Fabrizio Zani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Fabrizio Zani (Milano, 1953) è un ex terrorista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esponente di spicco dell'estrema destra italiana degli anni ‘70 e '80, fra i fondatori nel 1974 dei “Gruppi per l'Ordine Nero” e attivo negli anni '80 nelle formazioni a cavallo fra lotta politica e lotta armata (Terza Posizione, Settembre, Nuclei Armati Rivoluzionari).

Arrestato una prima volta nell'autunno del 1974 per alcuni attentati dinamitardi compiuti da ‘Ordine Nero', fra cui quello estremamente grave, (rubricato come 'strage non consumata', essendo quello di strage un 'reato di pericolo') contro la società Chiari e Forti, accusata dalla magistratura per la produzione di un olio alimentare sofisticato: "un ordigno ad alto potenziale, innesco ad orologeria comandato in circuito elettrico a pile, alle ore 3 del 10.5.1974, collocato all'interno delle scale condominiali dell'edificio di via Arnaud 27"[1]), che ha anche ammesso di aver compiuto[2], sconta circa quattro anni di carcere nei penitenziari di massima sicurezza.

Dà vita a una pubblicazione clandestina, Quex, che diventa la voce dei detenuti politici di destra e spinge per il distacco delle nuove generazioni di militanti dalle vecchie organizzazioni neofasciste, che Quex accusa di essere colluse con i servizi segreti ed implicate nella strategia della tensione.

Uscito nel 1978 continua la lotta armata con i Nar. Viene arrestato ancora nell'aprile del 1983, viene condannato all'ergastolo per l'omicidio di Mauro Mennucci, delitto rivendicato non con la sigla dei Nar ma come "Amici di Mario Tuti"[3]. Mennucci era ex ordinovista pisano, che aiutò Mario Tuti durante la sua latitanza nel 1975, ma fu costretto a confessare all'antiterrorismo il suo nascondiglio[4]. Zani è stato anche condannato per concorso in omicidio nella morte di Alessandro Caravillani, uno studente romano trovatosi coinvolto in uno scontro a fuoco fra NAR e polizia durante una rapina in banca.

Ebbe anche altre condanne per numerose rapine in banca. Indagato, processato e assolto per alcuni episodi legati alla strategia della tensione, fra cui l'attentato di Vaiano del 1974, dove in secondo grado vennero assolti tutti i neofascisti imputati (anche Cauchi e Danieletti), ma non il reo confesso Andrea Brogi, condannato invece a 6 anni di reclusione per calunnia aggravata.[5].

Di formazione evoliana, offrì con Quex una sponda intellettuale al fenomeno dello ‘spontaneismo armato', che vedeva come espressione coerente delle posizioni espresse da Evola in Cavalcare la tigre.

Nei documenti politici redatti da Fabrizio Zani all'inizio degli anni '80 (Posizione teorica per un'azione legionaria; Il problema dello stato, una prospettiva rivoluzionaria) si rivendica la definizione evoliana di ‘anarchico di destra' e si trova il rifiuto di ogni idea di gerarchia e di organizzazione, fino al completo abbandono della tradizione ideale e politica della destra e dell'estrema destra del ‘900 europeo.

Particolarmente inviso per questi motivi ai dirigenti delle formazioni storiche (Movimento Sociale, Avanguardia Nazionale, Ordine Nuovo) del neofascismo, conclusa l'esperienza dello spontaneismo armato, non riuscendo più a trasfondere la sua impostazione nel mondo dell'estrema destra, finisce per allontanarsene definitivamente. In carcere si dedica allo studio di filosofi e pensatori politici molto lontani dalla sua formazione (Goldsmith, Berg, Sale, Bates, Bookchin, Panikkar) e approda a posizioni ideali e politiche ‘anarco-ecologiste', municipaliste, attento alle nuove dinamiche storiche.

Fonda in questo periodo la rivista “Frontiere – comunità, identità, etnie” insieme a Eduardo Zarelli e a Jeanne Cogolli, coordina dal carcere la redazione di "Tecnologie Appropriate", rivista ecologista del GRTA di Cesena e scrive “L'etnicità in Italia”, unico studio ancora oggi pubblicato sul rapporto fra le identità etniche e la formazione dello stato nazionale italiano.

Il distacco dall'area politica di provenienza, i nuovi studi e le nuove posizioni ideali pubblicamente manifestate, gli permettono di utilizzare gli strumenti della legge penitenziaria italiana (permessi premiali, semilibertà, libertà condizionale) e dunque di tornare in libertà in tempi relativamente brevi, senza dover compiere alcun atto di dissociazione.

È stato liberato definitivamente nel 2008, ed è oggi molto attivo in campo editoriale e culturale su tematiche ecologiste, di critica al sistema economico basato sull'euro, e di crescita spirituale.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabrizio Zani, Eduardo Zarelli (a cura di) Terzo Mondo, specchio e e memoria dell'Occidente, Macro edizioni, 1991.
  • Fabrizio Zani, (a cura di) Bioregione, nuova dimensione per l'Umanità, Macro edizioni, 1992.
  • Fabrizio Zani, L'etnicità in Italia, Macro Edizioni, 1994.
  • Fabrizio Zani, Il tuo pensiero libero, Edizioni Sì - Studi Interiori, 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sentenza Corte d'Assise di Bologna 7.7.1984.
  2. ^ Nicola Rao, Il sangue e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008.
  3. ^ Nicola Rao, Il Sangue e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008.
  4. ^ Pier Luigi Vigna, Giorgio Sturlese Tosi, In difesa della giustizia, Bur.
  5. ^ La Repubblica 2.11.1990, ricerca.repubblica.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ugo Maria Tassinari, Fascisteria, Milano, Sperling & Kupfer, 2008.
  • Ugo Maria Tassinari, Guerrieri, Immaginapoli
  • Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Milano, Sperling & Kupfer, 2010.
  • Nicola Rao, Il sangue e la celtica, Milano, Sperling & Kupfer, 2008.
  • Nicola Rao, Il piombo e la celtica, Milano, Sperling & Kupfer, 2009.
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie