Trinitapoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Trinitapoli
comune
Trinitapoli – Stemma Trinitapoli – Bandiera
Santuario della Beata Maria Vergine, in una foto d'epoca
Santuario della Beata Maria Vergine, in una foto d'epoca
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Barletta-Andria-Trani-Stemma.png Barletta-Andria-Trani
Amministrazione
Sindaco Francesco Di Feo (Rinascita Trinitapolese) dal 17-5-2011
Territorio
Coordinate 41°21′N 16°06′E / 41.35°N 16.1°E41.35; 16.1 (Trinitapoli)Coordinate: 41°21′N 16°06′E / 41.35°N 16.1°E41.35; 16.1 (Trinitapoli)
Altitudine 20 m s.l.m.
Superficie 148,77 km²
Abitanti 14 724[1] (01-07-2016)
Densità 98,97 ab./km²
Frazioni Ofantino
Comuni confinanti Barletta, Cerignola (FG), Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Zapponeta (FG)
Altre informazioni
Cod. postale 76015
Prefisso 0883
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 110010
Cod. catastale B915
Targa BT,FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti casalini o trinitapolesi
Patrono San Michele
Santo Stefano
Maria Santissima di Loreto
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Trinitapoli
Trinitapoli
Posizione del comune di Trinitapoli nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Posizione del comune di Trinitapoli nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Sito istituzionale

Trinitapoli (U Casòile in dialetto locale, fino al 1863 chiamata Casaltrinità) è un comune italiano di 14 724 abitanti[2] della provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia. Fino al 2004 nella provinia di Foggia

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alle origini di Trinitapoli, che non si è mai chiamata Casale de Palia o Casale de Fabrica - come riporta una errata tradizione - vi è la Ecclesia Sancte Trinitatis, citata in una Bolla pontificia del 1186. È una di quelle chiesette rurali sorte nei primi secoli dopo il Mille, quando l'espansione economica e demografica portò ad un maggiore popolamento delle campagne. La denominazione della Trinità deriva dal fatto che la chiesa sorse in un territorio - denominato locus Trinitatis nelle fonti - appartenente all'abbazia garganica della Trinità di Monte Sacro. Attorno alla chiesa, probabilmente costruita dai benedettini dell'Abbazia di Monte Sacro (Gargano), si andò ad aggregare il Casale della Trinità, cioè un borgo rurale, che attinse la denominazione dalla stessa chiesa[3]. Quest'ultima veniva a trovarsi lungo uno di quei tratturi battuti dai pastori transumanti d'Abruzzo, alcuni dei quali cominciarono a stabilirsi definitivamente nel Casale, incrementandone la popolazione[4].

Oltre agli abruzzesi, altre genti andranno a popolare il piccolo borgo. L'antica e non lontana città di Salpi, d'origine greco-romana e sede vescovile sin dai primordi del cristianesimo, durante il basso medioevo declinò in maniera irreversibile, alimentando un flusso migratorio dei suoi abitanti verso il Casale della Trinità, che da quella città ereditò anche l'arcipretura, allorché la diocesi di Salpi fu soppressa nel 1547.[5]

Ma già nella seconda metà del Quattrocento numerose famiglie di schiavoni (o slavoni) ottennero l'assenso regio a stanziarsi nel Casale, che diventa così un piccolo crogiolo di etnie. Sin dalla metà del XV secolo, inoltre, il Casale appare protetto da una Torre di guardia, una delle tante erette lungo la costa in funzione antipiratesca, abbattuta poi nel XVIII secolo perché lesionata dai terremoti; di essa è memoria nello stemma civico, nel quale si presenta sormontata da una banderuola rossa con il drappo carico della Croce di Malta.[6] Il Casale, infatti, dopo essere stato feudo di famiglie nobili barlettane (Della Marra, Marulli), fu per due secoli (1589-1798) Commenda Magistrale dei Cavalieri di Malta[7]. L'attuale Palazzo di Città fu la dimora dei commendatori del Casale, che, tra l'altro, dedicarono molte cure all'antica chiesa della Trinità divenuta di loro patronato.

Le notevoli trasformazioni di carattere socio-economico avutesi nel Sette-Ottocento, come il processo di particolarizzazione fondiaria, il passaggio dalla pastorizia alla cerealicoltura e da questa alla viticoltura, determinarono una crescita demografica ed urbanistica[8] che fece ritenere non più appropriato il nome di Casale; pertanto, nel 1863 si ottenne dal re d'Italia Vittorio Emanuele II di poter mutare il nome di Casaltrinità in quello di Trinitapoli. Nel dialetto locale, comunque, sopravvive l'antico nome di "Casale" e i cittadini vengono chiamati piuttosto "Casalini" che Trinitapolesi.

L'ulteriore sviluppo del paese, grazie soprattutto ad un'agricoltura moderna e competitiva (con un predominio della ortofrutticoltura e della viticoltura) e ad un incipiente turismo dovuto alle sue risorse naturalistiche e archeologiche, ha portato il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a conferire a Trinitapoli la qualifica di città.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santo Stefano. Di stampo neoclassico, ha una facciata di marmo bianco e si affaccia su piazza Umberto I (più nota come piazza Municipio). Fu costruita sul finire dell'Ottocento e completata con la cappella del Santissimo nel 1935. L'interno della chiesa è affrescato.[10]
  • Chiesa della Madonna di Loreto. L'intitolazione non fa riferimento al santuario marchigiano di Loreto, ma al nome di battesimo di un pastore che trovò un'icona della Madonna e la portò al pubblico culto. La prima attestazione della chiesa è in un documento del 1204; la primitiva Cappella, semidistrutta, fu trasformata nell'attuale tempio a tre navate nella prima metà dell'Ottocento. Nel 1971 è stata elevata a santuario diocesano. Vi si conserva, oltre all'affresco della Vergine sull'altare maggiore, la statua lignea della Madonna, databile tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento. Custodisce inoltre una tela di Giambattista Calò raffigurante santo Stefano e una Via Crucis in bronzo. Nel 2004 è stato celebrato l'ottavo centenario della chiesa.[11]
  • Chiesa della Trinità. L'antica ecclesia Sancte Trinitatis, più nota come chiesa di Sant'Anna, perché a metà Ottocento fu rifatta ex novo a cura dell'omonima Confraternita istituita nel 1832. Conserva una reliquia della Croce, contenuta all'interno di una splendida urna dorata. Da vedere anche una ottocentesca statua lignea dell'Immacolata[12].
  • Chiesa di S. Giuseppe. Inaugurata nel 1729, funse da parrocchia sino alla realizzazione della nuova chiesa madre. Custodisce la settecentesca statua lignea di san Giuseppe, un affresco della Vergine e varie epigrafi.
  • Chiesa di Cristo Lavoratore. Risale al 1961, è nata da un'intuizione di monsignor Giuseppe Nenna. In origine era parte integrante della struttura ad essa adiacente chiamata Villaggio del Fanciullo che come fine aveva lo scopo di accogliere ed ospitare gli orfani, per istruirli ed avviarli al lavoro.
  • Convento dei frati Cappuccini.
  • Auditorium ex Chiesa dell'Assunta.
  • Ex Chiesa dei Santi Medici.

