Armata Bianca

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Armata Bianca
Белая Армия
Flag of Russia.svg
Descrizione generale
Attiva 1918-1923
Nazione Russia
Alleanza contatti con le Potenze dell'Intesa
Guerra Contro i bolscevichi dell'Armata Rossa
Dimensione 2 400 000 circa
Comandanti
Degni di nota Siberia

Sud della Russia

Nord della Russia

Nord-ovest della Russia

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Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Armata Bianca (in russo: Белая Армия) è il nome che fu dato all'esercito controrivoluzionario russo, sostenitore della Repubblica russa, che combatté contro l'Armata Rossa bolscevica, nella Guerra civile russa dal 1918 al 1921.

Il nucleo degli ufficiali di questo esercito, la Guardia Bianca, era costituito da nazionalisti e reazionari provenienti dall'esercito imperiale russo. L'Armata Bianca era appoggiata da rappresentanti di molti altri movimenti politici: democratici, cadetti, socialisti riformisti, sostenitori di Kerenskij e altri che si opposero alla Rivoluzione d'ottobre del 1917, restando leali alla Repubblica russa. Il grosso dell'esercito era costituito sia da oppositori attivi dei Bolscevichi, come i cosacchi, che da contadini senza partito, che furono semplicemente arruolati al suo interno. Aiuti arrivarono anche dalle potenze dell'Intesa, soprattutto Giappone, Gran Bretagna, Francia e Regno d'Italia che inviarono anche corpi di spedizione.

Bandiera del "Battaglione della morte".

Struttura e ideologia[modifica | modifica wikitesto]

La designazione bianca contiene diverse interpretazioni. In primo luogo in contrapposizione al nome dell'Armata Rossa, che combatteva a fianco dei Bolscevichi. In secondo luogo perché il colore bianco aveva una profonda associazione con la corona zarista, visto che gli zar erano anche chiamati zar bianchi.

In realtà è improprio parlare di armata in senso letterale: non esistette mai una struttura gerarchica ed organizzata a cui attribuire questo nome, ma si trattò di un insieme sparpagliato e disorganizzato di gruppi anti-bolscevichi, che componevano una sorta di confederazione. Gli ufficiali dell'esercito spesso erano personaggi di fede monarchica, e i suoi combattenti lottavano per una Russia unita, in opposizione al progetto di una confederazione di stati ideata dai Bolscevichi.

L'Armata Bianca ricevette supporto anche da altre forze politiche, quali i democratici, i rivoluzionari socialisti ed altri gruppi politici che si opponevano alle conseguenze della Rivoluzione d'Ottobre. I ranghi delle truppe regolari erano composti in gran parte da Cosacchi, ma anche da volontari e coscritti di ideali monarchici, provenienti da diverse classi sociali.

Alcuni dei leader del movimento, in particolare il generale Pëtr Nikolaevič Vrangel', formularono i concetti base che avrebbero dovuto amalgamare questa forza contro-rivoluzionaria, fondati su ideali di matrice tradizionalista e sviluppati all'interno dei gruppi degli esuli dopo la fine della Guerra Civile da pensatori russi come Ivan Aleksandrovič Il'in, che presentavano molte similarità con le istanze del movimento degli Slavofili. Questo insieme dottrinale fu denominato Idea Bianca.

Emblema del governo di Kolčak

Ben presto gli ideali monarchici ebbero il sopravvento all'interno del movimento a scapito degli ideali repubblicani. Le politiche liberalsocialiste di Aleksandr Fëdorovič Kerenskij erano viste come dirette responsabili della Rivoluzione d'Ottobre, e non fu accettata da tutti i comandanti la nomina del generalissimo, il granduca Nikolaj Nikolaevič Romanov a comandante in capo dell'armata. Solo nell'agosto del 1922 quel che restava dell'Armata Bianca del generale Diterichs costituì lo Zemskij Sobor (Assemblea Parlamentare) dell'Oblast' dell'Amur, eleggendo a capo il granduca come Zar di tutta la Russia.

