Comitati comunisti rivoluzionari

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I CoCoRi o Comitati comunisti rivoluzionari furono una organizzazione di sinistra dell'area dell'Autonomia Operaia. Nacquero a Milano nel 1975 per iniziativa di militanti di Lotta Continua in crisi con la loro organizzazione[senza fonte] e furono attivi fino al 1978. Ebbero alcune pubblicazioni.

Giudiziariamente furono riferite ad essi diverse sigle, tra cui: Combattenti per il comunismo, Gruppi di fuoco, Guardia proletaria territoriale, Nuclei armati per il contropotere territoriale, Nuclei combattenti per il comunismo, Proletari organizzati per il comunismo, Squadre comuniste territoriali, Autonomia proletaria, Gruppi armati proletari.

Principali attività criminali[modifica | modifica wikitesto]

Per attività a loro connesse furono indagate 92 persone.

Nel 1984 Ernesto Balducchi, una delle principali figure dell'organizzazione, fece pervenire al cardinal Martini tre borse piene di armi ed esplosivi del gruppo, a seguito della decisione di cessare la lotta armata [2]

Aderenti alla organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Benito Bollati, Il delitto Pedenovi, Lasergrafica Polver, Milano, 2001
  2. ^ v.pag 65 Anna Cento Bull, Philip Cooke, Ending Terrorism in Italy, Routledge, 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]