Civiltà occidentale

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Il termine Occidente[1] - inteso come civiltà occidentale - ha designato, a seconda dei periodi storici, un'area geografica e culturale comprendente grosso modo l'Europa e, in senso più esteso, tutti quei paesi europei ed extraeuropei che oggi presentano tratti culturali, politici o economici comuni, riconducibili al mondo e soprattutto ai principi filosofici del mondo greco ellenistico-romano-cristiano-illuministico.

Storicamente l'Occidente è sempre stato contrapposto a un Oriente variamente definito: i greci erano occidentali rispetto a Troia e ai persiani, i romani rispetto agli egizi e ai greci, i franchi rispetto ai bizantini, gli europei occidentali rispetto agli slavi posti a oriente, la cristianità rispetto all'Islam, l'occidente basato sull'economia di mercato rispetto all'oriente social-comunista, l'Europa rispetto a un'Asia per nulla omogenea comprendente culture islamiche, del subcontinente indiano, cinesi, giapponesi.

Formazione storica[modifica | modifica wikitesto]

Si può dire che la nascita del senso di "Occidente" è determinata dalla contrapposizione con l'Oriente. Già nel mito greco di Belo e dei suoi figli Egitto e Danao si può leggere questo rapporto-scontro.

Il concetto di Occidente, storicamente, si forma in coincidenza con l'inizio della cosiddetta modernità, cioè tra il XV e il XVI secolo, in concomitanza con le grandi esplorazioni geografiche e con l'inizio della penetrazione europea oltreoceano.[senza fonte]

Il concetto di Occidente, in questo periodo, va sostituendo quello medioevale di Cristianità, entrato in crisi in seguito alla Riforma protestante.

Nel corso dei secoli successivi il concetto di Occidente è stato vissuto in contrapposizione al relativo concetto di Oriente, quest'ultimo identificato via via con diverse entità: le civiltà dell'Asia Orientale (India, Cina, Giappone), l'Islam, l'Impero Ottomano, e così via.

Nel corso del 1800, in seguito al Romanticismo, ai risorgimenti nazionali, e alla lotta contro l'Impero Ottomano, si cominciò a individuare l'origine lontana della cultura occidentale nella Grecia antica, ma fu in seguito ai principi illuministici portati dalle truppe e dai governi napoleonici in quasi tutta Europa che i concetti fondanti della civiltà occidentale si diffusero. Nel mondo anglosassone e nordamericano i principi illuministici furono diffusi soprattutto dai massoni.

Lungo il 1900, la contrapposizione fu tra l'Occidente europeo da una parte, basato sull'economia di mercato, sulla democrazia parlamentare e sull'alleanza con il mondo anglosassone (colonie inglesi e USA compresi) e latino-americano, e, dall'altra, l'Oriente europeo e buona parte dell'Asia orientale (Unione Sovietica e Cina in testa), basato su modelli di sviluppo economico statalisti, ispirati al socialismo comunista. In questo periodo per Occidente si intende l'insieme degli stati dell'Europa occidentale, gli Stati Uniti d'America e il Canada, più alcuni stati extraeuropei che presentano forti affinità coi primi: Australia, Nuova Zelanda e Giappone, sebbene quest'ultimo continui a mantenere ancora numerosi usi tradizionali.

Successivamente al crollo dei regimi comunisti nei paesi dell'europa orientale, intorno al 1989, anche questi ultimi vengono inclusi nel concetto di Occidente e l'Oriente resta confinato nel continente asiatico.

I due Occidenti[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "Occidente" oggi individua una vasta area politica e culturale che comprende l'Europa e le Americhe e, in senso più allargato, paesi con caratteristiche simili in Oceania (Australia e Nuova Zelanda). Almeno dal punto di vista economico e sociale, il termine comprende anche paesi asiatici come Giappone, Corea del Sud e Taiwan, che dal 1945 sono fedeli alleati della guida dell'Occidente, identificabile negli Stati Uniti d'America in forza della loro supremazia economica, militare e culturale.

In questa visione ciò che accomuna tali paesi è: stato di diritto, riconosciuta tolleranza per le minoranze, parità tra i sessi, liberismo economico e liberalismo politico, talora socialismo democratico, multipartitismo, libertà di espressione, di movimento e di organizzazione sindacale. Per la gran parte, da un punto di vista religioso, prevale nell'area la matrice cristiana. È proprio tale ultimo punto che individua una spaccatura tra i due versanti atlantici dell'Occidente, America ed Europa: se nella prima i principi cristiani[2] e massoni[3] sono parte fondante dello stato, in Europa la divisione tra Stato e religione è essenziale caratteristica per una ottimale laicità, pur essendoci, in alcune nazioni, commistioni fra potere religioso e politico tramite riconoscimenti vari alle confessioni più diffuse (come i Patti Lateranensi in Italia).

