Antonio Lo Muscio

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Antonio Lomuscio (Trinitapoli, 28 marzo 1950Roma, 1º luglio 1977) è stato un terrorista italiano degli anni di piombo.

Il nappista Antonio Lo Muscio

Di origini pugliesi, la famiglia si era trasferita nell'hinterland milanese. Aveva cominciato a lavorare in fabbrica, ma, renitente alla leva, era stato condannato a un anno e tre mesi di reclusione.

In prigione comincia a fare attività politica ed entra nel collettivo delle Pantere Rosse fondato a Perugia. Nel 1975 entra a far parte dei Nuclei Armati Proletari.

Il 22 marzo a Roma su un autobus uccide, sparandogli alla schiena, l'agente di Polizia Claudio Graziosi, che fuori servizio aveva riconosciuto tra i passeggeri e bloccato la nappista Maria Pia Vianale, evasa da poco dal carcere di Pozzuoli, ordinando all'autista dell'autobus di dirigersi verso il più vicino posto di Polizia[1].

Muore il 1º luglio 1977 quando, avvistato da alcuni carabinieri mentre si trovava seduto sulla scalinata della basilica di San Pietro in Vincoli a Roma, in compagnia di Maria Pia Vianale e di Franca Salerno, rimase colpito da alcuni colpi di mitra.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]