Anticomunismo

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Poster di matrice anticomunista. La scritta, in russo, recita "Abbasso il bolscevismo!"

Anticomunismo indica l'eterogeneo insieme di movimenti politici, religiosi e civili che avversano o rifiutano il comunismo. Il termine è talvolta considerato improprio sia dagli anticomunisti che dagli stessi comunisti intesi in senso ampio: l'incoerenza sovente sorge dalla confusione e sovrapposizione tra l'opposizione a una determinata e definita forma di comunismo con altri tipi di comunismo. In genere per anticomunismo s'intende l'opposizione alla teoria marxista e/o l'opposizione alle sue concretizzazioni nel socialismo reale e negli Stati comunisti quindi è corretto riferirsi all'antimarxismo, ma gli antimarxisti democratici, per principio pluralistico, non si oppongono ai comunisti d'ispirazione cattolica né a quelli d'ispirazione anarchica, poiché mai nella storia tali comunisti hanno imposto regimi totalitari come invece hanno fatto i marxisti, che sempre hanno perseguitato e molto spesso trucidato i seguaci di altri comunismi. Si consideri pure che, in tutte le dittature comuniste marxiste, gli stessi marxisti dissidenti contro i dittatori detentori del potere sono stati trucidati in massa: famigerate sono le stragi ordinate da Stalin contro i seguaci di Lev Trockij, che fu assassinato in Messico poiché era un marxista dissidente nonché altre stragi ordinate da Josip Broz Tito contro gli stalinisti.

Anticomunismo liberale e conservatore[modifica | modifica wikitesto]

I liberali giudicano negativamente il comunismo poiché ritengono la proprietà e il mercato due libertà essenziali e necessarie allo sviluppo della civiltà. I conservatori sostengono che il comunismo sia sovversivo dei valori principali della natura dell'essere umano. Talvolta liberali e conservatori anticomunisti usano impropriamente il termine comunismo per indicare sia persone genericamente di sinistra come sindacalisti e operai, sia in senso dispregiativo nei confronti di chi promuove una politica di forte cambiamento sociale.

Guerra contro Armata Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: intervento alleato nella rivoluzione russa e intervento in Siberia.

A seguito dell'uscita della Russia dalla prima guerra mondiale (marzo 1918), gli Stati dell'Intesa (Regno Unito, Francia, Italia) e loro alleati s'impegnarono nella guerra civile russa inviando soldati in soccorso dell'Armata Bianca contro l'Armata Rossa. Gli scopi dell'intervento erano sia instaurare un regime che proseguisse la guerra al loro fianco, sia eliminare l'esempio della Rivoluzione russa, che poteva spingere le masse proletarie nei loro Paesi alla rivolta. Furono inviati in Russia 44.000 militari britannici, 13.000 francesi, 3.000 italiani, 13.000 statunitensi, 50.000 cecoslovacchi, 70.000 giapponesi, 24.000 greci, 12.000 polacchi, 4.000 canadesi, 4.000 serbi, 4.000 romeni, 11.300 estoni, 4.192 canadesi, 150 australiani.

Il Corpo di spedizione italiano in Estremo Oriente era costituito da truppe Alpini, sostenute da 2.500 ex prigionieri di guerra austro-ungarici ma di etnia italiana, che avevano combattuto nell'esercito austro-ungarico quindi poi arruolati nella Legione Redenta di Siberia. Gli italiani giocarono un ruolo piccolo ma importante durante l'intervento, combattendo insieme alla Legione Cecoslovacca e altre forze alleate usando treni corazzati e armi pesanti per controllare ampie sezioni della ferrovia siberiana. Le principali aree d'intervento furono le regioni di Irkutsk, Harbin e Vladivostok.[1]

USA[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: maccartismo, teoria del domino e operazione Condor.

Il Partito Comunista degli Stati Uniti d'America sin dall'inizio fu proibito dalle autorità e le sue riunioni si svolsero in clandestinità dal 1919 al 1923, ma nel 1924 fu riconosciuto legale e presentò propri candidati per la Presidenza in U.S.A..[2] Durante la Seconda guerra mondiale, il partito seguì la linea stalinista e fu vietato nel 1954 con il Communist Control Act per essere riammesso nel 1968 quindi ricandidò propri membri per la Presidenza in U.S.A..

La cosiddetta Paura rossa (Red Scare) è stato un fenomeno socio-politico durante due distinti periodi d'intenso anticomunismo nella storia degli Stati Uniti: dal 1917 al 1920 e durante i primi anni cinquanta. Ambedue i periodi furono caratterizzati da una diffusa paura dell'influenza dei comunisti sulla società statunitense e dell'infiltrazione comunista nel governo USA. Si ebbe la tendenza a vedere il comunismo come un blocco compatto senza distinzioni e come un sinonimo di totalitarismo. Vennero bollati come comunisti anche personaggi, movimenti o regimi che non lo erano ma che venivano visti come una possibile minaccia per gli USA.

