre che di energia e capacità decisionali"; non invierà alcuna forza federale[70].

I ribelli si troveranno nella condizione di dover fuggire abbandonando lo Stato quando la milizia iniziò a marciare contro di loro; ma l'incidente porterà ad un ampliamento del suffragio maschile in tutta la regione[76].

Progetto di annessione del Texas e abortita candidatura del 1844[modifica | modifica wikitesto]

La situazione territoriale nel 1842.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cronologia degli eventi principali che hanno portato alla guerra di secessione americana e Origini della guerra di secessione americana.

«Nel mito nordista del potere negriero tutta la storia degli Stati Uniti d'America dall'annessione texana alla guerra di secessione americana fu vista come il risultato di una deliberata cospirazione per dominare (o, non riuscendoci) distruggere l'integrità nazionale. La lotta contro la "potenza schiavista" fu tra le idee che maggiormente contribuirono a unire il Nord e a spingerlo ad un'estrema determinazione[77]

Tyler farà dell'annessione delle Repubblica del Texas parte della propria piattaforma programmatica subito dopo essere diventato presidente. A seguito della rivoluzione del 1836 l'allora Texas messicano aveva dichiarato l'indipendenza del Texas, sebbene il Messico continuasse a rifiutarsi di riconoscerlo come uno Stato sovrano[78].

La popolazione texana composta da bianchi americani perseguì attivamente l'adesione all'Unione, ma sia la presidenza di Andrew Jackson che la presidenza di Martin Van Buren si erano dimostrate assai riluttanti ad infiammare le tensioni inerenti la schiavitù negli Stati Uniti d'America con l'annesione di un altro Stato meridionale schiavista[79].

Da parte sua invece il presidente intese l'obiettivo di unificazione come uno dei principali punti focali della sua intera amministrazione. Il Segretario di Stato Daniel Webster si dimostrerà contrario all'ipotesi, riuscendo per un certo periodo a convincere Tyler a concentrarsi sulle iniziative volte all'espansione in direzione della Costa del Nord-ovest Pacifico[80]. Sebbene il desiderio del presidente verso l'espansione nel West sia un fatto condiviso d storici e studiosi, le opinioni cominciano a divergere riguardo alle motivazioni che lo sostenevano.

Il biografo Edward C. Crapol fa notare che nel corso della presidenza di James Monroe Tyler (allora deputato alla Camera dei Rappresentanti) aveva suggerito che la schiavitù fosse "una nuvola nera" che si librava sull'Unione e che "sarebbe bene disperdere questa nuvola" cosicché con sempre meno afroamericani negli Stati Sudisti che praticavano lo schiavismo un processo di graduale emancipazione avrebbe potuto prendere il via, magari proprio a partire dalla sua Virginia[81].

Lo storico William W. Freehling tuttavia ha rilevato che la motivazione ufficiale del presidente nell'annunziare il suo parere favprevole all'annessione texana fosse in realtà quella di limitare i tentativi di cui si sospettava l'impero britannico di farsi promotore di un'emancipazione degli schiavi nel territorio texano, il che avrebbe senz'altro prodotto un indebolimento dell'istituzione anche negli altri Stati del profondo Sud[82].

I confini degli Stati Uniti e delle nazioni vicine come apparvero nel 1843. Il Trattato Webster-Ashburton aveva formalizzato il confine del Maine nel Nord-Est, mentre la Repubblica del Texas nel Sud-Ovest aveva un confine conteso con il Messico. Tyler condivideva il desiderio di annessione dei texani, ma ci vollero diversi anni di dispute politiche per poter giungere ad un qualche risultato.

Primi tentativi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1844 § Trattato Tyler-Texas.

