Enea Codotto

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Enea Codotto
Enea Codotto.jpg
22 aprile 1955 – 5 febbraio 1981
Nato a Latisana
Morto a Padova
Cause della morte Conflitto a fuoco
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Arma dei Carabinieri
Grado Carabiniere
Decorazioni Medaglia d'oro al valore militare
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Enea Codotto (Latisana, 22 aprile 1955Padova, 5 febbraio 1981) è stato un carabiniere italiano caduto in un agguato da parte di terroristi di estrema destra appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari.

Arruolatosi nell'Arma dei carabinieri nel 1975, dopo aver prestato servizio presso la stazione di Teolo (PD), dal 1976 era in forze, come Appuntato, presso il Nucleo radiomobile della Compagnia di Abano Terme (PD).[1]

L'omicidio[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 5 febbraio 1981, la pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile con a bordo Enea Codotto di 25 anni e Luigi Maronese di 23 anni, avvertiti dalla chiamata di un cittadino, si portano nei pressi del canale Scaricatore, nel quartiere Bassanello alla periferia di Padova.[2] Arrivati sul posto sorprendono alcuni militanti del gruppo terroristico neofascista NAR mentre tentano di recuperare un borsone di armi precedentemente nascoste nel letto del canale.[3]

Scoperti dai militi, il gruppo, composto dai fratelli Cristiano e Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Gilberto Cavallini, Giorgio Vale e Gabriele De Francisci, ingaggia un violento conflitto a fuoco con gli agenti, colpendoli a morte. Prima di essere uccisi, i carabinieri, riescono a colpire il leader del gruppo, Valerio Fioravanti, il quale, gravemente ferito ad entrambe le gambe, verrà poco dopo arrestato.[4]

Il suo sacrificio è valso ad evitare che quel gruppo criminale, responsabile tra l'altro di altri gravissimi attentati, potesse spargere altro sangue.

CASERME DELL'ARMA A LUI INTESTATE:

Il 5/2/2004 in occasione della ricorrenza del conflitto a fuoco in cui il Carabiniere morì la Caserma sede del Comando Provinciale Carabinieri di Padova è stata a lui intestata ed al Carabiniere Luigi Maronese.

UNITA' NAVALI DELL'ARMA A LUI DEDICATE:

Motovedetta CC 818 di Pescara (PE), già dislocata in Taranto (TA).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Capo equipaggio di autoradio di nucleo operativo e radiomobile, già distintosi in precedente, rischiosa operazione di servizio per la quale era stato promosso per benemerenze d’istituto, interveniva di notte, in località isolata, ove sorprendeva alcune persone sospette, risultate successivamente appartenere a pericoloso gruppo eversivo, mentre recuperavano armi e munizioni precedentemente occultate in un canale. Sostenuto dall’azione del militare autista — che reagiva con l’arma in dotazione, benché ferito da terrorista in agguato — ingaggiava con quest’ultimo violento conflitto a fuoco, incalzandolo e ferendolo gravemente. A sua volta proditoriamente aggredito dagli altri terroristi che gli esplodevano contro numerosi colpi di arma da fuoco, cadeva privo di vita. L’eroico comportamento consentiva la cattura del terrorista ferito, l' identificazione e l’arresto di numerosi componenti del gruppo eversivo e di fiancheggiatori appartenenti alla delinquenza comune, nonché il recupero di un notevole quantitativo di armi, munizioni, esplosivi e documenti rinvenuti anche in diversi covi dagli stessi utilizzati. Mirabile esempio di eccelse virtù militari, fulgido ardimento ed assoluta dedizione al dovere.»
— Padova, 29 gennaio 1982[5] [6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Schede: Enea Codotto su Memoria.it
  2. ^ L'attentato a Enea Codotto e Luigi Maronese, 5 febbraio 1981 su Memoria.it
  3. ^ Il Piombo e la Celtica - Nicola Rao [1], pp.316
  4. ^ Schede: Enea Codotto su Vittimeterrorismo.it
  5. ^ Medaglia d'oro al valor militare: Enea Codotto su Quirinale.it
  6. ^ Medaglia d'oro al valor militare alla memoria: Enea Codotto su Carabinieri.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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