Stefano Delle Chiaie (politico)

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Stefano Delle Chiaie

Stefano Delle Chiaie, vero cognome Delle Chiaje (Caserta, 13 settembre 1936), è un politico italiano. Noto esponente della destra radicale e della destra spiritualista in seno al Movimento Sociale Italiano, poi fondatore di Avanguardia Nazionale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Militanti di Avanguardia Nazionale Giovanile a Roma, nel 1975, sul cartellone si nota la sigla ANG
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Avanguardia Nazionale.

Stefano Delle Chiaie aderì al Movimento Sociale Italiano a 14 anni, nella sezione Appio-Tuscolano di Roma, frequentata da numerosi reduci della Repubblica Sociale Italiana. Nel 1956, a vent'anni, uscì dal Msi per seguire Pino Rauti nell'avventura del Centro Studi Ordine Nuovo dove strinse amicizia con Paolo Signorelli che divenne poi leader del movimento.

Nel 1962 Delle Chiaie abbandonò Pino Rauti e fondò il movimento Avanguardia Nazionale Giovanile, fortemente anticomunista e fascista, successivamente autoscioltosi dopo numerosi arresti dei suoi militanti.

Nel 1965 prese parte al convegno dell'Hotel Parco dei Principi sulla guerra rivoluzionaria, organizzato dall'Istituto Alberto Pollio - tra i relatori furono presenti numerosi esponenti del neofascismo, come Gianfranco Finaldi, Giorgio Pisanò, Pino Rauti, Guido Giannettini - e il cui principale obiettivo era di impedire che il comunismo potesse arrivare al potere in Italia.[1], tramite l'instaurazione di uno Stato autoritario con la complicità di apparati istituzionali.

Nel febbraio 1966 gli ex militanti di Avanguardia Nazionale Giovanile furono coinvolti nell'Operazione manifesti cinesi che consistette nell'affissione illegale di manifesti, che a dispetto del nome che ne fece la fortuna erano in realtà inneggianti alla Unione Sovietica stalinista, firmati da fantomatici gruppi comunisti italiani di orientamento stalinista. Tali manifesti furono in realtà preparati dal giornalista Giuseppe Bonanni, de Il Borghese. A vent'anni di distanza, interrogato dalla commissione di indagine, Delle Chiaie rivelò che ANG era stata coinvolta a propria insaputa in una operazione voluta da una organizzazione legata alla CIA e ad alcuni ambienti anticomunisti italiani[2].

La Battaglia di Valle Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Gli studenti fronteggiano le forze di polizia durante la Battaglia di Valle Giulia, nella prima fila anche militanti di Avanguardia Nazionale tra cui Stefano Delle Chiaie, Mario Merlino e Adriano Tilgher.[3].
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Valle Giulia.

Il 1º marzo 1968, nell'ambito delle prime manifestazioni studentesche a Roma, Delle Chiaie prese parte al corteo studentesco alla guida del gruppo romano della disciolta Avanguardia Nazionale, assieme al FUAN-Caravella e a Primula Goliardica. Quando il corteo giunse a Valle Giulia si trovò la strada sbarrata da un cordone di polizia e la situazione rapidamente degenerò. Delle Chiaie guidò l'attacco contro la polizia che diede il via agli scontri noti come la «Battaglia» di Valle Giulia.[4]. Gli ex di Avanguardia Nazionale Giovanile erano inoltre supportati da esponenti del FUAN e del MSI.[5].

« Mentre molti continuavano a limitarsi alle richieste di riforma dell'università, noi sostenevamo che partendo dall'università la contestazione dovesse estendersi nel campo politico e sociale. Ecco, al di là dell'aspetto di piazza e "militare", Valle Giulia ebbe questo significato: far capire a tutti che la contestazione era politica, non soltanto studentesca. »
(Stefano Delle Chiaie.[6])

Al termine degli scontri i neofascisti di Delle Chiaie e il FUAN occuparono la facoltà di Giurisprudenza, mentre gli studenti di sinistra occuparono quella di Lettere[7].

Ma il 17 marzo i Volontari Nazionali guidati da Giorgio Almirante e Massimo Anderson si recarono presso l'Università nel tentativo di porre fine all'occupazione. Quando diedero il via al tentativo di penetrare all'interno di Lettere si scatenarono duri scontri e gli studenti di Avanguardia Nazionale guidati da Delle Chiaie uscirono dalla facoltà di Legge e si disposero sui gradini del Rettorato[8]. Ad essi si aggiunsero anche i militanti del FUAN[9].

