Fronte Nazionalista Patria e Libertà

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Fronte Nazionalista Patria e Libertà
(ES) Frente Nacionalista Patria y Libertad
Cadeneta FNPL.jpg
Presidente Pablo Rodríguez Grez
Segretario Roberto Thieme Schiersand
Stato Cile Cile
Fondazione 1º aprile 1971
Dissoluzione 12 settembre 1973 (ufficialmente)
1990 (di fatto)
Ideologia Neofascismo,
Nazionalismo,
Corporativismo
Collocazione Estrema destra

Il Fronte Nazionalista Patria e Libertà (in spagnolo: Frente Nacionalista Patria y Libertad), noto anche come Patria y Libertad, è stata una organizzazione politica e paramilitare di estrema destra cilena, attiva tra il 1971 e il 1990. Fu finanziata dalla C.I.A. e fu promotrice del golpe dei carri armati (il fallito "Tanquetazo") e appoggiò il colpo di stato di Augusto Pinochet che rovesciò il governo democraticamente eletto di Salvador Allende. I suoi membri confluirono poi nell'apparato del regime cileno e nel movimento pinochetista.

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione fu ufficialmente fondata il 1º aprile 1971, e avente come leader l'avvocato Pablo Rodríguez Grez. Gli ideali di base erano l'opposizione al socialismo, al marxismo, e, formalmente, al liberalismo. Il nazionalismo e lo squadrismo fascista caratterizzarono però tale organizzazione, che fu subito tra le più grandi oppositrici al governo della coalizione Unidad Popular presieduta da Salvador Allende. In realtà l'organizzazione fu finanziata e creata dalla C.I.A., e inclusa nel Progetto FUBELT[1].

Il Tanquetazo[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni del dissenso a tale governo partecipò a numerose manifestazioni di protesta, assieme anche al Partito Democratico Cristiano del Cile, e ad atti di intimidazione nei confronti degli avversari. Fino a quando, il 29 giugno 1973 partecipò attivamente al primo colpo di Stato ordito ai danni di Allende, fallito e passato alla storia col nome di Tanquetazo. In tale occasione, il gruppo, ormai divenuto un ente paramilitare, ricevette ordini precisi e un piano dalla Marina Militare Cilena per sabotare oleodotti, gasdotti e infrastrutture varie, al fine di accrescere la tensione nel paese e facilitare il colpo di Stato.

Verso il colpo di Stato dell'11 settembre[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottica del secondo colpo di stato, questa volta riuscito, dell'11 settembre 1973, ai danni di Allende, l'organizzazione si colloca sicuramente tra i più grandi fautori della crisi sociale e delle violenze politiche che portarono il Cile sull'orlo della guerra civile, e nel regime militare di Pinochet. Patria y Libertad agì come uno squadrone della morte, commettendo violenze e omicidi ai danni degli oppositori delle forze reazionarie e dell'estrema destra. L'organizzazione si difende da questa accuse sostenendo di aver combattuto una lotta alla pari, contro gli attacchi del Movimento di Sinistra Rivoluzionaria.

Durante la dittatura[modifica | modifica wikitesto]

Patria y Libertad fu ufficialmente sciolta il 12 settembre 1973, il giorno successivo al colpo di Stato, poiché la sua funzione di destabilizzazione del paese non era più richiesta. Ma quasi tutti gli elementi che la componevano entrarono a far parte della DINA, e collaborarono al sequestro e allo sterminio di migliaia di desaparecidos negli anni della dittatura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Covert Action in Chile 1963-1973" Staff Report of the Select Committee To Study Governmental Operations With Respect to Intelligence Activities, United States Senate, 18 de diciembre de 1975. U.S. Government Printing Office publ. 63-372

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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