Queste paure spronarono investigazioni aggressive, imprigionamenti e condanne a morte di persone che si riteneva fossero motivate dall'ideologia comunista o associate a movimenti politici comunisti o socialisti. Uno dei casi più eclatanti (perlomeno in Italia) è la vicenda di Sacco e Vanzetti, due anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti. Furono condannati a morte con le false accuse di omicidio e rapina a mano armata, nonostante la totale carenza di prove; la successiva riabilitazione fu riconosciuta nel 1977 da parte della burocrazia statunitense. Essi vennero giustiziati il 23 agosto del 1927 nel Massachusetts.

Un altro caso degno di nota è quello dei cittadini statunitensi Ethel e Julius Rosenberg, coppia di coniugi condannati a morte, accusati di spionaggio a favore dell'URSS e giustiziati il 19 giugno 1953. Con l'apertura degli archivi sovietici si scoprì che solo il marito, Julius, era colpevole e che quindi le accuse e la condanna per Ethel Rosenberg fu ingiusta.

Gli U.S.A., essendo una superpotenza o iperpotenza militare e politica, sono gli storici promotori e maggiori finanziatori della N.A.T.O., che sin dalla sua formazione, coi suoi alleati asiatici, ha il compito di rispondere a qualsiasi attacco militare di Stati che perseguono scopi minacciosi per Stati retti da democrazie liberali: prima una seria minaccia era l'Unione Sovietica e successivamente molta diffidenza s'è avuta contro la Cina comunista, soprattutto dopo l'eccidio in piazza Tienanmen nel 1989. Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale statunitensi e sovietici furono alleati per difendere i propri territori nazionali dagli attacchi di nazioni nemiche, la politica estera statunitense fu impostata sull'anticomunismo in tutto il mondo: infatti le armate U.S.A. combatterono, con differenti impegni di uomini e mezzi, contro i comunisti greci, cinesi, coreani, vietnamiti e contro i comunisti cubani, che volevano installare missili sovietici da puntare contro città statunitensi, era programmato un intervento militare su Cuba per debellare tale minaccia, ma non fu più necessario perché nell'ottobre 1962 si ritirarono le navi sovietiche che trasportavano a bordo i missili, compresi quelli a testata nucleare.[3][4]

I servizi segreti statunitensi, la CIA e l'amministrazione della presidenza di Richard Nixon diedero il via all'operazione Condor, che ebbe luogo negli anni settanta del secolo scorso, in alcuni stati del Sud America, volta a tutelare l'establishment in quegli stati dove l'influenza socialista e comunista era ritenuta troppo potente, nonché a reprimere le varie opposizioni ai governi partecipi dell'iniziativa.[5] Nel 1993 sono stati desecretati documenti sulla connivenza di Richard Nixon,[6] presidente degli Stati Uniti, e Henry Kissinger,[7] Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, con Augusto Pinochet.[8] Le procedure per mettere in atto questi piani furono di volta in volta diverse, tutte però ebbero in comune il ricorso sistematico alla tortura e all'omicidio degli oppositori politici[9]. Spesso ambasciatori, politici o dissidenti rifugiati all'estero furono assassinati anche oltre i confini dell'America Latina. Alcune fra le nazioni coinvolte furono Cile, Argentina, Bolivia, Brasile[10], Perù[11][12][13], Paraguay e Uruguay.

Il presidente Ronald Reagan definì Impero del male quello che chiamavano Impero Sovietico. Il presidente Donald Trump nel 2017 istituì Il giorno per le vittime del comunismo al fine di commemorare e onorare tutte le persone trucidate nonché solidarizzare con quanti ancòra soffrono sotto le dittature marxiste: tale data è il 7 novembre, giorno in cui, nel 1917, i bolscevichi diedero il via alla rivoluzione russa.[14]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: NATO, strategia della tensione, Operazione CHAOS, piano Solo e organizzazione Gladio.

Nei decenni a cavallo tra '800 e '900 il più importante politico liberale fu Giovanni Giolitti, che nel 1911 in un celebre discorso tenuto nella Camera dei deputati disse Marx è stato mandato in soffitta per esprimere un concetto di superamento storico delle tesi e teorie sostenute dal comunista tedesco quindi criticando la condotta anacronistica dei marxisti italiani.[15]

In Italia dopo la seconda guerra mondiale alcune organizzazioni di anticomunisti liberali e cattolici avevano conservato un arsenale per opporsi all’eventuale attacco dell’apparato paramilitare del PCI. Difatti secondo un'informativa[senza fonte]del governo di Alcide De Gasperi dal 1º gennaio 1947 al 30 aprile 1948 in diversi conventi furono recuperati 974.200 chili di esplosivi, 30.896 bombe a mano, 11.473 bombe da mortaio, 11.270 fucili, 5.944 pistole, 1.876 mitra, 189 cannoni o mortai.

In vista delle elezioni del 1948, il ministro democristiano dell'Interno Mario Scelba preparò lo Stato al possibile scoppio di una guerra civile tra comunisti e anticomunisti, rafforzando la polizia quindi espellendo da essa elementi considerati di dubbia fedeltà conseguenti ad arruolamenti provvisori, avvenuti sul finire della guerra, della polizia partigiana di osservanza comunista e sostituendoli con uomini di fiducia, la cui risolutezza e spicciatività provocò tumulti in piazza e in Parlamento[16].

