Gruppi d'Azione Partigiana

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Gruppi d'Azione Partigiana
Attiva 1969 - 1972
Nazione Italia Italia
Contesto Anni di piombo
Ideologia Estrema sinistra, guevarismo, antifascismo
Alleanze Brigate Rosse, Eversione Politica Sarda, indipendentismo sardo
Affinità politiche Gruppo XXII Ottobre, Fronte Popolare di Liberazione, Esercito Popolare di Liberazione
Componenti
Fondatori Giangiacomo Feltrinelli
Componenti principali Giangiacomo Feltrinelli
Attività
Azioni principali attentato di sabotaggio del traliccio di Segrate
nel testo

I Gruppi d'Azione Partigiana (GAP), conosciuti anche come Gruppi d'Azione Partigiana - Esercito Popolare di Liberazione, sono stati un gruppo paramilitare e di guerriglia italiano di estrema sinistra, marxista e guevarista, fondato e comandato da Giangiacomo Feltrinelli a Milano, con diramazioni anche a Genova e a Torino e attivo nel periodo 1969-1972. La sigla GAP venne ripresa dalla formazione dei Gruppi d'Azione Patriottica, un'organizzazione comunista operante nella Resistenza italiana dal 1943 al 1945.[1]

In ordine di tempo, fu il secondo gruppo armato di sinistra, successivo al Gruppo XXII Ottobre, con cui ebbe dei collegamenti e di cui raccolse una parte dei membri quando il gruppo fu disperso.[1]

L'idea di Feltrinelli era appunto quella di organizzare un esercito di liberazione nazionale che si rifacesse alla resistenza partigiana, la quale, secondo lui ed altri esponenti della sinistra socialista e comunista, era stata tradita dopo il 25 aprile 1945. Tali teorie erano state enunciate dal comandante gappista Giovanni Pesce, il cui nome di battaglia era Visone, nel libro Senza tregua: la guerra dei GAP. Le tesi di Visone vennero poi esposte in un libro scritto e stampato da Giangiacomo Feltrinelli, che si intitolava Libretto giallo.

La scelta della lotta armata venne accelerata subito dopo la Strage di Piazza Fontana a Milano, la quale, secondo molti esponenti dei partiti di sinistra e democratici, era la premessa per un colpo di Stato da parte delle forze armate. Ma, sempre secondo le idee di Giangiacomo Feltrinelli, le formazioni di sinistra avrebbero dovuto organizzare un esercito popolare di liberazione con l'aiuto e l'appoggio dell'Unione Sovietica, sia da un punto di vista economico, sia militare[2], per prevenire un colpo di Stato delle destre; un'idea, questa, che in quegli anni pareva plausibile non solo per le personalità della sinistra rivoluzionaria e che sarebbe apparsa invece vicina alla concretizzazione solo pochi anni dopo, con la scoperta del Piano Solo e del golpe Borghese.[1]

Collegamenti con altri gruppi e la proposta del Fronte Popolare di Liberazione[modifica | modifica wikitesto]

Il fondatore dei Gruppi d'Azione Partigiana, l'editore ed ex partigiano Giangiacomo Feltrinelli, nome di battaglia Osvaldo

In questo loro mantenere come punto di riferimento palese l'URSS, i GAP si distanziavano dalle dichiarazioni degli altri gruppi dell'Autonomia Operaia, cercando però di creare un fronte comune tra le varie organizzazioni guerrigliere per creare il cosiddetto Fronte Popolare di Liberazione, al quale all'inizio aderirono le Brigate Rosse, una parte consistente di Potere Operaio soprattutto tra i membri di Lavoro Illegale, i giovani di Lotta Continua, una parte di Servire il Popolo ed alcuni membri del Gruppo XXII Ottobre. La divergenza riguardo al punto se allearsi con l'URSS, la Jugoslavia, la Cina, l'Algeria o Cuba, o invece restare autonomi da qualsiasi paese socialista o comunista fu tale, che portò alla frattura del Fronte Popolare di Liberazione, cosicché ogni gruppo, esclusa qualche azione fatta insieme nel 1970, proseguì la lotta per conto proprio. I GAP iniziarono la loro attività nella primavera del 1970 e la conclusero il 14 marzo del 1972, poco dopo la scomparsa del fondatore Giangiacomo Feltrinelli (ritrovato senza vita presso un traliccio dell'alta tensione, dove forse stava preparando un'azione di sabotaggio a Segrate; vedi Giangiacomo Feltrinelli#La morte).[1]

La maggioranza dei membri dei GAP confluì nelle Brigate Rosse.[1]

Elenco di gruppi collegati direttamente ai GAP di Feltrinelli[modifica | modifica wikitesto]

  • Fronte Popolare di Liberazione-GAP (sigla dell'abortito Fronte Popolare, che rivendicò alcune azioni)
  • Esercito Popolare di Liberazione-GAP

Ispirati ai GAP[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi con membri ex "neo-gappisti"[modifica | modifica wikitesto]

Principali azioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Alcune azioni dimostrative o propagandistiche, tra le quali le interferenze di Radio Gap nelle frequenze della Rai-Tv.[1]
  • Presunto attentato di sabotaggio ad un traliccio di Segrate, in cui morì Feltrinelli[1]
  • A Rho (MI), il 19 febbraio 1977, in un conflitto a fuoco, seguito a un controllo della polizia, cadde il Maresciallo di Pubblica Sicurezza Lino Ghedini. L'uccisore, il brigatista rosso Enzo Fontana, in precedenza era stato membro dei GAP dei Feltrinelli.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]