Il piano comunale dei tratturi[modifica | modifica wikitesto]

Tavole di analisi[modifica | modifica wikitesto]

ELAB. n° 1 – RELAZIONE STORICA

ELAB. n° 2 – INQUADRAMENTO TERRITORIALE- La Regione Puglia e la sua Rete Tratturale scala 1: 500.000

ELAB. n° 3 – INQUADRAMENTO TERRITORIALE- Trinitapoli e la sua Rete Tratturale scala 1: 25.000

ELAB. n° 4 – INQUADRAMENTO TERRITORIALE- Trinitapoli Vincoli di Salvaguardia Ambientale scala 1: 25.000

ELAB. n° 5 A.1 – Tratturello Foggia –Tressanti–Barletta n.41 (Unione canapine) scala 1: 2.000

ELAB. n° 5 A.2 – Tratturello Foggia –Tressanti–Barletta n.41 (Unione Catastali) scala 1: 2.000

ELAB. n° 5 A.3 – Tratturello Foggia –Tressanti–Barletta n.41 (Ortofoto) scala 1: 2.000

ELAB. n° 5 B.1 – Tratturello Foggia –Tressanti–Barletta n.41 (Unione canapine) scala 1: 2.000

ELAB. n° 5 B.2 – Tratturello Foggia –Tressanti–Barletta n.41 (Unione Catastali) scala 1: 2.000

ELAB. n° 5 B.3 – Tratturello Foggia –Tressanti–Barletta n.41 (Ortofoto)

ELAB. n° 5 C.1 – Tratturello Foggia –Tressanti–Barletta n.41 (Unione canapine) scala 1: 2.000

ELAB. n° 6.1 – Tratturello Salpitello di Tonti-Trinitapoli n.40 (Unione Catastali) scala 1: 2.000

ELAB. n° 6.2 – Tratturello Salpitello di Tonti-Trinitapoli n.40 (Ortofoto) scala 1: 2.000

ELAB. n° 7.1 – Tratturello Ponte di Canosa-Trinitapoli n.65 (Unione Catastali) scala 1: 2.000

ELAB. n° 7.2 – Tratturello Ponte di Canosa-Trinitapoli n.65 (Ortofoto) scala 1: 2.000

ELAB. n° 8.1 – Tratturello Cerignola-S. Cassiano-Mezzana di Motta n.98 (Unione Catastali) scala 1: 2.000

ELAB. n° 8.2 – Tratturello Cerignola-S. Cassiano-Mezzana di Motta n.98 (Ortofoto) scala 1: 2.000

ELAB. n° 9.1 – Tratturello Cerignola-Trinitapoli n.58 (Unione Catastali) scala 1: 2.000

ELAB. n° 9.2 – Tratturello Cerignola-Trinitapoli n.58 (Ortofoto) scala 1: 2.000

ELAB. n° 9bis.1 – Tratturello Postapiana – Pozzoculmo n. 95 (Unione Catastali) scala 1: 2.000

ELAB. n° 9bis.2 – Tratturello Postapiana – Pozzoculmo n. 95

ELAB. n° 10.1 (Ortofoto) scala 1: 2.000 – Tratturello Camere-Pente n.97 (Unione Catastali) scala 1: 2.000

ELAB. n° 10.2 – Tratturello Camere-Pente n.97 (Ortofoto) scala 1: 2.000

ELAB. n° 11 – Elencazione tratturi e loro classificazione

ELAB. n° 12 – Indirizzi di Salvaguardia Ambientale Norme Tecniche di Attuazione

ELAB. n° 12.1 – Stralcio sedi tratturali: Stato di Fatto- piante e sezioni riferimento elab. n° 6.1

ELAB. n° 12.2 – Ipotesi progettuali di utilizzo delle aree classificate ai sensi del comma a) dell'art.2 della l.r. 15/2004 Tratturello Salpitello di Tonti-Trinitapoli La transumanza nella storia.[13]

La trasmigrazione delle greggi e degli armenti dagli Abruzzi alle zone pianeggianti del Tavoliere risale a tempi antichissimi, perché la pastorizia nomade veniva esercitata dai Sanniti ancora prima della fondazione di Roma. Dopo la conquista romana, le terre non coltivate, coperte di cespugli e di vegetazione spontanea, chiamate “ salde “ dal latino saltus, vennero destinate al pascolo pubblico dietro pagamento di un dazio per ogni capo di bestiame. Ma il clima delle varie zone del Sannio, della Sabina e della Puglia non permetteva agli armenti di stare in tutte le stagioni nel medesimo posto e quindi durante l’inverno si doveva trasmigrare nelle terre calde di Puglia, mentre in estate si fanno passare le pecore dalla Puglia nel Sannio. Le greggi degli Abruzzi erano condotte alle pianure pugliesi lungo le publicae calles. La parola calles indica i sentieri o cammini erbosi delle montagne percorsi dalle greggi, in altri termini le strade armentizie. Su queste strade, considerate di uso pubblico fin dall’antichità per il passaggio delle pecore trasmigranti, i pastori godevano del libero passaggio e del pascolo gratuito. Tali privilegi furono poi chiamati tractoria nei codici di Teodosio e Giustiniano che regolavano l’uso gratuito di tali percorsi pubblici. In seguito essi furono chiamati tracturi e da quest’ultimo deriva il termine Tratturo che fu usato per la prima volta intorno al 1480 in epoca aragonese.

I tratturi sono sempre stati tutt’uno con la transumanza. Questa non fu un fenomeno solo italiano, ma interessava l’intera area mediterranea ed aveva il suo centro nella Spagna, dove più accentuati sono i contrasti tra pianura e altopiani. Qui la pastorizia venne in seguito sistematicamente favorita con la costituzione di una grande organizzazione, chiamata mesta o meseta, che durò dal 1272 al 1836. Nel mezzogiorno d’Italia, invece – che fu secondo solo alla Spagna per l’imponenza del fenomeno- la pastorizia venne organizzata e favorita con l’istituzione della “ Regia Dogana della Mena delle Pecore in Puglia “ voluta da Alfonso I d’Aragona nel 1447 con sede a Foggia. Il suo ordinamento ricordava in parte quello della Mesta di Spagna e la sua funzione era quella di utilizzare i pascoli della Regia Corte di amministrare le terre del demanio regio, di tutelare i “ locati “, di convogliare gli armenti dagli Abruzzi in Puglia.

