Millennium bug

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Millennium bug, conosciuto anche come Y2K bug[1] o Year 2000 problem, in italiano baco del millennio[2], è il nome che è stato attribuito ad un potenziale difetto informatico (bug) che si manifestò[3][4] al cambio di data della mezzanotte tra il 31 dicembre 1999 e il 1º gennaio 2000 nei sistemi di elaborazione dati, sia personal computer che grandi elaboratori (mainframe) e controllori di processo dedicati embedded.[5] Anticipato da molto scalpore dai media, e da altrettanto allarmismo da parte dell'opinione pubblica, il problema si rivelò poi di minor portata del previsto e piuttosto circoscritto, nonostante e grazie alle misure di precauzione adottate.

Funzionamento e origine del bug[modifica | modifica wikitesto]

Il principio alla base di questo errore risiede nel fatto che, per rappresentare le date, diversi pacchetti software sviluppati a partire dagli inizi dell'informatica utilizzavano solo due cifre decimali per memorizzare l'anno; tali cifre potevano assumere i valori compresi da "00" a "99", dando per sottintesa, come base di partenza, l'anno 1900. In questo modo, al raggiungimento dell'anno 2000, le conseguenze sarebbero state imprevedibili.[6]

Questo malfunzionamento sarebbe una conseguenza del fatto che, all'epoca, i sistemi informativi disponevano di una ridotta quantità di byte di memoria, cosa che indusse i programmatori a risparmiare sul numero di cifre per la rappresentazione delle date. Era chiaro che questo sistema avrebbe generato una criticità al termine del 1999, ma tale evento era ritenuto, all'epoca, talmente lontano che si dava per scontato che, col passare del tempo, il software sarebbe stato completamente aggiornato, cosa che invece non sempre avvenne a causa della politica di risparmio della maggior parte dei paesi ed aziende.[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della scoperta[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione storica del "millennium bug" è avvenuta il 19 gennaio 1985, da parte di un tale Spencer Bolles, durante una discussione su uno dei primi newsgroup, noto come net.bugs, della rete di computer Usenet.[8] Bolles affermava che un suo amico, un programmatore, gli aveva comunicato che durante un esperimento notò di come allo scoccare dell'anno 2000, il proprio computer restituiva invece il numero 1900.[8]

La questione, tuttavia, non venne trattata a livello internazionale e mondiale, fino al 1997, quando la Gartner portò il problema del millennium bug all'attenzione della stampa.[7] Secondo l'agenzia di consulenza, infatti, il bug si sarebbe rivelato il 31 dicembre 1999, generando non pochi problemi nei grandi processori di imprese, ministeri ed enti pubblici, a spese di disoccupati, anziani e contribuenti; soprattutto questi ultimi sarebbero rimasti duramente colpiti, in quanto, i processori dei computer che gestivano pensioni e tasse erano tra i più antiquati.[7] Secondo le prime statistiche almeno il 50% dei calcolatori, distribuiti nella civiltà occidentale, non erano "2000-compatibili".[7]

Inizio delle precauzioni e impatto sulla collettività[modifica | modifica wikitesto]

L'allora segretario della difesa degli Stati Uniti d'America, William Cohen, mostra i risultati relativi ad una esercitazione simulativa riguardante il millennium bug nel 1999.

Il vero allarme però arrivò dall'Unione europea nei primi mesi del 1998.[9] Preoccupata soprattutto per l'incontro temporale del problema con l'introduzione dell'euro, proiettata per la fine del secolo, la UE iniziò a spingere per la creazione di una commissione di sicurezza, sorveglianza e risoluzione del bug informatico.[9] Nel giro di pochi mesi, il millennium bug arrivò all'attenzione dell'opinione pubblica, grazie alla spinta subita dai mezzi di comunicazione di massa, come la stampa, ma soprattutto Internet.[10] Nonostante gli annunci ufficiali che i governi e le aziende dei principali paesi si stavano adoperando per risolvere il bug, investendo somme ingenti, iniziarono a moltiplicarsi su Internet, tramite i blog, gruppi di pressione di stampo millenarista e apocalittico, che predicavano l'arrivo della fine del mondo e suggerivano alla popolazione di trovare riparo in bunker che li avrebbero salvati dalla catastrofe incombente.[10]

Tolto l'eccessivo allarmismo, però, era chiaro di come ormai lo Y2K bug venisse preso in maniera piuttosto seria; in contrasto alle speculazioni apocalittiche, quindi, molte aziende fornivano supporto tramite Internet per permettere agli utenti di verificare di persona se il proprio personal computer potesse incontrare il bug.[11] Aziende come IBM, Intel, Compaq e Olivetti realizzarono programmi per la verifica di computer "2000-compatibili", mentre la Symantec rilasciò il pacchetto "Norton Utilities" per risolvere il problema; molte riviste specializzate, inoltre, rilasciarono supporti dotati di patches per correggere il difetto.[11]

Anche in Italia, ormai, il fenomeno era arrivato all'attenzione pubblica - spesso rinominato come il baco del millennio; secondo uno studio condotto dall'Università commerciale Luigi Bocconi, nel 1999, circa 19 aziende italiane su 100 erano ancora a rischio bug e risultavano in ritardo sulla tabella di marcia per correggerlo.[12] Inoltre, l'Unione internazionale delle telecomunicazioni, facente parte delle Nazioni Unite, accusò Telecom Italia di essere in ritardo sulle preparatorie di adeguamento per contrastare il problema.[13] Ernesto Bettinelli, uno dei principali promotori delle misure di sicurezza italiane per lo Y2K bug (il Comitato Anno 2000), si dichiarò insoddisfatto delle precauzioni attuate sul sistema sanitario e sistema dei trasporti, criticando il Governo D'Alema I ed affermando «Non so fino a che punto abbiano capito che se qualcosa va male c'è un'intera classe dirigente che se ne va a casa».[14]

In base alle stime del 1999 non solo il settore secondario e terziario erano a rischio del millennium bug, ma anche quello primario; secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, infatti, il bug avrebbe rischiato, per effetto indiretto, di ripercuotersi pesantemente sulle informazioni dell'andamento del mercato e della rete di distribuzione, sia di importo che di esporto.[15] Nel luglio 1999, il primo ministro del Regno Unito, Tony Blair, dichiarò iniziata l'Operation Surety per la sorveglianza militare e poliziesca del Regno Unito durante la notte tra il 31 dicembre e il 1º gennaio:[16] circa 2000 soldati di una task force specializzata, di cui la metà proveniente da un ritiro dalla Guerra del Kosovo, avrebbero avuto il compito di sorvegliare le strade del paese, per intervenire qualora fosse stato necessario.[16] Inoltre aerei e navi, rispettivamente della Royal Air Force e della Royal Navy, sarebbero stati stanziati per la sorveglianza aerea e marittima.[16]

Team di supporto dell'Ente federale per la gestione delle emergenze, pronto ad intervenire durante la notte del 31 dicembre 1999.

Se da un lato il problema dell'anno 2000 stava assumendo proporzioni sempre più marcate tra la preoccupazione collettiva, dall'altro, questo evento fu utilizzato in maniera "grottesca" anche come fonte di profitto tramite il gioco d'azzardo.[17] Su Internet, infatti, venne aperto un sito web allibratore che permetteva di puntare e scommettere su quali eventi si sarebbero verificati a causa del millennium bug; tra questi alcuni quali il fallimento della Federal Reserve System, un gravissimo incidente aereo con centinaia di morti, oppure l'apertura dell'indice azionario Dow Jones, della borsa di New York, con un ribasso di oltre 200 punti.[17]

Prima ancora però che il millennium bug potesse colpire, già un altro difetto, di minore entità, venne individuato per attivarsi il 9 settembre: secondo alcune analisi, infatti, alcuni programmi nei personal computer con un calcolo della data basato su "9999", al posto del più moderno "090999", avrebbero potuto portare ad un crash informatico.[18] In questo caso però, per via della scarsa diffusione di programmi di questo tipo, non ci furono segnalazioni di tale problema.[18]

In novembre e dicembre 1999 si verificarono diversi eventi, non a caso correlati al millennium bug. Le prime prove della realtà del difetto informatico arrivarono già il 28 novembre: il tribunale di Filadelfia emanò documenti per la selezione della giuria con data impostata su gennaio 2000, ma che effettivamente vennero stampati con data gennaio 1900.[4] La conferma che il problema fosse reale e, ormai, praticamente confermato, portò verso dicembre molte compagnie aeree a svolgere diverse simulazioni di "emergenza-millennium bug" a sorpresa negli aeroporti; a queste prese parte anche Alitalia nell'aeroporto di Roma-Fiumicino, oltre che Air France, British Airways e Swissair.[19] Altri tipi di precauzioni furono prese negli Stati Uniti d'America, dove nelle prime 3 settimane di dicembre la vendita di armi da fuoco ebbe un aumento di circa il 15%, con la scusa dell'emergenza.[20]

Passaggio da 1999 a 2000[modifica | modifica wikitesto]

Il tabellone dell'università École centrale de Nantes, in Francia, riporta scritto 3 gennaio 1900 invece di 3 gennaio 2000.

Allo scoccare del 1º gennaio 2000, il millennium bug non fece effettivamente tutti i danni che l'allarmismo generale e apocalittico aveva anticipato; più seriamente, sebbene Italia, Russia e Stati Uniti d'America confermavano una situazione dei sistemi principali piuttosto tranquilla, si invitavano comunque le istituzioni di rimanere in stato di attenzione.[21] Nelle ore successive arrivarono le prime segnalazioni, seppure di importanza relativamente più bassa, che il millennium bug si era verificato: negli Stati Uniti, i sistemi informatici del United States Naval Observatory riportarono la data 1º gennaio 19100 e un centinaio di slot machine nel Delaware andarono in tilt;[3] in Giappone alcuni sistemi di raccolta informazioni di volo rilevarono diverse falle[3] e la centrale nucleare di Onagawa ebbe problemi di raffreddamento;[21] in Australia il sistema di convalida dei biglietti degli autobus non funzionò,[3] in Spagna e Corea del Sud si ebbero diversi problemi con tribunali che riportavano documenti con data impostata al 1900[3] e nel Regno Unito vi furono problemi di transazione del denaro con alcune carte di credito.[3] Non mancarono problemi anche in Italia, dove diversi sistemi informatici restituivano problemi di datazione a Napoli, Venezia, Genova e Foggia;[22] e alcune bollette di Telecom Italia riportarono l'anno 1900.[3]

Nei primi giorni di gennaio del 2000, Bill Gates, il boss di Microsoft, espresse la propria opinione sul bug, invitando a non abbassare la guardia riguardo a futuri problemi, che avrebbero potuto creare disagi nel breve e lungo periodo.[23] Questo fu, tuttavia, quanto il millennium bug si lasciò alle spalle, senza ulteriori complicazioni, eccetto una: nel 2014, l'ultima segnalazione nota sorse da una versione alterata del millennium bug che ebbe modo di ripresentarsi quando lo stato federale della Pennsylvania inviò richieste stampate, relative al servizio militare, destinate a circa a 14 mila persone, informandole che la mancata comunicazione delle credenziali di reperibilità in caso di chiamata alle armi era punibile con una sanzione e con una pena detentiva; la datazione di tali avvisi era però errata, scambiando le nascite tra il 1993 ed il 1997, con il 1893 ed il 1897.[24]

Dopo il millennium bug: tra studi, complottismo e cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Opera dedicata al fenomeno del millennium bug, presente nei giardini dell'Università di Durham nel Regno Unito.[25]

Nonostante il millennium bug non abbia comportato alcuna apocalisse o fine del mondo, con solo alcuni problemi effettivamente accaduti ma circoscritti, molti sono stati gli studi alla base del fenomeno. Secondo alcuni di questi, condotti da Alberto Abruzzese, il millennium bug ha avuto la necessità di essere rappresentato ed annunciato come un «passaggio traumatico»;[26] una «scadenza mondiale» a cui generalmente molte culture reagiscono, seppur in maniera diversa, ma con natura millenaristica.[26] Dal punto di vista economico, e della cultura degli Stati Uniti d'America capitalistica, invece, la necessità del millennium bug nasce anche dal bisogno di attivare risorse e metterle in azione, riuscendoci nel minacciare la civiltà occidentale con un crash informatico, per produrre e smuovere investimenti nell'industria del software.[26]

Anche secondo altri studi il millennium bug è stato più simbolico che altro: l'arrivo di un nuovo millennio, avvolto nelle tenebre, in una verità perduta.[27] Il millennium bug è quindi un esempio di vulnerabilità umana, che ha facilmente travolto i mezzi di comunicazione di massa, portando i governi mondiali e miliardi di cittadini ad intraprendere una nuova era, nel versare tempo, energia e denaro in una frenetica corsa che si dimostra spesso essere costruita nell'esagerazione.[27]

