Squadre armate proletarie

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Le Squadre armate proletarie (SAP) nacquero da un'alleanza di estrema sinistra formatasi nel 1977 tra Prima linea e le Formazioni comuniste combattenti. Il gruppo armato unificato che nacque dall'alleanza rimase attivo tra il 1978 ed il 1981, quando venne smantellata Prima linea.

L'alleanza e le idee[modifica | modifica wikitesto]

Come altri gruppi di sinistra di quegli anni, i quali nacquero dalla parte più violenta di Autonomia operaia, (che aveva già dato vita a vari gruppi armati quali Prima linea, Formazioni comuniste combattenti e l'Esercito del popolo), per aumentare la propria capacità militare decisero di creare un'alleanza tra Prima linea e le Formazioni comuniste combattenti, utilizzando il nome di "Squadre armate proletarie" che con questa unione momentanea cercavano con maggiore violenza lo scontro armato contro il capitalismo, la destra, e le forze delle ordine, viste come il braccio armato del capitalismo, e tramite una controinformazione fatta nelle periferie urbane per convincere i giovani proletari e gli studenti delle periferie urbane e rurali a combattere contro il capitalismo considerato oppressivo e affamatore dei popoli, .
La prima azione violenta di questo gruppo fu l'omicidio di Roberto Crescenzio a Torino il 1º ottobre 1977 quando decisero di assaltare il bar Angelo Azzurro. Poi il 7 novembre del 1977 uccidono uno spacciatore di droga insieme alle Squadre proletarie combattenti lasciando dei volantini in cui accusano gli spacciatori di droga di essere al soldo della borghesia per far ammalare gli studenti ed i lavoratori e di non fargli fare la rivoluzione proletaria.

Il 31 gennaio 1978 fu perpetrato con una bomba ad alto potenziale un attentato che ebbe come obiettivo l'abitazione a Bologna di Dante Menarini, il padrone della ditta BredaMenarinibus che ne esce però illeso.

L'11 maggio dello stesso anno invece le SAP feriscono Mario Astarita, dirigente della Chemical Bank, una banca americana considerata "affamatrice dei lavoratori", per poi ferire a scopo dimostrativo l'agente della Digos Roberto De Martini, che operava con la polizia italiana a Torino.

Altre azioni vennero fatte in provincia di Varese contro una caserma dei carabinieri a Sesto Calende ed il giornale la Prealpina, considerato su posizioni di destra, e quindi contro il movimento operaio.
Sempre in nome delle lotte operaie e carcerarie, fu ferito il 15 gennaio 1979 il medico del carcere di Varese Franco Lombardo, accusato di non curare bene i detenuti.

Il 18 maggio del 1979 viene colpita l'ostetrica Domenica Nigra Sartori, con l'accusa di far abortire solo le donne borghesi, ma di non praticare l'aborto alle donne proletarie, facendo aborti clandestini a pagamento, che dovevano essere gratuiti ed alla portata di tutti.

L'inattività[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine delle organizzazioni che componevano la formazione armata combattente, le squadre sono inattive.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]