Alfonso d’ Aragona diede un impulso notevole all’industria armentizia con la sua famosa “prammatica “ sulla Dohana menae pecudum Apuliae del 1º agosto 1447 diretta al catalano Francesco Montluber, doganiere commissario generale. Con il nome di prammaticae vennero chiamati i provvedimenti legislativi di portata generale emanati dai sovrani aragonesi in Sicilia, in Sardegna e nel Napoletano. Le prime prammatiche furono emanate dal re Alfonso I, ispirate direttamente ai principi del diritto romano, e dettavano disposizioni in materia sia civile che penale. Con la Prammatica la transumanza divenne obbligatoria, le terre a pascolo furono notevolmente aumentate, la giurisdizione della Regia Dogana fu estesa a tutti i soggetti collegati con il mondo pastorale e fu sottratta ai feudatari l’amministrazione della giustizia nei confronti dei pastori. Le terre del cosiddetto Tavoliere Doganale, immensa distesa di 362.000 ettari, deserta d’estate e brulicante di greggi d’inverno, vennero distinte in 43 locazioni, 23 ordinarie e 20 straordinarie, che venivano assegnate direttamente dalla Dogana ai locati. Con il Montluber e fino al 1468 la Dogana ebbe prima sede a Lucera poi a Foggia dove durò fino al 1806, anno in cui subentrò ad essa l’Amministrazione del Tavoliere di Puglia.

Questi, nel regolare e integrare tutti i “ regi demani “, secondo la denominazione normanna, detti poi “regie difese”, comprendenti appunto le terre di Puglia, stabilì la larghezza di tutti i tratturi allora esistenti e tracciò la rete dei bracci e dei tratturelli attraversanti le regie difese del Tavoliere per l’accesso delle diverse locazioni. I Tratturi erano larghi 60 passi napoletani, ciascuno del valore di 1,86 m, corrispondenti ad un totale di 111,11 metri, che a loro volta si dividevano in 7 palmi, del valore ciascuno di 267,71 mm. I principali erano quindici per una estensione complessiva di 1360 Km e prendevano il nome dai paesi o dalle località estreme( Aquila - Foggia, Foggia – Ofanto ecc.) oppure dalle province o zone che attraversavano (Tarantino, Martinese, Orsanese).Il loro maggior sviluppo era in pianura perché la morfologia del terreno era più idonea alla pastorizia. Verso i monti queste vie si riducevano di numero, vi si allungavano solo i principali tratturi che formavano quattro grandi diramazioni.

Il tratturo più lungo e più importante era quello che collegava la città dell’Aquila a Foggia (Km 243,597). Gli altri tre erano Foggia – Celano (Km 207), Candela – Pescasseroli (Km 211), Lucera – Castel di Sangro (Km 127). Tra i più piccoli sono da ricordare i tratturi Foggia – Ofanto (Km 47) e S. Andrea – Biferno (Km 27). Lungo queste vie era vietato piantare alberi, coltivare o dissodare; erano previsti soltanto dove era più necessario, dei muretti laterali di contenimento greggi, era consentito soltanto il pascolo in movimento, detto a mazza battuta, e non quello in sosta questo per impedire che gli animali brucassero l’erba e per evitare intralci nel caso si incrociassero più greggi. Da queste arterie principali, che formavano le direttrici della transumanza, si diramavano i Tratturelli e i Bracci cioè, vie di comunicazione fra più tratturelli, che collegavano ad essi i paesi più lontani e più impervi da raggiungere. I tratturelli erano larghi a seconda dei luoghi e delle funzioni, 10, 15, o 20 passi napoletani ( rispettivamente, 18.50, 27.75 e 37 metri) e si sviluppavano per 1500 Km complessivamente, ed erano di un minimo di 2 Km, e un massimo di 114 Km. Tratturi, tratturelli e bracci occupavano complessivamente un'estensione pari a 30.000 ettari di terreno, della quale i trequarti erano Regi Tratturi. I tratturi erano delimitati lungo il percorso da “ termini lapidei “,cioè blocchi di pietra, il più delle volte squadrati, che indicavano i limiti del tratturo. Su di essi erano scolpite le lettere R.T. ( Regi Tratturi ) e un numero che li contraddistingueva. Adiacenti ad essi in località pianeggianti, ricche di erbe e presso corsi d’acqua, si estendevano i “ riposi “. Nei “ riposi “, ampi da 3 a 56 ettari, gli animali transumanti si fermavano prima di calare nel Tavoliere, in attesa dell’assegnazione definitiva degli erbaggi della locazione che aveva luogo dopo il 25 novembre di ogni anno. Qui le greggi potevano sostare fino a tre notti prima di essere condotte nella assegnata “ locazione “. La locazione veniva a sua volta suddivisa in più poste situate in luoghi soleggiati e riparati dal vento, dove gli ovini passavano la notte o i giorni più freddi; le poste raggiunsero la ragguardevole cifra di 350. Alle poste si affiancano spesso un innumerevole numero di strutture accessorie, per il riposo o per la lavorazione dei prodotti, mentre lungo i tratturi si diffusero una serie di strutture complementari alla transumanza, tra cui taverne e chiese tratturali. I riposi principali erano otto, i più estesi erano tre : il Saccione, il Gargano, le Murge. Era in questi riposi che il doganiere riscuoteva dal pastore la fida, che consisteva in una tassa corrispondente a 8 ducati veneziani ogni cento pecore e a 25 ducati veneziani ogni cento animali grossi. La fida, la tassa pagata dai pastori era un mezzo di finanziamento dello stato, che in cambio forniva al massaro di pecore i seguenti servizi: la manutenzione della rete tratturale e di tutto il sistema dei pascoli; la garanzia degli erbaggi sufficienti all’intero numero di animali; i diritti di passaggio, per i territori feudi e statali che il viaggio necessitava; la fornitura del sale, necessario per la lavorazione del latte; una struttura burocratica di gestione dei diritti dei locati.

Alla fine dell’ 800 , la rete dei tratturi nella sola provincia di Foggia era di 370 Km.

Già in epoca Aragonese, sui tratturi furono commesse usurpazioni al punto che nel 1480 i locati ne chiesero la verifica e la reintegra a Ferdinando d’Aragona. Mezzane (appezzamenti di terra adibiti al pascolo dei buoi destinati alla lavorazione della terra : aveva l’estensione di un quinto della superficie coltivata) e difese ( terre chiuse sulle quali non potevano esercitarsi usi civici), avevano occupato i passaggi e impedivano il transito degli animali costringendo i locati al pagamento di gabelle abusivamente imposte dai baroni e dalle comunità. Le successive vicende delle guerre dovevano aggravare la situazione. Tuttavia, passati gli anni della crisi, si provvide innanzi tutto alla reintegra delle locazioni limitando l’intervento per la salvaguardia dei transiti all’emanazione di bandi che ordinavano la conservazione degli stessi. Ciò fecero nel 1533 il reggente della Sommaria Giovanni Figueroa e quindi nel 1548 il reggente Francesco Revertera e il presidente della stessa Alfonso Guerrero. Solo nel 1574 si provvide a una prima reintegra dei percorsi tratturali a cura del doganiere Fabrizio de Sangro. Nei primi grafici a disposizione che abbiamo, come si evidenzia dalle locazioni del Michele, sono riconoscibili e individuabili per quanto attiene il territorio del comune di Trinitapoli, unicamente il Tratturello Foggia – Tressanti – Barletta, già definita come strada Barletta – Tressanti e il Tratturello Cerignola – San Cassiano – Mezzana di Motta.

