Terrorismo in Italia

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2 agosto 1980: i soccorsi si avviano verso la stazione di Bologna dopo l'esplosione della bomba
Via D'Amelio subito dopo la strage del 19 luglio 1992
L'agguato di via Fani il 16 marzo 1978.
Aldo Moro rapito dalle Brigate Rosse

Il terrorismo in Italia indica le attività di terrorismo politico ed eversivo, condotto da vari gruppi e organizzazioni con metodi, motivazioni e interessi diversi e talvolta contrapposti.

La fase storica dell'Italia repubblicana più legata al terrorismo iniziò approssimativamente alla fine degli anni sessanta ed era inizialmente conosciuta come "opposti estremismi" ma successivamente i media usarono maggiormente il nome "anni di piombo", da un film vincitore del Festival di Venezia, e si è conclusa alla fine degli anni ottanta.
Questa seconda fase diede origine a due teorie interpretative: la teoria degli opposti estremismi e la teoria della strategia della tensione.

Alla fine degli anni novanta si è avuta una nuova recrudescenza del terrorismo politico che, nelle sue azioni eclatanti ma sporadiche, ha operato fino ai primi anni del 2000.

Accanto al terrorismo di matrice politica, implicato nel contesto della guerra fredda insieme alla strategia della tensione, inoltre, non va dimenticato il terrorismo imputabile alla criminalità organizzata, di matrice mafiosa, di matrice camorristica, e di altra matrice, che ha insanguinato l'Italia ad opera di organizzazioni come Cosa nostra, Camorra, 'Ndrangheta e Sacra Corona Unita.

Gli anni di piombo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anni di piombo e Strategia della tensione in Italia.

La lunga durata del terrorismo italiano ha attirato l'attenzione di molti studiosi che hanno cercato di analizzarlo e di interpretarne le cause. L'Italia sembra essere il solo grande Paese europeo dove il terrorismo politico abbia avuto una così lunga cittadinanza, con l'eccezione dell'Irlanda del Nord e dei Paesi Baschi, in cui però la problematica ha risentito di cause etniche e religiose. Recentemente il politologo Ernesto Galli della Loggia ha esaminato il problema dell'anomalia italiana arrivando alla conclusione che esista un fondo di violenza proprio della società italiana. L'interpretazione ha suscitato consensi e dissensi[1].

La questione è stata trattata anche da Giovanni Fasanella e Giovanni Pellegrino in un libro dal titolo particolarmente significativo (La guerra Civile) che argomenta che l'Italia è rimasta per oltre cinquant'anni sull'orlo di una guerra civile e questo gli ha impedito, nei fatti, di diventare un paese normale[2].

Altra anomalia italiana, legata all'ipotizzata "strategia della tensione", è inoltre il diffuso sospetto che negli anni settanta una parte della recente storia patria sia stata influenzata da iniziative di elementi dei servizi segreti e di gruppi politici extraparlamentari, interessati alla destabilizzazione del sistema politico italiano e a condizionare la democrazia[3]. Il periodo conosciuto con il termine Anni di piombo, con riferimento all'omonimo film del 1981 di Margarethe Von Trotta[4] il cui titolo richiama il piombo delle pallottole[5].

Il terrorismo di diversa matrice fallì nei propri obiettivi e sconfitti furono i gruppi di estrema sinistra di matrice in genere marxista-leninista che videro sfumare la possibilità di sovvertire l'ordinamento statale attraverso la lotta armata.

Sconfitti furono anche i gruppi di estrema destra che a loro volta intendevano cambiare la formula politica che per un venticinquennio ci ha governato[6] terrorizzando l'opinione pubblica al fine di dimostrare l’incapacità della democrazia a governare l'ordine pubblico, e l'esigenza di instaurare un regime autoritario. Qualcuno ritiene però che l'emanazione da parte dello Stato di leggi repressive, le cosiddette leggi speciali, fosse una parziale vittoria dell'estrema destra[7].

L'analisi e la discussione su questo complesso periodo storico sono ancora aperte e mentre per alcuni si è trattato di anni di "terrorismo di sinistra", per altri si deve parlare di "stragismo di destra" e per altri ancora di "stragismo di stato". Altre posizioni ritengono che al riguardo "esista solo una verità giudiziaria parziale, confusa e spesso contraddittoria"[8].

Episodi più rilevanti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cronologia degli anni di piombo e della strategia della tensione in Italia.