Il 14 luglio 1948 a Roma, l'attivista di estrema destra Antonio Pallante sparò al segretario del PCI Palmiro Togliatti il quale, dopo un intervento chirurgico, sopravvisse.

La fitta corrispondenza dell'ambasciatrice Claire Boothe Luce, desecretata nel 2005 dagli Archivi nazionali di Washington, "svela i retroscena del conflitto occulto. È uno squarcio inedito su un'epoca in cui l'Italia costituiva la frontiera più importante dopo la Germania tra i due blocchi"[17].

I servizi segreti italiani sostenuti dalla Central Intelligence Agency organizzarono il piano Demagnetize attivo anche in Francia con denominazione Cloven. Altra organizzazione anticomunista ed eversiva fu quella nota come P2 che aveva per programma il piano di rinascita democratica.

Grandi anticomunisti italiani negli anni cinquanta furono i movimenti cattolici incentivati da Papa Pacelli, a capo dei quali vi furono Luigi Gedda e Riccardo Lombardi (gesuita). Il parlamento della Repubblica Italiana, con la legge n. 61 del 15 aprile 2005, ha dichiarato il 9 novembre Giorno della libertà, facendo ricorrenza annuale del 9 novembre 1989 quando iniziò l'abbattimento del muro di Berlino[18]. Nel 2008 il deputato Luca Volontè ha presentato una proposta di legge contro la propaganda di violenza ispirata al totalitarismo comunista.[19] Nel 2015 in una riunione dell'amministrazione di Milano, il consigliere comunale Massimiliano Bastoni propose di vietare l'organizzazione di tutti i partiti comunisti.[20] Nel 2017 l'amministrazione comunale di Soragna impose il divieto ai simboli comunisti.[21]

Resto d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

In Germania Ovest fu messo al bando il KPD Partito Comunista di Germania dal 1956 al 1969. Dopo la caduta della cortina di ferro e ottenuta l'indipendenza nel 1991, in Lituania venne bandito il Partito Comunista dell'Unione Sovietica. In Ungheria dal 2003 e in Polonia dal 2009 sono al bando tutti i simboli comunisti poiché ritenuti istigatori di violenza.[22] In Francia il capo di Governo Édouard Daladier pose fuori legge il Partito Comunista Francese dopo la conclusione del Patto Molotov-Ribbentrop del 23 agosto 1939 che sanciva l'alleanza tra Stalin e Hitler, i quali davano inizio alla seconda guerra mondiale ordinando l'invasione della Polonia nel settembre seguente. Il Partito Comunista di Grecia, che scatenò la guerra civile greca, fu proibito, salvo rari e brevi periodi, dal 1936 al 1974.[23] Il Partito Comunista Finlandese fu sciolto nel 1923 dopo la guerra civile finlandese e nuovamente nel 1930 ma, dopo la guerra di continuazione, i comunisti marxisti svolsero un ruolo predominante nella Lega Democratica Popolare Finlandese, che venne fondata nel 1944 come organizzazione contenitore dell'estrema sinistra politica. In Svizzera il partito comunista è stato dichiarato fuorilegge dal 1940 al 2007[24]. Sono state fatte, inoltre, proposte per rendere i partiti comunisti fuorilegge in Moldavia. In Russia i partiti comunisti furono banditi ma poi riammessi in differenti periodi storici.

Molti europarlamentari degli Stati ex-sovietici hanno proposto la messa al bando del simbolo della falce e martello in tutte le nazioni dell'Unione europea.[25] I Comitati per le libertà indicono ogni anno Memento Gulag, una giornata di studi internazionali sulla repressione e sui crimini dei regimi comunisti, in particolare del totalitarismo sovietico.[26] La giornata di studi si tiene sempre nella stessa data, scelta per il suo valore simbolico: il 7 novembre, data d'inizio della Rivoluzione d'Ottobre secondo il calendario gregoriano.[27]

Il 25 gennaio 2006, a Strasburgo, il Consiglio d'Europa, con 99 sì e 42 no ha approvato, al termine di un acceso dibattito, una risoluzione intitolata Sulla necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi del totalitarismo comunista. Nella risoluzione si sostiene che l'opinione pubblica è molto poco a conoscenza di tali crimini e che sinora, al contrario di quanto è avvenuto per i crimini del nazismo, nessun tribunale internazionale ha condannato i crimini commessi nei regimi comunisti. La risoluzione chiede ai partiti comunisti che siano dati netti segnali di condanna verso l'esperienza del socialismo reale. La risoluzione è stata interpretata da alcuni esponenti comunisti come una strumentalizzazione della storia contemporanea per screditare le posizioni della sinistra comunista.

