Slot machine

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Slot machine del 1960
Una mangiasoldi a rulli

La slot machine, in italiano macchina mangiasoldi[1], è un sistema di gioco d'azzardo molto comune nei casinò, nei bar, nelle case da gioco e nei centri scommesse.

Per giocare, si possono utilizzare gettoni, banconote, carte di credito (soprattutto negli Stati Uniti), credit club, carte giocatore. Altri termini utilizzati per indicare il gioco sono poker machine (Australia) o fruit machine (UK). In Italia sono molto diffuse in bar, centri scommesse e pub.

Esistono diversi tipi di apparecchi e i più diffusi sono: a rulli, videopoker, multistation, newvideo; quelli a rulli tuttavia possono essere considerati in via di estinzione, poiché i casinò moderni adottano soprattutto new video.

Le slot machine elettroniche hanno un cabinato costituito da una pulsantiera, per gestire le puntate e di un monitor (i modelli più recenti montano un LCD); generalmente esistono anche modelli doppi, con la blindatura nello scompartimento dove sono situati le monete e/o banconote. Per essere a norma di legge devono essere collegate fisicamente a dei modem, i quali trasmettono i dati e le statistiche di ogni singola macchina.

Legislazione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Notevole il giro d'affari e i rispettivi introiti erariali in Italia.

Ogni macchina denominata new slot, meglio descritta nell'art. 110 comma 6 del TULPS, deve essere accompagnata da due nulla osta in originale ed un attestato esposti:

  • Nulla osta di distribuzione (indicante il costruttore della macchina)
  • Nulla osta di messa in esercizio (indicante il gestore proprietario della macchina)
  • Attestato di conformità (indicante che il software di gioco presente nella slot è conforme alle leggi in vigore)

Tutti e tre sono forniti dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS).

Le imposte su questo tipo di apparecchi vengono calcolate sul volume delle giocate effettuate e sono pari allo 19%, come tassa PREU (Prelievo Erariale Unico) dal 24 aprile 2017 (precedentemente 17,5%), più lo 0,80% ad AAMS, più una percentuale variabile a seconda del gestore, come tassa per la concessione di rete. Il resto viene solitamente diviso con l'esercente dell'esercizio pubblico ove site, al netto delle vincite. Le attuali misure di pagamento e di vincita prevedono 1 € (nuova generazione, "comma 6A", previste dal [legge 23 dicembre 2005, n.266 - Finanziaria 2006), come costo di una partita (la partita è spesso divisa in bet (puntata) pari a 0,25 e 0,50 €, e 100,00 € come vincita massima). Mentre la percentuale di vincita deve essere pari, e questo deve succedere solo al termine di ogni ciclo di partite, al 70% dal 19 Febbraio 2016, mai inferiore, e calcolato su un ciclo variabile massimo di 140.000 partite ma le NEW slot o A.W.P. sono tipicamente di 28.000 / 35.000 partite

Nell'aprile 2008 ha fatto la sua entrata in scena una generazione di new slot (che rientrano nella definizione al comma 6A), le quali hanno un costo per partita fino a 1,00 € e vincita massima per singola partita fino a 100,00 € (il doppio rispetto alle precedenti new slot comma 6). Un altro fondamentale cambiamento con questa generazione di apparecchi è la sicurezza anti frode: questi apparecchi, infatti, sono stati progettati con sistemi evoluti, per evitare ogni frode ai danni dello Stato e del giocatore. Tali macchine, infatti, riconoscono i segnali inviati dal provider di rete che li gestisce e, in assenza di tali segnali per un periodo di 7 giorni, attivano automaticamente un blocco software che disabilita l'apparecchio.

I pagamenti delle vincite vengono effettuati in moneta.[2]

Le case produttrici di new slot non sono molte; le più importanti sono IGS, Spielo, Mag, Elsy, Astro, Bakoo,Octavian, EuroGames s.r.l

Le inchieste su Wired, Il Secolo XIX e il progetto #Slotinvaders[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell'estate 2013 sono state pubblicate alcune inchieste di data-journalism sul tema delle slot, realizzate da giornalisti e Dataninja.it[3] ed Effecinque[4]. La prima inchiesta è stata pubblicata su Wired[5] e sostanzialmente analizza il numero di videoslot presenti sul territorio nazionale, evidenziando come nei territori con maggiore concentrazione di slot la spesa dei giocatori fa registrare un incremento, diventando anche un costo sociale.

Nel secondo caso è stato realizzato uno studio sull'area del Comune di Genova pubblicato su Il Secolo XIX[6], evidenziando alcune caratteristiche del fenomeno nel capoluogo ligure. In particolare, l'inchiesta ha portato in risalto il fatto che ben poche delle videoslot attive rispettino il limite dei 300 metri di distanza minimi da luoghi sensibili (scuole, ospedali, luoghi di culto), previsto dalla legge.

Entrambe le inchieste fanno parte del progetto etichettato con l'hashtag #Slotinvaders.

Il movimento No Slot[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 2011, il dibattito critico sulle slot machine ha dato vita alla prima marcia di sensibilizzazione sul problema e, successivamente, al movimento No Slot,[7] fondato da Simone Feder e Marco Dotti. Il movimento aggrega circa 7000 cittadini, realtà associative e istituzioni attorno a un manifesto[8] che punta a promuovere un cambio culturale di prospettiva rispetto al problema dell'azzardo di massa. Il 4 settembre 2013 il movimento ha ricevuto incoraggiamento e benedizione da papa Francesco[9]. Attualmente strutturato in rete[10] attorno al mensile Vita, il movimento è promotore di molte iniziative di legge e culturali.

Contenziosi legali[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2007, la Corte dei Conti del Lazio ha aperto un contenzioso per danno erariale con i dieci concessionari di slot machine, chiedendo un risarcimento stimato inizialmente in 98 miliardi di euro.[11][12][13] Il contenzioso è frutto di un'inchiesta biennale del Nucleo speciale antifrode della Guardia di Finanza, guidata dal generale Umberto Rapetto.[14]

Nel 2012, in primo grado, la Corte dei Conti del Lazio ha condannato i concessionari rivalutando il danno in 2,5 miliardi di euro.[12][15]

Nell'agosto 2013, in occasione della riformulazione della tassa denominata IMU e relativa sospensione per l'anno 2013, si inseriscono tra i fondi a copertura del decreto eventuali introiti derivanti dalla chiusura del contenzioso sopracitato. Tale chiusura prevede un introito compreso tra i 500 milioni e i 700 milioni di euro, corrispondenti al 30% della sanzione, il massimo consentito dalla legge per questo tipo di sanatoria.[16][17] Per tale soluzione è necessaria però l'adesione spontanea dei concessionari condannati, che, al momento, non sembrano intenzionati ad accettare e puntano invece sul giudizio di appello ancora pendente.[17][18]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • All'inizio del suo mandato il sindaco di New York Fiorello La Guardia combatté strenuamente la piaga del gioco d'azzardo e in particolare delle slot machine, da lui definite "macchinette del diavolo", che negli anni trenta invadevano la città finanziando la criminalità organizzata. In una cerimonia su un battello al largo di Long Island arrivò a distruggere a colpi di mazza decine e decine di macchinette, che furono poi gettate in acqua.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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