Avanguardia Nazionale

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Simbolo di Avanguardia Nazionale

Avanguardia Nazionale (AN) è stata un'organizzazione politica di estrema destra nazional-rivoluzionaria[1] italiana, fondata il 25 aprile 1960 da Stefano Delle Chiaie e disciolta formalmente nel 1976.

Storia del movimento[modifica | modifica wikitesto]

I Gruppi Armati Rivoluzionari[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Delle Chiaie abbandonò il Movimento Sociale Italiano nel 1956 e insieme ad altri fuoriusciti aderì al Centro Studi Ordine Nuovo di Pino Rauti. In seno al movimento, in polemica con i dirigenti, fondò nel 1958 i Gruppi Armati Rivoluzionari (GAR), che, malgrado il nome, non disponevano di nessun tipo di arma e non svolsero nessuna attività militare, proclamandosi invece a favore di uno scontro frontale con il sistema democratico, conducendo una campagna per l'astensionismo di massa. Divenendo il primo movimento politico ad incitare gli elettori a votare scheda bianca[2], provocando un certo disorientamento in quei settori (assai ristretti) dell'opinione pubblica che riuscirono a raggiungere: infatti, non era ancora chiaro se tale atteggiamento fosse legale o meno.

Il movimento, pur rimanendo formalmente interno al movimento di Pino Rauti, ne contestava la posizione assunta in occasione delle elezioni politiche di quell'anno, che consisteva nella decisione di non partecipare in alcun modo alla competizione, in un atteggiamento di sdegnoso rifiuto della democrazia di stampo puramente evoliano.[senza fonte]Stefano Delle Chiaie e altri dirigenti furono denunciati alle forze dell'ordine, denuncia che fu fatta decadere in quanto nessuno sapeva bene quale comportamento assumere in un simile caso, né quale preciso capo d'imputazione fosse loro addebitabile.

Avanguardia Nazionale Giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Militanti di Avanguardia Nazionale Giovanile a Roma, nel 1975, sul cartellone si nota la sigla ANG

Circa due anni dopo, nel 1959, avvenne il distacco definitivo dal Centro Studi Ordine Nuovo, in polemica con Rauti che non voleva impostare il Centro Studi come un movimento politico[3]. I GAR cambiarono denominazione in "Avanguardia Nazionale Giovanile".

Costanti furono gli scontri con i giovani del PCI e del Movimento studentesco.[4] Il 25 aprile 1964, in occasione dell'Anniversario della liberazione, i militanti di Avanguardia Nazionale, al grido "Il 25 aprile è nata una puttana" assaltarono la Casa dello Studente di Roma provocando due feriti.[4]. Nell'estate del 1964 Delle Chiaie fu contattato da presunti emissari del generale Giovanni De Lorenzo, allora Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri intenzionato ad avviare il golpe noto come Piano Solo ma Avanguardia Nazionale, non fidandosi, diniegò la propria partecipazione[5].

Nel 1965 Avanguardia Nazionale Giovanile, sotto pressione per le indagini e le perquisizioni di polizia[6], decise di autosciogliersi e gli aderenti, pur non rompendo i collegamenti tra loro, parteciparono sotto altre sigle all'esperienza politica della destra radicale non dissimilmente da quanto faceva il Centro Studi Ordine Nuovo.

Nel febbraio 1966 gli ex militanti di Avanguardia Nazionale Giovanile furono coinvolti nell'Operazione manifesti cinesi che consistette nell'affissione illegale di manifesti, che a dispetto del nome che ne fece la fortuna erano in realtà inneggianti alla Unione Sovietica stalinista. I manifesti erano a firma di fantomatici gruppi comunisti italiani stalinisti. Tali manifesti furono scritti dal giornalista Giuseppe Bonanni, del "Borghese". A vent'anni di distanza, interrogato dalla commissione di indagine, Delle Chiaie rivelò che AN era stata coinvolta a propria insaputa in una operazione voluta da una organizzazione legata alla CIA e ad alcuni ambienti anticomunisti italiani[7].

Gli studenti fronteggiano le forze di polizia durante la Battaglia di Valle Giulia, nella prima fila anche militanti di Avanguardia Nazionale tra cui Stefano Delle Chiaie, Mario Merlino e Adriano Tilgher.[8].
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Valle Giulia.

Il 1º marzo 1968, nell'ambito delle prime manifestazioni studentesche a Roma, Delle Chiaie si trovò nel corteo studentesco alla guida del gruppo romano della disciolta Avanguardia Nazionale, assieme al FUAN-Caravella e a Primula Goliardica. Giunto il corteo a Valle Giulia si trovò la strada sbarrata da un cordone di polizia. La situazione rapidamente degenerò e Delle Chiaie guidò l'attacco contro la polizia che diede il via agli scontri noti come la Battaglia di Valle Giulia.[9]. Avanguardia Nazionale era inoltre supportata da alcuni esponenti del FUAN e del MSI.[10][11]. Famoso ancora oggi, il poster edito da Feltrinelli sui primi scontri avvenuti davanti alla Facoltà di architettura e legge, in cui le prime file sono costituite da militanti di Avanguardia Nazionale, ancora non ufficialmente ricostituita. Riconoscibili in prima fila, Stefano Delle Chiaie, i fratelli Di Luia e Mario Merlino con molti altri aderenti e militanti alla Primula Goliardica, organizzazione universitaria di allora.