Storicamente, questa visione afferma di essere erede della democrazia e del pensiero razionalista nati in alcune parti della Grecia antica e ripresi nel Settecento dall'Illuminismo, dalla Rivoluzione americana e dalla Rivoluzione francese; degli ideali di universalità propri dell'Impero romano e, secondo alcuni, nella visione religiosa monoteistica propria del Giudaismo e del Cristianesimo, religioni (pur se divise in diverse confessioni) proprie di tutto l'Occidente, alle quali dall'inizio del secondo millennio ha iniziato ad opporsi, culturalmente e anche militarmente, l'Islam, religione ufficiale di tutto il Nordafrica, dei paesi arabi del Medioriente ed anche di buona parte dell'Asia meridionale.

Critiche all'Occidente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Antioccidentalismo.

All'interno dello stesso Occidente esistono movimenti e pensatori che si autodefiniscono esplicitamente "antioccidentali": accusano l'Occidente di essere una cultura aggressiva e intollerante verso le altre culture, e dannosa verso l'ambiente naturale a causa dell'industrializzazione e del consumismo.

Critiche al concetto di Occidente[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto di Occidente è stato denunciato come arbitrario ed ideologico, una costruzione storica e sociale priva di un effettivo riscontro reale. L'esempio più noto è forse quello di Edward Said che, nel saggio Orientalismo, descrive fondamentalmente l'Occidente come la creazione di una identità opposta ad un'altra vaga identità orientale, volta a legittimare i domini imperialisti e coloniali.

Per i critici, è una prova di ciò la mancanza di una effettiva unità etnica o culturale del cosiddetto Occidente, l'estrema difficoltà a cogliere gli aspetti accomunanti della composizione della cultura occidentale e la variabilità che nel tempo ha accompagnato la composizione della stessa presunta identità occidentale.

Secondo questa visione, quindi, da un punto di vista politico, l'Occidente è solamente un costrutto volto a diffondere (e difendere) la concezione economica liberista, essendone apparentemente l'unica caratteristica realmente unificante. A riprova di ciò, nazioni distanti geograficamente e culturalmente come il Giappone o la Russia sono state considerate nel tempo appartenenti all'uno o all'altro campo, quello "orientale" o "occidentale", in base alla forma di teoria economica adottata.

Cultura arabofona[modifica | modifica wikitesto]

Nella cultura arabofona, il termine che designa l'occidente geografico è Maghreb, ma esso si riferisce al solo Nordafrica islamico, arabo e berbero e non ha alcun significato ideologico. Per indicare l'occidente astronomico si usa il termine gharb.

Un censimento del 2009 ha individuato una percentuale di islamici nei paesi occidentali superiori a qualunque aspettativa, anche degli stessi demografi.[senza fonte] Il contrasto con l'Islam è, quindi, apparso fondamentale per una modernizzazione del concetto di Occidente. Secondo il filosofo Dariush Shayegan, iraniano e islamico, autore del saggio La lumière vient de l'Occident[4]: "Sul piano storico, i grandi cambiamenti mondiali sono sempre stati guidati dall’Occidente: la libertà individuale, l'habeas corpus, la separazione dei poteri, la coscienza dell'individuo... rappresentano ormai un quadro di valori condivisi"[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal latino occĭdo, -is, occĭdi, occāsum, -ĕre, "cadere", riferentesi al sole che cade, cioè tramonta.
  2. ^ gli Stati Uniti sono stati fondati dai Padri Pellegrini
  3. ^ i tre estensori della Costituzione degli Stati Uniti d'America (Franklin, Adams, Jefferson) erano dichiaratamente massoni (Franklin e Adams) o vicini alla spiritualità della Libera Muratoria (Jefferson), così come massoni furono i primi presidenti, mentre singoli massoni hanno governato il piano urbanistico della capitale e la costruzione dei primi edifici federali e tutt'oggi uno dei simboli della massoneria, l'Occhio della Provvidenza, continua a comparire sulle banconote da un dollaro
  4. ^ Dariush Shayegan, La lumière vient de l'Occident : le réenchantement du monde et la pensée nomade, Éditions de l'Aube, 2008 (4ª edizione)
  5. ^ Alessandro Zaccuri, Il filosofo iraniano Shayegan: «Il dialogo? È mistico». Intervista, Avvenire, 3 luglio 2014, p. 20

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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