« Volevamo in questo modo manifestare la nostra estraneità a quell'iniziativa e non partecipare agli scontri. In effetti non me la sentivo di schierarmi con nessuno dei due contendenti, mentre Primula Goliardica andò a Lettere a difendere i comunisti. E anzi furono i suoi militanti a sostenere il primo assalto. »
(Stefano Delle Chiaie.[8])

Gli scontri terminarono con l'arrivo della polizia che procedette a numerosi arresti tra cui lo stesso Delle Chiaie che fu comunque scarcerato poco dopo. Iniziarono in questo periodo i contatti tra Avanguardia Nazionale e il Fronte Nazionale di Junio Valerio Borghese.

Due mesi dopo, iniziato il «Maggio francese» alcuni ex militanti di Avanguardia Nazionale Giovanile, tra cui si trovavano Delle Chiaie e Mario Merlino, inalberando una bandiera nera con la scritta "22 marzo", organizzarono una manifestazione di protesta presso l'ambasciata francese[10].

Le prime indagini per piazza Fontana[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 dicembre 1969 avvenne la strage di piazza Fontana e in concomitanza esplosero anche delle bombe a Roma. Mario Merlino, amico di Delle Chiaie ed ex militante di Avanguardia Nazionale, fu arrestato insieme ad altri cinque militanti del Circolo anarchico 22 marzo[11]. Merlino in questura fu lasciato da solo in compagnia di un informatore di polizia, Stefano Serpieri, in passato legato all'estrema destra che tentò di carpirgli qualche confidenza e che stilò poi un resoconto che in sostanza avvalorava la tesi di un coinvolgimento di Delle Chiaie e che finì in un rapporto del Sid del 17 dicembre 1969[12] A Serpieri Merlino rivelò che quando scoppiarono le bombe a Roma presso l'Altare della Patria, si trovava in compagnia di Delle Chiaie ma che avrebbe preferito non rivelarlo per non coinvolgerlo a meno che non avesse avuto bisogno di un alibi[13].

Infatti Delle Chiaie, chiamato a testimoniare il 19 dicembre sull'attività di Merlino presso il Circolo 22 marzo, non ne fornì alcun alibi[14][15]. Il giorno seguente arrivò il mandato di cattura per Merlino che a quel punto dichiarò di aver incontrato Delle Chiaie nella notte fra l'11 e il 12 dicembre. Il 22 dicembre Delle Chiaie, nuovamente richiamato a testimoniare, rettificò la sua deposizione affermando di aver incontrato Merlino il 12 pomeriggio e indicando come testimoni la convivente Leda Minetti e il figlio di lei Riccardo. In seguito Delle Chiaie, chiamato nuovamente a testimoniare il 25 luglio 1970, si presentò al Palazzo di Giustizia ma poi, senza apparente motivo, se ne allontanò[16] e poco tempo dopo espatriò in Spagna. Secondo quanto poi raccontato dallo stesso Delle Chiaie all'interno del tribunale ricevette una soffiata in base alla quale lo «volevano incastrare».[16] In effetti risultò che in Tribunale era già stato preparato un mandato di cattura per falsa testimonianza[17].

Attività in Spagna[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1970 Delle Chiaie si trasferì a Madrid in Spagna dove entrò in contatto con l'Aginter Press' diretta dall'ex ufficiale dellOrganisation armée secrète (OAS) Yves Guérin-Sérac (vero nome: Yves Guillou), che aveva la sua sede principale a Lisbona. Nel 1973 cominciarono i contatti con il Movimento Politico Ordine Nuovo, erede del vecchio Centro Studi Ordine Nuovo, che sotto la guida di Paolo Signorelli, era stato sciolto d'autorità con l'accusa di ricostituzione del disciolto Partito Fascista. Si avviarono quindi incontri in Spagna con Delle Chiaie al fine di studiare l'unificazione dei due movimenti.[18]. All'epoca Avanguardia Nazionale non era ancora sotto processo. A questi incontri parteciparono anche altri fuoriusciti in Spagna di Ordine Nuovo come Pierluigi Concutelli. Il nuovo soggetto politico, in base ad un incontro avvenuto nel settembre 1975 ad Albano Laziale, cui parteciparono lo stesso Delle Chiaie e Paolo Signorelli, avrebbe dovuto assumere il nome di Avanguardia Nazionale per l'Ordine Nuovo[19], ma l'ipotesi saltò circa tre mesi dopo nel corso di un nuovo incontro tenutosi a Nizza.