Il 16 dicembre 1969, Mario Merlino, ex militante di AN divenuto anarchico, fu arrestato insieme ad altri cinque militanti del Circolo anarchico 22 marzo con l'accusa di aver partecipato alla strage di piazza Fontana[12]. Nel 1970 lo stesso Delle Chiaie decise di espatriare all'estero trasferendosi in Spagna. Il lungo iter giudiziario conclusosi nel 1987 appurò poi l'estraneità ai fatti di Avanguardia Nazionale e di Merlino.

La rifondazione del 1970 e il golpe Borghese[modifica | modifica wikitesto]

Militanti di Avanguardia Nazionale a Roma
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Golpe Borghese.

Avanguardia Nazionale Giovanile fu ricostituita nel 1970, inizialmente sotto la guida di Sandro Pisano, poi di Adriano Tilgher, in concomitanza con il processo di parziale riassorbimento di Ordine Nuovo nel MSI ma assunse la nuova denominazione di "Avanguardia Nazionale". Stefano Delle Chiaie fu accusato di aver preso parte al tentato golpe Borghese del 1970, in quanto, secondo Athos De Luca[13], membro della commissione stragi, nella notte del 7 dicembre 1970 comandò l'unità composta da militanti di Avanguardia Nazionale penetrata all'interno del Ministero dell'Interno. Chiamato in giudizio, dimostrò di trovarsi all'estero in quei giorni, precisamente a Barcellona[14][15]. Secondo Adriano Tilgher quel giorno alcuni nuclei di avanguardisti erano riusciti a penetrare nel Viminale e rimasti nascosti nei bagni avevano atteso la chiusura degli uffici. A quel punto avevano aperto le porte e avevano fatto penetrare all'interno un nucleo più consistente giunto dal Quadraro che era stato rifornito con MAB 38. Ma a quel punto un contrordine fece fallire l'operazione[16].

Tra il 1970 e il 1971 molti militanti di Avanguardia Nazionale presero parte ai Moti di Reggio.

Nel nord Italia molti avanguardisti, indipendentemente dalle scelte di AN, entrarono in contatto con il Movimento di Azione Rivoluzionaria di Carlo Fumagalli e molti vi aderirono[17]. Il 4 novembre 1973 alcuni avanguardisti nottetempo a Brescia distrussero la sede del Partito Socialista Italiano facendosi arrestare.[18]. Dopo questo fatto Tilgher si risolse a chiudere numerose sedi della Lombardia[19].

« Arriva questo che promette colpi di stato e armi ai ragazzi, già in difficoltà perché vivono in una condizione di perenne guerra civile, e molti di loro lo seguono. Dopo l'attentato di Brescia ci rendiamo conto che la situazione ci è sfuggita di mano e così decidiamo di chiudere alcune sedi in Lombardia. »
(Adriano Tilgher[20])

Il 5 giugno 1976 il tribunale di Roma condannò gran parte dei dirigenti e degli attivisti di Avanguardia Nazionale per ricostituzione del disciolto partito fascista[21]. Adriano Tilgher in tribunale tentò di scagionare gli attivisti argomentando che la maggior parte delle sezioni di AN erano chiuse da più di un anno e che gli unici militanti ancora attivi erano lui stesso, Delle Chiaie, Cesare Perri e Stefano Migrone.[22] Dei sessantaquattro indagati trentuno furono condannati a pene inferiori a quelle richieste dal Pubblico Ministero e gli altri assolti.[23] Quasi tutti furono immediatamente scarcerati.

Il 7 giugno 1976 Tilgher, dopo aver convocato una conferenza stampa, sciolse il movimento anticipando la decisione del Ministero dell'Interno che pose Avanguardia Nazionale fuori legge il giorno seguente.[24]

Il simbolo e l'inno[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo di Avanguardia Nazionale è la runa oþalan ("di Odal"): contrariamente a quanto erroneamente divulgato, si tratta di un rombo con i lati inferiori allungati, e non allungati e ritorti come per il simbolo della divisione Waffen-SS SS-Gebirgs-Division "Prinz Eugen".

Inno di Avanguardia Nazionale

Svegliati Europa è l’ora di marciar
La sovversione in campo a sgominar,

dove è barbarie darem civiltà
torna Europa a dominar
dove è barbarie darem civiltà
torna Europa a dominar.

Alte nel cielo faremo sventolar
Le nostre RUNE di AVANGUARDIA NAZIONAL

di fede armati, la folgore in cuor,
noi combattiam per la civiltà
di fede armati la folgore in cuor,
noi combattiam per la civiltà.

Sui monti nel ciel sulle strade sul mar
Leviamo nel sole la RUNA ideal
Duro sarà il cammino ma con coraggio e con valore
scagliamo i nostri cuori nella battaglia ancor.

La pioggia ci bagna, ci arde alto il sol
D'inverno il gelo ci morde aspro il cuor,
ma saldi nel periglio, vita pro vitam exponimus
e la divisa nostra è insegna di valor.

