Presidenza di Abraham Lincoln

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Presidenza Abraham Lincoln
Lincoln O-17 by Brady, 1860.png
Il candidato presidente nel 1860, subito dopo il discorso di Cooper Union. Foto di Mathew B. Brady.
StatoStati Uniti Stati Uniti
Capo del governoAbraham Lincoln
(Partito Repubblicano)
Giuramento4 marzo 1861
Governo successivo15 aprile 1865
Left arrow.svg Presidenza Buchanan Presidenza A. Johnson Right arrow.svg

La presidenza di Abraham Lincoln ebbe ufficialmente inizio il 4 marzo del 1861, con l'Insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America; egli fu il 16º Presidente degli Stati Uniti d'America: la carica verrà bruscamente interrotta a causa del suo assassinio avvenuto per mano dell'attore John Wilkes Booth al Teatro Ford di Washington. Morirà il 15 aprile del 1865 all'età di 56 anni, 42 giorni dopo aver inaugurato il proprio 2º mandato. Assunse il ruolo esattamente un secolo prima della presidenza di John Fitzgerald Kennedy.

Lincoln rappresentò il 1° esponente del neonato Partito Repubblicano eletto alla massima carica degli Stati Uniti d'America. Diresse e condusse alla vittoria dell'Unione nella Guerra di secessione americana la quale attraversò interamente gli anni della sua amministrazione.

Entrò in carica a seguito delle elezioni presidenziali del 1860 ove accumulò la maggioranza dei consensi tra un gruppo di 4 candidati; quasi tutti i suoi voti provennero dagli Stati Uniti d'America nord-orientali in quanto i Repubblicani ebbero fin dall'inizio un ben poco seguito nel Profondo Sud. Ex appartenente del Partito Whig corse su una piattaforma politica nettamente in antitesi all'idea di espansione dell'istituto della schiavitù statunitense nei territori del West.

La sua elezione contribuì ad imprimere una svolta accelerata in direzione dell'apertura del conflitto. Durante le 16 settimane trascorse dal giorno dell'Election Day a quello dell'inaugurazione ben 7 Stati schiavisti dichiararono la loro secessione dall'Unione e formarono gli Stati Confederati d'America. Dopo aver giurato il nuovo presidente si rifiutò di accettare qualsiasi risoluzione che avrebbe portato alla separazione del Sud dall'Unione. Il conflitto iniziò pche settimane dopo con l'attacco confederato nella Battaglia di Fort Sumter, un'installazione rederale situata ai confini delle Confederazione.

Lincoln fu chiamatato ad occuparsi degli aspetti politico-militari, affrontando sfide in entrambe le sfere. Nella sua qualità in comandante in capo ordinò la sospensione del diritto costituzionale garantito nell'habeas corpus nello Stato del Maryland per sopprimere i simpatizzanti confederali; egli divenne anche il primo presidente ad istituire un programma militare di ampio respiro.

Mentre l'Unione si trovava a dover affrontare parecchie sconfitte in occasione dell'apertura del "Fronte Orientale" Lincoln fece sostituire numerosi comandanti militari, per giungere infine ad eleggere tenente generale Ulysses S. Grant il quale aveva GIà guidato l'Unione a varie vittorie sul "Fronte Occidentale". Il Proclama di emancipazione nel 1863 liberò circa 1 milione di schiavi nel territorio confederato e stabilì l'emancipazione come obiettivo di guerra dell'Unione.

Nel 1865 fu di valido aiuto nel passaggio del XIII emendamento il quale ha reso la pratica schiavista incostituzionale. Lincoln ha anche presieduto al passaggio d'importanti normative nazionali, tra cui la prima Homestead Act, le Morrill Land-Grant Acts e le Pacific Railroad Acts. Ha corso per la rielezione nel 1864 con l'National Union Party, che verrà sostenuto oltre che dai Repubblicani anche dagli "War Democrats".

Firma autografa del presidente.

Anche se temette di perdere il confronto riuscì invece ad ottenere una larga vittoria contro il proprio ex subordinato, il generale George McClellan. Pochi mesi dopo le elezioni presidenziali del 1864 Grant avrebbe sostanzialmente concluso la guerra battendo definitivamente l'esercito confederato agli ordini del generale Robert Edward Lee. Il suo omicidio avvenuto nell'aprile del 1865, 5 giorni dopo la resa di Lee, lasciò la sfida finale di ricostruire la nazione (vedi Era della Ricostruzione) così duramente provata ad altri.

Gli succedette il Vicepresidente in carica Andrew Johnson, nominalmente affiliato al Partito Democratico ma entrato a far parte del "Ticket" di Lincoln sotto le insegne del "National Union".

Dopo la morte è stato ritratto come il liberatore degli schiavi, il salvatore dell'Unione e il martire primo per la causa della "Libertà". Gli storici politici hanno da molto tempo tenuto Lincoln nel massimo conto e rispetto sia per i successi da lui ottenuti che per le peculiari caratteristiche personali. Accanto a George Washington e Franklin Delano Roosevelt è stato costantemente valutato sia dagli studiosi che dal pubblico mella classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America come uno dei 3 migliori di tutti i tempi, spesso come il numero 1.

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cronologia degli eventi principali che hanno portato alla guerra di secessione americana.

Elezioni presidenziali del 1860[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera della campagna presidenziale repubblicana del 1860.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1860.

Lincoln, ex membro del Congresso per il Partito Whig, emerse come uno dei maggiori Candidati alla presidenza degli Stati Uniti d'America per il Partito Repubblicano a seguito della battaglia - perduta, ma solo di stretta misura - contro l'avversario Stephen A. Douglas nelle elezioni di medio termine per il Senato in Illinois[1].

Anche se mancò di un ampio supporto da parte del senatore William H. Seward dello Stato di New York, egli ritenne che avrebbe potuto riuscire ad emergere in qualità di candidato presidenziale alla "Convention" dopo un ballottaggio multiplo; passò quindi gran parte del biennio 1859-60 per far accrescere il sostegno nei suoi confronti[2].

Il "Discorso di Cooper Union" del 27 febbraio 1860 a New York venne difatti ben accolto dalle élite degli Stati Uniti d'America nord-orientali. Lincoln si posizionò nella corrente politica presente al "Centro moderato" del Partito; non mancò di opporsi ai tentativi di far espandere la Schiavitù negli Stati Uniti d'America anche nei territori del West, ma neppure favorì apertamente l'Abolizionismo negli Stati Uniti d'America[3].

Al primo ballottaggio della "Convention nazionale repubblicana" di maggio a Chicago terminò in seconda posizione subito dietro a Sewart; ignorando la forte imposizione pronunciata dallo stesso Lincoln di "non fare contratti che mi leghino" telegrafò urgentemente da Springfield (Illinois) dove si trovava)[4] i suoi più vicini collaboratori manovrarono per fargli ottenere la nomination alla 3ª votazione. I delegati espressero poi nella persona del senatore del Maine Hannibal Hamlin la figura da affiancargli come Vice[5].

"Il candidato ferroviere". La candidatura di Lincoln nel 1860 è raffigurata come sostenuta dalla questione della schiavitù, uno schiavo sulla sinistra e l'organizzatore di Partito sulla destra che lo trasportano come fosse in portantina.

La prima piattaforma partitica si oppose nettamente all'istituzionalizzazione della schiavitù nei territori occidentali, ma nel contempo s'impegnò anche a non interferire negli affari interni dei singoli Stati federati degli Stati Uniti d'America; venne inoltre fatta approvare una tariffa doganale per mantenere il protezionismo e miglioramenti federali nei trasporti come il portare a termine la costruzione di una ferrovia trans-continentale. Fu infine promesso ai coloni un settore libero gratuito di terreni pubblici[6][7].

La Convention nazionale democratica si riunì in aprile, ma fu interrotta dopo che non venne trovato alcun accordo su un candidato comune. Una seconda convenzione si riubì a giugno e nominò S. A. Douglas, ma diverse delegazioni filoschiaviste si rifiutarono di sostenerlo, in quanto chiedevano un candidato a loro fortemente favorevole. Questi democratici sudisti tennero perciò una convenzione separata che nominò l'allora vicepresidente degli Stati Uniti d'America John C. Breckinridge quale proprio candidato[8].

Nel frattempo un gruppo formato da ex Whit e da Know Nothing fondò il "Partito dell'unione costituzionale" e nominò John Bell per la carica presidenziale. Breckinridge e Bell avrebbero fatto campagna soprattutto al Sud, mentre Lincoln e Douglas sarebbero rimasti competenti per il voto nordista. I repubblicani epressero la propria fiducia, prevedendo che i democratici divisi avessero ben poche probabilità di vincere[9].

All'Election Day Lincoln condusse da solo negli Stati del Nord arrivando ad ottenere una maggioranza di grandi elettori pari a 180 contro i 72 per Breckinridge, i 39 per Bell e i 12 per Douglas; realizzò anche la maggioranza dei voti popolari conquistando il 40% dei voti utili con 1.766.452 preferenze contro 1.376.957 per Douglas, 849.781 per Breckinridge e 588.879 per Bell[10].

Ottenne la vittoria senza riuscire a trasportare dalla propria parte un solo Stato del Sud; la partecipazione fu dell'82,2% degli aventi diritto, la seconda più alta nella storia statunitense. Nonostante il successo repubblicano il Partito non riuscì però a conquistare una maggioranza autorevole in nessuna delle due camere parlamentari[11].

Periodo di transizione[modifica | modifica wikitesto]

1861 Map of U.S. states and territories showing two phases of secession.
Mappa della crisi secessionista del 1861:

      Stati secessionisti prima del 15 aprile

      Stati secessionisti dopo il 15 aprile

      Stati in cui si permetteva la schiavitù, ma che non si sono separati.

      Stati dell'Unione dove la schiavitù è stata messa al bando.

      Territori sotto il controllo dell'Union Army

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di James Buchanan § Venti di secessione.

Minacce di secessione[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la vittoria di Lincoln gli Stati schiavisti del Sud cominciarono a considerare l'ipotesi della secessione; il processo fu avviato dala Carolina del Sud. L'entrata in carica, nel pieno possesso delle proprie funzione, non era prevista fino al marzo del 1861; pertando l'incombenza di presiedere il paese venne lasciata al democratico James Buchanan il quale si dimostrò favorevole alle istanze sudiste[12].

Non mancò comunque di dichiarare che la secessione era illegale, ma nel contempo negò che il governo federale potesse alcun potere di resistere al fatto compiuto[13]; Lincoln non ebbe alcun mandato ufficiale d'azione e fatalmente la crisi non fece che allargarsi. Molti provarono a dare buoni consigli al neoeletto, avrebbero voluto che fornisse rassicurazioni nei riguardi del Sud, che i loro privati interessi non sarebbero mai stati minacciati[14].

Ma riconoscendo che tali parole contro i diritti degli schiavi gli avrebbero alienato la base repubblicana e pur avendo un forte appoggio sull'indistruttibilità dell'Unione - la quale avrebbe potuto infiammare i sudisti - scelse la politica del silenzio; pensò che senza alcun atto o minaccia concreta i dirigenti meridionali sarebbero alfine riusciti a riportare ragionevolmente la situazione entro i limiti consentiti[15].

Su espressa richiesta di un mercante sudista che lo contattò Lincoln cominciò a citare indirettamente le posizioni del Sud, fornendo in tal modo del materiale all'amico senatore Lyman Trumbull da inserire nei propri discorsi pubblici; i repubblicani lo elogiarono, i democratici lo assalirono, il Sud in gran parte molto semplicemente del tutto[16].

A dicembre sia la Camera che il Senato formarono comitati speciali per affrontare la crisi incombente. Lincoln comunicò con certi congressisti dichiarando che vi fosse ancora lo spazio per negoziare su alcune questioni come quella della riconsegna degli schiavi fuggitivi, sulla stessa schiavitù a Washington e sul commercio schiavista interno. Tuttavia chirì che si opponeva inevitabilmente a qualsiasi cosa che avrebbe permesso l'espansione della schiavitù in qualsiasi altro nuovo Stato o territorio[17].

Il 6 dicembre scrisse al membro del Congresso William Kellogg il quale faceva parte della commissione della Camera: "non intraprendere alcuna proposta per un compromesso per quanto riguarda l'estensione della schiavitù. Nell'istante stesso che tu lo facessi, ci avrebbero nuovamente sottomessi, tutto il nostro lavoro andrebbe perduto in un attimo e prima o poi dovrebbe essere ricominciato. Douglas starà sicuramente tentando nuovamente di ricomporre la sua autorità popolare, ma non ne ricaverà alcunché: la strigliata deve arrivare ed è meglio accada ora che più tardi"[18].

Verso la metà di dicembre John Jordan Crittenden, presidente della commissione senatoriale del Kentucky, propose un pacchetto di ben 6 emendamenti costituzionali (saranno noti come "Compromesso Crittenden"); questi avrebbero protetto il mantenimento della schiavitù nei territori federali a Sud del 36°30′ parallelo, mentre l'avrebbero proibita nei territori a Nord ed inoltre i nuovi Stati avrebbero deciso lo status da adottare all'interno delle loro frontiere non appena proclamati. Al Congresso sarebbe stata vietata l'abolizione della schiavitù in qualsiasi Stato o distretto (compresa Washington) e qualsivoglia interferenza nel commercio schiavista interno[19].

Quando Seward e Weed cercarono di pressare Lincoln per fagli accettare il compromesso, egli resistette. Sempre contrario all'espansione della schiavitù nei territori. privatamente in vitò i senatori repubblicani ad opporsi al compromesso; di conseguenza esso non riuscì ad essere approvato dal Congresso[12].

Con l'ammissione del territorio del Kansas nel gennaio del 1861 vi furono 19 Stati liberi e 15 schiavisti.

La crisi si aggrava[modifica | modifica wikitesto]

Lincoln credette che le minacce meridionali fossero del tutto o in gran parte esacerbate e che la crisi si sarebbe disinnescata col trascorrere del tempo, come già era accaduto nel 1820 e nel 1850. Ma i sudisti si sentirono oltraggiati dalla sua elezione e dall'obbligo anti-schiavista; lo considerarono sempre un candidato di parte. Il 20 dicembre il Sud Carolina votò un'"Ordinanza di secessione" ed entro i 40 giorni seguenti altri 6 stati la seguirono[20].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Jefferson Davis.

A febbraio vennero creati gli Stati Confederati d'America; come presidente provvisorio fu eletto Jefferson Davis. Malgrado ciò gli Stati dell'Arkansas, della Carolina del Nord, del Tennessee, della Virginia, del Delaware, del Maryland, del Kentucky e del Missouri ancora schiavisti rimasero parte dell'Unione[21].

Entro quello stesso febbraio vennero compiuti i due sforzi politici finali nel tentativo di preservare l'Unione. Il 1° fu compiuto da un gruppo di 131 delegati di 21 Stati (tra cui sei ex membri di Gabinetto, 19 ex governatori, 14 ex senatori, 50 ex rappresentanti, 12 giudici della Corte suprema e un ex presidente, John Tyler); si tenne così una "Conferenza di pace" presso l'Hotel Willard nella capitale della nazione[22].

La Convenzione adottò e presentò al Congresso una proposta di emendamento costituzionale in 7 punti, del tutto simile al precedente "Compromesso Crittenden"; venne respinta dal Senato e non fu mai esaminata dalla Camera[23][24]. Il 2° tentativo fu la protezione delle istituzioni statali dalle inteferenze del Congresso e da eventuali futuri emendamenti costituzionali; conosciuto comunemente come "Emendamento Corwin" (dal nome dell'autore Thomas Corwin). La misura ebbe l'approvazione del Congresso e inviata alle legislature statali per la ratifica[23]; ma non ne venne fissato un termine temporale per cui rimase pendente[25][26].

"Passaggio attraverso Baltimora". Il presidente eletto Lincoln descritto ignominiamente in una vignetta satirica per essersi nascosto in un vagone bestiame travestito da donna. Vignetta di Adalbert J. Volck, 1863.