Nel corso di un viaggio del 1974 con Junio Valerio Borghese in Cile, Delle Chiaie conobbe Augusto Pinochet[20] che incontrò nuovamente nel 1975 a Madrid, in occasione dei funerali di Franco. In seguito a questo incontro decise di trasferirsi in Cile.

Negli anni seguenti il nome di Delle Chiaie ricomparve di nuovo nella Spagna post-franchista, in particolare implicato nell'organizzazione dei GAL, gruppo paramilitare creato dal Ministero dell'Interno del governo di Felipe González (PSOE) per contrastare il terrorismo dell'ETA. Tuttavia Delle Chiaie ha sempre negato ogni coinvolgimento con queste formazioni.[21]

In Sud America[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Operazione Condor.

Delle Chiaie, trasferitosi in Cile nel 1976 ebbe a disposizione, per il proprio gruppo, un ufficio a Santiago del Cile in cui si occupava di propaganda e di controinformazione sullo stile dell'Aginter Press[22]. Fu inoltre direttamente coinvolto dal regime di Augusto Pinochet alle riunioni della Dirección Nacional de Inteligencia (DINA) di Manuel Contreras e in seguito nell'Operazione Condor per l'azzeramento dei dissidenti.[1]

Nel 1977 si trasferì per breve tempo in Argentina e già nel 1978 in Bolivia. In Bolivia partecipò insieme a Pierluigi Pagliai, che Delle Chiaie aveva conosciuto in Spagna, alla costituzione di un gruppo paramilitare alle dipendenze del Ministero dell'Interno boliviano[23] presieduto da Klaus Barbie che, sotto il falso nome di Klaus Altmann, era allora consigliere per la sicurezza boliviana. Questo gruppo che aiutò Luis García Meza Tejada a prendere il potere con un colpo di stato nel 1980 fu soprannominato i fidanzati della morte. Delle Chiaie divenne quindi «consigliere politico» prima di Luis García Meza Tejada, poi del suo successore Celso Torrelio Villa[24].

Nel 1982 in Italia fu spiccato nei suoi confronti un mandato di cattura per concorso nella strage di piazza Fontana e il 2 agosto 1982 vi fu un primo tentativo di sequestro affidato a mercenari francesi mentre si trovava in Bolivia. Avvertito da uno di questi, tutti gli ex avanguardisti fecero perdere le tracce di Delle Chiaie che si trasferì a Caracas in Venezuela[25] e Pierluigi Pagliai, invece, si trasferì in Argentina. Il 10 ottobre 1982 Pagliai fu rintracciato a Santa Cruz de la Sierra e, davanti alla chiesa di Nuestra Señora de Fátima, fu ferito gravemente con due colpi di pistola[26]. Non si sa se ad esplodere i colpi fosse stata la polizia boliviana o gli agenti italiani[26]. Trasferito in Italia in aereo il 12 ottobre, Pagliai morì alcuni giorni dopo: il 5 novembre.

Il 27 marzo 1987, dopo diciassette anni di latitanza in vari paesi dell'America Latina e da cinque inseguito da mandato di cattura per associazione sovversiva, banda armata e concorso in strage Delle Chiaie si lasciò arrestare a Caracas in Venezuela dalla polizia per essere estradato in Italia. Rispetto al primo tentativo effettuato alcuni anni prima in Bolivia secondo Delle Chiaie la situazione era mutata poiché stavolta: "Ci sono i processi e i camerati in galera"[27]. Giunto a Roma in aereo sotto scorta, prima ancora di scendere dal velivolo ricevette la visita a bordo del magistrato Luciano Infelisi che prese possesso di una borsa di documenti del catturando. Questo fatto generò una polemica da parte dei magistrati titolari dell'inchiesta (cfr. Corriere Della Sera dei giorni successivi all'arrivo di Delle Chiaie in Italia), dal momento che Infelisi non era fra questi e che si trattò di un'azione presa con decisione apparentemente autonoma da parte del singolo magistrato.

