Complotto di Baltimora

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Abraham Lincoln alla cerimonia inaugurale della sua presidenza.

Il complotto di Baltimora fu un presunto tentativo premeditato di organizzare l'omicidio del neo-presidente eletto degli Stati Uniti d'America Abraham Lincoln; la cospirazione avrebbe dovuto essere messa in atto alla fine di febbraio del 1861 durante il passaggio del treno presidenziale diretto verso la cerimonia d'insediamento a Washington.

Allan Pinkerton nel 1861.

Allan Pinkerton, fondatore della Pinkerton National Detective Agency, svolse in tal occasione un ruolo chiave gestendo la sicurezza di Lincoln nel corso di tutto il viaggio.

Sebbene gli studiosi più addentro nella questione continuino a dibattere se la minaccia fosse o meno stata effettivamente reale, chiaramente sia il presidente che i suoi più stretti collaboratori vi credettero e la considerarono vera tanto da intraprendere azioni atte a salvaguardare la sicurezza del seppur ridotto corteo durante l'attraversamento della capitale del Maryland.

Il 6 novembre del 1860, a seguito della vittoria ottenuta alle elezioni presidenziali del 1860 Lincoln venne eletto 16° presidente degli Stati Uniti d'America; fu il 1° appartenente al Partito Repubblicano a raggiungere tale traguardo.

Subito dopo molti rappresentanti degli Stati Uniti meridionali non mancarono di mettere in chiaro che la secessione fosse divenuta oramai un'eventualità inevitabile; il che non fece altro che aumentare la già notevole tensione che percorreva l'intera nazione.

Si considerò sufficientemente attendibile l'esistenza di una trama orchestrata dai sudisti filo-schiavismo per far assassinare Lincoln non appena questi fosse giunto a Baltimora; alla fine egli dovette arrivare in tutta segretezza nella capitale federale. Il percorso ferroviario venne pertanto pianificato con estrema attenzione facendogli attraversare Bellaire (Ohio) in direzione di Wheeling (Virginia Occidentale) verso Est e successivamente indirizzato nelle vicinanze di Pittsburgh per poi oltrepassare la Pennsylvania e il Maryland per concludere infine a Washington.

Per tutto il periodo della presidenza di Abraham Lincoln i critici più accaniti lo avrebbero perseguitato per l'atto apparentemente vigliacco d'intrufolarsi nottetempo a Baltimora, travestito in una maniera del tutto "equivoca", sacrificando in tal modo il proprio "onore" per privilegiare al suo posto la sicurezza personale. Gli sforzi compiuti in tal senso potrebbero tuttavia essere stati molto semplicemente dettati dalla prudenza.

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

L'investigatore A. Pinkerton era stato incaricato dalla compagnia ferroviaria di fornire una scorta adeguata al presidente eletto nella sua traversata del paese la quale avrebbe finito col condurlo alla Casa Bianca. Il Maryland, uno dei prossimi Stati cuscinetto nella guerra di secessione americana, era uno degli Stati federati schiavisti con non indifferenti simpatie sudiste e quindi potenzialmente pericoloso per il neo-presidente Repubblicano costretto a passarvi attraverso.

Appena due mesi e mezzo dopo una folla anonima propensa al linciaggio aggredirà violentemente un reggimento dell'Union Army proveniente dal Massachusetts mentre stava marciando attraverso la città per arrivare a Washington: si trattò dei disordini di Baltimora. Quando la Virginia proclamò la secessione per unirsi agli Stati Confederati d'America si rese necessario che Lincoln attraversasse il Maryland per raggiungere Washington.

Il governo Repubblicano appena sopraggiunto non parve avere alcuna intenzione di rischiare inutilmente eventuali colpi di mano da parte dei ribelli e più tardi in quello stesso anno il presidente si sarebbe trovato nella condizione di dover sospendere molte delle libertà civili, perfino ordinando l'arresto dell'intera legislatura statale del Maryland nel fondato timore ch'essa potesse prendere l'iniziativa di votare a favore della secessione.

Pinkerton in particolare si dimostrerà essere particolarmente propenso alla cautela, atteggiamento che avrebbe dimostrato ampiamente anche nel corso degli eventi immediatamente successivi allo scoppio della guerra civile, conseguenza della battaglia di Fort Sumter la quale vide le truppe secessioniste bombardare Fort Sumter rimasto nelle mani dell'Unione.

