Lanfranco Pace

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Lanfranco Pace nel 1979

Lanfranco Pace (Fagnano Alto, 1º gennaio 1947[1]) è un giornalista e scrittore italiano naturalizzato inglese, noto per la sua appartenenza a movimenti della sinistra extraparlamentare e per la sua attività di giornalista televisivo e sulla carta stampata. Attualmente vive a Roma ed è giornalista presso LA7 e il quotidiano Il Foglio[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce da un medico condotto abruzzese di simpatie socialiste che dopo la sua nascita comincia a lavorare nelle strutture ospedaliere delle Marche[2]. La madre è invece una cattolica praticante[2]. Trascorre quindi gli anni giovanili a Senigallia dove frequenta il Liceo classico Giulio Perticari[2]. Si diploma nel 1963 e l'anno dopo si iscrive alla facoltà di Ingegneria a Roma, dove si trasferisce con la famiglia (in un appartamento presso Piazza Bologna)[2].

Gli anni da extraparlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Potere Operaio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968 fa parte all'Università di Roma del comitato di base di ingegneria dove viene in contatto con Oreste Scalzone e Franco Piperno. Costituisce a fine anni sessanta il Comitato di Base della fabbrica FATME a Roma.

A Torino, nel 1969 entra in Potere Operaio e rapidamente ne diviene uno dei massimi dirigenti.[3]

Nel 1973 un gruppo di Potere Operaio attuò un attentato noto come Rogo di Primavalle. Nel 2005 il nome di Pace, in qualità di ex dirigente di Potere Operaio, è stato coinvolto (insieme a quelli di Franco Piperno e Valerio Morucci e altri) nell'episodio, a seguito delle dichiarazioni di uno dei condannati, l'ex latitante Achille Lollo. Pace invece ammise: "Avremmo potuto consegnarli alla magistratura, chiedere perdono alla famiglia Mattei, all'Msi, a Giorgio Almirante…Avremmo potuto farlo, ma non lo facemmo. Ci sarebbe voluta tanta grandezza. Scegliemmo l'unica strada che potevamo percorrere: dire che erano innocenti, coprire. Non ricordo tanta comprensione, né tanta solidale vicinananza come quella volta che predicammo il falso"[4] Su questo argomento Piperno ha rilasciato un'intervista su la Repubblica on line, in cui dichiara come il gruppo dirigente sia stato informato dei fatti solo un mese dopo l'accaduto.

Rivista Metropoli[modifica | modifica wikitesto]

Più avanti (1979), fonda con Franco Piperno, Paolo Virno e Lucio Castellano, Metropoli, rivista in dialogo critico con l'area dell'Autonomia.

Il primo numero del periodico esce nel giugno del 1979, trattando temi come il riflusso del movimento e la situazione polacca. Pubblicato sulla rivista è anche un fumetto sul rapimento Moro e sulle trattative avvenute per salvarlo, motivo per il giornale viene sequestrato da tutte le edicole pochi giorni dopo. Nonostante le successive vicende giudiziarie che avranno come oggetto la rivista, Metropoli esce ancora con altri sei numeri.

Coautore con Lucio Castellano e Cristina Cocchioni del libro La fabbrica nel sud. Il mercato del lavoro a Cassino dopo l'insediamento Fiat, Lerici, Cosenza, 1978.

Viene fermato il 3 aprile 1978 nel corso di una retata nell'ambito della Autonomia Operaia ma resta in carcere un giorno solo.[5]

Il caso Moro e le trattative[modifica | modifica wikitesto]

Insieme a Franco Piperno prova nel 1978, all'epoca del sequestro Moro, a tessere una mediazione tra Valerio Morucci e Adriana Faranda - due ex-militanti di Potere Operaio diventati brigatisti, ma contrari all'uccisione di Aldo Moro - e alcuni esponenti del PSI. Pace e Piperno sperano di ottenere disponibilità al dialogo dal leader democristiano Amintore Fanfani al fine di salvare la vita del Presidente della Democrazia Cristiana; la loro azione ha anche lo scopo di evitare una criminalizzazione della lotta politica.

Nei primi mesi del 1979, in seguito all'uccisione di Aldo Moro, Morucci e Faranda fuoriescono dalle BR e, fuggitivi, chiedono aiuto a Pace e Piperno. Essi trovano loro rifugio presso l'abitazione di Giuliana Conforto, dove vengono poi arrestati il 29 maggio 1979.[6][7]

Le vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al "processo 7 aprile" (1979) contro Autonomia Operaia Lanfranco Pace viene accusato, a causa dei contatti tenuti con Morucci e Faranda durante le trattative sul caso Moro e dopo la loro fuoriuscita dalle BR, di essere un fiancheggiatore del partito armato.

Da latitante si rifugia in Francia, dove risiederà per 15 anni, assieme all'altro leader di Pot.Op Oreste Scalzone, grazie alla politica del Presidente François Mitterrand sui reati di natura politica (dottrina Mitterrand), lavorando presso il giornale Libération.

Nel 1990, seppur smentite le ipotesi del Teorema Calogero e le imputazioni più gravi a suo carico, viene condannato in via definitiva a 4 anni per associazione sovversiva, pena prescritta.[8] Nel 1997 torna in Italia.

Viene paventato per lui e altri indagati tardivi, nel periodo 2005-2011, il rischio di un nuovo "caso Sofri"[9] (leader di Lotta Continua condannato dopo molti anni come mandante morale dell'omicidio Calabresi; anche lui collaboratore de il Foglio) per il caso del rogo di Primavalle, ma la nuova inchiesta, su denuncia dei Mattei, verrà archiviata per anomalia giuridica (il caso è prescritto come condanna per omicidio colposo e incendio doloso contro gli esecutori, e non può essere riaperto per il reato di concorso morale in strage dei cosiddetti Primavalle bis e ter, inoltre le prove vengono considerate deboli, tranne che per l'accusa di favoreggiamento personale, prescritta).[10][11]

La carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente è opinionista politico per il quotidiano Il Foglio, e si è spostato su posizioni moderate.

Nal 2008 è stato conduttore del programma televisivo Otto e mezzo assieme a Alessandra Sardoni. Fino a quel momento ne aveva curato il servizio d'apertura, chiamato Il Punto.

È autore del libro Nicolas Sarkozy. L'ultimo gollista (Boroli Editore, 2007).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Vive dividendosi tra Roma e Parigi.[12].
È stato sposato con Giovanna Botteri, attualmente giornalista del Tg3. Ha due figlie. [13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo Grandi, Insurrezione armata
  2. ^ a b c d e Aldo Grandi, Insurrezione armata, Bureau, 24 ottobre 2013, ISBN 9788858658147. URL consultato il 20 maggio 2016.
  3. ^ Diario del Mese, La meglio gioventù, 5 dicembre 2003, pag. 64
  4. ^ franca rame | IL MESTIERE DI LEGGERE
  5. ^ "parlamento.it"
  6. ^ Baldini, Provvisionato, A che punto è la notte, Vallecchi 2003, pag. 301.
  7. ^ Atti del Processo Metropoli
  8. ^ Lanfranco Pace - biografia
  9. ^ Rogo di Primavalle, tre indagati per strage
  10. ^ Inchiesta ter per Primavalle, un processo che nasce già morto
  11. ^ Rogo di Primavalle, l'orrore 43 anni fa
  12. ^ http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=lanfrancopace
  13. ^ Intervista di Claudio Sabelli Fioretti

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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