Estrema sinistra

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L'estrema sinistra è una posizione dello spettro politico, riferita generalmente a gruppi, movimenti e partiti della sinistra più radicale,[1] che fanno riferimento a ideologie o filosofie originatesi dallo sviluppo ideologico e storico singolo o combinato nella prassi del pensiero marxista, socialista e anarchico quali il comunismo, il trotskismo, il marxismo-leninismo, l'internazionalismo, lo stalinismo e il Maoismo: a queste nel corso del XX secolo si è aggiunto il femminismo e a partire dagli anni '70 l'ecosocialismo.[2]

Definizioni[modifica | modifica wikitesto]

Luke March, politologo dell'Università di Edimburgo, definisce estrema sinistra (far left) in Europa come coloro che si pongono alla sinistra della socialdemocrazia, da loro considerata insufficientemente di sinistra. March distingue tra la sinistra radicale (radical left) che accetta il sistema democratico ma chiede un cambiamento fondamentale del sistema capitalista e l'estrema sinistra (extreme left), più ostile alla democrazia liberale e che denuncia ogni compromesso con il capitalismo. March individua quattro sottogruppi all'interno della politica europea contemporanea di estrema sinistra: comunisti, socialisti democratici, socialisti populisti e populisti sociali.[3]

Vít Hloušek e Lubomír Kopeček aggiungono caratteristiche secondarie a quelli identificati da March e Mudde, come l'anti-americanismo, l'anti-globalizzazione, l'opposizione alla NATO e il rifiuto dell'integrazione europea.[4]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il "pugno alzato" o "pugno chiuso" è un simbolo tipico dell'estrema sinistra.

L'estrema sinistra, talvolta chiamata sinistra radicale affonda le sue radici in ideologie contrastanti, che vanno dal sostenere un maggiore statalismo al richiedere l'assenza di uno stato.[non chiaro] Si nota soprattutto perché si oppone sia alla globalizzazione e sia alla "sinistra di governo", ovvero a quei partiti perlopiù di tendenza socialdemocratica che hanno progressivamente abbandonato i temi storici della sinistra per un maggior supporto al libero mercato, ai temi etici e ai diritti civili (es. matrimonio omosessuale).[senza fonte]

Nell'estrema sinistra vi sono essenzialmente due filoni: uno socialista-comunista (leninismo, ecosocialismo, ecc.) e l'altro anarchico (anarco-comunismo, mutualismo, anarco-individualismo ecc.).[senza fonte]

A causa della vastità della galassia dell'estrema sinistra, con centinaia di organizzazione e movimenti, vi è anche una sostanziale differenza dei mezzi con cui ottenere i propri obiettivi: vi possono essere partiti politici come Die Linke (Germania), Partito della Rifondazione Comunista (Italia) e SYRIZA (Grecia) che accettano di cambiare il sistema capitalista con una "rivoluzione democratica" partecipando a regolari elezioni così come gruppi terroristici che mirano ad una rivoluzione armata e violenta per instaurare una società comunista, come lo furono le Brigate Rosse in (Italia) e RAF in (Germania).[senza fonte]

In sintesi, sono catalogabili come di "estrema sinistra" quei soggetti o gruppi che mirano al rovesciamento del capitalismo tramite una rivoluzione, con una conseguente instaurazione di una società egualitaria e collettivista, in opposizione al riformismo dei moderni partiti di centro-sinistra e/o sinistra.[senza fonte]

Tra i partiti di estrema sinistra che rifiutano la democrazia e le elezioni sono i movimenti anarchici e trotskisti.[5] In ambito artistico-culturale, l'estrema sinistra era rappresentata dal situazionismo.

Un certo numero di partiti di estrema sinistra ha dato vita a organizzazioni militanti e terroristiche durante gli anni '60 e '70,[6] come le Brigate Rosse e la Rote Armee Fraktion,[7] che miravano a rovesciare con la lotta armata il sistema capitalista per sostituirlo con il socialismo.