Nel 1649 Filippo re di Spagna ordinerà, per la prima volta ,al Reggente del Collaterale Consiglio Ettore Capecelatro marchese di Torella e governatore doganale, di formare le piante planimetriche dei tratturi. Di tale reintegra per quanto attiene il territorio di Trinitapoli esistono soltanto le tavole relative alle Locazioni (Trinità, Salpi, Tressanti, Orta) dalle quali si evince la trasformazione avvenuta dei tratturelli in strade.

In seguito a tale operazione ultimata nel 1656, furono disegnate le prime piante ad opera dell’agrimensore Giuseppe di Falco. Nessuna di tali piante riguarda reintegre dei tratturelli interessanti il territorio di Trinitapoli.

Nel 1826 il re Francesco I affidò all’intendente di Capitanata Nicola Santangelo il compito di provvedere alla reintegra dei tratturi. Tale compito ebbe termine nel 1840.

Anche in tale reintegra si procedette alla individuazione delle Locazioni interessanti il territorio di Trinitapoli che furono svincolate definitivamente dall’uso fiscale a pascolo ma non si procedette a reintegrare al Regio Demanio i tratturelli ricadenti in agro di Trinitapoli.

Nel 1838 fu reintegrato dall’ incaricato Tommaso de Seriis per agevolare il transito degli animali, il braccio di tratturo collegante il tratturo Foggia – Cerignola con la Reale Tenuta Tressanti. I proprietari dei territori utilizzati per la realizzazione dei bracci tratturali, venivano indennizzati in base a disposizioni emanate dal Ministero delle Finanze. L’ultima reintegra fu voluta dal ministro delle Finanze del Regno d’ Italia nell’anno 1875 in seguito all’esecuzione della legge di affrancamento del Tavoliere di Puglia.

Nel 1908 fu istituito il Commissariato per la Reintegra dei Tratturi, con il compito di procedere alla misurazione e quindi, all’alienazione di tutti i tratturi ad eccezione dei quattro più importanti. Dopo la compilazione dell’elenco e della carta generale delle vie armentizie si predispose la vendita di alcuni suoli tratturali e fra questi quelli del tratturo Foggia – Ofanto in Cerignola; ma con il sopraggiungere della seconda guerra mondiale, tali piani non furono attuati.

Nei tenimenti di Cerignola e di Orta motivi di coltivazione abusive sui tratturi, sono stati la presenza di numerose “marane” cioè dell’affioramento spontanea dell’acqua dal sottosuolo. Queste sono frequenti nell’area delimitata dalla zona nord del Carapelle, dalla zona sud dell’Ofanto, dall’ agro di Cerignola ad oriente e ad occidente dall’ Appennino Dauno. Le marane furono pericolose per la salute pubblica, perché la continua permanenza al pascolo di bufale e ovini furono causa dello sviluppo delle anofeli; inoltre, la qualità del suolo di natura argillosa rendevano questa zona malsana poiché la scarsa permeabilità del suolo e l’esigua pendenza del terreno, ostacolava il deflusso al mare dei corsi d’acqua. A questi motivi bisogna aggiungere i danni provocati alle coltivazioni dei terreni circostanti dalle frequenti inondazioni del torrente Riomorto in Contrada Passo d’ Orta.[14]

Da tutto quanto sin qui detto emerge che i tratturelli interessanti il comune di Trinitapoli e cioè:

1) Tratturello Foggia – Tressanti - Barletta; (n° 41 ) 2) Tratturello Salpitello di Tonti – Trinitapoli; (n° 40 )

3) Tratturello Ponte di Canosa - Trinitapoli; (n° 65 )

4) Tratturello Cerignola - San Cassiano - Mezzana di Motta; (n° 98 )

5) Tratturello Cerignola - Trinitapoli; (n° 58 )

6) Tratturello Camere - Pente; (n° 97)

non sono stati reintegrati al Demanio dello stato sin dal XVII° secolo e si sono confermati come “permanenze geografiche” legate , per un tratto di storia, all’uso armentizio delle

Locazioni, e successivamente, al mero uso viario.

Il sistema dei tratturi è oggi sottoposto al Regime di Salvaguardia istituito da una serie di decreti dell’attuale Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il primo decreto, del 15 giugno 1976, dichiara che “ …tutti i suoli di proprietà dello Stato siti nell’ambito della Regione Molise ed appartenenti alla rete dei tratturi, alle loro diramazioni minori e ad ogni loro pertinenza sono di notevole interesse per l’archeologia, la storia politica, militare, economica, sociale e culturale del Molise…. E sono pertanto sottoposti a tutte le disposizioni contenute nella Legge 1089/39”.

Un secondo decreto, del 20 marzo 1980, estende la tutela ai sensi della legge

1089/39 anche ai suoli di proprietà di altri enti e introduce lo strumento del Piano Quadro per le aree tratturali in continuità con i centri urbani e già impegnate da interventi edilizi.

L’ ultimo decreto, del 22 dicembre 1983, estende la tutela ai sensi della legge 1089/39 anche ai suoli tratturali delle Regioni Abruzzo, Puglia e Basilicata. Per effetto di tali disposizioni normative pur essendo incerto il regime giuridico di appartenenza del sedime degli originali tratturelli, interessanti il Comune di Trinitapoli, in quanto lo stesso pur rivendicabile dal Demanio dello Stato, è interessato da strade provinciali e comunali, occorre ritenere che viga sugli stessi tratturelli il regime giuridico di tutela istituito dal citato

Decreto 22 dicembre 1983.

1) Tratturello Foggia-Tressanti-Barletta;

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli, è occupato dalla strada Foggia – Barletta. La larghezza media della strada è di circa 7 metri più le fasce laterali con le cunette (totale mt. 12), la larghezza media del tratturo era compresa tra i 17 metri e i 26 metri. Durante il ventennio fascista furono redatti tutti gli atti di trasferimento della proprietà dei tratti occupati abusivamente, lasciando solo il tratto stradale.

2) Tratturello Salpitello di Tonti - Trinitapoli;

Tale tratturello attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli. Attualmente è occupato da una strada comunale- La larghezza media della strada è di circa 5,60 metri, la larghezza media del tratturo è di circa 18,36 metri.

3) Tratturello Ponte di Canosa - Trinitapoli;

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli, presenta una larghezza media della strada comunale, coincidente con la larghezza media del tratturo di circa 6 metri.

4) Tratturello Cerignola – San Cassiano – Mezzana di Motta;

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli è occupato dalla strada comunale vecchia San Ferdinando-Margherita di Savoia. La larghezza media della strada ,coincidente con la larghezza media del tratturo è compresa tra 4,72 metri e i 7,60 metri.

5) Tratturello Cerignola - Trinitapoli

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli è occupata dalla Strada Provinciale Trinitaopli-Cerignola.

La larghezza media della strada ,coincidente con la larghezza media del tratturo è compresa tra 5.80 metri e i 8,60 metri.

6) Tratturello Camere - Pente;

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli è occupato da una strada comunale. Esso presenta una larghezza media della strada ,coincidente con la larghezza media del tratturo è compresa tra i 7 metri e i 10 metri.