Il terrorismo politico negli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

La fine degli "anni di piombo" viene comunemente fatta coincidere con la liberazione del generale statunitense James Lee Dozier, avvenuta a Padova il 28 gennaio 1982 con un'azione incruenta dei NOCS. In realtà, c'è ancora da segnalare l'omicidio del Senatore democristiano Roberto Ruffilli, commesso proprio nel 1988, decennale del rapimento di Aldo Moro, del quale Ruffilli è, secondo le BR, il continuatore politico.

Nel corso del decennio comunque gli episodi di violenza andarono scemando, anche a causa del crollo del sostegno alle Brigate Rosse a seguito dell'assassinio dell'operaio comunista Guido Rossa nel 1979.

L'opinione che la lotta armata potesse mutare l'assetto costituzionale andava sempre più indebolendosi e, secondo alcuni studiosi, cresceva parallelamente la reazione capitalistica che elevava produttività e competizione economica a valori e ne faceva gli unici criterio di progresso[9].

Il terrorismo politico successivo, soprattutto di matrice rossa, limitò quindi i suoi obiettivi, cercando di influire nei processi politici e sociali e mantenere una certa pressione sulle libertà decisionali democratiche. Questo terzo ciclo del terrorismo politico, pur estremamente discontinuo e disomogeneo, arriva a mietere vittime fino ai nostri giorni.

Terrorismo in Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gruppo Stieler, Befreiungsausschuss Südtirol e Ein Tirol.
Uno dei 37 tralicci che furono fatti saltare nel giugno 1961

La stagione del terrorismo in Alto Adige iniziò nella seconda metà degli anni '50. Scopo dei terroristi era la rivendicazione dell'indipendenza dall'Italia o l'annessione all'Austria. I primi attentati sono riconducibili al Gruppo Stieler, ma la più importante organizzazione clandestina fu il Comitato per la liberazione del Sudtirolo (Befreiungsausschuss Südtirol). La sua prima grande azione fu la Notte dei fuochi (Feuernacht) nel 1961, quando i terroristi fecero esplodere diversi tralicci dell'alta tensione mediante l'uso di 350 ordigni, anche per richiamare l'attenzione internazionale sulla questione altoatesina.[10] Negli anni il movimento si radicalizzò e prese di mira le forze dell'ordine italiane. L'azione più cruenta fu la strage di Cima Vallona nel 1967. Tra i più noti esponenti del terrorismo altoatesino vi sono il fondatore del Befreiungsausschuss Sepp Kerschbaumer e Georg Klotz, detto il martellatore della Val Passiria, la cui figlia Eva Klotz viene considerata l'attuale leader dell'indipendentismo sudtirolese.

Mentre gli anni '70 furono segnati da una relativa calma, negli anni '80 il terrorismo altoatesino ricomparve sulla scena nella forma di un'organizzazione terroristica di stampo neonazista, Ein Tirol (Un Tirolo), che compì vari attentati dinamitardi.

Il bilancio del terrorismo in Alto Adige dal 20 settembre del 1956 al 30 ottobre del 1988: 361 attentati con esplosivi, raffiche di mitra, mine; 21 morti, di cui 15 membri delle forze dell'ordine, due cittadini comuni e quattro terroristi, dilaniati dagli ordigni che stavano predisponendo; 57 feriti, 24 fra le forze dell'ordine, 33 privati cittadini.

Terrorismo politico in Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

La stagione dell'eversione politica, attiva in Italia già dai primi anni del dopoguerra, si espanse in Sardegna a metà degli anni '60 e si concluse negli anni '80, fine degli anni di piombo anche nella penisola.

I contatti tra i banditi locali dell'anonima sarda e i militanti di organizzazioni eversive di estrema sinistra e attive nel terrorismo rosso, quali Brigate Rosse e Nuclei Armati Proletari, furono in parte aiutate dalla detenzione di militanti estremisti di sinistra nei carceri di massima sicurezza dell'isola, in maniera similare ai soggiorni obbligati dei mafiosi meridionali nel Settentrione, che influenzarono la nascita della Mala del Brenta.

I movimenti terroristici e paramilitari più famosi, nati nell'isola, furono Barbagia Rossa, Movimento Armato Sardo e Comitato di Solidarietà con il Proletariato Prigioniero Sardo Deportato, nella maggior parte di ideologia comunista e indipendentista, nell'arco di un decennio rivendicarono diversi attentati, omicidi e sequestri di persona.

