Harriet Tubman

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Harriet Tubman nel 1870 in una foto di Harvey Lindsley

Harriet Tubman, nata Araminta "Minty" Ross e anche conosciuta come "Mosè degli afroamericani" (Contea di Dorchester, 1822Auburn, 10 marzo 1913), è stata un'attivista statunitense che ha combattuto per l'abolizionismo della schiavitù e in seguito per il suffragio femminile, anche come spia al servizio dell'Unione durante la Guerra di Secessione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita e famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nata con il nome di Araminta Ross da due schiavi, Harriet Green e Ben Ross, non si è certi né del preciso luogo di nascita, nonostante si sappia sia nella Contea di Dorchester, nello stato del Maryland, né della data, che viene stimata tra il 1820 e il 1825, data di nascita di cui lei stessa non era certa.

La sua bisnonna materna, Modesty, è giunta negli Stati Uniti su una nave di schiavi dall'Africa e durante la sua infanzia, la Tubman, veniva considerata per i suoi tratti fisici una Ashanti, tuttavia non ci sono prove a riguardo.

Sua madre, Harriett Green, probabilmente mulatta, era una cuoca per Mary Pattison Brodess; mentre il padre, Ben Ross, era un falegname di Anthony Thompson, che sarebbe poi diventato il secondo marito della Brodess. Harriett e Anthony si sono sposati nel 1808 e hanno avuto altri otto figli: Linah, Mariah Ritty, Soph, Robert, Ben, Rachel, Henry e Moses.

La madre dovette combattere per mantenere unita la famiglia, infatti Edward Brodess vendette tre dei suoi figli (Linah, Mariah Ritty, e Soph), separandoli per sempre dal resto della famiglia. Un giorno, uno schiavista georgiano, si mostrò interessato al figlio più giovane Moses, e lei lo nascose per un mese. Quando i due lo trovarono lei disse: "You are after my son; but the first man that comes into my house, I will split his head open." (Date la caccia a mio figlio ma spaccherò la testa a chiunque metterà piede in casa mia). Secondo molti suoi biografi, questo episodio alimentò la sua credenza nella possibilità di resistere alla schiavitù.

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

La madre aveva poco tempo per il resto della famiglia e quindi la Tubman doveva (come capitava spesso nelle grandi famiglie) prendersi cura dei fratelli più piccoli.

A sei anni fu venduta da Brodess ad una certa Miss Susan, per fare da tata al figlio della donna, ed ogni qualvolta che il bambino si svegliava piangendo, lei veniva frustata. Trovò anche modi di resistere, scappando, indossando vari strati di vestiti e difendendosi.

In seguitò lavorò anche nella piantagione di un certo James Cook, dove doveva controllare le trappole per i topi, e così contrasse il morbillo. Si ammalò a tal punto che Cook la restituì a Brodess e così la madre se ne prese cura fino alla guarigione.

In seguitò lei parlò della sua nostalgia di casa comparandosi al ragazzo dello Swanee River, citando la canzone folk Old Folks at Home di Stephen Foster.

L'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Un giorno, quando era ancora un'adolescente, è stata mandata ad un negozio di tessuti per sbrigare delle commissioni e sul percorso incontrò uno schiavo in fuga e il padrone del fuggiasco le ordinò di trattenerlo, ma lei si rifiutò e scappò via. Il padrone, per fermare la fuga dello schiavo, lanciò un pezzo di metallo (quasi 1 Kg) che però colpì lei. Passò due giorni di convalescenza, senza cure mediche, per poi tornare a lavorare nei campi. L'incidente le causò forti emicranie, vertigini, ipersonnia e delle visioni che lei reputava premonizioni divine. Inoltre si pensa che abbia sofferto di epilessia del lobo temporale, con continui attacchi epilettici e svenimenti improvvisi. Il proprietario la restituì a Brodess che cercò senza riuscire di venderla nuovamente.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1840 il padre viene manomesso, tuttavia continuò a lavorare per la famiglia Thompson. Diversi anni dopo la Tubman pagò un avvocato per investigare sullo status della madre, che come il marito, doveva essere affrancata all'età di 45 anni, e così tutti i figli nati dopo i 45 sarebbero stati liberi, ma i proprietari ignorarono la clausola che lo stabiliva e lei non poteva permettersi di tentare una causa contro di loro.

Nel 1844 sposò un uomo nero libero, John Tubman: non si sa molto su di lui o sulla loro vita privata, tuttavia la loro unione fu difficile a causa del suo status, che avrebbe inevitabilmente influito su quello dei figli (loro sarebbero stati schiavi come lei).