La stagione dei processi[modifica | modifica wikitesto]

« Lei è un imputato particolare, o è un colpevole molto fortunato, o è un innocente molto sfortunato. »
(Andrea Barbato[28])

Il Golpe Borghese[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Delle Chiaie fu accusato di aver preso parte al tentato Golpe Borghese del 1970, in cui, secondo Athos De Luca[29], membro della commissione stragi, nella notte del 7 dicembre 1970 comandò l'unità composta da militanti di Avanguardia Nazionale penetrata negli uffici del Ministero dell'Interno. Chiamato in giudizio, affermò di trovarsi all'estero in quei giorni, precisamente a Barcellona[30][31]. Dalla relazione di Guido Paglia, un esponente di Avanguardia Nazionale, fornita ai Servizi Segreti, Delle Chiaie viene indicato come attivamente presente durante il golpe.

Strage di piazza Fontana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 fu spiccato nei suoi confronti un mandato di cattura per la strage di piazza Fontana del 1969, ma in quel periodo Delle Chiaie si trovava in Bolivia divenendo ufficialmente latitante. Arrestato a Caracas (Venezuela) nel 1987, venne estradato in Italia, processato e assolto il 20 febbraio 1989 "per non aver commesso il fatto"[32]. Sentenza confermata in appello[32] il 5 luglio 1991 quando fu prosciolto anche dall'accusa di associazione eversiva.

Strage dell'Italicus

Nel momento in cui Delle Chiaie ritorna in Italia dopo più di un decennio da latitante, il 31.3.1987, ha del materiale documentale riguardante la sua attività politica ed eversiva. Il materiale in larga parte è utile alla sua ricostruzione storica. A riguardo scrive il giudice Leonardo Grassi nella sentenza Italicus bis:

Delle Chiaie si sente portatore del compito storico di liberare la destra - o almeno A.N. - dal sospetto di stragismo da cui è gravata (ciò lo afferma peraltro in modo esplicito) e per assolvere questo compito non può far altro che chiamare in causa - ma con prudenza per quanto possibile senza compromettere definitivamente nessuno - i vecchi complici delle campagne di provocazione e di disinformazione, i comprimari della strategia stragista, coloro che hanno coperto i colpevoli, deviato le indagini. Nel far ciò ha naturalmente buon gioco, perché uomini delle Istituzioni, nel corso degli anni si sono effettivamente succeduti a deviare le indagini e a proteggere i responsabili delle stragi. È tenuto conto di questa premessa che occorre valutare la documentazione sequestrata a Delle Chiaie e gli squarci di verità che in essa si possono cogliere[4].

Nei documenti gli inquirenti però trovano anche notazioni di Delle Chiaie, effettuate come appunti. Una di queste riguarda la strage dell'Italicus:

"L'anno della provocazione (74)!..

Italicus (Gauchi e massoni)

L'industriale di Milano, Degli Innocenti-La Bruna - i mandanti (?) del '74".

Cauchi è un neofascista toscano, fuggito in Spagna nel 1975, dove si è affiancato a Delle Chiaie. Su questi appunti Vincenzo Vinciguerra (che era insieme a Delle Chiaie e Cauchi all'epoca nella Spagna franchista) ha dichiarato:

Mi viene nuovamente fatto presente che nei documenti a suo tempo sequestrati a Stefano Delle Chiaie vi è un'annotazione in cui si accosta la strage dell'Italicus a Cauchi e alla massoneria. Questo è un punto dolente. È evidente che Delle Chiaie, con quella notazione, intendeva dire quello che ha scritto. Posso solo precisare che Delle Chiaie si riferisce alla Massoneria di Piazza del Gesù. C'erano rapporti fra Stefano Delle Chiaie ed appartenenti alla Massoneria. Ricordo che Mario Tilgher era massone e che Saccucci era massone, inoltre Delle Chiaie aveva un rapporto personale e diretto con l'avv. Minghelli[5].

Strage di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Anche le indagini compiute su di lui nell'ambito della strage di Bologna del 1980, pur appurando rapporti con la P2 e la Massoneria, non accertano alcuna responsabilità a suo carico e le dichiarazioni di Vincenzo Vinciguerra e di Angelo Izzo risultarono o elusive o non confermate[33]. Viene assolto con la formula "insufficienza di prove".

« Non esistono le prove di diretti coinvolgimenti di Avanguardia Nazionale o di suoi esponenti nella strage di Bologna e negli altri attentati del 1980, mancano o sono risultate false. »
(Nella sentenza di rinvio a giudizio[34])

Attentati ai treni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 Delle Chiaie, come dirigente di Avanguardia Nazionale, fu inoltre indagato dal giudice Salvini per alcuni attentati a treni[35]:

Il giudice Salvini ha dichiarato di «non doversi procedere in ordine ai reati di cui ai capi 16/a), 16/b), 17), 18), 19), 20) e 21) perché estinti per intervenuta prescrizione»[36].