Presso l’Archivio di Stato di Foggia, ove sono state acquisite le copie delle mappe sopra riportate, v’è una pubblicazione “Percorsi tratturali da Foggia all’Ofanto” dott.ssa. Giacoma Desimio Catalogo della Mostra. Cerignola, Centro Servizi Educativi e Culturali

Distretto n. 34 1987, da cui è tratto il seguente brano, nel quale sono riportati i nomi dei traturelli interessanti il territorio di Trinitapoli.[15]

I percorsi tratturali da Foggia all'Ofanto[modifica | modifica wikitesto]

La zona che si estende tra la collina di Ascoli Satriano e la foce del fiume Ofanto ospita, i centri abitati di Orta Nova, Ordona, Carapelle, Stornara e Stornarella, noti con i nomi di reali siti; e più avanti, quasi al confine tra la Puglia piana e Terra di Bari, la cittadina di Cerignola. È probabile che motivazioni di ordine geologico o climatico – naturali abbiano provocato, nel pascolo, l’abbandono delle terre, relative alla prima area geografica, di cui ci interessiamo.

Le quattro masserie di Orta, Ordona, Stornara e Stornarella, si popolarono soltanto nel 1774 per volontà del re Ferdinando IV di Borbone e grazie all’insediamento in loco di

410 famiglie di coloni, ad ognuna delle quali, vennero destinate dodici versure di terra. Orta ed Ordona erano due locazioni ordinarie dell’istituto aragonese della Dogana delle

Pecore di Puglia e possedevano terreni buoni e per il pascolo e per la coltivazione. Ciò le rese terre di dissociazioni abusive, soggette a reintegra da parte del potere centrale.

La prima reintegra cui si fa riferimento, fu quella eseguita da Francesco Revertera alla metà del 1500 per ordine del vicerè spagnolo don Pedro de Toledo.

Le locazioni di Orta, Ordona e Stornara furono prese in esame nell’ottobre del 1548 e la relazione del Revertera sulla zona ci conduce in prossimità dei percorsi tratturali esistenti da Foggia all’Ofanto.

Gli ufficiali addetti ai lavori di reintegra, infatti, dalla “ mezzana ” di Stornara si dirigono verso Salpi per piegare poi , verso la posta di Bonassisa: “ arrivando nel limite sopra il canal di Bonassisa, qual confina con Tresanti…..”. “Et rivoltando da detto lemite per derittura verso la Cirignola….”. La posta di Bonassisa, infatti, limita a sud la posta di

Santa Felicita che, a sua volta, confina a sud – est col fiume Carapelle attraversato dal regio tratturo Foggia – Ofanto.

A nord di Santa Felicita, poi, troviamo la posta del Trionfo, “ a latere “ del tratturo Foggia – Cerignola.

La zona è interessata da tratturi, tratturelli e bracci di tratturi: 1) il tratturo regio Foggia – Ofanto che congiunge Carapelle, Orta, Stornara e Cerignola, terminando presso S. Ferdinando; 2) il braccio Orta – Tressanti che raggiunge Cerignola; 3) il tratturello

Carapelle – Stornarella che passa anche per Orta; 4) il tratturello Salpitello di Tonti – Trinitapoli che tocca Orta e Cerignola; 5) il tratturello della “ Ficora “ che collega direttamente Orta a Cerignola.

Le descrizioni sono più circostanziate nella successiva relazione del1553, con riferimenti sia a strade che a tratturi: “ dalla carrara che va da la Cerignola a Bonassisa, et proprie nella confine qual parte le terre predette di Orta dalle terre di Salpi….. s’arriva…..alla carrara maestra che viene da Foggia, et va alla Cerignola dove si è posto titulo alla derittura predetta et revoltando per detta carrara verso la Torre di Orta, lassando da detta carrara trapassi trenta per lo tratturo”.

Ancora continuando il “ confinamento” e la “ terminazione” delle terre, si legge “ … et s’arriva per passi millecinquecentottanta alla carrara maestra che vien da Foggia dove si è posto titulo alla derittura predetta, et proprie distante dalla fontana di Orta…; et

revoltando da passi trenta per lo tratturo s’arriva….della massaria vecchia sita avante la posta di Santa Felicitate”.

Si rintracciano, inoltre, le poste del saldo della locazione di Orta: Bonassisa, Canne, Ficora, Fonte, Grassano, Isca, Paludetta, Palata, Torre e Trionfo.

Punto di riferimento frequente per agrimensori e reintegratori della zona, è il fiume

Carapelle, sorpassato dal regio tratturo Foggia – Ofanto.

Espulsi i Gesuiti dal regno di Napoli, Ferdinando IV volle un esperimento di colonia agricola sulle terre di Orta, si cominciò a costruire i cinque villaggi, detti reali siti.

I primi quattro siti, Orta, Ordona, Stornara e Stornarella, sorsero intorno alle antiche mezzane dei Gesuiti, l’ultimo Carapelle, più tardi, presso il ponte sul fiume omonimo.

Le quote di terra e le abitazioni rurali vennero assegnate col sistema del sorteggio in bussola e si centrarono intorno ai fabbricati esistenti, ovvero, lungo i tratturi. Per i coloni, tuttavia, la vita fu dura e stentata: la difficoltà di organizzazione, ostacoli creati da clima e marane, crisi economiche, soprattutto, pastoie legislative ed invalicabili limiti territoriali, dovuti alla sopravvivenza della, ormai logora ma ancora potente, struttura della Dogana delle Pecore di Puglia. Una ben nota legge napoleonica poneva termine all’antico sistema doganale il 21 maggio 1806. La giunta del Tavoliere dava il via ai lavori, mentre per i coloni dei reali siti si profilava un più dignitoso stato giuridico.

Orta e Stornarella vedevano, infatti, riconosciuto loro il titolo di Università , primo passo verso la successiva trasformazione dei cinque reali siti da masserie a comuni.

La strada consolare che dalla Daunia mena al Barese e che, per u tratto, sembra correre quasi in parallelo con l’antico percorso tratturale Foggia – Ofanto conduce ora, nella seconda area geografica da esaminare. A metà, circa, del tragitto su di una collina sorge la cittadina di Cerignola. Se la posizione geografica la collega, quasi naturalmente, alla viabilità tratturale dei reali siti, non si può dire lo stesso per la sua storia e per la sua economia. Di antica origine municipio romano, noto campo di battaglia tra francesi e spagnoli, il territorio di Cerignola fu interessato anch’esso alla Dogana aragonese. Alcuni dei suoi territori furono, infatti, “ locazioni aggiunte “ della Dogana. Erano ricche di erbaggi naturali e di buone acque. Ancora nell’800 numerosi erano i pastori Abbruzzesi che portavano greggi a pascolo nei fertili prati del cerignolano, anche se delle 47.007 versure del suo territorio due terzi erano ormai dedite alla coltura.