Arrivo a Washington[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Complotto di Baltimora.

L'11 di febbraio Lincoln salì su un treno speciale che nel corso delle successive 2 settimane lo avrebbe condotto nella capitale[27]; nel corso del viaggio parlò e tenne comizi diverse volte al giorno. Mentre i suoi discorsi rimasero per lo più estemporanei, il messaggio sotteso fu coerente: non aveva alcuna intenzione ostile nei confronti del Sud, la separazione non era accettabile e intendeva far applicare le leggi a protezione delle proprietà federali[28].

Le voci abbondarono, si ascoltarono apprezzamenti sulla necessità di uccidere Lincoln. Samuel Felton, presidente della "Philadelphia, Wilmington and Baltimore Railroad", assunse il detective Allan Pinkerton per investigare sui rapporti ricevuti inerenti al fatto che i secessionisti avrebbero potuto tentare di sabotare la linea ferroviaria lungo il tragitto. Nel condurre la sua indagine ottenne informazioni indicanti un possibile attentato alla vita del presidente; sarebbe stato realizzato a Baltimora[29].

Gli occhialini indossati dalle guardie del corpo di Lincoln durante il suo viaggio in treno attraverso Baltimora. Manufatto nella collezione del museo National Park Service al Ford's Theatre National Historic Site di Washington. Foto di Carol M. Highsmith.

Secondo le fonti così acquisite quando Lincoln sarebbe giunto in città una banda di uomini armati avrebbe deviato l'attenzione della polizia locale; la distrazione avrebbe dato agli assassini designati un'occasione per ucciderlo[30].

A causa di ciò il programma di viaggio venne modificato, le strade carrozzabili fatte chiudere al traffico e i fili telegrafici tagliati, il tutto per accrescere la sicurezza del presidente[31].

Vestito con un lungo cappotto da donna, una grande sciarpa avvolta stretta al viso e un berretto di lana calcato sul capo attraversò Baltimora assieme agli accompagnatori alle 3 del mattino del 23 febbraio[32].

Giunse in sicurezza nella capitale poche ore dopo. L'arrivo senza preavviso in contrasto col programma pubblicato e l'abbigliamento non convenzionale portò i critici più feroci, ma anche i vignettisti satirici, ad accusarlo di essere in privato dedito al travestitismo[33].

Lincoln s'incontrò con Buchanan e i leader del Congresso poco dopo; lavorò anche per completare il suo Gabinetto, incontrandosi con i senatori repubblicani per ottenere il loro preventivo consenso[34].

Prima inaugurazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Insediamento del presidente degli Stati Uniti d'America.

Consapevole che il suo discorso inaugurale sarebbe stato ascoltato in un'atmosfera ricolma di paure e ansietà e nel bel mezzo di un quantomai instabile paesaggio politico, Lincoln cercò l'aiuto di colleghi e amici mentre lo preparava. Tra coloro a cui richiese un consiglio vi fu Orville Hickman Browning, che lo portò a cancellare alcune frasi ritenute troppo aggressive (compresa quella che diceva "è mio preciso intento di recuperare le proprietà federali e i luoghi che sono stati perduti"); chiese anche all'ex rivale nonché Segretario di Stato designato William H. Seward di rivederlo.

Seward esercitò tutta la sua dovuta diligenza presentando a Lincoln un'analisi di 6 pagine in cui offriva 49 proposte di modifica; il presidente eletto ne inserì 27 nel progetto finale[35].

La Bibbia di Lincoln sopra cui prestò giuramento solenne il neopresidente; sarà utilizzata anche da Barack Obama e Donald Trump.

La 1ª celebrazione d'insediamento presidenziale avvene il 4 marzo del 1861 nel portico est del Campidoglio (Washington). Il Presidente della Corte suprema degli Stati Uniti d'America Roger Brooke Taney presiedette al giuramento d'ufficio[36].

La cerimonia d'insediamento di fronte al Campidoglio.

Prima di prestare il giuramento Lincoln pronunziò il discorso inaugurale. Iniziò tentando di rassicurare il Sud che non aveva alcuna intenzione o autorità costituzionale di interferire con la schiavitù negli Stati ove questa già esisteva; promise di far rispettare la Fugitive Slave Law e parlò favorevolmente di un emendamento costituzionale in sospeso che avrebbe preservato la pratica schiavista in quegli Stati in cui attualmente esistiva. Assicurò anche gli Stati che si erano già separati che non sarebbero stati attaccati con la forza dai federali[37][38].

Dopo queste dovute assicurazioni tuttavia dichiarò anche che la secessione era "l'essenza dell'anarchia" e che era il suo primo dovere quello di "reclamare, mantenere, occupare e possedere le proprietà appartenenti di diritto al governo"[39].

Focalizzandosi su coloro che si trovavano nel Sud che erano ancora fermi sulla scelta secessionista, Lincoln contrastò tutte quelle "persone che in una sezione o in un'altra cercano di distruggere l'Unione così come esiste attualmente" poendosi in netto contrasto con "coloro che amano davvero l'Unione"[40]. Nei suoi commenti conclusivi si rivolse direttamente ai secessionisti e ribadì la propria convinzione sul fatto che nessuno Stato poteva separarsi dall'Unione per "motu proprio"; sottolineò l'impegno morale che intendeva "conservare, proteggere e difendere" le leggi della propria terra[41].

Concluse indirizzando un messaggio fermo ma conciliante:

« "non siamo nemici, ma amici. Non dobbiamo essere nemici. Anche se la passione può essere tesa, non deve rompere i nostri legami d'affetto. Gli accordi mistici di memoria, che si estendono da ogni campo di battaglia e la tomba patriottica, ogni cuore vivo e pietra del focolare - in tutta questa vasta terra - continueranno a gonfiare il coro dell'Unione, quando saranno ancora toccati, sicuramente lo saranno, dagli angeli migliori della nostra natura"[42] (Testo completo su Wikisource). »

Partiti politici

      Repubblicano       National Union Party

Dipartimento
Funzione
Foto Nome Data
Presidente  
Abraham Lincoln O-57 by Brady, 1861-Meserve.jpg
Abraham Lincoln 1861 - 1865
Vicepresidente  
Hannibal Hamlin, photo portrait seated, c1860-65.jpg
Hannibal Hamlin 1861 - 1865
 
Andrew Johnson photo portrait head and shoulders, c1870-1880-Edit1.jpg
Andrew Johnson 1865
Segretario di Stato  
William Seward, Secretary of State, bw photo portrait circa 1860-1865.jpg
William H. Seward 1861 - 1865
Segretario al Tesoro  
Mathew Brady, Portrait of Secretary of the Treasury Salmon P. Chase, officer of the United States government (1860–1865, full version).jpg
Salmon Portland Chase 1861 – 1864
 
Hon. William P. Fessenden, Maine - NARA - 529980.jpg
William P. Fessenden 1864 – 1865
 
Hugh McCulloch.png
Hugh McCulloch 1865
Segretario alla Guerra  
Smn Cameron-SecofWar.jpg
Simon Cameron 1861 – 1862
 
Edwin McMasters Stanton Secretary of War.jpg
Edwin McMasters Stanton 1862 - 1865
Procuratore generale  
Edward Bates - Brady-Handy.jpg
Edward Bates 1861 – 1864
 
James Speed.jpg
James Speed 1864 - 1865
Direttore generale delle poste  
Montgomery Blair, photo three-quarters length seated.jpg
Montgomery Blair 1861 - 1864
 
William Dennison, Jr.jpg
William Dennison 1864 – 1865
Segretario alla Marina  
Gideon Welles cph.3b20114.jpg
Gideon Welles 1861 - 1865
Segretario degli Interni  
CBSmith.jpg
Caleb Blood Smith 1861 – 1862
 
John Palmer Usher.jpg
John Palmer Usher 1863 - 1865

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli avvenimenti salienti della presidenza Lincoln saranno i seguenti:

1861
1862
1863
1864
1865

Lincoln dette inizio al processo di costruzione del proprio Gabinetto presidenziale la notte stessa delle elezioni, tra il 6 e il 7 di novembre[43]; cercò d'includervi per quanto possibile ogni dafizione del Partito, ponendo un'attenzione particolare al bilanciamento tra anti-schiavisti ex Whig ed ex democratici del Free Soil Party, al fine di creare un'amministrazione che avesse unito l'intero Partito Repubblicano[44].

Il fututo governo avrebbe incluso tutti i suoi principali rivali alla Nomination. Non si lasciò affatto intimidire dai politici più navigati, neanche da quegli uomini forti le cui credenziali per l'ufficio da assumere sembrarono essere più solenni del suo stesso incarico presidenziale[45]. Verso la fine di novembre ebbe un incontro con il Vicepresidente eletto Hamlin, col senatore Lyman Trumbull e con l'editore dell'Ohio Donn Piatt per discutere le selezioni da effettuare[46].

Uno dei tirapugni di ottone in dotazione delle guardie del corpo di Lincoln durante il suo viaggio in treno attraverso Baltimora. Collezione museale "National Park Service" al "Ford's Theatre National Historic Site" di Washington. Foto di Carol M. Highsmith.

Gabinetto ministeriale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gabinetto degli Stati Uniti d'America e Governo federale degli Stati Uniti d'America.

La carica più alta era quella del "Segretario di Stato"; risultava una tradizione consolidata quella di offrirla al leader più noto e popolare del Partito vincente; W. Seward era quell'uomo e alla metà di dicembre Hamlin, a nome dello stesso Lincoln, gli offrì quella posizione. Egli però fu lento nell'accettazione formale, mettendoci più di due settimane per riflettervi[47]; ma poi rimarrà in quell'incarico anche dopo la morte del presidente[48].

La scelta per il "Segretariato del Tesoro" fu quella di Salmon P. Chase, senatore dell'Ohio e principale rivale politico di Seward[49]; quest'ultimo tra l'altro si oppose alla scelta di Chase a causa del forte contrasto esistente tra i due sulla questione schiavista e al deciso rifiuto di Seward verso qualsiasi tipo di accordo e composizione col Sud il quale avrebbe potuto anche essere interpretato - secondo lui - come una pacificazione, quand'anche non un'accettazione, della pratica. Avrebbe quindi condotto la propria personale lotta contro Chase fino al momento dell'insediamento[50].

Chase avrebbe ripetutamente minacciato di dimettersi per servire le proprie più intime convinzioni; Lincoln alla fine nel 1864 lo sorprese accogliendo la richiesta di ritiro[51]. Sarà sostituito da William P. Fessenden; quando questi, a malincuore, entrò in carica l'economia degli Stati Uniti d'America si trovava in una situazione di gravissima difficoltà. Con uno straordinario voltafaccia Feddensen se ne andò dopo solo 8 mesi[52]. Verrà a sua volta rimpiazzato da Hugh McCulloch[52].

La scelta più problematica fu però quella di Simon Cameron in qualità di "Segretario alla Guerra"; egli era uno dei dirigenti pubblici maggiormente influenti e cruciali nella politica statale della Pennsylvania, ma veniva anche considerato per essere uno dei più corrotti[53]. Si dovette scontrare con la fazione guidata dal neoeletto governatore della Pennsylvania Andrew Gregg Curtin e dal presidente del Partito Alexander Kelly McClure i quali inviarono a Lincoln una lunga lettera per protestare congiuntamente contro tale nomina.

Ancora il 3 gennaio del 1861 il presidente dovette incontrarsi con i due esponenti dell'opposizione. In occasione della giornata d'inaugurazione tuttavia le diverse fazioni concorrenti compresero che era importante per gli interessi commerciali l'ingresso nel gabinetto di "un po' di Pennsylvania"; Cameron poté dunque entrare ufficialmente in carica[54]. Lo storico William Gienapp crede che la scelta finale per quella posizione assai critica fu un chiaro indicatore del fatto che Lincoln non fece nulla per anticipare la guerra civile[55].

Sentendo che Cameron non era più in grado di gestire il dipartimento il presidente lo rimosse nel gennaio 1862, nominandolo ambasciatore nell'impero russo[56]; venne sostituito da Edwin Stanton, un consolidato democratico Unionista che si era spostato verso la fazione dei repubblicani radicali. Tuttavia lavorò più spesso e più strettamente con Lincoln rispetto a qualsiasi altro alto funzionario[57].

Il neopresidente discusse con Weed anche la possibilità di nominare un sudista[47]. A dicembre s'incontrerà con Edward Bates del Missouri; egli, un ex conservatore Whig, era stato uno dei rivali di Lincoln per la Nomination. Accettò l'offerta fattagli e divenne "Procuratore generale". Bates dichiarò di aver rifiutato la medesima carica inviatagli da Millard Fillmore nel 1850, ma che la gravità degli eventi presenti lo costringeva ad accettare[58]; si sarebbe dimesso nel 1864 dopo diversi disaccorti sorti col presidente, culminanti nel risentimento per non essere stato eletto alla Corte suprema degli Stati Uniti d'America[59].

Verrà sostituito da James Speed, fratello maggiore delll'intimo amico di Lincoln Joshua Fry Speed[60].

Il presidente propose poi Montgomery Blair del Maryland per la posizione di "Direttore generale delle Poste"; egli proveniva da una famiglia politica di spicco. Il padre Francis Preston Blair era stato uno stretto ed influente consulente di Andrew Jackson[61]. Lincoln ritenne che l'aggiunta di Blair da quello "Stato i frontiera" avrebbe potuto contribuire a mantenere nell'Unione gli Stati confinanti dell'Alto Sud"[62]; gli saranno richieste le dimissioni nel 1864[63] e sarà sostituito da William Dennison[64].

Incaricò poi Hamlin di trovare qualcuno originario della "Nuova Inghilterra; questi gli raccomanderà Gideon Welles del Connecticut, un ex membro della cosiddetta democrazia jacksoniana che aveva servito nel Dipartimento della Marina nel corso della presidenza di James Knox Polk. Gli altri repubblicani influenti concordarono e Welles fu eletto "Segretario alla Marina"[65]; continuerà in quella posizione anche dopo l'assassinio del presidente[66].

Caleb Blood Smith dell'Indiana era un ex Whig che rappresentava lo stesso tipo di elettorato medio-occidentale di Lincoln. Subì critiche per alcune delle sue iniziative ferroviarie; lo accusarono di essere un doppiogiochista mettendo in serio dubbio la sua capacità intellettuale per una posizione governativa di alto livello. Tra coloro che sostennero Smith vi furono Seward e il consigliere personale del presidente David Davis. Alla fine la scelta di Smith per il "Segretariato degli Interni" ebbe molto a che fare con gli sforzi da lui compiuti durante la campagna elettorale e l'amicizia personale che lo legava a Lincoln[67].

Smith avrebbe servito per meno di due anni prima di dimettersi a causa di problemi di salute[68]; sarà sostituito da John Palmer Usher[68].

Il 44º presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama accoglie il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva nello Studio ovale; sullo sfondo un dipinto che ritrae Lincoln.
Primo piano del ritratto ufficiale del presidente, dipinto di George Peter Alexander Healy.
Francobollo commemorativo del 1959.
Un Dollaro presidenziale del 2011 con l'effigie del presidente.
Statua del presidente posta all'ingresso del Lincoln Memorial.