In molti Paesi europei ex appartenenti al blocco sovietico (di cui 9 sono attualmente membri dell'Unione Europea) è stata vietata per legge costituzionale, in Carta Costituzionale, l’organizzazione di partiti comunisti con introduzione pure del reato di apologia del comunismo:

  1. Estonia
  2. Lettonia
  3. Lituania: commette reato chiunque neghi o approvi i crimini commessi dall'Unione Sovietica e dalla Germania Nazista.
  4. Bulgaria: nella legge bulgara (approvata con 126 voti a favore e 5 contrari) si evidenzia il "carattere criminale dell'ideologia comunista giunta al potere con l'aiuto di una forza straniera, le truppe sovietiche, in violazione della Costituzione", rilevando come il socialismo reale, al potere dal 1944 al 1989,"ha condotto il Paese ad una catastrofe nazionale".
  5. Romania

Il reato di apologia del comunismo e dei suoi simboli è previsto nei seguenti Stati:

  1. Polonia: il 25 settembre 2009, il Parlamento polacco ha approvato un emendamento al Codice Penale, quasi all'unanimità, che vieta la produzione, distribuzione, vendita, o possesso, in stampa o in registrazione, di tutto ciò che possa rappresentare simboli fascisti, comunisti o un qualsiasi altro tipo di simbolo totalitarista, anche tramite Internet. Le pene arrivano fino a 2 anni di reclusione.
  2. Repubblica Ceca: dal 1º gennaio 2010, il codice penale della Repubblica Ceca, così come in Slovacchia, prevede la pena detentiva da 6 mesi e 3 anni per chiunque neghi, metta in dubbio, approvi o giustifichi i crimini dei regimi comunisti e nazionalsocialisti
  3. Slovacchia: in Slovacchia esisteva già la L. 125/1996 "Sull'immoralità e l'illegittimità del sistema comunista"; dal 1º settembre 2011 nel codice penale slovacco sono state introdotte disposizioni in base alle quali è passibile di pena detentiva da 6 mesi a 3 anni per chiunque neghi, metta in dubbio, approvi o giustifichi i crimini dei regimi comunisti e nazionalsocialisti.
  4. Ungheria: dal 24 luglio 2010, commette reato chiunque neghi, metta in dubbio o minimizzi in pubblico i crimini commessi contro la popolazione dal regime socialista e comunista; dal 1º gennaio 2013 è vietato l'uso pubblico di denominazioni legate ai regimi autoritari del XX secolo ricomprendenti il regime fascista guidato da Ferenc Szallasi (1944-1945) e il periodo socialista (1948-1990). In particolare, è fatto divieto di utilizzare "il nome delle persone che hanno giocato un ruolo di primo piano nella fondazione, sviluppo o mantenimento di regimi politici autoritari del XX secolo, o parole ed espressioni o nomi di organizzazioni che possono essere direttamente collegate ai regimi politici autoritari del XX secolo".
  5. Georgia: nell'aprile 2014 il governo ha approvato la messa al bando dei simboli comunisti.
  6. Ucraina: nell'aprile 2015 il parlamento ucraino ha approvato a larga maggioranza (254 a favore su 307 presenti) il progetto di legge del governo che mette sullo stesso piano comunismo e nazismo vietando i loro simboli, la loro propaganda e la negazione del loro carattere criminale. Le pene previste arrivano fino a 5 anni di reclusione.

Dibattito politico e storico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, a seguito della proposta avanzata dalla Germania di rendere reato l'esposizione della svastica su tutto il territorio dell'Unione europea, alcuni europarlamentari dei Paesi dell'ex blocco sovietico, entrati a far parte dell'Unione nel 2004, chiesero la messa al bando anche della falce e martello nel territorio dell'Unione Europea per rispetto delle vittime del totalitarismo sovietico[28]. La richiesta venne sostenuta da alcune associazioni in tutta Europa[senza fonte] e Stati come l'Ungheria,[29] la Lituania,[30] la Lettonia[31], la Polonia[32] e la Moldavia[33] assunsero provvedimenti legislativi per vietarne l'uso pubblico all'interno del territorio nazionale. La proposta incontrò invece resistenza nei paesi dell'Europa occidentale, dove il simbolo di falce e martello rappresenta rilevanti formazioni politiche attive e una tradizione (socialista, trotzkista, eurocomunista) che non ha avuto responsabilità storiche nelle politiche repressive attuate dal totalitarismo sovietico o da altre dittature d'ispirazione marxista-leninista[34]. In buona sostanza la questione coinvolge quasi tutte le nazioni in Europa, che sono state devastate dai totalitarismi e dalla seconda guerra mondiale: quindi sole eccezioni sono Svizzera e Svezia. Il problema maggiore di esperti costituzionalisti e legislatori parlamentari è quello di non intaccare la libertà di espressione e opinione ossia libertà di manifestazione del pensiero altrimenti di fatto comunisti marxisti e fascisti potrebbero subire processi per un reato di opinione, che non è contemplato in nessuna legge degli Stati democratici con pluripartitismo, ma è solo una definizione giuridica di tale reato. Alternativa democratica e pluralista, alla imposizione dei vari divieti, è la legislazione vigente in U.S.A. dove esistono un Partito Comunista degli Stati Uniti d'America marxista e un Partito Nazista Americano ai quali è consentito usare pure i simboli dei totalitarismi, ma spesso a tali partiti è vietato fare manifestazioni in pubblico onde evitare tafferugli tra estremisti di tutte le risme.

Anticomunismo socialista democratico[modifica | modifica wikitesto]

I socialisti anticomunisti sono definiti anche riformisti, riformatori, democratici o libertari; in Italia, dopo la pratica politica del frontismo, certi socialisti furono definiti socialisti autonomisti.

