Convegno dell'hotel Parco dei Principi

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Il convegno dell'hotel Parco dei Principi è il nome con cui divenne noto il Convegno sulla guerra rivoluzionaria; organizzato dal 3 al 5 maggio del 1965 dall'Istituto di studi militari Alberto Pollio all'hotel Parco dei Principi di Roma.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Organizzato per iniziativa di tre giornalisti appartenenti agli ambienti della destra, Enrico de Boccard, Gianfranco Finaldi ed Edgardo Beltrametti (quest'ultimo stretto collaboratore del Capo di stato maggiore della difesa), il convegno ebbe come tema principale La guerra rivoluzionaria, una dottrina che in quegli anni circolava soprattutto negli ambienti militari e mirata a coordinare e dare maggior vigore alla lotta contro la possibile avanzata del comunismo in Italia. In un contesto storico in cui, il Partito Comunista Italiano, sembrava sempre più riscuotere consensi crescenti e nel quale, la Democrazia Cristiana, pur mantenendo saldamente posti e posizioni di potere, sembrava progressivamente cedere terreno alla sinistra, secondo i relatori del convegno occorreva che, una parte della destra, si facesse carico di una reazione alla crescita del pericolo comunista affiancandosi, in questa attività, ad apparati dello stato particolarmente 'sensibili': uomini dei Servizi segreti, dei carabinieri e militari di fede neofascista e insofferenti alle leggi della Repubblica Italiana.[2]

Assunto fondativo del convegno era che un terzo conflitto mondiale fosse già in atto, anche se non nelle forme tradizionali, ma seguendo "dottrine, tecniche, procedimenti, formule e concetti totalmente inediti, elaborati adottati e sperimentati dai comunisti in termini globali e su scala planetaria ai cui principi è ispirata comunque e dovunque la condotta non soltanto degli stati comunisti ma anche dei partiti comunisti che operano nei paesi del mondo libero e per i quali la competizione politica è in ultima analisi un fatto bellico avente come obiettivo la sconfitta totale dell'avversario"[3]

Secondo De Boccard "la libertà dell'uomo consiste proprio nel respingere anche ciò che può apparire vantaggioso per lui, e con molta semplicità diremo perciò che rifuggiamo dal comunismo, che non accettiamo il comunismo, che combattiamo il marxismo ed esprimiamo pubblicamente la nostra volontà di combatterlo e soprattutto sul suo stesso terreno, restituendogli – tanto che siamo sulla difensiva – colpo per colpo e ben decisi, quando ciò sarà finalmente concesso dal maturarsi di situazioni, dall'intesa di uomini e soprattutto dalla chiara, realistica visione di una situazione che minaccia ogni giorno di più di diventare catastrofica, di passare risolutamente e con estrema spregiudicatezza all'offensiva. Restituendo, se necessario, abbondantemente ai comunisti il terrore che essi hanno imposto al mondo."[4]

Beltrametti descrisse invece l'opposizione all'avanzata comunista come "un compito espressamente richiestoci dall'Alleanza atlantica".[5]

Al convegno parteciparono personaggi legati al mondo anticomunista, in particolare militari di alto grado, imprenditori, politici, giornalisti, ed un gruppo di 20 studenti universitari invitati (la maggior parte neofascisti).[3] Oltre ad alti ufficiali dell'Esercito come Guido Giannettini, fra coloro che erano stati presenti con un intervento [vi fu] Pino Rauti e fra gli studenti universitari invitati per apprendere le nuove teorie giovani come Stefano Delle Chiaie e Mario Merlino, personaggi tutti i cui nomi sarebbero comparsi pochi anni dopo nelle cronache delle indagini sui più gravi fatti eversivi[6].

Gli interventi[modifica | modifica wikitesto]

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune opinioni questo convegno rappresenterebbe per quanto riguarda l'Italia la pianificazione e l'inizio della "strategia della tensione" e degli "opposti estremismi"[7] inserito nella più ampia operazione internazionale "false flag" nota come "Operazione CHAOS" e volta a contrastare l'avanzata del comunismo nel mondo.

Sembrerebbe che il convegno fosse finanziato dall'Ufficio REI del SIFAR diretto dal colonnello Renzo Rocca[5].

Partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Tra i partecipanti al convegno vi furono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bologna 2 agosto 1980 - LA GUERRA RIVOLUZIONARIA, su stragi.it. URL consultato il 02 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2016).
  2. ^ L'orchestre noir, Frédéric Laurent, Ed. Stock, 1978
  3. ^ a b Il Convegno di Parco dei Principi del Maggio 1965, su www.archivio900.it. URL consultato il 02 settembre 2016.
  4. ^ LA GUERRA RIVOLUZIONARIA - Relazione di ENRICO DE BOCCARD, su stragi.it. URL consultato il 02 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2016).
  5. ^ a b I burattinai. Stragi e complotti in Italia, Philip Willan, Ed. Tullio Pironti, 1993
  6. ^ Guido Salvini, Sentenza Ordinanza Piazza Fontana 1995 pag 309.
  7. ^ Luci sulle stragi, raccolta di testi tratti dalle relazioni della commissione stragi del parlamento, Ed. Lupetti/Piero Manni, 1996

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]