Vi era la presenza di altri gruppi militari, come l'Armata Verde e l'Armata Nera, che, benché opposte all'Armata Rossa e all'Armata Bianca, occasionalmente si alleavano temporaneamente con l'una o con l'altra.

In diverse occasioni l'Armata Bianca ebbe il supporto delle potenze occidentali e degli Imperi centrali, e questo comportò l'accusa da parte dei Bolscevichi di essere rappresentante militare delle potenze europee.

Teatro delle operazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Guerra civile russa tra Armata Rossa e Bianca si svolse dal novembre del 1917 fino al 1921, con isolate sacche di resistenza lungo il fronte orientale che prolungarono il conflitto fino al 1923.

L'Armata Bianca ebbe l'aiuto occasionale da altre potenze mondiali, come Giappone, Regno Unito, Italia, Canada, Francia, Stati Uniti d'America, Germania, Cecoslovacchia e Grecia, che operarono soprattutto sui diversi fronti in Ucraina, Siberia e Crimea, non riuscendo mai ad organizzarsi in un esercito unificato, e permettendo così all'Armata Rossa di conseguire la superiorità strategica.

Gli scenari di guerra principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il fronte meridionale. Le operazioni nella regione del Don, iniziarono il 5 novembre 1917 sotto la guida del generale Michail Alekseev e del generale Lavr Kornilov, e in seguito del generale Anton Denikin. Le forze su questo fronte erano le Forze Armate della Russia Meridionale, e sopportarono la maggior parte delle operazioni militari del conflitto, rappresentando quindi la minaccia più grave per l'Armata Rossa. Inizialmente essa era composta interamente da volontari, in gran parte cosacchi, i primi a opporsi alla salita al potere dei Bolscevichi. Nel 1919, dopo il fallimento dell'offensiva su Mosca del generale Denikin, l'armata sotto il suo comando fu costretta alla ritirata. Il generale Vrangel' riorganizzò l'armata in Crimea e istituì un governo provvisorio riconosciuto dalla Francia, dando poi vita a una nuova avanzata che fallì rapidamente quando il leader polacco Józef Piłsudski stipulò una pace separata con i Sovietici, e ritirò la Polonia dal conflitto.
  • Il fronte orientale, in Siberia. Vide l'inizio delle operazioni nella primavera del 1918 e inizialmente combattuto da una forza militare clandestina composta da ufficiali dell'esercito e menscevichi. Ebbero il sostegno di entità locali, quali il Governo provvisorio della Siberia, l'Autonomia di Alash e l'Emirato di Bukhara. Il fronte iniziò una offensiva in concomitanza con le forze cecoslovacche, ma le truppe bianche furono sconfitte dai Bolscevichi, che non permisero ai polacchi di abbandonare il suolo russo, sterminandoli. Guidate dall'Ammiraglio Aleksandr Kolčak, le truppe bianche ebbero parziali successi all'inizio della campagna, ma furono costrette alla ritirata verso i confini più estremo-orientali, dove mantennero sacche di resistenza fino al 1922.
  • Il fronte nord-occidentale. Nella regione del Baltico vennero raccolte truppe anti-bolsceviche al cui comando si pose il Generale Bermondt-Avalov. L'armata era formata in prevalenza da tedeschi del Baltico e guerreggiò in funzione dei governatorati baltici filo-tedeschi; la spregiudicatezza e l'avventurismo dei comandanti ne decretò l'insuccesso. Nel 1919 il Generale Nikolaj Judenič, disceso dalla Finlandia, riorganizzò l'Armata Bianca nella regione baltica con l'appoggio dei britannici e procedette in ottobre all'offensiva contro Pietrogrado, senza vincerne la resistenza.
  • Un piccolo fronte a nord si aperse nel 1919 con il tentativo del generale Evgenij Miller, supportato dagli inglesi e a capo di un modesto contingente antirivoluzionario. L'incapacità di dotarsi di sufficiente equipaggiamento bellico costrinse in poco tempo le truppe rimaste all'evacuazione via mare.

Altre formazioni antibolsceviche[modifica | modifica wikitesto]

Soldati dell'armata del Don nel 1919 con un carro armato Mark V

Principali personalità appartenenti all'Armata Bianca[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]