In aspri cimenti le forze tempriam
Tra rischi mortali la nostra via seguiam
e in faccia al mondo vile splende la RUNA del valor

Avanti AVANGUARDIA per la RIVOLUZION
Avanti AVANGUARDIA, avanti avanti ancor.

I processi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta, in seguito alle deposizioni presso la Commissione Stragi, e ogni altro processo generato dallo stato, e dai pentiti di 'ndrangheta Giacomo Lauro e Carmine Dominici, il gruppo, insieme al Comitato d'azione per Reggio Capoluogo guidato da Ciccio Franco[25] accusato di aver commissionato alla 'ndrangheta alcune azioni eversive tra cui la Strage di Gioia Tauro. Le parole di Lauro causarono il coinvolgimento anche di alcuni ex esponenti del dell'MSI reggino come Fortunato Aloi il senatore Renato Meduri di Alleanza Nazionale[26] ipotizzando un piano preciso per destabilizzare il paese a partire dal sud, dopo l'inizio da nord della Strategia della tensione. Tutti i personaggi coinvolti nell'inchiesta, risultando innocenti, furono già prosciolti in fase istruttoria[27] ad eccezione dello stesso Giacomo Lauro che dopo essere stato inizialmente assolto il 27 febbraio 2001 avendo riscontrato la mancanza di dolo. Nel gennaio 2006, si stabilì invece che il reato di Giacomo Lauro fosse di concorso anomalo in omicidio plurimo, reato ormai prescritto[28].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Rao, Il sangue e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pp. 45
  2. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Neri, la storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Edizioni tascabili Newton, Roma 2011, pag 208
  3. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pp. 47
  4. ^ a b Mario Caprara e Gianluca Semprini, "Destra estrema e criminale", Edizioni tascabili Newton, Roma, 2009, pag 27
  5. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pp. 58
  6. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pp. 54
  7. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pp. 57
  8. ^ Adalberto Baldoni, "Storia della destra, Dal postfascismo al Popolo della libertà", Edizioni Vallecchi, 2009, Firenze, pag. 123: "Nella foto si riconoscono diversi militanti della Caravella tra cui tre dei dieci consiglieri dell'Orur (Adriano Tilgher, Mario Merlino e Pierfrancesco Di Giovanni) e poi Antonio Fiore, Guido Paglia, Stefano Delle Chiaie, Maurizio Giorgi, Roberto Palotto, Roberto Raschetti, Domenico Pilloli, Saverio Ghiacci"
  9. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, op. cit., pp. 126: "Ma la cosa più interessante è che a capeggiare l'attacco alla polizia sono i fascisti, a cominciare da quelli di Avanguardia Nazionale, guidati da Delle Chiaie"
  10. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Neri, la storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Edizioni tascabili Newton, Roma 2011, pag 223
  11. ^ Piero Ignazi, Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano, Bologna, il Mulino, 1989, p. 132
  12. ^ A Roma mandato d'arresto per 5 fermati, l'accusa per tutti è di concorso in strage, La Stampa, 20 dicembre 1969
  13. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Destra estrema e criminale, Tascabili Newton Compton, aprile 2010, Roma, pag.30
  14. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, "Neri", Edizioni tascabili Newton, Roma, 2011, pag 350
  15. ^ Nicola Rao, Il sangue e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 375
  16. ^ Nicola Rao, Il sangue e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 379-380
  17. ^ Nicola Rao, Il piombo e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 233
  18. ^ Nicola Rao, Il piombo e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 238
  19. ^ Nicola Rao, Il piombo e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 239
  20. ^ Nicola Rao, Il sangue e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 239
  21. ^ Nicola Rao, Il piombo e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 101
  22. ^ Nicola Rao, Il piombo e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 103
  23. ^ Nicola Rao, Il piombo e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 10
  24. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling $ Kupfer, 2009, pp. 103-104
  25. ^ Osservatorio Democratico"Giacomo Lauro indicò negli ambienti di Avanguardia Nazionale e del “Comitato d’azione per Reggio capoluogo” gli ispiratori della strage. Accusò Renato Marino, Carmine Dominici, Vito Silverini, Vincenzo Caracciolo e Giovanni Moro, di essere stati “il braccio armato che metteva le bombe e faceva azioni di guerriglia” per conto del “Comitato”, diretto da Ciccio Franco,”".
  26. ^ Osservatorio Democratico"Nel luglio 1995, per concorso nella strage di Gioia Tauro, furono indagati dalla procura distrettuale di Reggio Calabria, l’armatore Amedeo Matacena, Angelo Calafiore, ex-consigliere provinciale di Reggio Calabria per il Msi- Destra nazionale, l’On. Fortunato Aloi ed il senatore Renato Meduri, entrambi di Alleanza nazionale".
  27. ^ Osservatorio Democratico"Furono prosciolti tutti in istruttoria".
  28. ^ Osservatorio Democratico"Stabilì che il reato di Giacomo Lauro fu di concorso anomalo in omicidio plurimo, ormai estinto per prescrizione".

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]