Ideologi socialisti anticomunisti hanno scritto molti testi di denuncia riguardo la repressione negli stati a socialismo reale e numerosi socialisti democratici son stati perseguitati quando non uccisi nei regimi degli stati marxisti, difatti i socialisti riformisti furono definiti dagli stalinisti con il termine socialfascisti.

Anticomunismo anarchico[modifica | modifica wikitesto]

L'anarchia si divide in vari modi: troviamo forme anarchiche di sinistra come anarcocomunismo, anarco-socialismo e anarco-sindacalismo nonché altre di destra come anarcocapitalismo, anarco-liberismo e anarchia di libero mercato. Filosofi, ideologi e attivisti anarchici, essendo il socialismo reale contro i loro principi di libertà, sono contrari al concetto definito "fase di transizione", che secondo i marxisti prevede il sorgere di uno Stato politico che imponga la dittatura del proletariato. Alcuni teorici anarchici quali Michail Bakunin, Errico Malatesta, Camillo Berneri, Emma Goldman sono noti per i loro testi contrapposti ad argomentazioni strettamente marxiste. Max Stirner, considerato il primo e più importante teorizzatore dell'individualismo anarchico, sebbene egli stesso mai si definì anarchico bensì egoista cosciente, teorizzò la distruzione della società, che dovrebbe essere sostituita da un'unione di unici soggetti egoisti, spogliati dalla sottomissione a tutti i fantasmi presenti nella società: tra questi la religione, il nazionalismo, il comunismo, il liberalismo, l'umanesimo e lo statalismo.

Le milizie e armate anarchiche combatterono contro i marxisti soprattutto durante la guerra civile russa capeggiate da Nestor Ivanovič Machno e la guerra civile spagnola nelle giornate di maggio quando furono trucidati pure Camillo Berneri e Francesco Barbieri; in Russia l'armata anarchica fu chiamata Machnovščina o armata nera e in Spagna con gli anarchici combatterono pure miliziani appartenenti a un partito marxista chiamato POUM.

Anticomunismo fascista e nazista[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: patto anticomintern e Operazione Barbarossa.

Il fascismo a differenza delle altre forme di anticomunismo non contesta il comunismo come ideologia rivoluzionaria del sistema vigente, ma lo contesta sulla base di un'analisi economica deleteria nei risultati pratici, sociali e appunto economici di tutta la nazione. I fascisti hanno perseguitato i comunisti poiché la teoria economica e sociale fascista è inconciliabile con quella comunista; inoltre lo stato fascista in quanto totalitario ammette solo il sistema fascista ed esclude un possibile ricambio al potere mediante elezioni e partiti. I nazisti nella prassi politica furono anticomunisti tanto quanto i fascisti.

Italia, Germania, Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Conseguenza dell'anticomunismo fascista in Italia fu, oltre all'uccisione di centinaia dei militanti della sinistra nel periodo dello squadrismo e della Repubblica Sociale Italiana, la condanna alla galera e al confino per migliaia di comunisti compresi diversi dirigenti del Partito Comunista Italiano e l'anticomunismo nazista in Germania analogamente causò la detenzione politica di tanti comunisti tedeschi.

Nel 1936 fu istituito il patto anticomintern, un patto tra nazioni fasciste con lo scopo di combattere il comunismo a livello internazionale, che ebbe il suo primo risultato militare nella guerra civile spagnola, che vide il fronte fascista e nazista vincitore su quello comunista e sovietico. Tuttavia Benito Mussolini fu il primo capo di Governo a riconoscere ufficialmente la nazione sovietica nonché sovietici e nazisti trovarono un accordo nel 1939 col trattato di non aggressione chiamato Patto Molotov-Ribbentrop:[35] quindi URSS e Germania nazista si spartivano la Polonia e altri paesi dell'Europa orientale; proprio con l'invasione della Polonia da parte dei nazisti seguìti dai sovietici pochi giorni dopo ebbe inizio la seconda guerra mondiale.

Guerra contro Armata Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda guerra mondiale la decisione di attaccare l'Unione Sovietica con operazione Barbarossa fu presa personalmente da Adolf Hitler, che trascinò in tale attacco le altre nazioni europee alleate con regimi autoritari fascisti più la Finlandia, che aveva una democrazia pluripartitica ma reagiva all'invasione subìta dall'armata rossa e aderì dopo al patto anticomintern.[36] A questa guerra anticomunista contro l'armata rossa parteciparono eserciti provenienti da Germania, Italia con ARMIR, Ungheria, Romania, Slovacchia e Finlandia ai quali si aggiunsero poi altri reparti ossia:

I giapponesi, che furono promotori del patto anticomintern, non s'impegnarono con uomini e mezzi contro i sovietici perché dovevano combattere contro la furiosa e devastante reazione statunitense all'attacco di Pearl Harbor.

Anticomunismo di matrice religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: scomunica ai comunisti.