All'inizio del secolo XXI le tesi condivise all'interno della estrema sinistra [8] hanno diluito l'influenza dell'ideologia marxista e i valori ufficialmente dichiarati dai maggiori partiti e movimenti sono la laicità, il pacifismo, l'ambientalismo, la critica all'imperialismo e agli eccessi del capitalismo, la solidarietà verso i popoli del terzo mondo e verso le fasce più deboli della popolazione (come gli immigrati), e, ovviamente, la difesa dei diritti dei lavoratori; questo ha portato ad una loro convergenza verso il variegato movimento no-global.[senza fonte]

Radical[modifica | modifica wikitesto]

L'aggettivo radical (radicale) viene utilizzato nella letteratura in lingua inglese dal XVIII secolo per indicare quei partiti politici che esprimono favore o perseguono strategie volte prevalentemente al riformismo e al mutamento dell'ordine sociale. Durante il XIX secolo iniziò ad essere impiegato sia come riferimento a quelle formazioni politiche di sinistra, di stampo progressista e sia nell'espressione "radical left" per indicare le organizzazioni e i movimenti di estrema sinistra impegnati anche in azioni terroristiche, come le italiane brigate rosse [9][10] e le tedesche RAF [11].

Dopo la caduta del muro di Berlino e l'implosione del blocco Sovietico, questi movimenti politici, si sono caratterizzati in Italia per un profondo cambiamento d'ideologia e di proposte politiche.[senza fonte] Intorno agli inizi degli anni 2000, sulla falsariga dell'utilizzo americano del termine radical, il suo significato viene sempre più legato al fenomeno dei nuovi movimenti di massa come quello no-global, o del cosiddetto popolo di Seattle.[senza fonte]

Ultra-sinistra[modifica | modifica wikitesto]

L'Ultra-sinistra (ultra-gauche, ultra-leftism) è una particolare corrente del comunismo marxista, che è strettamente correlata al comunismo dei collettivi o comitati (council communism) e al comunismo di sinistra[?]. Le correnti di estrema sinistra sono spesso oggetto di critiche da parte di altre fazioni della sinistra. L'organizzazione comunista International Communist Current rifiuta di lavorare con i gruppi della sinistra tranne che con altri comunisti o anarchici di sinistra. Gilles Dauvé (noto anche come Jean Barrthot), un teorico comunista di sinistra, sostiene che tutti i regimi borghesi dovrebbero essere contrastati e che i rivoluzionari non dovrebbero difendere la democrazia liberale dal fascismo.

In francese il termine ultra-gauche viene usato per definire un movimento comunista sviluppatosi a partire dal pensiero di teorici come Amadeo Bordiga, Otto Rühle, Anton Pannekoek, Herman Gorter e Paul Mattick, e quindi Jacques Camatte e Gilles Dauvé. Questo punto di vista comprende due tradizioni principali, una tradizione olandese-tedesca tra cui Rühle, Pannekoek, Gorter e Mattick e una tradizione italiana a partire da Bordiga. Queste tradizioni si sono unite nell'ultra-gauche francese dagli anni '60.[12] Il teorico politico Nicholas Thoburn definisce queste tradizioni "l'attualità ... dell'ultra-sinistra storica".[13]

Il termine ebbe origine negli anni '20 nei movimenti operai tedeschi e olandesi, originariamente riferendosi a un gruppo marxista contrario al bolscevismo e alla socialdemocrazia e con alcune affinità con l'anarchismo.[14] L'estrema sinistra è definita in particolare dalla sua posizione di marxismo anti-autoritario, che generalmente implica un'opposizione allo stato e al socialismo di stato, così come alla democrazia parlamentare e al lavoro salariato. In opposizione al bolscevismo, l'estrema sinistra pone in genere forte enfasi sull'autonomia e l'auto-organizzazione del proletariato. Secondo Dauvé:

L'estrema sinistra nacque e crebbe in opposizione alla socialdemocrazia e al leninismo, che era diventato lo stalinismo. Contro di loro affermava la spontaneità rivoluzionaria del proletariato. La sinistra comunista tedesca (in effetti tedesco-olandese), e i suoi derivati, sostenevano che l'unica soluzione umana risiedeva nell'attività propria dei proletari, senza che fosse necessario educarli o organizzarli ... Ereditando il mantello dell'estrema sinistra dopo la guerra, la rivista Socialisme ou Barbarie apparve in Francia tra il 1949 e il 1965.[15]

Le idee dell'ultra-sinistra storica vennero ampiamente riproposte nella Nuova Sinistra degli anni '60, e in particolare dal maggio 1968 nei movimenti socialisti libertari come Big Flame, Situazionismo e Autonomismo.