Tra i principali sostenitori della causa indipendentista ed eversiva vi fu l'editore Giangiacomo Feltrinelli, che più volte tentò di prendere contatti con diverse organizzazioni con l'intento di rendere indipendente la Sardegna (con l'aiuto degli indipendentisti) e formare un governo comunista (con l'aiuto degli eversivi di sinistra) sul modello approcciato da Fidel Castro a Cuba.

Prendendo in considerazione l'elezione di Graziano Mesina, il più noto bandito della criminalità sarda, come capo delle truppe ribelli, idea che effettivamente fu opzionata sia dagli eversivi di sinistra come dimostrano i vari contatti avutisi che dai servizi segreti deviati.

Storia recente è il fallito attentato dinamitardo, a Porto Rotondo, nei confronti del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, durante la visita del premier inglese Tony Blair in Sardegna, avvenuto nell'agosto 2004, rivendicato da un movimento indipendentista, denominato Organizzazione Indipendentista Rivoluzionaria (Oir) e dai Nuclei proletari per il comunismo (Npc).

Terrorismo politico attuale[modifica | modifica wikitesto]

A diversi anni di distanza dagli avvenimenti degli omicidi a sfondo politico, sul finire degli anni '90 ha iniziato a riaffacciarsi sullo sfondo extraparlamentare il cosiddetto terrorismo risorgente di matrice comunista che portò alla ricostruzione di organi eversivi scioltisi con la fine degli anni di piombo, come le Nuove BR.

In questa ottica avvengono gli omicidi di Massimo D'Antona, consulente per il ministero del Lavoro, il 20 maggio 1999 e di Marco Biagi, il 19 marzo 2002, rivendicati da parte dei nuclei ricostituiti delle Brigate Rosse nel tentativo di influenzare lo scenario sociopolitico come accaduto durante gli anni di piombo. L'ultima vittima, Emanuele Petri, agente della Polfer, ucciso il 2 marzo 2003 nel corso di uno scontro a fuoco a bordo di un treno nel quale viaggiavano i capi della nuova organizzazione eversiva: Nadia Desdemona Lioce e Mario Galesi. Nel 2003 il gruppo viene ufficialmente sciolto dopo l'arresto della Lioce e la morte di Galesi e i conseguenti arresti degli altri membri. Nel 2005 la sentenza definitiva condanna all'ergastolo la Lioce.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nuove Brigate Rosse.

Terrorismo anarchico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terrorismo anarchico.

Verso la fine degli anni novanta e per tutti gli anni 2000 si assisterà anche ad una continuata attività eversiva relativa all'area dell'anarco-insurrezionalismo. Le azioni terroristiche di matrice anarchica in questi anni sono state caratterizzate dall'utilizzo di esplosivi. La sigla più presente nelle rivendicazioni di tali attentati è stata la FAI - Federazione Anarchica Informale. Una organizzazione anarchica nota come "Solidarietà Internazionale" fu protagonista di una serie di eventi dal 1998 al 2000 nella città di Milano. Nell'estate 1998 seguirono alla morte degli anarchici Maria Soledad Rosas e Edoardo Massari (conosciuti come "Sole e Baleno", furono vittime di quella che si rivelò in seguito una montatura giudiziaria che li voleva responsabili di atti di ecoterrorismo, entrambi morirono suicidi in strutture di detenzione[11]) una serie di lettere-bomba inviate a diversi politici, magistrati, giornalisti e carabinieri. Nell'ottobre 1998 un attentato alla stazione dei carabinieri. Nell'estate 1999 due bombe rivendicate dal gruppo vengono trovate e per un caso fortuito non esplodono. Il 28 giugno 2000 due bottiglie incendiarie lanciate dai membri del gruppo durante la cerimonia per la polizia penitenziaria nella basilica di Sant'Ambrogio non esplodono. Nel settembre 2001 le indagini di diverse 14 procure interregionali portarono a una maxi-retata nazionale con l'indagine su 60 persone legate all'organizzazione e accusate di «associazione a delinquere con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico». Le motivazioni del gruppo erano la lotta a favore dei detenuti anarchici in Spagna sottoposti a regime di carcere duro, e aveva diversi contatti con associazioni sovversive in Grecia e Inghilterra.[12]

Il 18 dicembre 2000 un lavoratore notò la presenza di una borsa tra le terza e la quarta guglia del tetto del Duomo di Milano, disinnescata dopo l'intervento degli artificieri, l'ordigno era programmato per esplodere alle 3 della notte seguente e carico di oltre un kg di esplosivo.[13][14]