«Il fatto che la Repubblica del Texas fosse uno Stato schiavista provocò uno scossone politico. Questa polemica era la più lacerante fin dal tempo dell'indipendenza ma recentemente era diventata ancora più drammatica; la cotton gin aveva reso la manodopera gratuita negra assai redditizia e i piantatori Sudisti non erano affatto disposti a privarsene. La questione si trascinò a lungo, con un dibattito estenuante, che sarebbe diventata una vera mina vagante e alla fine sarebbe esplosa[83]

Al principio del 1843, dopo aver completato la formulazione del Trattato Webster-Ashburton ed altri impegni diplomatici il presidente si sentì pronto per iniziare ad occuparsi della questione texana. Privo com'era di una base Partitica forte che lo potesse sostenere, intravide l'annessione della nuova Repubblica meridionale come l'unico percorso possibile per cercare di ottenere la rielezione in qualità d'Indipendente alle oramai prossime elezioni presidenziali del 1844.

Per la prima volta nella sua carriera era disposto a giocare un "ruolo politico duro" per veder realizzato il proprio progetto. Come banco di prova inviterà quindi il suo alleato Thomas Walker Gilmer, allora deputato per la Virginia, a far pubblicare una lettera pubblica a difesa dell'annessione; essa troverà una buona accoglienza. Nonostante il suo rapporto interpersonale positivo con Webster Tyler sapeva che avrebbe avuto bisogno di un "Segretario di Stato" che sostenesse esplicitamente e con estrema chiarezza l'iniziativa[84].

Riconoscendo questo mutamento decisivo negli interessi del presidente e col suo lavoro sul Trattato con i britannici oramai completato egl si troverà indotto a dare le proprie dimissioni; Tyler lo sostituirà installando Hugh Swinton Legaré della Carolina del Sud come suo successore ad interim[85]. Con l'aiuto del neo-nominato Segretario al Tesoro John Canfield Spencer il presidente eliminerà tutta una serie di titolari di uffici governativi, sostituendoli con uomini promotori dell'annessione e di sua tretta fiducia, con un radicale capovolgimento della sua precedente posizione contraria allo Spoils system.

Riuscirà anche ad ottenere l'aiuto dell'organizzatore Michael Walsh per costruire una "macchina politica" ad hoc nello Stato di New York tutta basata sul clientelismo; in cambio della promessa di elezione a console del Regno delle Hawaii il giornalista Alexander G. Abell scriverà una biografia assai lusinghiera intitolata Life of John Tyler: sarà stampata in grandi quantità e consegnata direttamente al servizio postale per la distribuzione e relativa consegna porta a porta[86].

Cercando di riabilitare per quanto possibile la propria immagine pubblica il presidente intraprenderà anche un tour nazionale nella primavera del 1843; l'accoglienza decisamente positiva dell'opinione pubblica durante questi eventi ed incontri contrastò fortemente con l'ostracismo che doveva continuare a subire a Washington. Il viaggio s'incentrò sula dedicazione a Boston del Bunker Hill Monument alla memoria della battaglia di Bunker Hill del 1775. Di poco successivo il presidente verrà a conoscenza della morte improvvisa di Legaré, che attenuò i festeggiamenti e lo costrinse ad annullare il resto del tour[87].

Al suo posto sarà scelto Abel Parker Upshur, già popolare Segretario alla Marina e stretto consigliere presidenziale; questi aveva già a lungo sostenuto la necessità di acquisire il territorio texana e da questo momento in poi far dell'annessione la sua priorità assoluta[88].

Localizzazione della Repubblica del Texas dal 1836 al 1846.

Con l'approvazione del presidente avvierà negoziati segreti con il governo texano, promettendo protezione militare contro i messicani in cambio di un forte impegno per l'annessione: la segretezza risultava estremamente necessaria in quanto la Costituzione statunitense richiedeva la previa approvazione da parte del Congresso nell'assunzione di tali impegni[89].

Upshur seminerà pertanto voci - risultate poi del tutto infondate - su probabili tentativi britannici in Texas, questo per accrescere il sostegno all'annessione da parte degli elettori del Nord i quali si erano dimostrati essere assai cauti nella proposta di voler ammettere un nuovo Stato meridionale schiavista[90].

