Bombe del 25 aprile 1969

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Bombe del 25 aprile 1969
Stato Italia Italia
Luogo Milano
Obiettivo Fiera di Milano e stazione centrale (inesplosa)
Data 25 aprile 1969
19:00
Tipo Esplosione dovuta a ordigni
Responsabili Ordine Nuovo, tramite Franco Freda e Giovanni Ventura come mandanti
Motivazione

Le bombe del 25 aprile 1969 furono alcuni attentati terroristici avvenuti in Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 aprile del 1969 esplose una bomba nello stand della Fiat alla fiera campionaria di Milano provocando sei feriti; l'esplosione avvenne alle ore 19.00, ossia dopo l'orario di chiusura della fiera al pubblico. Una seconda bomba venne ritrovata, inesplosa, alla stazione centrale.

Nel dicembre dello stesso anno, pochi giorni prima della serie di attentati del giorno 12 che avranno il loro culmine nella piazza Fontana, diversi quotidiani e riviste (L'Unità, L'espresso, Paese Sera) pubblicarono un rapporto riservato di un agente segreto greco all'allora primo ministro greco Georgios Papadopoulos, uno dei responsabili del colpo di stato che mise al potere la cosiddetta "giunta dei colonnelli".

Il rapporto dei servizi segreti greci[modifica | modifica wikitesto]

Il testo, datato 15 maggio 1969, sarebbe una copia mandata per conoscenza all'ambasciatore greco a Roma, e sarebbe stato diffuso dal giornalista inglese Leslie Finer. Quest'ultimo, che aveva lavorato ad Atene come corrispondente del settimanale The Observer, l'avrebbe ricevuto, a sua volta, da membri della resistenza greca con cui era in contatto. Il testo, tra le altre cose, parla di contatti tra un italiano simpatizzante del governo anticomunista greco con l'esercito italiano e i carabinieri, nonché di possibili operazioni in chiave anticomunista che avrebbero potuto mettere in atto le autorità italiane; inoltre, vengono citati quelli che sembrerebbero riferimenti espliciti alle bombe del 25 aprile[1]:

« Le azioni la cui realizzazione era prevista per epoca anteriore non hanno potuto essere realizzate prima del 20 aprile. La modifica dei nostri piani è stata necessaria per il fatto che un contrattempo ha reso difficile l'accesso al padiglione Fiat. Le due azioni hanno avuto un notevole effetto. »

L'ambasciata greca non commentò il documento[2], mentre la maggior parte dei media italiani tesero a minimizzarne il contenuto[1].

Le indagini[modifica | modifica wikitesto]

Le indagini vengono affidate al commissario Luigi Calabresi il quale puntò sulla pista anarchica. Verrà per questo accusato di pregiudizi per aver indirizzato su un'unica via le indagini pur senza avere alcuna prova in merito;[2] soltanto anni dopo per i fatti in questione verranno condannati in via definitiva due neofascisti veneti appartenenti a Ordine Nuovo, Franco Freda e Giovanni Ventura.[3]

Le condanne[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Testo integrale del dossier segreto greco, dal libro di Eduardo M. Di Giovanni, Marco Ligini, Edgardo Pellegrini, La strage di Stato. Controinchiesta, Odradek Edizioni, riportato dal sito uonna.it
  2. ^ a b Luigi Calabresi, articolo del sito rifondazione-cinecitta.org
  3. ^ Piazza Fontana, Freda e Ventura erano colpevoli - Corriere della Sera, 11 giugno 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]