Degli attentati ha parlato Vincenzo Vinciguerra, riferendo di aver saputo del coinvolgimento di A.N. direttamente da Delle Chiaie:

«[...] Quella sera io e Stefano Delle Chiaie stavamo conversando ed il discorso cadde, trattando di atti di sabotaggio, sulla necessità di predeterminarne gli effetti, obiettivo che comportava di poter disporre di mezzi tecnici adeguati per calibrarne gli effetti stessi.Io sottolineavo la difficoltà di possedere questo tipo di mezzi, anche in base alla mia esperienza, al che Stefano ne ribadì la necessità portando ad esempio proprio l'operazione contro i treni diretti a Reggio Calabria, resa possibile dall'impiego di timers. È bene specificare che il confronto era basato da un lato sulla mia attività non come elemento di Ordine Nuovo, quindi rappresentante di una organizzazione, bensì come persona singola che aveva operato con alcuni camerati a titolo personale. D'altro lato vi era Stefano che parlava come responsabile di una organizzazione, e cioè Avanguardia Nazionale, nell'ambito della quale erano maturate l'organizzazione e l'esecuzione degli attentati ai treni».[37]

Il giudice Salvini nelle stesse indagini, cercando riscontri al racconto di Vinciguerra, accertò che A.N. avrebbe avuto a disposizione alcuni timer affini e per gli attentati in Calabria e per gli attentati del dicembre 1969:

«La struttura calabrese di A.N., nel periodo intercorso fra la strage di piazza Fontana e gli attentati ai treni dell'ottobre 1972, deteneva alcuni timer che provenivano dalla struttura centrale romana. Quando vi era stata la necessità di recuperarli dal loro custode, Bruno Galati, si erano mossi da Roma due fedelissimi di Stefano Delle Chiaie, Tonino Fiore e Carmine Palladino, entrambi citati nella relazione di Guido Paglia e, il secondo, ucciso molti anni dopo in carcere da Pierluigi Concutelli affinché non rivelasse, nella fase di cedimento in cui si trovava, i molti segreti di cui era depositario. Si tratta, con ogni probabilità, dei timer o di parte dei timer utilizzati per gli attentati del 12 dicembre 1969 ed è quindi del tutto verosimile che Avanguardia Nazionale, responsabile o corresponsabile,secondo le dichiarazioni di Vinciguerra, di entrambe le campagne di attentati, ne abbia utilizzato qualcuno anche per gli attentati ai treni del 21/22 ottobre 1972. Trova così una indiretta conferma l'importante confidenza di Stefano Delle Chiaie e, attraverso il racconto di Carmine Dominici, si aggiunge altresì un nuovo tassello agli elementi indiziari che legano Avanguardia Nazionale alla strage di piazza Fontana»[38].

Il tentato rientro in politica[modifica | modifica wikitesto]

Delle Chiaie che, al rientro in Italia, aveva fondato l'agenzia di stampa Publicondor, tentò di reinserirsi nella vita politica e, nell'ottobre del 1991, organizzò a Pomezia nel Lazio un incontro fra figure storiche della Destra extraparlamentare (Il Forum Nazionalpopolare), a cui partecipò anche Adriano Tilgher, che successivamente diverrà leader del Fronte Sociale Nazionale.