Saldamente anticomuniste sono da sempre la Chiesa cattolica e altre confessioni religiose sulla base del pericolo rappresentato dalla filosofia materialistica del marxismo e dalla sua impostazione atea. La Chiesa Cattolica, supportata dal movimento del cristianesimo liberale, promulgò ufficialmente la scomunica ai comunisti contro i credenti che aderiscono ai movimenti di matrice marxista e che professano apertamente le idee comuniste. Tale scomunica è il nome con cui è conosciuto a livello popolare un decreto della Congregazione del Sant'Uffizio pubblicato il 1º luglio 1949: approvato da Papa Pio XII, il decreto dichiarava illecita, a detta della Congregazione, l'iscrizione al Partito Comunista Italiano, nonché ogni forma di appoggio a esso. La Congregazione dichiarava inoltre che quanti professavano la dottrina comunista erano da ritenere tutti apostati quindi incorrevano nella scomunica.[37]

Il rapporto con la religione e il comunismo però non è sempre stato conflittuale, considerando che sono esistite ed esistono ancora formazioni politiche che hanno coniugato la propria fede religiosa con i principi del marxismo in vari paesi del mondo. In Italia di rilievo è stato il filone politico detto cattocomunista nato soprattutto con l'esperienza del Partito Cristiano Comunista, divenuto poi Partito della Sinistra Cristiana e confluito nel Partito Comunista Italiano nel 1945. Notoriamente conflittuale è il contrasto del Dalai Lama contro il partito comunista cinese, che perseguita i credenti della religione capeggiata dal Dalai Lama così come quelli del credo confessionale Falun Gong.

Rivolte anticomuniste e antisovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: guerra fredda, cortina di ferro, muro di Berlino e rivoluzioni del 1989.

Secondo gli anticomunisti i regimi comunisti sono totalitari e non uguali ma molto simili tra loro: si sono organizzati diversamente nelle varie nazioni ma hanno caratteristiche comuni derivanti da quella stessa ideologia totalitaria che ha prodotto identiche conseguenze. Inoltre gli anticomunisti considerano ideologicamente definita la dittatura del proletariato, che nel marxismo indica il periodo della trasformazione rivoluzionaria susseguente alla conquista del potere da parte della classe operaia, caratterizzata dalla prospettiva dell'instaurazione di un sistema di produzione associata e collettiva per una società senza classi a livello mondiale. Gli anticomunisti osservano che tale concezione, variamente ripresa e sviluppata dai teorici marxisti, ha avuto differenti applicazioni pratiche dopo il 1917 ovunque i comunisti hanno preso il potere dopo la guerra o rivoluzione dando luogo tuttavia allo stabilizzarsi in rigidi sistemi di governo e a degenerazioni autoritarie a scapito della proclamata transitorietà. Tali sistemi repressivi di governo provocarono le rivolte anticomuniste che si verificarono in Europa centrale nel cosiddetto Impero sovietico, Albania e Cina. In ordine cronologico ricordiamo tali rivolte.

Rivolte spiccatamente anticomuniste e antisovietiche

  • 1942/1943 e 1950, L'Esercito Insurrezionale Ucraino (in ucraino Українська Повстанська Армія, Ukrains'ka Povstans'ka Armija (UPA) combatté contro l'armata rossa per l'indipendenza dell'Ucraina dopo il genocidio causato da Holodomor negli anni ‘30. Quando la guerra fu conclusa, i membri dell'UPA furono perseguitati, deportati e vari ex combattenti di spicco assassinati fino alla sua quasi totale repressione.
  • 1940 e 1944, Fratelli della foresta, movimento di resistenza negli stati baltici. Movimento represso con forza entro la fine degli anni cinquanta.
  • 1953, in Cecoslovacchia a Plzeň ai primi di giugno la città fu sotto il controllo degli operai dopo una sollevazione popolare. Gli operai reclamavano mutamenti economici e politici agitando ritratti di Masaryk, Beneš ed Eisenhower; l'esercito fu restìo ad aprire il fuoco quindi la sommossa fu sedata da poliziotti del reparto di sicurezza accorsi da Praga.
  • In Germania Est il 16 giugno i lavoratori in massa reclamarono la partenza dei soldati sovietici e libere elezioni. L'armata rossa intervenne reprimendo le rivolte a Berlino Est e in altre città in pochi giorni: i rivoltosi uccisi furono centinaia.
  • 1956, in Polonia a giugno avviene la Rivolta di Poznań: gli operai scioperarono nonostante il divieto e manifestarono; gli operai uccisi dai soldati furono quasi cento.
  • 1961, invasione della baia dei Porci fu il fallito tentativo di rovesciare il regime dispotico di Fidel Castro, che era sovvenzionato dai sovietici. Fu messo in atto da un gruppo di esuli cubani e mercenari, addestrati dalla CIA, che progettavano di conquistare Cuba a partire dall'invasione della parte sud-ovest dell'isola. L'operazione è conosciuta in inglese come "Bay of the Pigs Invasion" e, tra i cubani, col nome in spagnolo di "invasión de Playa Girón" o "batalla de Girón". Contro la dittatura comunista cubana è attivo il movimento Damas de Blanco, che dal 2003 organizza manifestazioni per sollecitare la liberazione dei detenuti politici.
  • 1980, in Polonia il sindacato clandestino Solidarność organizzò scioperi e manifestazioni chiedendo un notevole cambiamento della politica comunista governativa.
  • 1988 - 1991, la Rivoluzione cantata che riportò la democrazia, il ritorno dell'indipendenza e la fine dell'occupazione straniera sovietica in Estonia, Lettonia, Lituania.
  • 1989, in Cina il 15 aprile gli studenti universitari diedero inizio a manifestazioni di massa che furono contrastate prima dalla polizia poi dall'esercito; in pochi giorni i morti tra rivoltosi, quasi tutti studenti e operai, furono in numero difficilmente valutabile poiché i capi della dittatura cinese fornirono dati che son ritenuti oggettivamente falsi dai ricercatori di storia: le stime degli storici calcolano da circa 3.000 a un massimo di forse 12.000 considerando i rivoltosi imprigionati poi uccisi. Comunque sull'orientamento tutto anticomunista di questa rivolta sono sollevati dubbi da alcuni commentatori: le richieste degli studenti erano dirette all'apparato statale (riconoscendolo di conseguenza) e tra le canzoni che certi gruppi cantavano nelle manifestazioni era presente anche l'Internazionale.
  • In Cecoslovacchia vi fu la cosiddetta rivoluzione di velluto che preluse a un nuovo assetto politico democratico.
  • In Romania a dicembre iniziò la rivolta che coinvolse parte dell'esercito romeno e aprì la fase democratica. I morti si contarono a migliaia.
  • 1990, in Albania vi fu la rivolta seguita da un esodo di fuggiaschi che in nave approdarono a Bari. La rivolta diede poi corso a un orientamento politico democratico.