Nomine giuridiche[modifica | modifica wikitesto]

La filosofia dichiarata da Lincoln per le nomine negli uffici giudiziari fu che "non possiamo domandare ad un uomo quale sia la sua volontà e se egli dovesse rispondere dovremmo disprezzarlo per questo, perciò dobbiamo prendere un uomo le cui opinioni sono già note"[69]. Egli assegnerà cinque nomine per la Corte Suprema nel corso del proprio mandato[70]. Giudici associati della Corte suprema degli Stati Uniti d'America:

Nome Seggio Stato Inizio servizio
attivo
Termine servizio
attivo
Salmon Portland Chase Presidente della Corte Ohio Ohio 6 dicembre 1864 7 maggio 1873
David Davis Illinois Illinois 17 ottobre 1862 4 marzo 1877
Stephen Johnson Field California California 10 marzo 1863 1º dicembre 1897
Samuel Freeman Miller Iowa Iowa 16 luglio 1862 13 ottore 1890
Noah Haynes Swayne Ohio Ohio 24 gennaio 1862 24 gennaio 1881
  • N. H. Swayne in sostituzione di John McLean, nominato il 21 gennaio 1862 e confermato dal Senato il 24 seguente.
  • S. F. Miller per sostituire Peter Vivian Daniel, nominato il 16 luglio 1862 e confermato dal Senato lo stesso giorno.
  • D. Davis in sostituzione di John Archibald Campbell, ad interim dal 17 ottobre 1862; formalmente nominato solo il 1º dicembre del 1862, confermato dal Senato l'8 seguente.
  • S. J. Field in un posto di recente creazione, nominato il 6 marzo 1863 e confermato dal Senato il 10 seguente.
  • S. P. Chase in sostituzione di Roger Brooke Taney, nominato il 6 dicembre 1864 e confermato dal Senato lo stesso giorno.

Lincoln nominerà anche 27 giudici nei tribunali distrettuali, mentre non ne eleggerà nessuno per quelli circoscrizionali[71][72].

Nome Corte Inizio servizio
attivo
Termine servizio
attivo
Alexander White Baldwin Nebraska Nebraska 11 marzo 1865 14 novembre 1869
Bland Ballard Kentucky Kentucky 16 ottobre 1861[73] 29 luglio 1879
Charles Linnaeus Benedict New York New York Orientale 9 marzo 1865 1º gennaio 1897
Thomas Jefferson Boynton Florida Florida Meridionale 19 ottobre 1863[74] 1º gennaio 1870
Jonathan Russell Bullock Rhode Island Rhode Island 11 febbraio 1865 15 settembre 1869
Richard Busteed Alabama Alabama Settentrionale
Alabama Centrale
Alabama Meridionale
17 novembre 1863[74] 20 ottobre 1874
Henry Clay Caldwell Arkansas Arkansas Orientale
Arkansas Occidentale
20 giugno 1864 13 marzo 1890
3 marzo 1871[75]
David Kellogg Cartter Washington D.C. Washington D.C. 11 marzo 1863 16 aprile 1887
Mark W. Delahay Kansas Kansas 6 ottobre 1863[76] 12 dicembre 1873
Edward Henry Durell Louisiana Louisiana Orientale 20 maggio 1863[77] 4 dicembre 1874[78]
Richard Stockton Field New Jersey New Jersey 14 gennaio 1863 25 aprile 1870
George Purnell Fisher Washington D.C. Washington D.C. 11 marzo 1863 1º maggio 1870
Philip Fraser Florida Florida Settentrionale 17 luglio 1862 26 luglio 1876
Fletcher Mathews Haight California California Meridionale 5 agosto 1861 23 febbraio 1866
John Jay Jackson Jr. Virginia Virginia Occidentale 3 agosto 1861 15 marzo 1905[79]
Arnold Krekel Missouri Missouri Occidentale 9 marzo 1865 9 giugno 1888
George Washington Lane Alabama Alabama Settentrionale
Alabama Centrale
Alabama Meridionale
28 marzo 1861 12 novembre 1863[80]
John Lowell Montana Montana 11 marzo 1865 9 gennaio 1879
David McDonald Indiana Indiana 13 dicembre 1864 25 agosto 1869
Abram Baldwin Olin Washington D.C. Washington D.C. 11 marzo 1863 13 gennaio 1879
Caleb Blood Smith Indiana Indiana 22 dicembre 1862 7 gennaio 1864
Connally Findlay Trigg Tennessee Tennessee Orientale
Tennessee Centrale
Tennessee Occidentale
17 luglio 1862 25 aprile 1880
25aprile 1880
14 giugno 1878[81]
John Curtiss Underwood Virginia Virginia Orientale 27 marzo 1863[82] 7 dicembre 1873[79]
Albert Smith White Indiana Indiana 18 gennaio 1864 4 settembre 1864
Archibald Williams Kansas Kansas 12 marzo 1861 21 settembre 1863
Solomon Lewis Withey Michigan Michigan Occidentale 11 marzo 1863 25 aprile 1886
Andrew Wylie Washington D.C. Washington D.C. 18 marzo 1863[74] 1º maggio 1885

Nuove agenzie federali[modifica | modifica wikitesto]

Tra le agenzie federali stabilite o che hanno iniziato le operazioni durante la presidenza di Lincoln ci sono:

Emendamenti costituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 gennaio del 1865 il Congresso riunito in sede congiunta approvò un emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d'America che abolì defintivamente la schiavitù negli Stati Uniti d'America e la "servitù involontaria" - ad eccezione della forma assunta come punizione per un reato - e lo presentò alle singole legislature statali per la ratifica di prammatica[83].

L'emendamento sarà successivamente ratificato il 6 dicembre del 1865, diventando il XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America[83].

La situazione degli Stati Uniti d'America nell'ottobre del 1864, dopo l'ammissione del Nevada. In rosa l'Unione, in verde gli Stati Confederati d'America, in marrone i territori non ancora organizzati, in rosso la situazione dell'Arkansas nella guerra di secessione americana e quella del Missouri nella guerra di secessione americana.

Nuovi Stati ammessi nell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Evoluzione territoriale degli Stati Uniti d'America, Regioni storiche degli Stati Uniti d'America e Stati per data di entrata negli Stati Uniti d'America.

Due nuovi Stati federati furono ammessi nell'Unione, mentre Lincoln si trovava in carica

La bandiera degli Stati Uniti d'America a 35 stelle inaugurata nel 1863.

Il 13 maggio del 1862 l'Assemblea Generale del governo restaurato della Virginia adottò un atto che concedeva il permesso per la creazione della Virginia Occidentale[85]. Più tardi, con la sua sentenza Virginia contro West Virginia (1871), la Corte suprema degli Stati Uniti d'America affermò implicitamente che le contee che avevano abbandonate la Virginia secessionista odevano dei necessari consensi popolari per diventare uno Stato separato[86]. La Virginia Occidentale è uno dei tre Stati che si sono creati a seguito dell'uscita da Stati pre-esistenti (gli altri sono il Kentucky e il Maine).

  • Nevada Nevada - Dal 31 ottobre del 1864[87] in qualità di 36º Stato federato.

Il Congresso approvato l'atto che autorizzava il territorio del Nevada a formare un governo statale nel marzo 1864; una legislazione simile venne approvata anche per il Territorio del Colorado e per il Territorio del Nebraska. La Convenzione costituzionale del Nebraska votò contro l'applicazione, mentre gli elettori del Colorado respinsero la costituzione statale proposta, quindi solo il Nevada poté diventare uno degli Stati federati degli Stati Uniti d'America durante la presidenza di Lincoln[88][89].

Guerra civile[modifica | modifica wikitesto]

Fort Sumter negli anni 1930.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cronologia della guerra di secessione americana e Svolgimento della guerra di secessione americana.

Attacco a Fort Sumter[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Fort Sumter.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima delle elezioni di novembre il comandante in comandante generale dell'esercito statunitense Winfield Scott stilò un memorandum per il presidente Buchanan (che venne successivamente portato all'attenzione di Lincoln) in cui avvertì che vi era il pericolo concreto di "sequestro di un certo numero di fortificazioni federali sul fiume Mississippi e sulla costa orientale, incluse le installazioni vulnerabili al porto di Charleston (Carolina del Sud)".

Scott pertanto raccomandò caldamente che "tutte quelle opere debbano immediatamente essere guarnite in modo da evitare qualsisi tentativo di essere catturati con attacchi di sorpesa o colpi di mano ridicoli"[90]. Buchanan respinse i suggerimenti di Scott come provocazioni nei confronti del Sud[91].

Il giorno prima dell'insediamento Scott scrisse a Seward per suggerire che Fort Sumter venisse abbandonato, intravedendo 4 opzioni possibili per la nuova amministrazione[92]:

  • a) un'operazione miltare a pieno titolo per sottomettere il Sud;
  • b) la veloce approvazione del "Compromesso Crittenden" per riconquistare all'Unione gli Stati separati;
  • c) la chiusura forzosa dei porti meridionali per farvi giungere navi dal Nord;
  • d) concedere ai 7 Stati sudisti che avevano dichiarato la secessione di potersene andare in pace.
Il maggiore Robert Anderson, comandante della guarnigione di Fort Sumter.

Decisione di aiutare il forte[modifica | modifica wikitesto]

Lincoln si concentrò sulla questione più immediata di mantenere o far evacuare il forte. Quando assunse l'ufficio 7 Stati avevano dichiarato la loro secessione, facendo porre sotto sequestro preventivo tutte le proprietà federali poste all'interno dei propri limiti territoriali; questo ad eccezione di Fort Sumter, Fort Pickens vicino a Pensacola e due piccole fortificazioni nelle Florida Keys.

Qualsiasi speranza sul fatto che Lincoln avrebbe potuto usare il tempo a suo vantaggio per poter affrontare la crisi istituzionale si spezzò definitivamente dopo la prima giornata in carica, quando lesse una lettera del maggiore Robert Anderson - il comandante di Fort Sumter - la quale affermava che le sue truppe avrebbero esaurito gli approvigionamenti entro 4 o 6 settimane[93].

In una riunine del 7 marzo Scott e Joseph Gilbert Totten, ingegnere capo dell'esercito, dichiararono che rafforzare semplicemente la fartezza non fosse possibile, anche se Welles ed il suo assistente capo Silas Horton Stringham non si trovarono d'accordo. Scott consigliò al presidente di far inviare una grande flotta con 25.000 uomini con diversi mesi di addestramento alle spalle per difendere la fortezza. Il 13 di marzo Montgomery Blair, il più deciso e fiero sostenitore governativo della permanenza a Fort Sumter, presentò a Lincoln il cognato Gustavus Fox[94].

Il battaglione di Cassius Marcellus Clay posto a presidio della Casa Bianca nell'aprile del 1861.

Questi presentò un piano per portare al forte un rifornimento navale ed un suo rafforzamento militare. Il piano venne approvato da Scott nel corso dell'ultimo mese della precedente amministrazione, ma Buchanan l'aveva infine respinto; Scott aveva già informato Lincoln che era oramai troppo tardi per metterlo in esecuzione, ma il presidente si dimostrò invece ricettivo nei confronti della proposta[95].

Il progetto fu discusso in una riunione di governo e il presidente il 15 di marzo chiese a ciascun membro di fornire una risposta scritta alla domanda: "supponendo che sia ancora possibile rifornire Fort Sumter sotto ogni circostanza, è saggio tentarlo?"" Solo Blair diede la sua approvazione incondizionata al piano. Non venne raggiunta alcuna decisione vincolante, anche se Lincoln confidò almeno ad un congressista che se si fosse trovato nelle condizioni di dover cedere Sumter, tenere in mano Fort Pickens avrebbe allora ancor più assunto uno specifico significato simbolico.

Nel frattempo Lincoln inviò personalmente Fox a Charleston per parlare con Anderson e valutare autonomamente la situazione[96]. Inviò anche gli amici dell'Illinois Stephen Augustus Hurlbut e Ward Hill Lamon alla stessa città in una missione separata d'intelligence; le raccomandazioni di ritorno furono che il raffozamento militare risultasse quantomai necessario, dal momento che il sentimento secessionista era alto e la conseguente minaccia nei confronti del forte assai probabile e del tutto fattibile (ciò nonostante i dubbi in proposito che permanevano da parte di Anderson)[97].

Il 28 marzo però Scott raccomando che sia Pickens sia Sumter venissero invece abbandonati, basando quest'ultima sua secisione su basi preminentemente politiche più che militari. Il giorno seguente un Lincoln profondamente turbato presentò la proposta di Scott al Gabinetto; Blair, Welles e Chase chiesero congiuntamente di inviare al più presto i rinforzi; Bates pronunciò frasi sconnesse; Cameron non era presente; mentre Seward e Smith si opposero ai rifornimenti. Più tardi in quello stesso giorno il presidente diede a Fox l'ordine d'iniziare a raggruppare uno squadrone da mandare a rinforzo del forte[98].

La bandiera degli Stati Confederati d'America sventola all'interno di Fort Sumter dopo la sua occupazione da parte dei sudisti.

Resa del forte[modifica | modifica wikitesto]

La partenza effettiva dello squadrone venne si rese più complessa dal fallimento di poter comunicare efficamente tra Lincoln, Welles, Seward e gli uomini che stavano ultimando i preparativi della spedizione; i beni necessari furono diretti erroneamente in una missione separata verso Fort Pickens[99]. Il 6 aprile, con la guarnigione pronta alla partenza, Lincoln inviò il cancelliere del "Dipartimento di Stato" Robert S. Chew ad incontrare il governatore della Carolina del Sud Francis Wilkinson Pickens per fargli recapitare la seguente dichiarazione:

« "sono inviato secondo le direttive del Presidente degli Stati Uniti per avvisarti che ci si aspetta un tentativo di rifornire Fort Sumter con tutte le vettovaglie; se non ci sarà alcuna opposizione a tale tentativo, non ci si sforzerà di lanciare all'attacco uomini, armi o munizioni, senza ulteriori preavviso, se non in caso di attacco al Forte ed essendovi costretti"[100]. »

Interno di Fort Sumter (2012).

Il messaggio fu consegnato l'8 di aprile[101]. Le informazioni vennero trasmesse via telegrafo quella stessa notte al presidente confederato Jefferson Davis che si trovava a Richmond (Virginia). Il Gabinetto confederato si era già riunito per discutere sulla crisi di Sumter e il 10 di aprile Davis decise di chiedere ufficialmente la capitolazione del forte e di bombandarlo se la risposta fosse stata negativa[102].

L'attacco alla fortezza prese il via il 12 di aprile e il fortino si arrese il giorno seguente. La spedizione i soccorso inviata dall'Unione giunse troppo tardi per poter intervenire[103]: la battaglia di Fort Sumter decretò l'inizio della guerra di secessione americana.

Fasi belliche iniziali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Organizzazione militare della guerra di secessione americana e Abraham Lincoln § Strategia militare dell'Unione.

Poco dopo la caduta di Fort Sumter Lincoln emanò un proclama invocante una forza di 75.000 militari statali per un'opera di servizio nei termini di 3 mesi. Mentre gli Stati settentrionali accolsero la richiesta radunando gli effettivi, gli Stati confinanti come il Missouri si rifiutarono di fornire i soldati. Il presidente radunò il Congresso in una sessione speciale che avrebbe dovuto iniziare i lavori a luglio; anche se un Congresso in sessione avrebbe potuto influenzare la propria libertà d'azione Lincoln ne aveva bisogno per far autorizzare l'emissione di fondi per poter combattere contro la Confederazione[104].

Su consiglio di Winfield Scott chiese ad un alleato politico di offrire al generale Robert Edward Lee il comando delle forze unioniste; ma questi scelse alla fine di servire la Confederazione. I soldati dell'Unione presenti negli Stati meridionali si trovarono costretti a bruciare le strutture federali per impedire alle forza sudiste di prenderne il controllo, mentre i simpatizzanti confederali scatenarono una rivolta a Baltimora[105].

Per assicurare la sicurezza della capitale il presidente sospese l'habeas corpus nel Maryland ed ignorò un ordine del tribunale che gli imponeva di liberare un prigioniero detenuto senza equo processo. Mentre Lincoln lott per far mantenere l'ordine pubblico nel Maryland e nelle altre zone di confine la Virginia, la Carolina del Nord, l'Arkansas e il Tennessee si seprarono dall'Unione. Il Nord Carolina fu l'ultimo Stato che si separò, il 20 di maggio[106].

Cartolina satirica del 1863 che ritrae Lincoln abbigliato da donna: "Questa è la sostanza della questione".