La riunione sancì la nascita di una nuova formazione politica, la Lega Nazionale Popolare, perché il neonato movimento vorrebbe estenderne la formula organizzativa e militante all'intero territorio nazionale, pur con idee diverse. Del nuovo movimento fecero parte ex esponenti missini, altri provenienti dall'area extraparlamentare di destra, ma anche dalla sinistra. Alle elezioni politiche del 1992 la Lega Nazional Popolare si presentò nelle liste della Lega delle Leghe di Domenico Pittella, che ottenne scarso successo e scomparve qualche tempo più tardi, dopo aver cambiato nome in Alternativa Nazionale Popolare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Milano, Sperling & Kupfer, 2006.
  2. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pp. 57
  3. ^ Adalberto Baldoni, "Storia della destra, Dal postfascismo al Popolo della libertà", Edizioni Vallecchi, 2009, Firenze, pag. 123: "Nella foto si riconoscono diversi militanti della Caravella tra cui tre dei dieci consiglieri dell'Orur (Adriano Tilgher, Mario Merlino e Pierfrancesco Di Giovanni) e poi Antonio Fiore, Guido Paglia, Stefano Delle Chiaie, Maurizio Giorgi, Roberto Palotto, Roberto Raschetti, Domenico Pilloli, Saverio Ghiacci"
  4. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, op. cit., pp. 126: "Ma la cosa più interessante è che a capeggiare l'attacco alla polizia sono i fascisti, a cominciare da quelli di Avanguardia Nazionale, guidati da Delle Chiaie"
  5. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Neri, la storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Edizioni tascabili Newton, Roma 2011, pag 223
  6. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, op. cit., pp. 126
  7. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Neri, la storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Edizioni tascabili Newton, Roma 2011, pag 223: "Dopo la battaglia di Valle Giulia venne occupata l'università: la facoltà di Giurisprudenza passò in mano al gruppo guidato da Stefano Delle Chiaie, quella di Lettere fu invece "presa" dal Movimento Studentesco. Su Giurisprudenza svettava bandiera nera, su Lettere il drappo rosso"
  8. ^ a b Nicola Rao, La fiamma e la celtica, op. cit., pp. 130
  9. ^ Testimonianza di Teodoro Buontempo in Nicola Rao, La fiamma e la celtica, op. cit., pp. 131: "Pur non avendo rapporti con Avanguardia Nazionale, apprezzai la decisione di Delle Chiaie di salire sulle scalinate del Rettorato e non partecipare agli scontri, manifestando così contrarietà a quella decisione. Per questo, insieme ad altri camerati, ci unimmo ai militanti di Avanguardia Nazionale sulle scalinate"
  10. ^ Massimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Lindau, Torino, 2011, pag 67
  11. ^ A Roma mandato d'arresto per 5 fermati, l'accusa per tutti è di concorso in strage, La Stampa, 20 dicembre 1969
  12. ^ Mimmo Franzinelli, La sottile linea nera, "Lo Stefano Delle Chiaie dovrebbe aver avuto ordini per gli attentati del Serac ed avrebbe disposto che l'esecuzione fosse effettuata dal Merlino. Questi, infatti, prima militava nel MSI come il Delle Chiaie, poi, sotto copertura, fu infiltrato dapprima nel gruppo dei filo-cinesi (divenendone, infine, il capo), costituendo poi il gruppo anarchico "22 marzo" con sede in via dei Coronari. Il Delle Chiaie fu espulso dal MSI per il suo carattere oltranzista ed il Merlino è ora su posizioni anarcoidi. Merlino e Delle Chiaie avrebbero commesso gli attentati nella speranza che la responsabilità ricadesse su altri movimenti politici (...) Gli attentati all'Altare della Patria sono stati compiuti per puro caso: gli ordigni erano diretti alle Banche della zona, ma essendo queste già chiuse, gli attentatori se ne sarebbero disfatti collocandoli sul monumento. L'ordigno esploso presso la Banca di Milano non doveva causare vittime.."
  13. ^ Massimiliano Griner, Piazza Fontana e il mito della strategia della tensione, Lindau, Torino, 2011, pag 75
  14. ^ Paolo Cucchiarelli, Il segreto della Repubblica, pag 412
  15. ^ Sentenza ordinanza Piazza Fontana 1995 G.I. Salvini pag 368: "Stefano Delle Chiaie, forse spaventato dal gravissimo esito dell'attentato di Milano, inizialmente non conferma l'alibi di Merlino sostenendo di non vederlo da molti mesi e si adeguerà alla versione del suo camerata solo il 26.2.1970, ad oltre due mesi di distanza dai fattiguadagnandosi una incriminazione per falsa testimonianza"
  16. ^ a b Mario Caprara e Gianluca Semprini, Destra estrema e criminale, Tascabili Newton Compton, aprile 2010, Roma, pag.32