Probabilmente dopo il matrimonio, Araminta modificò il suo nome in Harriet Tubman, anche se il motivo non è certo.

La fuga dalla schiavitù[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1849 si ammalò nuovamente, tuttavia Brodess continuò a tentare di venderla. Lei inizialmente pregò Dio per fargli cambiare idea, ma non vedendo il cambiamento sperato iniziò a pregare per la sua morte, che avvenne una settimana dopo. Dopo questo lei si ritenne responsabile e mostrò un certo rimorso per ciò che aveva chiesto, infatti lei era una fervente cristiana e le sue visioni la spingevano a pensare di essere una protetta di Dio.

La vedova, Eliza, iniziò a vendere gli schiavi dei Brodess e così Harriet decise di non lasciarle decidere il destino della sua famiglia. Il marito tentò di dissuaderla, ritenendo una fuga troppo pericolosa, ma lei rispose:

(EN)

«(T)here was one of two things I had a right to, liberty or death; if I could not have one, I would have the other.»

(IT)

«C'erano due cose a cui avevo diritto: la libertà o la morte; se non potevo avere l'una, avrei avuto l'altra.»

(Harriett Tubman)
La taglia pubblicata sul Democrat

Harriet fuggì con i fratelli Henry e Ben il 17 settembre 1849. Inizialmente riuscirono a passare inosservati ma presto la Brodess li scoprì e pubblicò una taglia sul Democrat di Cambridge, offrendo 100 dollari per ogni schiavo (circa 3000 dollari di adesso). Tuttavia la fuga ebbe breve durata, infatti Ben sarebbe presto divenuto padre e quindi i tre tornarono indietro.

Successivamente lei fuggì di nuovo, senza i fratelli e informò la madre dei suoi piani attraverso Mary, un'altra schiava, intonandole alcune parole in codice: "I'll meet you in the morning, I'm bound for the promised land".

Non si sa precisamente dove fosse diretta, tuttavia si è certi che dalla Contea di Caroline, dove c'era una cospicua comunità di Quaccheri, che la aiutarono a prendere una strada ben nota agli schiavi in fuga. Passò lungo il corso del fiume Choptank, attraversò il Delaware e in 26 giorni, venendo guidata dalla Stella Polare (come si usava spesso prima della bussola) e con l'aiuto degli Underground Railroad, arrivò al confine con lo stato della Pennsylvania.[1]

Rivivendo l'esperienza disse:

(EN)

«When I found I had crossed that line, I looked at my hands to see if I was the same person. There was such a glory over everything; the sun came like gold through the trees, and over the fields, and I felt like I was in Heaven.»

(IT)

«Quando ho realizzato di aver oltrepassato quella linea (il confine), ho guardato le mie mani per vedere se ero ancora me stessa. C'era un'aria di gloria; il sole albeggiava tra gli alberi e sui campi, e mi sentivo quasi in Paradiso.»

(Harriet Tubman)

Con gli Underground Railroad[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fuga iniziò ad aiutare i Railroad, e per le sue imprese, l'abolizionista William Lloyd Garrison, le affibbiò il nome di Mosè, un chiaro riferimento al profeta che condusse gli Ebrei fuori dall'Egitto, secondo l'Antico Testamento. Mosè era anche il suo nome in codice, infatti la sua vera identità e le sue missioni erano un segreto custodito gelosamente dai suoi collaboratori. Inoltre, per guidare gli schiavi che aveva liberato, cantava la canzone "Go Down Moses", cambiando il ritmo in caso di pericolo, e utilizzandolo per comunicare agli eventuali Railroad che stava guidando degli schiavi liberati. In effetti non esisteva un codice universale nella loro organizzazione, ma in questo caso la canzone era cantata spesso dai reggimenti neri dell'esercito dell'Unione, e ciò la rese abbastanza appropriata e riconoscibile.

Philadelphia e la Fugitive Slave Law[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente si recò a Philadelphia, dove iniziò a pensare alla sua famiglia:

(EN)

«I was a stranger in a strange land. My father, my mother, my brothers, and sisters, and friends were in Maryland. But I was free, and they should be free.»

(IT)

«Ero una straniera, in terra straniera. Mio padre, mia madre, i miei fratelli e le mie sorelle erano in Maryland. Ma io ero libera, e anche loro dovevano esserlo.»

(Harriet Tubman)

Nel frattempo il Congresso approvò la Fugitive Slave Law, che rinforzava il preesistente Fugitive Slave Act del 1793. Questa legge prevedeva multe fino a 1000 dollari per chi non avesse riconsegnato gli schiavi ai padroni, infatti in alcuni stati abolizionisti (come il Missouri) gli schiavi venivano resi automaticamente liberi. La sua approvazione rese dunque più difficile la fuga degli schiavi (che cercarono rifugio in Ontario, che essendo parte del Canada, a sua volta parte dell'Impero Britannico, aveva abolito la schiavitù e non risentiva delle leggi promulgate dal Congresso statunitense).