Con la secessione effettiva di diversi Stati i repubblicani poterono godere di ampie maggioranze in entrambe le aule del Congresso. Inoltre gli "War Democrat" come Andrew Johnson forniranno il loro sostegno per molte delle politiche assunte da Lincoln, anche se i democratici Copperheads supportarono di contro l'immediata pacificazione con la Confederazione[107].

Fin dal principio risultò essere fin troppo chiaro che sarebbe stato essenziale il sostegno bipartisan, sia per il succeso nello sforo bellico che per qualsiasi altra azione di governo, come ad esempio la nomina dei generali che avrebbe potuto alienargli le fazioni su entrambi i lati dello schieramento (moderati e radicali)[108]. Lincoln nominò diversi generali dietro pressioni politiche, per favorire i vari gruppi, ma soprattutto i democratici unionisti rimasti[109].

A luglio il Congresso approvò le proposte di guerra fornendo stanziamenti per l'espansione dell'esercito fino a 500.000 uomini[110]. Organizzare le forze armate si sarebbe rivelata una grossa sfida sia per il presidente che per il "Dipartimento della Guerra"; molti ufficiali di carriera cercarono di resistere al controllo civile, mentre d'altro canto le milizie statali tentarono di agire autonomamente[111].

Ben sapendo che la vittoria finale sarebbe dipesa dal supporto concesso dai funzionari locali nella mobilitazione Lincoln utilizzò poteri di patrocinio e diplomazia personale per assicurarsi che i leader settentrionali rimanessero impegnati nel favorire gli sforzi bellici[112].

Dopo essere riuscito a radunare il Nord contro la secessione il presidente decise di attaccare la capitale confederale situata all'incirca a 100 miglia di distanza da Washington.

Lincoln rimase assai deluso dalle condizioni in cui si trovavano i dipartimenti della guerra e della marina e Scott non mancò di consigliare che all'esercito occorresse più tempo per potersi addestrare al meglio, ma il presidente ordinò comunque un'offensiva; mentre Scott non fu in grado di guidare le truppe Irvin McDowell prese il comando di una truppa i 30.000 uomini e si diresse verso Sud, dove si scontrò con le forze di Pierre Gustave Toutant de Beauregard[113].

La cavalleria federale sul sito della prima battaglia di Bull Run.


Alla Prima battaglia di Bull Run (21 luglio del 1861) la Confederate States Army affrontò l'Union Army e gli inflisse una dura sconfitta; ogni residua speranza su una rapida conclusione del conflitto parve del tutto inaspettatamente svanire come neve al sole[114].

A seguito della secessione degli ultimi 4 Stati dopo l'episodio di Fort Sumter Lincoln si preoccupò seriamente della possibilità che gli Stati cuscinetto nella guerra di secessione americana rappresentati dal Delaware, dal Maryland, dal Kentucky e dal Missouri potessero alfine scegliere di dare a loro volta la propria adesione alla Confederazione. Di questi 4 quello che si trovava in una situazione più favorevole all'Unione era il Delaware, che aveva una posizione unionista proporzionalmente maggioritaria. A causa della sua posizione il Maryland rimase invece in una posizione critica[115].

Lincoln continuò a reprimere i simpatizzanti meridionali dello Stato, ma lo storico Ronald White non manca anche di far notare la tenacia dimostrata dal presidente nel rifiutarsi di far adottare misure sempre più severe; l'elezione a governatore del Maryland dell'unionista Augustus Bradford a novembre assicurò di fatto che il paese avrebbe continuato a far parte dell'Unione[116].

Ma forse ancor più critica del Maryland fu la situazione del Kentucky, che forniva l'accesso indispensabile alle vie fluviali e serviva come una porta d'ingresso al Tennessee e a tutto il Midwest. Sperando di evitare di sconvolgere il delicato equilibrio dello Stato Lincoln ordinò pubblicamente ai leader militari di rispettare minuziosamente la dichiarata neutralità del Kentucky; in silenzio fornirà però tutto l'aiuto necessario ai propri sostenitori locali[117].

Il generale John Charles Frémont, 1° candidato ufficiale del Partito Repubblicano alle elezioni presidenziali del 1856.

I Confederati saranno i primi a violare questa neutralità, riuscendo ad affermare il loro controllo su Columbus (Kentucky), mentre l'Unione avrebbe risposto catturando l'importante città di Paducah (Kentucky). Così come il Kentucky anche il Missouri controllava l'accesso ai fiumi chiave, avendo inoltre una grande popolazione di filo-confederati. Lincoln nominò John Charles Frémont per assicurare l'area al controllo unionista, ma il generale finì con l'alienarsi molti per aver fatto dichiarare la legge marziale ed aver rilasciato un proclama che liberava gli schiavi appartenenti ai ribelli[118].

Il presidente dovette rimuovere Frémont dall'incarico e revocare i suoi editti, ma il Missouri emerse sempre più come lo Stato maggiormente problematico tra quelli confinanti.

Teatro orientale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Teatro Orientale della guerra di secessione americana.
Il generale George McClellan (al centro) assiene a (da sinistra a destra) George Webb Morell, A.V. Colburn, McClellan, Nelson Borman Sweitzer, Francesco d'Orléans (figlio dell'ex re Luigi Filippo di Francia) e, all'estrema destra, il nipote del principe Luigi Filippo Alberto d'Orléans.

Campagna peninsulare[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campagna peninsulare.

Dopo la sconfitta a Bull Run Lincoln convocò George McClellan per sostituire McDowell; questi aveva già vinto battaglie minori nella Campagna della Virginia Occidentale; il che aveva consentito allo Stato unionista di tenere la "Conferenza di Wheeling" (13 al 15 maggio) e alla fine dichiarare la sua separazione dalla Virginia[119]. Con il pieno sostegno di Lincoln McClellan respinse il Piano Anaconda di Scott, proponendo invece una penetrazione in territorio virginiano che - secondo lui - avrebbe velocemente concluso la guerra con una grande battaglia campale entro l'estate[120].

A seguito del ritiro dello stesso Scott alla fine dell'anno il presidente nominò McClellan Comandante generale dell'esercito statunitense[121], un giovane diplomato all'United States Military Academy di West Point (New York), dirigente ferroviario e democratico della Pennsylvania; impiegò diversi mesi per pianificare e tentare una "campagna peninsulare" (marzo-luglio 1862), un tempo di gran lunga maggiore di quello richiesto con insistenza dal presidente.

L'obiettivo primario avrebbe dovuto essere quello di conquistare velocemente Richmond (Virginia), spostando l'Armata del Potomac in barca nella Virginia Peninsula e poi via terra in direzione della capitale coonfederata. Ma i ripetuti ritardi del comandante frustrarono sia Lincoln che il Congresso degli Stati Uniti d'America, ancor più crescente a riguardo della sua posizione che voleva nessuna truppa essere necessria per difendere la capitale federale[122].

Nel gennaio del 1862 Lincoln, esasperato da mesi di completa inattività, ordinò categoricamente a McClellan di dare il via all'offensiva al massimo entro la fine di febbraio[123]; quando il generale non si decise acora a lanciare il suo attacco i membri più impazienti e radicali del Congresso invitarono caldamente il presidente a sostituirlo con McDowell o Frémont, ma Lincoln decise di mantenerlo nelle sue funzioni in qualità di capo dell'"Armata del Potomac" in quanto lo reputò, nonostante tutto, pur sempre al di sopra di quei due generali che sentiva già come irrimediabilmente falliti.

Il professore di meteorologia Thaddeus C. S. Lowe sale con la sua mongolfiera Intrepid per poter osservare meglio dall'alto la battaglia di Seven Pines.

Fece tuttavia rimuovere McClellan da comandante generale a maggio, lasciando così vacante l'ufficio; egli si era alfine mosso contro le forze confederate a marzo, mentre alla fine di maggio l'Armata del Potomac combatté la sanguinosa battaglia di Seven Pines. Al termine di questo scontro Robert Edward Lee assunse il comando delle forze confederate in territorio virginiano e le guidò alla vittoria nelle battaglie dei Sette Giorni (25 giugno-1º luglio del 1862). In tal modo si chiuse definitvamente la "Campagna peninsulare"[124].

Seconda Bull Run, Antietam e Fredericksburg[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Seconda battaglia di Bull Run, Battaglia di Antietam e Battaglia di Fredericksburg.

Alla fine di giugno, mentre l'Armata del Potomac stava ancora combattendo la "Battaglia dei sette giorni", Lincoln nominò John Pope al comando dell'Armata della Virginia appena formata. L'11 di luglio il presidente convocò Henry Halleck dal fronte occidentale per fargli assumere il comando dell'Union Army; subito dopo chiese a Ambrose Burnside di sostituire McClellan ma questi, che era un intimo amico del collega, inizialmente declinò l'incarico[125].

Le forze di Pope si mossero nuovmente verso Sud in direzione di Richmond e alla fine di agosto l'Armata virginiana si scontrò contro i confederati nel 2º scontro davanti al ruscello Bull Run (28-30 agosto del 1862); il risultato fu un'altra grande sconfitta per l'Unione. Come conseguenza diretta Lincoln si rivolse nuovamente a McClellan mettendolo alla guida sia dell'Armata della Virginia che di quella del Potomac[126].

Lincoln, seduto all'interno dela tenda da campo di fronte a George McClellan dopo la Battaglia di Antietam.

Due giorni dopo il ritorno di McClellan al comando le forze del generale Lee attraversarono il fiume Potomac portando alla battaglia dell'Antietam del 17 settembre (parte della Campagna del Maryland)[127]; la conseguente vittoria unionista fu tra le più sanguinose della storia statunitense fino a quel momento, ma permise al presidente di far annunciare che avrebbe emesso quanto prima un Proclama di emancipazione (22 settembre, effettivo a partire dal 1º gennaio del 1863)[128].

Allan Pinkerton, Lincoln e John Alexander McClernand nelle retrovie del torrente Antietam.

Dopo la battaglia McClellan resistette alle richieste di Lincoln di inseguire l'esercito di Lee che batteva in ritirata e di esporlo al fuoco di ritorno[129]. A seguito dele elezioni a medio termine del 1862 il presidente, decisamente irritato per la continua inattività di McClellan, lo fece infine sostituire con Burnside[130].

Ma contro il consiglio di mantenere una strategia di massima cautela espressogli dal presidente il nuovo comandante scatenò del tutto prematuramente un'offensiva nelle immediate vicinanze del fiume Rappahannock; sarà spettacolarmente sconfitto da Lee nei dintorni di Fredericksburg (battaglia di Fredericksburg, 11-15 dicembre).

Non solo Burnside rimase sconfitto sul campo, ma i suoi sottoposti ebbero anche forti moti di malcontento ed estrema indisciplinatezza; vi saranno migliaia di disertori, renitenti e insubordinati per tutto il 1863 e ad un ritmo di crescita costante[131]. La sconfitta amplificò inoltre le critiche dei repubblicani più radicali come Lyman Trumbull e Benjamin Wade i quali accusarono Lincoln di aver manovrato male le direttive d'azione, in particolar modo per quanto riguardava la scelta dei generali[132].

Discorso di Gettysburg

Or sono sedici lustri e sette anni che i nostri avi costruirono su questo continente una nuova nazione, concepita nella Libertà e votata al principio che tutti gli uomini sono creati uguali. Adesso noi siamo impegnati in una grande guerra civile, la quale proverà se quella nazione, o ogni altra nazione, così concepita e così votata, possa a lungo perdurare.

Noi ci siamo raccolti su di un gran campo di battaglia di quella guerra. Noi siamo venuti a destinare una parte di quel campo a luogo di ultimo riposo per coloro che qui dettero la loro vita, perché quella nazione potesse vivere. È del tutto giusto e appropriato che noi compiamo quest'atto. Ma, in un senso più ampio, noi non possiamo inaugurare, non possiamo consacrare, non possiamo santificare questo suolo.

I coraggiosi uomini, vivi e morti, che qui combatterono, lo hanno consacrato, ben al di là del nostro piccolo potere di aggiungere o portar via alcunché. Il mondo noterà appena, né a lungo ricorderà ciò che qui diciamo, ma mai potrà dimenticare ciò che essi qui fecero. Sta a noi viventi, piuttosto, il votarci qui al lavoro incompiuto, finora così nobilmente portato avanti da coloro che qui combatterono.

Sta piuttosto a noi il votarci qui al grande compito che ci è dinnanzi: che da questi morti onorati ci venga un'accresciuta devozione a quella causa per la quale essi diedero, della devozione, l'ultima piena misura; che noi qui solennemente si prometta che questi morti non sono morti invano; che questa nazione, guidata da Dio, abbia una rinascita di libertà; e che l’idea di un governo del popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire dalla terra (Testo con audio su Wikisource).

Campagna di Gettysburg[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campagna di Gettysburg.

Dopo Fredericksburg Lincoln inizialmente mantenne Burnside al comando, ma nel gennaio del 1863 lo assegnò al fronte occidentale a seguito della Marcia nel fango, un tentativo abortito sul nascere di comunciare una nuova offensiva. Il presidente sostituì Burnside con Joseph Hooker il quale fino ad allora aveva servito in diverse battaglie del fronte occidentale[133]. Con la guerra che si trascinava molto più del previsto e in una maniera decisamente inconcludente Lincoln firmo la Enrollment Act la quale prevedeva la prima coscrizione della storia statunitense[134].

Il progetto di legge avrebbe scatenato delle dure reazioni, tra cui i gravi disordini di New York, ma scoppiati anche in altre località. Ad aprile Hooker iniziò la sua offensiva verso Richmond e l'Union Army si scontrò con le truppe di Lee nella battaglia di Chancellorsville (30 aprile-6 maggio del 1863); nonostante si trovasse in possesso di un esercito più numeroso l'Unione subì l'ennesima battuta d'arresto, anche se la Confederate States Army subì un nmero maggiore di vittime tra le quali vi fu anche il generale "Stonewall" Thomas Jonathan Jackson[135].

Dopo la vittoria confederata Lee decise di prendere l'iniziativa lanciando a giugno la "campagna di Gettysburg"; egli sperò che le vittorie confederate nel corso dell'offensiva avrebbero potuto rfforzare gli oppositori politici di Lincoln e convincere il Nord che l'Unione non sarebbe mai riuscita a vincere la guerra. Dopo che Hooker non fu capace di fermare Lee nelle prime fasi della sua avanzata il presidente lo sostituì con George G. Meade; Lee guidò il proprio esercito in Pennsylvania inseguito dall'Armata del Potomac di Meade. Mentre molti nel Nord si agitarono, Lincoln intravide l'opportunità di infliggere serie perdite ai confederati e ne colse pertanto l'occasione al balzo[136].

I due schieramenti si affrontarono faccia a faccia nella battaglia di Gettysburg il 1º luglio del 1863. Lo scontro continuò per 3 giorni consecutivi e causò il maggior numero di vittime della guerra. Insieme alla vittoria unionista nella battaglia di Vicksburg dopo un lungo assedio da parte di Grant, l'evento di Gettysburg (Pennsylvania) viene spesso definito come il punto di svolta del conflitto; sebbene la battaglia si concluse con il ritiro confederato Lincoln rimase costernato per il fatto che Meade non fosse però riuscito ad annientare completamente il nemico[137].

Tuttavia considerando il generale un comandante competente nonostante l'inseguimento di Lee fosse fallito gli permise di rimanere alla guida dell'Armata del Potomac. Il fronte orientale sarebbe rimasto bloccato in una situazione di stallo totale per tutto il resto del 1863.

La folla assiepata per ascoltare il discorso di Gettysburg. Lincoln è indicato dalla freccia rossa al centro.

Il 17 novembre del 1863 il presidente venne invitato a Gettysburg per dedicare il primo cimitero nazionale e onorare i soldati caduti. Il messaggio ivi espresso diventò una dichiarazione fondamentale dei valori politici americani; sfidando la previsione che "il mondo ci noterà poco e non ricorderà molto quello che noi diciamo qui oggi" questo comizio diventerà il discorso maggiormente citato dell'intera storia americana[138]. In 272 parole per 3 minuti di tempo Lincoln ebbe ad affermare che la nazione fosse sorta non nel 1789 - vale a dire con la ratifica della Costituzione degli Stati Uniti d'America - bensì con la Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America del 1776.