All'inizio del 1844 il segretario dichiarerà al governo texano di aver rovato una larga maggioranza di senatori favorevoli ad un trattato di annessione; la Repubblica rimarrà però alquanto scettica tanto che le trattative per concludere l'accordo si trascineranno fino alla fine di febbraio[91].

Il disastro della USS Princeton[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 febbraio del 1844 si tenne una crociera ufficiale lungo il fiume Potomac a bordo della USS Princeton di recente costruzione. A bordo dell'imbarcazione si trovavano più di 400 ospiti, tra cui anche il presidente accompagnato dal suo intero Gabinetto, cosi come il più grande cannone navale esistente all'epoca al mondo (il "Peacemaker")[92].

Con grande gioia degli astanti più volte nel corso del pomeriggio esso venne fatto mettere in funzione; il tutto per concludersi al piano di sotto con l'offerta di un brindisi. Diverse ore più tardi il capitano Robert Field Stockton venne convinto dalla folla presente a sparare l'ennesimo colpo[92].

Una litografia che illustra l'esplosione del cannone a bordo della USS Princeton.

Subito dopo si udì un'esplosione, il cannone aveva funzionato male; Tyler rimase illeso, essendo rimasto al sicuro sottocoperta, ma un certo numero di passeggeri rimasero uccisi sul colpo, compresi i ministri cruciali del suo governo Gilmer e Upshur. Tra i feriti a morte vi furono anche il politico Virgil Maxcy del Maryland, il deputato newyorkese David Gardiner, il commodoro Beverly Kennon - comandante in capo della costruzione della United States Navy - e "Armistead", schiavo nero di Tyler e suo servitore personale.

La morte di Gardiner avrà un effetto devastante sulla figlia nonché futura 2ª moglie del presidente, Julia Tyler, la quale verrà - svenuta - portata in salvo in braccio dallo stesso Tyler[92]. In seguito si riprenderà tanto bene che sposerà il presidente appena 4 mesi dopo pur essendo di ben 30 anni più giovane di lui[93].

Per Tyler qualsiasi speranza di poter completare il proprio piano texano prima di novembre (e con esso qualsiasi speranza di rielezione) precipitò istantaneamente. Lo storico Edward P. Crapol scriverà che "prima della Guerra civile e dell'assassinio di Abraham Lincoln", il disastro dell'USS Princeton "fu indiscutibilmente la più grave e debilitante tragedia mai affrontata da un Presidente degli Stati Uniti"[91].

Problemi di ratifica[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi di marzo del 1844 Tyler nominò l'ex Vicepresidente e senatore John Calhoun come suo Segretario di Stato; ma la decisione si rivelerà ben presto essere un grave errore tattico che rovinò le speranze che aveva di stabilire una rispettabilità politica per se stesso[94]. Il buon amico del presidente, il deputato virginiano Henry Alexander Wise, scrisse che dopo il disastro dell'USS Princeton egli proseguì da solo per estendere positivamente la posizione di Calhoun attraverso un collega, il quale riteneva che l'offerta provenisse dal presidente.

Quando Wise andò a dire a Tyler quello che aveva fatto, il presidente si arrabbiò, ma sentì che oramai l'azione compiuta doveva essere mantenuta e fatta resistere. Calhoun favoriva l'annessione del Texas e aveva un forte seguito nel Sud; ma agli occhi dei Nordisti era solamente il simbolo negativo della "Nullification Crisis" tra correnti politiche del biennio 1832-33 e degli sforzi compiuti per estendere la schiavitù. La sua nomina minava i tentativi di Tyler di dissociare la questione del Texas dalla questione dello schiavismo[95].

Quando il testo del Trattato venne divulgato al pubblico incontrò l'opposizione dei Whig, che si sarebbero opposti a qualsiasi cosa potesse migliorare lo status presidenziale, così come dei propugnatori dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America e di quelli che temevano uno scontro con il Messico; lo Stato confinante aveva difatti già annunciato che avrebbe considerato l'annessione come un atto ostile da parte degli Stati Uniti[96].