La liberazione della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 1850, la Tubman venne a sapere che la nipote, Kessiah, e i suoi due figli, James Alfred e Araminta, sarebbero stati venduti all'asta a Cambridge. Decise quindi di recarsi a Baltimora dal cognato, Tom Tubman. Il marito di Kessiah, John Bowley, fece l'offerta più alta per sua moglie e mentre il banditore si era allontanato per cenare, Kessiah e i figli ne approfittarono per scappare, e con l'aiuto della Tubman, raggiunsero Philadelphia, dove poi si sarebbero riuniti.

Nella primavera dell'anno successivo tornò in Maryland più volte per liberare alcuni membri della sua famiglia, tra cui il fratello Moses, con l'aiuto dell'abolizionista Thomas Garrett, che viveva a Wilmington, nel Delaware.

Verso la fine del 1851 tornò nella Contea di Dorchester, per ritrovare suo marito, che nel frattempo aveva sposato un'altra donna, una certa Caroline. Inizialmente pensò di fare una scenata ma alla fine pensò che non ne valeva la pena e tornò a Philadelphia, aiutando anche alcuni schiavi che stavano fuggendo, portandoli con sé. John morirà 16 anni dopo, ucciso durante una discussione in strada da un bianco, Robert Vincent.

Come già detto, l'approvazione della Fugitive Slave Law aveva reso gli stati del Nord un posto poco sicuro per gli schiavi in fuga, che ripiegarono verso l'Ontario. Nel 1851 la Tubman ha condotto 11 fuggitivi (tra cui probabilmente anche Kessiah e la sua famiglia) verso Nord e sembra che abbia sostato a casa di Frederick Douglass, schiavo e abolizionista afroamericano.

Douglass e la Tubman si ammiravano reciprocamente, avendo entrambi combattuto duramente per l'abolizione della schiavitù.

In undici anni la Tubman è tornata più volte in Maryland e ha liberato circa 70 schiavi in 13 spedizioni, tra di loro c'erano anche tre dei suoi fratelli, Henry, Bene e Robert, con le loro famiglie. Ha aiutato anche tra i 50 e i 60 schiavi dando indicazioni per fuggire verso nord.

Queste spedizioni avvenivano durante l'inverno, sia grazie alla lunghezza delle notti sia perché riduceva la possibilità di essere scoperti, e le fughe avvenivano di sabato in modo tale che le eventuali taglie e notizie sulla fuga si sarebbero trovate sui giornali il lunedì successivo.

Naturalmente il suo lavoro era molto pericoloso e ciò la obbligava a ricorrere a diversi stratagemmi per passare inosservata, ad esempio una volta riconobbe uno schiavista e per evitare di farsi riconoscere finse di leggere un giornale (era risaputo il suo analfabetismo). Per proteggersi inoltre portava sempre con se una revolver, e non aveva certo paura di usarla; solitamente era per difendersi da i cacciatori di taglie ma spesso e volentieri dovette usarla per minacciare i fuggitivi che pensavano di tornare indietro, in quanto questo avrebbe messo in pericolo l'intero gruppo.

In una delle sue ultime missioni in Maryland, venne a sapere che il padre, dopo aver comprato e liberato la madre (per 20 dollari), aveva guidato un gruppo di 8 schiavi fuggitivi, perciò poteva essere arrestato, e lei li aiutò conducendoli sani e salvi a St. Catharines, in Ontario.

In tutta la sua carriera non fu mai catturata e neanche i fuggitivi che ha condotto in salvo sono rimasti al sicuro, trovandosi in un paese senza schiavitù e integrandosi con la comunità; diversi anni dopo disse:

(EN)

«I was conductor of the Underground Railroad for eight years, and I can say what most conductors can't say – I never ran my train off the track and I never lost a passenger.»

(IT)

«Ho condotto in salvo schiavi per gli Underground Railroad per 8 anni, e posso dire, al contrario di molti, che non ho mai perso il treno che dirigevo e non ho mai perso un passeggero.»

(Harriet Tubman)

L'attacco di John Brown ad Harpers Ferry[modifica | modifica wikitesto]

John Brown

Nel 1858, la Tubman, conobbe John Brown, un abolizionista bianco che reputava l'insurrezione armata come unico modo di abolire la schiavitù. Lei non era d'accordo con la sua dottrina violenta, in quanto usava la violenza solo se strettamente necessario, tuttavia entrambi puntavano agli stessi obiettivi. Entrambi, inoltre, avevano in comune una forte credenza in Dio, e lei sostenne di aver avuto un sogno premonitore sull'incontro con Brown.