Definì l'attuale stato bellico come uno sforzo diretto verso i principi fondamentali di "Libertà" e "Uguaglianza sociale" per tutti; l'emancipazione degli schiavi afroamericani diventò oramai parte fondante dell'impegno di guerra; dichiarò che la caduta di tanti soldati coraggiosi alla fine non si sarebbe rivelata vana, che la schiavitù negli Stati Uniti d'America avrebbe avuto definitivamente termine e che il futuro democratico del mondo sarebbe stato assicurato, che "il governo del popolo, dal popolo e per il popolo" non perirà né si estinguerà mai dalla terra. Concluse affermando che la guerra civile aveva un obiettivo profondo: una nuova nascita della libertà nella nazione[139][140].

Nonostante diverse sconfitte subite nel Teatro Orientale, l'Unione ebbe un notevole successo nel Teatro Occidentale, assumendo il controllo del Tennessee e del Mississippi entro la fine del 1863.

Teatro occidentale e blocco navale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Operazioni navali nella guerra di secessione americana e Teatro Occidentale della guerra di secessione americana.

Rispetto al Teatro Orientale della guerra di secessione americana Lincoln esercitò un controllo meno diretto sulle operazioni che avvennero ad Ovest dei Monti Appalachi. Verso la fine del 1861 ordinò a Don Carlos Buell, comandante del Dipartimento dell'Ohio e a Henry Halleck, sostituto di Frémont al comando del Dipartimento del Missouri, di coordinare il sostegno agli Unionisti presenti nel Kentucky e nel Tennessee orientale[141].

Il generale Ulysses S. Grant si guadagnò rapidamente l'attenzione del presidente ottenendo un netto successo nella Battaglia di Fort Henry (6 febbraio del 1862), la prima vittoria significativa dell'Unione e subito dopo nella Battaglia di Fort Donelson (11-16 febbraio).[142]. I confederati si spinsero all'interno del Missouri all'inizio del conflitto con la Battaglia di Pea Ridge (7-8 marzo)[143].

L'Ammiraglio Unionista David G. Farragut.

In aprile l'Union Navy sotto il comando di David G. Farragut ebbero la ventura di catturare l'importante città portuale di New Orleans[144]. Grant nel frattempo ottenne ulteriori vittorie nella Battaglia di Shiloh (6-7 aprile)[145] e nell'assedio e successiva Battaglia di Vicksburg (14 maggio-4 luglio 1863) a costo di grandi sforzi, il che cementò il controllo dell'Unione su tutto il corso del fiume Mississippi; quest'ultimo evento viene considerato dagli analisti come uno dei punti di svolta dell'intero teatro delle operazioni[146].

Nell'ottobre del 1863 Lincoln nominò Grant comandante dell'appena creata "Divisione del Mississippi", dandogli in tal maniera il pieno controllo del fronte occidentale[147]. Grant e i generali Hooker, George H. Thomas e William Tecumseh Sherman condussero l'Unione ad un'altra grande vittoria nella Campagna di Chattanooga svoltasi nel novembre seguente e poi cacciando definitivamente il nemico dal resto del Tennessee[148]. La presa di Chattanooga lasciò la Georgia vulnerabile agli attacchi, aumentando la possibilità di una marcia serrata degli unionisti in direzione dell'Oceano Atlantico e tagliando così in due la Confederazione[149].

Il generale Unionista William Tecumseh Sherman.

Già a partire dall'aprile del 1861 Lincoln aveva annunciato il blocco di tutti i porti meridionali; le navi mercantili, non potendo ottenere più alcuna assicurazione d'incolumità, iniziarono ad evitare sempre più quelle rotte facendo così praticamente terminare il traffico commerciale marittimo col Sud. I sudisti condussero assai maldestramente le esportazioni di cotone prima dell'embargo attuato nel 1861, quando il blocco si rivelò sempre più efficace; nel momento stesso in cui compresero l'errore era oramai troppo tardi[150].

"King Cotton" morì, con il Sud che riuscì ad esportare meno del 10% del suo cotone. Il blocco navale serrò i 10 maggiori porti confederati; pressoché l'intero quantitativo di prodotto non poté più essere trasportato per via ferroviaria in direzione di New Orleans, Mobile e Charleston. A giugno del 1861 le corazzate Nordiste stazionavano stabilmente nei principali scali portuali meridionali; un anno dopo ne furono in servizio quasi 300[151].

L'autore Surdam sostiene che il blocco fu un'arma quantomai potente, che alla fine rovinò l'economia meridionale e il tutto con un costo minimo di vite perdude in combattimento. Nella pratica l'intera coltura cotonifera rimase inutilizzata (anche se successivamente venne venduta ai commercianti unionisti) e costando alla Confederazione la perdita della sua fonte di reddito primaria. Le importazioni basilari scarseggiarono e il mercato costiero in gran parte terminò[152].

La misura del successo ottenuto non venne scalfita dalle poche imbarcazioni che furono capaci di eludere il blocco; migliaia di avigli rimase improvvisamente inutilizzati. Le navi mercantili di proprietà europea non poterono ottenere assicurazioni e furono troppo lente per tentare di sfuggire al controllo; smisero semplicemente del tutto di attraccare ai porti confederati[153].

Ulysses S. Grant e Robert Edward Lee, i due grandi avversari.

Grant assume il comando[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ulysses S. Grant § Campagna di Chattanooga e promozione.

Grant era uno dei pochi generali che Lincoln non conoscesse ancora personalente e il presidente non era in grado di visitare il fronte occidentale, ma egli apprezzò molto i suoi successi nei campi di battaglia e questo nonostante le varie rimostranze espresse dalle altre armate[154]; rispondendo alle critiche mossegli dopo Shiloh il presidente ebbe a dichiarare: "non posso fare a meno di quest'uomo, egli sa combattere"[155].

Nel marzo del 1864 Grant venne convocato a Washington per prendere il posto di Halleck in qualità di comandante generale dell'esercito statunitense[156]; a Meade rimase il comando formale dell'Armata del Potomac, anche se Gran avrebbe desiderato condurre direttamente anche le sue azioni. Lincoln riuscì poi ad ottennere il consenso del Congresso per far reintegrare Grant nel grado di luogotenente generale, che nessun militare aveva mai detenuto dai tempi di George Washington[157].

Grant ordinò senza mezzi termini a Meade di distruggere l'esercito di Lee, mentre mandò Sherman a comandare le forze unioniste nel fronte occidentale col compito preciso di catturare Atlanta. Lincoln approvò completamente la nuova strategia che si concentrava sull'annientamento degli eserciti Confederati piuttosto che sulla ipotetica conquista delle città prese singolarmente[158].

Afroamericani che raccolgono le spoglie dei soldati rimasti uccisi nella battaglia di Cold Harbor l'anno precedente. Foto di John Reekie (aprile 1865).[159]

Due mesi dopo aver avuto la promozione Grant intraprese la sua sanguinosa Campagna terrestre; essa fu spesso caratterizzata come una "guerra di logoramento" e richiese un alto contributo di vite umane alla Battaglia del Wilderness (5-7 maggio 1864) e alla Battaglia di Cold Harbor (31 maggio-12 giugno). Anche se ebbero il vantaggio di combattere in stato difensivo le forze Confederate ebbero "quasi la stessa percentuale elevata di vittime delle forze Unioniste"[160].

Le perdite gravose allarmarono molti nel Nord, mentre Grant perse 1/3 del proprio esercito. Quando Lincoln gli chiese quali fossero i suoi piani il generale rispose: "propongo di combattere su tutta la linea per l'intera durata dell'estate"[161]; nonostante le pesanti perdite subite il presidente continuò a sostenerlo[162].

Il presidente Lincoln con, da sinistra, i generali William Tecumseh Sherman e Ulysses S. Grant più l'ammiraglio David Dixon Porter. Dipinto di George Peter Alexander Healy del 1868 che ritrae la riunione del marzo 1865 avenuta a bordo della River Queen.

Sherman intanto guidava le sue formazioni da Chattanooga in direzione di Atlanta sconfiggendo Joseph Eggleston Johnston e John Bell Hood lungo il cammino; la vittoria nella Battaglia di Atlanta (22 luglio) rafforzo notevolmente il morale degli Unionisti, spezzando il pessimismo che aveva ripreso piede agli inizi dell'anno[163]. Hood lasciò l'area di Atlanta per muoversi e minacciare le linee dei rifornimenti di Sherman e nella Campagna di Franklin-Nashville (settembre-dicembre) minacciò seriamente il Tennessee.

John Schofield sconfisse Hood alla Battaglia di Franklin (30 novembre), mentre George H. Thomas affrontò lo stesso Hood alla Battaglia di Nashville (15-16 dicembre) infliggendo ai sudisti una delle sconfitte più pesanti dall'inizio della guerra, una buona parte dell'Armata nemica fu infatti distrutta[164]. Lincoln autorizzò l'Union Army ad indirizzare l'attenzione alle infrastrutture confederate - piantagioni, ferrovie e ponti - sperando in tal modo di romperne il morale e indebolirne ulteriormente la capacità economica di far proseguire il conflitto.

Lasciando ad Atlanta una base di approvigionamento l'esercitò di Sherman marciò verso una destinazione che rimase pe lo più sconosciuta, spogliando lungo il tragitto della Marcia verso il mare di Sherman almeno il 20% delle aziende agricole della Georgia; raggiunse l'Oceano Atlantico all'altezza di Savannah a dicembre. Da qui riprese il cammino verso il Nord attraversando la Carolina del Sud e la Carolina del Nord per avvicinarsi alle linee Confederate situate nella Virginia meridionale e sorprenderle alle spalle. La pressione sull'esercito di Lee in tal maniera raddoppiò[165].

Nel corso della Campagna della Valle dello Shenandoah (1864) Jubal Anderson Early attraversò il fiume Potomac per poter avanzare in direzione del Maryland. L'11 di luglio, dopo aver sconfitto le forze Unioniste di Lew Wallace attaccarono nella Battaglia di Monocacy e nella Battaglia di Fort Stevens, un avamposto sul perimetro difensivo di Washington. Lincoln assistette al combattimento da una posizione esposta; ad un certo punto durante lo scontro il capitano Oliver Wendell Holmes gli gridò: "togliti da lì, dannato sciocco, prima che tu sia preso a fucilate"[166].

Il generale Unionista Philip Henry Sheridan.

In seguito Grant creò l'Armata di Shenandoah e ne mise al comando Philip Henry Sheridan; gli ordini furono quelli di repingere in anticipo l'avversario e di occuparsi della guerriglia Confederata asserragliata nella Valle dello Shenandoah, il che egli eseguì con rapidità ed efficienza[167].

Resa confederata[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campagna terrestre.

A seguito della "Campagna terrestre" l'esercito di Grant diede il via alla messa in stato d'assedio di Petersburg a giugno[168]; la Confederazione era carente di rinforzi tanto che le truppe di Lee si ridussero sempre più dopo ogni scontro sempre più dispendioso. Lincoln e i repubblicani mobilitarono tutto il Nord a sostegno del loro progetto finale, riuscendo a sostituire una gran parte delle perdite unioniste[169]. Mentre Grant continuò a sconfiggere le forze di Lee, iniziarono gli sforzi atti a discutere il raggiungimento di un accordo di pace.

Quando il presidente venne - con gran sorpresa da parte dei maggiori commentatori - riconfermato grazie alle elezioni presidenziali del 1864 il giornalista Francis Preston Blair, un amico personale sia di Lincoln che di Jefferson Davis, incoraggiò il primo a compiere una visita diplomatica a Richmond[170]. Blair prospettò a Lincoln che il conflitto avrebbe potuto essere facilmente concluso se solo le due fazioni in lotta si fossero riunite sulla base della Dottrina Monroe per attaccare il neo-imperatore del Secondo Impero messicano fatto insediare con un colpo di mano da Napoleone III di Francia, Massimiliano I del Messico[171].

Sebbene preoccupato del fatto che i tentativi di pacificazione così presentati avrebbero potuto ancora minacciare il suo obiettivo di emancipazione, Lincoln accettò alfine di predisporre un incontro con i Confederati[172]. Il 3 febbraio del 1865 egli e il Segreetario di Stato William H. Seward tennero la Conferenza di Hampton Roads con la partecipazione di 3 rappresentanti del governo secessionista, il vecepresidente Alexander Hamilton Stephens, il senatore Robert Mercer Taliaferro Hunter e l'assistente segretario alla guerra John Archibald Campbell; si discussero i termini della cessazione delle ostilità.

Lincoln rifiutò recisamente di consentire qualsiasi negogazione che trattasse i ribelli in modo paritario all'Unione; il suo unico scopo fu un accordo che portasse fine ai combattimenti che implicasse ua resa esplicita e senza alcuna riserva. La riunione non produsse però i risultati tanto sperati[173].

Grant affondò il morale della Confederate States Army costringendolo a diversi mesi di immobilità in una guerra di trincea estenuante. A causa della posizione strategicamente importante della città la caduta di Petersburg avrebbe con molte buone probabiltà portato ad una successiva caduta di Richmond, ma il comandante generale dell'esercito statunitense temette che Lee avrebbe forse deciso di spostarsi verso Sud per potersi ricollegare con il resto delle truppe sudiste.

A marzo, apparendo oramai prossima la perdita di Petersburg, Lee cercò di rompere le linee unioniste nella Battaglia di Fort Stedman; ma l'assalto confederato venne respinto. Il 2 aprile Gran lanciò una carica generale che divenne nota come Terza battaglia di Petersburg la quale si concluse con il completo ritiro di Lee a Sud sia di Petersburg (Virginia) che della stessa Richmond. Nella seguente Campagna di Appomattox Lee tentò di ristabilire il contatto con Joseph Eggleston Johnston che era stato posizionato nella Carolina del Nord, mentre dall'altro lato Grant s'impegnò per forzare la resa senza condizioni dell'esercito di Lee[174]. Il 5 aprile Lincoln visitò l'ex capitale confederata oramai vinta.

Soldati unionisti davanti all'"Appomattox Court House" nell'aprile del 1865.

Mentre attraversò Richmond i bianchi americani meridionali lo affrontarono con volti impietriti, ma gli afroamericani trasformati da schiavi in uomini liberi per merito suo lo accolsero come un autentico eroe; uno degli entusiasti ammiratori ebbe ad osservare: "so che sono libero perché ho visto il volto del padre Abramo e l'ho sentito parlare"[175]. Il 9 di aprile Lee si arrese a Grant all'"Appomattox Court House": la guerra era effettivamente finita[176]. A seguito della resa di Lee presto anche le altre formazioni militari ribelli seguirono il suo esempio e non si verificò alcuno stato di guerriglia com'era stato invece preventivato e temuto da molti.

Gli incendi scoppieranno senza alcun controllo nella città di Richmond in gran parte abbandonata dopo l'"Evacuation Sunday" (il 2 aprile del 1865).

Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Era della Ricostruzione.

Poiché gli Stati del Sud risultarono infine sottomessi si dovette attuare un criterio estremamente severo per quanto riguardasse la nuova leadership, questo a partire dal momento in cui le loro amministrazioni furono riformate. Di particolare importanza si rivelarono essere il Tennessee e l'Arkansas, dove Lincoln nominò in qualità di governatori militari rispettivamente Andrew Johnson e Frederick Steele. Nella Louisiana invece ordinò al generale Nathaniel Banks di promuovere un piano di amnistia (il "Ten percent plan") che ripristinasse la legalità quando almeno il 10% degli elettori vi acconsentissero[177].

Gli oppositori democratici usarono strumentlmente queste deliberazioni per accusare il presidente di utilizzare i militari con l'intento di assicurare le aspirazioni politiche dei suoi compagni di Partito e di manovrare in tal senso; dall'altra parte i radicali ne denunciarono la politica come troppo accondiscendente nei riguardi i "ribelli"[178].

