Weather Underground

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Weatherman
o Weather Underground Organization
Tipo Rivoluzionaria comunista
Fondazione 1969
 

La Weather Underground Organization (WUO), nota come Weather Underground, fu un'organizzazione della sinistra radicale statunitense fondata nel campus di Ann Arbor dell'Università del Michigan. Chiamati originariamente Weatherman il gruppo divenne noto colloquialmente come the Weathermen. Il gruppo si strutturò nel 1969 come una fazione della Students for a Democratic Society (SDS) studenti per la società democratica[1] costituita per la maggior parte dal gruppo dirigente nazionale della SDS e dai suoi sostenitori.[2]

Seguendo tesi rivoluzionarie vicine al black power e di opposizione alla guerra in Vietnam,[1] il gruppo compì degli attentati dinamitardi nella metà degli anni settanta e prese parte in azioni quali l'evasione del dottor Timothy Leary. I "Days of Rage", la sua prima manifestazione pubblica, furono un tumulto scatenato l'8 ottobre 1969 a Chicago, in concomitanza col processo ai Chicago Seven. Nel 1970 il gruppo pubblicò una "dichiarazione di guerra" contro il governo degli Stati Uniti firmandola come "Weather Underground Organization".[3]

Gli attacchi dinamitardi avevano come obiettivo principale gli edifici governativi e le banche, la maggior parte furono preceduti da avvertimenti volti a far evacuare gli obiettivi. Nessuno rimase ucciso nelle azioni dei Weathermen tranne tre membri del gruppo stesso che rimasero vittime di un'esplosione al Greenwich Village. Successivamente tre ex-membri del gruppo furono coinvolti in una rapina che causò la morte di tre persone, fra cui Waverly Brown, il primo ufficiale di colore della polizia di Nyack.[4]

L'attentato al Campidoglio degli Stati Uniti, il 1º marzo 1971, fu rivendicato con un comunicato di "protesta contro l'invasione statunitense del Laos". L'attentato al Pentagono del 19 maggio 1972 fu invece rivendicato come una "vendetta contro i bombardamenti aerei su Hanoi". L'attentato del 29 gennaio 1975, infine, su rivendicato come "risposta all'escalation bellica in Vietnam".[3]

Il Weather Underground trasse il proprio nome dal verso di "You don't need a weatherman to know which way the wind blows" (non serve un meteorologo per sapere da che lato soffia il vento), dalla canzone "Subterranean Homesick Blues" (1965). Il verso divenne il titolo di un documento distribuito alla convention dell'SDS di Chicago del 18 giugno 1969. Il documento propugnava la creazione di una "forza combattente bianca" destinata ad allearsi coi movimenti radicali neri[5] al fine di raggiungere "la distruzione dell'imperialismo statunitense e creare un mondo privo di classi: un mondo comunista".[6]

Il gruppo iniziò il suo declino dopo i primi accordi di pace in Vietnam, nel 1973,[7] che portò al declino dell'intera New Left statunitense. Nel 1977 l'organizzazione aveva già cessato di esistere.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima dimostrazione della "Weather Underground", tenutasi nell'ottobre 1969, fu una marcia nel distretto commerciale di Chicago che si risolse nella distruzione di macchine e negozi. L'anno dopo il gruppo entrò in clandestinità compiendo alcuni attentati dinamitardi a luoghi simbolo, come il Campidoglio di Washington. Intervistati per un documentario nel 2002, i Weathermen hanno spiegato che la maggior parte di questi atti aveva scopo dimostrativo, dunque avveniva in modo da non provocare feriti o morti. Ogni azione era presentata successivamente ai media come una risposta a quelle che i Weathermen stessi ritenevano violenze della polizia o del governo (per esempio: la retata in cui rimase ucciso il leader delle Black Panther, Fred Hampton; l'invasione del Laos; il Golpe cileno del 1973). Con un'azione rocambolesca riuscirono anche a far evadere di prigione il guru dello Lsd, Timothy Leary.

La loro clandestinità finì all'inizio degli anni '80, quando alcuni attivisti decisero di costituirsi. La scoperta che la FBI aveva raccolto le prove a carico dei Weathermen utilizzando metodi illegali, fece sì che pochi di loro finissero in carcere. Tra questi: David Gilbert e Kathy Boudin, che scontano una condanna all'ergastolo per l'assalto a un blindato finito in strage compiuto nel 1981, successivamente alla dissoluzione del gruppo. Bernardine Dohrn, Mark Rudd, Brian Flanagan, Bill Ayers, Naomi Jaffe e Matthew Landy Steen sono invece liberi e vivono tutt'oggi negli USA.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • I Weathermen sono protagonisti del tredicesimo episodio di Life on Mars. Diversamente dalla realtà storica nella fiction i loro attentati dinamitardi provocano la morte di diversi poliziotti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Wakin, Daniel J., "Quieter Lives for 60's Militants, but Intensity of Beliefs Hasn't Faded", article The New York Times, August 24, 2003. Retrieved June 7, 2008.
  2. ^ The Weather Underground., Washington DC, US Government Printing Office, 1975, pp. 1–2, 11–13. URL consultato il 20 dicembre 2009.
  3. ^ a b The Weather Underground, prodotto da Carrie Lozano, diretto da Bill Siegel e Sam Green, New Video Group, 2003, DVD.
  4. ^ Bill Batson, Nyack Sketch Log: The Brink’s Robbery su NyackNewsandViews.
  5. ^ Berger, Dan, Outlaws of America: The Weather Underground and the Politics of Solidarity, AK Press, 2006, p. 95.
  6. ^ See document 5, Revolutionary Youth Movement, You Don't Need a Weatherman to Know Which Way the Wind Blows, 1969. URL consultato il 3 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2006).
  7. ^ Ron Jacobs, https://books.google.com/books?hl=en&lr=&id=SD2TvqDh8EkC&oi=fnd&pg=PR4&dq=weather+underground+beginnings&ots=aRKZobOcEw&sig=LbgXB_o0Mq4peNk4JPKBqVzcXLM#v=onepage&q=weather%20underground%20beginnings&f=false.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Weather Underground. Prateria in fiamme: il programma politico dei Weather Underground. - Milano: Collettivo editoriale Librirossi, stampa 1977.
  • Luca Falciola, “In the belly of the beast. Ipotesi sul contenimento della violenza dei white radicals americani,” in Mondo contemporaneo. Rivista di storia 9, no. 3, 2013, pp. 115–145.

Video[modifica | modifica wikitesto]

  • Sam Green e Bill Siegel, "The weather underground", 2003 (versione sottotitolata in italiano pubblicata da Abraxas -Firenze 2005).
  • Emile de Antonio, "Underground", Sphinx Productions 1976.

Film[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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