Il termine ultra-sinistra viene inoltre usato in modo dispregiativo per attaccare quelle posizioni ritenute massimaliste e non in relazione con il contesto o le risorse disponibili. La tradizionale critica marxista di tale posizione iniziò con il pamphlet di Vladimir Lenin Left-Wing Communism: An Infantile Disorder, che attaccò quanti (come Anton Pannekoek o Sylvia Pankhurst) nella nascente internazionale comunista rifiutavano di lavorare con i socialisti parlamentari o riformisti. Lenin caratterizzava l'ultra sinistra come una politica di purezza - la dottrinale "ripetizione delle 'verità' del puro comunismo".[16] I leninisti usavano tipicamente questo termine contro i loro rivali a sinistra: "Betty Reid del Partito Comunista della Gran Bretagna scrisse in un opuscolo del 1920, Ultra-Leftism in Britain, che il CPGB non portava "alcuna rivendicazione esclusiva di essere l'unica forza a sinistra ", ma rigettava i gruppi a sinistra del CPGB come "ultra sinistra", con Reid che delinea l'estrema sinistra come gruppi che erano trotzkisti, anarchici o sindacalisti o che "sostengono la linea del Partito Comunista Cinese".[17] I trotzkisti ed altri valutano il Terzo Periodo dell'Internazionale Comunista - in cui descriveva i partiti socialdemocratici come "social fascisti" - come una strategia dell'ultra-sinistra.[18] Il termine è stato reso popolare negli Stati Uniti dal Partito Socialista dei Lavoratori al tempo della guerra del Vietnam, usando il termine per descriveretanto gli oppositori del movimento contro la guerra, incluso Gerry Healy.[19] L'ultra-sinistra è spesso associata al settarismo di sinistra, condizione i cui critici giudicano essere quella di un'organizzazione socialista che sembri anteporre i propri interessi, in una visione a breve termine, agli interessi a lungo termine della classe operaia e dei suoi alleati.[senza fonte]

Partiti politici e movimenti[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la prima repubblica, si indicava come sinistra estrema, rivoluzionaria o extraparlamentare quelle formazioni politiche che si ponevano alla sinistra del Partito Comunista Italiano.[20]

Negli anni '90 e primi anni 2000, i partiti politici identificati più di frequente dai media con la locuzione sinistra radicale}} sono stati il Partito della Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani.[senza fonte] Dopo la caduta del Governo Prodi II, i partiti della sinistra radicale hanno presentato un'unica lista alle successive elezioni: la Sinistra l'Arcobaleno alle elezioni politiche del 2008 e Rivoluzione Civile a quelle del 2013. Sono partiti di estrema sinistra anche il Partito Comunista Italiano, il Partito Comunista, il Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Classe Rivoluzione, il Partito di Alternativa Comunista, Sinistra Anticapitalista, Fronte Popolare Italia e altre formazioni minori, uniti nelle elezioni politiche del 2018 con Potere al Popolo!.

Sinistra rivoluzionaria

Col termine di Sinistra Rivoluzionaria si sono autodefiniti numerosi gruppi politici degli anni sessanta, settanta e ottanta del XX secolo per distinguersi dal PCI e dalla sinistra riformista dei partiti socialista e socialdemocratico, accusati di aver progressivamente abbandonato le istanze rivoluzionarie presenti nel movimento dei lavoratori. Alcuni gruppi definivano se stessi anche col termine di Nuova Sinistra. Formazioni come Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Quarta Internazionale, Potere Operaio, Movimento Studentesco (poi Movimento Lavoratori per il Socialismo), Unione Comunisti Italiani (marxisti-leninisti), i vari partiti comunisti internazionalisti, Lotta Comunista e vari altri hanno avuto, anche se in modo discontinuo, un consenso e un seguito non trascurabile, che ha in parte influenzato la vita politica italiana di quegli anni. Negli anni del riflusso e dell'abbandono delle ideologie di massa quasi tutti questi gruppi si sono sciolti o sono confluiti in altre formazioni. In tal senso uno dei processi più importanti avvenne già nella seconda metà degli anni settanta con Democrazia Proletaria che nei primi anni novanta, con la trasformazione del PCI in PDS, confluì nella nascente formazione del Partito della Rifondazione Comunista.