Sovrasterà inoltre ripetutamente le forze avversarie - ingaggiando delle vere e proprie azioni di spionaggio - ed influenzando così negativamente e in un modo sostanziale la campagna militare del generale George McClellan nel Teatro Orientale della guerra.

Azioni intraprese[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Presidenza di Abraham Lincoln § Arrivo a Washington.

L'11 febbraio del 1861 il presidente eletto Lincoln salì a bordo di un treno a Springfield (Illinois) diretto a Est, iniziando un percorso che lo vedrà sostare in 70 città diverse e che terminò con la sua inaugurazione nella capitale federale il 4 di marzo. Pinkerton era stato assunto dai preoccupati funzionari delle ferrovie per indagare sulle eventuali attività sospette e i possibili atti di distruzione delle proprietà ferroviarie lungo il percorso del corteo attraverso Baltimora.

Il detective si convincerà presto che esistesse un complotto in atto diretto a tendere un'imboscata al vagone presidenziale tra la Calvert Street Station della "Northern Central Railway" e la Camden Street Station della "Baltimore and Ohio Railroad". L'occasione si sarebbe presentata facilmente nel corso del passaggio attraverso Baltimora in programma per il giorno 23.

Foto di Ward Hill Lamon, amico personale del presidente che funse da bodyguard durante il viaggio.

Pinkerton tenterà di persuadere Lincoln a cancellare la sosta prevista a Harrisburg con l'intento di proseguire segretamente; il presidente però insisterà nel voler rispettare tutti gli appuntamenti; il già celebre investigatore si scontrerà quindi con l'amico del presidente Ward Hill Lamon il quale per l'occasione gli faceva anche da scorta proprio sulla questione della protezione[1].

Lamon offrirà a Lincoln una rivoltella ed un coltello Bowie, ma in tal modo provocherà le vigorose proteste di Pinkerton secondo il quale "non si sarebbe mai dovuto permettere che il signor presidente debba essere obbligato ad entrare nel Campidoglio (Washington) nazionale amato di tutto punto"[2].

La sera del giorno 22 le linee del telegrafo a Baltimora vennero tagliate per espresso volere del detective privato con l'intento d'impedire il passaggio di comunicazioni compromettenti tra potenziali cospiratori operanti sia in Pennsylvania che nel Maryland. Nel frattempo Lincoln lasciò Harrisburg a bordo di un treno speciale ed arrivò senza farsi annunciare a Baltimora nel cuore della notte[3].

Il collegamento maggiormente pericoloso dell'intero viaggio si trovava proprio qui, ove un'ordinanza cittadina proibiva i viaggi notturni in treno attraverso l'area del centro urbano; le carrozze ferroviarie dovevano pertanto forzosamente venire trainate a cavallo tra le stazioni di President Street e di Camden Street[4].

Secondo quanto ne scriverà in seguito Pinkerton un vigilante preposto al controllo delle strade gli riferì che esisteva un complotto per pugnalare il presidente eletto; il presunto piano avrebbe previsto di utilizzare un numero imprecisato di attentatori appostati lungo il tragitto, armati di coltelli e disseminati in mezzo alla folla che si sarebbe radunata per salutarlo alla stazione di President Street[5].

Quando Lincoln fosse dovuto uscire dal vagone per poter cambiare treno almeno uno degli assassini sarebbe stato in grado di avvicinarsi abbastanza e colpirlo a morte. Una volta che la carrozza passò senza incontrare alcun problema di sorta Pinkerton inviò un telegramma di una riga al presidente della "Philadelphia, Wilmington and Baltimore Railroad": "le noccioline sono state recapitate e mangiate in completa sicurezza"[6].

Il disappunto della folla accorsa per non essere riuscita a salutare il neo-presidente alla stazione di Baltimora, vignetta di Thomas Nast.

Nel pomeriggio del giorno 23 il convoglio arrivò come programmato alla stazione di Calvert Street[7]; la grande folla che si riunì colà per intravedere il presidente apprese rapidamente che in realtà Lincoln era già passato. Anche se il resto dei funzionari di partito - e tra loro la signora Mary Todd Lincoln con i figli - si trovarono a bordo del treno come originariamente previsto, erano anch'essi già scesi in una fermata precedente a diversi isolati a Nord della stazione di President Street[8][9].

