Stop the Steal

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Immagine di una protesta "Stop the Steal".
Immagine di una protesta "Stop the Steal"

Stop the Steal (in italiano: fermate il furto) è una teoria complottista di destra diffusa negli Stati Uniti. La teoria sostiene che durante le elezioni presidenziali americane del 2020 si sia verificata una diffusa frode elettorale per negare la vittoria al presidente in carica Donald Trump sull'ex vicepresidente Joe Biden. Trump e i suoi sostenitori affermano di aver vinto le elezioni e che la frode degli elettori e del conteggio dei voti su larga scala è avvenuta in diversi swing states.[1][2] Nonostante ciò, la Associated Press, ABC News, CBS News, CNN, Decision Desk HQ, NBC News, The New York Times e Fox News avevano previsto che Biden sarebbe diventato presidente eletto, superando i 270 voti del Collegio elettorale necessari per rivendicare la vittoria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

"Stop the Steal" è stato creato dal politico repubblicano Roger Stone nel 2016. Un gruppo Facebook con questo nome è stato creato durante il conteggio dei voti del 2020 da parte del gruppo pro-Trump "Women for America First", creato dal cofondatore e attivista del movimento Tea Party, Amy Kremer.[3] Facebook ha rimosso il gruppo il 5 novembre, definendolo "organizzato alla delegittimazione del processo elettorale". È stato riferito che nel gruppo entrassero 1 000 nuovi membri ogni 10 secondi e che avesse un totale di 360 000 follower prima che Facebook lo chiudesse.[4]

Tutti i successivi gruppi "Stop the Steal" sono stati rimossi dal sito web dai moderatori di Facebook a causa di discussioni su violenza estrema, incitamento alla violenza e minacce, considerate violazioni degli standard della comunità di Facebook. Diversi gruppi omonimi sono stati fondati da estremisti di destra dopo che Trump ha pubblicato tweet su Twitter incoraggiando i suoi sostenitori a "Stop the Count" (fermare il voto). Da allora, molti di questi gruppi hanno iniziato a protestare in diverse città degli Stati Uniti, tra cui Washington D.C., Detroit, Lansing, Michigan, Las Vegas, Nevada, Madison, Wisconsin, Atlanta e Columbus, Ohio. Molte di queste proteste hanno incluso membri di gruppi estremisti come Three Percenters, Proud Boys e gli Oath Keepers.[5]

"Le elezioni sono finite il 3 novembre, contate solo i voti legali!". (Stop the Count)

Proteste[modifica | modifica wikitesto]

Nel Michigan, il 7 dicembre 2020, i manifestanti di "Stop the Steal" si sono riuniti davanti alla casa privata del segretario di Stato del Michigan Jocelyn Benson per "gridare e cantare minacciosamente con megafoni". La vittoria del presidente eletto Joe Biden con 154 000 voti è stata comunque ufficialmente certificata dal Michigan Board of State Canvassers a novembre.[6] I nove avvocati che avevano sostenuto in via giudiziaria la natura fraudolenta della proclamazione sono stati sanzionati dalla magistratura per violazione della deontologia forense, avendo intrapreso una lite temeraria in totale assenza di qualsivoglia elemento di fatto o di diritto a supporto[7].

Sabato 12 dicembre 2020 si sono svolte delle proteste post-elettorali a Washington, D.C. dove avvennero una serie di scontri armati. All'inizio della giornata i manifestanti si sono riuniti davanti alla Corte Suprema e al Freedom Plaza. Sebbene periodicamente scoppiassero piccoli scontri, le proteste sono state per lo più pacifiche anche se la maggior parte dei partecipanti non indossava la mascherina nonostante la pandemia di COVID-19 in corso.[8]

Social media[modifica | modifica wikitesto]

I tentativi di Facebook e di altri social network tradizionali di limitare i gruppi che diffondono "false dichiarazioni elettorali" hanno portato all'aumento della popolarità di Parler, una rete sociale alternativa di destra che ha attirato sostenitori di Trump e della teoria "Stop the Steal".[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]