I percorsi tratturali che interessano Cerignola sono numerosi. Oltre ad essere tappe del regio tratturo Foggia – Ofanto, ed essere collegate con i bracci e i tratturelli già elencati, ricordiamo il braccio Cerignola – Ascoli e nove tratturelli: 1) Foggia – Tressanti – Barletta; 2) Foggia – Zapponeta; 3) Trinitapoli – Zapponeta; 4) Cerignola – Ponte di

Bovino; 5) Candela – Montegentile; 6) Stornara – Lavello; 7) Stornara – Montemilione; 8)

Cerignola – Trinitapoli; 9) Ponte di Canosa – Trinitapoli.

Le aree geografiche di cui si è parlato vivono, progredendo, ma non dimenticano le loro radici socio - economiche, ancora oggi, collegate agli antichi percorsi armentizi della Dogana delle Pecore di Puglia.[16]

Tratturi, tratturelli e bracci[modifica | modifica wikitesto]

TRATTURO FOGGIA – OFANTO

Foggia, Carapelle, Orta Nova, Stornara, Cerignola, San Ferdinando di Puglia.

BRACCIO CERIGNOLA – ASCOLI

Cerignola, Stornara, Stornarella, Ascoli Satriano.

BRACCIO ORTA – TRESSANTI

Orta Nova, Cerignola.

TRATTURELLO FOGGIA – ORDONA – LAVELLO

Foggia, Orta Nova, Ascoli Satriano.

TRATTURELLO CERVARO – CANDELA – S. AGATA

Foggia, Orta Nova, Ascoli Satriano, Candela, Sant’ Agata di Puglia.

TRATTURELLO CARAPELLE – STORNARELLA

Carapelle, Orta Nova, Stornarella.

TRATTURELLO SALPITELLO DI TONTI – TRINITAPOLI

Orta Nova, Cerignola, Trinitapoli.

TRATTURELLO FOGGIA – TRESSANTI – BARLETTA

Foggia, Manfredonia, Cerignola, Trinitapoli, Margherita di Savoia.

TRATTURELLO FOGGIA – ZAPPONETA

Foggia, Manfredonia, Cerignola.

TRATTURELLO TRINITAPOLI – ZAPPONETA

Cerignola, Trinitapoli.

TRATTURELLO CERIGNOLA – PONTE DI BOVINO

Cerignola, Stornarella, Stornara, Orta Nova, Ascoli Satriano, Castelluccio dei Sauri, Bovino.

TRATTURELLO MORTELLITO – FERRANTE

Orta Nova, Ascoli Satriano.

TRATTURELLO CANDELA – MONTEGENTILE

Ascoli Satriano, Cerignola.

TRATTERELLO STORNARA – LAVELLO

Stornara, Stornarella, Cerignola, Ascoli Satriano.

TRATTURELLO STORNARA – MONTEMILIONE

Stornara, Stornarella, Cerignola, Lavello, Montemilione.

TRATTURELLO CERIGNOLA – MELFI

Cerignola, Ascoli Satriano, Melfi.

TRATTURELLO CERIGNOLA – TRINITAPOLI

Cerignola – Trinitapoli.

TRATTURELLO PONTE DI CANOSA – TRINITAPOLI

Cerignola, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli.

TRATTURELLO LA FICORA

Orta Nova, Cerignola.

TRATTURELLO CERIGNOLA – SAN CASSIANO – MEZZANA DI MOTTA

Cerignola, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli.

Il sistema dei tratturi è oggi sottoposto al Regime di Salvaguardia istituito da una serie di decreti dell’attuale Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il primo decreto, del 15 giugno 1976, dichiara che “ …tutti i suoli di proprietà dello Stato siti nell’ambito della Regione Molise ed appartenenti alla rete dei tratturi, alle loro diramazioni minori e ad ogni loro pertinenza sono di notevole interesse per l’archeologia, la storia politica, militare, economica, sociale e culturale del Molise…. E sono pertanto sottoposti a tutte le disposizioni contenute nella Legge 1089/39”.

Un secondo decreto, del 20 marzo 1980, estende la tutela ai sensi della legge

1089/39 anche ai suoli di proprietà di altri enti e introduce lo strumento del Piano Quadro per le aree tratturali in continuità con i centri urbani e già impegnate da interventi edilizi.

L’ ultimo decreto, del 22 dicembre 1983, estende la tutela ai sensi della legge 1089/39 anche ai suoli tratturali delle Regioni Abruzzo, Puglia e Basilicata. Per effetto di tali disposizioni normative pur essendo incerto il regime giuridico di appartenenza del sedime degli originali tratturelli, interessanti il Comune di Trinitapoli, in quanto lo stesso pur rivendicabile dal Demanio dello Stato, è interessato da strade provinciali e comunali, occorre ritenere che viga sugli stessi tratturelli il regime giuridico di tutela istituito dal citato

Decreto 22 dicembre 1983.

1) Tratturello Foggia-Tressanti-Barletta;

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli, è occupato dalla strada Foggia – Barletta. La larghezza media della strada è di circa 7 metri più le fasce laterali con le cunette (totale mt. 12), la larghezza media del tratturo era compresa tra i 17 metri e i 26 metri. Durante il ventennio fascista furono redatti tutti gli atti di trasferimento della proprietà dei tratti occupati abusivamente, lasciando solo il tratto stradale.

2) Tratturello Salpitello di Tonti - Trinitapoli;

Tale tratturello attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli. Attualmente è occupato da una strada comunale- La larghezza media della strada è di circa 5,60 metri, la larghezza media del tratturo è di circa 18,36 metri.

3) Tratturello Ponte di Canosa - Trinitapoli;

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli, presenta una larghezza media della strada comunale, coincidente con la larghezza media del tratturo di circa 6 metri.

4) Tratturello Cerignola – San Cassiano – Mezzana di Motta;

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli è occupato dalla strada comunale vecchia San Ferdinando-Margherita di Savoia. La larghezza media della strada ,coincidente con la larghezza media del tratturo è compresa tra 4,72 metri e i 7,60 metri.

5) Tratturello Cerignola - Trinitapoli

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli è occupata dalla Strada Provinciale Trinitaopli-Cerignola.

La larghezza media della strada ,coincidente con la larghezza media del tratturo è compresa tra 5.80 metri e i 8,60 metri.

6) Tratturello Camere - Pente;

Tale tratturello, che attraversa tutto il territorio comunale di Trinitapoli è occupato da una strada comunale. Esso presenta una larghezza media della strada ,coincidente con la larghezza media del tratturo è compresa tra i 7 metri e i 10 metri.

18

Presso l’Archivio di Stato di Foggia v’è una pubblicazione “Percorsi tratturali da Foggia all’Ofanto” dott.ssa. Giacoma Desimio Catalogo della Mostra. Cerignola, Centro Servizi Educativi e Culturali Distretto n. 34 1987, da cui è tratto il seguente brano, nel quale sono riportati i nomi dei traturelli interessanti il territorio di Trinitapoli.

I PERCORSI TRATTURALI DA FOGGIA ALL’OFANTO

La zona che si estende tra la collina di Ascoli Satriano e la foce del fiume Ofanto ospita, i centri abitati di Orta Nova, Ordona, Carapelle, Stornara e Stornarella, noti con i nomi di reali siti; e più avanti, quasi al confine tra la Puglia piana e Terra di Bari, la cittadina di Cerignola. È probabile che motivazioni di ordine geologico o climatico – naturali abbiano provocato, nel pascolo, l’abbandono delle terre, relative alla prima area geografica, di cui ci interessiamo.