Persone associate alla presunta trama[modifica | modifica wikitesto]

Il Barnum's Hotel ove lavorò come parrucchiere Cipriano Ferrandini.
  • Cipriano Ferrandini[10] - Un barbiere originario della Corsica - di padre italiano - che emigrò negli Stati Uniti e si affermò come parrucchiere per signore nel seminterrato del Barnum's Hotel di Baltimora; lì esercitò il suo mestiere dalla metà degli anni 1850 fino al momento di lasciare l'attività, molto tempo dopo la fine della guerra di secessione americana. Fu accusato - ma mai incriminato - per aver complottato per assassinare Abraham Lincoln il 23 febbraio del 1861[11].
  • Allan Pinkerton - Capo dell'Agenzia Pinkerton
  • Kate Warne[12][13][14] - Un'agente donna di Pinkerton che è accreditata per aver raccolto e fornito preziose informazioni le quali contribuiranno a convincere Pinkerton che esistesse veramente un complotto teso ad assassinare Lincoln a Baltimora.
  • Harry W. Davies - Un agente di Pinkerton che lavorò in collaborazione con Warne.
  • Ward Hill Lamon[15][16] - Amico personale di Lincoln che lo accompagnò attraverso la città.

Sia Lawton che Hattie saranno arrestati, condannati e giustiziati come spie nel 1862.

Percezione pubblica della vicenda[modifica | modifica wikitesto]

"That's what's the matter". Vignetta satirica del 1862 che mostra il presidente con una cuffia da donna.

Diversi storici continuano a sostenere che la credenza di Pinkerton inerente ad un probabile complotto omicida si sia rivelata completamente errata; lo stesso Lincoln difatti in seguito si pentirà di aver attraversato di nascosto la città senza aver dato alcun preavviso[25].

Molti anni dopo il fatto Ward Hill Lamon avrebbe pubblicamente dichiarato che non vi fu alcun complotto atto ad assassinare il presidente nel 1861:

«È perfettamente evidente che non vi fu alcuna cospirazione - nessuna cospirazione di cento, di cinquanta, di venti, neppure di tre persone diverse, nessuno scopo preciso nel cuore, nemmeno un uomo con l'intenzione decisa di uccidere Mr Lincoln a Baltimora[26]

Nel suo libro del 1891 Recollections of President Lincoln and his Administration l'autore L. E. Chittenden sostenne con chiarezza che non vi era bisogno di alcuna precauzione, né tanto più la necessità di ricorrere a travestimenti di sorta in quanto Lincoln "entrò nel vagone letto di Filadelfia e dormì fino a quando non si risvegliò a poche miglia da Washington"[27].

Questo racconto a posteriori però viene a cozzare e ne contraddice altri che costituiscono delle fonti primarie e nei quali si afferma che invece il presidente passò una notte completamente insonne in preda all'ansia insieme a Lamon e Pinkerton, durante la quale "parlò sempre a voce bassa per evitare di essere notato"[28].

Indipendentemente dal fatto che il presidente eletto abbia mai avuto di fronte a sé un reale pericolo di essere assassinato gli sforzi compiuti nella massima segretezza per raggiungere Washington divennero immediatamente una "Cause célèbre" di umiliazione pubblica in tutta la nazione, con estremo dispiacere dello stesso Lincoln.

Parecchi elementi presenti nell'articolo di prima pagina del The New York Times datato 23 di febbraio si dimostreranno essere particolarmente dannosi; in primo luogo il fatto che una relazione così negativa provenisse da un giornale ardentemente Repubblicano ebbe modo di conferirgli un'immediata credibilità[29], molto maggiore di quanto avrebbe goduto se fosse invece provenuta da una fonte vicina agli allora "pacifisti ad oltranza" del Partito Democratico (i Copperheads) o ai sudisti.

Quando il Times pubblicò l'articolo di Joseph Howard, Jr. e questi raccontò nei dettagli l'esperienza vissuta di un presidente eletto travestito con un grande berretto di lana calcato pesantemente sul volto e protetto da un lungo mantello e con un cappotto da donna la nazione "scossa dalle risate, scagliò non solamente il ridicolo, ma perfino l'ingiuria (additandolo ad esser uso a costumi ambigui e poco chiari), su Lincoln"[30].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Abraham Lincoln § Sessualità.
"Passage through Baltimore", incisione del caricaturista Adalbert John Volck (1863).

In sostanza l'articolo di Howard fu un assalto diretto alla virilità con conseguente dileggio per la mancanza di coraggio dimostrata da Lincoln; affermò a chiare lettere che era troppo riluttante e spaventato per andarsene, ma bensì costretto a proseguire davanti all'indignazione del colonnello Edwin Vose Sumner e per l'insistenza e la vergogna dimostrata dalla moglie e dai più stretti collaboratori[31].

I giornali assillarono il presidente rinfacciandogli il fatto di aver attraversato la città nel cuore della notte. Il caricaturista tedesco americano Adalbert John Volck - di proclamate simpatie sudiste - venne ispirato a creare la sua famosa incisione satirica intitolata "Passage through Baltimore": l'immagine di un Lincoln sbalordito e in camicia da notte che scruta assai preoccupato fuori dal proprio vagone ferroviario (un "carro-bestiame") mentre sta per accingersi ad attraversare Baltimora divenne rapidamente parte dell'iconografia riferentesi al presidente.

«Nel corso del conflitto, quando le immagini erano meno comuni e più pregiate, il simbolo del berretto da notte rimase un tema ben presente nella grafica confederata, ma anche in alcuni disegni e vignette nordisti per anni; ribadì il ricordo di Lincoln che fuggiva travestito e significò un'accusa automatica sulla la sua presunta mancanza di carattere[32]

"Il coraggio dell'uomo mascherato", su Harper's Weekly del 4 marzo.

Per il resto della presidenza di Abraham Lincoln la storia del suo furtivo comportamento sarà amplificata sempre più additandolo come un vigliacco e sarebbe stata ripetuta innumerevoli volte dai suoi più acerrimi nemici, grazie anche agli effetti particolari raggiunti dai fumettisti dell'epoca.

Fu ritratto con innumerevoli varianti, in abiti logori, in tenuta da notte con un "balmoral scozzese" a pon pon, che alla fine si trasformò in un gonnellino molto corto.

Vignetta satirica su Vanity Fair del 9 di marzo, che ritrae Mac-Lincoln in kilt (il gonnellino scozzese).

L'assurdo travestimento venne spesso accompagnato da un'espressione terrorizzata sul volto, con la palese intenzione di minare ulteriormente l'immagine pubblica del suo coraggio e virilità; le marcate caricature realizzate da[33] Harper's Weekly tormenteranno Lincoln per tutto il corso del proprio mandato.

I giornali di tutti gli schieramenti derisero le sue azioni; in una vignetta di Vanity Fair (1859-1863) il kilt scozzese venne interpretato come una gonna che aveva preso in prestito dal guardaroba della moglie. Quando giunse infine a Washington era oramai divenuto lo zimbello dell'intero paese. Il New York Tribune fu nondimeno costretto ad ammettere:

«È l'unico esempio registrato nella nostra storia in cui il capo riconosciuto di una nazione... si è trovato costretto, per timore di perdere la propria vita, ad entrare nella capitale sotto mentite spoglie"[34]

Decisamente più aspra si rivelerà la denuncia scagliata da The Baltimore Sun:

«Se avessimo provato rispetto per il signor Lincoln, fosse questo un sentimento ufficiale o personale, come uomo o come presidente eletto degli Stati Uniti... la scappatella finale con la quale avrebbe raggiunto la capitale l'avrebbe completamente demolito...

Avrebbe anche potuto a questo punto essere entrato all'Hotel Willard con un bel "copricapo di fiori primaverili" posato sulla testa, compiendo una "capriola" e facendo il saluto allegro del pagliaccio alla Generale Winfield Scott: "Eccoci!" tanto che non dovremmo più preoccuparci di nulla, personalmente.

Non crediamo che la Presidenza potrà mai essere più degradata da nessuno dei suoi successori di quanto non sia stata da lui, ancor prima della cerimonia d'inaugurazione[35]

La satira di gettò a capofitto nell'opera di ridicolizzazione, insinuando una propensione del presidente verso il travestitismo (versione contemporanea).

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Il presunto complotto viene rievocato nell'album a fumetti di Lucky Luke intitolato Lucky Luke contro Pinkerton.

Nel 1951 la Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) produsse una fittizia ri-elaborazione del presunto complotto contro Lincoln, Bersaglio eccellente[36]; la storia segue ciò che si sa generalmente sulla trama di Baltimora, ma con alcune sue peculiari differenze.

Qui è difatti un detective del New York City Police Department chiamato John Kennedy - e interpretato da Dick Powell - che contatta l'amministrazione per informarla della cospirazione in atto e sale sul treno sperando di scoprire se qualcuno degli attentatori è a bordo prima di raggiungere Baltimora.

Kennedy scopre una trama che comporta il far esplodere una sommossa popolare per distogliere la protezione della polizia da Lincoln e un tiratore scelto armato di un fucile con mirino telescopico per sparare al presidente eletto. Attraverso gli sforzi di Kennedy il tentativo viene interrotto e vengono identificati i membri chiave del complotto.