Poiché la vittoria bellica sembrò sempre più probabile dopo il luglio del 1863 i nordisti diedero il via a tutta una serie di discussioni su come fosse stato meglio reintegrare il Sud. Il democratico Reverdy Johnson chiese formalmente il ritiro del Proclama di emancipazione e la pratica giudiziaria d'aminisria per tutti i confederati; al contrario i repubblicani radicali come Charles Sumner sostennero che con la secessione il Sud avesse irrimediabilmente perduto tutti i diritti politico-civili.

Vignetta del 1865 intitolata "Rail Splitter' At Work Repairing the Union" (al lavoro per far ripartire l'Unione). Nella didascalia è scritto: Johnson - Faccia lentamente zio Abe e io cucirò [gli Stati] il più vicino possibile (Andrew Johnson era stato un sarto). Lincoln - Ancora pochi punti Andy e la buona vecchia Unione sarà fissata.

Nel suo "piano del 10%" Lincoln cercò di trovare un mezzo intermedio rispetto ai due estremismi, chiedendo l'emancipazione degli schiavi confederati e la veloce reintegrazione degli Stati sudisti una volta che almeno il 10% degli elettori di uno Stato avesse giurato la propria fedeltà agli Stati Uniti impegnandosi a rispettare l'emancipazione[179]. I radicali pensarono che questo modo di vedere le cose fosse troppo leggero e propose in alternativa un "giuramento corazzato" il quale avrebbe impedito a chiunque avesse servito e sostenuto la Confederazione di votare nelle elezioni Statali.

Nel 1864 i radicali ottennero una vittoria significativa riuscendo a far promulgare la Wade-Davis Bill, ma essa fu sottoposta all'applicazione del diritto di veto presidenziale; per rappresaglia essi si rivalsero respingendo i rappresentanti di seggio eletti da 3 Stati con governi ricostituiti[180].

Mentre la guerra si avviava oramai inesorabilmente alla conclusione con la piena vittoria unionista Lincoln fu sempre più determinato a trovare un percorso d'azione che giungesse a riunire la nazione il più presto possibile senza alienarsi permanentemente i meridionali. Quando si recò nell'ex capitale conferata il 5 di aprile per esaminare la situazione della città caduta, gli fu chiesto dal generale Godfrey Weitzel come avrebbero dovuto essere trattati gli sconfitti il presidente rispose: "permettetegli di stare tranquilli e agevolateli"[181].

Lincoln firmò il disegno di legge del senatore del "Freedmen's Bureau" Sumner che istituiva un'agenzia federale temporanea destinata a soddisfare le necessità materiali immediate degli ex schiavi; essa assegnò i terreni in affitto per un periodo di 3 anni con la possibilità di acquisirne la proprietà per i liberti. Il presidente non mancò di dichiarare che il suo piano per la Luoisiana non si applicava a tutti gli Stati in Ricostruzione. Poco prima del suo assassinio annunziò di avere pronto un nuovo piano per la ricostruzione del Sud; le discussioni all'interno del governo rivelarono che Lincoln prevedeva un controllo militare a breve termine sugli Stati sudisti, con l'eventuale riammissione sotto il controllo degli Unionisti meridionali[182].

Egli non prese una posizione definitiva per quanto riguardava il diritto di voto degli afroamericani affermando altresì solamente che i "neri molto intelligenti" e quelli che avevano reso i propri servigi all'interno dell'Union Army avrebbero dovuto avere la possibilità di ottenere il suffragio[183]. Lo storico Eric Foner osserva che nessuno sa veramente che cosa avrebbe fatto Lincoln circa la Ricostruzione e afferma che "le idee del presidente avrebbero senza alcun dubbio continuato ad evolversi"[184]. Foner dichiara inoltre che

« a differenza di Sumner e di altri radicali Lincoln non ha visto la Ricostruzione come un'opportunità per una grande rivoluzione politica e sociale oltre l'emancipazione. Aveva da tempo chiarito la sua opposizione sulla confisca e la ridistribuzione della terra. Credeva, come ha fatto la maggior parte dei repubblicani nell'aprile del 1865, che i requisiti di voto avrebbero dovuto essere determinati dai singoli Stati. Assunse il proposito che il controllo politico nel Sud dovesse passare ai bianchi Unionisti, ai secessionisti riluttanti e agli ex Confederati.

Ma come fece già una volta durante la guerra, dopo l'opposizione iniziale e venuto ad abbracciare le posizioni avanzate degli abolizionisti e dei repubblicani radicali... Lincoln avrebbe sicuramente ascoltato attentamente le opinioni circa un'ulteriore protezione degli ex schiavi... È assolutamente plausibile immaginare che il presidente e il Congresso accettassero una politica di ricostruzione che includesse la protezione federale per i diritti civili di base e il suffragio limitato dei neri, come da egli stesso proposto poco prima della sua morte[184]. »

Monumento dedicato al presidente a Oslo.

Abolizione della schiavitù[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Schiavitù negli Stati Uniti d'America e Abolizionismo negli Stati Uniti d'America.

Prime azioni[modifica | modifica wikitesto]

Durante il primo anno e mezzo della sua presidenza Lincoln si affannò e chiarì più volte il punto che il Nord stesse combattendo per preservare l'Unione e non per mettere fine alla schiavitù. Egli cercò in ogni caso l'eventuale abolizione esplorando l'idea di un'emancipazione seguita ad una compensazione da fornire agli ex proprietari, inclusa una proposta che avrebbe visto tutti gli schiavi rimanenti del Delaware liberati entro il 1872[185]. S'incontrò anche con Frederick Douglass e altri leader neri, discutendo con loro un progetto di colonizzazione nera nell'America centrale[186].

Pamphlet satirico del 1864: "Abraham africanus I. La vita segreta".

Gli abolizionisti criticarono Lincoln per la sua lentezza nel muoversi, dalla sua posizione iniziale di non interferenza sulla questione della schiavitù all'emancipazione effettiva. In una lettera indirizzata a Horace Greeley del 22 agosto 1862 spiegò:

« "vorrei salvare l'Unione. Vorrei risparmiarmi i modi più brevi del cambiamento costituzionale. Prima è possibile ripristinare l'autorità nazionale; più vicino il momento in cui l'Unione sarà come era prima... Il mio oggetto fondamentale in questa lotta è quello di salvare l'Unione, e non è né per salvare né per distruggere la schiavitù. Se potessi salvare l'Unione senza dover liberare gli schiavi lo farei e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi lo farei lo stesso; se poi potessi salvarla liberandone solo alcuni e lasciando gli altri in una condizione di schiavitù, lo farei anche"[187]. »

Mentre le guerra civile proseguiva in una maniera sempre più cruenta la liberazione degli schiavi divenne un importante misura bellica, per indebolire in tal modo la ribellione distruggendo la base economica della sua classe dirigente. Il 6 agosto del 1861 il presidente firmò l'"Atto di confisca" che autorizzava procedimenti giudiziai volti a sequstrare gli schiavi di chiunque partecipasse o avesse aiutato gli sforzi bellici confederati. L'Atto tuttavia non specifico sé gli schiavi andassero o meno liberati[188].

Nell'aprile del 1862 firmò una legge che aboliva la schiavitù a Washington e nel giugno seguente una che la aboliva in tutti i territori federali; il mese successivo firmò il decreto di confisca il quale dichiarava che tutti gli schiavi confederati che si fossero rifugiati dietro le linee dell'Unione dovevano essere liberati[189].

Il presidente riunì il suo Gabinetto per la prima lettura del progetto di Proclama di emancipazione il 22 luglio del 1862. Da sinistra a destra: Edwin McMasters Stanton, Salmon Portland Chase, Abraham Lincoln, Gideon Welles, Caleb Blood Smith, William H. Seward, Montgomery Blair ed Edward Bates. Dipinto di Francis Bicknell Carpenter.

Proclama di emancipazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Proclama di emancipazione.

Lo stesso mese in cui Lincoln firmò la 2° legge di confisca decise anche in forma privata di perseguire l'emancipazione come obiettivo di guerra. Il 22 luglio del 1862 il presidente lesse al suo Gabinatto un progetto preliminare di proclama che richiedeva l'emancipazione di tutti gli schiavi confederati; Seward convinse Lincoln ad annunciare pubblicamente il piano dopo una significativa vittoria in campo bellico, in modo da non farla sembrare una mossa dettata più dalla disperazione che dalla "coscienza civile"[190]. Egli fu quindi costretto ad attendere diversi mesi fino al successo conseguito nella battaglia di Antietam[191].

Il proclama venne adottato il 22 di settembre come programma preliminare (Testo completo su Wikisource) ed entrò in vigore il 1° di gennaio (Testo completo su Wikisource, Testo con audio); venne fatto applicare negli 11 Stati che si trovavano ancora in fase di ribellione nel 1863, non concerneva quindi i quasi 500.000 schiavi presenti negli Stati cuscinetto nella guerra di secessione americana (Missouri, Kentucky, Maryland e Delaware) che facevano parte integrante dell'Unione. Questi schiavi saranno liberati sulla base di azioni separate compiute dai federali o dai singoli Stati[192].

La maggior parte del territorio del Tennessee era già stato meso sotto il controllo dell'Unione e con un governo riconosciuto da essa, quindi non venne nominato dalla poclamazione e risultò esentato. La Virginia, seppur nominata, ottenne specifice esenzioni per 48 delle proprie contee. Nel processo di formazione del nuovo Stato della Virginia Occidentale, come pure in 7 contee supplementari e due città della regione "Tidewater" sotto controllo unionista si attuò l'esenzione. Anche New Orleans e le 13 province sotto occupazione ricevettero lo stesso trattamento: tali esenzioni mantennero 300.000 afroamericani in uno stato di schiavitù[193].

Nonostante ciò e il suo ritardato annuncio la proclamazione dell'emancipazione si aggiunse come 2° obiettivo di guerra, subito dopo il ripristino dell'Unione, il che rese di fatto l'abolizione della schiavitù un proposito nazionale congiunto[194].

Questo medaglione venne assegnato a Thomas Mundy Peterson nel 1870 per essere stato il primo afroamericano a votare dopo l'approvazione del XV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America. I cittadini di Perth Amboy raccolsero 70 dollari (una somma considerevole al tempo) per realizzarlo. L'immagine presenta un busto di profilo di Lincoln senza barba.

XIII emendamento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: XIII emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America e Movimento per i diritti civili degli afroamericani (1865-1896).
Cerimonia della 2ª inaugurazione alla presenza delle truppe di colore[195].

Il presidente diventerà sempre più apertamente anti-schiavista man mano che la guerra procederà; giungerà ad autorizzare l'arruolamento prima e la messa in armi dei soldati neri poi, ciò nonostante la considerevole resistenza opposta da parte di molti bianchi[196].

Nel dicembre de 1863 sarà presentato all'assembra congressuale la proposta di un emendamento costituzionale che avrebbe definitivamente bandito l'istituto della schiavitù negli Stati Uniti d'America; sebbene il Senato abbia votato a favore con la necessaria maggioranza dei 2/3 l'emendamento non ricevette invece un sostegno sufficiente alla Camera dei rappresentanti[197].

Accettando la nomina per il "National Union" alle elezioni presidenziali del 1864 il presidente incumbent informò il Partito che avrebbe cercato di far ratificare un emedamento costituzionale favorevole all'abolizionismo negli Stati Uniti d'America, proponendosi così di vietare per sempre lo schiavismo[198].

Dopo essere riuscito a vincere la rielezione Lincoln fece della ratifica del XIII emendamento costituzionale una delle maggiori priorità della sua amministrazione; con l'aiuto di vaste maggioranze in entrambe le aule ritenne che potesse finalmente essere posto termine all'istituzione schiavista[199].

Sebbene avesse in gran parte evitato di rimanere coinvolto nei procedimenti legislativi congressuali il presidente diede al rocesso di ratifica tutta la propria attenzione. Anziché attendere che il 39º congresso si riunisse a marzo come di prassi sollecitò con impeto la sessione finale del 38º congresso ad uno sforzo congiunto per procedere all'approvazione dell'emendamento costituzionale il più presto possibile. Lincoln e il Segretario di Stato William H. Seward s'impegnarono in un'ampia campagna di gruppo di pressione per ottenere il loro voto.

Nella votazione svoltasi il 31 di gennaio del 1865 l'assemblea liquidò di poco la soglia dei 2/3 con un voto di 119 contro 56[199]. Il XIII emendamento poté quindi essere inviato agli Stati per la necessaria ratifica; Seward ne avrebbe ufficialmente proclamato l'adozione il 18 dicembre (8 mesi dopo l'assassinio di Abraham Lincoln.

Dollaro commemorativo dei 4 volti presidenziali del Monte Rushmore: "Libertà, In God We Trust" (1991).

Affari interni[modifica | modifica wikitesto]

I 10 dollari con l'effigie del presidente (serie del 1861).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia degli Stati Uniti d'America.

Lincoln aderì all'interpretazione data dai membri del Partito Wghig sulla separazione dei poteri nazionali (esecutivo, legislativo e giudiziario) sotto l'unica regola valida per tutti rappresentata dalla Costituzione degli Stati Uniti d'America, che dava al Congresso degli Stati Uniti d'America la responsabilità di scrivere le leggi e al governo d'imporle. Lincoln pose il veto a 4 progetti accolti dall'assmblea, l'unico davvero importante fu il disegno di legge Wade-Davis Bill[200].

Firmerà invece la Homestead Act nel 1862, rendendo disponibili per l'acquisto milioni di acri di terreno detenuti dal governo nel West a costi molto bassi. Le Morrill Land-Grant Acts fornirono sovvenzioni alle aziende agricole di qualsiasi Stato. Le Pacific Railroad Acts del 1862 e 1864 garantirono il sostegno federale per la costruzione della First Transcontinental Railroad la quale sarà completata nel 1869[201], venendo in tal modo a collegare per la prima volta le due coste oceaniche.

Il passaggio parlamentare favorevole della Homestead Acte delle Pacific Railway Acts fu reso possibile dall'assenza di senatori e deputati sudisti i quali ancora per tutti gli anni 1850 si erano fermamente opposti a dette misure[202].

Lincoln presiedette all'espansione dell'influenza economica del governo federale anche in diverse altre aree; legislazioni importanti riguardarono due misure per far aumentare le entrate governative: la crescita delle tariffe doganali (una politica questa con un lungo precedente) ed una nuova imposta federale sul reddito. Nel 1861 il presidente firmò la 2° e la 3° Tariffa di Morrill, la 1° delle quali era già divenuta esecutiva sotto la presidenza di James Buchanan; sempre in quello stesso anno vi fu l'approvazione della Revenue Act of 1861 la quale creò la prima imposta sul reddito federale[203].

Ciò produsse una tassa forfettaria del 3% sui redditi superiori a 800 dollari (21.300 in termini correnti); essa verrà in seguito modificata dalla Revenue Act of 1862 ad una struttura progressiva dei tassi[204] rateali. La creazione del sistema bancario nazionale da parte della National Bank Act contribuì a rappresentare una forte rete finanziaria nel paese e stabilendo un'unica valuta nazionale. Nel 1862 l'assemblea congressuale istituì, con la previa approvazione presidenziale, il dipartimento dell'agricoltura[205].

L'esterno del giardino della Casa Bianca nella prima metà del 1860 (foto di Mathew B. Brady).

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1862 Lincoln inviò il generale John Pope a sedare la guerra di Piccolo Corvo (agosto-dicembre) contro i Dakota nell'odierno Minnesota, presentandosi con 303 mandati d'esecuzione contro i Sioux "Santee Dakota" accusati e condannati per aver ucciso dei contadini innocenti; il presidente condusse la propria revisione personale di ciascuno di questi mandati, approvando infine 39 sentenze alla pena di morte (una verrà successivamente revocata)[206].