La notte del 16 dicembre 2009 esplode parzialmente un ordigno rudimentale carico di 2 kg di dinamite negli interni dell'università Bocconi di Milano. La bomba, piazzata per chiedere la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione, è stata rivendicata dalla FAI in un volantino firmato "Nucleo Maurizio Morales" recapitato alla redazione del quotidiano Libero.[15] A tal proposito si inserisce un comunicato della Federazione Anarchica Italiana, che denuncia l'uso infamante del medesimo acronimo[16]

Terrorismo islamico[modifica | modifica wikitesto]

Di terrorismo islamico in Italia si parlò nel corso degli anni di piombo, quando per la prima volta agì nel Paese un commando di terroristi palestinesi presso l'aeroporto di Fiumicino e per le cui azioni morirono 30 persone.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strage di Fiumicino (1973).

Nel 1985, la seconda azione di un commando palestinese sempre all'aeroporto Fiumicino costò la vita a 13 persone. Contemporaneamente avveniva all'aeroporto Schwechat di Vienna un attacco della stessa cellula e con le stesse modalità.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strage di Fiumicino (1985).

Nel 1998, dopo che si era scelta la Francia come nazione ospite dei mondiali di calcio, le unità antiterroristiche dei diversi paesi europei lanciarono diversi allarmi riguardo al rischio di azioni sovversive da parte di sopravvissuti e nostalgici del Gruppo Islamico Armato algerino. In Italia la Digos effettuò le "Operazione Al Shabka", "Operazione Venti Tranquilli" e "Operazione Ritorno", le quali portarono alla scoperta di reti logistiche islamiste in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto composte da tunisini, algerini e magrebini in parte reduci dal conflitto bosniaco, che sostenevano la latitanza di terroristi e il finanziamento di cellule terroristiche, argomenti identificati dal rapporto finale delle indagini come una «agenzia di servizi a disposizione del terrorismo islamico in Europa».[17][18]

Si riprese a parlare di terrorismo islamico dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Dai rapporti sviluppati da agenzie di sicurezza italiane ed estere, è emerso che l'Italia sia luogo di posizione per cellule islamiche più o meno in contatto tra loro in attesa di richiami o compiti. Nel 2001 l'ambasciata statunitense di Roma chiuse sotto il periodo di Capodanno per timore di attentati.[19]

Nei primi mesi del 2002, per la prima volta dopo gli attentati dell'11 settembre, in Italia veniva emesso un comunicato dei servizi segreti statunitensi nel quale si confermava la nascita di gruppi terroristici a livello embrionale di matrice islamica. Lo stesso rapporto indicava le città di Firenze e Venezia come possibili obiettivi di attentatori suicidi, motivo per il quale nel periodo seguente la pubblicazione vennero intensificate le misure di sicurezza per prevenire possibili attacchi terroristici.[20][21]

Poco tempo dopo l'avviso di cautela emesso dagli Stati Uniti d'America, la polizia aveva ritrovato in un appartamento affittato ad alcuni marocchini delle piantine e possibili tracce della pianificazione di un attacco all'ambasciata inglese di Roma. Una settimana dopo i fatti, da un controllo delle autorità dell'ordine contro l'immigrazione clandestina, venne sgominata una banda di immigrati magrebini impegnata nella progettazione di un attentato all'ambasciata americana di Roma e in Via Veneto. Per la realizzazione del piano i quattro avevano formulato un composto con alte dosi di cianuro, aiutandosi con lo studio di una pianta con alcuni acquedotti capitolini, forse con l'intenzione di avvelenarli.[19]

Nel dicembre 2008 vengono arrestati a Giussano, nella Brianza, Rachid Ilhami e Albdelkader Ghafir, due cittadini marocchini, con l'accusa di pianificare attentati ad alto potenziale stragista nella città di residenza. I due avevano previsto tre attacchi con esplosivo in zone contigue a Giussano: supermercato Esselunga a Seregno, vasto parcheggio per auto nelle vicinanze del supermercato e caserma dei Carabinieri locale.[22]

Il 3 settembre 2009 viene arrestato a Roma un cittadino algerino di 44 anni, ma in possesso di un passaporto irlandese, legato al Gruppo Islamico Armato e ricercato a livello mondiale per un mandato di cattura internazionale emesso nei suoi confronti per i suoi legami con il terrorismo.[23]