Le quattro masserie di Orta, Ordona, Stornara e Stornarella, si popolarono soltanto nel 1774 per volontà del re Ferdinando IV di Borbone e grazie all’insediamento in loco di

410 famiglie di coloni, ad ognuna delle quali, vennero destinate dodici versure di terra. Orta ed Ordona erano due locazioni ordinarie dell’istituto aragonese della Dogana delle

Pecore di Puglia e possedevano terreni buoni e per il pascolo e per la coltivazione. Ciò le rese terre di dissociazioni abusive, soggette a reintegra da parte del potere centrale.

La prima reintegra cui si fa riferimento, fu quella eseguita da Francesco Revertera alla metà del 1500 per ordine del vicerè spagnolo don Pedro de Toledo.

Le locazioni di Orta, Ordona e Stornara furono prese in esame nell’ottobre del 1548 e la relazione del Revertera sulla zona ci conduce in prossimità dei percorsi tratturali esistenti da Foggia all’Ofanto.

Gli ufficiali addetti ai lavori di reintegra, infatti, dalla “ mezzana ” di Stornara si dirigono verso Salpi per piegare poi , verso la posta di Bonassisa: “ arrivando nel limite sopra il canal di Bonassisa, qual confina con Tresanti…..”. “Et rivoltando da detto lemite per derittura verso la Cirignola….”. La posta di Bonassisa, infatti, limita a sud la posta di

Santa Felicita che, a sua volta, confina a sud – est col fiume Carapelle attraversato dal regio tratturo Foggia – Ofanto.

A nord di Santa Felicita, poi, troviamo la posta del Trionfo, “ a latere “ del tratturo Foggia – Cerignola.

La zona è interessata da tratturi, tratturelli e bracci di tratturi: 1) il tratturo regio Foggia – Ofanto che congiunge Carapelle, Orta, Stornara e Cerignola, terminando presso S. Ferdinando; 2) il braccio Orta – Tressanti che raggiunge Cerignola; 3) il tratturello

Carapelle – Stornarella che passa anche per Orta; 4) il tratturello Salpitello di Tonti – Trinitapoli che tocca Orta e Cerignola; 5) il tratturello della “ Ficora “ che collega direttamente Orta a Cerignola.

Le descrizioni sono più circostanziate nella successiva relazione del1553, con riferimenti sia a strade che a tratturi: “ dalla carrara che va da la Cerignola a Bonassisa, et proprie nella confine qual parte le terre predette di Orta dalle terre di Salpi….. s’arriva…..alla carrara maestra che viene da Foggia, et va alla Cerignola dove si è posto titulo alla derittura predetta et revoltando per detta carrara verso la Torre di Orta, lassando da detta carrara trapassi trenta per lo tratturo”.

Ancora continuando il “ confinamento” e la “ terminazione” delle terre, si legge “ … et s’arriva per passi millecinquecentottanta alla carrara maestra che vien da Foggia dove si è posto titulo alla derittura predetta, et proprie distante dalla fontana di Orta…; et revoltando da passi trenta per lo tratturo s’arriva….della massaria vecchia sita avante la posta di Santa Felicitate”.

Si rintracciano, inoltre, le poste del saldo della locazione di Orta: Bonassisa, Canne, Ficora, Fonte, Grassano, Isca, Paludetta, Palata, Torre e Trionfo.

Punto di riferimento frequente per agrimensori e reintegratori della zona, è il fiume

Carapelle, sorpassato dal regio tratturo Foggia – Ofanto.

Espulsi i Gesuiti dal regno di Napoli, Ferdinando IV volle un esperimento di colonia agricola sulle terre di Orta, si cominciò a costruire i cinque villaggi, detti reali siti.

I primi quattro siti, Orta, Ordona, Stornara e Stornarella, sorsero intorno alle antiche mezzane dei Gesuiti, l’ultimo Carapelle, più tardi, presso il ponte sul fiume omonimo.

Le quote di terra e le abitazioni rurali vennero assegnate col sistema del sorteggio in bussola e si centrarono intorno ai fabbricati esistenti, ovvero, lungo i tratturi. Per i coloni, tuttavia, la vita fu dura e stentata: la difficoltà di organizzazione, ostacoli creati da clima e marane, crisi economiche, soprattutto, pastoie legislative ed invalicabili limiti territoriali, dovuti alla sopravvivenza della, ormai logora ma ancora potente, struttura della Dogana delle Pecore di Puglia. Una ben nota legge napoleonica poneva termine all’antico sistema doganale il 21 maggio 1806. La giunta del Tavoliere dava il via ai lavori, mentre per i coloni dei reali siti si profilava un più dignitoso stato giuridico.

Orta e Stornarella vedevano, infatti, riconosciuto loro il titolo di Università , primo passo verso la successiva trasformazione dei cinque reali siti da masserie a comuni.

La strada consolare che dalla Daunia mena al Barese e che, per u tratto, sembra correre quasi in parallelo con l’antico percorso tratturale Foggia – Ofanto conduce ora, nella seconda area geografica da esaminare. A metà, circa, del tragitto su di una collina sorge la cittadina di Cerignola. Se la posizione geografica la collega, quasi naturalmente, alla viabilità tratturale dei reali siti, non si può dire lo stesso per la sua storia e per la sua economia. Di antica origine municipio romano, noto campo di battaglia tra francesi e spagnoli, il territorio di Cerignola fu interessato anch’esso alla Dogana aragonese. Alcuni dei suoi territori furono, infatti, “ locazioni aggiunte “ della Dogana. Erano ricche di erbaggi naturali e di buone acque. Ancora nell’800 numerosi erano i pastori Abbruzzesi che portavano greggi a pascolo nei fertili prati del cerignolano, anche se delle 47.007 versure del suo territorio due terzi erano ormai dedite alla coltura.

I percorsi tratturali che interessano Cerignola sono numerosi. Oltre ad essere tappe del regio tratturo Foggia – Ofanto, ed essere collegate con i bracci e i tratturelli già elencati, ricordiamo il braccio Cerignola – Ascoli e nove tratturelli: 1) Foggia – Tressanti – Barletta; 2) Foggia – Zapponeta; 3) Trinitapoli – Zapponeta; 4) Cerignola – Ponte di

Bovino; 5) Candela – Montegentile; 6) Stornara – Lavello; 7) Stornara – Montemilione; 8)

Cerignola – Trinitapoli; 9) Ponte di Canosa – Trinitapoli.

Le aree geografiche di cui si è parlato vivono, progredendo, ma non dimenticano le loro radici socio - economiche, ancora oggi, collegate agli antichi percorsi armentizi della Dogana delle Pecore di Puglia.

TRATTURI, TRATTURELLI E BRACCI

TRATTURO FOGGIA – OFANTO

Foggia, Carapelle, Orta Nova, Stornara, Cerignola, San Ferdinando di Puglia.