È esistito nella realtà un ufficiale di New York, John Alexander Kennedy[37][38], il quale sostenne di essere stato colui che aveva scoperto la trama di Baltimora; ma, a differenza del personaggio del film di Powell, non si trovò nella scena del tentato crimine; inoltre, nella vita reale, Kennedy era il sovrintendente dell'intera forza di polizia. Nel film viene invece raffigurato come un semplice sergente investigativo.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Leggenda sulle coincidenze Lincoln-Kennedy e Maledizione dell'anno zero.

Risulta inoltre assai interessante notare l'inquietante coincidenza che il film avrà in relazione all'assassinio di John Fitzgerald Kennedy; il nome del personaggio che cerca di sventare l'assassinio di Lincoln è John Kennedy. Nella realtà la segretaria della Casa Bianca di John Fitzgerald Kennedy era Evelyn Lincoln; Abe Lincoln fu assassinato al Teatro Ford; mentre JFK verrà assassinato a bordo di una limousine Lincoln Continental prodotta dalla Ford.

"The Death Trap", un episodio della serie televisiva Kronos - Sfida al passato del 1966-1967 include la trama del 1861 a Baltimora, ma descrive anche una breve difficoltà con la macchina del tempo che ha causato la proiezione di un filmato delle riprese del 14 aprile 1865 di Lincoln al Ford's Theatre[39].

L'episodio presenta l'esistenza di una bomba usata nel complotto e costituisce un tentativo messo in atto dagli abolizionisti, i quali in tal modo sperano di far precipitare la nazione in una guerra civile in cui la schiavitù negli Stati Uniti d'America verrà definitivamente messa al bando; i cospiratori sono apparentemente dei simpatizzanti e sostenitori di John Brown, che aveva già subito l'impiccagione a seguito del raid di John Brown contro Harpers Ferry.

In realtà la guerra civile americana inizierà effettivamente solo nell'aprile del 1861 con l'attacco sudista a Fort Sumter nella battaglia di Fort Sumter.