Il 12 ottobre 2009 viene messo in atto quello che è stato considerato il primo attacco suicida ad alto potenziale stragista a Milano contro una caserma da parte di un libico. Il livello di esplosivo usato dall'attentatore non risultò però così pesante da provocare ingenti danni, tanto che l'attentatore stesso ne uscì ferito insieme a un militare in procinto di fermarlo. In una relazione sull'accaduto del Dis al Parlamento, si accoglieva l'ipotesi di un atto isolato di una persona classificata come «terrorista solitario», smentendo nel frattempo i collegamenti tra l'azione e organizzazioni integraliste vere e proprie.[24]

Terroristi latitanti[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministro della Giustizia Clemente Mastella e il Ministro dell'Interno Giuliano Amato, rispondendo a interrogazioni parlamentari, hanno divulgato all'inizio 2007 una lista di terroristi latitanti "ricercati in campo internazionale per atti di associazione terroristica, banda armata o associazione sovversiva" in cui risultano "113 soggetti, di cui 59 appartenenti a gruppi terroristici considerati di estrema sinistra, 11 a gruppi considerati di estrema destra e 43 appartenenti a gruppi terroristici internazionali".[25] Negli ultimi anni il Mandato di Cattura Europeo ha reso più facile estradare e processare i terroristi residenti all'estero.

Omissis e segreti di stato[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 novembre 1977 è entrata in vigore la legge 801 che imponeva la segretezza su «atti, documenti, notizie, attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recar danno all’integrità dello Stato democratico»[26]. Nell'aprile del 2008 un decreto governativo ha deciso che i documenti riservati non potranno restare segreti per più di 30 anni sancendo di fatto l'accessibilità a documenti occultati più di trent'anni fa[27]. Il diritto di accesso a documenti coperti da segreto di stato non si calcola però a partire dalla data in cui è avvenuto il fatto, ma a decorrere dall'opposizione del vincolo o dalla conferma della sua opposizione. Per quanto riguarda la strage dell'Italicus del 1974, ad esempio, la comunicazione al Parlamento dell'apposizione del segreto di Stato da parte del Governo è avvenuta il 2 settembre del 1982 e pertanto i 30 anni indicati sono scaduti nel 2012. La cessazione del vincolo del segreto di Stato "non comporta l'automatica decadenza del regime della classifica e della vietata divulgazione".

Utilizzo del segreto di stato[modifica | modifica wikitesto]

  • Durante le indagini sul golpe bianco, venne posto il segreto di Stato dal Governo anche se, secondo Edgardo Sogno, il segreto non riguardava il golpe ma un memorandum sui fatti d'Ungheria e alcuni documenti riguardanti Mario Scelba[28].
  • Nel 1985 l'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi decise il segreto di Stato sulle vicende riguardanti Augusto Cauchi, terrorista nero fatto espatriare nel 1974 dal SID, durante l'istruttoria sulla strage dell'Italicus[29].
  • Sempre nel 1985 Craxi pose inoltre il viene alle indagini sul comportamento del Sismi che, recuperato in Uruguay l'archivio di Licio Gelli, decise di restituire alle autorità sudamericane due fascicoli riguardanti due politici italiani[29].
  • Nel 1988 il Segreto di Stato viene opposto al giudice Carlo Mastelloni che indagava sulla caduta dell'aereo militare del Sismi Argo 16, esploso in volo nel 1973 con tutti i membri del suo equipaggio[30].

Il terrorismo delle associazioni mafiose[modifica | modifica wikitesto]

Cosa Nostra[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bombe del 1992-1993.

Cosa Nostra ha cercato di influire sugli avvenimenti politici e giudiziari anche ricorrendo alla violenza di matrice terroristica, attraverso l'uso di esplosivi per seminare il terrore: infatti, il boss Giuseppe Calò organizzò insieme ad alcuni terroristi neri e camorristi la strage del Rapido 904 (23 dicembre 1984), che provocò 17 morti e 267 feriti, al fine di distogliere l'attenzione delle autorità dalle indagini del pool antimafia e dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno[31].

Nel biennio 1992-93 tale strategia terroristica di Cosa Nostra si ripropose in seguito alle numerose condanne all'ergastolo scaturite dal Maxiprocesso e ai nuovi provvedimenti antimafia varati dallo Stato: in due gravi attentati dinamitardi furono uccisi i giudici Giovanni Falcone (23 maggio 1992) e Paolo Borsellino (19 luglio), a cui seguirono alcune autobombe a Roma, Firenze e Milano (maggio-luglio 1993) che provocarono numerose vittime e feriti nonché danni al patrimonio artistico italiano[32][33].

Camorra[modifica | modifica wikitesto]

Avvenimenti rilevanti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vittime della Camorra.

