Lanfranco Pace

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Lanfranco Pace (Fagnano Alto, 1º gennaio 1947[1]) è un giornalista e scrittore italiano naturalizzato inglese, noto per la sua appartenenza a movimenti della sinistra extraparlamentare. e per la sua attività di giornalista televisivo e di carta stampata.

Gli anni da extraparlamentare[modifica | modifica sorgente]

Potere Operaio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1968 fa parte all'Università di Roma del comitato di base di ingegneria dove viene in contatto con Oreste Scalzone e Franco Piperno. Costituisce a fine anni sessanta il Comitato di Base della fabbrica FATME a Roma.

A Torino, nel 1969 entra in Potere Operaio e rapidamente ne diviene uno dei massimi dirigenti.[2]

Nel 1973 un gruppo di Potere Operaio attuò un attentato noto come Rogo di Primavalle. Nel 2005 il nome di Pace, in qualità di ex dirigente di Potere Operaio, è stato coinvolto (insieme a quelli di Franco Piperno e Valerio Morucci) nell'episodio. Pace invece ammise: "Avremmo potuto consegnarli alla magistratura, chiedere perdono alla famiglia Mattei, all’Msi, a Giorgio Almirante…Avremmo potuto farlo, ma non lo facemmo. Ci sarebbe voluta tanta grandezza. Scegliemmo l’unica strada che potevamo percorrere: dire che erano innocenti, coprire. Non ricordo tanta comprensione, né tanta solidale vicinananza come quella volta che predicammo il falso"[3] Su questo argomento Piperno ha rilasciato un'intervista su la Repubblica on line, in cui dichiara come il gruppo dirigente sia stato informato dei fatti solo un mese dopo l'accaduto.

Rivista Metropoli[modifica | modifica sorgente]

Più avanti (1979), fonda con Franco Piperno, Paolo Virno e Lucio Castellano, Metropoli, rivista in dialogo critico con l'area dell'Autonomia.

Il primo numero del periodico esce nel giugno del 1979, trattando temi come il riflusso del movimento e la situazione polacca. Pubblicato sulla rivista è anche un fumetto sul rapimento Moro e sulle trattative avvenute per salvarlo, motivo per il giornale viene sequestrato da tutte le edicole pochi giorni dopo. Nonostante le successive vicende giudiziarie che avranno come oggetto la rivista, Metropoli esce ancora con altri sei numeri.

Coautore con Lucio Castellano e Cristina Cocchioni del libro La fabbrica nel sud. Il mercato del lavoro a Cassino dopo l'insediamento Fiat, Lerici, Cosenza, 1978.

Viene fermato 3 aprile 1978 nel corso di una retata nell'ambito della Autonomia Operaia ma resta in carcere un giorno solo.[4]

Il caso Moro e le trattative[modifica | modifica sorgente]

Insieme a Franco Piperno prova nel 1978, all'epoca del sequestro Moro, a tessere una mediazione tra due ex-militanti di Potere Operaio, diventati brigatisti, ma contrari all'uccisione di Aldo Moro, Valerio Morucci e Adriana Faranda e alcuni esponenti del PSI nella speranza di ottenere la disponibilità al dialogo dal leader democristiano Amintore Fanfani al fine di salvare la vita del Presidente della Democrazia Cristiana e per, altresì, evitare una criminalizzazione della lotta politica.

Nei primi mesi del 1979, in seguito all'uccisione di Aldo Moro, Morucci e Faranda fuoriescono dalle BR e, fuggitivi, chiedono aiuto a Pace e Piperno, che trovano loro rifugio presso l'abitazione di Giuliana Conforto, dove questi sono poi arrestati il 29 maggio 1979.[5][6]

Le vicende giudiziarie[modifica | modifica sorgente]

In seguito al "processo 7 aprile" (1979) contro Autonomia Operaia viene accusato, a causa dei contatti tenuti con Morucci e Faranda durante le trattative sul caso Moro e dopo la loro fuoriuscita dalle BR, di essere un fiancheggiatore del partito armato.

Da latitante si rifugia in Francia, dove risiederà per 15 anni grazie alla politica del Presidente François Mitterrand sui reati di natura politica (dottrina Mitterrand), lavorando presso il giornale Libération.

Nel 1990, seppur smentite le ipotesi del Teorema Calogero e le imputazioni più' gravi a suo carico, viene condannato in via definitiva a 4 anni per associazione sovversiva.

La carriera giornalistica[modifica | modifica sorgente]

Attualmente è opinionista politico per il quotidiano Il Foglio.

Nal 2008 è stato conduttore del programma televisivo Otto e mezzo assieme a Alessandra Sardoni. Fino a quel momento ne aveva curato il servizio d'apertura, chiamato Il Punto.

È autore del libro "Nicolas Sarkozy. L’ultimo gollista" (Boroli Editore,2007).

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Vive tra Roma e Parigi e ha due figlie adolescenti.[7]. È stato sposato con Giovanna Botteri, attualmente giornalista del Tg3[8].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://ebooks.gutenberg.us/wordtheque/it/moropro2.txt
  2. ^ Diario del Mese, La meglio gioventù, 5 dicembre 2003, pag. 64
  3. ^ franca rame | IL MESTIERE DI LEGGERE
  4. ^ "parlamento.it"
  5. ^ Baldini, Provvisionato, A che punto è la notte, Vallecchi 2003, pag. 301
  6. ^ Atti del Processo Metropoli
  7. ^ http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=lanfrancopace
  8. ^ Intervista di Claudio Sabelli Fioretti

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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