Il presidente che rende la libertà agli schiavi attraverso il proclama di emancipazione.
New Orleans. Banksy lavora su edifici abbandonati e qui rappresenta il senzatetto Abraham Lincoln; I poster di "Hope" di Barack Obama sono stati aggiunti nel 2008.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cuthbert, N: Lincoln and the Baltimore Plot, 1861, pp. 78-79, Huntington Library, 1949.
  2. ^ Cuthbert, N: Lincoln and the Baltimore Plot, 1861, p. 79, Huntington Library, 1949.
  3. ^ Isaac H. Arnold The Baltimore Plot To Assassinate Abraham Lincoln, Harper's New Monthly Magazine 1868, pp. 123-124
  4. ^ Isaac H. Arnold The Baltimore Plot To Assassinate Abraham Lincoln, Harper's New Monthly Magazine 1868, pp. 124-125
  5. ^ Isaac H. Arnold The Baltimore Plot To Assassinate Abraham Lincoln, Harper's New Monthly Magazine 1868, pp. 125-126
  6. ^ Isaac H. Arnold The Baltimore Plot To Assassinate Abraham Lincoln, Harper's New Monthly Magazine 1868, pp. 126-127
  7. ^ Road to Lincoln's end ran through Baltimore, Jonathan M. Pitts, The Baltimore Sun
  8. ^ Scharf, John, History of Maryland vol.III, Tradition Press, p.39
  9. ^ Isaac H. Arnold, The Baltimore Plot To Assassinate Abraham Lincoln., in Harper's New Monthly Magazine (New York, Harper and Brothers), vol. 37, June–November 1868, pp. 127-128. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  10. ^ Alan Pinkerton, The Spy of the Rebellion, Hartford, CT., M. A. Winter and Hatch, 1885, pp. 64–65.
  11. ^ Daniel Stashower, "The Unsuccessful Plot to Kill Abraham Lincoln ", Smithsonian magazine, February 2013. Retrieved February 6, 2013.
  12. ^ Edward Steers, Blood on the Moon: The Assassination of Abraham Lincoln, University Press of Kentucky, 21 ottobre 2005, ISBN 0-8131-9151-3. URL consultato il 7 aprile 2015.
  13. ^ HERNDON'S INFORMANTS: Letters, Interviews, and Statements about Abraham Lincoln | Edited by Douglas L. Wilson and Rodney O. Davis | Letters, Interviews, and Statements Collected by William H. Herndon and Jesse W. Weik, 1865-92 [collegamento interrotto], su University of Illinois Press. URL consultato il 7 aprile 2015.
  14. ^ Kate Warne America's First female Private-Eye, su Spy and Private Eye Museum. URL consultato il 7 aprile 2015.
  15. ^ Lamon, Ward Hill. The Life of Abraham Lincoln: His Birth to His Inauguration as President. Boston, MA: James R. Osgood and Company, 1872, pp. 511-529.
  16. ^ Lamon, W., Life of Abraham Lincoln, page 513. James R. Osgood and Company, 1872.
  17. ^ Bernstein, Steven, "Marylander Bradley T. Johnson Committed Himself to the Confederacy Before and After the War", "America's Civil War" magazine, September 2005, p. 20
  18. ^ Public record defense by Marshall George P. Kane of his actions on April 19, 1861, in dealing with the riot in Baltimore that "shed the first blood of the Civil War"
  19. ^ Intelligence in the Civil War, CIA Publication PDF
  20. ^ Fishel (1996) The Secret War for The Union. p.131.
  21. ^ Cuthbert (1949) Lincoln and the Baltimore Plot. p. 4.
  22. ^ Recko, Corey, A Spy for the Union: The Life and Execution of Timothy Webster (McFarland & Co., 2013), 75.
  23. ^ Hattie Lewis, a Pinkerton Operative and Civil War Spy
  24. ^ Rhoades (August 2002)"The Women of Castle Thunder"
  25. ^ Baltimore, Allan Pinkerton, and the Plot to Assassinate President Lincoln, 1861, Teachingamericanhistorymd.net. URL consultato il 28 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2011).
  26. ^ Lamon, W: Life of Abraham Lincoln, p. 513. James R. Osgood and Company, 1872.
  27. ^ L.E. Chittenden, Recollections of President Lincoln and his Administration, BiblioBazaar, 2009.
  28. ^ Harris, William C., Lincoln's Rise to the Presidency. (Lawrence:University of Kansas Press, 2007), 318.
  29. ^ Harper p. 90
  30. ^ Holzer, Harold, Lincoln Seen & Heard. (University Press of Kansas, 2000.) (p. 118)
  31. ^ Harper p. 89
  32. ^ Holzer, p. 118
  33. ^ a comic strip
  34. ^ Lincoln's wrath: fierce mobs, brilliant scoundrels and a president's mission, Books.google.com. URL consultato il 28 maggio 2011.
  35. ^ Historical Figures | Abraham Lincoln Takes the Heat, TheHistoryNet. URL consultato il 28 maggio 2011 (archiviato il October 4, 2007).
  36. ^ The Eddie Mannix Ledger (Los Angeles, Margaret Herrick Library, Center for Motion Picture Study)..
  37. ^ Appletons' Cyclopædia of American Biography.
  38. ^ J. A. Kennedy su Find a Grave
  39. ^ About President Abraham Lincoln (What is USA News), 26 febbraio 2014. URL consultato il 9 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cuthbert, Norma Barrett (ed.). Lincoln and the Baltimore Plot, 1861. (1949)
  • Evitts, William J., A Matter of Allegiances- Maryland from 1850-1861(Baltimore: Johns Hopkins University Press, 1974)
  • Flight of Abraham. Woodcut engraving from Harper's Weekly, New York, March 9, 1861.
  • Harper, Robert S., Lincoln and the Press. (McGraw-Hill Book Company, Inc. New York, 1951.)
  • Harris, William C. Lincoln's Rise to the Presidency. (University Press of Kansas, 2000.)
  • Holzer, Harold, "Lincoln Seen & Heard." (University Press of Kansas, 2000.)
  • Kline, Michael J. The Baltimore Plot: The First Conspiracy to Assassinate Abraham Lincoln (Westholme Publishing Lte., Yardley, Pa., 2008)
  • Lamon, W: Life of Abraham Lincoln, page 513. (James R. Osgood and Company, 1872.)
  • Pinkerton, A. (1883). The Spy of the Rebellion; being a true history of the spy system of the United States Army during the late rebellion. Revealing many secrets of the war hitherto not made public. Comp. from official reports prepared for President Lincoln, General McClellan and the provost-marshal-general. New York, G.W. Carleton & Co. (1883)
  • J Hist Dent. 2001 Mar;49(1):17-23. (2001)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]