'Ndrangheta[modifica | modifica wikitesto]

Avvenimenti rilevanti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vittime della 'Ndrangheta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere della sera del 27 aprile 2007
  2. ^ Giovanni Fasanella e Giovanni Pellegrino, La guerra Civile (L'Italia dal 1943 al 2005), Bur, 2005
  3. ^ Strategia della tensione in Dizionario di storia Treccani
  4. ^ Il film vinse il Leone d'Oro al Festival di Venezia
  5. ^ recensione del film di Giuliano Boraso
  6. ^ Proclama dittatoriale del Golpe Borghese
  7. ^ Amos Spiazzi dichiarò, ad esempio, che in realtà il Golpe Borghese sarebbe stato fittizio, pensato per essere immediatamente represso dalle forze dell'ordine e per fornire una scusa al governo democristiano per emanare leggi repressive
  8. ^ Sandro Provvisionato, Anni di piombo: parte male il dibattito sul superamento in Misteri d'Italia 97, 2005
  9. ^ Franco "Bifo" Berardi, Il sapiente, il mercante, il guerriero, Derive Approdi, 2004
  10. ^ Stasera su Raistoria le bombe in Alto Adige e l’utopia di Langer su Alto Adige
  11. ^ Fabio Balocco, Tav: in ricordo di Sole e Baleno, articolo dell'edizione online de Il Fatto Quotidiano, del 28 novembre 2011
  12. ^ la Repubblica/cronaca: Maxi-retata in tutta Italia per gli attentati di Milano
  13. ^ la Repubblica/cronaca: Milano, la bomba in Duomo e ora è allarme terrorismo
  14. ^ la Repubblica/cronaca: Bomba al Duomo 'Seguiamo una pista spagnola'
  15. ^ Pacco bomba, paura alla Bocconi Rivendicazione anarchica - Milano
  16. ^ Federazione Anarchica Italiana - Comunicati
  17. ^ la Repubblica/fatti: Terrorismo islamico: decine di arresti in Italia
  18. ^ la Repubblica/fatti: Blitz e retate in Europa Arresti per 120 terroristi
  19. ^ a b la Repubblica/cronaca: 'Preparavano un attentato' quattro fermati a Roma
  20. ^ La Repubblica/cronaca: Venezia e Firenze blindate in assetto anti-terrorismo
  21. ^ La Repubblica/cronaca: Allarme attentati passata la paura
  22. ^ Il Giorno - Monza - Le bombe da piazzare a 2 passi da casa Scoperti estremisti pronti a colpire
  23. ^ Terrorismo, arrestato algerino collegato a gruppo islamico | Roma la Repubblica.it
  24. ^ Bomba contro una caserma a Milano Gravemente ferito l'attentatore libico - LASTAMPA.it
  25. ^ Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n.136 del 28/3/2007
  26. ^ legge 24 ottobre 1977, n. 801 denominata "Istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato"
  27. ^ Articolo del Corriere della Sera del 13 aprile 2008
  28. ^ Articolo del Corriere della Sera del 5 agosto 2005
  29. ^ a b ibidem
  30. ^ Articolo della Repubblica del 3 agosto 1998
  31. ^ “I boss dietro la strage Rapido 904” Chiesto il rinvio a giudizio per Riina La Stampa.it
  32. ^ Audizione del procuratore Sergio Lari dinanzi la Commissione Parlamentare Antimafia - XVI LEGISLATURA.
  33. ^ Sentenza del processo di 1º grado a Francesco Tagliavia per le stragi del 1993.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Fasanella - Giovanni Pellegrino: La guerra Civile - (L'Italia dal 1943 al 2005)
  • Maurizio Calvi, Alessandro Ceci, Angelo Sessa, Guilio Vasaturo. Le date del terrore. La genesi del terrorismo italiano e il microclima dell'eversione dal 1945 al 2003. Roma, Luca Sossella Editore, 2003. ISBN 88-87995-58-3.
  • Antonella Beccaria, Pentiti di niente - Il sequestro Saronio, la banda Fioroni e le menzogne di un presunto collaboratore di giustizia, ISBN 978-88-6222-049-1.
  • Gagliano, Giuseppe, Agitazione sovversiva, guerra psicologica e terrorismo nel movimento del sessantotto e del settantasette, Editrice Uniservice, 2010 ISBN 978-88-6178-600-4.
  • Alessandro Ceci, "Terra, Terrore, Terrorismo", Ibiskos, 2010, ISBN 978-88-546-0696-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]