Sia Clay che Martin Van Buren, i rispettivi protagonisti delle nomine Whig e Democratiche, decisero in un incontro privato tenutosi nella casa del 2° di esprimersi apertamente contro l'annessione[97]; venutolo a sapere, quando Tyler inviò il progetto di Trattato all'attenzione del Senat per la ratifica nell'aprile del 1844, non si aspettava che potesse passare al vaglio definitivo[98].

Una vignetta satirica anti-Tyler che descrive i suoi sforzi per ottenere un secondo mandato: il presidente spinge la porta della Casa Bianca contro gli avversari Henry Clay, James Knox Polk, John Calhoun e Andrew Jackson, mentre lo Zio Sam chiede di lasciar entrare Clay.

Candidatura del 1844[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1844 § National Democratic-Republican Party.

Dopo la rottura con i Whig avvenuta nel 1841, il presidente aveva iniziato a riavvicinarsi al suo vecchio Partito Democratico, ma i suoi membri - in particolare i seguaci di Van Buren - non si rivelarono essere pronti a riceverlo; egli sapeva bene che, con le poche possibilità di rielezione che aveva, l'unico modo per salvare la propria amministrazione e il suo lascito era quello di spostare l'opinione pubblica a favore della questione texana[99].

Formò pertanto una terza formazione in lizza, i "Repubblicani-Democratici", utilizzando i funzionari e le estese reti politiche che aveva costruito l'anno precedente; una catena di giornali pro-Tyler in tutto il paese pubblicò editoriali che promuovevano la sua ricandidatura fin dai primi mesi del 1844. I resoconti degli incontri svolti in varie città suggeriscono che il sostegno per il presidente non era limitato solo ai funzionari, come spesso invece si deduce[99].

I suoi sostenitori, in possesso di cartelli con la scritta "Tyler e Texas!", tennero la loro Convention a Baltimora nel mese di maggio, proprio mentre i Democratici stavano selezionando la loro nomina presidenziale; con la loro alta visibilità ed energia concessero a Tyler la Nomination il giorno 27.

Nel frattempo alla Convention nazionale Democratica i maggiori leader furono costretti ad inserire l'annessione del Texas nella loro piattaforma, ma vi fu un'aspra battaglia per la scelta del candidato da proporre. Dopo i primi ballottaggi risultò chiaro che Van Buren non sarebbe riuscito a conquistare la maggioranza necessaria e lentamente decadde nelle preferenze[99].

Sarà solamente al 9º scrutinio l'attenzione generale cominciò a rivolgersi a James Knox Polk, uno dei candidati meno prominenti il quale sostenne con forza l'annessione; trovatolo perfettamente adatto al loro programma fu nominato con i 2/3 dei suffragi. Tyler considerò quindi il suo lavoro rivendicato e non mancò di lasciar sottintendere nella lettera di accettazione che la sua vera priorità era l'annessione piuttosto che la rielezione[99].

Raggiungimento dell'annessione[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente rimarrà del tutto impassibile quando il Senato controllato dai Whig respinse il suo Trattato con un voto di 16 contro 35 a giugno, poiché sentiva che l'annessione era ormai entrata nella coscienza della maggior parte dei cittadini e quindi era anche alla portata di mano; inviterà il Congresso ad annettere il Texas con una risoluzione comune piuttosto che con un trattato[100].

L'ex presidente Andrew Jackson, un fedele sostenitore dell'annessione, persuase Polk ad accogliere Tyler nel Partito Democratico e ordinò ai redattori politici di far cessare immediatamente i loro attacchi contro di lui; estremamente soddisfatto da questi sviluppi il presidente incumbent abbandonerà la gara in agosto e appoggiò Polk. Tyler divenne così il primo presidente in carica a rifiutarsi di cercare un secondo mandato[101].

La stretta vittoria di Polk su Clay nelle elezioni di novembre fu vista dall'amministrazione come un mandato elettorale per completare la risoluzione; Tyler annuncerà nel suo messaggio annuale al Congresso che "una maggioranza schiacciante del popolo e una maggioranza significativa degli Stati hanno dichiarato di essere favorevoli dell'annessione immediata"[102].