Sinistra extraparlamentare

L'espressione sinistra extraparlamentare indica quell'area politica della sinistra che non partecipa al sistema politico istituzionale e che rifiuta il concetto di democrazia rappresentativa.[21] Molte organizzazioni extraparlamentari sono formazioni radicali-massimaliste. I gruppi, partiti e movimenti della sinistra extraparlamentare preferiscono l'azione politica diretta e puntano ad un coinvolgimento delle masse e alla partecipazione senza intermediari, facendo evolvere un processo di cambiamento politico fuori dall'alveo delle istituzioni. Spesso le formazioni che si riferiscono a questa area hanno una vocazione marcatamente rivoluzionaria. La definizione di sinistra extraparlamentare include molte organizzazioni con impianti ideologici variegati ma sempre riconducibili all'area della sinistra più estrema. Queste organizzazioni, per quanto spesso molto diverse fra loro, vengono accomunate dal rifiuto del metodo parlamentare, considerato obsoleto e inefficace per risolvere i problemi della società moderna nonché strumento della borghesia per esautorare le masse dall'iniziativa politica. Questa impostazione ha reso possibile collocare queste formazioni all'interno di movimenti più o meno omogenei soprattutto nei momenti di grande mobilitazione sociale. Alcune di queste formazioni hanno alimentato il clima di scontro violento con le autorità e contro i propri nemici politici, tanto da arrivare a teorizzare e talvolta praticare la lotta armata. L'acme della sinistra extraparlamentare in Italia si è avuto negli anni settanta, dove i gruppi politici di sinistra nati dopo il '68 divennero i principali animatori delle lotte politico-sociali di quegli anni. Le formazioni più importanti furono Partito Comunista Internazionalista, Gruppi Comunisti Rivoluzionari, Lotta Comunista, Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista), Avanguardia Operaia, Movimento Studentesco, Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti), Potere Operaio, Lotta Continua, Autonomia Operaia, Cristiani per il Socialismo, Movimento Lavoratori per il Socialismo. Attualmente, oltre al Partito Comunista Internazionalista e a Lotta Comunista, si colloca alla sinistra extraparlamentare il Partito Marxista-Leninista Italiano.

Lotta armata e formazioni terroristiche di estrema sinistra
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Organizzazioni armate di sinistra in Italia.

Soprattutto negli anni di piombo, l'attività sovversiva della sinistra extraparlamentare si è fatta più intensa, con la lotta armata condotta da gruppi quali le Brigate Rosse.

Cronologia delle organizzazioni[senza fonte]
Lotta ComunistaLotta ContinuaAvanguardia OperaiaAutonomia OperaiaPotere OperaioMovimento Lavoratori per il SocialismoMovimento Studentesco (organizzazione)Partito Marxista-Leninista ItalianoOrganizzazione Comunista Bolscevica Italiana marxista-leninistaPartito Comunista d'Italia (marxista-leninista)

Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia, il termine extrême-gauche ("estrema sinistra") è generalmente accettato per i gruppi politici che si posizionano a sinistra del Partito Socialista, come i trotskysti, i maoisti, gli anarco-comunisti e la nuova sinistra (nouvelle gauche), anche se altri (come il politologo marxista Serge Cosseron) ne limitano lo scopo ai gruppi a sinistra del Partito comunista francese,[22] ma non c'è un vero consenso sulla questione. Molti gruppi cercano di evitare gli stereotipi associati alla categorizzazione di estrema sinistra usando la definizione "la sinistra del sinistra" (la gauche de la gauche). Fino agli anni '80 (quando entrò in alleanza con i socialisti), anche il Partito comunista francese era considerato di estrema sinistra.