Lui iniziò a reclutare dei volontari per attaccare alcuni schiavisti e l'esperienza della Tubman sulla Pennsylvania, sul Maryland e sul Delaware, si rivelò molto utile per Brown.

Diversi abolizionisti erano contro i suoi metodi (tra cui Douglass e Garrison) ma la Tubman iniziò ad aiutarlo nell'adunanza degli schiavi neri. Brown progettò di iniziare un attacco presso Harpers Ferry, nello stato della Virginia, e pensava che questo sarebbe bastato a far sì che gli schiavi prendessero le armi per liberarsi. Espose il piano a Chatham, in Ontario e la Tubman si prodigò in suo aiuto.

L'assalto, avvenuto il 19 ottobre 1859, fallì e Brown venne catturato e impiccato. Le sue gesta nonostante tutto furono lodate dagli abolizionisti. La Tubman disse in seguito:

(EN)

«He done more in dying, than 100 men would in living.»

(IT)

«Lui ha fatto più morendo di quanto cento uomini avrebbero potuto fare in vita.»

(Harriet Tubman)

Auburn[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1859 il senatore repubblicano William Seward vendette alla Tubman un terreno vicino Auburn, nello stato di New York, che lei sfruttò come porto sicuro per gli schiavi in fuga.

Nel novembre del 1860 condusse il suo ultimo salvataggio: negli anni non era ancora riuscita a liberare la sorella Rachel e i figli, Ben ed Angerine, perciò tornò nella Contea di Dorchester e organizzò la loro liberazione. Tuttavia scoprì che la sorella era morta, ma che poteva liberare i figli pagando una mazzetta di 30 dollari. Non avendo i soldi fu costretta a lasciare i bambini in schiavitù, tuttavia decise di aiutare un altro gruppo di fuggitivi, che però impiegò settimane per raggiungere la destinazione a nord, e, facendo molto freddo ed inseguiti dalle pattuglie, furono costretti a drogare i bambini con la tintura di oppio. Raggiunsero Auburn il 28 dicembre 1860.

Harriet Tubman verso la fine del 1860

Guerra di Secessione[modifica | modifica wikitesto]

Allo scoppio della Guerra di Secessione, lei vide la vittoria dell'Unione come un passo importante per gli abolizionisti. Decise quindi di dare il suo contributo diventando una presenza fissa negli accampamenti di Port Royal, in South Carolina, dove incontrò il generale David Hunter, altro grande sostenitore dell'abolizionismo. Hunter liberò tutti i lavoratori neri di Port Royal (durante le battaglie con gli Stati Confederati, gli schiavi catturati erano definiti "merce di contrabbando" e venivano perciò "sequestrati" dall'esercito dell'Unione che li metteva al lavoro senza paga), e iniziò anche a reclutarne alcuni per un reggimento di soldati neri. Questa decisione però era osteggiata dal presidente Abraham Lincoln, che non era ancora pronto all'abolizione della schiavitù e al rafforzamento dell'emancipazione negli stati del Sud, perciò ammonì il generale.

In seguito la Tubman lavorò come infermiera a Port Royal, curando con rimedi naturali i malati di dissenteria e assistendo i soldati malati di vaiolo (il fatto che lei non contraesse la malattia aveva alimentato le voci che la vedevano benedetta da Dio). Inizialmente percepì uno stipendio dallo stato ma dovette rinunciarci poiché molti schiavi liberi pensavano che stesse avendo un trattamento di favore.

Dopo il Proclama di Emancipazione diresse una piccola squadra di esploratori e, sfruttando la sua conoscenza del Maryland orientale (molto simile al South Carolina), lavorò con il Segretario alla Guerra Edwin Stanton e successivamente con il colonnello James Montgomery, aiutandolo a conquistare la città di Jacksonville in Florida.

Nel 1863, divenne la prima donna a guidare una spedizione armata nell'ambito di un assalto sul fiume Combahee, nella Carolina del Sud, durante il quale liberò più di 750 schiavi. I giornali lodarono il patriottismo, la sagacia, l'energia e la bravura della Tubman, molti degli schiavi liberati entrarono tra le file dell'Unione.

Successivamente lavorò con il colonnello Robert Gould Shaw, durante le battaglie di Fort Wagner, e per i due anni successivi continuò a lavorare sia come esploratrice che come infermiera. Dopo la resa degli Stati Confederati, nel 1865, tornò ad Auburn.