Nei suoi ultimi 2 messaggi annuali all'assemblea congressuale (il Discorso sullo stato dell'Unione) Lincoln richiese la riforma del Bureau of Indian Affairs e dell'intera politica federale nei riguardi dei nativi americani degli Stati Uniti d'America; tuttavia poiché la guerra per preservare l'Unione rimase la preoccupazione principale egli premise semplicemente al sistema di continuare a funzionare immutato per l'equilibrio e l'armonia della propria amministrazione[207]. Il 29 novembre del 1864 si verificherà - nell'ambito dei più vasti eventi della guerra del Colorado e delle guerre indiane - il Massacro di Sand Creek.

In risposta alle voci insistenti sulla presenza di una bozza inerente al prezzo dell'oro i redattori del New York World e di The Journal of Commerce fecero pubblicare un fasullo progetto di proclama il quale creò un'opportunità per gli editori e gli altri impiegati nella sua stampa di affrontare la quesione del mercato aureo. La reazione presidenziale fu quella d'inviare ai media il più forte dei messaggi nei confronti di tale condotta: ordinò ai militari di occupare le due testate giornalistiche. Il sequestro durerà per due giorni[208].

Lincoln fu in gran parte responsabile dell'istituzione della festività del giorno del ringraziamento[69]. Prima della sua presidenza il 4º giovedì di novembre, che era una vacanza regionale nella Nuova Inghilterra fin dal XVII secolo, era stato proclamato come festività nazionale dal governo solo sporadicamente e oltretutto in date quantomai irregolari. L'ultimo annunzio del genere si verificò nel corso della presidenza di James Madison più di 50 anni prima. Nel 1863 il presidente dichiarerà uficialmente che l'ultimo giovedì di novembre di quell'anno sarebbe stato un giorno di Ringraziamento (Thanksgiving)[69].

Nel giugno del 1864 Lincoln approverà una sovvenzione emanata dal Congresso la quale fornirà una protezione federale senza precedenti per l'area ai giorni nostri nota col nome di parco nazionale di Yosemite nel territorio della California[209].

Mentre Lincoln è di solito raffigurato con la barba, egli cominciò a farsela crescere solo a partire dal 1860 dietro suggerimento dell'undicenne Grace Bedell (In quanto simbolo del suo rifiuto nei confronti dell'inevitabilità bellica non si lasciò invece mai crescere i baffi "guerreschi").

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della politica estera statunitense.

Sia gli unionisti che i confederati riconobbero fin da subito la potenziale importanza delle grandi potenze straniere nel riconoscimento della loro causa, poiché un eventuale aiuto proveniente da oltreoceano avrebbe potuto aiutare grandemente il Sud, tanto quanto l'intervento del Regno di Francia di Luigi XVI di Francia nella guerra d'indipendenza americana aveva portato soccorso alle Tredici colonie[210]. All'inizio la sola grande potenza che offrì il proprio pieno appoggio all'Unione fu l'impero russo, mentre le altre nazioni europee coltivarono vari gradi di simpatia nei confronti dei secessionisti[211].

Rimasero tuttavia ufficialmente neutrali per tutta la durata del conflitto e nassuna di esse riconobbe mai diplomaticamente gli Stati Confederati d'America, il che segnò un punto a favore assai importante ed un risultato positivo sia per il Segretario di Stato William H. Seward che per l'amministrazione Lincoln nel suo complesso[212].

Seppur al di fuori da ogni personale intromissione il Secondo Impero francese e l'impero britannico in particolare rimasero coinvolte nella guerra civile in vari modi. I maggiori leader europei videro la separazione cruenta degli Stati Uniti d'America come la possibilità di eliminare, o almeno indebolire notevolmente, un pericoloso rivale economico-politico; cercarono pertanto la via migliore di sfruttare l'incapacità temporanea degli Stati Uniti a far applicare laDottrina Monroe[213].

L'impero spagnolo ne approfittò per invadere la Repubblica Dominicana nel 1861, mentre i francesi stabilirono un regime fantoccio nel neonato Secondo Impero messicano offrendo la corona a Massimiliano I del Messico nel 1863; nonostante ciò molti sperarono in una rapida conclusione della belligeranza, sia per scopi umanitari che per la disgregazione economica causata dalla guerra[214].

In principio la politica estera di Lincoln fu carente in termini di appelli all'opinione pubblica europea. L'aristocrazia, allora il fattore ancora predominante in ogni paese, fu "assolutamente compiaciuta nel constatare il collasso americano, come prova lampante che l'esperimento di governo popolare basato sul repubblicanesimo era fallito e miseramente tramontato".

I diplomatici dovettero spiegare che i due contendenti non erano impegnati per l'abolizionismo negli Stati Uniti d'America; ripeterono invece argomentazioni legalistiche circa l'incostituzionalità della secessione. Il portavoce confederato, per contro, risultò molto più efficace ignorando del tutto il tema dello schiavismo concentrandosi invece sulla lotta per la "Libertà", sul loro assiduo impegno nei confronti del libero scambio e soprattutto sul ruol fondamentale che aveva il cotone (botanica) nell'intera economia europea[215].

Tuttavia la speranza confederata che l'export del cotone importasse molto a lungo andare non andò a buon fine in quanto gli inglesi trovarono fonti alternative e sperimentò una crescita economica nel settore industriale che non faceva più un eccessivo affidamento sul cotone[216].

Sebbene il Proclama di emancipazione non abbia nell'immediato aperto la possibilità di un intervento europeo rinsaldò l'opinione pubblica alla causa unionista, aggiungendo l'abolizionismo come uno dei principali obiettivi di guerra addotti dal Nord; ogni progetto d'interferenza diretta terminò con le vittorie dell'Unione nella battaglia di Gettysburg e nella battaglia di Vicksburg. I leader europei realizzarono a partire da quel momento che la causa confederata fosse irrimediabilmente condannata[217].

Lo Stemma degli Stati Uniti d'America con l'aquila dalla testa bianca che stringe sul suo artiglio sinistro 13 frecce e su quello destro un ramo d'ulivo.

Relazioni con l'impero britannico[modifica | modifica wikitesto]

L'industria tessile britannica dipendeva largamente dal cotone proveniente dal Sud, ma aveva scorte per continuare i mulini operanti per almeno un anno e in ogni caso gli industriali e gli operai avevano allora un ben poco peso nella politica nazionale. Venire a sapere che una guerra avrebbe tagliato le spedizini alimentari americane sconvolse del tutto la flotta mercantile e causò la perdita immediata del controllo sul Canada; la potente Royal Navy si ritrovò improvvisamente bloccata[218] e impossibilitata a fornire alcun appoggio.

Anche se l'opinione predominante delle élite tese a favorire i secessionisti, l'opinione pubblica fu invece maggiormente portata a sostenere gl unionisti. Il traffico commerciale su larga scala inizialmente continuò in entrambe le direzioni con gli americani che inviavano grano agli inglesi, mentre questi ultimi spedivano materiali e munizioni; proseguì anche l'immigrazione negli Stati Uniti d'America mentre il commercio britannico con la Confederazione rimase assai limitato, tranne in quei pochi casi in cui il contrabbando riuscì a forzare il blocco navale attuato dagli unionisti.

La strategia confederata per assicurarsi l'indipendenza venne fondata in larga misura sulla speranza di un intervento militare britannico e francese, ma la sua diplomazia si rivelò alfine completamente inefficace. A partire dall'annuncio del Proclama di emancipazione nel settembre del 1862 la guerra civile ivenne per tutti gli osservatori una guerra contro la schiavitù; la maggior parte dei cittadini britannici la sostenne di fatto Karl Marx parlò accoratamente a favore dell'abolizionismo negli Stati Uniti d'America[219].

Una grave controversia diplomatica nacque nel 1861 quando l'Union Navy intercettò una nave di posta battente bandiera britannica, la Trent, in alto mare e sequestrò due inviati confederati in viaggio verso il continente europeo; l'incidente suscitò una reazione di pubblico oltraggio. Il governo di Henry John Temple, III visconte Palmerston non mancò di protestare con veemenza, mentre dall'altra parte il pubblico americano applaudiva. Lincoln concluse la crisi, conosciuta come l'incidente del Trent, facendo liberare i due diplomatici fermati e tenuti in prigionia illegalmente[220].

Il capitano Raphael Semmes, comandante della CSS Alabama, in piedi a poppa della randa, durante la sua visita a Città del Capo nell'agosto del 1863. Il suo ufficiale esecutivo, il primo tenente John M. Kell, è sullo sfondo[221].

I finanzieri britannici costruirono e gestirono la maggior parte delle "evasioni del blocco", spendendovi centinaia di milioni di sterline; ma ciò venne considerato essere legale e pertanto non causò tensioni di rilievo. Vennero assunti come addetti marinai e ufficiali di Marina in partenza. Quando l'Union Navy catturò uno dei "corridori del blocco", fece vendere la nave e il carico come premio per i marinai americani, poi rilasciò l'equipaggio. Il cantiere navale britannico Cammell Laird costruì due navi corazzate da guerra per i confederati, tra cui la CSS Alabama, con un seguito di violente proteste da parte degli unionisti.

La controversia sarebbe stata finalmente risolta al termine del conflitto sotto forma di reclami ufficiali provenienti dallo Stato dell'Alabama; agli Stati Uniti saranno infine assegnati 15,5 milioni di dollari in una sentenza di arbitrato emessa da un tribunale inetrnazionale per i danni causati dalle navi da guerra fatte costruire in Gran Bretagna[222].

L'imperatore Napoleone III di Francia appoggiò apertamente le rivendicazioni dei sudisti. Dipinto di Hippolyte Flandrin.

Relazioni con il secondo impero francese[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Intervento francese in Messico.

L'imperatore Napoleone III di Francia provò a ristabilire uno stato di colonialismo nell'America settentrionale, col territorio messicano al centro di un impero (risultato poi essere del tutto fittizio) attraverso cui sperò di aprirsi un passaggio in tutta l'America centrale. Nel dicembre del 1861 le truppe francesi sbacarono e invasero la regione; mentre la giustificazione ufficiale fu quella della riscossione dei debiti, alla fine fu stabilito uno stato fantoccio sotto il governo di Massimiliano I del Messico.

Nel'ottobre del 1862 paventando un rientro della secessione statunitense, il che avrebbe minacciato direttamente il suo impero restaurato, Napoleone III propose alle due parti in lotta un armistizio e una mediazione congiunta della guerra civile da parte del secondo Impero francese, dell'impero britannico e dell'impero russo. Un tale progetto sarà tuttavia rifiutato dalle altre potenze europee le quali temettero di alienarsi l'Unione. La bellicostà dell'imperatore francese si rivolse allora verso i russi con la Rivolta di Gennaio nel 1863; ma la spaccatura nel potere che ne seguì diminuì notevolmente ogni probabilità d'intervento europeo congiunto[223].

Gli Stati Uniti si rifiutarono di riconoscere il nuovo governo messicano arrivando a minacciare i francesi di ricacciarli fuori dal paese con le maniere forti; non vennero comunque direttamente coinvolti nel conflitto, nonostante la crescente resistenza contro l'ordine imposto da Massimiliano. Appena terminata la guerra civile gli Stati Uniti aumenteranno le pressioni sui francesi affinché si ritirassero; la loro costante presenza nell'emisfero occidentale si sarebbe rivelata una delle questioni più importanti da affrontare per l'amministrazione che dovette succedere a Lincoln, la presidenza di Andrew Johnson[224].

Percentuale di rappresentanza per Stato al 38º Congresso:

     80,1-100% Democratici

     80,1-100% Republicani

     80,1-100% di Unionisti

     80.1-100% di favorevoli all'Unione

     60,1-80% Democratici

     60,1-80% Republicani

     60,1-80% di Unionisti

     60.1-80% di favrevoli all'Unione

     Meno del 60% Democratici

     Meno del 60% Republicani

     Meno del 60% di Unionisti

     Meno del 60% di favorevoli all'Unione

Appuntamenti elettorali durante il mandato[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni di medio termine del 1862[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni a medio termine nel 1862 portarono il Partito Repubblicano a dover affrontare gravi defezioni, innanzitutto per il mancato risultato di una rapida conclusione del conflitto; ma lo sfavore nei riguardi dell'amministrazione contemplò anche l'aumento della spinta inflazionistica, un nuovo innalzamento delle tasse, voci di espisodi di corruzione vera o presunta, la sospensione dell'habeas corpus, la legislazione militare che introdusse la coscrizione ed infine anche le paure connesse alla liberazione degli schiavi in quanto avrebbero minato in profondità il mercato del lavoro[225].

L'annuncio del proclama di emancipazione promesso a settembre fece guadagnare voti ai repubblicani soprattutto nelle aree rurali degli Stati Uniti d'America nord-orientali e nel settentrione degli Stati Uniti d'America medio-occidentali, mentre produsse una perdita di elettorato nelle città e nel meridione del Midwest[225].

Banconota dedicatoria da 5 dollari emessa nel 1963, durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy.

Mentre i repubblicani si scoraggiarono i democratici rimasero stimolati, fecero particolarmente bene ed ottennero le crescite più consistenti in Pennsylvania, nell'Ohio, nell'Indiana e a New York (stato). I repubblicani riuscirono a mantenere la maggioranza nel Congresso degli Stati Uniti d'America e negli Stati princcipali ad eccezione di New York; il giornale di Cincinnati sostenne che gli elettori erano "depressi dalla natura interminabile della guerra e dalla sua conduzione fino a questo momento, oltre che dal rapido esaurimento delle risorse nazionali senza aver avuto in cambio un qualche progresso apprezzabile e significativo""[225].

Manifesto della campagna elettorale repubblicana che avverte dei pericoli insiti nell'eventuale vittoria di George McClellan.

Elezioni presidenziali del 1864[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1864.

Dopo che i risultati del 1862 ringalluzzirono i democratici Lincoln dovette subire la forte pressione di chi gli chiedeva di porre termine, in un modo o nell'altro, alla guerra prima della fine del proprio mandato[226]. Sperando di accogliere gli unionisti di entrambe le parti invitò i leader repubblicani ad adottare un nuovo "ticket presidenziale"; nacque così il "Partito dell'unione nazionale"[227]. Entro il 1863 era riuscito ad ottenere il rispetto e la fiducia di molti di loro, ma la sua Nomination non fu assicurata; nessuno dei presidenti precedenti aveva vinto elettoralmente un secondo mandato dai tempi di Andrew Jackson nel 1832.

Salmon Portland Chase emerse come lo sfidante più pericoloso all'interno del Partito e il senatore del Kansas Samuel C. Pomeroy condusse una campagna sotterranea a suo favore[228]; quando Chase annunciò di non volersi impegnare nel marzo del 1864 i repubblicani radicali lanciarono un nuovo candidato. A maggio il gruppo nominò John Charles Frémont. Ma nonostante le recenti battute d'arresto nel fronte occidentale la Convention nazionale di giugno candidò Lincoln.

Anche se Hannibal Hamlin aveva sperato fino all'ultimo di essere rinominato per la carica di Vicepresidente degli Stati Uniti d'America la convenzione favorì invece Andrew Johnson, governatore democratico militare unionista del Tennessee; Lincoln rifiutò di far pesare la propria opinione prefernziale per quanto riguardava il suo "compagno di corsa" e il Congresso degli Stati Uniti d'America accettò e accolse Johnson, un "War Democrat" del Sud, per accrescere la forza dell'appello del Partito agli unionisti d'entrambi gli schieramenti[198].

Entro agosto i repubblicani sperimentarono sensazioni di ansia estrema in tutto il paese, nel fondato timore che Lincoln sarebbe stato alla fine sconfitto; la prospettiva fu talmente prevista che il giornalista Thurlow Weed disse direttamente al presidente che la sua "rielezione era un'impossibilità". Riconoscendo la gravità del fatto Lincoln scrisse e firmò un impegno il quale dichiarava che, anche se avesse perso, sarebbe comunque riuscito a sconfiggere gli Stati Confederati d'America grazie ad una campagna militare decisiva (fosse pure proveniente dall'esterno) prima di dover abbandonare definitivamente la Casa Bianca[229].

