Aleksej Maksimovič Kaledin

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Aleksej Maksimovič Kaledin
Алексе́й Макси́мович Каледи́н
Войсковой Атаман Области Войска Донского, генерал от кавалерии Каледин Алексей Максимович.PNG
Il generale Aleksej Maksimovič Kaledin
24 ottobre 1861 – 11 febbraio 1918
Nato aUst'-Chopërskaja
Morto aNovočerkassk
Cause della morteSuicidio
Dati militari
Paese servitoFlag of Russian Empire for private use (1914–1917) 3.svg Impero russo
Flag of Don Cossacks.svg Repubblica del Don
Forza armataEsercito imperiale russo
Armata Bianca
Cosacchi del Don
Anni di servizio1882 - 1918
GradoGenerale di cavalleria
GuerreGuerra russo-giapponese
Prima guerra mondiale
Guerra civile russa
DecorazioniCroce di San Giorgio
Ordine di Sant'Anna
Ordine di San Stanislao
Spada d'oro al coraggio
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Aleksej Maksimovič Kaledin (in russo Алексе́й Макси́мович Каледи́н; Ust'-Chopërskaja, 24 ottobre 1861Novočerkassk, 11 febbraio 1918) è stato un generale russo. Guidò le truppe cosacche controrivoluzionarie dell'Armata Bianca durante le fasi iniziali della Guerra civile russa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Kaledin si diplomò all'Accademia militare di Voronež nel 1882. Dal 1903 al 1906, diresse la Scuola Militare di Novočerkassk. Dal 1906 al 1910, fu Capo di stato maggiore dell'armata cosacca del Don.

Durante la Prima guerra mondiale, fu a comando del 12º battaglione di Cavalleria e dell'8ª Armata sul fronte Sud-occidentale. Kaledin non accettò la rivoluzione di Febbraio del 1917 e venne sollevato dal comando dal Governo provvisorio per insubordinazione. Il 17 giugno 1917, venne dichiarato "Atamano" dei Cosacchi del Don, e dietro insistenza di Mitrofan Bogaevskij, prese il comando dell'armata cosacca. Nell'agosto 1917, a Mosca, Kaledin intensificò i suoi piani di repressione violenta del movimento rivoluzionario.

Il 29 agosto, le autorità locali di Novočerkassk decisero di chiedere a Aleksandr Kerenskij di sollevare dall'incarico il generale Kaledin e di arrestarlo per aver diffuso propaganda Korniloviana tra i cosacchi della regione del Don. Il 31 agosto Kerenskij inviò un telegramma dicendo che il generale sarebbe stato immediatamente sollevato dall'incarico ed arrestato per incitamento alla sommossa.

Il 6 settembre Kaledin cercò di argomentare la propria difesa e di proteggere Kornilov dalle accuse del governo provvisorio. Il 25 ottobre, egli dichiarò che fino a quando l'autorità del governo provvisorio non fosse stata ristabilita in tutta la Russia, l'armata cosacca avrebbe preso il controllo della regione del Don.

Questo annuncio segnò l'inizio della cosiddetta "Kaledinschina", la ribellione controrivoluzionaria nella regione del Don. Dopo varie sconfitte per mano dell'Armata Rossa, il 29 gennaio 1918, Kaledin rassegnò le dimissioni e l'11 febbraio 1918 si suicidò sparandosi un colpo in testa.[1][2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Spada d'oro al coraggio - nastrino per uniforme ordinaria Spada d'oro al coraggio
Croce di San Giorgio di IV Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di San Giorgio di IV Classe
— 12 ottobre 1914
Croce di San Giorgio di III Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di San Giorgio di III Classe
— 12 settembre 1915
Cavaliere di Sant'Anna di III Classe - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Sant'Anna di III Classe
— 1897
Ordine di San Stanislao di II Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di San Stanislao di II Classe
— 1902

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ First World War.com - a multimedia history of world war one
  2. ^ J. M. Bourne, Who's who in World War One, Routledge, 2001, p. 150, ISBN 978-0-415-14179-6. URL consultato il 17 giugno 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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