Parlando di allarmismo e prese di posizione governative, invece, alcune teorie del complotto hanno attribuito il caos e la paura scaturite dal millennium bug, come un efficace catalizzatore per un tentativo, mancato o meno, di instaurare uno stato di polizia e di controllo sociale sorretto dal Nuovo ordine mondiale.[28]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In ambito professionale è stato usato principalmente il termine Y2K. I media, invece, hanno ampiamente preferito millennium nonostante in questo contesto sia inesatto, poiché il salto di millennio è decorso l'anno successivo alla mezzanotte del 31 dicembre 2000.
  2. ^ Baco, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 24 marzo 2017.
  3. ^ a b c d e f g (EN) How the UK coped with the millennium bug 15 years ago, bbc.com, 31 dicembre 2014. URL consultato l'8 settembre 2016.
  4. ^ a b Il Millennium Bug colpisce i giurati, repubblica.it, 28 novembre 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  5. ^ Gabriele Giulimondi, Millenium Bug, oikonomia.it. URL consultato l'8 settembre 2016.
  6. ^ Massimo Miccoli, Elena Capparelli, Millennium Bug, rischi e soluzioni, mediamente.rai.it, 27 aprile 1999. URL consultato il 25 settembre 2016.
  7. ^ a b c d IL 'TARLO' DI FINE MILLENNIO, ricerca.repubblica.it, 24 novembre 1997. URL consultato l'8 settembre 2016.
  8. ^ a b (EN) Computer bug in the year 2000, groups.google.com, 19 gennaio 1985. URL consultato l'8 settembre 2016.
  9. ^ a b La Ue lancia l'allarme, "Attenti al Millenium bug", repubblica.it, 26 febbraio 1998. URL consultato l'8 settembre 2016.
  10. ^ a b Sull'anno con tre zeri, l'apocalisse tecnologica, repubblica.it, 25 luglio 1998. URL consultato l'8 settembre 2016.
  11. ^ a b Bug 2000 nel pc di casa? Una diagnosi in tre passi, repubblica.it, 6 gennaio 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  12. ^ Il "baco" del duemila colpirà 19 aziende su 100, repubblica.it, 27 gennaio 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  13. ^ Millennium Bug, dall'Onu arriva la prima sgridata, repubblica.it, 3 marzo 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  14. ^ "È in gioco l'intero sistema e il Governo non l'ha capito", repubblica.it, 5 febbraio 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  15. ^ Per il contadino del 2000, la cavalletta si chiama Bug, repubblica.it, 19 aprile 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  16. ^ a b c Blair dichiara guerra al Millennium Bug, repubblica.it, 19 luglio 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  17. ^ a b Febbre da Y2K, si accettano scommesse, repubblica.it, 28 settembre 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  18. ^ a b Il "bachetto" non ha colpito, superato il test del 9-9-99, repubblica.it, 9 settembre 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  19. ^ Bug 2000, a Fiumicino è tutto a posto, repubblica.it, 16 dicembre 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  20. ^ Arriva il Bug e gli americani fanno incetta di armi, repubblica.it, 27 dicembre 1999. URL consultato l'8 settembre 2016.
  21. ^ a b Un sospiro di sollievo, il baco non ha colpito, repubblica.it, 1º gennaio 2000. URL consultato l'8 settembre 2016.
  22. ^ Millennium Bug, giustizia in tilt, repubblica.it, 3 gennaio 2000. URL consultato l'8 settembre 2016.
  23. ^ Bug, l'allarme di Gates "Potrà colpire ancora", repubblica.it, 2 gennaio 2000. URL consultato l'8 settembre 2016.
  24. ^ il Millennium Bug e l’esercito degli zombi, attivissimo.blogspot.it, 11 luglio 2014. URL consultato l'8 settembre 2016.
  25. ^ (EN) SCULPTURE PARK (PDF), durhamjohnston.org.uk, 2014. URL consultato il 25 settembre 2016.
  26. ^ a b c Roberta De Cicco, A cosa serve il millennium bug?, mediamente.rai.it. URL consultato l'8 settembre 2016.
  27. ^ a b (EN) Chapter One: The Bug That Ate the World, flatearthnews.net. URL consultato l'8 settembre 2016.
  28. ^ (EN) Death to the New World Order, news.bbc.co.uk, 5 ottobre 1998. URL consultato l'8 settembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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