« "Anche stamani, come già accaduto per alcuni giorni passati, sembra estremamente probabile che questa Amministrazione non sarà rieletta. Allora sarà mio precipuo dovere cooperare con il Presidente eletto per salvare l'Unione tra le elezioni e l'inaugurazione; poiché egli avrà assicurato la sua elezione sulla base di un tale motivo: dopo non avrà più la possibilità di farlo"[230]. »

Il presidente non chiese al proprio gabinetto d'impegnarsi formalmente nella campagna elettorale, ma pretese loro di far firmare una busta sigillata; domandò anche a Frederick Douglass di elaborare un piano per far fuggire gli schiavi dal Sud prima della scadenza del suo mandato[231][232]. Le prospettive di rielezione si fecero via via più luminose dopo che l'Union Navy conquistò la Baia di Mobile alla fine di agosto e quando il generale William Tecumseh Sherman espugnò poche settimane dopo (a conclusione della Battaglia di Atlanta) la capitale georgiana[233].

Mappa dei risultati delle Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1864; in rosso gli Stati federati conquistati da Lincoln.

Queste vittorie alleviarono le ansie disfattiste dei repubblicani, alimentarono l'alleanza dell'Unione-Repubblicana e contribuirono a ripristinare il sostegno popolare alla strategia bellica dell'amministrazione. Con il conseguimento di tali successi il disordine sotterraneo all'interno del Partito Democratico giunse infine alla superficie[234]. La Convenzione nazionale democratica si riunirà alla fine di agosto scegliendo il generale George McClellan come proprio candidato presidenziale.

I democratici ancora profondamente divisi adottarono una piattaforma che reclamava l'immediato cessate il fuoco e la stipulazione di un armistizio, ma McClellan stesso favorì di fatto la prosecuzione della guerra; egli rimase riluttante per un certo periodo se accettare o meno la nomina, ma dopo la vittoria dell'Unione ad Atlanta rispose affermativamente con una lettera pubblica. Secondo lo storico Ronald C. White la lettera di McClellan cercò di chiarire la sua posizione, voleva riunificare la nazione sebbene si opponesse al proclama di emancipazione[198].

Lincoln condusse una campagna sui temi di "No Peace Without Victory" e "Union and Liberty". La stampa a lui ostile etichettò il presidente con l'epiteto di "tiranno" o lo accusò di promuovere la mescolanza razziale, mentre gli oppositori di McClellan definirono il generale un traditore. Lincoln riuscirà ad ottenere una vittoria importante in quanto realizzò il 55% del voto popolare e 212 dei 233 grandi elettori disponibili[235].

Lincoln durante il suo 2° discorso d'insediamento presidenziale.

Il suo 2° discorso inaugurale lo tenne il 4 marzo del 1864 (Testo Completo su Wikisource) al Campidoglio (Washington); l'ultimo discorso pubblico lo pronunzierà l'11 di aprile (Testo su Wikisource). Per altre citazioni vedi Wikiquote.

L'omicidio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Assassinio di Abraham Lincoln, Leggenda sulle coincidenze Lincoln-Kennedy e Maledizione dell'anno zero.

Poco dopo le 22 del Venerdì santo 14 aprile 1865 il presidente venne colpito a morte nel corso della rappresentazione di Our American Cousin al Teatro Ford; vi si trovava con la moglie Mary Todd Lincoln ed alcuni amici. Gli fu sparato alla parte posteriore della testa dall'attore e simpatizzante confederato John Wilkes Booth; ferito gravemente venne immediatamente esaminato da un medico presente tra il pubblico. Trasportato alla "Petersen’s Boarding House" che si trovava dall'altra parte della strada, cesserà di respirare alle 7:22 del mattino seguente[236].

Booth aveva anche imbastito un piano con la collaborazione di Lewis Powell, David Herold e George Atzerodt per uccidere anche il Segretario di Stato William H. Seward e il Vicepresidente degli Stati Uniti d'America Andrew Johnson. Speravano in tal modo di rilanciare la causa confederata creando il caos attraverso la estabilizzazione del governo federale; anche se Booth riuscì a colpire Lincoln, il resto della trama fallì miseramente. Seward venne aggredito ma si rimise presto dalle ferite ricevute, Atzerot invece di ammazzare Johnson anò ad ubriacarsi per poi tentare la fuga.

Unità militari che scendono lungo la Pennsylvania Avenue a Washington durante i funerali di Stato per Abraham Lincoln il 19 aprile del 1865.

L'esposizione pubblica della salma avvenne nella sala Est della Casa Bianca e successivamente nella "Rotonda" del Campidoglio (Washington) fino al 21 di aprile, quando la bara fu portata alla "New Jersey Avenue Station"[237]. Si tennero dei solenni funerali di Stato, prima nella capitale e poi anche nelle varie tappe intermedie ove il treno sostò, per un tragitto lungo 2.662 km, lo stesso che aveva percorso all'inverso nel 1861 per recarsi ad assumere la carica di presidente eletto[238].

La tomba della famiglia Lincoln all'"Oak Ridge Cemetery" di Springfield.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tombe dei presidenti degli Stati Uniti d'America.

Verrà sepolto il 4 di maggio all'"Oak Ridge Cemetery" di Springfield (Illinois), ove riposa tuttora.

Reputazione storica e eredità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America.

Per primo Walt Whitman dedicherà una propria poesia, O capitano! Mio capitano!, al presidente da poco assassinato. Statue e memoriali eretti in suo onore si trovano in tutte le principali città statunitensi, dal Lincoln Memorial a Washington, alla "Lincoln Highway", al "Abraham Lincoln Birthplace National Historical Park" a Hodgenville[239], al "Lincoln Boyhood National Memorial" a Lincoln City nell'Indiana[240], al "Lincoln's New Salem" in Illinois[241] e alla "Lincoln Home National Historic Site", alla "Abraham Lincoln Presidential Library and Museum" a Springfield (Illinois)[242], all'"Abraham Lincoln Capital Airport"[243], fino al "Lincoln Park" di Chicago.

Monumenti in ricordo del presidente si trovano a Lincoln (Nebraska) (dello scultore Daniel Chester French, 1912); un busto del 1882 è opera di Thomas Dow Jones; la "Abraham Lincoln: The Man" di Augustus Saint-Gaudens è del 1887; l'"Abraham Lincoln Statue and Park" del 1902 opera di George Edwin Bissell è ubicata a Clermont (Iowa); l'"Abraham Lincoln: The Head of State" del 1908 (autore precedente) è posizionata nel "Grant Park (Chicago)"; una statua di Adolph Alexander Weinman del 1909 si trova a Hodgenville; un'altra di George Grey Barnard e datata 1917 si trova nella City (città) di Cincinnati[244]; la "Lincoln Statue" a Jefferson (Iowa) sarà eretta nel 1918; una scultura del 1934 di Gaetano Cecere è a Milwaukee; una placca commemorativa di Rudolf Schwarz verrà scoperta nel 1906 a Indianapolis.

Esiste infine la portaerei USS Abraham Lincoln (CVN-72) ed è esistito il sottomarino USS Abraham Lincoln (SSBN-602). Scuole ed istituti pubblici e privati dedicati al presidente si trovano praticamente in ogni angolo della nazione.

Nei sondaggi - condotti a partire dagli anni 1940 - degli studiosi che hanno realizzato la classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America Lincoln si è costantemente classificato nelle prime tre posizioni, spesso come numero uno[245][246]. Uno studio del 2004 ha scoperto che gli studiosi nei settori della storia e della politica hanno classificato Lincoln il numero uno, mentre gli studiosi legali lo hanno posto secondo dopo Washington[247].

Nei sondaggi presidenziali eseguiti dal 1948 Lincoln è stato classificato al vertice della maggior parte dei sondaggi: Schlesinger 1948, Schlesinger 1962, 1982 Murray Blessing Survey, Chicago Tribune 1982, Schlesinger 1996, C-SPAN 1996, Ridings-McIver 1996, Time 2008, C-SPAN 2009 e C-SPAN 2017. In generale i primi tre presidenti sono classificati come segue: 1° Lincoln; 2° George Washington; 3° Franklin Delano Roosevelt, anche se Lincoln e Washington e Washington e Roosevelt sono occasionalmente invertiti di posizione[248].

L'immagine di Lincoln scavata nella pietra del Monte Rushmore.

Ridefinizione della Repubblica e del repubblicanesimo[modifica | modifica wikitesto]

La riuscita riunificazione tra gli Stati Sudisti e Nordisti ebbe una conseguenza per il nome stesso della nazione. Il termine "Stati Uniti" veniva infatti utilizzato in precedenza, talvolta al plurale ("questi" Stati Uniti) e altre volte al singolare ("gli" Stati Uniti), senza alcuna consistenza grammaticale particolare. La guerra civile rappresentò uno stimolo significativo nella futura predominanza dell'utilizzazione del singolare almeno fino al termine del XIX secolo[249].

Lo storico legale Paul Finkelman sostiene che la vittoria dell'Unione sulla Confederazione e innanzi tutto attraverso gli emendamenti fatti approvare durante l'Era della Ricostruzione, ratificati tutti dopo la morte di Lincoln - ma resi possibili solo grazie alla vittoria bellica - modicarono la natura essenziale stessa della Costituzione americana[250].

Il caso di poco successivo Texas contro White (1869) concluderà definitivamente il dibattito sulla costituzionalità o meno della secessione e sulla "nullificazione" degli Stati federati. Oltre a mettere la parola fine alla schiavitù negli Stati Uniti d'America gli emendamenti della Ricostruzione sanciranno le clausole costituzionali che promossero l'uguaglianza razziale[250].

Negli ultimi decenni storici come Harry Victor Jaffa, Herman Belz, John Patrich Diggins, Vernon Burton e Eric Foner hanno sottolineato la ridefinizione stipulata dal presidente dei valori facenti capo al repubblicanesimo. Già nel corso degli anni 1850, quando la maggior parte della retorica politica si focalizzò sulla "santità" della Costituzione, Lincoln ribaltò l'idea mettendo l'accento sulla Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America nella sua qualità di fondamento dei valori politici americani (quello c'egli chiamò il "muro d'ancoraggio" del repubblicanesimo[251].

Il porre la dovuta attenzione sulla libertà e l'uguaglianza per tutti, in chiaro contrasto con la tolleranza espressa fino ad allora dalla stessa Costituzione nei riguardi della schiavitù, spostò radicalmente il punto d'approccio al dibattito. Come afferma Diggins per quel che riguarda il discorso di Cooper Union della prima metà del 1860 e che si rivelò assai influente nel prosieguo della campagna per le elezioni presidenziali del 1860 "Lincoln presentò agli americani una teoria della storia la quale offrirà un prezioso contributo alla teoria e al destino futuro del repubbblicanesimo"[252].

La sua posizione acquistò progressivamente forza in quanto evidenziò la base morale insita nella democrazia, piuttosto che i suoi legalismi[253]. Solo un anno dopo tuttavia egli giustificherà il conflitto propriamente in termini di legalismo (la Costituzione era un contratto e perché una parte potesse uscirne anche tutte le altre dovevano essere altrettanto d'accordo[254]) e poi di oggligo nazionale a garanzia della forma di governo repubblicana in ogni singolo Stato dell'Unione.

Burton (2008) infine sostiene che il repubblicanesimo di Lincoln venne assunto a piene mani dagli ex schiavi in quanto emancipati ed oramai liberi[255].

L'ultima foto conosciuta del presidente, affacciato al balcone della Casa Bianca il 6 marzo del 1865.
L'apoteosi di Lincoln, accolto in paradiso tra le braccia di George Washington mentre gli sta ponendo in capo una corona trionfale d'alloro (nella George Eastman House).
La locomotiva funeraria che trasportò Lincoln.
Le ultime ore di Abraham Lincoln disegnate da John B. Bachelder e dipinte da Alonzo Chappel (1868), raffiguranti insieme coloro che fecero visita al presidente morente per tutta la notte e la mattina presto tra il 14 e il 15 aprile del 1865.
Replica della bara di Lincoln al "Museum of Funeral Customs" di Springfield.
Lincoln "l'emancipatore" ritratto nella vetrata della cappella dell'Università di Pittsburgh.
Il "Lincoln Totem" a Juneau nell'Alaska.
Statua di Lincoln a Freeport (Illinois).
Abraham Lincoln: The Man di Augustus Saint-Gaudens.
Busto di Lincoln all'interno del Campidoglio (Washington).
Busto di Lincoln, di Augustus Saint-Gaudens.
Rievocazione storica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ White (2009), pp. 307–311.
  3. ^ White (2009), pp. 312–316.
  4. ^ Donald (1996), pp. 247–250.
  5. ^ White (2009), pp. 325–329.
  6. ^ Samuel Eliot Morison, The Oxford History of the American People, New York, Oxford University Press, 1965, pp. 602–605.
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  11. ^ White (2009), pp. 350–351.
  12. ^ a b White (2009), pp. 351–354.
  13. ^ McPherson (2008) p. 9; Thomas (1952) p. 229.
  14. ^ Thomas (1952) p. 226; Holzer (2008) p. 68.
  15. ^ Holzer (2008) p. 69; Gienapp (2002) pp. 74–75; Burlingame (2008) vol. 1 p. 702. Burlingame writes, "Lincoln's unwillingness to make a public declaration may have been a mistake. Such a document might have allayed fears in the Upper South and Border States and predisposed them to remain in the Union when hostilities broke out. But it might also have wrecked the Republican coalition and doomed his administration to failure before it began."
  16. ^ Burlingame (2008) vol. 1 pp. 701–702; Thomas (1952) p. 27.
  17. ^ Thomas (1952) pp. 229–230.
  18. ^ Burlingame (2008) vol. 1 pp. 708–709.
  19. ^ Burlingame (2008) vol. 1 pp. 712–718.
  20. ^ White (2009), pp. 361–365.
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  32. ^ Gienapp (2002) p. 77; Thomas (1952) p. 244.
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  78. ^ Il 27 luglio del 1866 i due Distretti della Louisiana allora esistenti furono riuniti in un solo Tribunale distrettuale e Durell è stato riassegnato a questa Corte.
  79. ^ a b All'inizio della guerra di secessione americana la parte Occidentale della Virginia respinse la secessione e si separò a sua volta dallo Stato. Questa zona ha in gran parte coinciso con l'attuale distretto occidentale della Virginia. La porzione rimasta fedele all'Unione divenne la Virginia Occidentale, che fu ammessa come Stato federato il 20 giugno del 1863. L'11 giugno dell'anno seguente quelle parti del distretto occidentale che non facevano parte della Virginia Occidentale vennero riunite con ciò che in precedenza era stato il tribunale del distretto orientale così da formare nuovamente un unico distretto. A John Jay Jackson, che era stato nominato nel distretto occidentale, fu riassegnato al nuovo distretto della Virginia Occidentale. Allo stesso tempo John Curtiss Underwood, che era stato nominato nel distretto orientale, fu riassegnato al nuovo distretto della Virginia. Il 3 febbraio del 1871 il distretto della Virginia fu nuovamente suddiviso in distretti orientali e occidentali, cosicché Underwood fu riassegnato al distretto orientale fino alla sua morte. Il 1º luglio del 1901 il Distretto della Virginia Occidentae fu a sua volta suddiviso in Tribunale distrettuale settentrionale e meridionale; Jackson sarà riassegnato a quello settentrionale fino al suo ritiro.
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    «Volume One covers Lincoln's life as far as Gettysburg, focusing mainly on his presidential administration.».
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    «Volume Two concentrates on Lincoln the person - his conversation, his personality, his daily tasks, his marriage, his sense of humour - and covers his life from the period of the Emancipation Proclamation up to the final triumph of Appomattox and his untimely death.».

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]