Nonostante gli anni di servizio non ricevette la pensione fino al 1899 e il salario (inferiore per gli afroamericani) non è mai stato regolare, unendo ciò alla sua attività e al sostentamento della famiglia, fu costretta a vivere in povertà fino alla sua morte.

La povertà e il matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Visse ad Auburn con la famiglia, e qui conobbe Nelson Charles Davis, un muratore che aveva servito nell'esercito dell'Unione come lei, con cui convolerà a nozze il 18 marzo 1869 e insieme adotteranno una bambina, Gertie, nel 1874. Nelson morirà di tubercolosi il 14 ottobre 1888.

Nel frattempo molti dei suoi ammiratori decisero di aiutarla economicamente, ad esempio Sarah Hopkins Bradford scrisse un libro su di lei (Scenes in the Life of Harriet Tubman), pubblicato nel 1869, che garantì alla Tubman 1 200 dollari. Tuttavia il libro non piacque molto alla critica per il suo punto di vista poco oggettivo e perciò la Bradford scrisse un nuovo libro (Harriet, the Moses of her People), pubblicato nel 1886.

Da sinistra: Harriet, Gertie e Nelson con alcuni schiavi liberati: Lee Cheney, John Alexander, Walter Green, Blind Sarah Parker e Dora Stewart ad Auburn

Suffragio femminile[modifica | modifica wikitesto]

Susan Brownell Anthony

Negli ultimi anni si adoperò per il suffragio femminile, lavorando al fianco di Susan Brownell Anthony e di Emily Howland. Questa nuova attività la portò a New York, Boston e Washington D.C., e divenne un'icona per i movimenti che si prodigavano per il suffragio femminile.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '90 dell'800 si sottopose ad un intervento di neurochirurgia presso il Massachusetts General Hospital di Boston.

Nel 1911 la sua fragilità la costrinse in casa e, accerchiata dall'affetto della famiglia e degli amici, morì di polmonite nel 1913.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2014 l'asteroide 241528 Tubman fu battezzato con il suo nome.[2]
  • Nel 2015 è stato proposto negli Stati Uniti di effigiarla sulla banconota da 20 dollari al posto di Andrew Jackson, sarebbe la prima donna ad apparire sul dollaro statunitense.[3][4][5]
  • Nel 2018 è stata una delle protagoniste dell' episodio numero 9 (The General) della 2ª stagione della serie Timeless.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli Underground Railroad erano degli attivisti (abolizionisti e schiavi liberi) che aiutavano spesso gli schiavi neri che fuggivano dalle piantagioni, portandoli in stati sicuri, in Canada o in Messico, alcune volte si spingevano anche oltreoceano.
  2. ^ (241528) Tubman = 2010 CA10 = 2005 UV359 = 2009 BS108, su IAU Minor Planet Center.
  3. ^ (IT) Una donna sui 20 dollari, Harriet Tubman al posto di Jackson, in LaStampa.it. URL consultato il 19 agosto 2018.
  4. ^ (IT) Harriet Tubman, l'eroina della libertà che potrebbe apparire sui 20 dollari - Bergamo Post, in Bergamo Post, 10 maggio 2016. URL consultato il 19 agosto 2018.
  5. ^ (EN) Harriet Tubman Ousts Andrew Jackson in Change for a $20. URL consultato il 19 agosto 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Earl Conrad, Harriet Tubman, Negro soldier and abolitionist, New York, International Publishers, 1943, OCLC 08991147.
  • (EN) Frederick Douglass, Life and times of Frederick Douglass: his early life as a slave, his escape from bondage, and his complete history, Londra, The Crowell-Collier Publishing Co, 1962, OCLC 39258166.
  • (EN) Sarah Bradford, Harriet Tubman: The Moses of Her People, New York, Dover Publications, 2004 [1886], ISBN 0486438589.
  • (EN) Jean Humez, Harriet Tubman: The Life and Life Stories, Madison, University of Wisconsin Press, 1º gennaio 2004, ISBN 0299191206.
  • (EN) Catherine Clinton, Harriet Tubman: The Road to Freedom, New York, Back Bay Books, 2005, ISBN 0316155942.
  • (EN) Margaret Peters e Eric Anderson, Home, Miss Moses: A novel in the time of Harriet Tubman, Higganum, Higganum Hill Books, 1º giugno 2006, ISBN 0977655601.
  • (EN) Sarah Bradford, Scenes in the Life of Harriet Tubman, CreateSpace Independent Publishing Platform, 3 luglio 2015 [1869], ISBN 1514815613.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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