BRACCIO CERIGNOLA – ASCOLI

Cerignola, Stornara, Stornarella, Ascoli Satriano.

BRACCIO ORTA – TRESSANTI

Orta Nova, Cerignola.

TRATTURELLO FOGGIA – ORDONA – LAVELLO

Foggia, Orta Nova, Ascoli Satriano.

TRATTURELLO CERVARO – CANDELA – S. AGATA

Foggia, Orta Nova, Ascoli Satriano, Candela, Sant’ Agata di Puglia.

TRATTURELLO CARAPELLE – STORNARELLA

Carapelle, Orta Nova, Stornarella.

TRATTURELLO SALPITELLO DI TONTI – TRINITAPOLI

Orta Nova, Cerignola, Trinitapoli.

TRATTURELLO FOGGIA – TRESSANTI – BARLETTA

Foggia, Manfredonia, Cerignola, Trinitapoli, Margherita di Savoia.

TRATTURELLO FOGGIA – ZAPPONETA

Foggia, Manfredonia, Cerignola.

TRATTURELLO TRINITAPOLI – ZAPPONETA

Cerignola, Trinitapoli.

TRATTURELLO CERIGNOLA – PONTE DI BOVINO

Cerignola, Stornarella, Stornara, Orta Nova, Ascoli Satriano, Castelluccio dei Sauri, Bovino.

TRATTURELLO MORTELLITO – FERRANTE

Orta Nova, Ascoli Satriano.

TRATTURELLO CANDELA – MONTEGENTILE

Ascoli Satriano, Cerignola.

TRATTERELLO STORNARA – LAVELLO

Stornara, Stornarella, Cerignola, Ascoli Satriano.

TRATTURELLO STORNARA – MONTEMILIONE

Stornara, Stornarella, Cerignola, Lavello, Montemilione.

TRATTURELLO CERIGNOLA – MELFI

Cerignola, Ascoli Satriano, Melfi.

TRATTURELLO CERIGNOLA – TRINITAPOLI

Cerignola – Trinitapoli.

TRATTURELLO PONTE DI CANOSA – TRINITAPOLI

Cerignola, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli.

TRATTURELLO LA FICORA

Orta Nova, Cerignola.

TRATTURELLO CERIGNOLA – SAN CASSIANO – MEZZANA DI MOTTA

Cerignola, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli.[17]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Tavola di Trinitapoli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tavola di Trinitapoli.

Alla fine degli anni settanta, nel territorio comunale fu casualmente rinvenuta l'importante Tavola di Trinitapoli, contenente la pubblicazione di un atto normativo indirizzato da Valentiniano I a Sesto Claudio Petronio Probo, prefetto del pretorio per l'Italia nel 368-375 (e poi nel 383). Il testo dell'epigrafe, quasi distrutto dalle manomissioni successive al ritrovamento, è stato in seguito recuperato per buona parte, rivelando un importante documento giuridico. L'epigrafe, un tempo affissa nella casa comunale, è ora custodita presso il locale Museo civico di Trinitapoli. Esiste inoltre anche un Parco Archeologico.

Il 23 febbraio 2015 in via Marconi 26 sarà aperto al pubblico il primo museo archeologico di Trinitapoli.[18]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[19]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 344 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 165 1,13%

Persone legate a Trinitapoli[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Trinitapoli fa parte, con Margherita di Savoia e San Ferdinando di Puglia, dell'Unione dei Comuni Tavoliere Meridionale[20].

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 luglio 1988 7 giugno 1993 Silvestro Miccoli Partito Socialista Italiano Sindaco [21]
19 giugno 1993 4 marzo 1997 Giuseppe Brandi Partito Democratico della Sinistra Sindaco [21]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Arcangelo Barisciano lista civica Sindaco [21]
14 maggio 2001 28 maggio 2006 Arcangelo Barisciano centro-sinistra Sindaco [21]
30 maggio 2006 17 maggio 2011 Ruggero Di Gennaro Democrazia è Libertà - La Margherita Sindaco [21]
17 maggio 2011 in carica Francesco Di Feo lista civica: rinascita trinitapolese Sindaco [21]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune hanno sede le seguenti società spotrive: la squadra di calcio A.S.D.Trinitapoli che ha disputato campionati dilettantistici regionali, la società di pallacanestro Alidaunia basket Trinitapoli[Chiarire...è ancora in attività?] e la compagine di pallavolo Casalvolley Trinitapoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º luglio 2016.
  2. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  3. ^ Pietro di Biase, Da Casal Trinità a Trinitapoli. Lineamenti di storia sociale, Foggia, 1976
  4. ^ Pietro di Biase (a cura di), Trinitapoli nella civiltà del Tavoliere, Fasano, 1987
  5. ^ Pietro di Biase, Puglia medievale e insediamenti scomparsi. La vicenda di Salpi, Fasano, 1985
  6. ^ Pietro di Biase, Da Casale a Città della Trinità. La storia in un simbolo, Trinitapoli 2009
  7. ^ Pietro di Biase, Trinitapoli città dei Cavalieri di Malta, in "Ipogei06", Quaderni dell'Istituto d'Istruzione Superiore Statale "S. Staffa" di Trinitapoli, n. 8, giugno 2010
  8. ^ Pietro di Biase, Il volto della città nel tempo. Dall'album fotografico di Trinitapoli, Trinitapoli, 2008
  9. ^ DPR 23 aprile 2004.
  10. ^ Pietro di Biase, Il cantiere dei sogni. Alle sorgenti del sacro nella Puglia del sole e del sale, Foggia, 2000
  11. ^ Nella città amata mi ha fatto abitare. Atti dell'8º centenario della chiesa di S. Maria di Loreto in Trinitapoli, a cura di Pietro di Biase e Giuseppe Pavone, Trinitapoli, 2005
  12. ^ Pietro di Biase, Trinitapoli sacra. Appunti per una storia socio-religiosa del Sud, Milano, 1981
  13. ^ Archivio di Stato Foggia, Percorsi Tratturali e Reali Siti. Catalogo della mostra. Cerignola. Centro Servizi educativi e culturali. Distretto n. 34 1987
  14. ^ EDILIO PETROCELLI (a cura di), La civiltà della transumanza. Storia, cultura e valorizzazione dei tratturi e del mondo pastorale in Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata, Cosmo Iannone Editore, Isernia, 1999.
  15. ^ Archivio di Stato Foggia, Dogana delle Pecore, s. I. vol. 20, (Atl. Antonio Michele)
  16. ^ Archivio di Stato Foggia, Dogana delle Pecore, s. I. vol. 21, (Atl. Agatangelo della Croce)
  17. ^ Archivio di Stato Foggia, L’Archivio del Tavoliere di Puglia, vol. IV,inventario a cura di Pasquale Di Cicco e Dora Musto, Roma 1984
  18. ^ Nella Provincia BAT apre il "Museo Archeologico degli Ipogei" di Trinitapoli
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ Unione dei Comuni del Tavoliere Meridionale - è tempo di pedalare !
  21. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN243170381
Puglia Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di puglia