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

In Gran Bretagna il termine "sinistra dura" (hard left) è usato, spesso in modo dispregiativo,[23] per riferirsi a movimenti e idee politiche al di fuori del centrosinistra mainstream. Il termine è stato usato più formalmente nel Regno Unito nel contesto di dibattiti all'interno del Partito Laburista (Regno Unito) e nella sinistra più ampia degli anni '80 per descrivere gruppi trotzkisti come Militant tendency, Socialist Organiser e Socialist Action.[24] All'interno del partito, l'hard left, rappresentata dal Campaign Group, ha aderito a visioni più fortemente socialiste mentre la soft left, associata per esempio al Tribune Group, abbracciava idee socialdemocratiche più moderate.[25][26] I politici comunemente descritti come all'estrema sinistra del partito laburista includevano Tony Benn, Derek Hatton, Ken Livingstone,[27] Dennis Skinner[28] e Eric Heffer.[29]

Il termine è stato usato dagli allora oppositori politici del Labour, ad esempio durante le campagne elettorali del Partito Conservatore (Regno Unito) dei primi anni '90 e dai media.[30][31]

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Herbert McClosky e Dennis Chong sostengono che negli Stati Uniti i gruppi di estrema sinistra sono profondamente estranei alla società americana e molto critici nei confronti di ciò che percepiscono come la degenerazione spirituale e morale delle istituzioni americane. Considerano la società americana come dominata da forze cospirative che lavorano per sconfiggere i loro obiettivi ideologici.[32]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Serge Cosseron, Dictionnaire de l'extrême gauche, Éditions Larousse, 2007, p. 20.
  2. ^ (FR) EXTRÊME GAUCHE, Encyclopedia Universalis.
  3. ^ Luke March, Contemporary Far Left Parties in Europe: From Marxism to the Mainstream? (PDF), Berlin, Friedrich-Ebert-Stiftung, 2008, p. 3, ISBN 978-3-86872-000-6. URL consultato il 3 giugno 2017.
  4. ^ Vít Hloušek e Lubomír Kopeček, Origin, Ideology and Transformation of Political Parties: East-Central and Western Europe Compared, Farnham, Ashgate, 2010, p. 46, ISBN 978-0-7546-7840-3.
  5. ^ Nelly Haudegand e Pierre Lefébure, Dictionnaire des questions politiques, éditions de l'Atelier, 2000, p. 101-103.
  6. ^ Leonard Weinberg, Ami Pedahzur e Arie Perliger, Political Parties and Terrorist Groups, 2nd, London, Routledge, 2009, p. 53, ISBN 978-1-135-97337-7.
  7. ^ Gérard Chaliand, The History of Terrorism: From Antiquity to Al Qaeda, Berkeley, California, University of California Press, 2010, ISBN 978-0-520-24709-3.
  8. ^ "Sinistra radicale, che fare di quel 15%?", Articolo di Asor Rosa su Il Manifesto, 14 luglio 2004 Archiviato il 3 marzo 2016 in Internet Archive.
  9. ^ vedi p 20. Samuel M. Katz, Raging Within: Ideological Terrorism, Twenty-First Century Books, 2004
  10. ^ vedi p 2, Pierpaolo Antonello, Imagining Terrorism: The Rhetoric and Representation of Political Violence in Italy 1969-2009, Routledge,2017
  11. ^ vedi p 21 Ramesh ChandraGlobal terrorism, Gyan Publishing House, 2003
  12. ^ "Bring Out Your Dead", Endnotes 1, 2008
  13. ^ Nicholas Thoburn "Do not be afraid, join us, come back? On the “idea of communism” in our time" Cultural Critique Number 84, Spring 2013, pp. 1-34
  14. ^ Philippe Bourrinet The Dutch and German Communist Left (1900–68): ‘Neither Lenin nor Trotsky nor Stalin!’ - ‘All Workers Must Think for Themselves!’, BRILL, 8 Dec 2016, p.8: "As for the term “ultra-left”, which is often equated with “sectarianism”, it can only define those currents which historically split from the KPD between 1925 and 1927. Left communism never appeared as a pure will to be “as left as possible”."
  15. ^ Gilles Dauvé The Story of Our Origins, translation of Gilles Dauve "le roman de nos origines "La Banquise No. 2, 1983