  17. ^ Paolo Cucchiarelli, Il segreto di Piazza Fontana pag. 415-416: "Il 9 luglio 1970 - lo stesso giorno in cui il SID trasmetteva ai magistrati la versione monca delle veline - Stefano Delle Chiaie, imbeccato da un ufficiale dei Carabinieri, fuggirà dal Palazzo di Giustizia, dove era andato a testimoniare per la sesta volta. Sul tavolo del magistrato era pronto per lui il mandato di cattura. Stava rischiando la galera proprio per aver mal gestito con Merlino il faticoso e contraddittorio alibi"
  18. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pp. 72-73
  19. ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pp. 74
  20. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2003/agosto/01/Delle_Chiaie_soldo_Pinochet_inchiesta_co_0_030801001.shtml.
  21. ^ Intervista a Stefano Delle Chiaie
  22. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Destra estrema e criminale, Tascabili Newton Compton, aprile 2010, Roma, pag.34
  23. ^ Narcotráfico y Política
  24. ^ Nicola Rao, Il piombo e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pag. 419
  25. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Destra estrema e criminale, Tascabili Newton Compton, aprile 2010, Roma, pag.24-25
  26. ^ a b Nicola Rao, Il piombo e la celtica, Sperling & Kupfer, 2009, pag. 423
  27. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Destra estrema e criminale, Tascabili Newton Compton, aprile 2010, Roma, pag.19
  28. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, "Destra estrema e criminale", Edizioni tascabili Newton, Roma, 2009, pag 32
  29. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Destra estrema e criminale, Tascabili Newton Compton, aprile 2010, Roma, pag.30
  30. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, "Neri", Edizioni tascabili Newton, Roma, 2011, pag 350
  31. ^ Nicola Rao, Il sangue e la celtica, Sperling & Kupfer, 2008, pag. 375
  32. ^ a b Mario Caprara e Gianluca Semprini, Neri, la storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Edizioni tascabili Newton, Roma 2011, pag 255
  33. ^ "... si è visto il persistente rapporto fra Delle Chiaie e ambienti della P2 e della massoneria, messo in evidenza non solo da Vincenzo Vinciguerra, ma anche da tutti quegli elementi che legano direttamente il Delle Chiaie al Gelli e cioè i loro contatti in forma telefonica durante la latitanza del Delle Chiaie, di cui parla la Nara Lazzerini ed il loro incontro del 1989 di cui parla il teste Villone, ma soprattutto ben più significativa circostanza che i nomi di entrambi sono stati esclusi dal rapporto definitivo sul golpe Borghese. Non va sottaciuto infine che sia Gelli che Delle Chiaie sono stati infine avvantaggiati da quel complesso di attività di sviamento delle indagini che ha percorso la prima istruttoria e che è ricaduto anche su decisioni giurisdizionali successive. Come ben si vede, come nel caso di Augusto Cauchi, si è giunti a raccogliere un insieme di elementi tale da avvicinarsi notevolmente all'adeguatezza per disporre il rinvio a giudizio. Anche in questo caso, tuttavia, occorre tenere conto delle elusività di Vinciguerra, della mancanza di conferme da parte delle fonti di Angelo Izzo, nonché di alcuni elementi non chiari della deposizione Spiazzi a suo tempo messi in evidenza dalla sentenza ordinanza dei Giudici Istruttori di Bologna del 14.6.1986. Tutto ciò considerato, allo stato degli atti, conviene disporre il proscioglimento di Stefano Delle Chiaie e dell'intera dirigenza di Avanguardia Nazionale dai delitti loro rispettivamente ascritti concernenti la strage di Bologna del 2 agosto 1980 per non aver commesso i fatti
  34. ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, "Destra estrema e criminale", Edizioni tascabili Newton, Roma, 2009, pag 21-22
  35. ^ Sentenza ordinanza G.I. Salvini 1995, pag 11: "perché, quale dirigente dell'organizzazione Avanguardia Nazionale, responsabile della campagna di attentati in questa sede elencati,mediante uso di esplosivi, concorreva al danneggiamento di un tratto di strada ferrata e di alcuni vagoni ferroviari, cagionando così il pericolo di un disastro ferroviario"-Gli attentati sarebbero a Cisterna (LT) il 21.10.1972, ore 22.55. - fra Valmontone e Colleferro il 22.10.1972, ore 00.10.- a Palmi, il 22.10.1972, ore 01.50. - a Eranova-Gioia Tauro il 22.10.1972, ore 04.00. - a San Pietro Maida-Lamezia Terme il 22.10.1972, ore 02.45 - a Monasteraci (RC), il 22.10.1972, nelle prime ore del mattino.-
  36. ^ Sentenza Ordinanza G.I. Salvini 1995 pag 401
  37. ^ Sentenza ordinanza G.I. Salvini 1995 pag 275
  38. ^ Sentenza ordinanza G.I. Salvini 1995 pag 284

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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