Alla fine di febbraio del 1845 la Camera con un margine considerevole e il Senato di strettissima misura - 27 contro 25 - approverà una risoluzione comune che offriva i termini di annessione al Texas. Il 1° di marzo, tre giorni prima della fine del suo mandato, Tyler firmerà il disegno di legge[103]; dopo alcuni dibattiti[104] intercorsi tra le parti la Repubblica del Texas accettò le condizioni poste e finirà con l'entrare nell'Unione il 29 di dicembre come il 28° degli Stati federati degli Stati Uniti d'America[105].

Era iniziata la presidenza di James Knox Polk e stava per scatenarsi la guerra Messico-Stati Uniti.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

«Julia Tyler divenne presto assai popolare. Rinnovò l'arredamento della Casa Bianca e volle che ogni volta che il presidente compariva in pubblico venisse eseguita la marcia "Hail to the Chief". Fu davvero la prima First lady degli Stati Uniti d'America riconosciuta dalle cronache mondane[106]»

Tra i molteplici problemi della sua amministrazione Tyler dovette affrontare anche le tragedie personali; la moglie Letitia Tyler da diverso tempo ammalata[94] non parteciperà mai alle funzioni ufficiali della Casa Bianca. Dopo aver subito un secondo ictus morì il 10 settembre del 1842[15].

La "Sherwood Forest Plantation" nella Contea di Charles City dove l'ex presidente visse con la 2ª moglie Julia Tyler dopo aver lasciato la Casa Bianca.

Dopo soli cinque mesi il presidente iniziò a corteggiare la più bella e ricercata persona mondana dell'intera capitale, Julia Gardiner (futura signora Tyler) la quale essendo appena ventiduenne aveva 30 anni in meno di Tyler ed oltretutto anche più giovane di alcuni degli stessi figli di lui[94]. Si sposarono con una piccola cerimonia il 26 giugno del 1844 nella "Church of the Ascension Episcopal" di Manhattan[107].

Questa fu la prima volta che un presidente convolava a nozze mentre era in carica e il matrimonio verrà ampiamente coperto dagli articoli dei principali giornali del paese[108].

Eredità storica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America.
Il monumento dedicato al presidente all'"Hollywood Cemetery" di Richmond (Virginia).

La presidenza di Tyler ha provocato risposte altamente divergenti tra i commentatori politici. Generalmente è tenuto in bassa considerazione dagli storici; Edward P. Crapol ha iniziato la sua biografia intitolata John Tyler, the Accidental President (2006) facendo notare: "altri biografi e storici hanno sostenuto che John Tyler era un dirigente sfortunato e inetto la cui presidenza era seriamente limitata ed imperfetta"[1].

In The Republican Vision di John Tyler (2003), Dan Monroe ha osservato che la sua amministrazione "viene generalmente valutata come una delle meno riuscite"[2]. Seager infine ha scritto che Tyler "non era né un grande presidente né un grande intellettuale" aggiungendo che, nonostante alcuni risultati ottenuti, "il suo operato governativo è stato e dev'essere considerato senza alcun successo se analizzato in una qualsiasi misura moderna di realizzazione"[109].

La tomba del presidente.

Con l'azione decisiva assunta e le abili manovre politiche messe in atto durante le sue prime settimane in carica Tyler ha tolto di mezzo in modo perpetuo ogni futura obiezione costituzionale e stabilito l'usanza - tratta da quel precedente - che il Vicepresidente in carica potesse assumere a pieno titolo l'incarico presidenziale alla morte di un incumbent[110].

La sua insistenza nel voler essere confermato in tal ruolo riuscirà a prevalere su quanti desideravano invece che fosse un semplice "custode o reggente"; questo sarà un modello per la successione di altri sette presidenti nel corso del XIX e XX secolo.

