Movimento Rivoluzionario Popolare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Costruiamo l'azione
Attiva1979 - 1980
NazioneItalia Italia
ContestoTerrorismo nero
IdeologiaNeofascismo
Nazionalismo rivoluzionario
Affinità politicheEstrema destra
Componenti
FondatoriPaolo Aleandri
Marcello Iannilli
Attività

Il Movimento Rivoluzionario Popolare è un gruppo armato ricollegabile all'estrema destra, fuoriuscito nel 1979 da Costruiamo l'azione.

A simbolo viene scelto il mitra e la vanga incrociati, per rompere ideologicamente con il mondo neofascista e avviare "una composizione anche di classe, dell'ambiente rivoluzionario".

Leader del gruppo sono Paolo Aleandri e Marcello Iannilli.

Come ha scritto la Commissione stragi: "Gli attentati commessi nella primavera del 1979 e rivendicati con la sigla Movimento Rivoluzionario Popolare ed il logo del mitra e della vanga incrociati, sono ideologicamente e politicamente riconducibili all'area di Costruiamo l'azione, sia per il diretto coinvolgimento nell'esperimento di aggregazione operato dal giornale, sia per la perfetta coincidenza tra la linea da esso sostenuta e la scelta degli obiettivi"[1].

Attentati o rivendicazioni[modifica | modifica wikitesto]

All'MRP sono attribuiti un'ottantina di attentati, fra cui spiccano quelli contro il Campidoglio il 13 maggio 1979, contro il carcere di Regina Coeli il successivo 14 maggio, alla Farnesina (24 maggio) e il Consiglio superiore della magistratura, e la mancata strage, per un difetto del timer che doveva innescare la bomba, di piazza Indipendenza, il 20 maggio, in occasione del Raduno nazionale degli alpini a Roma. Azioni tutte realizzate con grande impiego di esplosivi e non senza perizia.

Sul MRP indagò, inoltre, Mario Amato, il giudice assassinato dai Nuclei armati rivoluzionari il 23 giugno 1980.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su cedost.it. URL consultato il 1º luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2008).