Rivolte antisovietiche e relativamente anticomuniste

  • 1956, in Ungheria il 23 ottobre operai e studenti diedero il via a una rivolta generale chiedendo il ritiro delle truppe sovietiche e radicali riforme. Il 2 novembre il capo del governo Imre Nagy proclamò la neutralità del Paese e chiese l'intervento dell'ONU ma il 4 novembre intervenne l'armata rossa che represse la rivolta dopo una resistenza degl’insorti ungheresi che continuarono a combattere sino l'anno successivo: gli storici fanno una stima dei morti ungheresi che è tra le 20.000 e 25.000 persone. Con l'avvento della democrazia in Ungheria la data del 23 ottobre è diventata festa nazionale. Si osservi tuttavia che l'interpretazione di questo movimento come totalmente anticomunista è messo seriamente in discussione da diversi storici poiché alcuni capi politici della rivolta erano comunisti.
  • 1968, in Cecoslovacchia operai e studenti manifestarono chiedendo importanti riforme quindi vi fu la cosiddetta primavera di Praga ma poi intervenne l'armata rossa: 72 furono i rivoltosi uccisi. Nel 1969, per incitare il popolo cecoslovacco contro il regime, Jan Palach e altri giovani a intervallo di pochi giorni uno dall'altro si suicidarono dandosi fuoco nel centro di Praga.

Le rivolte antisovietiche e parzialmente anticomuniste che si susseguirono in Russia poi in Unione Sovietica furono:

In onore alle vittime anticomuniste cadute in combattimento e trucidate nei gulag o prigioni, sono stati edificati monumenti e memoriali in tutte le nazioni, che si sono liberate dalla tirannia comunista marxista, compresa la Russia dove tali regimi ebbero inizio nonché in altre nazioni democratiche, non sottoposte a dittatura comunista, che vogliono perpetuare la memoria della Resistenza al totalitarismo comunista. Tra questi monumenti, vi sono: Monumento alle vittime del Comunismo, Memoriale Gloria Victis, Memoriale delle vittime del Comunismo e della Resistenza, Memoriale del Muro di Berlino, Memoriale di Berlino-Hohenschönhausen.[38][39]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corpo di Spedizione in Estremo Oriente
  2. ^ Gentry, Kurt, J. Edgar Hoover: The Man and the Secrets. W. W. Norton & Company 1991. P. 442. ISBN 0-393-02404-0
  3. ^ (EN) The Cuban Missile Crisis Timeline. Nuclear files. Weapons. History. Cold-war. June 20, 1963.
  4. ^ Len Scott e R. Gerald Hughes, The Cuban Missile Crisis: A Critical Reappraisal, Taylor & Francis, 2015, p. 17.
  5. ^ (EN) Naomi Klein, Shock Doctrine, New York, Picador, 2007, p. 126, ISBN 978-0-312-42799-3.
  6. ^ Nixon Alerted in Advance to Date of Coup. Peter Kornbluh. National Security Archives Electronic Briefing Book No. 470. May 23, 2014
  7. ^ Declassified kissinger transcripts reveal strong support for Pinochet following chilean coup . Peter Kornbluh. National Security Archive Electronic Briefing Book No. 110. February 3, 2004
  8. ^ Nixon e Kissinger aiutarono Pinochet. Omero Ciai. Repubblica. Ricerca. Archivio. 12 settembre 2008.
  9. ^ (FR) L'exportation de la torture oltre al furto dei loro bambini che vennero fatti adottare illegalmente ad altre famiglie . Marie-Monique Robin. Humanité. 30 Aoùt, 2003
  10. ^ (EN) Brazil looks into Operation Condor. BBC. Americas. 18 May, 2000.
  11. ^ (EN) Southern cone rendition program: peru's participation. Operation condor crimes focus of italian indictments. Peter Kornbluh. National Security Archive Electronic Briefing Book No. 244. February 22, 2008.
  12. ^ (EN) Condor years. John Dinges. The New Press. June 1, 2005. ISBN 1-56584-977-9
  13. ^ (EN) Perù Condor Operation. Documenti declassificati della DINA sulla partecipazione del Perù all'Operazione Condor.
  14. ^ Donald Trump istituisce il giorno per le vittime del comunismo
  15. ^ data del discorso
  16. ^ Indro Montanelli, C'era una volta, il Giornale, 30 ottobre 1991.
  17. ^ Ennio Caretto, L'offensiva sugli intellettuali caldeggiata dall'ambasciatrice Luce. Una diplomatica anticomunista. Troppa Cgil per Tolstoj, Corriere della Sera, 17 aprile 2005. Vi si legge che "i documenti indicano che la battaglia culturale viene combattuta senza esclusione di colpi: l'ambasciata chiede a esempio ai servizi segreti Usa d'indagare non solo su De Sica e Visconti, bensì anche sui produttori cinematografici Carlo Ponti, il marito di Sophia Loren, e Dino De Laurentiis, il marito di Silvana Mangano, colpevoli di «collaborare col sindacato comunista» (la Cgil) allo scopo, se possibile, di screditarli. Ma è il «Piano d'azione» Usis a illustrare la portata della offensiva per la conquista «del cuore e della mente dell'Italia». Il piano prevede che vengano mobilitati oltre duemila uomini d'affari ed economisti «abbastanza giovani da essere malleabili ma in grado di esercitare un certo peso sul paese», oltre duemila docenti universitari, professori di liceo, maestri e insegnanti d'inglese; oltre tremila leader dei sindacati liberi (non comunisti); oltre tremila personalità dei media e la cultura, giornalisti, artisti e intellettuali, «in particolare quelli interessati ai temi sociali»; oltre duemila liberi professionisti, avvocati, ingegneri, medici «all'avanguardia nelle comunità locali»; oltre mille dei migliori studenti universitari; seimilacinquecento esponenti del governo e dei partiti a tutti i livelli; quattrocento «ufficiali chiave delle forze armate». E poi i leader religiosi, delle minoranze e così via, per un totale di undici categorie".
  18. ^ Istituzione del "Giorno della libertà" in data 9 novembre in ricordo dell'abbattimento del muro di Berlino - Parlamento Italiano, legge n. 61 del 15 aprile 2005, G.U. n. 95 del 26 aprile 2005.
  19. ^ Apologia di comunismo l'Udc inventa un reato
  20. ^ Bandire i Partiti comunisti, la mozione al Comune di Milano
  21. ^ Soragna mette al bando il comunismo
  22. ^ Comunismo e Nazismo: in Polonia sono illegali
  23. ^ (IT) Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini, La Grecia contemporanea (1974-2006): un modello di sviluppo politico, economico e sociale, Polistampa, 2007, ISBN 9788859601890
  24. ^ archiviostorico.corriere.it, http://archiviostorico.corriere.it/2007/settembre/18/Svizzera_partito_comunista_torna_dopo_co_9_070918064.shtml..
  25. ^ Falce e martello da bandire, 8 febbraio 2005
  26. ^ Jahrbücher für Geschichte Osteuropas, vol. 56, F. Steiner Verlag, 2006.
  27. ^ Una giornata della memoria per le vittime dei Gulag, Corriere della Sera, 2 marzo 2003. URL consultato il 24 novembre 2012 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  28. ^ Falce e martello da bandire: Frattini "apre" ai paesi dell'Est", La Repubblica, 8 febbraio 2005. URL consultato il 7 marzo 2014.
  29. ^ Legge XLV del 1993 di modifica all'articolo 269/B del Codice Penale (legge IV del 1978).
  30. ^ Lithuanian ban on Soviet symbols, su news.bbc.co.uk, 17 giugno 2008. URL consultato il 7 marzo 2014.
  31. ^ List of "occupiers' cars" raises ethnic tension in Latvia, su news.monstersandcritics.com, 5 febbraio 2010. URL consultato il 7 marzo 2014 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2012).
  32. ^ Andrea Tarquini, Il Senato polacco approva il divieto di bandiera rossa, La Repubblica, 28 novembre 2009. URL consultato il 7 marzo 2014.
  33. ^ AFP, Moldovan Parliament Bans Communist Symbols, Radio Free Europe. URL consultato il 7 marzo 2014.
  34. ^ Falce e martello, ira a sinistra, La Repubblica, 9 febbraio 2005. URL consultato il 7 marzo 2014.
  35. ^ politica estera fascista
  36. ^ (EN) Winston Churchill, The Second World War, Vol. 5: Germany Drives East, p. 328
  37. ^ Marco Politi, La scomunica del comunismo, in La Repubblica (Roma), 28 giugno 2009. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  38. ^ descrizione di altri monumenti
  39. ^ memoriale di Mosca

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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