L'azione di Tyler di assumere sia il titolo che i pieni poteri sarebbe stata legalmente riconosciuta solamente nel 1967, quando verrà codificata con il XXV emendamento durante la Presidenza di Lyndon B. Johnson[111].

Alcuni studiosi negli ultimi anni hanno elogiato la politica estera di Tyler; Monroe lo accredita con "risultati come il trattato Webster-Ashburton, che ha preannunciato la prospettiva di migliorare i rapporti con l'impero britannico e l'annessione texana, che ha aggiunto milioni di ettari dotto la bandiera nazionale"[109]. Crapol ha affermato che Tyler "era un presidente più forte e più efficace di quanto generalmente si ricordi", mentre Seager ha scritto: "trovo che sia un uomo coraggioso, di principi, un combattente onesto e leale per le sue convinzioni: era un presidente senza alcuno schieramento precostituito"[109].

L'autore Ivan Eland in un aggiornamento del suo libro del 2008 Recarving Rushmore ha valutato tutti i 44 presidenti degli Stati Uniti secondo i criteri di pace, prosperità e libertà; grazie ai punteggi finali John Tyler è stato classificato come uno dei migliori di tutti i tempi[112]. Louis Kleber nel suo articolo su History Today ha sottolineato che il presidente ha portato una buona dose d'integrità alla Casa Bianca in un periodo in cui molti in politica non ce l'avevano affatto e ha rifiutato di compromettere i propri principi per evitare l'ostilità diretta dei suoi avversari[113].

Crapol sostiene che la fedeltà di Tyler dimostrata negli ultimi anni della vita agli Stati Confederati d'America offusca gran parte del bene che ha fatto come presidente: "la reputazione storica del presidente deve ancora riprendersi completamente da quella tragica decisione, di tradire cioè la sua lealtà e l'impegno nei confronti di quello che una volta aveva definito "il primo grande interesse americano" - la salvaguardia dell'Unione"[114].

Norma Lois Peterson nel suo lavoro sulla presidenza di Tyler ha suggerito che la sua generale mancanza di successo come presidente fosse dovuta eminentemente a fattori esterni, che sarebbero rimbalzati su chiunque si fosse trovato nell'identica situazione; il principale ostacolo fu Henry Clay, che era ben determinato a realizzare la visione che aveva del "Sistema americano" e pertanto non avrebbe accettato alcuna resistenza in proposito.

All'indomani dell'utilizzo deciso da parte della presidenza di Andrew Jackson dei poteri del ramo esecutivo, i Whig volevano che il presidente fosse dominato dal Congresso e Clay trattò Tyler come poco più di un subordinato. Il presidente si risentì di ciò, portando al conflitto aperto che dominerà l'amministrazione[115]; facendo riferimento ai progressi compiuti in politica estera si può considerare la presidenza Tyler "imperfetta... ma... non un fallimento totale"[116].

Mentre gli accademici hanno a più riprese sia elogiato che criticato Tyler, il pubblico americano nella sua generalità ha una gran poca consapevolezza di lui tanto che nella Classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America si trova costantemente alle ultime posizioni; diversi scrittori hanno interpretato Tyler come uno dei presidenti più oscuri della nazione. Come notato in un articolo del Time Magazine del 2014 sui "Top 10 Presidenti dimenticabili":

«Dopo che John Tyler ottenne la Vicepresidenza con la forza di uno slogan elettorale che lo fissava come un post scriptum - "Tippecanoe e anche Tyler" - il suo destino come una semplice nota storica sembrava assai probabile; e quando assunse la Presidenza dopo la morte di William Henry Harrison essere soprannominato "His Accidency" lo serrò definitivamente al giudizio dei posteri[117]»

Ritratto ufficiale in un dipinto di George Peter Alexander Healy.
L'ex presidente in una foto di Mathew B. Brady.
Un francobollo commemorativo emesso nel 1938 durante la presidenza di Franklin Delano Roosevelt.
Un busto che ritrae il presidente.
Il dollaro presidenziale con l'effigie di Tyler.
Barack Obama e Michelle Obama sotto il ritratto di Tyler.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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