  16. ^ Lenin, cited in Žižek The Idea of Communism, p.37, see Nicholas Thoburn "Do not be afraid, join us, come back? On the “idea of communism” in our time" Cultural Critique Number 84, Spring 2013, pp. 1-34
  17. ^ "Introduction" in Smith Evan, Worley Matthew Against the grain: The British far left from 1956, Oxford University Press, 1 Dec 2014 (pp. 7-8).
  18. ^ e.g. John Molyneux "What do we mean by ultra-leftism?" (October 1985) in Socialist Worker Review 80, October 1985, pp. 24–25.
  19. ^ Joseph Hansen, Marxism vs. Ultraleftism: The Record of Healy's Break with Trotskyism, ISBN 0-87348-689-7. URL consultato il 15 novembre 2016.
  20. ^ Tamburrano
  21. ^ Robertobartali.it - La Sinistra extraparlamentare
  22. ^ Serge Cosseron, Dictionnaire de l'extrême gauche, Paris, Larousse, 2007, p. 20, ISBN 2-03-582620-9.
  23. ^
    • John Wilson, Understanding Journalism: A Guide to Issues, Psychology Press, 1996, p. 203, ISBN 978-0-415-11599-5.
      «Condemnation by label is a favourite tactic of political antagonism ... Descriptions like 'hard left', 'far left' ... all have extra connotations, political under-meanings to damage the people they describe».
    • Moyra Grant, The British media, illustrated, Comedia, 1984, p. 29. URL consultato il 1º novembre 2015.
      «Key words and phrases like 'hard left', 'extremist' and 'Soviet style' are explicitly derogatory and dismissive labels which mask a serious lack of information and analysis about the theory and practice of socialism and communism.».
  24. ^ Eric Shaw, Discipline and Discord in the Labour Party: The Politics of Managerial Control in the Labour Party, 1951–87, Manchester University Press, 1º gennaio 1988, p. 267, ISBN 978-0-7190-2483-2.
  25. ^ Andrew Scott Crines, Michael Foot and the Labour leadership, Newcastle upon Tyne, Cambridge Scholars, 2011, p. 161, ISBN 978-1-4438-3239-7.
  26. ^ What's left of the Labour left?, Total Politics. URL consultato il 6 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2015).
  27. ^ Dave Hill, Marxism Against Postmodernism in Educational Theory, Lexington Books, 2002, p. 188, ISBN 0-7391-0346-6.
  28. ^ Andrew Roth, Dennis Skinner, in The Guardian, 20 marzo 2001, Andrew Roth's parliament profiles.
  29. ^ Andrew Thorpe, A History of the British Labour Party, 3rd, Palgrave Macmillan, 2008, p. 228, ISBN 1-137-24815-7.
  30. ^ James Curran, Culture Wars: The Media and the British Left, Edinburgh University Press, 29 luglio 2005, pp. 196,209.
  31. ^ "Kinnock attacks hard left", BBC World Service. 18 September 1998; Patrick Wintour, Unite challenges expulsion of alleged Trotskyists from Labour party, in The Guardian, 24 ottobre 2015. URL consultato il 24 ottobre 2015 (archiviato il 24 ottobre 2015).
    «However, there is concern in the parliamentary party that several hard-left groups such as Left Unity, the Socialist Workers party (SWP), the Socialist party and the AWL are trying to attach themselves to Momentum to gain entry into the party. Party moderates are fearful that Labour's largest affiliated union is too relaxed about opening the party's doors to the hard left.».
  32. ^ Herbert McClosky e Dennis Chong, Similarities and Differences Between Left-Wing and Right-Wing Radicals, in British Journal of Political Science, vol. 15, nº 03, 27 gennaio 2009, pp. 329-363, DOI:10.1017/s0007123400004221.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Woshinsky, Oliver H., Explaining Politics: Culture, Institutions, and Political Behavior (Oxon, England, UK; New York, New York, USA: Routledge, 2008) pp. 145–149.
  • Herbert McClosky e Dennis Chong, "Similarities and Differences Between Left-Wing and Right-Wing Radicals", in British Journal of Political Science, vol. 15, nº 03, 27 gennaio 2009, pp. 329–363, DOI:10.1017/s0007123400004221.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]